sabato 16 aprile 2016

MATTEO 19,14. LASCIATE CHE I BAMBINI VENGANO A ME Recensione

TEATRO COMETA OFF DI ROMA


 MATTEO 19,14 LASCIATE CHE  I BAMBINI VENGANO A ME  di Lorenzo Gioielli è uno spettacolo che lascia senza fiato, sia per il testo puntuale nello scovare i nascondigli delle debolezze umane, per buttarle letteralmente addosso allo spettatore. lo spettatore viene, quindi travolto da la più triste realtà. Mentre in una città borghese, in un bar si incontrano due sconosciuti, un uomo e una donna, vestiti come del resto l'arredamento del locale di colori brillanti ma freddi: il verde e il viola, in dei pannelli sopra di loro scorrono delle immagini di farfalle di catastrofi naturali, di famiglie povere e lontane, di bambini vivi e felici. i grandi temi dello spettacolo sono essenzialmente due..in primis quanto si è disposti a sacrificare per salvare la vita di un proprio caro e in secondo luogo, ma non meno rilevante le vite hanno tutte lo stesso peso? Lorenzo Gioielli ci ha abituato a testi di grande profondità e accuratezza nei dettagli che vanno a scandagliare nelle pieghe più profonde dell'animo umano, in questo caso va  a puntare su un argomento infame, il più infame di tutti, una delle più grandi vergogne dell'occidente e lo fa con una puntualità millimetrica. I due attori che interpretano i due personaggi, Riccardo Scarafoni e Veruska Rossi sono semplicemente fantastici, con una capacità espressiva strepitosa al servizio del cambio delle carte in tavola.
Miriam Comito



Roma, 23 marzo
Due perfetti sconosciuti e una storia da raccontare. Due vite fatte incontrare per caso dal destino. Eppure è proprio il destino il nemico al quale non arrendersi. Perché c'è una partita da giocare, la posta in gioco una vita. E va vinta a tutti i costi. Bisogna solo decidere quanto si è disposti a barare. Fin qui i personaggi. Perché gli attori, Riccardo Scarafoni e Veruska Rossi - in scena al Cometa Off di Roma con "Matteo 19,14. Lasciate che i bambini vengano a me" (scritto da Lorenzo Gioielli e diretto dallo stesso Scarafoni) dal 5 al 17 Aprile - non barano di certo. Anzi. E' con tutto il loro bagaglio di umanità, di dolore e di verità che si porgono al pubblico. E non potranno fingere nemmeno gli spettatori che, alla fine, saranno chiamati dalle coscienze a rispondere ad un semplice quesito: quale crimine siete disposti a compiere per salvare chi amate?
Un uomo e una donna s’incontrano per caso, in un bar. E’ sera, la donna ha un appuntamento, tanto misterioso quanto fondamentale, ma è arrivata in ritardo. Ha un mancamento. L’uomo, un semplice avventore, si affretta a soccorrerla, ne ascolta la storia, ne rimane turbato, spaventato: la donna è lì per compiere un atto talmente immorale da essere insopportabile. Tuttavia, l’uomo non può fare a meno di comprendere la strada che la donna ha scelto di percorrere. Fra i due nasce un’affettuosa complicità, ma nulla è quel che sembra.

Matteo 19,14. Lasciate che i bambini vengano a me
di Lorenzo Gioielli
Regia Riccardo Scarafoni

Scene: Emanuela Cignitti
Luci: Giacomo Cursi
Scenotecnica: TNT Srl
Costumi: Lisa Sorone
Aiuto Regia: Leonarda Imbornone
Foto e Video: Patrizio Cocco

TEATRO COMETA OFF
VIA LUCA DELLA ROBBIA 47 (TESTACCIO) - ROMA - TEL: 06.57284637
ORARIO SPETTACOLI : DAL MARTEDI' AL SABATO ORE 21 - DOMENICA ORE 18
PREZZO BIGLIETTI : Intero euro 12,50 (+ 2,50 euro tessera Cometa Off) - Ridotto euro 10 + (+ 2,50 euro tessera Cometa Off)

venerdì 15 aprile 2016

AL BARNUM SEMINTEATRO IN SCENA S'AMAVANO

BARNUM SeminTEATRO
Via Adelaide Bono Cairoli, 3 – 00154 Roma
      Barnum SeminTeatro
COMUNICATO STAMPA

15 E 16 APRILE 2016 ORE 21

S’AMAVANO
di Enrico Maria Falconi

Con Enrico Maria Falconi e Ramona Gargano
Luci e fonica Luca Bertolo
Aiuto regia e costumi Simone Luciani
Scene di Patrizio De Paolis e Luca Garramone

"Un uomo e una donna. Si cercano. Si trovano. Si amano... anzi no! S'AmavaNO! Perchè l'Amore è fatto di tante cose...

