mercoledì 12 novembre 2014

FESTIVAL NATURA DEI TEATRI 014 I DUE PIANI




















NATURA DÈI TEATRI 014_I DUE PIANI
Performing Arts Festival #19

Parma | Lenz Teatro
5 > 14 dicembre

direzione artistica < Maria Federica Maestri | Francesco Pititto


Dieci spettacoli per dieci giorni di Festival.
Natura Dèi Teatri #19 presenta creazioni performative
 di teatro_musica_danza_video_performance.
In arrivo prime assolute e rarità internazionali con

Robin Rimbaud aka Scanner | Lenz Rifrazioni
Maguy Marin | David Manbouch | Benjamin Lebreton
Enrico Pitozzi | Paul Wirkus | Alessandro Berti | Pieter Ampe
Andrea Azzali | Tim Spooner | Via Negativa

La 19a edizione di Natura Dèi Teatri, Festival curato da Maria Federica MaestriFrancesco Pititto di Lenz Rifrazioni, presenta dal 5 al 14 dicembre 2014negli spazi post-industriali di Lenz Teatro a Parma, con due sconfinamenti performativi in una importante chiesa storica nel centro della città, 10 creazioni contemporanee internazionali, «declinazioni scenico-performative dell’identità duplice, stratificata, multipla del linguaggio» ispirate a I due piani, tema concettuale che, dopo Ovulo nel 2012 e Glorioso l’anno seguente, conclude il progetto triennale alimentato dalle suggestioni filosofiche di Gilles Deleuze. Insieme agli artisti, lo studioso Enrico Pitozzi con il seminario Magnitudini e un dialogo sul complesso percorso di Lenz Rifrazioni attorno a Re Lear.

Programma

Venerdì 5 dicembre
orario 10:00/13:00  15:00/18:00 > Enrico Pitozzi | SeminarioMAGNITUDINI
h 21:00 > Robin Rimbaud aka Scanner + Lenz Rifrazioni
Re Lear_L’opera che non c’è | Premessa
première creazione per ND’T #19

Sabato 6 dicembre
h 21:00 > Robin Rimbaud aka Scanner + Lenz Rifrazioni
Re Lear_L’opera che non c’è | Premessa

Domenica 7 dicembre
h 16:30 > Enrico Pitozzi | Incontro su Re Lear
h 18:30 > Robin Rimbaud aka Scanner + Lenz Rifrazioni
Re Lear_L’opera che non c’è | Premessa
h 21.00 > Lenz Rifrazioni | ADELCHI
première creazione per ND’T#19

Martedì 9 dicembre
h 21:00 > Maguy Marin | SINGSPIELE
h 22:30 > Lenz Rifrazioni | ADELCHI

Mercoledì 10 dicembre
h 21:00 > Lenz Rifrazioni | ADELCHI

Giovedì 11 dicembre
h  21:00 > Alessandro Berti | MAESTRO ECKHART
h 22:30 > Lenz Rifrazioni | ADELCHI

Venerdì 12 dicembre
h 21:00 >  Andrea Azzali | CORPO SACRO
h 22:30 > Lenz Rifrazioni | ADELCHI

Sabato 13 dicembre
h 21:00 > Paul Wirkus + Lenz Rifrazioni HYPERION/ DIOTIMA
h 22.30 > Pieter Ampe | SO YOU CAN FEEL

Domenica 14 dicembre
h 18:30 > Tim Spooner | TELESCOPE
h 20:00 > Tim Spooner | TELESCOPE
h 21:00 > Via Negativa | ON THE RIGHT TRACK
h 22:30 > Tim Spooner | TELESCOPE
a seguire Tim Spooner | SHORT PERFORMANCE WITH DRAWINGS AND COLLAGES



Natura Dèi Teatri 014 è un progetto artistico di Lenz Rifrazioni realizzato grazie al sostegno di
MiBACT_Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo | Regione Emilia-Romagna |Provincia di Parma | Comune di Parma | Dipartimento Assistenziale Integrato di Salute Mentale - Dipendenze Patologiche AUSL di Parma | Fondazione Monte di Parma | Banca Monte Parma Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Parma | Chiesi Farmaceutici
e in collaborazione con
Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma | Università degli Studi di Parma



INFO
Festival Natura Dèi Teatri: T. + 39. 0521. 270141

VARIAZIONI ENIGMATICHE Recensione

di Éric-Emmanuel Schmitt 
traduzione di Saverio Marconi e Gabriela Eleonori 
con Saverio Marconi e Gian Paolo Valentini 
scene e costumi Carla Accoramboni – luci Valerio Tiberi 
regia di Gabriela Eleonori 



VARIAZIONI ENIGMATICHE: 
due uomini, una donna, 
un’unica sorprendente storia d’amore! 


