giovedì 5 ottobre 2023

CARROZZERIE. NOT TEATRO DI LINA con MENO DI DUE


 



MENO DI DUE

scritto e diretto da Francesco Lagi

 

con Anna BellatoFrancesco ColellaLeonardo Maddalena

 

suono Giuseppe D’Amato

scene Salvo Ingala

costumi Ilaria Ladislao

luci Martin E. Palma

organizzazione Regina Piperno

illustrazione Antonio Pronostico

 

uno spettacolo di Teatrodilina

in collaborazione con DOG

residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t.

 

DAL 13 AL 22 OTTOBRE

DA VENERDì A DOMENICA ORE 21

 

CARROZZERIE.NOT-ROMA

 

 

La Compagnia Teatrodilina torna in scena a Roma , a Carrozzerie.Not, per due fine settimana, dal 13 al 15 ottobre e dal 20 al 22 ottobre, con il loro spettacolo MENO DI DUE, scritto e diretto da Francesco Lagi e interpretato da Anna BellatoFrancesco Colella e Leonardo Maddalena.

 

Alcune migliaia di anni fa qualcuno disegnava sulle pareti di una grotta. Lasciava segni di animali, di insetti e di mammiferi. Poi disegnava un fuoco. E intorno al fuoco il ritratto di due persone. Sembra l’immagine di un rito magico, religioso, propiziatorio. Quelle due persone ballano. Forse però parlano. Sicuramente gesticolano. Tentano di dirsi delle cose, provano a conoscersi. E alcune migliaia di anni dopo eccole lì quelle due persone, che ci provano ancora.

 

Le ritroviamo oggi, un uomo e una donna che si incontrano per la prima volta. Dopo essersi scritti, mandati foto, conosciuti a distanza per alcune settimane, forse mesi. Hanno deciso di vedersi per davvero, lui per raggiungere lei ha fatto un lungo viaggio, lei lo ha atteso con leggera trepidazione. La loro giornata che scorre fra chiacchiere al bar, silenzi, viaggi in macchina e piccole delusioni. Un’escursione in una grotta millenaria, un giro al bowling e improvvise rivelazioni. In mezzo a un nuvolone carico di pioggia si affaccia in lontananza una tiepida luce.

 

TEATRODILINA

Teatrodilina è un gruppo di persone con esperienze artistiche diverse che si sono unite con il proposito di condividere una pratica e un’idea di teatro. Alla base del loro lavoro ci sono la parola, il suono, i gesti dell’attore. Un teatro di persone che si raccontano spettacolo dopo spettacolo. Dal suono al video, dall’arte contemporanea alla scrittura, dal cinema alla musica. Alla base del lavoro c’è la volontà di inventare spettacoli restituendo frammenti dei loro percorsi e andando alla ricerca di una comune identità, che sembra perduta ma non in modo irreparabile. Fare teatro è il gesto più contemporaneo e potenzialmente dirompente.

 

 







Ufficio stampa compagnia


Maresa Palmacci tel. 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com    


 

CARROZZERIE | N.O.T

 

Via P. Castaldi 28/a

00153 Roma

-Ponte Testaccio-

 

mobile +39 347-1891714

 

mail carrozzerienot@gmail.com

INFORMAZIONI RISERVATE  AI  SOLI  SOCI

INGRESSO CON TESSERA ASSOCIATIVA ANNUALE  - €3 -  [validità anno solare]

INFORMAZIONI DI BIGLIETTERIA

intero  _________________________€12,00

ridotto studenti/accademie ______€10,00

ridotto n.o.t lab _________________€  8,00

under 18_______________________€   5,00

CIRC@ 2^edizione a Casal Palocco

 


CIRC@
2^ edizione
Direzione artistica Roberta Nicolai
 
11 novembre - 22 dicembre 2022
 

Chapiteau via dei Pescatori, Casal Palocco
Biblioteca Sandro Onofri
Biblioteca Collina della Pace
Micro 104


Il progetto è realizzato dal Triangolo scaleno con il sostegno del Ministero della Cultura - Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell'Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro - Anno 2023 promosso da Roma Capitale - Dipartimento Attività Culturali
 
 
L'ibridazione tra il circo e la scena contemporanea approda
allo chapiteau di Casalpalocco.

Giunto alla sua 2^ edizioneCIRC@ si consolida come progetto sperimentale dedicato alla multidisciplinarità di confine tra danza, circo, musica e teatro che mette in dialogo le ibridazioni e le contaminazioni tra circo e scena contemporanea. Le caratteristiche spaziali dello chapiteau, l’immaginario straniante e poetico del circo costituiscono il punto di partenza per realizzare spostamenti e riscritture, per ospitare eccellenze tecniche, acrobatiche, clowneschemusicali per ingaggiare nello spazio e con lo spazio uno scambio artistico intenso, una coabitazione, tra ambiti disciplinari e mondi professionali in un’ottica multidisciplinare e multiculturale anche grazie alla partecipazione di artisti internazionali.
 
Gli spettacoli di circo, danza, teatro e musica, i seminari e i laboratori di clownerie, completamente gratuiti, si svolgono nello chapiteau di via dei Pescatori a Casal Palocco.
 
