giovedì 12 gennaio 2017

RING Recensione

Stagione teatrale 2016 | 2017

11 | 29 gennaio 2017

Michela Andreozzi e Massimiliano Vado

RING

di Léonore Confino

traduzione Antonella Questa

regia Massimiliano Vado

scene Mauro Paradiso

costumi Teresa Acone

musiche Antonio Di Pofi

luci Stefano Pirandello

movimenti coreografici Valeria Andreozzi




Spettacolo molto interessante quello in scena al Teatro della Cometa dall '11 al 29 gennaio 2017, sul palco troviamo un vero e proprio ring, e come un ring che si rispetti c'è un  combattimento, quello più antico del mondo...quello fra uomo e donna. All'inizio furono Adamo ed Eva, i progenitori da cui tutti siamo nati, e quindi siamo tutti consanguinei. Il testo di Léonore Confino nella traduzione di Antonella Questa, ci propone una serie di personaggi al maschile e al femminile che si confrontano e si scontrano, tutti interpretati da Michela Andreozzi e Massimiliano Vado. La gamma è veramente ampia e variegata, i due attori infatti si trovano a doversi misurare non solo con tipologie di rapporti diversi ma, e soprattutto con le più svariate sfumature caratteriali, chiaramente accessoriate da movenze e toni di voce nonché modalità espressive diverse, per non lesinare sul fatto che la Andreozzi e Vado si sono prodotti anche in più di un accento e non solo quello napoletano per lei e ligure per lui, che gli possono essere congeniali dal punto di vista geografico, ma anche altri accenti lontani dalle loro origini geografiche. Lo spettacolo è ideato come un vero è proprio combattimento di pugilato, con tanto di allenamento e di telecronaca in sottofondo tra uno sketch e l'altro del famoso incontro tra  George Foreman e Muhammad Ali. Lo spettacolo è piacevole da vedere fa ridere, fa commuovere, è uno spettacolo completo, a parte il testo francese Michela Andreozzi e Massimiliano Vado ci hanno messo del loro, d'altronde la regia è dello stesso Vado. Vale la pena di andarli a vedere. Fino al 29 gennaio al Teatro della Cometa. 

Miriam Comito



Michela Andreozzi e Massimiliano Vado, sono gli attesi protagonisti al Teatro della Cometa - dall’ 11 al 29 gennaio 2017 - dello spettacolo RING di Léonore Confino per la regia di Massimiliano Vado.


RING, ovvero 1quadri sulla vitdi coppia, sulla vita a due, sull’esplosionemotiva che si svilupptra abbracci euppercut, euforia e certezze, risate dramma.


Lo spettacolo, grande successo parigino della stagione e attualmente in tournéeè stato scritto da Léonore Confino, come a raccontare la coppia e le sue infinite possibilità: genitori, amanti, sconosciuti, mariti e mogli, Adamo e Eva, divorziati e vedovi; tutti combattono con i loro istinti, dando vita ad udivertissement denso come la vita reale.


Da una scintilla si propaga un incendio, un malinteso fa scoppiare una guerra, il pretestp insignificante diventa unspunto comicoogni storicontribuisce disegnare lo sforzo sovrumandciascundnonedover coesistere col’altro sesso e il non poterne fare p a meno.


Su un palco, che è anche il ring del titolo, tutti i personaggitutti interpretati da Michela Andreozzi e Massimiliano Vado,con i mille volti della stessa umanità, si attraggono, si respingono, discutono, capiscono insieme, si amano, ballano.


La vita non è necessariamente una battaglia già persa.


Il testo è stato candidato nel 2014, in Francia, al Premio Molière per il Teatro






Teatro della Cometa  - Via del Teatro Marcello, 4 – 00186 Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 - Telefono: 06.6784380

Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

RIDUZIONI PER I LETTORI DI MEDIA&SIPARIO e SALTINARIA

        




mercoledì 11 gennaio 2017

IL VIAGGIO NELL'OPERETTA con KATIA RICCIARELLI - 16 GENNAIO

TEATRO MARCONI

 “VIAGGIO NELL’OPERETTA”,
DI GIANNI GORI E ALESSANDRO GILLERI,
REGIA DI SANDRO CORELLI

CON KATIA RICCIARELLI
STRAORDINARIA PROTAGONISTA


Fa tappa al Teatro Marconi il Viaggio nell'Operetta con la grande Katia Ricciarelli. Lunedì 16 gennaio alle ore 21.00, il sipario del teatro diretto da Felice Della Corte si apre su questo straordinario evento di Gianni Gori e Alessandro Gilleri, con la regia di Sandro Corelli.