Al Teatro Ghione dall’11 al 16 novembre 

"Variazioni enigmatiche" è un testo sorprendente per la sua lucidità nell'analizzare con pratico realismo l'animo umano alle prese con i temi più importanti della vita: l'amore e il tempo. Due uomini, completamenti diversi uno dall'altro si trovano a fronteggiarsi, a studiarsi, "annusarsi" dapprima, per poi piano piano aprirsi reciprocamente. Seppur partano da due modi di affrontare la vita totalmente contrari, il primo Abel Snorko premio nobel per la letteratura, più ripiegato su stesso, avvolto nel sublime, lontano, volontariamente, dalla vita quotidiana, chiuso nella sua torre eburnea, situata nell'estremo nord della Norvegia, e l'altro Erik Larsen un uomo apparentemente "ordinario" sono legati dall'amore per la stessa donna. Erik Emmanuel Schmitt  incentra le sue opere sulla complicanza dei rapporti umani, in questo caso sulla fluida fuggevolezza dell'amore, nell'opera in questione incarnato da una figura femminile che non appare mai sul palcoscenico. Fuggevolezza intesa sia nel senso fisico, che mentale, il paragone con le "Variazioni enigmatiche"  di Edgar Elgar, nasce dal fatto che queste variazioni si rifanno ad un'opera musicale molto conosciuta, ma non si riesce a capire quale sia quest'opera, vale a dire anche se si conosce molto bene un'altra persona, non si conoscono tutte le sue variazioni, oppure, ancora più centrato, se ne conosce solo una variazione e si pensa di conoscere l'intera persona. Noi stessi siamo delle "Variazioni enigmatiche". Se l'amore è così fuggevole e inafferrabile nella sua natura più intima, è allo stesso tempo sorprendente, lo è ancora di più il tempo, che anche iconograficamente viene rappresentato come un uomo vecchio alato con una clessidra in mano.
 Miriam Comito


Per il quarto anno consecutivo, sulla scia dei successi di critica e di pubblico, Saverio Marconi continua a calcare il palcoscenico come attore con Variazioni enigmatiche, un fantastico meccanismo a orologeria di Èric-Emmanuel Schmitt già straordinario successo di pubblico e di critica in Europa (in Francia lo spettacolo è stato interpretato da Alain Delon, in Inghilterra da Donald Sutherland); un testo dove non sembra accadere nulla e invece le vite escono sconvolte dalla vicenda, un racconto dove niente è ciò che sembra. 
“Dopo tante regie di teatro musicale mi sono sentito tutto a un tratto come svuotato – dice Marconi -. Dovevo ricaricare le batterie, dovevo mettermi in gioco e tornare a recitare. Ho scelto Variazioni enigmatiche perché conoscevo bene l’autore, con Schmitt avevo lavorato a Parigi in Nine. Ma avevo mille dubbi e incertezze nel salire di nuovo sul palcoscenico”. 
Variazioni enigmatiche è un intrigante gioco psicologico che punta sulle illusioni e disillusioni della vita; un confronto disperato fra due uomini, Abel Znorko – misantropo, Nobel per la letteratura che si è ritirato a vivere da eremita in un’isola sperduta del mare della Norvegia, vicino al Polo Nord (ma conserva un intenso rapporto epistolare con la donna amata) - e Erik Larsen (interpretato da Gian Paolo Valentini), sconosciuto giornalista cui lo scrittore concede un’intervista. 
L’incontro, tra ferocia e compassione, si trasforma in una sconvolgente scoperta di verità taciute e dell'illusione in cui i due si sono calati. Un testo mai prevedibile, che alterna sentimenti con drammatici colpi di scena, in cui l’ironia più tagliente si trasforma in commozione, la tenerezza in folle crudeltà. Un raffinato e crescente duello dialettico, fino alle sciabolate finali tra Znorko e Larsen, che non lascerà scampo a nessuno: né ai protagonisti né al pubblico. 
Il titolo dell’opera fa riferimento a Enigma Variations, composizione del musicista inglese Edward Elgar, quattordici variazioni su una melodia che sembra impossibile da riconoscere, così come Schmitt sembra concepire il rapporto tra gli esseri umani come qualcosa che possiamo solo intuire. “Unire prosa e musica – prosegue Marconi – permette di aggiungere al significato delle parole un messaggio ancora più ampio e universale.” 
La scenografia, curata da Carla Accoramboni, segue l’idea di una scena sospesa, una casa che ha pareti ma non ne ha, come l’isola dove si svolge la storia, che lascia il più possibile spogli i personaggi. Anche il disegno luci, firmato da Valerio Tiberi, gioca un ruolo fondamentale, ricreando all’interno un ambiente intimo e caldo ed evocando invece il gelido crepuscolo artico che filtra dall’esterno. 
La scelta di affidare a Gabriela Eleonori la regia nasce dalla volontà di una prospettiva femminile nella lettura di una storia in cui una donna, con la sua assenza, è comunque protagonista. 
“È un testo che ti sorprende immediatamente, alla prima lettura. - dice la regista Gabriela Eleonori - La necessità e l’urgenza della sua rappresentazione si trasformano, quindi, nella percezione di poter far ritrovare al “teatro” puro la sua funzione principale: la narrazione di miti per la catarsi collettiva.” 
“Il bello del mistero è il segreto che contiene non la verità che nasconde”. 