CIRC@ fa coesistere nello spazio originario del circo spettacoli ascrivibili a discipline diverse ma accomunate da un orizzonte poetico comune e dalla comune tensione e appartenenza ai linguaggi sperimentali e innovativi che aprono verso il teatro e il circo del futuro. Innesca e crea uno spostamento, un cortocircuito, una vibrazione che crea un campo di possibilità.
Biancofango, Fragile show
Apre la programmazione, il 12 ottobre alla Biblioteca Sandro Onofri, il laboratorio CIRC@ MANIFESTO in cui i bambini e le loro famiglie creeranno, a partire dal libro Manifesto segreto di Vanvère edizioni e utilizzando materiali di riciclomanifesti per CIRC@ che saranno anche utilizzati dalla campagna di comunicazione e confluiranno al termine del progetto in una mostra alla Biblioteca Collina della PaceIl laboratorio sarà realizzato il 19 ottobre anche alla Biblioteca Collina della Pace dove coinvolgerà una classe di allievi della scuola elementare. Il 13 ottobre, in un piccolo atelier a Centocelle, MICRO 104, è in programma l’incontro seminariale Dialoghi su CIRC@ - Focus clown che vede la partecipazione dell’antropologo Enrico Nivolo autore del volume Antropologia dei clown ed è rivolto oltre che agli spettatori, agli artisti, a studiosi, critici e a clown e aspiranti clown.
Prosegue nei giorni 141528 e 29 ottobre con gli spettacoli di circo, danza, teatro e musica nello chapiteau a Casal Palocco:
LA 8ÈME BALLE della compagnia francese Cie ZeC è un virtuosistico rimbalzo tra universi e discipline. Acrobatica, verticaligiocoleriaclown e musica si intrecciano esplorando infiniti stati d’animo. Tre personaggi stravaganti portano in scena, con umorismo e apprensione, la fragilità dei legami tra gli esseri umani. Si lanciano, si ostacolano, cantano, si arrampicano, si aiutano perché l’importante è arrivare insieme ad affermare: STO BENE!
 
A RIENDA SUELTA, la nuova produzione della compagnia catalana Cia Du'K'tO, mette al centro i rapporti umani, il gioco e lo spazio pubblico usando tecniche circensi – clown e acrobatica - strutture coreografiche e dinamiche drammaturgiche che nascono da giochi riconoscibili per costruire con gli spettatori uno spazio collettivo in cui la dinamica che creano i performer invita gli spettatori ad essere contagiati dalla stessa energia. Il progetto è vincitore dell'Espai l'Amistat Awards for Artistic Creation e ha debuttato alla Fira Tàrrega a settembre. Una nuova sfida per la compagnia: mettere insieme ricerca artistica e ruolo sociale dell’arte dal vivo.
 
I BROKE THE ICE AND SAW THE ECLIPSE è uno spettacolo di danza – coreografia Giovanna Velardi, con Giovanna Velardi e Federico Brugnone - che utilizza il clown come generatore dei due personaggi in scena. Un lui e una lei. Ragliante lei, eclissato lui. Un uomo e una donna, che, come due corpi celesti, gravitano l’uno nell’orbita dell’altro, fino a scontrarsi e generare la più grande esplosione di luce, l’apocalisse. Rompere il ghiaccio, un processo irreversibile che rinvia, con leggerezza e virtuosismo coreografico, alla fragilità delle nostre vite e del nostro pianeta.
 
FRAGILE SHOW di Biancofango nasce dalla lettura appassionata di Thomas Bernhard creando una particolarissima figura di clown nero. In preda ad una febbrile eccitazione, l’antieroe Mastino-Werthaimer decide di organizzare una festa con i suoi vecchi compagni di conservatorio, quella che più comunemente si definirebbe una festa d’artisti. Seduto su una panchina, ai bordi della festa come ai bordi della vita, Mastino osserva, ragiona, si dilania. Sente gli odori, i rumori. Le voci amplificate si mescolano mostruosamente, alle risate, alle grida eccitate, al chiacchiericcio inutile.
 
TANGO MEETS JAZZ con Gabriele Coen, clarinetto, sax soprano, e Natalino Marchetti, fisarmonica, esplorano le somiglianze tra il jazz e il tango. Composizioni originali si alternano al Nuevo Tango di Astor Piazzolla e alla tradizione portena da “El choclo” a “El dia que me quieras” di Carlos Gardel. Il progetto si completa in modo originale con l’esecuzione di brani che testimoniano il lungo sodalizio tra tango e musica ebraica.
 
MISS FARO & THE OLD FASHIONED STREET BAND è una band di cinque elementi, composta da voce, banjo, contrabbasso, batteria, e sax che suona, in modalità street band come nello stile delle band itineranti di New Orleans. Un repertorio da ascoltare e ballare, dagli anni ’20 agli anni ’40.
 
RITR'ATTI POETICI CIRC@ di e con Laura Riccioli - disegni e pittura – Fiora Blasi e Flora Farina - scrittura poetica - incontrano il circo e si contaminano delle sue atmosfere incantate e metaforiche. Il circo è sfera e ampiezza dello sguardo, il progetto restringe il campo su un volto e lo ritrae nella sua ampiezza di possibilità. In un cerchio di rimandi e rimpalli le artiste creano di ogni persona tre ritratti di cui due saranno il frutto della visione diretta e uno sarà invece il risultato di un ascolto a occhi chiusi, mediato dalla rappresentazione e dal racconto. Una pratica rivolta a tutti – bambini e adulti - in cui la tenerezza dell'essere guardati e del guardare si contrappone alla durezza di come spesso ci guardiamo davanti allo specchio e alla rigidità dei canoni in cui ci raccontiamo attraverso i social.
 
DJ per CIRC@_CHILDREN WORKSHOP TV di ØKAPIcompositore elettronico franco-italiano, noto collagista e cut-up artist, è un divertente mashup-set. Il musicista adopera elementi musicali preesistenti e li compone in un live dedicato all’immaginario del circo, un caleidoscopico downtempo-mix di future pop, bizzarre melodie vintage, collage di umori cinematici, insomma un chill-core sperimentale per tutte le età.
 
Sempre nello chapiteau a Casalpalocco due giornate di laboratorio gratuito rivolto a tutti ma in particolare agli adolescenti e ai giovani: sabato 28 e domenica 29 ottobre NON FARE IL PAGLIACCIO!, laboratorio condotto da Fiora Blasi, clown e insegnante dell’arte del clown, si rivolge ad adolescenti e giovanissimi, mettendo al centro la scoperta del proprio clown.
 