Un affascinante percorso scenico nel tempo, dalla fine dell’Ottocento agli anni trenta del Novecento, cinquant’anni lungo le fortune della cosiddetta “piccola lirica” (in realtà autentico scrigno di perle e di delizie musicali) di cui è straordinaria “chaperon” un’illustre protagonista della grande lirica: Katia Ricciarelli. Con lei, sul palco, Andrea Binetti, Marzia Postogna, Nicola Malagnini, Antonella Profera ed Enrica Musto e la nuova compagnia Sandro Massimini. Lo spettacolo L’OPERETTA E VIENNA, la prima delle quattro tappe del viaggio nell’Operetta, che ha già incantato il pubblico del Teatro delle Muse, del Teatro Tor Bella Monaca di Roma,  proseguirà il 26 gennaio al Teatro Bobbio di Trieste.


Il Viaggio nell’Operetta, in scena da gennaio ad aprile 2017, prevede quattro percorsi: l’OPERETTA E VIENNA, L’OPERETTA E BUDAPEST, L’OPERETTA E PARIGI-LONDRA e infine L’OPERETTA E ROMA. Quattro spettacoli per raccontare quattro luoghi storici dell’Operetta, dedicando la prima serata a Vienna, la seconda a Budapest e all’operetta danubiana, la terza a Parigi e Londra, la quarta a Roma e all’Italia, che andranno in scena al Boni di Acquapendente, al Delle Muse, Tor Bella Monaca e Marconi di Roma e al Bobbio di Trieste, per far conoscere l’Operetta con una protagonista d’eccezione come Katia Ricciarelli.
Dalla Vienna di Strauss e Lehár alla Budapest dell’operetta danubiana, dalla Parigi di Offenbach alla Londra di Gilbert&Sullivan, a Roma, al piccolo mondo dell’operetta italiana che guarda anche alla Commedia Musicale, VIAGGIO NELL’OPERETTA impagina una ricchissima sintesi delle situazioni teatrali, dei momenti musicali più significativi vissuti da questo repertorio teatrale tuttora amato dal pubblico.  Strauss, Lehar, Kalman, Abraham, Gilbert&Sullivan, Jones, Youmans, Lombardo, Pietri, Leoncavallo Ranzato, Modugno, Kramer, Trovajoli e Garinei & Giovannini, il “Viaggio” firmato da Gianni Gori e Alessandro Gilleri ci porta per mano in un mondo che va da Vienna a Budapest, da Parigi e Londra a Roma. Dal “Viaggio” partirà poi la Nuova Compagnia Sandro Massimini – Trieste, per mantenere vivo il ricordo dell’ultimo grande interprete dell’operetta scomparso da ormai vent’anni, formando così una nuova generazione di interpreti e di pubblico.

Questo il Cartellone degli spettacoli del VIAGGIO NELL’OPERETTA:

l’Operetta e Vienna
7 gennaio 2017 Teatro Boni Acquapendente
11 gennaio 2017 Teatro delle Muse Roma
12 gennaio 2017 Teatro Tor Bella Monaca Roma
16 gennaio 2017 Teatro Marconi Roma
26 gennaio 2017 Teatro Bobbio Trieste

l’Operetta e Budapest
28 gennaio 2017 Teatro Boni Acquapendente
29 gennaio 2017 Teatro Tor Bella Monaca Roma
30 gennaio 2017 Teatro Marconi Roma
7 febbraio 2017 Teatro delle Muse Roma
23 febbraio 2017 Teatro Bobbio Trieste

l’Operetta e Parigi - Londra
26 febbraio 2017 Teatro Tor Bella Monaca Roma
27 febbraio 2017 Teatro delle Muse Roma
4 marzo 2017 Teatro Boni Acquapendente
6 marzo 2017 Teatro Marconi Roma
16 marzo 2017 Teatro Bobbio Trieste

l’Operetta e Roma
11 marzo 2017 Teatro Boni Acquapendente
12 marzo 2017 Teatro Tor Bella Monaca Roma
13 marzo 2017 Teatro delle Muse Roma
10 aprile 2017 Teatro Marconi Roma