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Ghione di Roma dall’11 al 16 novembre, con un recita - quella di domenica 16 alle ore 17 - “senza barriere”, cioè accessibile anche alle persone con disabilità sensoriali, attraverso il servizio di audio descrizione (una voce narrante inserisce un commento all’interno della trama), la traduzione in LIS e visite sensoriali (la possibilità di toccare scenografia, attrezzi e costumi di scena). Il Teatro Ghione si conferma, così, come l’unica realtà nel panorama teatrale italiano che ha scelto di schierarsi al fianco delle persone in difficoltà, regalando loro la possibilità di vivere l’esperienza del teatro. 

ORARIO SPETTACOLI 
Martedì/venerdì ore 21.00, Domenica, ore 17.00 

BIGLIETTI 
INTERO Platea 28€ INTERO Galleria 23€ OVER 65 Platea 22€ OVER 65 Galleria 18€ CRAL, Gruppi e Studenti 18€ Bambini Platea (sotto ai 14 anni) 12€ Bambini Galleria (sotto ai 14 anni) 10€ 

BOTTEGHINO 
tutti i giorni dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 19.00 
Via Delle Fornaci, 37 - 00165 Roma –Tel. 06 6372294 

domenica 9 novembre 2014

DELIRIOUS NEW YORK Recensione

OHT - Office for a Human Theatre
presenta



Delirious New York

spettacolo ispirato all’omonimo testo di Rem Koolhaas

venerdì 7 novembre h 20,30
sabato 8 novembre h 21,30
domenica 9 novembre h 16,00

nell’ambito di
Open Museum Open City
a cura di Hou Hanru

MAXXI
Museo nNazionale delle arti del XXI sSecolo
Via Guido Reni 4/A, Roma

Credits


una produzione di OHT, Fondazione Caritro, Provincia Autonoma di Trento
co-produzione di Inteatro
residenze artistiche Centrale Fies, REACT! Festival Santarcangelo dei Teatri


idea e regia Filippo Andreatta
drammaturgia 
 Filippo Andreatta e Ilaria Mancia
di e con 
Filippo Andreatta, Fiora Blasi, Patric Schott, Sara Rosa Losilla
light designer Arnaud Poumarat


Info e biglietti:
Ingresso mostra 11 euro
Ingresso spettacolo per chi è già in possesso del biglietto della mostra 5 euro
Ingresso libero per under 26 il sabato e la domenica grazie a Enel