Un uomo e una donna. Dentro. Una Casa. Dove? Nel bagno! Perchè?

Un uomo e una donna e si Amavano. Tra mille risate! Quelle belle. Quelle di due che si amavano. Chi si Amava? No... Non è solo una storia d'Amore. E' la storia di Luigi e di Maria. E' la storia di una storia che non doveva finire... ma magari non è mai finita. Come una Risata. Una bella risata che a distanza di tempo rimane nell'aria e ti manca... manca come l'aria. Allora S'Amavano.

Col sorriso.

Eccolì lì... stanno arrivando."

Prezzi: intero 10 euro; Ridotto 5 euro – Prenotazioni al n° 3490573178

giovedì 14 aprile 2016

FIGLI,MARITI, AMANTI...IL MASCHIO SUPERFLUO Recensione

Angelo Tumminelli
Presenta
SIMONA IZZO          RICKY TOGNAZZI
Figli, Mariti, Amanti…
Il Maschio Superfluo
di Simona Izzo

con
Giuseppe Manfridi e Kiara Tomaselli

Scene Massimo Bellando Randone - Costumi Moris Verdiani - Musiche Bentmont.

Regia
Ricky Tognazzi

Testo scoppiettante, acuto, divertente, assolutamente realista quello scritto da Simona Izzo da cui fuoriesce una commedia estremamente piacevole da seguire. L'estro della scrittura della Izzo è travolgente, in grado di realizzare compiutamente sia il pensiero femminile che quello maschile alle prese con la vita di coppia, più o meno felice, più o meno regolare. Il feeling tra lei e Ricky Tognazzi è chiaramente percepibile. FIGLI, MARITI ,AMANTI ... IL MASCHIO SUPERFLUO racchiude, davvero, tante cose, andando addirittura a scandagliare nel profondo, pur rimanendo una commedia dei temi attuali, sorpassandoli per renderli non più discutibili, come la separazione del figlio della coppia dal suo compagno, ma assolutamente normali. un altro dei pregi di questo spettacolo è il ritmo che non lascia spazio alla noia, e la possibilità di immedesimarsi nei personaggi. Si ride, quindi, ma si riflette anche sulle tipicità umane, che dal punto di vista sentimentale potrebbero essere assimilate al comportamento delle specie animali, in particolare la rana pescatrice o anche il bisonte, che in modo del tutto naturale, con dei comportamenti innati e senza, ovviamente, preconcetti riescono perfettamente a eliminare il maschio superfluo. Se volete passare una serata allegra andate alla Sala Umberto a vedere "Figli, mariti, amanti ...il maschio superfluo".
Miriam Comito
In trent’anni di attività ho firmato la regia di circa trenta film e di una sola commedia, mentre di altre sono stato interprete. Da David Rabe a Stefan Berkoff, ho sempre prediletto testi di drammaturgia contemporanea, per lo più di ascendenza anglosassone (unica eccezione, ‘Art’ di Yasmine Reza). Comprensibile, visto che una parte di me è in quel mondo che affonda le sue radici, sia anagrafiche che culturali.
Ha senso ricordarlo al momento in cui affronto il mio primo copione di autore italiano. Anzi, di autrice. Anzi, di Simona. Sicché, della persona che più di ogni altra è mescolata al mio universo creativo in un febbrile rapporto di reciproche sollecitazioni (da trent’anni, in perfetta consonanza col mio curriculum professionale!). Ma a prescindere da questo, “Figli, mariti, amanti” ha molti tratti affini ai titoli con cui già mi sono confrontato. Innanzitutto, la straripante forza ritmica, l’esuberanza di dialoghi, l’incalzante capacità che hanno le battute di mordersi l’un l’altra.
A questo pensavo mentre Simona mi leggeva la prima versione del testo, nata di getto. La cosa merita di essere sottolineata poiché già racconta molto della commedia, che ha il suo marchio più vitale proprio in una verbalità magmatica, a tutto tondo. Tonificante e tossica al tempo stesso. Voci che si intrecciano le une alle altre maturando relazioni, caratteri, personaggi e, infine, una storia. Tant’è che il lungo lavoro successivo di revisione, le innumerevoli limature e correzioni, non hanno affatto stemperato questo tratto di irruenza originario. Semmai, lo hanno affinato al massimo grado.