Viaggio nell'operetta
di Gianni Gori e Alessandro Gilleri
con Katia Ricciarelli
regia Sandro Corelli
Teatro Marconi
viale Guglielmo Marconi 698 e
Ore 21,00
Biglietto Unico: Intero 24.00 – Ridotto 20.00

martedì 10 gennaio 2017

“S.P.E.M” di Cristina Pelliccia e Giulia Trippetta in scena al Teatro dell’Orologio dal 12 al 15 gennaio



















Teatro dell’Orologio
stagione 2016 - 2017
NESSUN TEATRO SI SALVA DA SOLO
www.teatroorologio.com

S.P.E.M
dal 12 al 15 gennaio 2017
SALA MORETTI
dal giovedì al sabato h.21.30 | domenica h.18.30

liberamente ispirato a S.C.U.M. Manifesto di Valerie Solanas
regia e drammaturgia Cristina Pelliccia e GiuliaTrippetta
con Elena Crucianelli, Bianca Friscelli, Stefano Guerrieri, Cristina Pelliccia, Giulia Trippetta


Il 2017 al Teatro dell’Orologio si apre con lo spettacolo S.P.E.M. di Cristina Pelliccia e Giulia Trippetta, in scena dal 12 al 15 gennaio. Dopo il debutto in occasione del “Festival ContaminAzioni 2015”, lo spettacolo torna, infatti, al Teatro dell’Orologio all’interno della stagione 2016/2017.

Liberamente ispirato all’opera di Valerie Solanas del 1967 S.C.U.M. Manifesto, lo spettacolo, tramite la forma di una “conferenza-show”, è una performance acuta, provocatoria, esplicita ed ironica in cui il nuovo “genere” di essere umano, le S.P.E.M., diviene l’unica soluzione per il miglioramento del nostro mondo.

In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia sconfinata e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l'automazione globale e distruggere il sesso maschile. Con queste parole l’autrice statunitense apriva il suo trattato che, all’epoca delle grandi contestazioni della fine degli anni ’60, emergeva nel panorama letterario contemporaneo come analisi socio-culturale atta a porre nettamente in discussione il pensiero e l’organizzazione antropocentrica della società.

Da quest’assunzione dell’ideologia portata avanti da Valerie Solanas si origina il progetto teatrale di Cristina Pelliccia e Giulia Trippetta.
S.P.E.M. nasce, infatti, nel 2015 come breve performance liberamente ispirata al manifesto femminista della Solanas, riadattato e interpretato dalle due attrici per il Premio delle Arti Claudio Abbado” aggiudicandosi, in quell’occasione, il primo premio in recitazione. A seguito di una riscrittura, debutta come spettacolo al Festival ContaminAzioni 2015”, festival autogestito di liberi esperimenti teatrali degli allievi dell'Accademia d'Arte Drammatica Silvio d’Amico” al Teatro dell’Orologio.

Il progetto è, inoltre, sostenibile aderendo alla campagna di crowfunding attiva fino al 9 gennaio al link https://www.eppela.com/it/projects/11544-s-p-e-m.

CREDITI SPETTACOLO

liberamente ispirato a S.C.U.M. Manifesto” di Valerie Solanas
regia e drammaturgia Cristina Pelliccia e GiuliaTrippetta
con Elena Crucianelli, Bianca Friscelli, Stefano Guerrieri, Cristina Pelliccia, Giulia Trippetta
produzione Cristina Pelliccia/Giulia Trippetta
musiche originali Paolo Gatti
luci Javier Delle Monache
con la partecipazione in video di Luca di Giovanni e Fabrizio Stefan
foto Riccardo Freda


INFO & PRENOTAZIONI
La prenotazione è vivamente consigliata: 06 6875550,
biglietteria@teatroorologio.com
INTERO: 15 euro, RIDOTTO: 12 euro, UNDER25 e UNIVERSITARI: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro

Teatro dell’Orologio
Via dei Filippini 17/A
00186 - Roma
fermata bus: Chiesa Nuova [linee 46, 64]



domenica 8 gennaio 2017

E'UN PROCESSO IRREVERSIBILE dal 10 al 22 gennaio al Teatro Argot Studio

Teatro Argot Studio
dal 10 al 22 dicembre 2017
(dal martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30)
ARGOT PRODUZIONI e TIEPOLO
E’ UN PROCESSO IRREVERSIBILE
di Arcangelo Iannace
regia Francesco Zecca
regista assistente Francesco Spaziani
con Pier Giorgio Bellocchio e Arcangelo Iannace
scena Roberto Rabaglino
costumi Maria Grazia Materia
si ringrazia Lucrezia Lante della Rovere e Pasquale Mari

Debutta i10 gennaio 2017 all’Argot Studio di Via Natale del Grande, a Roma, un nuovo progetto firmato Argot Produzioni in collaborazione con Tiepolo Il testo scritto da Arcangelo Iannace è curato nella regia da Francesco Zecca. In scena Pier Giorgio Bellocchio e Arcangelo Iannace.
Sinossi:
Due uomini (forse uno) si trovano dinanzi alla catastrofe universale: il mondo sta per esplodere e solo a loro è concesso di salvarsi, grazie ad una misteriosa invenzione. E' questa la condizione che dà inizio ad una cruda e disarticolata rappresentazione, un dialogo che trae dalla paradossale situazione il pretesto per rivelare l’oscena ridicolaggine di due esseri (o forse uno solo) colti nel loro caotico divenire che non conosce nemmeno più il privilegio dell’angoscia e che non ammette alternative di esito. Una resa dei conti che non offre nemmeno il conforto della disperazione; non sono uomini vinti quelli che si raccontano ma persi senza sconfitta. Siamo di fronte a un processo irreversibile che si svolge come un incubo di amara leggerezza.

Dalle note dell’autore:
Penso che l’uomo sia un eroe, suo malgrado. Costretto ad un grande viaggio che ha come obiettivo, la ricerca stessa di un obiettivo, un motivo anche semplice per accettare che tutto debba finire prima o poi.  Con questa verità nel cuore, incontra se stesso di continuo e si scontra con la difficoltà di trovare degli espedienti, dei trucchi, delle nuove strategie per nascondere a se stesso che sta per morire e basta, dal giorno stesso in cui è nato. Questo affaccendarsi continuo genera dinamiche paradossali, surreali e spesso goffamente comiche che fanno veramente molto ridere. Così per comune senso dell’umorismo ci siamo incontrati con Pier Giorgio Bellocchio, Francesco Zecca e Francesco Spaziani. Una poetica condivisa ci ha fatto rischiare un nuovo spettacolo insieme.
(Arcangelo Iannace)

Ufficio Stampa Argot Studio
Giulia Taglienti | +39.339.8142317

Teatro Argot Studio
Via Natale del Grande, 27
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)
Tel 06.5898111 – Email: info@teatroargotstudio.com

Debutta in prima nazionale il 14 e 15 gennaio 2017 | Teatro Stabile Torino | EDITH di e con Elena Serra e Chiara Cardea | adattamento dal documentario Grey Gardens (1975)

COMUNICATO STAMPA                                                                                                            c o m p a g n i a
Torino, 13 dicembre 2016                                                                                                            Serra / Cardea

EDITH
Al Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, il 14 e 15 gennaio 2017, debutta - in prima nazionale -  “Edith”, lo spettacolo ispirato alla vera storia delle eccentriche Edith parenti di Jackie Kennedy

Debutta in prima nazionale sabato 14 gennaio 2017 al Teatro Gobetti, per la stagione 2016/2017 del Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, nell’ambito della terza edizione della rassegna Il cielo su Torino, organizzata in collaborazione con STT – Sistema Teatro Torino, lo spettacolo teatrale Edith scritto e interpretato daChiara Cardea e Elena Serra, con la collaborazione di Davide Barbato, per la regia di Elena Serra.