"Delirium New York" opera tratta dall'omonimo libro di Rem Koolhaas, e portata sulle scene da Office for  a humane theater, è una commistione tra una performance di arte contemporanea, da cui trae lo schema a loop, e un testo drammaturgico vero e proprio. Non a caso la messa in scena, è avvenuta e avverrà sia in teatri veri e propri sia all'interno di musei di arte contemporanea come il Maxxi di Roma, nell'ambito del progetto-mostra: Open Museum Open City,. In uno scenario post moderno quattro persone totalmente diversi tra loro, si trovano ciclicamente a decostruire un'allegorica parete per ricostruirne subito un'altra. Il nodo centrale, è l'incomunicabilità, i quattro pur sforzandosi di comunicare tra loro, non riescono, perchè ognuno di loro e chiuso in se stesso, non solamente quelli che lo sono in modo più evidente , ma tutti. Tutto ciò è un rispecchiamento dell'essere umano, infatti, alla base del libro di Koolhaas c'è l'idea che la griglia architettonica di New York, e specificatamente del suo "centro storico" sia frutto della psicologia di chi li ha costruiti, senza seguire un ordine bene preciso, ma appunto seguendo le proprie tendenze personali, da qui il delirio.L'architettura come del resto tutte le arti, rispecchiano la società, e la società è formata da individui, per cui il pensiero di Koolhaas è, assolutamente corretto, non ha caso il suo libro è diventato un best-sellers.
Miriam Comito




 
Progetto


Dal 24 ottobre al 30 novembre con il progetto Open Museum Open City il MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo si svuota per riempirsi di suono, immagini e movimenti con istallazioni site-specific e un ricco programma di eventi. Hou Hanru, curatore della mostra Open Museum Open City,del progetto invita OHT in questo paesaggio sonoro, immateriale, immersivo e incontrollabile. Un teatro, quello di OHT, ispirato all’architettura, allo spazio e all’immaginazione, un teatro che si fa anch’esso paesaggio.

Delirious New York, lo spettacolo in scena il 7 8 9 novembre, è un manifesto retroattivo di Manhattan, ispirato all’omonimo testo di Koolhaas. L’architetto olandese sostiene che la griglia architettonica della città non vada analizzata studiando i palazzi che la compongono, ma indagando la psicologia di chi li ha costruiti. L’immaginazione è alla base del delirio architettonico di New York, ed è il collante degli episodi urbani messi in scena da OHT. Il pubblico è testimone di un patchwork teatrale d’immagini che irrompono in un libero e personale processo d'associazione affidato alla mente e all'esperienza del singolo spettatore.

In scena coesistono quattro persone che pur parlando la stessa lingua o lingue diverse non riescono a comunicare fra loro. Eppure continuano a parlarsi, a raccontarsi e a raccontare cercando di ottenere qualcosa da questa situazione senza preoccuparsi troppo di come. Forse l’alacrità con cui cercano di soprassedere a questa incomunicabilità è una metafora del loro desiderio d’identità? Forse, ma il punto di partenza rimane il testo di architettura contemporanea che come nessun altro è riuscito a introdursi nella genesi di una città mitologica degli Stati Uniti d’America come New York City. Lo spettacolo cela un’indagine sul comportamento umano all’interno della città contemporanea.

Nato in forma di workshop itinerante all’Università IUAV di Venezia, il progetto teatrale e performativo è stato presentato all’interno di Manifesta 7 – Parallel Events per poi diventare uno spettacolo completo attraverso la vittoria del concorso REACT! del Festival di Santarcangelo nel 2009 sotto la direzione artistica di Ermanna Montanari. Nella stagione 2013/14, Delirious New York è stato rimesso in scena attraverso un progetto di “microcredito culturale” presentato al MiBAC e sostenuto dalla PAT - Provincia Autonoma di Trento, per facilitare la promozione di eventi collaterali in istituzioni non esclusivamente teatrali e ora approda a OMOC.


 
Lo spettacolo è stato e verrà presentato nelle seguenti realtà:
  • APACHE, rassegna di teatro contemporaneo del Teatro Litta, Milano (IT): Febbraio 2015
  • MAXXI Museo delle arti del XXI secolo, Roma (IT): Novembre 2014.
  • AltroPalco, Rovereto (IT): Gennaio 2014.
  • Kilowatt Festival, Sansepolcro (IT): Luglio 2013.
  • Teatro Fondamenta Nuove, Venezia (IT): Novembre 2010
  • Centro Servizi Culturali S.Chiara, Trento (IT): Marzo 2010
  • Teatro del Lavatoio, Santarcangelo (IT): Dicembre 2009
  • Manifesta 7 Parallel Events, Rovereto (IT), workshop: Ottobre 2008
  • Politecnico di Milano (IT), conferenza: Giugno 2007
  • Università IUAV di Venezia (IT), workshop: Febbraio 2007



Rem Koolhaas


Nato a Rotterdam, ha iniziato a scrivere e giovanissimo diventa giornalista per il Haagse Post e scrive vari script cinematografici. La sua scrittura lo rende famoso ancor prima di costruire un edificio. Dopo aver studiato alla Architecture Association School di Londra, riceve la Harkness Fellowship per studiare negli Stati Uniti d’America e scrive “Delirious New York” che i critici hanno definito un classico dell’architettura della società contemporanea.

