mercoledì 4 marzo 2026

Un grande omaggio ai morti di Marcinelle allo Spazio Diamante. MARCINELLE- Storie di minatori.


 8 agosto 1956, questa estate sarà il 70° anniversario della strage di Marcinelle, non mi viene da usare un altro termine per definire ciò che successe nella miniera di carbone di Bois du Cazier vicino a Marcinelle, nel Belgio meridionale dove persero la vita 262 persone di cui 136 immigrati italiani,

Nel secondo dopoguerra il Belgio essendo uno stato molto piccolo si trovava ad avere una scarsità di manodopera, soprattutto per quei lavori  logoranti e pericolosi per i quali la maggior parte dei belgi non aveva interesse, ecco che allora si ricorse alla manodopera estera e grazie al Protocollo Italo-Belga firmato il 23 giugno del 1946, in cui si stabiliva che a fronte dell'invio di 50.000 lavoratori italiani, il Belgio avrebbe ricambiato con l'invio di carbone.

MARCINELLE- Storie di minatori in scena allo Spazio Diamante fino all'8 marzo scritto e diretto da Ariele Vincenti, narra le vicende di quattro uomini italiani: un giovane ragazzo siciliano (Francesco Cassibba) due fratelli abruzzesi (Ariele Vincenti e Giacomo Rasetti) e un veneto (Vincenzo Tosetto) e delle loro donne tutte interpretate da Sarah Nicolucci.

Nella splendida scenografia mobile  di Alessandro Chiti si muovono i personaggi, dapprima aprendo una finestra sulla loro vita, chi ha il sangue che ribolle come il giovane Calogero a cui la Sicilia sta stretta chi come i due fratelli di Manoppello, paese più colpito che ha avuto più morti nella tragedia di Marcinelle, paese che si  trova nella regione che ha avuto più perdite: l'Abruzzo. Due fratelli che sognavano una vita migliore, chi ancora vive nel ricco nord est, ma che evidentemente all'epoca non era così ricco, o forse anche adesso solo una parte del nord est si può definire ricca.

Tutti sono accomunati dall'essere attirati da questi cartelli rosa, un bel colore vivace e rassicurante che promette una sorta di paradiso...in sole 28 ora già in Belgio, paghe buone, alloggi comodi e caldi, possibilità di far salire su la famiglia, veramente il paese dei balocchi, ma gli italiani partiti non erano dei pinocchi e tanto meno dei lucignoli, semplicemente erano ragazzi e uomini disperatamente in cerca di una vita migliore.

Si parte, la scenografia si trasforma in un treno, un treno con vagoni di terza classe, e il viaggio non durò 28 ore ma ben 5 giorni, l'accoglienza all'arrivo non fu delle migliori, gli alloggi non erano né confortevoli né caldi...erano dei vecchi campi di concentramento.

Le condizioni di lavoro sono pessime, manca una cosa fondamentale, la sicurezza, c'è una sola uscita, la cava è una cava vecchia del 1830, non ci sono ancora tante vene carbonifere da sfruttare. L'8 agosto succede l'irreparabile, la prevedibile tragedia, una vera e propria strage che avrebbe potuto essere evitata semplicemente se si fosse voluto.

MARCINELLE-storie di minatori  scandisce uno per uno i momenti di questa tragica storia, partendo dalla speranza dei tanti disoccupati italiani del dopoguerra, al viaggio, allo sconcertante arrivo, alle pietose condizioni lavorative, alla delusione di apprendere che nei bar di Liegi era vietato l'ingesso agli italiani, all'illusione di costituire un coro, alla gioia di veder passare Fausto Coppi in testa, all'epilogo finale,

Ariele Vincenti, come sempre, prima di avvicinarsi ad un tema importante fa degli studi approfonditi, che gli consentono di scrivere in modo documentato, la scenografia che da guardaroba si trasforma in treno, poi in ascensore, poi in miniera, in fine in tomba.

MARCINELLE-storie di minatori è uno spettacolo completo, c'è anche, ed è molto suggestivo un paesaggio sonoro il pubblico avverte il suono della miniera, un suono metallico cadenzato, e allo stesso tempo confuso.

Uno spettacolo che va visto, nono solo per quanto scritto finora, ma anche per non dimenticare e per omaggiare questi ragazzi morti vittime di un sogno che non dovrebbe essere un sogno ma un diritto, i  diritto al lavoro e alla sicurezza sul lavoro.