Chiude la programmazione la mostra dei manifesti realizzati da bambini e non solo nei laboratori CIRC@ MANIFESTO il 30 novembre, alla Biblioteca Collina della Pace.




Gli spettacoli di CIRC@

Sabato 14 ottobre
h 17.00 Laura Riccioli/Fiora Blasi/Flora Farina RITR’ATTI POETICI CIRC@
h 19.00 Giovanna Velardi I BROKE THE ICE AND SAW THE ECLIPSE
Domenica 15 OTTOBRE  
h 18.00 Natalino Marchetti/Gabriele Coen TANGO MEETS JAZZ
 h 19.00 Cie ZeC LA 8ÈME BALLE
Sabato 28 ottobre     
h 18.00 MISS FARO & THE OLD FASHIONED STREET BAND
h 19.00 Cia Du'K'tO A RIENDA SUELTA
Domenica 29 ottobre
h 18.00 Biancofango FRAGILE SHOW
h 19.30 ØKAPI DJ per CIRC@_CHILDREN WORKSHOP TV

I luoghi di CIRC@
Chapiteau Via dei Pescatori, Casalpalocco, Roma
Biblioteca Collina della Pace Via Bompietro, 16 Roma
Biblioteca Sandro Onofri Via Umberto Lilloni 39 - 45, Roma 
MICRO 104 Via delle Palme 104, Roma

Info
e-mail segreteria@triangoloscalenoteatro.it | mb: 339.2824889
Facebook @teatridivetro - Instagram @teatridivetro 
www.teatridivetro.it
 
Ufficio stampa Antonella Bartoli | 339 7560222 | bartoli.anto@gmail.com

 
Instagram
Facebook
Website
Copyright © 2023 Press Office, All rights reserved.
Stai ricevendo una mail di aggiornamento sull'evento in oggetto.

Our mailing address is:
Press Office
Via Garibaldi, 54
Roma, Lazio 00153
Italy

Add us to your address book


Want to change how you receive these emails?
You can update your preferences or unsubscribe from this list.

Email Marketing Powered by Mailchimp

mercoledì 4 ottobre 2023

GRANDI MAESTRI DELLA PITTURA: DAGLI ANNI 60' AD OGGI alla Sesto Senso Art Gallery

 

Logo



GRANDI MAESTRI DELLA PITTURA: DAGLI ANNI '6O AD OGGI


GIOVEDÌ 19 OTTOBRE


ORE 18.30


Grandi maestri della pittura: dagli anni ‘60 ad oggi 

Inaugurazione 

Giovedì 19 ottobre 2023 

ore 18.30

Sesto Senso Art Gallery è lieta di invitare la S.V. all’inaugurazione della mostra Grandi maestri della 

pittura: dagli anni Sessanta ad oggi, giovedì 19 ottobre 2023, ore 18.30. La galleria presenta una mostra 

collettiva di alcuni dei più noti pittori del secondo novecento: dagli anni ’60 ad oggi, le cui opere 

attraversano le principali correnti artistiche: dal nuovo realismo alla pop art, dall'astrattismo al 

realismo esistenziale, fino alla nuova figurazione. Le opere esposte sono di Omar Galliani, 

Mimmo Rotella, Franco Angeli, Renzo Vespignani, Antonio Corpora, Alberto Sughi, 

Antonio Tamburro. La mostra è curata dalla gallerista Barbara Tamburro.

Partendo dall’opera meno recente (1966) di Renzo Vespignani fino alla grande tela (2023) di 

Antonio Tamburro, la mostra si configura come un percorso cronologico che attraversa le pricipali 

correnti artistiche del secondo novecento per arrivare al figurativo più recente. L’opera Caffè di 

Antonio Tamburro, al centro dell’esposizione, reinterpreta in modo attuale il soggetto femminile 

con una carica sensuale e una forza espressiva di grande impatto. Le donne sono protagoniste di 

molti quadri di Tamburro, un pittore come ama definirsi lui, che continua ad emozionare attraverso 

la sua tecnica magistrale e il suo stile espressivo. Nel corso della sua carriera ha sperimentato varie 

tematiche pittoriche: dalle spiagge alle periferie, dalle biciclette ai caffè, fino alle metropoli urbane 

e alla serie degli ombrelli. Del 1966 invece Autoritratto di Renzo Vespignani sembra caratterizzarsi, 

come le altre opere del periodo, da un tono dolorosamente poetico come evidente dall’espressione 

di sofferta inquietudine. Pochi anni prima infatti, nel 1963, con i pittori Gianfranco Ferroni, Ennio 

Calabria, Giuseppe Guerreschi, Piero Guccione, Alberto Gianquinto e i critici d'arte Dario 

Micacchi, Antonio Del Guercio e Duilio Morosini, l’artista aveva fondato il gruppo Il pro e il Contro, 

divenuto fin da subito un punto di riferimento per le neonate sperimentazioni neofigurative. 

Seguono cronologicamente, entrambe degli anni ‘70, le opere di Franco Angeli e Antonio Corpora, 

artisti che usano il colore quasi come unica forza espressiva ed emotiva. Per Angeli, figura chiave 

di quella nuova generazione di pittori romani venuta impetuosamente alla ribalta all'aurora degli 

anni '60, gli anni ‘70 rappresentano una fase importante e matura del suo lavoro in cui esprime "una 

volontà di trasformazione e di lotta", che carica la sua pittura di intensa partecipazione agli avvenimenti 

politici e sociali, dal colpo di stato in Cile alla guerra del Vietnam, dalle proteste studentesche al 

golpe militare in Argentina, fino al rapimento di Aldo Moro e alla strategia della tensione. Antonio 

Corpora, invece, alla fine degli anni '40 si allontana sempre più dalle espressioni cubiste per avvicinarsi ad un linguaggio libero delle forme che negli anni '50 lo porterà all'espressionismo. 