Lo spettacolo prende ispirazione da Grey Gardens, un documentario girato nel 1975 da Albert e David Maysles. Il film, capolavoro del direct cinema nordamericano, offre un indimenticabile ritratto di Edith Ewing Bouvier Beale e sua figlia Edith Bouvier Beale, rispettivamente zia e cugina di primo grado di Jacqueline Kennedy Onassis. Le due Edith, protagoniste fino agli anni Cinquanta della vita mondana newyorkese, divennero in seguito simbolo di scandalo e decadenza, e furono per anni il segreto ben custodito della famiglia Bouvier. Volontariamente isolate nella loro villa di Grey Gardens a East Hampton - luogo simbolo dell'upper class statunitense, teatro di ricevimenti esclusivi e raffinate villeggiature sull'oceano - le due donne si abbandonano, anno dopo anno, ad uno stato di totale degrado, in una casa circondata dai rovi, sommersa dalla spazzatura e invasa da gatti, zecche e procioni. Il documentario indaga con spietatezza ed empatia la vita quotidiana delle due donne, tra recriminazioni e affetto, amore e odio.

L'adattamento teatrale di Elena Serra e Chiara Cardea parte proprio dal rapporto tra le due donne, fatto di complicità e contrasti. Le due autrici hanno compiuto un paziente lavoro sul documentario, traducendo i dialoghi originali e ricostruendo la fitta genealogia di personaggi che le due donne ricordano continuamente come fantasmi di storie ormai passate, ma sempre vive e presenti. Il dialogo ininterrotto di Big Edie (Elena Serra) e Little Edie (Chiara Cardea) è intrecciato alle memorie delle due attrici, che nella vicenda delle protagoniste hanno letto in trasparenza anche il proprio percorso biografico e artistico. Il risultato è un testo coinvolgente, continuamente in bilico tra commedia e dramma, che Elena Serra ha messo in scena collocando l'esibizione delle interpreti in un'installazione teatrale in cui giocano diversi elementi: la scena diJacopo Valsania, una macchina che riassume i tratti essenziali della decadente villa di Grey Gardens, è la vera e propria co-protagonista della vicenda; i costumi e iltrucco, curati da Anna Filosa, vestono le attrici in un continuo e paradossale défilé, tra le reminiscenze di un lusso ormai sbiadito e il glamour eccentrico e geniale degli abiti fai-da-te di Little Edie; infine, il progetto sonoro di Alessio Foglia, un flusso incessante di musiche e suoni, trasporta lo spettatore in una dimensione al contempo onirica e realistica, tra le memorie idealizzate del passato e la pesante concretezza del presente, proponendo in modo inaspettato deviazioni e citazioni che danno corpo musicale alla dimensione metatetrale delle due attrici.
Dalle note di regia di Elena Serra«Il nostro lavoro prende l'avvio dal desiderio di indagare le possibilità drammaturgiche della coppia femminile nel contesto culturale postmoderno, ragionando non solamente in termini di drammaturgia teatrale, ma cercando materiali spuri che spaziassero dalla cronaca al cinema, dall'arte figurativa alla pubblicità. La storia di queste due donne, Big Edie e Little Edie, ci ha colpito fin da subito. Esse incarnano a pieno l'icona della diva in decadenza de Il viale del tramonto, la coppia disfunzionale e sociopatica delle sorelle Papin, la ribellione alla borghesia e il rapporto incestuoso delle Serve di Genet, l'inesorabile e ironica disperazione dellaWinnie di Beckett. Le due donne sono costantemente in bilico sull'orlo della sopravvivenza materiale e della follia, vivono l'ossimoro della reclusione che le rende paradossalmente e assolutamente libere; dispongono ed espongono i loro corpi, felici di un narcisismo e di una vanità totalmente scevre di ogni influenza sessuale.»

GLI APPUNTAMENTI COLLATERALIDa novembre 2016, e fino al debutto dello spettacolo, una serie di eventi culturali e artistici sta accompagnando il pubblico torinese nelle atmosfere di Grey Gardens e nel mondo delle due Edith. Dopo il successo degli eventi al Piccolo Cinema e al Circolo dei lettori, gli appuntamenti riprendonomercoledì 11 gennaio 2017 alle 21, a Casa Arcobaleno in via Lanino 3/a, con la proiezione del film Grey Gardens - Dive per sempre (2009) di Michael Sucsy, con Jessica Lange e Drew Barrymore. La proiezione, organizzata in collaborazione con Arcigay Torino comitato “Ottavio Mai”, sarà seguita da un incontro con Elena Serra e Chiara Cardea, coordinato da Giorgio Ghibaudo. Fino al 15 gennaio, alla Lumeria di via Reggio 6/C, sarà in carta il cocktail Edith, una ricetta speciale ispirata allo spettacolo. Gustare questo cocktail sarà un modo per sostenere la produzione dello spettacolo teatrale, attraverso un inebriante crowdfunding. La Lumeria ospiterà anche ilclosing party ufficiale di Edith, domenica 15 gennaio alle 21.

