sabato 19 gennaio 2019

I personaggi di Raymond Carver all'Off-Off Theatre. SCUSATE SE PARLIAMO D'AMORE



Dal 15 al 20 gennaio 2019

VIA GIULIA, 19, 20, 21 - ROMA



DIREZIONE ARTISTICA SILVANO SPADA


“Arthea” associazione culturale
presenta

SCUSATE SE PARLIAMO D'AMORE
(il teatro nelle storie di Raymond Carver)

con Barbara Rizzo, Andrea Mitri e Letizia Sacco
e con la partecipazione di Massimo Poggio

drammaturgia e regia Alberto Di Matteo

Quando il pubblico entra in sala, gli attori sono già in scena, seduti ad un tavolo apparecchiato di soli bicchieri e bottiglie. I  4 personaggi dapprima sono quasi immobili, poi piano piano in un crescendo,iniziano a muoversi: si guardano , si sorridono, spostano bicchieri da una parte all'altra del tavolo, cominciando poi a bisbigliare frasi che il pubblico non p ancora in grado di capire, ma tali frasi dette con un filo di voce sono accompagnate da eloquenti espressioni facciali e corporee, come se stessero scrutando ciò che hanno davanti.
SCUSATE SE PARLIAMO D'AMORE in scena all'Off Off Theatre fino a domenica 20 gennaio è uno spettacolo tratto dai racconti di Raymond Carver, uno di quegli scrittori statunitensi che non perdono di interesse con il passare degli anni,  morto nel 1988 all'età di soli 50 anni, i suoi scritti sono ancora del tutto attuali. Lo sono perchè trattano di temi universali, e lo fanno in un modo particolare. In questo spettacolo che trae il nome da un suo racconto del 1981, sono stati messie come se fosse un contenitore : storie "carveriane". La drammaturgia di Alberto Di Matteo, che cura anche la regia dello spettacolo, è, infatti, improntata su monologhi letterari, dialoghi, racconti, i quattro interpreti in scena-due coppie- hanno ognuno un ruolo ben definito: Nick: Andrea Mitri, pur essendo legato da amore con la compagna Laura, e da amicizia con l'altra coppia, sembra auto riservarsi un ruolo da narratore dei fatti altrui, di se non parla, e se parla non dice la verità ma la sua pena la leggiamo sul suo viso. Laura: Letizia Sacco, una donna insoddisfatta, stregata dalla luna. Teresa: Barbara Rizzo, molto legata all'idea dell'amore, in particolare quello viscerale, che fa impazzire,e  allo stesso tempo sarcastica, e poi Melvin: Massimo Poggio, un uomo che avrebbe potuto avere tutto dalla vita, un buon lavoro, di responsabilità, dei figli, ma un matrimonio fallito alle spalle, e uno in bilico attualmente. Melvin è l'unico che palesemente , cerca di darsi una spiegazione sulla natura dell'amore e sul mistero che ad esso è legato, partendo da una base spirituale, e arrivando da una parte alla consapevolezza del suo stato attuale, grazie anche all'esperienza di due vecchietti incidentati.
SCUSATE SE PARLIAMO D'AMORE  è uno spettacolo di qualità che ha delle aspettative sul pubblico:va ascoltato, assimilato, per poi poterne discutere, magari essendo più liberi dei personaggi carveriani che pur essendo, almeno quelli rappresentati in questo spettacolo dei benestanti rimangono dei looser nella vita.
Miriam Comito


Da martedì 15 a domenica 20 gennaio 2019, all’Off/Off Theatre va in scena Scusate se parliamo d’amore (Il teatro nelle storie di Raymond Carver), con Massimo Poggio,  Barbara Rizzo, Andrea Mitri e Letizia Sacco, per la regia di Alberto Di Matteo.

Due coppie di amici, al tavolo di cucina, con quattro bicchieri, una bottiglia di gin e una di soda; è giorno di festa, bevono e chiacchierano e non si sa come e perché cominciano a parlare d'amore. Ma, per parafrasare il titolo di un famoso racconto di Carver, di cosa parliamo esattamente e veramente quando parliamo d'amore? Questa, in sintesi, la situazione di partenza del nostro spettacolo. Di quel famoso racconto abbiamo fatto il punto di partenza e il contenitore di altre storie tratte dai testi dello scrittore americano. A pensarci bene, i personaggi di Carver vivono costantemente tale condizione: agiscono, parlano, raccontano a proposito di cose importanti, oppure di cose normali, semplici, quotidiane, perfino banali, ma sembrano sempre alludere, più o meno coscientemente, a ben altro, a qualcosa di più grande, misterioso, assoluto. E non manca mai un sottile senso di inquietudine, una vena strisciante di tensione, come se da un momento all'altro stesse per succedere l'irreparabile.

Ecco allora che si spiega il senso della nostra scommessa: cercare, attraverso il nostro lavoro, il teatro nelle storie di Raymond Carver; una teatralità tutta contemporanea, quasi beckettiana, che ha dei tratti inquietanti, ma che contiene anche un imprevedibile e anomalo umorismo. I racconti di Carver si situano in quell'orizzonte che è anche il nostro, quello di esseri umani del 21° secolo, quello della quotidianità, della vita di tutti i giorni, fatta dalle 'solite cose'. In quello stesso orizzonte lo scrittore americano ha saputo lasciare tracce di poesia, di mistero, di trascendenza. Solo che Carver, come scrittore, è reticente, non dice tutto, dissemina le sue storie di vuoti, di buchi, di cose non spiegate e inspiegabili... Sta a noi allora, spettatori e interpreti, sta al teatro, in definitiva, il compito di rinvenire il brivido della poesia e delle emozioni in quelle storie di tutti i giorni.