Negli anni '60 le sue opere assumono un'espressione informale, tuttavia le ultime forme 

geometriche dei suoi dipinti si dissolvono solo agli inizi degli anni '70, come visibile nell’opera 

esposta del 1970. Interessante il confronto tra l’opera di Tamburro e il Caffè di Alberto Sughi del 

1980; anche qui la carnagione chiara e la malinconia esistenziale della giovane caratterizzano la 

composizione dell’artista, che pone però il suo focus sull’espressione enigmatica del soggetto

femminile e sullo sguardo dell’uomo su di lei. L’artista rifugge ogni tentazione sociale mettendo in 

scena momenti di vita quotidiana senza eroi. Enrico Crispolti nel 1956 inquadrò la sua pittura 

nell'alveo del realismo esistenziale. Alberto Sughi sceglie di coltivare una ricerca più intima e 

introspettiva che si sofferma sul malessere della società civile e dell’animo umano. Racconta questa 

crisi rappresentando soggetti solitari contestualizzati nelle periferie delle grandi realtà urbane, 

luoghi dove si respira un’atmosfera di solitudine. Chiudono il percorso Mimmo Rotella, uno degli 

artisti italiani più attivi all’interno del movimento del Nouveau Réalisme sviluppatosi negli anni 

Sessanta, con Attenti al giardino del 2001, uno splendido décollage dai colori vivaci; i primi

décollages sono stati realizzati dall’artista nel 1953, strappando manifesti dai muri e poi 

ulteriormente lacerati in studio. Quest’opera in particolare è stata realizzata lo stesso anno in cui 

era all’apice di riconoscimenti, con la nascita della Fondazione Mimmo Rotella. Infine Omar 

Galliani, il cui lavoro si fonda sul disegno e sulle sue possibilità espressive, con Kumara Kom del 

2004, una donna dai bellissimi tratti in bianco e nero, incorniciata da colori brillanti ai lati. L'artista, 

noto per la sua tecnica impeccabile e il suo approccio artistico innovativo, utilizza una 

combinazione di strumenti tradizionali e moderni, come matite, carboncino e inchiostro, creando 

opere che sono caratterizzate da un equilibrio tra dettaglio minuzioso e sfumature suggestive. La 

sua maestria nella gestione della luce e dell’ombra conferisce un realismo magnetico che cattura 

l’attenzione dello spettatore. 

Cenni biografici

Omar Galliani (Montecchio Emilia, 1954) si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna e insegna 

pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Dalla prima metà degli anni Settanta è stato attivo nell’ambito 

del citazionismo per poi aderire nel 1982 al movimento Magico primario e successivamente al gruppo 

degli Anacronisti, in accordo con una teoria del ritorno alla figurazione in contrapposizione con il 

concetto di avanguardia. Sue cifre stilistiche sono l’impiego di un’iconografia derivata dalla storia dell’arte

e l'utilizzo di una grande varietà di tecniche, tra cui la pittura a olio, la matita e pastelli su tavola. Dagli 

anni Ottanta in poi Galliani è stato invitato a varie edizioni della Biennale di Venezia, alla Biennale di San 

Paolo del Brasile, alla Biennale di Pechino, nella quale ha vinto il primo premio nel 2003. A seguito di 

numerose esposizioni prima nazionali e poi internazionali arriva il riconoscimento nei musei d’arte 

contemporanea di Shanghai, Pechino, Hong Kong, Tokyo, Kyoto, Buenos Aires, San Paolo, Città del 

Messico, Miami e Los Angeles. Il tour cinese nel 2006 della mostra “Omar Galliani. Disegno italiano” 

suggella la sua fama a livello mondiale e termina con l’esposizione “Tra Oriente e Occidente” alla 

Fondazione Querini Stampalia alla Biennale di Venezia. Ultimo traguardo l’acquisizione del Trittico 

“Notturno” e di due disegni da parte del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Mimmo Rotella (Catanzaro, 7 ottobre 1918 - Milano, 8 gennaio 2006) è stato un artista italiano,

considerato uno dei protagonisti della scena artistica della seconda metà del XX secolo. La sua figura è

legata al movimento del Nouveau Réalisme e della Pop Art internazionale. Dopo aver conseguito il

diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1944, l’anno successivo si trasferisce a Roma, dove

rimane fino al 1950; qui incontra gli artisti dell’Avanguardia italiana. Grazie alle varie collaborazioni con

gallerie romane come La Tartaruga di Plinio De Martiis e La Salita di Gian Tomaso Liverani, raggiunge

una buona notorietà già a partire dagli anni Cinquanta. Nel 1951 organizza la sua prima mostra personale

alla Galleria Chiurazzi, sempre a Roma; nello stesso anno vince una borsa di studio che gli permette di

frequentare l’Università di Kansas City negli Stati Uniti; realizza qui alcune opere importanti, come il

grande murale per il dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università, oltre ad esporre alla Nelson Gallery.

Nel 1953 sperimenta i primi décollages, manifesti strappati dai muri e poi ulteriormente lacerati in studio

La sua fama, parallelamente, cresce; L’adesione al Nouveau Réalisme nel 1961 porta l’artista anche ad

esporre nel panorama francese in un crescendo di riconoscimenti internazionali che culmina nel 2001

con la nascita della Fondazione Mimmo Rotella. Nonostante i molteplici riconoscimenti ricevuti, due

lauree honoris causa, la Medaglia d’oro per le Arti Visive, la medaglia d’oro per le arti e l’architettura,

l’artista continua a sperimentare nuove tecniche fino alla morte nel 2006, che lo coglie ancora in piena

attività artistica a 87 anni.