Dalle voci in collisione mi è stato facile immaginare lo scaturire, con prepotenza comica, di corpi, di fisionomie e di situazioni. Mi è stato anche facile intuire il calco reale di tante circostanze e di talune battute, come il tic di un amico o la fragilità di un altro. Le fonti umane, insomma; le persone che precedono i personaggi. Ma si sa: così si scrive, così si crea. Importante è che poi il testo sappia far dimenticare i suggerimenti della realtà e assumere carattere autonomo, offrendosi allo spettatore come un racconto in cui riconoscersi e immedesimarsi.
La nostra storia, che si snoda in presa diretta come fosse un lungo piano sequenza, inizia di sera e prosegue con l’avanzare della notte all’interno di un sofisticato loft destinato a trasformarsi da dimora accogliente in territorio di scontri e riconciliazioni.
Una coppia, addestrata a battibecchi resi ormai innocui da una consolidata tradizione di schermaglie domestiche, subisce l’intromissione proditoria di una seconda coppia composta da un vecchio amico in perenne stato di necessità e da una sua recente e assai più giovane compagna. I due trascineranno a casa dei primi l’onda lunga di una litigata furibonda e impietosa che getterà anche costoro in un rutilante vortice di rinfacci senza esclusione di colpi dando corpo alla messa in campo di un alterco assoluto, denso di colpi di scena e tessuto da battute fulminanti. D’altronde, quando si è in presenza di un contenzioso ad alta temperatura, gli esseri umani, per difendersi, sanno affilare le armi verbali al punto che, nel pathos del momento, si rivelano addirittura capaci di comporre endecasillabi perfetti.
Due relazioni - una coniugale, l’altra estemporanea - si fonderanno, dunque, in una girandola di malintesi e permalosità sino a ricomporre il paesaggio di una nuova armonia. Se più forte o più precaria della precedente è materia offerta alla discussione.
In quanto al Maschio Superfluo, cui si accenna nel sottotitolo: spero di non essere Io.
Ricky Tognazzi

Dal 12 al 30 aprile

SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50 Roma
Tel. 06 6794753 www.salaumberto.com
Martedì ore 21, mercoledì ore 17, giovedì e venerdì ore 21, sabato 17 e 21 domenica 17
Prezzi da 35€ a 263€

domenica 10 aprile 2016

FABRIZIO DE ANDRE' IL POETA DEGLI ULTIMI Recensione

Il Centro Sperimentale del Teatro Sala Uno

presenta

Fabrizio De Andrè
Il poeta degli ultimi

regia di Reza keradman

con la partecipazione di Astra Lanz e la Compagnia dei Musici.

Teatro Sala Uno - Roma
dall'8 al 10  aprile


Bell'omaggio all'indimenticabile Fabrizio De Andrè al Teatro sala Uno, per la regia di Reza Keradman la Compagnia dei Musici con il prezioso apporto di Astra Lanz mette su un concerto/spettacolo composto dalle più famose canzoni del cantautore genovese, commentate e introdotte dalle parole dello stesso autore. La canzone di Marinella, dedicata ad una ragazza che costretta dalla povertà a prostituirsi fu uccisa da un cliente, ma che il poeta ligure volle omaggiare "regandogli" un amore principesco, La guerra di Piero, Volta la carta, Dolcenera, Bocca di Rosa, Il pescatore. Fabrizio de Andrè come dice il titolo dello spettacolo è sempre stato dalla parte degli umili e ha condotto una vita in direzione ostinata e contraria. Lo spettacolo è molto emozionante, e coinvolgente, ieri sera la sala era piena di spettatori ma anche dello spirito di Faber.
Miriam Comito


Dall’ 8 al 10 aprile al Teatro Sala Uno di Roma è  in scena Fabrizo De Andre Il poeta degli ultimi”. A firmare la regia di questo concerto – teatrale è Reza keradman con la partecipazione di Astra Lanz e la Compagnia dei Musici.