Nel 1975 fonda l’Office for Metropolitan Architecture (OMA) con cui realizza una serie di edifici che entrano nella storia recente dell’architettura come il nuovo Teatro Olandese a Hauge, la casa della musica di Porto e il nuovo campus all’Illinois Institute of Technology di Chicago. Attualmente, OMA ha sedi a Rotterdam, New York, Beijing, Hong Kong e Doha. Più recentemente, Rem Koolhaas è direttore di “Fundamentals” mostra della Biennale di Venezia, sezione di Architettura presentata nel giugno 2014.
OHT | Office for a Human Theatre

Fondata nel 2008 dopo la vittoria di Nuove Sensibilità, premio nazionale per giovani registi al Napoli Teatro Festival Italia, ha ottenuto collaborazioni italiane ed internazionali tra cui, più recentemente:

- Josef and Anni Albers Foundation (USA): "squares do not (normally) appear in nature" un progetto sul lavoro di Josef Albers;

- Whitechapel Art Gallery, Londra (UK): "buzz" video installazione inclusa nella mostra "Twix Two World", a cura di Gaia Tedone;
- Istituto Italiano di Cultura, Vienna (AT): residenza per "autoritratto con due amici";
- Museo MADRE e Teatro Pubblico Campano, Napoli (IT): nel 2009 l'installazione/performance "Bios Unlimited" è stata presentata in relazione alla collezione del museo;

- Palazzo Grassi, Venezia (IT): installazione di "Real-Time Polaroid" (2012).

Infine, Centrale Fies e MART - museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, sono stati frequenti partner dei vari progetti menzionati e di altri ancora, sia per produzioni sia per debutti.



CV Formazione Artistica

Filippo Andreatta. Vive e lavora fra Vienna e Rovereto. Studia architettura al Politecnico di Milano e Arti Visive e Performative presso l'Università di Venezia (IUAV). Rifiuta un invito per un master in "Performance Practice and Research" alla London University, per lavorare con la compagnia berlinese "Nico and the Navigators". Nel 2008 fonda OHT ed è consulente della città di Rovereto, dove lancia una rassegna di teatro contemporaneo (2011/12 e 2012/13). Nello stesso periodo, diventa scenografo per la produzione lirica del Centro Cultrale S.Chiara di Trento. Studia drammaturgia con Biljana Srbljanovic presso l'Università di Arti Applicate di Vienna ed è attore per "Peeping Tom", dove presenta uno spettacolo alla Biennale di Venezia.

Fiora Blasi. Si trasferisce in Francia dove approfondisce il lavoro sul clown teatrale e segue seminari di Peter Brook; J.P. Denizon e Yoshi Oida, con i quali affronta lo studio di testi classici. In seguito si diploma all’Ecole International de Théâtre Jacques Lecoq di Parigi (2000). Come attrice ha collaborato con le compagnie Triangolo Scaleno Teatro, Psicopompo teatro (Roma) e OHT. Conduce laboratori di teatro, in particolare sul clown e continua il suo lavoro di attrice- autrice fra l’Italia e la Francia. Recentemente ha dato vita al progetto Blutopia e ha lavorato come attrice per la compagnia Fattore K di Giorgio Barberio Corsetti.

Ilaria Mancia. Laureata in Filosofia, indirizzo Estetico, presso l’Università di Bologna (tesi sul coreografo belga Alain Platel). Candidata al premio UBU 2008 come creatrice e organizzatrice di IFA (Inteatro Festival Academy), corso di specializzazione per performer. Collabora dal 2005 con la compagnia Big Art Group di NY come attrice, autrice e assistente regista. Dal 2013 lavora con Beatrice Baruffini realizzando “All Ways” e “W-Prova di resistenza”, menzione speciale premio UBU 2013. Cura la rubrica “Performance” sul mensile Il Mucchio ed è autrice del cortometraggio “Ritratto di gentildonna” e del documentario “IFA 07”.
Sara Rosa Losilla. Nata a Barcellona, si diploma in recitazione presso l’Accademia Collegi di Teatro a Barcellona. A ventidue anni inizia la sua lunga collaborazione con La fura dels Baus che la porta a fare tournée in tutto il mondo. Spicca per la fisicità con cui caratterizza i suoi personaggi e interpretare ruoli cinematografici quali “Eva”, diretto da Kike Maíllo e “L'ultimo terrestre” diretto da Gian Alfonso Pacinotti, entrambi presentati a la Biennale di Venezia (2011). Si trasferisce in Italia, dove si dedica all'insegnamento e collabora con la Compagnia Pluraldanza e con OHT.