Franco Angeli (Roma, 14 maggio 1935 - Roma, 12 novembre 1988) non frequenta regolari studi d’arte,

ma inizia a dipingere nel 1957. A Roma, nella Caserma Granatieri del quartiere Prati, entra in contatto

con lo scultore Edgardo Mannucci. Nel marzo 1959, con Tano Festa e Giuseppe Uncini, esordisce a

Roma presso la Galleria La Salita di Gian Tomaso Liverani. Inaugura la sua prima personale nel gennaio

1960, alla Galleria con una serie di opere caratterizzate da veli di pittura ad olio e calze di nylon tese,

ricoperte di garze. Nel 1962 partecipa alla mostra “Nuove prospettive della pittura italiana” presso la

Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, dove presenta una serie di opere in cui iniziano a

comparire le simbologie del potere, inizialmente svastiche, croci e mezzelune. La violenza degli

accadimenti reali per lui assume un’importanza centrale che non smette di fissare nelle opere. Per la

personale alla Galleria dell’Ariete di Milano del gennaio 1964 Angeli utilizza invece simboli ideologici

stereotipati, tratti dall’arredo urbano, sintetizzando il carattere retorico e celebrativo dei reperti di una

Roma eterna e capitale: “I miei primi quadri sono la testimonianza del contatto quotidiano con la strada Vidi i Ruderi,

le Lapidi, simboli antichi e moderni come l’Aquila, la Svastica, la Falce e Martello, obelischi, statue Lupe Romane,

sprigionare l’energia sufficiente per affrontare l’avventura pittorica”. Sono quei frammenti capitolini che presenterà

nella mostra alla Galleria Arco d’Alibert ad ottobre del 1964. Alla fine degli anni Sessanta, Angeli iniziò a

spaziare verso altre forme d’arte come il video, la fotografia e le arti visive. Il forte interesse sociale e

popolare prosegue nelle opere degli anni ottanta, quando Angeli riprende il tema della guerra nella serie

di paesaggi esotici con piramidi, obelischi ed aerei. Il tema della “marionetta”, compare invece sempre

più spesso dopo il 1984, come una sorta di autoritratto che sembra preludere alla fase finale della sua vita.

Renzo Vespignani (Roma, 1924 - Roma, 2001) formatosi da autodidatta esordisce nel 1945 con scene

di vita e paesaggi urbani d’impronta neorealista. Frequenta lo studio di Franco Gentilini e ha modo di

entrare in contatto con diversi esponenti della Scuola romana, la sua produzione iniziale è contaminata

anche dall’espressionismo grafico di George Grosz e Otto Dix. Dopo aver esposto nelle prime mostre a

Roma, comincia ad affacciarsi sulla scena milanese e da lì anche su quella internazionale, a Parigi e New York. Nello stesso anno fonda con alcuni amici registi, architetti e letterati, come Elio Petri, Giuseppe

Zigaina, Elio Vittorini la rivista “Città Aperta”, con cui manifesta il distacco dalle nuove generazioni dal

Neorealismo. Intanto prosegue con le mostre sia in Italia che all’estero: Chicago, Boston, San Francisco,

Los Angeles, Vienna, San Paolo del Brasile e nel 1959 è presentato da Dario Micacchi alla Quadriennale

romana con una sala interamente dedicata a lui. Nel 1976 vince Il Premio per la Pittura del Presidente

della Repubblica, assegnato dall’Accademia Nazionale di San Luca. Nella produzione del Vespignani

pittore-scrittore continua ad essere predominante la componente letteraria e illustra opere di Kafka,

Boccaccio, Eliot, Leopardi, Porta. Nel 1991 è eletto Presidente dell’Accademia di San Luca. Muore a

Roma nel 2001.

Antonio Corpora (Tunisi, 15 agosto 1909 - Roma, 5 settembre 2004) Dopo aver frequentato la scuola

di Belle arti di Tunisi si trasferisce a Firenze (dove allestisce la prima personale) e successivamente (1930)

a Parigi dove risente in un primo momento dell'influsso di Modigliani e di Soutine e dove Zborowsky lo

introdusse nell'ambiente artistico. Intorno al 1934 si impone nell'ambito del nascente astrattismo,

appassionandosi alle nuove ricerche anche attraverso articoli e polemiche. La personale del 1939 alla

Galleria del Milione a Milano presenta delle opere vicine al figurativo, a cui non rimane legato se non per

una transitoria fase di ricerca. Sempre aperto alle polemiche costruttive della giovane pittura italiana

d'avanguardia, l’artista prende parte nel 1945 al gruppo dei Neo-Cubisti e nel 1947 a quello del Fronte

Nuovo delle Arti. La sua chiarificazione quale pittore non figurativo è però più esplicita quando più tardi

aderisce al Gruppo degli Otto. Dopo il 1954 si accosta, sia pur liberamente, all'informale. Il colore ha in

lui funzione costruttiva ed emotiva, specie nelle più recenti opere dove diventa quasi l'unico mezzo

espressivo. Tra i più affermati non figurativi italiani in campo internazionale, le opere di Antonio Corpora

figurano in molte raccolte pubbliche e private d'Europa e d'America. Premiato alla Biennale di Venezia

(1948, 1952, 1956), alla Quadriennale di Roma (1956); Prix de Paris (1951). Muore il 5 settembre del 2004

all’età di 95 anni.

Alberto Sughi (Cesena, 5 ottobre 1928 - Bologna, 31 marzo 2012) Autodidatta, è diventato ben presto

uno degli artisti italiani più richiesti. Inizia a dipingere verso l'inizio degli anni '50 scegliendo una pittura

realista in contrasto con le tendenze del dopo guerra. Scene di vita quotidiana, senza eroi, che Enrico

Crispolti definirà nel 1956 "realismo esistenziale". La sua epressione artistica procede quasi sempre per

cicli tematici: prima di tutto troviamo i dipinti dedicati al rapporto tra l'uomo e la natura (1971-1973) e al

rapporto uomo e cibo (1975-1976). Poi il ciclo sulla famiglia, che dura fino all'inizio degli anni '80, prima

di passare a studi più introspettivi e dopo ancora alle grandi tele dedicate ai notturni degli anni 2000.