OFF/OFF THEATRE
Via Giulia 19 – 20 – 21, Roma / DIREZIONE ARTISTICA SILVANO SPADA
Costo Biglietti: Intero 25€; Ridotto Over65 18€; Ridotto Under35 15€; Gruppi 10€ – info@altacademy,it
Dal Martedì al Sabato h.21,00 – Domenica h.17,00
Info e Prenotazioni+39 06.89239515 offofftheatre.biglietteria@gmail.com


mercoledì 16 gennaio 2019

LA SCARPETTA DI CRISTALLO SI FA PATTINO PER CENERENTOLA ON ICE AL BRANCACCIO

LUNCHBOX THEATRICAL PRODUCTIONS e TONY MERCER
in collaborazione con WEC – World Entertainment Company
presentano

in

LA MAGIA DEL PATTINAGGIO SU GHIACCIO A TEATRO
 
Teatro Brancaccio
dal 15 al 20 gennaio  2019 - Roma
 
Spinta dalla curiosità di vedere uno spettacolo on ice, ieri sono andata al Teatro Brancaccio di Roma, dove fino al 20 gennaio ci sarà in scena CENERENTOLA ON ICE.
Lo spettacolo è senza dubbio suggestivo, la ben nota favola di Cenerentola, che per altro ha radici antichissime, infatti pur essendo la versione più nota quella dei fratelli Grimm e di Perrault, la vicenda di Cenerentola è giunta in Europa sotto forma di Cennerentola o Gatta cenerentola di Giovan Battista Basile scritta e ambientata nella Napoli del 1600, ma andando ancora più di indietro nel tempo si viene a scoprire che esistono varie versioni della fiaba provenienti da tutte le parti del mondo, persino dalla Cina e che l'archetipo letterario risalga addirittura ad Esopo.
La realizzazione dell'Imperial Ice Star ha i suoi punti forti sulla bravura degli atleti/artisti, e sulla scenografia, quest'ultima è imperniata sulla figura centrale dell'orologio, in alcune versioni della fiaba, il padre di Cenerentola era orologiaio, e su delle decorazioni che sembrano prese dalla Casina delle civette a Villa Torlonia, proprio a rimembrare un'atmosfera fabiesca.
Il primo tempo trascorre in modo più soffice, nel secondo invece, quando gli atleti si sono scaldati, il ritmo si fa incalzante, tutto è un turbinare, in particolare la danza delle lancette che accerchiano la protagonista allo scocccare della mezzanotte. Qualche cambiamento tattico e atto al caso specifico di uno spettacolo di danza sul ghiaccio, alla versione più conosciuta.
Un esperienza da vivere almeno una volta nella vita.
Miriam Comito
 
 
 
 
 
Arriva in Italia un nuovo elettrizzante spettacolo di The Imperial Ice Stars, la più famosa compagnia di danza su ghiaccio: “Cenerentola On Ice” sarà dal 15 al 20 gennaio a Roma (Teatro Brancaccio) e dal 22 al 27 gennaio 2019 a Milano (Teatro Arcimboldi).
Lo show andrà in scena sul palco del teatro trasformato per l’occasione, grazie a un sofisticato impianto tecnico, in una grande pista di pattinaggio.
 
Dopo i consensi ottenuti con “Il Lago dei Cigni On Ice” (febbraio 2015), “La Bella Addormentata On Ice” (febbraio 2016) e “Lo Schiaccianoci On Ice” (gennaio 2017), tutti accolti con grande entusiasmo e partecipazione dal pubblico, The Imperial Ice Stars torna a gran richiesta con uno show che sarà una nuova indimenticabile esperienza per tutte le famiglie. 
 
“Cenerentola On Ice” è un altro grande balletto riletto nel particolarissimo linguaggio che innesta la tradizione coreografica classica sul pattinaggio artistico più acrobatico.
Novità assoluta per il nostro paese, lo spettacolo ha già ottenuto ottime recensioni e grande approvazione nei suoi lunghi tour in Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito, e poi in Corea, Singapore, Hong Kong, Tailandia, Giappone e Sud Africa.
Interpretazione teatrale del racconto classico, “Cenerentola On Ice” è stata ideato e coreografato dal premiato regista di spettacoli su ghiaccio Tony Mercer in collaborazione con tre degli allenatori di pattinaggio più stimati al mondo: Evgeny Platov, doppia medaglia d'oro olimpica e quattro volte campionessa mondiale e i campioni mondiali di danza su ghiaccio 2006 e 2007 Albena Denkova e Maxim Staviski.
 
Acclamata dalla critica internazionale, The Imperial Ice Stars si conferma come la più importante compagnia di danza su ghiaccio: finora più tre milioni di persone in cinque continenti hanno accolto le adrenaliniche esibizioni di The Imperial Ice Stars con delle standing ovation. La compagnia si è esibita in alcuni delle più prestigiose location al mondo: dal Sadler's Wells nel West End di Londra all'Esplanade Theatre di Singapore, dalla Place des Arts di Montreal alla Piazza Rossa di Mosca e alla magnifica Royal Albert Hall di Londra. Imperial Ice Stars è stata l’unica compagnia di pattinaggio su ghiaccio ad aver vinto il premio teatrale: "Best Special Entertainment" del Manchester Evening News per la produzione di “Swan Lake on Ice” nel 2007.
 
Sinonimo di innovazione nel mondo del pattinaggio, The Imperial Ice Stars è nota per le spettacolari esibizioni all’interno delle sale teatrali e per lo stile unico del racconto. “Cenerentola On Ice”, terza produzione della compagnia, continua ad aprire nuovi orizzonti nel genere della danza sul ghiaccio. Stupende interpretazioni di pattinaggio e incredibili figure acrobatiche, alcune delle quali viste solo nelle arene olimpiche e altre mai tentate prima, vengono eseguite nello spazio di un palcoscenico teatrale ghiacciato. Non mancano salti estremi ad alta velocità, stupefacenti piroette e strabilianti acrobazie aeree. Un’elettrizzante combinazione di teatro e sport!
Il cast è composto da 24 campioni olimpici, mondiali ed europei e comprende grandi talenti del pattinaggio russo, molti dei quali preparati dai migliori allenatori della Russia. Alcuni di loro hanno iniziato il loro training all’età di tre-quattro anni.
Sono più di 300 le medaglie vinte da tutti gli atleti che compongono la compagnia!
 
Danzato su una pista di pattinaggio costruita sul palcoscenico del teatro appositamente congelato a -15 gradi, lo spettacolo vanta straordinari effetti speciali tra cui il fuoco e la pioggia, voli, magnifici paesaggi proiettati raffiguranti la piazza di una città siberiana e un teatro art deco nero e argento e sfarzosi costumi di Albina Gabueva, costumista del famoso Teatro Stanislavskij di Mosca. La produzione inoltre può vantare una delle scenografie più costose mai create per uno spettacolo di ghiaccio teatrale da uno dei migliori scenografi australiani, Eamon D'Arcy.
“Cenerentola On Ice” ha richiesto 18 mesi di allestimento pre-produzione, con una colonna sonora appositamente composta da Tim A Duncan e Edward Barnwell, entrambi apprezzati compositori contemporanei, e registrata dalla Moscow State Cinematic Orchestra e dalla Manchester Symphony Orchestra.
 
