mercoledì 21 febbraio 2018

BRIGANTESSE DI EDUARDO RICCIARDELLI AL TEATRO DEI DOCUMENTI

TEATRO DI DOCUMENTI
20 | 21 febbraio
BRIGANTESSE
di Eduardo Ricciardelli
con Antonio Lubrano, Susy Pariante, Clara Morlino, Alessandra Masi, Apollonia Bellino
Aiuto regia Raffaella Cosmo
Foto Elisa Salvatori ,Camilla Marinelli. Matteo Magnani 
Costumi Domizia Romano

Sarà in scena al Teatro Di Documenti, il 20 e 21 febbraio BRIGANTESSE di Eduardo Ricciardelli, protagonisti: Antonio Lubrano, Susy Pariante, Clara Morlino, Alessandra Masi, Apollonia Bellino.

Terzo spettacolo della Trilogia scomposta di Eduardo Ricciardelli, in scena al Teatro dei Documenti BRIGANTESSE, apre uno squarcio su una pagina misconosciuta della storia del nostro Paese, ovvero la resistenza all'annessione al regno sabaudo dei territori del sud Italia. Per quanto questo argomento sia assolutamente tabù nei libri di scuola, o al massimo trattato in modo del tutto marginale, in realtà c'è stata una grande resistenza della popolazione delle attuali regioni della Campania, Basilicata, Puglia, Abruzzo, Calabria, attraverso il fenomeno del Brigantaggio, all'invasione piemontese.
I briganti sono stati gli antesignani dei partigiani. Lo spettacolo scritto e diretto da Eduardo Ricciardelli si divide in due atti. Il primo con un ritmo più lento, è preparatorio all'esplosione del secondo atto. Nel primo atto vengono presentati i personaggi, 4 donne e un uomo, nelle loro caratteristiche principali, nel secondo la vicenda dilaga, è l'ora dell'azione, ma anche tristemente quello della resa. Non manca un richiamo all'attualità...come potrebbe essere definita oggigiorno una donna che rimane vedova all'improvviso? Forse brigantessa. 
Miriam Comito


Quattro donne e un uomo si trovano in una casa, nei pressi di Roscigno Vecchia, paese del Cilento. La loro vita procede tra canti, liti e organizzazione di atti di guerriglia. Ci troviamo nell' Italia appena unificata e nel deserto lasciato dallo strapotere piemontese, che ha - senza scrupoli - saccheggiato le casse dell'oro del regno di Napoli e rubato tutti i macchinari e le ricchezze possedute dal Regno delle due Sicilie. L'effetto dell'unificazione ha giocato sulle vite dei cittadini un brutto scherzo, la fame la povertà e le continue umiliazioni subite dall'esercito sabaudo costringono alcuni gruppi armati ad organizzarsi per la difesa del territorio; questi gruppi vengono così definiti - in modo improprio - Briganti.
Lo spettacolo nonostante tratti un tema drammatico, ha molti guizzi comici e molte canzoni che rendono la rappresentazione agile e godibile. Il grottesco che è insito nella storia, si esplica grazie agli attori e ad una enorme forza comica. Si ripercorre il sud, dai canti popolari dell'area vesuviana, alla tarantella del Gargano e del carnevale di Montemarano, per poi arrivare ai canti di giacca e alla fronte di limone che sono tipici canti a distesa di devozione alla madonna ma che venivano altresì usati per fare le comunicazioni fuori dalle carceri avendo una potenza in estensione vocale. Lo spettacolo punta il dito sugli aspetti più umani e fragili di donne e uomini costretti a combattere per sopravvivere.

Lo spettacolo fa parte della Trilogia scomposta di Eduardo Ricciardelli in scena al Teatro Di Documenti che ha visto già in scenaPulcinella Scherza E Spazza L’Inciampo, che hanno riscosso grande successo di pubblico e di critica.