Sughi ha partecipato alle più importanti mostre collettive, dalla Biennale di Venezia alla Quadriennale di

Roma. Anche all'estero, dove ha esposto, tra le tante, alla Manezh Gallery di Mosca (1978) e alla Galleria

Nazionale di Arte Moderna di Praga (1986). Tra il 2005 e il 2006 una grande retrospettiva lo ha reso

protagonista al Palazzo della Polotta di Parma, con 642 lavori tra dipinti, tempere e litografie create tra il

1959 e il 2004. Antonio Tamburro (Isernia, 1948) Frequenta l’Accademia di Belle Arti a Napoli. Si trasferisce a

Roma nel 1968 e conclude gli studi all’Accademia di Belle Arti. Tra il 1970 e il 1973 l’artista

frequenta gli ambienti culturali di Roma e Milano, stringendo amicizie con Orfeo Tamburi,

Domenico Purificato, Giorgio De Chirico, Fausto Pirandello. La sua prima personale risale al 1972,

presso il Palazzo Comunale di Perugia. In questi quadri c’è un richiamo alle origini, con un forte e

violento cromatismo di stampo espressionista. Nel 1974 espone a Milano alla galleria “ La Porta”.

E anche l’anno in cui comincia ad interessarsi alle problematiche sociali, in particolare

all’abbandono e alla solitudine dei malati di mente, su ispirazione di reportage realistici. Nel 1984

partecipa alla mostra collettiva “Itinerari, ricerca e misteri nell’arte” e al “Gianicolo Centro d’Arte”

insieme a Burri, De Gregorio, Rambaldi ed altri. Nel 1985 realizza un grande affresco nella chiesa

di S. Maria Assunta di Mantignana (PG) e un murale a Dozza, in provincia di Bologna, dove molti

tra i maggiori artisti italiani hanno affrescato le facciate delle case. Nel 1989 esce sulla rivista “Arte

Mondadori” un servizio dedicato al tema delle periferie e la stessa Mondadori pubblicherà un

catalogo con un testo critico di Dario Micacchi e dell’artista Alberto Sughi. Nel 1991 tiene una

personale intitolata “Le Giuliette di Tamburo” allestita nei suggestivi spazi della Casa di Giulietta

a Verona. Il 1991 e inoltre l’anno in cui comincia a frequentare l’ambiente artistico romano.

Conosce maestri quali Calabria, Sughi, Vespignani, Attardi e il fotografo Pino Settanni che lo

inserisce nel suo libro di fotografie “La memoria e le Immagini ”, dedicato agli artisti e ai personaggi

del cinema e della cultura. Nel La Gazzetta dello Sport gli commissiona la realizzazione del logo

della Maglia Rosa, simbolo del novantesimo Giro D’Italia. È questo il suo primo importante

approccio verso il genere sportivo. Le sue opere d'arte sono esposte in prestigiose gallerie d'arte

internazionali e in collezioni private. Negli ultimi anni ha tenuto delle importanti mostre a Parigi,

Toulouse, Londra, Monaco di Baviera, Berlino, Vienna, St.Moritz, Milano, Roma. Nel 2008 gli è

stato commissionato il ritratto di Papa Benedetto XVI, che oggi è esposto presso la libreria paolina

in San Pietro a Roma. Nel 2009 ha tenuto una mostra antologica a Palazzo Venezia a Roma: “Il

senso del tempo”, con una rassegna di dipinti che andavano dal 1980 al 2009. Nel 2012 ha tenuto

la mostra pubblica “ColorAzione” insieme al grande designer, scultore e architetto internazionale

Gaetano Pesce, al Centro Altinate San Gaetano di Padova. Nel 2012 in occasione delle XXX

Olimpiadi dei Giochi estivi di Londra ha esposto alla mostra “Tradition and Innovation – Italian

Olympic Spirit” presso Casa Italia CONI, al Queen Elisabeth II Conference Centre Westminster

di Londra. Seguono diverse mostre internazionali, di cui l’ultima a novembre del 2002 alla Galerie

Schloss Parz di Grieskirchen, Austria.

Inaugurazione

Giovedì 19 ottobre 2023

ore 18.30

Via margutta 43

Info: www.sestosensoartgallery.net

info.sestosensoartgallery.com

CALVINO ITINERANTE ottobre /dicembre 2023

  


CALVINO ITINERANTE

OTTOBRE / DICEMBRE 2023

a cura di Tatiana Marchisio e Andrea Pergolari 

responsabili mostra Marco Veruggio e Daniela Giordano

allestimenti Erika Cellini

Mostra / Rassegne / Convegni / Spettacoli / Letture / Laboratori

A spasso per il XV Municipio 

Il 15 ottobre del 1923 nasceva Italo Calvino. A cento anni dalla sua nascita il XV 

municipio di Roma, con il patrocinio dell' ANPI, la collaborazione dell’Associazione 

Il Rinoceronte e la partecipazione di Biblioteche di Roma, CRTScenamadre, 

PuntoCritico, Teatro dell’Ascolto, Officina Pasolini, organizza la rassegna CALVINO 

ITINERANTE che vede il coinvolgimento di tantissimi artisti del panorama teatrale 

italiano e non solo. Tre mesi di eventi che prendono il via il 6 ottobre e terminano il 

22 dicembre, caratterizzati da eventi, convegni, letture, incontri, proiezioni, 

presentazioni, a spasso per l’intero territorio del XV municipio.