In questa originale versione su ghiaccio, Cenerentola è un’umile ballerina di fila che, spinta sotto i riflettori,  affascina con la sua danza aggraziata il bel figlio di Lord Mayor, lo scapolo più ambito della città. Nonostante gli espedienti delle sorellastre di conquistare il cuore del giovane, il vero amore trionfa grazie ai poteri magici del Gypsy Fortune Teller e del gentile padre di Cenerentola, l'orologiaio della città.
Il direttore artistico, Tony Mercer afferma che: "La storia di Cenerentola è stata raccontata in molte culture diverse nel corso dei secoli. Volevo dare alla nostra versione una nuova ambientazione pur mantenendo gli ingredienti e le emozioni di questa storia senza tempo."
 
Un’incantevole fiaba per i bambini, uno straordinario spettacolo di danza su ghiaccio per gli adulti… il tutto sul palco di un teatro trasformato eccezionalmente in una pista di pattinaggio!
 
TEATRO BRANCACCIO di Roma
VIA MERULANA 244, 00185 ROMA · TEL 06 80687231/2 · TEATROBRANCACCIO.IT
Dal martedì al venerdì ore 20:45, sabato ore 16:00 e 20:45 domenica ore 16:00
Prezzi da 55 a 44 euro
 
 

martedì 15 gennaio 2019

Un viaggio iniziatico al Cometa Off. PFF-Piano Forte Forte

Stagione teatrale 2018 | 2019

Compagnia Cidda|Infuso

Presenta

     _

PFF - Piano Forte Forte

Trisonata per corpo femminile e pianoforte

Scritto e diretto da  Valentino Infuso 
Interpretato e musicato da Valentina Cidda

Luci Giovanni Monzitta


"Prendete la forza espressiva di Jessica Biel, la carica devastata di Lana Del Rey, il rock di Sheryl Crow, la schiettezza di Alanis Morrissette, centrifugate... Ecco ci avviciniamo a questa interprete...

Il poderoso testo è un apertura a cuore sanguinante messa in prosa dal regista e drammaturgo con enorme sensibilità e allo stesso tempo crudezza..."

Tommaso Chimenti



PFF- Piano Forte Forte  Trisonata per corpo femminile e pianoforte, vuole raccontare il viaggio di un'anima racchiusa dentro ad un corpo, un viaggio iniziatico alla scoperta della formula magica per trovare la propria posizione nel mondo, sia in senso fisico, ma soprattutto metaforico. La società ben sappiamo, non è di per se accogliente, essendo essa stessa formata ahimè da famiglie, che sono il nucleo centrale primigenio e propagatore della società, e che non sempre sono formate in modo corretto e completo, da persone adeguate e capaci di fare i genitori. Se sommiamo questo bug della società, alla pretesa della stessa che ciascun individuo debba essere omologato agli altri, e quindi che il singolo individuo cresca con sulle  spalle già da piccolino aspettative non sue ecco che il singolo si ritrova affannosamente a cercare la posizione giusta da cui partire per ogni impresa gli si ponga davanti. In questo spettacolo, diviso in tre fasi, che rispecchiano le tre fasi alchemiche della Nigredo, Albedo, Rubedo. Quindi attraverso il dolore e la consapevolezza si raggiunge l'oro, quell'oro che è già in tutti noi, non dobbiamo cercare una posizione, fisica o metaforica che sia, qualsiasi posizione va bene, perchè da essa possiamo assumerne un'altra.

PFF, è quindi un viaggio, che l'interprete Valentina Cidda, compie insieme ad un pianoforte, che non verrà solo suonato, ma assumerà esso stesso, valenza fisica, diventa una casa, un letto, un rifugio, uno strumento, verrà spostato e rispostato di nuovo, come se fosse un secondo corpo della protagonista o una sua continuazione. L'uso che la Cidda fa del corpo in scena, già solo quello sarebbe sufficiente per annoverare questo spettacolo fra i migliori monologhi tenuti nei teatro off, il testo di Infuso, con la sua profondità lo completa.
Dobbiamo essere come siamo, e scoprire l'oro che c'è in noi stessi, non importano i dolori, o meglio essi vanno usati nel migliore dei modi per far risplendere la nostra luce interna.
Miriam Comito





Un'opera teatrale perfettamente compiuta che ti ferisce e ti accarezza, fusione ed equilibrio fra vena drammatica e comica, che arriva a vertici inaspettati e travolgenti in un turbinio di emozioni, il tutto impreziosito da momenti di grande virtuosismo interpretativo e brillantezza musicale. Uno spettacolo capace di coniugare con grande sensibilità artistica parole, musiche e movimento in un racconto intenso, sconvolgente. Tutto questo è PFF - Trisonata per corpo femminile e pianoforte, scritto e diretto da Valentino Infuso, con Valentina Cidda, che – oltre che interprete - ne compone anche le musiche originali.

Lo spettacolo che sarà in tournée fino a maggio 2019, e debutterà in prima nazionale a Roma al Cometa Off dal 15 al 20 gennaio.


PFF, pronunciato con la f prolungata, come un lungo sospiro che contiene ogni sfumatura emotiva, dal pianto al sollievo, dalla fatica alla resa, dalla disperazione alla speranza, dall' illusione al disincanto, dalla dolcezza al dolore, dall'inizio alla fine, dalla fine ad un nuovo inizio...è il racconto di una donna, è la storia di una vita, narrata per narrare tante vite...narrata per parlare a tutti, donne e uomini.

PFF è una favola tenebrosa e delicata, rude e dolcissima, spietata e amorevole...una favola i cui personaggi prendono vita plasmati dall’invisibile ad ogni istante, dove tutto è all’ultimo fiato, senza tregua, dove la storia di una vita si fa tessuto intrecciato di dolore e bellezza, un segreto di liberazione, un' affresco intimo e profondissimo sull'anima umana... 