Biografia Eduardo Ricciardelli
Poliedrico artista, nato  a Napoli, vive a Salerno, Roma, Zurigo, Bruxelles, Norwich. Lavora in teatro in Italia, Belgio, Perù, Usa, Polonia, Uk, Irlanda, Francia ,Spagna, Germania, Olanda E Lussemburgo, Malta, Australia.
Diplomato alla scuola internazionale di teatro "circo a vapore" si laurea in storia del teatro con una tesi sulla commedia dell'arte presso la "sapienza". Segue master di alta formazione sulle tecniche della commedia dell'arte con Carlo Boso, Claudia Contin, Claudio Demaglio;  studia con Ferruccio Soleri e Michele Monetta le semi maschere e con Cristina Wistari Formaggia dell' Odin Teatrhet le maschere balinesi del tupeng.
Segue due master di drammaturgia digitale con Roberto Latini, Ilaria Drago, Antonio Rezza e Andrea Cosentino e segue maestri registi quali Emma Dante, Davide Iodice, Mamadou Diume, Bruce Mayers, Barberio Corsetti. Di fondamentale importanza è l'incontro con Carlo Quartucci e Carla Tato che lo introducono al clown circense e alla acrobazia con il maestro francese Dan Demiuk.
Studia presso la Reale di Ginnastica di Torino e lavora per quattro anni con una compagnia internazionale di nouveau cirque chiamata Lit Circus con la quale consegue ottimi risultati ai festival di Edimburgo per tre anni, al festival di Woodford in Australia e vari tour in Francia, nonché un tour dell'Art Council inglese nelle più grandi strutture teatrali della terra della perfida Albione. A gennaio 2018 sarà impegnato con la suddetta compagnia in Belgio con un lavoro arrivato a 350 repliche. Con la sua compagnia, Teatraltro, ed Eternit sarà impegnato in un tour in Belgio e Olanda nel mese di marzo.  Scrive per il teatro molti testi tra cui: Ostiense AfricaCapitan FracassatoAndreaFuturo È DonnaMammema Anna Frank che sarà messo in scena con l'attrice Susy Pariante, Tiziana che andrà in scena con Alessandra Masi e Le Voci di Giò (sulla storia di Giovanna d'arco) che a maggio andrà in scena in un teatro dell'underground berlinese con un’interprete tedesca.



Teatro di Documenti - via Nicola Zabaglia, 42 - 00153 Roma
tel. 06.5744034 - 06.5741622 - 328.8475891 teatrodidocumenti@libero.it

Biglietti: Il costo dei biglietti varia da € 7,00 a € 15,00
Sconti per convenzioni segnalate sul sito, e per Bibliocard Tessera € 3,00
Orario Degli Spettacoli  ore 20.45 


PRENOTAZIONI da lunedí a venerdí dalle 10.30 alle 18.30  - tel. 06/5744034 – 06/5741622 – 328 8475891 www.teatrodidocumenti.it –teatrodidocumenti@libero.it
Riduzioni per lettori di MEDIA&SIPARIO, CULTURAMENTE, SALTINARIA eGUFETTO
           

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martedì 20 febbraio 2018

FRANCESCO PICCOLO PER LE INCURSIONI DELLA SALA UMBERTO

FRANCESCO PICCOLO
MOMENTI DI TRASCURABILE (IN)FELICITÀ
REGIA  ANGELO GENERALI 




Il lunedì a teatro? Si alla Sala Umberto, grazie alle cosiddette incursioni, si può! Protagonista dell'incursione di ieri è stato Francesco Piccolo, che in circa un'ora di tempo ha deliziato il pubblico, con la lettura di aforismi contemporanei e narrazione di storielle tratte dai suoi due libri gemelli eterozigoti: Momenti di trascurabile felicità del 2010 e Momenti di trascurabile Infelicità del 2015.
Francesco Piccolo, non è un'attore, quindi le sue letture e le sue narrazioni non sono da  attore, bensì da chi la realtà non la finge ma la vive, la osserva, l'appunta; quasi come se stesse facendo una narrazione tra amici. Il risultato è ottimo, la Sala Umberto piena, molte risate in sala, tanti applausi, e più di un'uscita dell'artista alla fine.
Piccolo osserva la realtà che lo circonda,  ne capta l'essenzialità,la traduce in parole, con uno stile inconfondibile, determinato da un buon uso degli avverbi, e la rende comica, a volte amaramente. e senza dubbio universale. 
Miriam Comito