Ponte Milvio, Labaro, Tomba di Nerone e poi La Storta e Cesano, fino al lago di 

Bracciano, sono tutti luoghi che fanno da cornice a una rassegna due volte 

itinerante. L’obiettivo degli organizzatori, infatti, è quello di far conoscere il percorso 

artistico così diversificato dello scrittore e, a volte, sconosciuto anche ai suoi più 

fedeli lettori, e di farlo all’interno di un territorio altrettanto diversificato come quello 

del municipio.

“Calvino favolista. Calvino partigiano. Calvino scrittore per ragazzi. Calvino 

sperimentale. Calvino anti-narratore. Calvino intellettuale disorganico. Calvino 

razionalista. Calvino timido e balbuziente. Calvino fantastico. Calvino realista. 

Calvino semiologo. C’è un Calvino per ogni lettore, per ogni critico, per ogni storico. 

O quasi”. Afferma Andrea Pergolari che ha fortemente voluto ricordare il grande 

artista.

L’inaugurazione è prevista per il 6 ottobre presso la Sala Studio Euclide di 

Roma. Alle ore 11.00 verrà tagliato il nastro di questa rassegna con l’intervento di 

Daniele Torquati, Presidente del XV Municipio, Tatiana Marchisio, Assessore alla 

Cultura e alla Scuola del XV Municipio, Giovanni Rainisio dell’Istituto Storico della 

Resistenza di Imperia e Andrea Pergolari, ideatore e curatore dell’intera rassegna. 

Alle ore 16.00 si terrà la presentazione del libro di Daniela Cassini e Sarah Clarke 

Loiacono, Italo Calvino. Il partigiano di Santiago (Fusta Ed. Saluzzo 2023), alla 

presentazione interverranno le autrici e poi Duccio Pedercini, Presidente ANPI del 

XV Municipio e Raffaello Fusaro che modera l’incontro. Il 7 ottobre dalle 18.00 alle 20.00 e dalle 21.00 alle 23.00 presso il teatro Le Sedie

di Roma, Alexandra Celi, Edoardo Ciuffoletti, Riccardo De Filippis, Giuliano

Esperati, Gianluigi Fogacci, Danniela Giordano, Andrea Iarlori, Giampiero

Ingrassia, Manuela Lomeo, Giancarlo Magalli, Priscilla Micol Marino, Gioia

Montanari, Massimiliano Pazzaglia, Emanuele Salce, Lena Sebasti, Angelo Sorino,

Rodolfo Traversa daranno vita alla Maratona Calvino, Mondi Reali e Mondi

Possibili, con gli intermezzi musicali di Manuela Pasqui.

Più che uno scrittore o un intellettuale, Italo Calvino è quasi un paradosso. Ogni

passo d’avvicinamento alla sua figura genera in realtà un allontanamento: Calvino

sfugge a ogni approccio, a ogni definizione teoretica. Fin dalla sua carta d’identità

di ligure nato a Cuba, dal suo osservatorio di romano residente a Parigi. “Scoiattolo

della penna” lo definì il suo amico e mentore Cesare Pavese; e forse la febbrile e

giocosa ritrosia, sempre pronta a trasformarsi in ricerca intellettuale, è una buona

chiave di lettura. Ma per uno storico come Domenico Scarpa, Calvino ha fatto la

“conchiglia” per tutto il tempo della sua vita di scrittore e di intellettuale: ha cioè

cercato di proteggere e nascondere un’identità che invece invade ogni riga dei suoi

scritti, in forma di racconto o di saggio e, spesso, di entrambi

contemporaneamente. Calvino è stato tra gli scrittori del Novecento italiano quello

che più ha speculato sulla scrittura, sulla sua posizione nel mondo, sulla

costruzione di un’identità dell’umanità e dell’esistente: lo scrittore italiano non solo

meno provinciale in assoluto, ma più che universale. Praticamente, un cosmografo.

A cento anni dalla sua nascita e a quasi quarant’anni dalla sua scomparsa, l’eredità

che Calvino lascia non è quasi circoscrivibile: la sua assoluta modernità è proprio

nell’indefinitezza dei confini, nell’eterno movimento intellettuale che non si pone

limiti di ricerca e di invenzione: Calvino sfonda il muro dei generi e della forma, ma,

quello che più conta, la sua sfrenata curiosità intellettuale alimenta dubbi e

domande su ogni momento dello scibile umano. E non solo. Calvino è l’immagine

dell’intelligenza al lavoro, della volontà di comprendere se stessi per comprendere il

mondo, e viceversa. O perlomeno di provarci. E la cifra della sua intelligenza è la

mobilità di una ragione che tocca tutte le latitudini spaziali e temporali, affronta temi

e impegni di ogni sorta.

Una rassegna che utilizza la chiave di lettura del teatro, uno degli aspetti meno

conosciuti della personalità dello scrittore, per illuminarne temi, motivazioni e

ricerca, e collocarli nel contesto sociale, culturale e politico italiano del secolo

scorso, in un percorso che va dal fascismo fino quasi alla fine della Guerra Fredda,

passando per la Resistenza, con particolare attenzione agli anni giovanili. Una

rassegna che si protrarrà dal 6 ottobre al 22 dicembre, proponendo una maratona

di letture, cinque spettacoli, un concerto, tre convegni, due presentazioni di libri e

poi letture e laboratori sparsi per tutto il municipio e una mostra itinerante

interamente dedicata a Libereso Guglielmi, il giardiniere di Calvino, figura

fondamentale per la formazione dello scrittore; con la partecipazione di personalità

come Emanuele Salce, Giancarlo Magalli, Giampiero Ingrassia, Riccardo De

Filippis, Gianluigi Fogacci, Daniela Giordano, Alexandra Celi, Arianna Ninchi e la

presentazione di ben quattro spettacoli in prima assoluta: il reading La versione di

Elsa, con Arianna Ninchi, il pastiche Ogni Calvino possibile di Roberto Leoni e

Andrea Pergolari, Qfwfq e Priscilla, di e con Barbara Mautino e La rivoluzione di duemetri di Laura Fatini, con la Compagnia degli Arrischianti di Sarteano. Ce n’è 

per tutti i gusti, perché Calvino era scrittore per lettori di ogni ordine ed età.