PFF – Trisonata per corpo femminile e Pianoforte” è un opera alchemica,  e, come tale, drammaturgicamente si compone appunto, di “tre sonate” che insieme incarnano una sinfonia complessa, coraggiosa, sfrontata. Tre parti, tre fasi dell’esistenza, i tre stadi di mutamento dal piombo esistenziale alla ricerca dell'oro che siamo e possiamo Essere…


Nella prima sonata, “Origini” (del male), si narra la nascita, “la caduta dell’angelo”, l’inizio del viaggio terrestre di una piccola donna che comincia a poco a poco ad essere piegata, logorata, congelata, dalle grandi bugie del mondo degli “adulti”: le aspettative, il giudizio, l’inganno, la prima violenza, la vergogna, la fuga da se stessi, lo smarrimento, la paura, il senso di colpa, la ricerca disperata di un respiro d’amore autentico che manca, manca sempre, manca ovunque, manca da sempre, …


La seconda sonata, “Inferno”, si apre con l’avvio verso la vita da “signorina”, e percorre, attraverso i passaggi del diventare donna, gli schemi che, dal primo germe di dolore originario, vanno a crearsi e ripetersi ostinatamente, sciami di demoni evocati e nutriti costantemente in un anelito inarrestabile di autodistruzione…la tensione alla vita, l’omicidio continuo di ognuno per mano di ognuno, il disincanto, il dolore, la fuga, la rabbia che salva dalla disperazione ma lo fa avvelenando inesorabilmente il cuore…


La terza sonata
, è "Guarigione". La trasformazione. E’ la dissoluzione dell’ego, la fine di ogni pretesa, la consapevolezza incarnata, la responsabilità riconosciuta, l’accoglienza della Bellezza, la resa. E' un monologo muto, dove il vuoto purifica la parola…e la restituisce scarnificata e leggera, libera e solenne nella sua trasparenza inafferrabile.


PFF è uno spettacolo così perfettamente tessuto da sembrare un essere vivente di per sè, palpitante, bruciante, urgente, divorante e fecondo, fiero, vero.


"Avevo da tempo il sogno di mettere in scena un monologo che raccontasse una Vita,  attraverso l’interazione unica con il pianoforte, ma non avrei mai potuto realizzarlo senza la geniale scrittura e la straordinaria, folle, pazzesca regia di Valentino Infuso…" dichiara l'attrice Valentina Cidda. 

Il Pianoforte, si fa essere in carne ed ossa, fedele compagno di scena, vissuto, attraversato, suonato e suonato magicamente, con le mani, i piedi, il corpo, l'anima, penetrato, abitato, logorato dal sangue e dal sudore e glorificato dalla pace di una trasformazione che è catarsi reale, nuda, e senza filtri.

Note di Regia e drammaturgia.


Scrivere uno spettacolo per corpo (e anima) femminile e pianoforte. Ecco. Una bella scommessa in principio.

Il viaggio di Piano, Forte, Forte, è iniziato così, "semplicemente", da un "discorso" intorno all'essere umano. Che si tratti di un viaggio nel femminile, questo è un "dettaglio", è semplicemente un colore, una sfumatura, ma una sfumatura intensa, potente, di quelle che emanano odore proprio, che ha richiesto a me - e lo ha fatto senza mezzi termini - non la comprensione della sensibilità femminile ma l'emersione spudorata del mio femminile profondo. E di questo ringrazio tutte le donne che sono stato nelle vite precedenti. Ogni esperienza raccontata e rivissuta in scena da Valentina, infatti, è stata scritta attraverso la mia Verità, nulla di quello che racconto io in parole e lei in corpo, voce e sudore, è arrivato nelle sue vene senza che sia transitato per le mie, e, contemporaneamtne PFF è PFF proprio perché creato e vivente attraverso ciò che Valentina Cidda è, nel corpo, nella voce, nel sentire, nella musica. Nessun altro potrebbe interpretare questo testo ed incarnare questa regia.”


Valentino Infuso 


durata: 105 minuti circa



Trailer di presentazione dello spettacolo:

https://youtu.be/eskL5MedPqo


Link al servizio e intervista a Valentina Cidda e Valentino Infuso per la trasmissione “Retroscena”: 



Tournée

-Roma, Cometa off (15-20 gennaio da martedì a sabato 20,30 – domenica 18.00 biglietti 12 e 8 euro + tessera associativa)

-Ancona, Teatro Sperimentale (3 febbraio ore 20.30 biglietti 13 e 9 euro)

-Torino, Officine caos (16 febbraio ore 21.00 biglietti 13 e 9 euro)

-Verona, Modus (3-4 marzo ore 20.30 biglietti 13 e 9 euro)

-Firenze, Teatro delle spiagge (8 marzo ore 21.00 biglietti 13 e 9 euro)

Bologna, Ateliersi (6-7 aprile sabato ore 21.00 domenica ore 18.00 biglietti 13 e 9 euro)

-Napoli, Nuovo teatro nuovo (10-11 maggio ore 21.00 biglietti 13 e 9 euro)

-Milano, Elfo-Puccini, Sala Bausch (28-30 maggio ore 20.00 biglietti 13 e 9 euro)


per info e prenotazione

cell. (anche Whatsapp): 328.14.83.528

prevendita sul circuito CiaoTicket (www.ciaoticket.com)


Biografie


Valentino Infuso, classe '76, attore, drammaturgo, regista e mascheraio. La sua formazione va dalla prosa al teatro-danza, dal mimo alla scherma teatrale, dalla danza butoh al canto. Studia con maestri quali Ettore Massarese, Raul Manso, Silvya Kanter, Hector Malamoud, Yves Lebreton, Antonio Fava, Danio Manfredini, Giorgio Rossi, Atsushi Takenouchi, Yumiko Yoshioka, Maria Consagra, Lindsay Kemp, collaborando con coreografi del calibro di Raffaella Giordano e Roberto Castello. Cofondatore, assieme alla coreografa Elisabetta Faleni, della compagnia Teatro in Polvere, realizza dal 2000, come ideatore e coautore, “Teatro-Cucina®”, spettacolo che, con oltre 500 repliche, ha dato nome ad un vero e proprio genere. Tra le sue scritture e regie teatrali “Sushidio®”, “Il Piccolo Attore”, “Dojo-Ji” (con la cantante giapponese Shinobu Kikuchi) e, attualmente sulle scene, “PFF” con Valentina Cidda. Alternando la creazione di spettacoli teatrali al lavoro d'attore (è Michelangelo nel “Giudizio Universale” di Marco Balich) e all'attività di formazione (in Italia e all'estero), è attualmente impegnato nella pubblicazione dei suoi testi teatrali (13 ad oggi) e nella scrittura del suo primo romanzo. La sua attività di ricerca teatrale è attualmente oggetto di una tesi di laurea presso l'Università di Bologna, col titolo “Il teatro di Valentino Infuso”.