Francesco Piccolo racconta e legge le storie tratte dai due libri gemelli, Momenti di trascurabile felicità (2010) e Momenti di trascurabile infelicità (2015), pubblicati da Einaudi e costantemente ristampati. Un'occasione per far parlare i libri stessi, con la voce inconfondibile di chi li ha scritti, in un modo di raccontare Momenti felici e infelici dell'esistenza quotidiana che ci accomunano tutti in un sorriso (a volte amaro), che sul palco vengono trasformati in un’ora divertente e a volte esilarante. Un catalogo di eventi trascurabili ma piantati nella vita di ognuno, che fanno sempre dire a chi sta in platea: è vero, è successo anche a me. 
19 FEBBRAIO 2018 h 21
prezzi da 23 a 17 euro



VIA DELLA MERCEDE 50      06 6794753      W W W. S A L A U M B E R T O. C  O  M

SHORT LAB la rassegna a cura di MASSIMILIANO BRUNO sta per iniziare!

Al Teatro Cometa Off

SHORTlab a cura di Massimiliano Bruno
dal 27 febbraio al 25 marzo 2018

Ai posti di partenza per SHORT LAB, la rassegna di monologhi e corti teatrali a cura di Massimiliano BrunoGianni Corsi, Daniele Coscarella e Susan El Sawi.
Dopo un’attenta selezione di tutto il materiale ricevuto… la Rassegna Short Lab è pronta!
Dal 27 febbraio al 25 marzo 2018, per la terza stagione consecutiva, si alterneranno sul palco del Teatro Cometa Off di Roma più di 60 spettacoli tra corti e monologhi.
Ogni sera si esibiranno 4 Monologhi e 3 Corti. Ogni settimana andranno in scena 21 spettacoli diversi, con doppia replica ciascuno. I voti del pubblico e della giuria, composta dal Direttore Artistico Massimiliano Bruno, dall'organizzazione e da un comitato di addetti ai lavori, decreteranno la selezione dei 18 Monologhi e 10 Corti semifinalisti. Nell'ultimo week end della rassegna, il 24 e il 25 marzo andranno in scena i 6 Monologhi e i 4 Corti teatrali finalisti che si contenderanno il titolo di vincitore.
Artisti e compagnie di talentuosi, provenienti da tutta Italia, avranno così l’occasione di esibirsi per due volte sul palcoscenico del Cometa Off, da sempre un vero e proprio tempio del teatro OFF romano, con l’entusiasmo e la giusta dose di competizione che darà ai finalisti la possibilità di sfidarsi nelle ultime due serate per l’ambito Premo finale: la produzione dello spettacolo per la stagione successiva. Insomma una vetrina prestigiosa per un centinaio di professionisti o aspiranti tali. SHORT LAB diviene lo spazio fisico e temporale di confronto culturale e di arricchimento reciproco tra le diverse realtà teatrali del giovane panorama italiano.
Per il calendario dettagliato della rassegna www.cometaoff.it
SHORT LAB – 27 febbraio/25 marzo 2018 tutti i giorni alle ore 21 – la domenica alle ore 18
Teatro Cometa Off - Via Luca Della Robbia, 47 Roma – info +39 06 57284637
Biglietto online euro 8 (www.cometaoff.it) – biglietto al botteghino euro 10

sabato 17 febbraio 2018

PERCHE' NON ARRIVA GODOT? LA RISPOSTA AL TEATRO STABILE DI ROMA

Teatro Stabile di Roma
presenta

GODOT
16-18 febbraioh 21
di Giorgia Mazzucato
conMaria Beatrice Alonzi, Simona Faustino Ventapane,Lorenzo Giovannetti, Francesco Guglielmi, Cristiano Marazzi,Francesca Mareggiato, Marco Valeri