Gli attori tutti bravissimi, pienamente dento al ruolo in uno spettacolo non facile da interpretare.

                                                           Miriam Comito

FRANCESCO CASSIBBA | SARAH NICOLUCCI | GIACOMO RASETTI | VINCENZO TOSETTO | 

ARIELE VINCENTI


MARCINELLE, STORIE DI MINATORI

Scenografia Alessandro Chiti | Composizioni Musicali Tiziano Gialloreto |

Disegno Luci e Fonica Stefano Pierucci| Costumi Agostina Imperi|

Aiuto Regia Nicolò Marabini| Foto Francesco Nannarelli| Grafica Marco Animobono


SCRITTO E DIRETTO DA ARIELE VINCENTI

produzione Alt Academy Produzioni e Teatro Stabile D'Abruzzo


Si Ringraziano Paolo Di Stefano autore del libro "La catastròfa. Marcinelle, 8 agosto 1956",

Walter Basso autore del libro “Carne da miniera”

L’ Associazione Nazionale Vittime Di Marcinelle,

il Museo delle miniere di mercurio del Monte Amiata, Filippo Ferraro Fano



SPAZIO DIAMANTE (sala black)

3 - 8 Marzo

SPAZIO DIAMANTE

Via Prenestina, 230/B 00176 Roma RM

Da martedì a venerdì ore 20.30, sabato ore 19, domenica ore 17

Lo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro

Biglietto Supporter - € 19 - Biglietto Standard - € 15 - Biglietto Agevolato - €12


lunedì 2 marzo 2026

Al via “Green Days – nel tempo che resiste” Terza Edizione, la rassegna teatrale Under 35 a cura di Dominio Pubblico per riflettere sul presente e interrogarsi sul futuro, dal 7 marzo all'Argot Studio-Roma

 


Green Days – nel tempo che resiste

Terza Edizione


Rassegna teatrale Under 35 a cura di Dominio Pubblico con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”


GIORGIA MAZZUCATO | PIETRO CERCHIELLO | ANDREA BALDOFFEI |

NICOLA LORUSSO E GAIA AMICO | FIRMAMENTO COLLETTIVO


Cinque spettacoli di cinque realtà Under 35 per riflettere sul presente e interrogarsi sul futuro


Dal 7 marzo al 31 maggio

     Argot Studio-Roma




Dopo il successo delle scorse due edizioni, torna anche quest’anno, dal 7 marzo al 31 maggio all’Argot Studio, “Green Days – nel tempo che resiste” la rassegna teatrale Under 35 curata, organizzata e pensata da Dominio Pubblico, con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, con tante novità e un importante consolidamento nelle scelte artistiche e organizzative.

 

Arrivata alla sua terza edizione, la rassegna, interamente curata da una direzione artistica partecipata, composta da ragazzi e ragazze appartenenti alla GenZ, che fin dalla prima edizione si occupa di valutare e selezionare gli spettacoli secondo un modello già attuato da Dominio Pubblico allo Youth Fest, continua a interrogarsi su temi profondi legati all’identità personale e collettiva, al rapporto con le proprie radici, al cambiamento e alla costruzione di una nuova consapevolezza. 

Dopo “Il futuro ha i giorni contati” e “Che ne sarà di noi?” gli under 25 di Dominio Pubblico, con “nel tempo che resiste” cercano quest’anno, attraverso gli spettacoli in programma, di dare una risposta agli interrogativi e alle preoccupazioni legate al futuro. In un mondo in continua trasformazione, resistere diventa oggi un gesto necessario e il teatro si fa spazio di incontro, di libertà e di rinascita, dove i giovani possono raccontare il presente e immaginare il futuro.

Un palinsesto che esplora tematiche quali l’importanza della memoria storica e collettiva, la responsabilità civile, le relazioni intergenerazionali e le sfide contemporanee e politiche dei giovani che ancora una volta scelgono di riflettere su problematiche lontane dal loro tempo, ma in qualche modo fortemente urgenti per capire l’oggi e il futuro, ponendo come obiettivo quello di creare uno spazio di riflessione, dialogo e confronto tra artisti e pubblico. 