Valentina Cidda, classe 1978, comincia fin da bambina, sia sul palcoscenico che in sala di doppiaggio al fianco del padre, Mario Maldesi prestando la sua voce in numerosi film. Comincia a scrivere fin da giovanissima e riceve numerosi premi e riconoscimenti.
La passione per la scrittura da ragazza la porterà a lavorare come dialoghista e adattatrice cinematografica firmando le versioni italiane di film quali: “L’estate di Kikugiro” di Takeshi Kitano, “Una storia vera” di David Linch, “La tigre e il dragone” di Ang Lee, “Regole d’onore” e “The Hunted”, di Wiliam Friedkin, “Eyes wide shut” di Stanley Kubrick. Studia pianoforte e composizione in conservatorio. Si distacca poi dall’ambiente classico attratta sempre più da ambiti di sperimentazione e ricerca e la musica diventa componente importante del proprio lavoro teatrale e performativo in generale. Studia e cresce come attrice con maestri quali: Danio Manfredini, Cezar Brie, Giorgio Rossi, Raffaella Giordano, Mitsuru sasaki, Kristin Linklater, Marcel Marceau e molti altri. Nel 2002 fonda la compagnia teatrale Il Guazzabugllio, attiva per anni in tutto il territorio italiano con spettacoli propri. Laureata in Filosofia della Comunicazione, 110 e lode, con una tesi dal titolo "Ai margini dell’evoluzione: spunti riflessivi sul corpo tra biologia e tecnologia", attento studio sul corpo, tra arte performativa e espressione comunicativa, e delle sue contaminazioni con la tecnologia. Nel 2005 istituisce il gruppo di ricerca e produzione teatrale Dulcamarateatro. Ancora nel 2006 aderisce alla fondazione della band indie-pop Kiddycar, riconosciuta e stimato da pubblico e critica italiana e internazionale. Nel 2008 diventa autrice e conduttrice radiofonica di Radio Rai. (Il Buongiorno di Radio1; “Music Club” su Radio 1; “Effetto Notte” Radio 2 di cui è anche ideatrice).



_____________________

domenica 13 gennaio 2019

La cultura come via di uscita: IL GIOVANE CRIMINALE GENET/SASA' ALL' OFF/OFF THEATRE

Dall'8 al 13 gennaio 2019

VIA GIULIA, 19, 20, 21 - ROMA



DIREZIONE ARTISTICA SILVANO SPADA

IL GIOVANE CRIMINALE
GENET/SASÀ
scritto, diretto e interpretato da
SALVATORE SASÀ STRIANO


UNA SOCIETA' CHE NON PROTEGGE, CON LA COMPLICITA' DELLA FAMIGLIA, EDUCATORI, SISTEMA PENITENZIARIO E CAMORRA

 Certamente non può lasciare indifferenti, uno spettacolo, anche se spettacolo è un termine riduttivo, come IL GIOVANE CRIMINALE GENET/SASA' in scena ancora oggi all'OFF/OFF THEATRE  di Via Giulia. Cìò che viene portato in sena, infatti, non è finzione , più o meno aderente ad una realtà che vuole e deve essere preconfezionata, ma la realtà pura, quella realtà all'inizio amara e poi via via più dolce che Salvatore Striano ha vissuto.Il  parallelismo con Jean Genet è presto spiegato, entrambi gli autori hanno conosciuto la vita di strada. Genet nato a Parigi il 19 dicembre 1910, fu subito affidato alla pubblica assistenza, e commise il suo primo furtarello all' età di 10 anni, e fu punito fisicamente per questo. Se ci spostiamo temporalmente e geograficamente e arriviamo a Napoli negli anni 80' troviamo un Salvatore Striano bambino, uno scugnizzo, cresciuto in miezz a vie, che viene anche lui punito fisicamente per aver rubato in un grande magazzino. Questa è la genesi, l'inizio, che dà il via ad un'azione, in questo caso nel vero senso della parole di agire sul palcoscenico, seppur introdotta da un cappello iniziale in cui Striano avverte il pubblico, che quella sera lui non sarà un attore, ma sarà il delinquente, il detenuto e noi i giudici, gli avvocati i politici, i giornalisti, ama ascoltatemi e giudicatemi solo alla fine.
Questo opera, è dunque, incentrata sull'urgenza di raccontare un'adolescenza tragica, ma non di vederla raccontata da un esterno che non ha affrontato, davvero, l'esperienza, ma da chi l'ha vissuta in prima persona. E' una modalità diretta di conoscere delle realtà che a molti sono sconosciute, o grazie anche alla diffusione di serie t.v. molto seguite, trasformate in qualcosa di elettrizzante e bello quando nel concreto non è così. I boss di quartiere si hanno una bella casa ma non se la possono godere, hanno potere, ma vivono tra il carcere e la tomba, il testo di Striano va a demolire quei falsi miti, oltremodo negativi, dati in pasto al pubblico e lancia un'accusa alla società, madre, matrigna dei ragazzi di strada. 
I libri, la lettura, la cultura, il teatro, l'arte, questa è la via di salvezza come lo fu per Jean lo è per Sasà. E ieri sera tra il pubblico c'era tra il pubblico Ramon D'Andrea, un ragazzo, che sta seguendole orme di Sasà e quando, a fine spettacolo, è stato chiamato sul palco, ho visto la ragazza, o la sorella non so, commuoversi, come d'altronde tutta la sala.
Non sono la rabbia, la cattiveria che inducono ad infliggere eccessive punizioni ad aiutare, queste semmai affossano, la via di salvezza è la cultura, lo strumento per emanciparsi e comprendere che la vita criminale non è bella, che i boss non sono degli eroi.
Miriam Comito




Da martedì 8 a domenica 13 gennaio 2019 all'OFF/OFF Theatre torna sul palco di Via Giulia, dopo averlo inaugurato nella stagione passata, Salvatore Sasà Striano, con il suo spettacolo dal titolo Il Giovane CriminaleGenet/Sasà.



É ispirato al Giovane Criminale di Jean Genet, il monologo con cui Salvatore Sasà Striano, si rivolge direttamente agli spettatori, provocandoli e sollecitandoli ad una reazione ma soprattutto, alla comprensione della realtà criminale e carceraria. Un invito ad aprire gli occhi su verità spesso rimosse o tenute distanti, oppure semplicemente ignorate. Sono quelle verità che Sasà racconta agli spettatori, a ruotare costantemente intorno alla vita di un giovane criminale, che nasce e cresce miezz'a vie, proprio com'è accaduto a se stesso. Sasà infatti, attinge alla sua vita passata, un andirivieni tra riformatori, carceri e guai continui, così come l'aveva già raccontata nel suo libro Teste Matte, scritto insieme a Guido Lombardi.