Spettacolo senza dubbio innovativo GODOT in scena al Teatro Stabile di Roma fino a domenica 18 febbraio e ancora nelle seguenti date 23/24/25 marzo,6/7/8 aprile, 25/26/27 maggio.In che modo innovativo? Non vi è una totale messa in scena del testo Beckettiano, ma piuttosto un interrogarsi sui motivi per cui Godot non si presenta all'appuntamento con Vladimiro ed Estragone. Essendo il testo di Beckett assolutamente contemporaneo a noi, seppur scritto tra il 1948 e il 1949, può essere suggestivo, come ha pensato Giorgia Mazzucato, a una messa in scena nel 2018 il protagonista assente.Dopo un cappello introduttivo storico-critico sull'opera, viene estratto a sorte un input (sotto forma di bigliettino) compilato dal pubblico in cui si chiedeva "Perchè Godot non è arrivato?" Da quel punto in poi, gli attori seguendo il metodo MIT® (primo metodo al mondo codificato nello studio dell’improvvisazione teatrale), danno vita ad una vicenda dove Godot è il protagonista e che ovviamente cambia ogni sera.
Miriam Comito




Come mai Godot non si è mai presentato all’appuntamento con Vladimir ed Estragon nella celebre opera di Beckett Aspettando Godot?Godotè lo spettacolo che risponde a questa domanda e lo fa attraverso il volere del pubblico. Godot è uno dei personaggi più importanti e discussi della storia della letteratura teatrale: si fa soltanto aspettare, senza comparire mai.
E se lo vedessimo in scena? E se la sua vita, così come decisa dal pubblico in sala, fosse il centro di uno spettacolo? Perché Godot, all’interno dell’opera di Beckett, non si è mai presentato? Che persona sarà Godot? Lo deciderà il pubblico dello spettacolo al Teatro Stabile di Roma® con un cast d’eccezione.
Ogni serata uno spettacolo completamente diverso, unico, deciso dalle suggestioni del pubblico presente in sala.
Il ribaltamento tra il lasciarsi vivere di Vladimir ed Estragon diventa invece la caratteristica di Godot stesso.
Tra gli attori durante la prima, Jane Alexander: resa celebre al grande pubblico con il ruolo della temibile marchesa Lucrezia Van Necker in Elisa di Rivombrosa e con altre interpretazioni per la televisione come attrice, presentatrice e doppiatrice, Jane ha calcato le scene per la prima volta nella sua vita proprio quest’anno, con le produzioni del nuovo Teatro Stabile di Roma®.
In scena poi Maria Beatrice Alonzi definita dalla AFP, agenzia di stampa internazionale, “La digital Artist Italiana”, attrice e regista riconosciuta per il suo impegno nel sociale, marketing strategist da 4 milioni di click, famosa per le sue interpretazioni diventate virali da milioni di views sul web, sia drammatiche (“Se l’amore fa male ora sai dove scendere”) che comiche (“Ho visto 50 Sfumature di Nero”, “Sesso&Calcio”, etc).
Lo spettacolo è ideato e diretto da Giorgia Mazzucato, attrice, autrice e regista allieva, tra gli altri, di Dario Fo e Franca Rame, vincitrice con i suoi spettacoli originali di moltissimi premi nazionali e internazionali, tra i quali ricordiamo, lo scorso luglio, l’ambito Best &Outstanding International Artist al San Diego Fringe Festival 2017, San Diego, California.
La Mazzucato, dopo essersi confrontata con altri grandi della storia del teatro, tra tutti Shakespeare e Brecht, è al suo primo incontro con il maestro Beckett.
L’idea della regia dello spettacolo nasce dalla volontà di non riproporre un’altra messa in scena di Aspettando Godot, ma di prendere ispirazione dal capolavoro e guardarci attraverso, lasciandosi trascinare e immaginando nuove storie da vivere e ricordare, grazie all’interazione con il pubblico, che caratterizza molte delle produzioni del nuovo Teatro Stabile di Roma®
Godot è una delle nuove produzioni della stagione 2017/18 del Teatro Stabile di Roma®, che, per quest’anno, ha scelto di affrontare grandi progetti nazionali ed internazionali.Dopo il successo straordinario della prima, torna per tutta la stagione una volta al mese fino a maggio.
Durante il 2018 gli attori e allievi de La SITI® (la scuola e casa di produzione del Teatro Stabile di Roma®) saranno in scena in California a luglio per il San Diego Fringe Festival e a New York, all’interno del prestigioso contesto della Casa Italiana Zerilli Marimò nella rinomata Università dello stato New York: la NYU.
Contestualmente il metodo di insegnamento de La SITI® - il Metodo MIT® (primo metodo al mondo codificato nello studio dell’improvvisazione teatrale), con il quale vengono preparati gli attori alla messa in scena di format come Godot - verrà portato come materia di insegnamento al dipartimento di Linguistica Italiana dell’NYU proprio dalle sue founder: Giorgia Mazzucato (Direttore Artistico del Teatro Stabile di Roma® e Direttore Didattico de La SITI®) e Maria Beatrice Alonzi (Direttore Esecutivo del Teatro Stabile di Roma® e de La SITI®).
Godotè una produzione del Teatro Stabile di Roma®
Prossime date in programmazione:
23/24/25 marzo
6/7/8 aprile
25/26/27 maggio
Teatro Stabile di Roma®
Via Assisi 33, Roma
Info 0692919708
info@teatrostabilediroma.it