Un programma di cinque spettacoli, di cinque realtà artistiche under 35, che rispecchiano altrettanti modi di fare teatro e raccontare la contemporaneità, creando un ponte tra generazioni e intrecciando memorie individuali e collettive, su temi di identità, memoria, responsabilità civile e incontro.  Il tutto attraverso linguaggi teatrali innovativi e profondamente attuali.


Apre Green Days, il 7 e 8 marzo STOMACO di Giorgia Mazzucato, che conduce al cuore del trauma collettivo del G8 di Genova, trasformando la memoria storica in un atto di coscienza civile. Tra rabbia e poesia, lo spettacolo diventa un invito a non restare indifferenti, a prendere posizione e a interrogarsi sul presente attraverso la consapevolezza del passato.


Il 18 e 19 aprile è la volta di “TECNICHE DI LAVORO DI GRUPPO / Appunti per uno Schiuma Party” di e con Pietro Cerchiello/Dimore Creative, una parabola grottesca e ironica sull’educazione, sul senso del teatro e sul rapporto tra generazioni. Attraverso il confronto tra un giovane attore e i suoi studenti, il progetto esplora la difficoltà di trovare un proprio spazio, la necessità di relazione autentica e la ricerca della felicità in un contesto di regole assenti o distorte.


A seguire, il 25 e il 26 aprile, appuntamento con “Il corpo di Matteotti” scritto e diretto da Andrea Baldoffei, il quale mette in scena l’incontro immaginario tra carnefice e vittima, trasformando il peso storico dell’omicidio Matteotti in una riflessione universale sulla colpa, il potere e la fragilità della coscienza umana. Lo spazio circoscritto in cui si muovono i due corpi diventa un luogo sospeso tra realtà e percezione, dove la violenza si carica di significato e interrogazione morale.


Il 16 e il 17 maggio, Nicola Lorusso e Gaia Amico portano in scena “IF (sulle possibilità di un incontro)”, uno spettacolo con marionette realizzate a mano che indaga la delicatezza dei legami umani e la forza dei gesti silenziosi. Due anziani e due giovani si incrociano in un gioco muto di ricordi, desideri e rimpianti: un racconto poetico sulla fugacità del tempo, sul valore di ogni incontro e sulla bellezza sottile della memoria affettiva, sospesa tra passato e presente.


Chiude la rassegna, il 30 e il 31 maggio, “Kalergi - il complotto dei complotti” di Firmamento Collettivo, in cui si affrontano con lucidità e ironia, e in un continuo alternarsi di piani narrativi, tematiche quali l’immigrazione, la polarizzazione dell’opinione pubblica, il precariato giovanile e la mancanza di opportunità per chi viene da contesti socio-economici disagiati, stimolando riflessioni critiche sulla società contemporanea.


Per ogni spettacolo in rassegna sono previste due giornate di repliche e un TALK di approfondimento a cura della Redazione U25 di Dominio Pubblico: una possibilità di incontro e di scambio tra giovani, compagnie emergenti e pubblico.


La scelta di questi artisti è frutto degli incontri che la Direzione Artistica Partecipata ha avuto occasione di sviluppare durante festival e stagioni teatrali vicini a Dominio Pubblico. “Stomaco” di Giorgia Mazzucato ha debuttato nel 2025 al Torino Fringe Festival, registrando sei sold out su sei date e una calorosa accoglienza da parte del pubblico. Pietro Cerchiello, con il suo “Tecniche di lavoro di gruppo / Appunti per uno Schiuma Party”, ancora inedito, è stato programmato all’interno della X edizione di Dominio Pubblico – Youth Fest con il progetto “Ecologia Capitalista”, uno spettacolo che fonde Stand Up, musica e poesia, e insieme a Nicola Lorusso ha portato in scena “Estate di una notte di mezzo sogno” nella rassegna Green Days 2025. “Il corpo di Matteotti" di Andrea Baldoffei, realizzato con il patrocinio della Fondazione Giacomo Matteotti ETS, ha vinto il Bando SIAE Nuove Opere nel 2023, ottenendo nello stesso anno anche il riconoscimento nella sezione demo del festival Inventaria. “IF (sulle possibilità di un incontro)” di Gaia Amico e Nicola Lorusso ha conquistato il Premio SCINTILLE 2025 e il Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2024, oltre a essere selezionato per le residenze artistiche Portraits On Stage e Il Filo Immaginario. Infine, “Kalergi – il complotto dei complotti” ha debuttato nella stagione 2023/24 a Campo Teatrale (MI) come spettacolo vincitore di Theatrical Mass, è stato ospitato al festival Canile Drammatico di Parma e ha ottenuto il riconoscimento del bando Pillole promosso da Fortezza Est.