Le sue parole vogliono minare le certezze del pubblico, che sa essere talvolta ascoltatore, talvolta giudice severo. E così come da solo ha iniziato, da solo Sasà finirà il suo racconto. Come Genet, Striano indicherà la via d'uscita che egli ha imboccato. Quella strada illuminata dalla capacità salvifica dell'arte, della poesia, della letteratura e soprattutto, del teatro
.
"Questa sera io non sarò l'attore e voi non sarete gli spettatori. Facciamo una prova! Io sarò il detenuto, il delinquente, il criminale, e voi, voi sarete gli avvocati, i giudici, i politici, i giornalisti. Vediamo se funziona! E giudicatemi solo alla fine!". Salvatore Sasà Striano



OFF/OFF THEATRE
Via Giulia 19 – 20 – 21, Roma / DIREZIONE ARTISTICA SILVANO SPADA
Costo Biglietti: Intero 25€; Ridotto Over65 18€; Ridotto Under35 15€; Gruppi 10€ – info@altacademy,it
Dal Martedì al Sabato h.21,00 – Domenica h.17,00
Info e Prenotazioni+39 06.89239515 offofftheatre.biglietteria@gmail.com

mercoledì 9 gennaio 2019

SPETTACOLARE A CHRISTMAS CAROL AL TEATRO QUIRINO

Compagnia dell’alba
Presenta
Roberto Ciufoli
in
A CHRISTMAS CAROL
Regia e coreografie di Fabrizio Angelini
E con
Carolina Ciampoli, Roberto Colombo, Gabriele de Guglielmo, Angelo Di Figlia, Andrea Spina, Maria Maddalena Adorni, Cristian Cesinaro, Valentina Di Deo, Edilge Di Stefano, Alex Liotta, Claudia Mancini, Monja Marrone, Serena Mastrosimone, Arianna Milani, Yuri Pascale Langer, Giulia Rubino, Serena Segoloni


Davvero spettacolare il musical A CHRISTMAS CAROL, che dopo una brillante tournèe in giro per l'Italia approda al Teatro Quirino di Roma. Il testo della novella di Charles Dickens è molto conosciuto, ed è stato oggetto di vari adattamenti cinematografici, gli ultimi dei quali hanno visto nei panni del protagonista Ebenezer Scrooge Jim Carrey nel film di Robert Zemeckis, e Christopher Plummer nel ruolo sempre di Scrooge nel film Dickens -l'uomo che inventò il natale, di Bharat Nalluri. Lo Scrooge della Compagnia dell'Alba ha il volto di Roberto Ciufoli, che ha saputo egregiamente interpretare l'usuraio in tutte le sue sfaccettature, da quando all'inizio è totalmente chiuso in se stesso e risponde male a chiunque lo interpelli, al lento e al contempo repentino cambiamento grazie all'apparizione del fantasma del suo socio, e soprattutto al manifestarsi dei tre spiriti dei natali passati, di quello presente e di quello futuro. Seppur scritta nel 1843 Canto di Natale, ha dentro di se dei punti di contatto con la realtà attuale, da non sottovalutare, tanto è da spingere una compagnia e un teatro stabile a produrre un musical a riguardo. Seppur attualmente in Europa non c'è la fame presente a Londra negli anni 40' del Ottocento, Charles Dickens uno dei più illuminati romanzieri di oltremanica è considerato il fondatore del Romanzo sociale, in cui viene tratteggiata la vita dei ceti economicamente svantaggiati e denuncia situazioni di sopruso. Il musical A CRISTMAS CAROL è molto bello,in tutte le sue declinazioni: la recitazione, il canto, il ballo, i costumi , le coreografie, le luci , gli effetti speciali. Insomma anche se Natale è passato, andate al Quirino non ve ne pentirete!
P.s. è fino al 13 gennaio!!
Miriam Comito


Dopo Aggiungi un posto a tavola la Compagnia dell'Alba presenta il musical A Christmas Carol, adattamento del celebre romanzo di Charles Dickens con musiche del compositore statunitense Alan Menken che vanta ben 19 nomination agli Oscar e 8 vittorie con lavori quali La bella e La Bestia, La Sirenetta, Aladdin, Sister Act, ecc. Roberto Ciufoli interpreterà l'impegnativo ruolo di Ebenezer Scrooge, protagonista dello spettacolo, personaggio avaro ed egoista che la notte di Natale riceve la visita di alcuni spettri che lo porteranno a rivedere la sua indole meschina e a redimersi.

La Compagnia dell’alba, diretta da Fabrizio Angelini e Gabriele de Guglielmo, porta in scena il musical A Christmas Carol in co-produzione con il TSA – Teatro Stabile d’Abruzzo e con la collaborazione della scuola d’arte New Step di Americo Di Francesco e Paola Lancioni Il racconto di Charles Dickens è proposto nella sua versione teatrale, per la prima volta in Italia, con le musiche e le canzoni di Alan Menken (autore di La Bella e la Bestia, La Sirenetta, Aladdin ecc.). Lo spettacolo è stato presentato, in anteprima nazionale, il 15, il 16 e il 17 novembre al Teatro Tosti. Alle tappe di Ortona, segue un tour nazionale di oltre 30 date. La Compagnia dell’Alba ha toccato le città di Milano, Sulmona, Colle val d’Elsa, Teramo, Campobasso, Isernia, Seregno, Reggio Emilia, Taranto, Lecce, Cosenza, Mestre, Bari, Fermo, Verbania, Bologna e ora si appresta ad approdare, con ben sei date, al Teatro Quirino di Roma. Ad interpretare il ruolo di Ebenezer Scroodge, un ricco uomo d’affari dall’indole meschina e avara, è Roberto Ciufoli attore, comico e regista teatrale italiano. Accanto a Ciufoli i performer storici della Compagnia dell’alba a cui si aggiungono gli artisti selezionati dopo una serie di audizioni tenutesi al Teatro Tosti di Ortona durante i mesi estivi. Accanto al cast adulti, un cast di bambini anche loro scelti attraverso audizioni nazionali: Ilaria Carafa, Chiara Luna Casturà, Andrea Pio De Carolis, Gianvito Giuliani, Nikita Lebedev, Mariele Oliva, Alessio Pantaleo, Alberto Salve, Davide Tucci.
La trama. E’ la vigilia di Natale, nella Londra del 1843, e tutti si accingono a festeggiare la ricorrenza. Solo il vecchio usuraio Ebenezer Scrooge, mal sopporta questa festività. Scrooge, chiuso il negozio, si reca solitario verso la sua dimora. Durante la cena, riceve la visita di tre spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. I tre spettri, tra flashback e premonizioni riusciranno a mutare l'indole meschina ed egoista di Scrooge, che si risveglierà la mattina di Natale con la consapevolezza che l’avidità del denaro e l'attaccamento alle sole cose materiali sono sbagliati: finalmente la carità e la fratellanza si faranno largo nel cuore del vecchio usuraio, che per la prima volta trascorrerà il Natale con il nipote Fred e la sua famiglia.
Note di regia
Il personaggio di Ebenezer Scrooge, al di là del semplice racconto e del significato intrinseco della novella dickensiana, potrebbe essere facilmente ricondotto ad una certa tendenza del mondo di oggi: quella di isolarsi, di non tener conto degli altri, dell’indifferenza, dell’essere asociali, pur nell’epoca dei social. Tra un’umanità che va sempre più in fretta, oggi si tende spesso a rinchiudersi nel proprio guscio, nel proprio mondo, con il proprio cellulare e i propri auricolari, per isolarsi da tutto e da tutti. Ecco dunque che il monito del defunto amico Marley, che appare a Scrooge nelle vesti di uno spettro proprio per suggerirgli un cambiamento nella sua vita e nel suo carattere, dovrebbe essere un monito per tutti noi, verso un atteggiamento che guardi maggiormente alla tolleranza, all’accoglienza, agli altri. Se tutto questo è poi accompagnato dalle meravigliose musiche di Alan Menken, per la prima volta presentate in Italia, allora un messaggio così forte non può che divenire vincente e positivo per farci riflettere, sia pure all’interno di una cornice divertente e di intrattenimento, su quanto una maggiore apertura verso gli altri potrebbe cambiare e migliorare le nostre vite.