Patric Schott. Nato nel 1971 a Friburgo, Germania. Durante un tirocinio come scenografo gli viene proposto di diventare attore e inizia a lavorare in vari teatri statali tedeschi, “Galli Theater” di Friburgo, “Badisches Staatstheater” e “Schauspielhaus Bonn”. Prende parte a numerosi film e produzioni televisive tedesche. Nell'agosto 1998 si trasferisce a Berlino dove sviluppa DIADEM, una performance di diapositive, e diventa attore stabile di Nico and the Navigators. Dal 2008 lavora con il Teatro de chambre (FR) e dal 2010 lavora con OHT. Nel 2014, lavora allo spettacolo "Dachau Prozesse" di Karen Breece, una performance realizzata nell’originale campo di concentramento.



Info e biglietti
Ingresso mostra 11 euro
Ingresso spettacolo per chi è già in possesso del biglietto della mostra 5 euro
Ingresso libero per under 26 il sabato e la domenica




OHT | Office for a Human Theatre
via dell’amicizia 56, Rovereto TN, 38068
www.oht.tn.it - info@oht.name


sabato 8 novembre 2014

DOPO VIA RASELLA Recensione




Teatro Elettra
dal 6 al 30 novembre

DOPO VIA RASELLA
Spettacolo scritto e diretto da
PIERPAOLO DE MEJO
con

OLIVIA CORDSEN, PIERPAOLO DE MEJO, ANTONIO PISU

Progetto sonoro
ARMANDO VALLETTA


 Che bello questo spettacolo! "Dopo via Rasella" mi è piaciuto davvero molto, sia per  il modo con cui, l'autore Pierpaolo De Mejo ha trattato l'argomento, modo che definirei delicatamente incisivo, sia per la scelta, dell'argomento: come ha vissuto la gente comune le 24 ore precedenti l'Eccidio delle Fosse Ardeatine. Per non dimenticare una delle pagine più nere, della storia del nostro Paese. Per non togliere nulla al lavoro degli attori coinvolti lo stesso De Mejo,  Antonio Pisu e Olivia Cordsen che hanno saputo, con la loro recitazione naturale, ma non buttata là come purtroppo a volte succede, dare vita ai personaggi interpretati, aprendo squarci, per alcuni anche poco noti, o caduti nell'oblio,della triste vicenda, e coinvolgendo gli spettatori, come se anch'essi, e cosi è facessero parte della vicenda. Per non dimenticare. L'arte in tutte le sue forme serve proprio a questo, a lasciare segni indelebili, o nel caso del teatro a riportare alla mente, fatti fondamentali, accaduti in un passato neanche tanto remoto. Tocco di vera poesia i raggi di luce, che ci vengono a trovare, forieri di chi materialmente non c'è più, ma è sempre presente vicino a noi sotto altra forma. L'impressione che ho avuto ieri sera, e come quella che ti rimane, dopo che hai letto un bel libro, o visto un bel film....peccato che sia finito, ma prima o poi lo rivedrò, lo rileggerò
Miriam Comito.




Dal 6 al 30 novembre -dal giovedì alla domenica- nel piccolo Teatro Elettra Pierpaolo De Mejo ha deciso di dare corpo e luce a una delle pagine più scure della nostra storia, l’attentato di Via Rasella.
Roma, 24 marzo 1944: l’eccidio di 335 persone alle Fosse Ardeatine, forse la pagina più nera dell’occupazione tedesca in Italia. Causa di quella scempio: la decisione del comando militare tedesco di esercitare il diritto di rappresaglia in seguito all'uccisione di 33 soldati nazisti avvenuta il giorno precedente, 23 marzo, a via Rasella  per mano dei GAP di Giorgio Amendola. Ma cos’accadde esattamente in quelle 24 ore che separarono l’azione dei GAP dall’eccidio? Su questo sfondo, si svolge la storia di Vittorio, ferroviere della Roma popolare, ex alpino reduce dalla guerra in Grecia. La mattina del 24 viene arrestato dai tedeschi senza motivo, mentre va a lavoro. Sulla scena, un altro personaggio, la cui esistenza sembra indissolubilmente legata a quella di Vittorio e a quel giorno fatidico, 24 marzo ’44, e una figura femminile, che racconterà eventi fondamentali del Ventennio e del conflitto.