CREDITI  EDITH
di e con Chiara Cardea e Elena Serra
voci off Michele Di Mauro, Vittorio Camarota e Matteo Baiardi
regia Elena Serra
progetto sonoro Alessio Foglia
scena e luci Jacopo Valsania
costumi e trucco Anna Filosa
assistente alla regia Davide Barbato
direzione tecnica Loris Spanu
artwork Donato Sansone aka Donny Sansuca | foto Luigi Ceccon
produzione Serra/Cardea | produzione esecutiva Teatro della Caduta
coordinamento e organizzazione Davide Barbato | ufficio stampa Giulia Taglienti
con il sostegno di Renaise - abiti d’Altra moda | Tiramisù alle Fragole | Lumeria
progetto realizzato in collaborazione con Terre Spezzate | Arca Studios | il Circolo dei lettori | Il Piccolo Cinema

ringraziamenti Simone Schinocca e Spazio bellARTE | Giorgio Ghibaudo e Arcigay Torino | La McMusa
Sistema Teatro Torino | Fondazione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

INFORMAZIONI
SEDE E ORARI DI SPETTACOLO
Teatro Gobetti | via Rossini 8, Torino
- 14 gennaio 2017 ore 19.30 (debutto)
- 15 gennaio 2017 ore 15.30 (replica)
BIGLIETTERIA
Teatro Gobetti | via Rossini 8, Torino
tel +39 011 5169555 / numero verde 800 235 333
dal martedì al sabato dalle 13.00 alle 19.00 
www.teatrostabiletorino.it/punti-vendita-biglietteria/


LETTERE DI OPPIO Recensione

TEATRO DEI CONCIATORI
C.U.T. – Contemporary Urban Theatre - 100% TAGLIO CONTEMPORANEO


06 | 15 gennaio 2017

LETTERE DI OPPIO
Regia: Federico Tolardo
Autore: Antonio Pisu
Interpreti: Tiziana Foschi e Antonio Pisu
Scene: Tiziana Massaro
Costumi: Gisa Rinaldi
Luci: Stefano Lattavo

LETTERE DI OPPIO di Antonio Pisu, in scena al Teatro dei conciatori dal 6 al 15 gennaio 2017, è uno spettacolo interessante che contiene in se più filoni narrativi ambientato nell'Inghilterra vittoriana, ovvero, il periodo in cui l'inghilterra se da una parte vive un periodo di floridità economica ed espansione commerciale e coloniale d'altro canto si trova a fronteggiare l'emergere di importanti problemi sociali, tra cui il grande divario tra classi ricche e povere, e l'impiego di minori in fabbriche e miniere e come spazzacamini, con conseguente  sviluppo dell'analfabetismo. Il testo di Pisu si colloca esattamente nel 1860 anno in cui finisce la cosiddetta seconda guerra dell'oppio, conflitto scatenato dall'importazione inglese dell'oppio in Cina e conseguente inasprimento dei divieti di consumo all'interno dell'allora impero Cinese. Al centro del testo ci sono due figure Dorothy Wellington (Tiziana Foschi) e il suo maggiordomo Thomas (Antonio Pisu) i due, insieme alla vecchia cuoca, vivono sotto lo stesso tetto. Il marito di lei George Wellington è lontano ormai da ben quattro anni, si trova in Cina, a  combattere per l'espansione commerciale del proprio paese. Lei è attanagliata da un senso di solitudine, assolutamente reale, in continua attesa delle lettere del marito, che però non legge per suo conto ma ne dà incarico a Thomas, e nella risposta ha bisogno per scrivere qualcosa di sentito, di ispirato, dell'aiuto della "manina". Thomas, seppur di umili origini, è nato da una famiglia di contadini sa leggere, anche se, in modo tutt'altro che spedito. Tra i due si instaura una sorta di lotta, di guerra, uno cerca di scoprire l'altra e viceversa. Se da una parte è specchio dei tempi dell'epoca, infatti, come mai Thomas figli di contadini sa leggere? Quanta parte ha l'immaginazione, il sogno, nella vita umana,in contrapposizione alla realtà, dimensione in cui è più difficile un confronto aperto, l'essere umano è bloccato. Nello spettacolo si frappongono momenti di veglia a momenti di sogno, dove grazie anche all'uso di oppio da parte dei personaggi, emerge una rilassatezza, e ilarità completamente repressi durante la veglia. interessante il gioco delle porte di cui, per esigenze sceniche vediamo solo lo scheletro, e da cui gli attori entrano ed escono accompagnati dai suoni onomatopeici clik-clok, che segnano passaggi di stati d'animo. Il testo è molto originale, ben scritto e ben sostenuto sul palco dai due attori, entrambe in grado di interpretare due personaggi non piani ma tridimensionali.
Miriam Comito