TEATRO QUIRINO di Roma
dall’8 al 13 gennaio 2019
Ore 21, 10 e 13 gennaio ore 17

Prezzi: Platea €30,00, I Balconata €24,00
II Balconata €19,00, Galleria €13,00


sabato 5 gennaio 2019

Una favola vera:L'uomo che sognava gli struzzi all' AR:MA Teatro


L'uomo che sognava gli struzzi

tratto dall’omonimo libro di Bepi Vigna
con Fabrizio Passerotti
 regia di Giulia D’Agostini


AR.MA TEATRO
via Ruggero Di Lauria 21

 dal 4 al 6 gennaio

 Sognare, verbo dalla doppia accezione, si può sognare durante il sonno, ma si può anche sognare a occhi aperti, i sogni possono essere premonitori, normalmente non sono controllabili, ma sembra che con degli adeguati esercizi l'uomo possa arrivare a ad un controllo delle proprie azioni nei sogni, in altre parole a direzionarli. C'è anche il famigerato sogno nel cassetto, a significare cosa vorremmo fare, ma che per tante ragioni non facciamo.
L'UOMO CHE SOGNAVA GLI STRUZZI in scena all'AR.MA Teatro fino a domenica 6 gennaio, parla di un sogno avverato, e lo fa attraverso la narrazione della storia di un sognatore D.o.c. Peppino Meloni, maestro elementare in una scuola del allora piccolo paese di Tortolì in Sardegna. Peppino Meloni, giovane uomo si è trovato a vivere quel periodo storico denominato Belle Epoque un periodo in cui apparentemente tutto andava bene, un'epoca bella, questa bellezza, questa leggerezza si avvertiva soprattutto nel mondo della moda, in quegli anni infatti, a cavallo tra 800' e 900' andavano di gran moda dei cappellini dei ventagli, e degli ornamenti in generale ornai con delle gran piume, piume di struzzo. Peppino, che amava i suo i alunni, ma che aveva sempre sognato di fare un po' di soldi in più, grazie ad un sogno premonitore intuisce che proprio quegli strani uccelli, quasi preistorici che aveva visto durante le campagne italiane in Africa rappresentavano il suo futuro. La vita di Peppino cambia e con lui quella di sua moglie Carmela, ed arriva anche un erede Franceschino. Ma una sciagura si abbatte sull'intera Europa, l'assassinio a Sarajevo di dell'erede al trono dell'impero austro ungarico fa scoppiare la Prima Guerra Mondiale, una guerra terribile, che anche dopo la sua fine, lascia degli strascichi enormi, e chiaramente spazza via la leggerezza della Belle Epoque.
Peppino Meloni non si dà per vinto, lui è un sognatore vero, ed anche un uomo di cuore, lui ama i suoi struzzi: Menelik, Battista etc, le proposte di macellazione degli animali le respinge disgustato, viene a scoprire che gli struzzi possono correre fino a 60/80 km l'ora, allora decide di realizzare uno struzzodromo!!!
Questa è una storia vera, Peppino Meloni è esistito veramente, suo figlio Franceschino ha portato avanti lo struzzodromo dopo la sua morte. Sembra una favola, ma non lo è. Lo spettacolo L'UOMO CHE SOGNAVA GLI STRUZZI  è teatro di narrazione, in cui il testo è esattamente quello del libro scritto da Bepi Vigna, non c'è una adattamento drammaturgico, la resa in scena, infatti è modulata sul racconto della vicenda e non c'è  azione, quindi lo spettatore porta tutta la sua attenzione sulla narrazione, e si lascia trasportare all'interno di essa. La bravura dell'interprete Fabrizio Passerotti sta nel rimanere narratore interpretando espressivamente la dolcezza e la poesia che ci sono nella storia.
Miriam Comito



L' Ar.ma Teatro inaugura il nuovo anno con la straordinaria storia di un sognatore d’eccezione “l'uomo che sognava gli struzzi” di Bepi Vigna. In scena dal 4 al 6 gennaio all'Ar.Ma Teatro, Fabrizio Passerotti diretto da Giulia D'Agostini.

Lo spettacolo è pensato per tutti coloro che vogliono ancora sognare. “L'uomo che sognava gli struzzi” parla di un uomo, un uomo speciale che aveva un gradissimo talento: era un sognatore d’eccezione! Parla dei sogni degli uomini ed in particolare di un sogno folle, uno di quei sogni che ognuno di noi ha in fondo al cuore ma che solo pochi hanno l'ardire di provare a realizzare. É uno di quei racconti che ti prendono per mano e ti accompagnano in uno stupefacente viaggio, dove la realtà sembra solo il frutto della fervida immaginazione del narratore…
Bepi Vigna  ha portato, prima tra le pagine del suo libro poi sotto forma di testo teatrale, la vera storia di Peppino Meloni, raccontando col suo incredibile talento narrativo le vicende che lo hanno portato a coronare il suo incredibile sogno di creare un allevamento di struzzi nel bel mezzo dell’Ogliastra! Credere nei propri sogni, anche se pazzi, anche se controcorrente… perché solo sognare ci rende vivi.