BIGLIETTI:
Intero: 15 €
Ridotto:12 €(prenotando via mail a biglietti@lasiti.it)


venerdì 16 febbraio 2018

ARVIGO E GRAMAGLIA AL BRANCACCINO PER FABRE

15 – 18 febbraio 2018
dal giovedì al sabato ore 20.00; domenica ore 18.45
nell’ambito di Spazio del Racconto
rassegna di drammaturgia contemporanea 2017/2018 - III edizione

L’IMPERATORE DELLA SCONFITTA
di Jan Fabre

traduzione Giuliana Manganelli
Regia Elena Arvigo
Con Elena Arvigo e Caterina Gramaglia
Scenografia Alessandro di Cola
Video Project Carolina Ielardi
Luci Manuel Molinu
Assistente alla regia Tullia Salina  Attina’
Foto Manuela Giusto e Agnesa Dorkin
Produzione Teatro Out Off




L'IMPERATORE DELLA SCONFITTA in scena al Brancaccino di Roma fino al 18 febbraio, non può considerarsi un "mero" spettacolo teatrale, ma un'espressione di arte totale. D'altronde il testo è di Jean Fabre, artista contemporaneo belga, ed è un testo crudele che va  da una parte a scandagliare l'animo umano, forse troppo piccolo per contenere un organo autonomo e vitale come il cuore, e dall'altra pone 'accento su quella che è la massima finzione, nel senso di messa in opera della realtà, ovvero il teatro. Dov'è la sconfitta, il fallimento,è dentro di noi è una questione emotiva, ma è proprio da esso che nasce la possibilità di iniziare di nuovo da capo, il fallimento quindi, non visto come una porta che si chiude, bensì come una possibilità di rilancio. Chi più dell'attore, novella fenice, ha la possibilità di riparare ai propri errori, attraverso la ripetizione il recitare. Lo spettacolo per la regia di Elena Arvigo è a due voci, la stessa Arvigo e Caterina Gramaglia, che interpretano uno stesso personaggio le loro figure, le due narratrici, dipanano, attraverso ripetizioni, il paradosso dell'esistenza umana, sono accompagnate da delle proiezioni suggestive di una vita che fluttua intorno noi, sempre uguale Cosa chi e come deve cambiare? Noi, esseri umani, dopo tante ripetizioni, dopo tanti fallimenti, se non  a noi stessi, apriremo un varco per quelli che verranno dopo.  L'espressione d'arte totale L'IMPERATORE DELLA SCONFITTA, quindi vuole attraverso una cinica visione mandare un messaggio di positività: vedere uno spiraglio laddove sembra esserci una chiusura