Insieme, questi cinque spettacoli costituiscono un percorso unitario che intreccia memoria storica, riflessione sociale, ricerca identitaria e innovazione artistica.


Da sempre Argot Studio e Dominio Pubblico collaborano insieme per garantire spazio e visibilità a una nuova generazione di artisti. Lavorano su target e focus differenti facendo sempre dell'innovazione dei linguaggi e della ricerca il centro della loro mission.

Dominio Pubblico –  che nasce nel 2013 dalla collaborazione di Argot Studio con il Teatro dell'Orologio – si distingue come un importante progetto di audience development e community engagement rivolto a giovani under 25 che si sperimentano in un percorso da spettatori attivi, finalizzato alla conoscenza della scena contemporanea e alla produzione, promozione e organizzazione di eventi culturali multidisciplinari. I giovani si avvicinano alla fruizione culturale della loro città e del territorio regionale attraverso la visione guidata di numerosi eventi legati al mondo dell’arte contemporanea, e grazie all'incontro con gli artisti coinvolti imparano a capirne le dinamiche interne e a raccontarle.


CALENDARIO


- Sabato 7 Marzo 19:30 e Domenica 8 Marzo 17:30

Stomaco

scritto e interpretato da Giorgia Mazzucato

luci di Martina Bonati

musiche di Giorgia Mazzucato

una produzione SB Teatro


- Sabato 18 aprile 19:30 e Domenica 19 aprile 17:30

TECNICHE DI LAVORO DI GRUPPO / Appunti per uno Schiuma Party 

di e con Pietro Cerchiello

regia Ariele Celeste Soresina

produzione Dimore Creative

con il sostegno di Periferie Artistiche, Residenze in FVG, Settimocielo, Teatro La Contrada


- Sabato 25 Aprile 19:30 e Domenica 26 aprile 17:30

Il corpo di Matteotti

testo e regia Andrea Baldoffei

con Andrea Baldoffei e Riccardo Milani

disegno sonoro Alessandro Giannone

disegno luci Giulio Ferro

foto di scena Silvia Bisordi

liberamente ispirato al libro omonimo di Italo Arcuri

progetto finanziato dal bando S.I.A.E. per chi crea – nuove opere 2023


- Sabato 16 maggio 19:30 e Domenica 17 maggio 17:30

lF (sulle possibilità di un incontro)

di e con Gaia Amico e Nicola Lorusso 

puppets di Gaia Amico 

musiche originali di Stefan Röslmair 

Vincitore del Premio SCINTILLE 2025 e del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2024

progetto vincitore dei bandi di residenza Portraits On Stage e Il Filo Immaginario

con il sostegno di Gommalacca Teatro, Teatro Erbamil, 9c Teatro, Laboratori Permanenti e Diesis Teatrango

crediti foto di Davide Dell'Agostino


- Sabato 30 Maggio 19:30 e Domenica 31 maggio 17:30

Kalergi! Il complotto dei complotti

uno spettacolo di Firmamento Collettivo

testo Luca D’Arrigo con il contributo di Firmamento Collettivo

regia Adele Di Bella

con Carmelo Crisafulli, Luca D’Arrigo, Martina Tinnirello e Giulia Trivero

registrazioni Gipo Gurrado

foto di scena Francesco Lurgo

produzione Zerkalo in collaborazione con Firmamento Collettivo

un ringraziamento a Ferrara Off

segnalato da Teatro e Critica nella rubrica “Il teatro e la danza che vorremmo rivedere nel 2025”

vincitore di Pillole #tuttoin12minuti 2024 di Fortezza Est – Roma

vincitore del bando Theatrical Mass 2023 di Campo Teatrale – Milano

vincitore della call OFFline 2022 di Ferrara Off Teatro


Un progetto di Dominio Pubblico

Direzione artistica - Tiziano Panici

Amministrazione - Alin Cristofori

Organizzazione e produzione - Clara Lolletti

Comunicazione e promozione - Flavia De Muro

Social media - Vittoria Ferraro Petrillo

Community manager - Lavinia Di Genova

Ufficio stampa - Maresa Palmacci

DAP Green Days - Lorenzo Bitetti, Nicoletta Calabrese, Anna Cipriani, Alessia Fine, Manuela Guida, Francesca Maddalena