Ar.Ma Teatro
via Ruggero di Lauria 22
dal 4 al 6 gennaio
ore 21.00, domenica ore 18.00
Biglietto 12€
Info: 06 39744093 cell 3339329662

lunedì 10 dicembre 2018

Giovedì 13 dicembre inaugura TEATRI DI VETRO Festival con Salvo Lombardo e Fanny&Alexander | Teatro India 13-19 dicembre | ROMA


OSCILLAZIONI
TEATRI DI VETRO 12^ edizione
festival delle arti sceniche contemporanee

direzione artistica Roberta Nicolai

 13 - 19 dicembre 2018

Teatro India, Roma
Biblioteca Marconi

teatridivetro.it


 
Teatri di Vetro - festival delle arti sceniche contemporanee per la direzione artistica di Roberta Nicolai, presenta il progetto Oscillazioni dal 13 al 19 dicembre al Teatro India di Roma, punto di arrivo di un percorso progettuale iniziato nel mese di settembre che compone e caratterizza la dodicesima edizione del festival. Oscillazioni nasce dal desiderio di indagare e ridefinire la relazione tra palcoscenico e platea con una particolare attenzione alla processualità della creazione scenica. È una proposta plurale.Cinque sezioni tematiche per dialogare con la creazione contemporanea e ingaggiare spazi e contesti territoriali. Oscillazioni è il senso del tutto, declinato e sotteso, che trova proprio al Teatro India, al termine di un lungo percorso, concretezza, azzardo e realizzazione.

Per questa edizione il festival è stato suddiviso in blocchi progettuali: TDV12 ha inaugurato con la sezioneTrasmissioni, realizzata a Tuscania (VT) dal 17 al 22 settembre, ha poi proseguito con il FYMMEC Focus Young Mediterranean And Middle East Choreographers 2018 che si è svolto all’Accademia Nazionale di Danza e all’Angelo Mai di Roma il 26 e 27 settembre. Con Composizioni ha realizzato alTeatro del Lido spettacoli che hanno coinvolto bambini, cittadini, rifugiati e con Elettrosuoni ha proposto una giornata di immersione nella musica elettronica sperimentale a Bisca/Circolo del Parco, per approdare infine a Oscillazioni al Teatro India.

41 rappresentazioni, 14 tra laboratori, seminari, stage rivolti a bambini, rifugiati, amatori, professionisti, cittadini. I 20 artisti di TDV2018: Fanny&Alexander/Chiara Lagani, Salvo Lombardo/Chiasma, Leviedelfool, Piccola Compagnia Dammacco, Dehors/Audela, Simona Bertozzi/Nexus, gruppo nanou, Opera bianco, Cie MF, Sonenalè/Riccardo Fusiello, Enea Tomei, Meno infinito, Franz Rosati, Simone Pappalardo/Alberto Popolla/Josè Angelino, Acre, Alessandra Cristiani, Giuseppe Muscarello, Synchromia, Mithkal Alzghair, Seifeddine Manai.

Ad aprire il festival il 13 dicembre è Salvo Lombardo_Chiasma con Opacity#2 – in replica il 14 dicembre -e a seguire la compagnia Fanny&Alexander/Chiara Lagani con I libri di Oz.  Il 14 dicembre la compagnia Opera Bianco presenta il progetto Primi appunti coreografici per il progetto Jump!. Il 15 dicembre va in scena La buona educazione di Piccola Compagnia Dammacco con la collaborazione diSerena Balivo, nella stessa giornata si affianca a La buona educazione, in totale autonomia artistica, la creazione OASI Comizio sui valori di Enea Tomei. Sempre il 15 Opera bianco ingaggia una pluralità di soggetti – un performer, un critico, una matematica e un clown - nel dispositivo performativo che indaga la radice della ricerca della compagnia. Il 16 dicembre è ancora la volta di Piccola Compagnia Dammaccocon Invisibile, si prosegue con la danzatrice e coreografa Simona Bertozzi che porta in scena due progetti: Urto e Flow on river infine Sonenalè presenta al pubblico Lo spazio delle relazioni. Il 17 dicembre si susseguono Opera Bianco con Grand MotherDehors/Audela con Tanto non ci prenderanno mai egruppo nanou con Resa Alphabet. Il 18 dicembre ancora in scena Fanny Alexander con L’altro mondo, a seguire gruppo nanou con Relazione Alphabet; dalle ore 21.00 la compagnia Leviedelfool con Yorick un Amleto dal sottosuolo. La serata di chiusura del 19 dicembre vede coinvolti Salvo Lombardo, Levidelfool, gruppo nanou e Simona Bertozzi.
Sul progetto Oscillazioni:
Per questa sezione ho interpellato artisti con i quali ho condiviso, negli anni, pensiero e pratiche. 
Ho chiesto loro di poter interrogare il processo di creazione assumendo la prospettiva della sua complessità, del suo procedere non per linea retta, del suo deragliare e lasciare tracce, residui e scarti. Di concretizzare il desiderio di mettere lo sguardo su parole isolate, su quei contenuti che, durante il processo, scivolano dentro e fuori dalla scena, che si presentano con forza e poi si rendono inafferrabili. Di non abbandonare del tutto quegli immaginari incontenibili che non si lasciano addomesticare, trasudano sempre verso il fuori della regola.  E dalla necessità di non uniformare la scena contemporanea a codici e convenzioni, ma restituirla nell’ampiezza del processo creativo, nello spostamento sostanziale di un punto di vista, sull’arte e sulla sua funzione. 
Dentro Oscillazioni, al termine di questa lunga parabola, trovano spazio progetti artistici che per loro natura prevedono una pluralità di dispositivi e, accanto a spettacoli, formati scenici che cercano di dare voce a quei materiali, non presenti nella sintesi spettacolare, laterali e sottesi, che viaggiano verso l’assunzione di una forma autonoma, gesti scenici difformi, ibridi, tali da prevedere e accettare il performativo della parola detta, del discorso, della letteratura, della traduzione, dell’immagine.
Al termine della curva ci sono gli spettatori.
Generare dispositivi diversi per invitare gli spettatori ad un contatto intimo con la creazione, per mettere le posizioni convenzionali di chi è in sala e di chi è sul palco, in uno stato di squilibrio, di oscillazione. Cercando la qualità della relazione.

Roberta Nicolai