Al Teatro dei Conciatori, Tiziana Foschi aprirà il 2017 con lo  spettacolo in scena dal 6 al 15 gennaio: LETTERE DI OPPIO di Antonio Pisu, regia di Federico Tolardointerpreti: Tiziana Foschi e Antonio Pisu.
SINOSSI LETTERE DI OPPIO
1860: il Regno Unito, a causa delle dispute commerciali per l'oppio, è in guerra con la Cina da diciotto anni. A Londra, Dorothy Wellington, una nobildonna devota ai suoi abiti eleganti, attende con ansia, ormai da diversi anni, il ritorno dal fronte del marito George. A farle compagnia, nelle sue lunghe giornate di attesa e false speranze, c’è Thomas, un giovane, cinico ma fidato maggiordomo, il cui compito è quello di rassicurare costantemente Dorothy, leggendo e interpretando, in maniera piuttosto eccentrica e su richiesta della donna, la corrispondenza del marito in guerra. Quello che la signora Wellington ignora è che il marito è deceduto, ma Thomas, per paura di perdere il lavoro, le legge delle finte lettere scritte da lui stesso. Il giovane però, sentendo il peso della menzogna, non sa come rivelare la verità alla donna di cui si è intanto innamorato. Dorothy, dal canto suo, non è così candida e ingenua come sembra e a questo punto i ruoli s’invertono…
In un gioco continuo tra sogno e realtà i pensieri dei due protagonisti si scontrano, si intrecciano, si sfidano, instaurando un rapporto intimo, divertente, ironico, ma soprattutto profondo. Lettere di Oppio ci accompagna in un’epoca affascinante, parlandoci di dinamiche tra esseri umani eterne nel tempo. Una storia quindi sempre attuale, narrata con taglio moderno, che fa divertire, riflettere e appassionare.
Promo dello spettacolo: http://youtu.be/I1q6krYMcrA

RASSEGNA STAMPA LETTERE DI OPPIO

“Attrice estremamente versatile, Tiziana Foschi qui nelle vesti della protagonista, la signora Wellington, spazia dal comico al drammatico, dando corpo a una donna particolarmente intensa.” IL TEMPO

“Un carteggio e il rapporto tra un uomo e una donna con le stesse problematiche profonde della contemporaneità. Affascinante commedia sulle dinamiche tra esseri umani.” IL CORRIERE DELLA SERA

“Tiziana Foschi e Antonio Pisu perfetti in questa commedia che strappa spesso un sorriso e un lungo applauso finale; nulla è lasciato al caso a partire dalla scenografia. L’intensità di scambi tra i protagonisti e le vicende che legano le loro vita rendono l’opera di Pisu decisamente da vedere.” SENZA BARCODE

“Leggero ma non superficiale, semplice ma mai banale, felicemente costruito
dal primo all’ultimo minuto, questo spettacolo è una “chicca” raffinata che testimonia la possibilità di fare teatro in modo intelligente e genuino. Un testo delizioso per raccontare la solitudine e la paura di uscirne in modo originale. Ben scritto e ottimamente sostenuto dall’interpretazione di due attori capaci di dare molto senza mai andare sopra le righe. Perfettamente in grado di modulare i dentro-e-fuori della storia con tempi comici perfetti.”  TEATROTEATRO.IT


TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei conciatori, 5 – 00154 ROMA
Tel. 06.45448982 – 06.45470031 - info@teatrodeiconciatori.it - http://www.teatrodeiconciatori.it/
TIPOLOGIA BIGLIETTI: € 18,00  + tessera obbligatoria di 2 €
ORARIO SPETTACOLI: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00
RIDUZIONI PER I LETTORI DI PERSINSALA, SALTINARIA, GUFETTO, MEDIA&SIPARIO
              

martedì 3 gennaio 2017

Una ridicola cosa a tre. Social Comedy Club 8 gennaio ore 21



UNA RIDICOLA COSA A TRE
Social Comedy Club - Special

con Daniele Fabbri, Daniele Parisi,
Cecilia d’Amico

TEATRO TRASTEVERE – ROMA
8  gennaio  2016 ore 21.00





Continuano gli appuntamenti con il  SOCIAL COMEDY CLUB al Teatro Trastevere. Dopo la conferma di successi consolidati come  “AltroNatale” e “SanValentinoCrepa”, Daniele Fabbri, ideatore di questo format della comicità,  propone in questa stagione un il SOCIAL COMEDY SPECIAL, una selezione di tre specialità comiche dal ricco cast del gruppo.
Per iniziare brillantemente il 2017, l'8 Gennaio alle ore 21.00, il Teatro Trastevere ospiterà Daniele Parisi, Cecilia d'Amico e Daniele Fabbri, che saliranno sul palco per 30 minuti ciascuno con i loro cavalli di battaglia dando vita ad Una ridicola cosa a tre

Cecilia D'Amico, attrice comica e caratterista di razza, vincitrice del premio storico Bravograzie per la comicità, propone un estratto del suo ultimo spettacolo Underwood. Alice è una trentenne che si ritrova da un giorno all’altro senza la sua psicologa, colpita da malattia improvvisa. Costretta a costruirsi da sola la propria stabilità, per farlo deve passare attraverso il cosiddetto “sottobosco della vita” incontrando i personaggi più strambi: da dietologhe in folli centri dimagranti, a un cuoco esasperato dalle diete vegane, italiani felicemente trapiantati all’estero, skipper senza patente nautica, dipendenti degli aeroporti, “burini ripuliti” e un’umanità sempre sull’orlo di una crisi di nervi, che vede nelle ferie l’unica via di fuga possibile.

DANIELE FABBRI, attore, autore satirico per teatro, televisione, fumetti, scrittore comico d'eccellenza e pioniere italiano della StandUp Comedy, porta in scena la sua satira più esplosiva e irriverente con un estratto del suo ultimo monologo “Il Timido Anticristo”, che affronta la religione finalmente con un punto di vista nuovo. Fabbri non parla di Chiesa né di bigotti, ma racconta di essere cresciuto in una famiglia credente, di aver lasciato il credo ma di essersi reso conto che la moralità acquisita da piccolo continua a “influenzare” la sua vita, obbligando la coscienza a lottare per imparare nuovamente a distinguere, in maniera adulta, il bene dal male.

DANIELE PARISI, attore comico straordinario vincitore del Premio NuovoImaie Talent Award come Miglior Attore Italiano Esordiente al Festival del Cinema di Venezia 2016, propone un estratto ludico dei suoi nuovi lavori. dal titolo “Tra i 20 e 30 minuti circa la fine di tutto”: La fine è alle porte. Qualcuno si rivolge al suo Dio. Invano. L'umanità si attacca alle facezie e danza claudicante su versi sciolti che parlano di dei pagani senza storia e senza tempo. Qualcosa finisce di sicuro. Qualcuno tenta di spiegarlo. Qualcun altro no. È la fine di un’Era. Vivaddio. O forse no.

Stand up Comedy, StreetArt, Clownerie, Puppet, Monologhi, Poesia, Letteratura e molto ancora! Sono queste arti performative che danno vita al Social Comedy Club, il format comico che è partito lo scorso 16 ottobre e che, per una domenica al mese, arricchirà il cartellone del Teatro Trastevere di Roma. 

UNA RIDICOLA COSA A TRE
Social Comedy Special
Teatro Trastevere
Via Via Jacopa de' Settesoli 3
8 Gennaio  2017  - ore 21.00
Per info e prenotazioni 339.20.39.687 (solo WhatsApp)
Ingresso 5 euro.