NOTE DI REGIA
Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente” diceva Indro Montanelli. Il passato, in DOPO VIA RASELLA, è vecchio di neanche un secolo.
È un trauma, quello della Seconda Guerra mondiale, che, seppure già abbondantemente narrato, rappresentato e rielaborato nella produzione culturale e artistica della seconda metà del ‘900, fa ancora discutere e resta ben ancorato alla nostra memoria collettiva, inciso sulla pelle dell’Italia come una ferita rimasta aperta. I padri, i nostri nonni, coloro che hanno vissuto gli eventi in prima persona ne ha conservato le immagini, i ricordi, e ce li hanno consegnati in tutta la loro inevitabile crudezza, preziosa testimonianza da tramandare alle generazioni future. Il problema si presenta dal momento in cui, assieme a quei ricordi, padri e nonni ci hanno trasmesso, con occhi talvolta umidi di pianto, il loro desiderio di cancellare, ci hanno fatto sentire il grosso vuoto interiore che sono costretti a portare con sé, quello causato da un’epoca che li ha investiti, messi a dura prova. Come dare un senso, una forma a questo vuoto? A quelle parole così intrise di significato? Insomma, come ritrasmettere quei ricordi senza che perdano la loro carica emotiva? Ancora una volta l’Arte ci viene in soccorso, ed ecco che il Teatro diviene un luogo in cui rappresentare gli eventi in tutta la loro intensità, drammaticità, in cui dare voce allo stupore di un’intera generazione travolta dagli eventi bellici.

Teatro Elettra
Via Capo d’Africa, 32 (Zona Colosseo)
6 al 30 novembre 2014
Dal giovedì al sabato ore 21.00 / domenica ore 17.00



Biglietto: 10 euro + 2 euro tessera associativa

giovedì 6 novembre 2014

DOMINIO PUBBLICO: Teatro Argot Studio 18-23 novembre "La terra sonora" (il Teatro di Peter Handke)

Teatro Argot Studio
18-23 Novembre 2014
19 APRILE 2015 FROSINONE | AUDITORIUM PAOLO COLAPIETRO
LA TERRA SONORA (Il teatro di Peter Handke)
A cura di Valentina Valentini e Francesco Fiorentino
In collaborazione con Scuolaroma
Coordinamento Daria Deflorian
Organizzazione e comunicazione PAV

Dal 18 al 23 novembre per la stagione teatrale congiunta Dominio Pubblico presso il Teatro Argot Studio di Roma sarà presentato La Terra Sonora, sei giorni di seminari, letture e spettacoli, tutti incentrati su nuove traduzioni dell’opera del drammaturgo austriaco Peter Handke (1942). Il progetto è realizzato in collaborazione con Scuolaroma, per il coordinamento di Daria Deflorian e a cura di Valentina Valentini e Francesco Fiorentino.


Martedì 18 (h. 21.00) e mercoledì 19 (h. 19.00) Daria Deflorian e Attilio Scarpellini porteranno, per la prima volta in Italia, la mise en espace I bei giorni d’Aranjuez, con il disegno del suono dal vivo di Stefano de Ponti, un testo pacato ma pieno di sussulti, non d’amore ma sull’amore, dialogo non di cose ma sulle cose. È un dialogo fra un uomo e una donna che vede anche un terzo protagonista, il paesaggio, che nel corso del dramma si trasforma e da naturale a urbano e violento.

Da giovedì 20 a sabato 22 sarà la volta della trilogia Ancora Tempesta, presentata sotto forma di letture per la prima volta in Italia. I tre episodi introdotti da Sergio Lo Gatto verranno letti da Antonio Tagliarini (giovedì 20, h 21.00), Daniele Timpano e Elvira Frosini (venerdì 21, h 19.00), Lisa Ferlazzo Natoli (sabato 22, h 19.00). In questo testo, sul quale Handke ha lavorato dal 2009 al 2011, lo scrittore austriaco evoca la saga della propria famiglia: madre, nonni e zii si avvicendano in una tempesta che traccia una sorta di biografia ideale, al contempo personale e collettiva, un affresco, un romanzo teatrale, un copione senza personaggi, dove i vivi e i morti escono dal sogno di Handke per entrare nella realtà del palcoscenico.