Fabrizio De Andrè ha dato un contributo unico alla storia della musica come cantautore e non solo. I suoi testi caratterizzati da una profonda forza e originalità possono essere estrapolati dal contesto musicale per divenire pura poesia. È proprio questa la forza dello spettacolo voler ricordare Fabrizio De Andrè non solo come il più grande  musicista ma come poeta, tra i migliori del Novecento. Dalla recitazione al concerto, mettendo in luce  tutte le contraddizioni, le ironie, le angosce del nostro secolo.


Fabrizio De Andrè- Il poeta degli ultimi
regia di Reza keradman
con la partecipazione di Astra Lanz e la Compagnia dei Musici
Teatro Sala Uno
piazza di Porta San Giovanni 10
dall'8 al 10 aprile
ore 21.00 ore – domenica 18.00
Biglietti: Intero 15.00  - Ridotto 10.00 (under 25 over 65)
Per info: dopo le 17.00 tel: 0686606211

sabato 9 aprile 2016

COLETTE E IL MUSIC HALL Recensione

TEATRO STANZE SEGRETE
8| 24 aprile 2016

la Compagnia Diritto e Rovescio
presenta

COLETTE E IL MUSIC-HALL
Uno spettacolo ideato da Riccardo Cavallo

Musiche di Stefano De Meo - Scene di Oreste Baldini

Con:
Claudia Balboni, Elisa Carucci, Ughetta d'Onorascenzo,
Cristina Noci, Elisa Pavolini

Aiuto Regia Mario Schittzer
Luci e Fonica Daniele Patriarca
Allestimento Luci Giulio Grappelli
Foto e Grafica Manuela Giusto
Costumi realizzati da Rachele Bartoli
Acconciature Trotta
Scenotecnica Alessandro Bocchino

A cura di Claudia Balboni

COLETTE E IL MUSIC HALL  in scena al Teatro Stanze segrete dall'otto al 24 aprile 2016, è uno spettacolo capace di evocare le atmosfere della Belle Epoque, tratto dal testo del 1913 "I retroscena dei music hall" scritto dalla grande Colette un anno prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, in quel suo stile tagliente,aderente alla realtà, e per questo innovativo, racconta ciò che Sidonie-Gabrielle aveva vissuto in prima persona, essendo lei: mimo, danzatrice e all'occorrenza attrice.  Il  termine music hall sta a significare sia uno spettacolo di arte varia, sia la tipologia di locali dove potevano svolgersi questo tipi di spettacoli.
Il teatro stanze segrete è un luogo particolare, come dice il nome è davvero una stanza segreta, con un'architettura particolare, uno spazio asimmetrico che permette al pubblico di avere una vicinanza diversa con gli artisti rispetto ad altri spazi teatrali. In questo caso le quattro attrici si muovono al centro dello spazio, ognuna di loro narra una storia, dolce/amara, strie di donne sempre in viaggio, divise fra lustrini e fame, luci della ribalta e miseria. Le attrici, che indossano dei costumi bellissimi, ci accompagnano con le loro parole i loro gesti nel loro mondo, e allora la città di Roma scompare e siamo tutti in tournèe nel sud della Francia, attraversiamo un parco, insieme al resto della compagnia, raccontiamo del nostro rapporto speciale con una gatta striata, o con una levriera bianca, o ancora la fame che ci attanagliava da adolescente, la nascita di una figlia che non ha padre, ma che crescerà in una favola coccolata da tutte le ballerine che hai suoi occhi di piccina saranno di volta in volta principesse africane, danzatrici indiane. Lo spettacolo ideato da Riccardo Cavallo porta in scena la magia di quell'epoca, così tragicamente spazzata via dallo scoppiare della guerra, ma che ancora esercita un fascino enorme,sui studiosi, sul pubblico, sui registi, sugli attori, probabilmente perchè nella "Bella epoca" si stava bene era un'epoca appunto bella: bene nel male,nell'incertezza di un lavoro precario, nella solitudine, temi senza dubbio di estrema attualità nell'epoca odierna. Chissà tra cento anni come chiameranno la nostra epoca?
Miriam Comito