In collaborazione con Argot Studio

In networking con Risonanze Network


Biglietti e orari

intero: 8 euro / ridotto: 5 euro

sabato 19:30 / domenica 17:30

Via Natale del Grande, 27

talk con la compagnia dopo la replica della domenica


Ufficio Stampa

Maresa Palmacci tel. 3480803972; palmaccimaresa@gmail.com 







Come un sogno lucido può cambiarti la vita, ONIRICA al Teatro Basilica 28 febbraio, 1 marzo.


 I sogni da sempre sono stati al centro di studi approfonditi, se ci pensate bene, nella normalità delle ipotesi, quando ci si sveglia fisicamente da un sogno, la nostra reazione non è mai neutra, o è di sollievo...ah per fortuna era solo un sogno, o di delusione...peccato era solo un sogno, mai indifferenti.

I sogni sono la rappresentazione dei nostri desideri, delle nostre paure, in generale delle nostre emozioni celate, ed esistono anche i sogni predittivi, ne parla addirittura la Bibbia.

Lo spettacolo ONIRICA andato in scena il 28 febbraio ed il primo marzo al Teatro Basilica, si analizza un altro  tipo di sogno, ovvero il sogno lucido.

Per sogno lucido si intende sogno in cui di è consapevoli che si sta sognando, e via via con l'esercizio si può anche arrivare a gestire, in qualche modo, il proprio sogno.

ONIRICA con i testi di Giulia Odetto e Antonio Careddu, porta in scena i sogni di Maya, interpretata da Chaterine Bertoni De Laet, i suoi sogni sono ricorrenti, ed hanno come protagonisti da una parte un uomo amico, e dall'altra un uomo desiderato interpretati da Daniele Giacometti e Riccardo Micheletti. Se da una parte del palcoscenico vediamo la veglia, il sonno, il racconto dei sogni di Maya dall'altro vediamo il suo alter ego (Camilla Soave), o meglio la personificazione dei suoi sogni, che con un linguaggio molto fisico dà vita ai sogni.

La narrazione è esattamente come sono i sogni, quindi irregolare, frammentata, per certi versi angosciante, come d'altro canto i sogni possono essere, ma anche liberatori, attraverso i sogni lucidi, infatti, si può aumentare la propria stima, e se da una parte il confine tra sognato e vissuto può diventare sfumato, dall'altra si può invece diventare padroni delle proprie emozioni, specialmente quelle inespresse e dormire sonni tranquilli, e di conseguenza vivere più tranquilli.

ONIRICA racchiude in se come  spettacolo teatrale, non solo la recitazione intesa in senso classico, ma piuttosto performance, paesaggio sonoro, l'uso costante di mezzi di riproduzione come la telecamera, che fa da lente di ingrandimento di ingrandimento a ciò che succede sul palco direttamente proiettato sullo schermo, in un atmosfera, ovviamente sempre notturna.

                                                              Miriam Comito


TeatroBasilica 

Presenta

ONIRICA

28 febbraio 2026, ore 19:30
1° marzo 2026, ore 16:30


di Collettivo EFFE

regia Giulia Odetto
testi Giulia Odetto e Antonio Careddu
con Daniele Giacometti, Camilla Soave, Riccardo Micheletti, Catherine Bertoni De Laet
drammaturgia Antonio Careddu
ambientazione sonora Lorenzo Abattoir
scene Gregorio Zurla
assistente alla creazione Valentina Spaletta Tavella
con il contributo artistico di Andrea Triaca, Camille Guichard e Beatrice Vecchione


 INFORMAZIONI


Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:


https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo


Dove siamo:

Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma

www.teatrobasilica.com

email: info@teatrobasilica.com

telefono: +39 392 9768519


Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.


Prezzo

Intero: 18€ Online: 15€ Ridotto: 12€


Link utili

Sito https://teatrobasilica.com/

Facebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica

Instagram https://www.instagram.com/teatrobasilica/


Ufficio stampa TeatroBasilica e Gruppo della Creta

Maya Amenduni 

+39 392 8157943
mayaamenduni@gmail.com