Miriam Comito




 “Una scatola magica, che, alternando la parola densa e poetica del testo  le immagini spettacolari dei video e un contrappunto di costumi e oggetti di scena dalla naïvité ricca e surreale, riesce a sortire un effetto avvolgente e coinvolgente. L’imperatore qui viene raddoppiato costantemente, in questa poetica della scomposizione e della ripetizione, dell’affastellamento e dell’anafora.”
Francesca Romana Lino – Fattiditeatro
“Nell’Imperatore della sconfitta il racconto del non riuscire è un complesso sistema di simboli Il fallimento non viene indagato in una dimensione esteriore e sociale ma in un’analisi emotiva. Si esce dallo spazio del monologo per cercare un’esperienza scenica duale, esperimento che riesce e conferisce al testo una dinamica viva, pur all’interno dell’intenzione post drammatica.”
Renzo Francabandera – Milano in scena
“Lo spettacolo è un’ardua cavalcata meditativa di cinquanta minuti. L’effetto è molto suggestivo: le due figure in scena, dietro allo schermo trasparente popolato di immagini, sembrano perdere consistenza reale. Ci sono anche oggetti di scena che rinviano a un mondo “altro”, come le evocative scale a pioli che terminano a punta, a indicare lo slancio, una scommessa perduta verso il cielo. E poi c’è l’immagine dominante del cuore: Bisogna allora provare a togliersi il cuore, guardarlo da fuori e trovargli un altro posto, cioè liberarsi dalle convenzioni e tentare un’interrogazione di sé.”
Gilda Tentorio – Frammenti rivista
“EVERY MAN NEEDS A LITTLE  BIT OF MADNESS ”

L’Imperatore della sconfitta, o come perdere per risorgere, è l’opera scritta nel 1994 e dedicata all’attore Marc Moon Van Overmeir da Jan Fabre, uno degli artisti più estremi e visionari del nostro tempo. Nell’adattamento italiano si sono sostituiti brani di repertorio di Marc Moon e le filastrocche popolari fiamminghe con brani della nostra tradizione che possano evocare la stessa famigliarità. Il testo è continua evocazione del titolo. Per Fabre la sconfitta intesa come perdita (The Emperor of Loss) porta già in sé la possibilità della rinascita e innesca la re-azione che permette di proseguire. Come in un gioco di specchi, un unico personaggio che si sdoppia in due voci per potenziare l’ambivalenza spesso ossimorica delle questioni, in una ripetizione continua. Sbaglio dunque posso continuare. Come in una poesia ermetica, il monologo di Fabre semina tracce di un discorso impossibile che raggiunge e mette a nudo l’essenza di ogni essere umano. Una riflessione straordinariamente originale sulla fragilità delle nostre identità e sul valore creativo del fallimento.
Uno spettacolo catartico, una meditazione filosofica. L’Imperatore delle sconfitte si interroga sull’identità dell’artista, un rincorrersi di riflessioni, sull’essere umano e in particolare sul un tema della “perdita” che è l’alveolo del riscatto e prevede in sé i parametri di un’azione rivoluzionaria. La scalata di ogni uomo è verso il cielo per cercare un posto dove riporre il cuore. Quel cuore, macchina perfetta che non si stanca mai di pompare sangue , centrale nella rappresentazione, che si trova all’esterno del corpo, lasciando aperta quindi la domanda: è troppo grande per essere contenuto all’interno o  l’artista è senza cuore? “Come il Sisifo del mito, condannato alla iterazione eterna della sua fatica, egli torna sulla scena-patibolo, lo spazio abitato dal «sogno insolubile», cioè la frontiera tra finzione e realtà, dove può ricominciare.” Ripete, cade, ricomincia: solo l’esercizio genera l’arte, “Il luogo del fallimento e della possibilità di ricominciare è per antonomasia il palcoscenico. L’imperatore della sconfitta per eccellenza è il mago, il clown cioè l’attore che non può che fallire ogni sera per iniziare nuovamente da capo.” E in questo errare dell’anima- all'imperatore della sconfitta – all’uomo all’attore - forse alla fine forse spunteranno due ali tra le spalle per volare.