Sarà in scena al Teatro Stanze Segrete dal 8 al 24 aprile 2016, uno spettacolo ideato da Riccardo CavalloCOLETTE E IL MUSIC-HALL. Le musiche sono di Stefano De Meo e le Scene di Oreste Baldini. Con Claudia Balboni, Elisa Carucci, Ughetta d'Onorascenzo, Cristina Noci, Elisa Pavolini. A cura di Claudia Balboni.

“Un cortile di locanda, coro di poveracci. Arriva la carrozza. I personaggi principali scendono a terra. Si ha la sensazione che gli attori e le attrici parlino di tutt’altro che della commedia. Cala la sera. L’orchestra riprende in sordina il coro dei poveracci. Vorrei ritrovare questa atmosfera”.
Jean Cocteau

Lo spettacolo si ispira a I retroscena del music-hall” di Colette. Colette racconta la sua personale esperienza di artista di music-hall, attraverso le cronache di un mondo variegato e straordinario di figure femminili: ballerine, ammaestratrici di cani, pianiste, attrici di pantomima, habbilleuse … Protagoniste di una Parigi nascosta.

COLETTE E IL MUSIC-HALL, ideato da Riccardo Cavallo, ha per protagonista il periodo magico del music-hall, rievocato attraverso le donne che hanno vissuto come Colette le emozioni della ribalta, le paure, l’allegria e le solitudini.
Lustrini e  paillettes, sorrisi ed applausi ma anche la fatica, la stanchezza, la fame, le mille emozioni, le piccole tragedie personali che il pubblico non conoscerà mai: uno sguardo
divertito e malinconico dietro le quinte del music-hall che, all'inizio del '900, ebbe il suo periodo d'oro. Di questo mondo, Colette è stata non solo un’attenta testimone, ma soprattutto un'interprete sensibile ed acuta.

"Il music-hall, - scriveva Colette - in cui divenni mima, danzatrice e all'occorrenza anche attrice, fece di me una piccola commerciante onesta e dura. È un mestiere che anche la donna meno dotata impara in fretta quando la sua libertà e la sua vita ne dipendono…"

Colette, pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette nasce a Saint-Sauveur-en-Puisaye, il 28 gennaio 1873. E’ una delle grandi protagoniste della sua epoca, un mito nazionale: oltre che scrittrice prolifica è stata attrice di music-hall, spesso nuda durante le sue esibizioni, autrice e critico teatrale, giornalista e caporedattore, sceneggiatrice e critico cinematografico, estetista e commerciante di cosmetici. Colette occupa una posizione peculiare nella storia letteraria francese. La sua narrativa si distingue per un'intuizione della vita così com'è, resa attraverso uno stile non retorico e sempre evocativo.


TEATRO STANZE SEGRETE
Via Della Penitenza, 3
Orari Spettacoli: da Martedi’ a Sabato Ore 21.15 – Domenica Ore 19.00
Biglietti: Intero 15 Euro - Ridotto 10 Euro - Tessera Obbligatoria 3 Euro
Consigliata Prenotazione Telefonica – Orario Botteghino: dalle 18.30 alle 21.00
Tel. 06 6872690 – 388 9246033  - Ingresso Riservato ai Soci

___________________________________________

venerdì 8 aprile 2016

LE SCOPERTE GEOGRAFICHE Recensione

TEATRO BRANCACCINO
7 | 10 aprile 2016
LE SCOPERTE GEOGRAFICHE
Spettacolo finalista dell'XI edizione del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti 2014

di Marco Morana
regia Virginia Franchi
con Michele Balducci e Daniele Gattano
installazione luminosa e composizione sonora Fabio Di Salvo
costumi Alessandro Fusco
disegno luci Marco D'Amelio
movimento scenico Marzia Meddi
aiuto regia Valeria Spada
scenotecnica Walter Mariucci e Giorgio Paolicelli
foto e grafica Manuela Giusto
comunicazione Danilo Chiarello
ufficio stampa e promozione Giulia Taglienti 
produzione e organizzazione LISA

Al Teatro Brancaccino di Roma dal al 10 aprile debutta lo spettacolo Le scoperte geografiche, testo inedito di Marco Morana, per la regia di Virginia Franchi.
In scena Michele Balducci e Daniele Gattano accompagnati dall’installazione luminosa e dalle sonorità di Fabio Di Salvo del collettivo artistico Quiet Ensemble(http://www.quietensemble.com/index.html).