Da venerdì 21 a domenica 23 (venerdì e sabato h 21.00, domenica h 17.30), torna in scena Autodiffamazione, progetto di e con Lea Barletti e Werner Waas, presentato per la prima volta nella passata stagione a Short Theatre 2013: un uomo e una donna si autoaccusano di comportamenti assunti e azioni compiute o non compiute nella propria vita, assecondando o infrangendo le regole della società. Scrive su questo testo Lea Barletti “Dire questo testo è guardare in un baule pieno di foto di sconosciuti. Avrei potuto essere io, avrei potuto farlo, avrei potuto dirlo. Lo sono, l’ho fatto, l’ho detto. Non lo sono, non l’ho fatto, non l’ho detto. Ma avrei potuto, sì, avrei potuto.”



Teatro Argot Studio
Via Natale del Grande, 27 (Trastevere)
tel: 06-5898111 | orari: dal martedì al sabato dalle ore 19.00, la domenica 17.30
per tutte le letture l’ingresso è di 3 euro (+ tessera associativa)
per le letture + spettacolo biglietto unico promozionale di 10 euro (+ tessera associativa)
biglietti: 10 euro (intero) 8 euro (ridotto) + tessera associativa annuale (3 euro)
programma completo su: www.dominiopubblicoteatro.it

DONNE E MAFIA Recensione

Teatro Due Roma
teatro stabile d’essai

ospita

Donne e Mafia
Di e con Simonetta De Nichilo


"Donne e Mafia" è un esempio di teatro civile, che mette a nudo, una delle maggiori problematiche, se non la maggiore, che affligge il nostro Paese. Si perchè la mafia, non è solo siciliana, purtroppo, è italiana. Lo spettacolo, mette in risalto, l'animo femminile, nella sua varietà, davanti a questo  triste fenomeno. Dopo un inizio dagli echi di tragedia greca, dove le sette attrici, spesso recitano in coro, in un preambolo dove viene spiegata l'origine della mafia, e la modalità del suo ramificarsi, ecco che escono le voci singole, a raccontare le tragedie personali, di chi ha perso il padre come Lucia Borsellino, di chi ha scelto il suicidio come unica via di salvezza: Rita Atria, di chi è stata suicidata: Maria Concetta Cacciola, o ancora di chi ha perso figli.
Miriam Comito
Dopo il successo di pubblico e critica conseguito durante la rassegna Sguardi S-Velati 2013, torna in scena, dal 4 al 9 novembre, al Teatro Due Roma Donne e Mafia.
Lo spettacolo, per il suo elevato valore civile, ha conseguito il Premio del Festival Antimafie e Diritti Umani DIRITTINSCENA Roma 2013

Tra echi di sonorità arcaiche e tragiche, prendono corpo e voce sette figure femminili che, nonostante i lutti e l'omertà, hanno scardinato il potere mafioso: la vedova dell'agente Schifani, la giovane Rita Atria, la figlia di Borsellino e poi ancora Saveria Antiochia, madre di un poliziotto trucidato e le testimoni di giustizia Michela Buscemi e Maria Concetta Cacciola.
Donne di famiglie criminali che pagano il loro coraggio con la vita e donne che raccolgono il testimone dai loro cari vittime della mafia per amore di legalità e giustizia.
Voci di figure femminili che, attraverso il racconto delle loro vite eroiche, ci trasportano in un viaggio nel tempo e nei luoghi che hanno visto la nascita e lo sviluppo del fenomeno mafioso.
Donne che con la vita hanno lottato per la legalità come sinonimo di libertà. Esempio maturo di azione scenica che diventa azione e impegno sociale, perché la scena diventi luogo di riflessione e di consapevolezza civica.


4 | 9 NOVEMBRE  

DONNE  E  MAFIA
Scritto e diretto da Simonetta De Nichilo
Con Chiara Carpentieri, Simonetta De Nichilo, Anna Rita Gullaci, Tiziana Santercole, Silvia Scotto, Chiara Spoletini e Roberta Sciortino
Prodotto da CREATIVAMENTE associazione culturale





Teatro Due Roma teatro stabile d'essai
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