Note di regiaDi questo testo e di Jan Fabre amo lo slancio verso il mondo con il cuore in mano “fuori dal corpo” e il suo essere sempre sfuggente a qualsiasi definizione. La sfida è quella di cercare di restare “perdenti” per poter ricominciare e di provocare questa perdita con vitalità. In amore e in guerra “vale” qualsiasi cosa. Il teatro è entrambe le cose insieme. Gli attori per Jan Fabre sono “guerrieri della bellezza”. L'effetto che mi fece studiare con Jan Fabre fu più o meno questo. Una grande provocazione - intelligente e profondamente umana. Da quell'incontro nel 2011 è nato il desiderio di viaggiare dentro questo suo testo. L’impresa è complessa ma la domanda che mi fa rimanere curiosa di continuare è sempre la stessa “Perche no?”

BRANCACCINO
Via Mecenate 2, Roma - www.teatrobrancaccio.it
Biglietto: 14,00 € + 1,50 € d. p.
card open 5 ingressi: 55 €
Prevendita su Ticketone.it e presso i punti vendita tradizionali
BOTTEGHINO DEL TEATRO BRANCACCIO 
Via Merulana, 244 | tel 06 80687231 | botteghino@teatrobrancaccio.it

giovedì 15 febbraio 2018

Di cosa abbiamo veramente bisogno per vincere? IL GRANDE CONCORSO AL TEATRO MARCONI

Il grande concorso

 di Roberto Fei, Fabrizio Gaetani e Fabian Grutt
Regia di Roberto Fei
con Fabrizio Gaetani, Fabian Grutt, Valentina Corti

dal 14 al 18 febbraio
 al Teatro Marconi


IL GRANDE CONCORSO in scena fino al 1 febbraio al Teatro Marconi è uno spettacolo divertente, ma non solo è anche uno spettacolo interessante.Ambientato in un non luogo, me potrebbe anche essere il luogo per antonomasia, ovvero dove si decidono i destini, si incontrano tre persone: due uomini e una donna. Tutti e tre sono là per la stessa motivazione, devono partecipare al grande concorso, a seconda di come si classificheranno nasceranno in un paese dell'Occidente o in uno del Terzo mondo. Mentre i due uomini interpretati da Fabrizio Gaetani e Fabian Grutt, non sono alla loro prima nascita, la donna Colette interpretata da Valentina Corti è una recluta, mentre i due uomini, ognuno a suo modo, espongono alla recluta l'abc, arriva il momento delle prove del concorso, corredata da una fatal notizia...per questa tornata ci sono nascite si, ma poche in occidente e molte in Africa centrale e er ogni aula un concorrente dovrà nascere in Africa. Da questo momento partono una serie di goffi èscamotage da parte dei due uomini, per avere la certezza che la recluta arrivi ultima....è anche giusto..si deve fare le ossa. Nulla è come sembra, il tutto è narrato in modo divertente con intermezzi musicali e di ballo. Il messaggio arriva forte e chiaro, non però pesantemente, ma supportato da una scoppiettante atmosfera, molte risate in sala lo testimoniano. Spettacolo molto piacevole che fa passare una serata divertente ma riflettendo.
Miriam Comito


È  in scena al Teatro Marconi dal 14 al 18 febbraio Il grande concorso. Lo spettacolo, scritto da Roberto Fei, che ne cura la regia, Fabrizio Gaetani e Fabian Grutt vede sul palco Fabrizio Gaetani, Fabian Grutt e Valentina Corti.