In attesa del debutto romano sono previste delle letture da Le scoperte geografiche nei licei di Roma volte a promuovere il testo e suscitare una discussione attorno alla tematica dell’identità.
Un primo studio dello spettacolo è stato finalista della XI edizione del premio Dante Cappelletti.XI edizione del Premio alle Arti Sceniche Dante Cappelletti.

LE SCOPERTE GEOGRAFICHE è uno spettacolo di formazione, sulle vite di due uomini che incontratisi per la prima volta sui banchi di scuola, iniziano una conversazione di amorosi sensi, attraverso il  linguaggio proprio dell'amore, quello intelligibile, nel complesso ai più, ma con chiarezza solo ai diretti interessati. Si perchè l'amore quello infinito, quello che può perdersi solo per ricongiungersi ha un linguaggio, un codice tutto suo che solo tra innamorati è completamente decifrabile. L'autore: Marco Morana ha deciso di avvalersi del linguaggio della navigazione in voga al periodo delle grandi scoperte geografiche. la storia, qui narrata è un storia universale, seppur declinata totalmente al maschile, lo potrebbe essere benissimo anche al femminile o mista, questo perchè l'incontrarsi, il perdersi, il rincontrarsi, il raccontarsi le proprie vicende personali è patrimonio di tutti, unito al fatto che, ci possa essere lo scontro/incontro tra due caratteri differenti, che mettono in fuga una volta l'uno una volta l'altro e che sono propri di entrambe i sessi. I due personaggi sono ben caratterizzati, molto differenti l'uno dall'altro, o meglio potrebbero sembrare anche i due volti di una stessa persona. Molto bello l'uso della metafora delle scoperte geografiche a significare la scoperta dell'amore, della sessualità nei due adolescenti. La scenografia a ricordare le stelle che guidarono i naviganti nel corso de XV e XVI secolo qui fungono da orientamento nella vita per i due ragazzi, il cui amore forse avrebbe meritato di più, ma che allo stesso tempo, non ha limiti contingenti e può volare e navigare libero nel corso dei tempi.
Miriam Comito

Sinossi: Un banco di scuola, anni cinquanta. Due compagni, due giovani uomini che ripassano la lezione di storia: le grandi scoperte geografiche di Colombo e Magellano. Ma quella lezione in realtà è un pretesto, perché tra i due c’è un sentimento profondo che finora hanno nascosto. Il viaggio dei due grandi esploratori si confonde con la loro esplorazione. La classe diventa la caravella, e la terra da scoprire è un continente oscuro e senza confini, quello del desiderio e dell’identità.
Questo tragitto di formazione prosegue oltre l’adolescenza, attraversando la maturità e la vecchiaia dei protagonisti. Si addentra nel loro Nuovo Mondo interiore, un universo pericoloso, fatto di tempeste, di dubbi e di slanci improvvisi, di ammaraggi coraggiosi e di mostri sputati dall’inconscio. Un universo più reale della realtà, dove la lingua perde ogni funzione quotidiana diventando un codice esclusivamente amoroso, poetico in senso stretto, che si fonde ironicamente con il gergo marinaresco. 

Le scoperte geografiche è la storia di un sentimento assoluto e forse mancato, l’epopea di una rotta perpetua, perché nell’oceano dei sentimenti non c’è terraferma su cui attraccare, non c’è meta, ma solo un senso agrodolce, insieme definitivo e sospeso, inevitabile conseguenza di ogni viaggio d’amore.

(Marco Morana)



Teatro Brancaccino
Via Merulana, 244, 00185 Roma
prenotazioni: 06 80687231 ‎
biglietti: 15.50 euro – ridotti 11.50
orario: dal giovedì al sabato ore 20.00, la domenica ore 17.30