Info: 

Sito web: www.teatrolesedie.it - https://www.comune.roma.it/web/it/municipio-

xv.page

Pagina fb: Calvino itinerante, Teatro Le Sedie

Contatti mail: info@teatrolesedie.it - 3201949821

martedì 3 ottobre 2023

Teatro Basilica MAT Ho bisogno che qualcuno mi dica che sto bene

 


TeatroBasilica

dal 5 al 8 ottobre 2023

MAT

Ho bisogno che qualcuno mi dica che sto bene

drammaturgia Maria Teresa Berardelli 

con Elisa Di Eusanio, Giulia Galiani, Valentina Martino Ghiglia, Marta Nuti

regia Giacomo Vezzani

costumi Marta Genovese

scena Laura Giannisi

luci Javier Delle Monache

musiche e suono Vanja Sturno

coreografia Daira Nocera

regista assistente Marco Carta

foto e grafica Manuela Giusto



Sarà in scena al TeatroBasilica dal 5 all’8 ottobre Ho bisogno che qualcuno mi dica che sto bene, 

drammaturgia di Maria Teresa Berardelli, regia di Giacomo Vezzani, con Elisa Di Eusanio, Giulia Galiani, 

Valentina Martino Ghiglia, Marta Nuti.

Note di Maria Teresa Berardelli



Quattro donne, quattro amiche, una cena. È passato un anno dall’ultima volta che si sono viste e qualcosa, 

durante quell’anno, è accaduto nelle loro vite: qualcosa che le ha piegate e trasformate, allontanandole. 

Non sono più quelle di prima quando si rivedono, ma fingono di esserlo, cercando di rimuovere il 

problema. Un gioco a nascondersi, a far finta di niente, la loro vita, la loro amicizia. Ma cosa accade quando 

questo gioco si spezza? Cosa accade se si abita un gioco opposto? Smascherarsi e smascherare l’altro; 

essere ciò che non si è realmente ma ciò che si vorrebbe e potrebbe essere in un’altra realtà, parallela, 

dove tutto può essere possibile; costruirsi un mondo ideale, una prospettiva diversa, come risposta al 

rifiuto nei confronti del mondo in cui si vive realmente, fatto di non azioni e scelte mancate. Un mondo 

ideale, sì, dove la rabbia, la delusione, l’amarezza, la paura si traducono in azione, non essendo più 

qualcosa da rimuovere o da cui farsi schiacciare. Un mondo che va bruscamente a interrompere la realtà, 

senza spiegazioni o giustificazioni. Quattro donne, quattro amiche, una cena. Una cena che s’interrompe e 

insieme si ripete, variando di volta in volta. Una cena che diventa tante cose diverse, viaggiando su un 

doppio binario in modo via via più pericoloso e confuso, tanto da non capire più dove ci si trovi, se 

all’interno di un mondo reale, fatto di sottrazione e silenzio, o di quello ideale, dove tutto sembra essere 

possibile.

Note di Giacomo Vezzani

Una drammaturgia inedita che nasce da una elaborazione in dialogo su intuizioni provenienti dalle 

improvvisazioni di quattro attrici, in una dimensione completamente al femminile. Si tratta di una cena, un 

semplice incontro tra quattro amiche, che in un ritmo vorticoso si ripete, fino a confondere, addirittura, il tempo e la veridicità degli accadimenti. Il progetto è pensato come una commedia grottesca in cui l’apparente realtà delle cose può sembrare altro. Il lavoro nasce dalla necessità di raccontare noi stessi e

l’incapacità di essere sinceri con gli altri, celando la nostra personalità o addirittura ribaltandola

completamente, per capire che siamo sempre vittime delle circostanze. Quindi se il dramma si tramuta in

commedia, diventa un gioco teatrale dove ogni possibilità narrativa si tramuta in parossismo e spinge ad

un climax sempre più complicato ed esilarante. In questa dinamica il tempo sembra essere sospeso e le

possibilità di affrontare la realtà si moltiplicano, fino a sprofondare in un “non luogo”, in una sospensione

di tempo che assomiglia al territorio del sogno ed estende la nostra possibilità di essere. Cosa succede se la

scena, come uno specchio, riflette questa dimensione, dove è data la possibilità ad una persona di essere

esattamente il contrario di se, o almeno provare a riscrivere la propria storia. Esistere significa soffrire o

ridere di se? se poi tutto si riduce ad un gioco che assomiglia alla vita.

INFORMAZIONI

Il “TeatroBasilica” è diretto da l’attrice Daniela Giovanetti, il regista Alessandro Di Murro. Organizzazione del

collettivo Gruppo della Creta e un team di artisti e tecnici, con la supervisione artistica di Antonio Calenda. Tutte le

info sul TeatroBasilica a questo link: https://www.teatrobasilica.com/

Orari:

lunedì ore 19:00 - dal martedì al sabato ore 21:00 - domenica 16:30

Prezzi: Biglietto intero € 18,00

Biglietto ridotto € 12,00 (studenti, under 26, operatori)

Biglietto online € 15,00

Carnet 4 spettacoli € 40,00

Dove siamo:

Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma

www.teatrobasilica.com

email: info@teatrobasilica.com

telefono: +39 392 9768519

Link utili

Sito https://teatrobasilica.com/

Facebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica

Instagram https://www.instagram.com/teatrobasilica/ ___________________________________ Ufficio Stampa TeatroBasilica

Agenzia Maya Amenduni comunicazione

Maya Amenduni +39 392 8157943

mayaamenduni@gmail.com

___________________________________