Ognuno di noi, prima di nascere, deve partecipare ad un concorso. Un grande concorso pubblico, per l'ottenimento di un ambito posto fisso: il posto in cui nascere. I più bravi nasceranno in occidente, i più scarsi nel Terzo Mondo, perché il posto in cui nascere è un qualcosa che si deve meritare. Succede così che nell’attesa dell’inizio del concorso, due “ex” italiani ed una affascinante e misteriosa ragazza s’incontrino, si conoscano e come accade spesso quando si è lontani da casa, facciano amicizia. Ben presto però la loro spontanea solidarietà, si trasforma in spietata concorrenza, con un’inarrestabile escalation di situazioni comiche ed espedienti che i tre metteranno in atto per accaparrarsi l’ambito premio.
 In un periodo storico sempre più caratterizzato dal tema razziale, sfruttato da convenienze politiche ed interessi economici, il Grande Concorso è una divertentissima commedia che vuole usare la risata come mezzo per raccontare un tragica realtà, ricordando a noi stessi quanto siamo stati fortunati a nascere nel più “bel Paese” del mondo. Ricordando ciò, forse saremo più predisposti a ridere anziché ringhiare, di fronte a chi questa fortuna non l’avrà mai, spiegano gli autori.


Teatro Marconi
Viale Guglielmo Marconi 698 e
tel. 065943554
Biglietti: Intero 20€
Ridotto 16 €
Under 25, 9€





martedì 6 febbraio 2018

Nuovo Premio Teatro Traiano - Il Bando di partecipazione

CultureCreative
presenta

NUOVO PREMIO TEATRO TRAIANO
FESTIVAL DI CORTI E MONOLOGHI TEATRALI

VI edizione 28 maggio 2018
al
TEATRO MARCONI
da un’idea di
Roberta Federica Serrao

organizzazione a cura di
Roberta Federica Serrao per CultureCreative in collaborazione con il Teatro Marconi

Il Nuovo Premio Traiano - Festival di corti e monologhi teatrali festeggia la sua VI edizione con l'orgoglio di aver raccolto intorno a sé ampi  consensi di pubblico, media ma soprattutto la partecipazione di tanti giovani artisti di grande talento. Quest’anno l’ appuntamento per la Finale è il 28 maggio e sarà ospitata per la prima volta al Teatro Marconi di Roma, uno degli spazi teatrali più nuovi e dinamici della Capitale.

Il Festival, dedicato agli inediti teatrali, che nasce dalla volontà e dalla passione della curatrice Roberta Federica Serrao, vuole essere un’opportunità per gli autori anche emergenti di dar voce ai loro lavori, e per i giovani interpreti di farsi conoscere sperimentando nuovi progetti su un palcoscenico importante.
Il Bando e il modulo di partecipazione sono disponibili su www.teatromarconi.it nella sezione di destra della Home Page (sotto il Calendario Spettacoli). La Scadenza per l’ invio delle proposte è 1 maggio 2018.

La manifestazione, che vedrà sul palco del Teatro Marconi la presentazione di nuovi lavori, sotto forma di monologhi e corti, è rivolta ad autori, attori e compagnie di professionisti di ogni nazionalità che si esibiranno con testi comici, drammatici, di denuncia sociale, originali e inediti, presentati in una o più sezioni proposte nel Bando.
Dopo una prima fase di selezioni su testo, il 28 maggio si svolgerà la Finale dove davanti al pubblico presente in sala, anch’esso coinvolto nell’ assegnazione di un premio, i finalisti si esibiranno con i loro pezzi inediti e saranno valutati da una giuria formata da esperti del settore come attori, autori, registi e produttori.
Tra i premi assegnati dalla giuria di tecnici, il vincitore del primo premio, oltre ad un riconoscimento economico come incentivo alla produzione di un nuovo spettacolo, avrà l’opportunità di mettere in scena una pièce teatrale anch’essa originale e inedita nella stagione 2018/2019 presso il Teatro Marconi.


CONTATTI
Informazioni e iscrizioni: Roberta Federica Serrao 327/1924024 - premiotraiano@gmail.com
Prenotazioni e acquisto biglietti: Teatro Marconi 06/5943554 – www.teatromarconi.it
Canali Facebook: Teatro Marconi – Premio Teatro Traiano – Roberta Federica Serrao
Ufficio Stampa: Rocchina Ceglia  rocchinaceglia@rocchinacegliacomunicazione.it