giovedì 15 febbraio 2018

Di cosa abbiamo veramente bisogno per vincere? IL GRANDE CONCORSO AL TEATRO MARCONI

Il grande concorso

 di Roberto Fei, Fabrizio Gaetani e Fabian Grutt
Regia di Roberto Fei
con Fabrizio Gaetani, Fabian Grutt, Valentina Corti

dal 14 al 18 febbraio
 al Teatro Marconi


IL GRANDE CONCORSO in scena fino al 1 febbraio al Teatro Marconi è uno spettacolo divertente, ma non solo è anche uno spettacolo interessante.Ambientato in un non luogo, me potrebbe anche essere il luogo per antonomasia, ovvero dove si decidono i destini, si incontrano tre persone: due uomini e una donna. Tutti e tre sono là per la stessa motivazione, devono partecipare al grande concorso, a seconda di come si classificheranno nasceranno in un paese dell'Occidente o in uno del Terzo mondo. Mentre i due uomini interpretati da Fabrizio Gaetani e Fabian Grutt, non sono alla loro prima nascita, la donna Colette interpretata da Valentina Corti è una recluta, mentre i due uomini, ognuno a suo modo, espongono alla recluta l'abc, arriva il momento delle prove del concorso, corredata da una fatal notizia...per questa tornata ci sono nascite si, ma poche in occidente e molte in Africa centrale e er ogni aula un concorrente dovrà nascere in Africa. Da questo momento partono una serie di goffi èscamotage da parte dei due uomini, per avere la certezza che la recluta arrivi ultima....è anche giusto..si deve fare le ossa. Nulla è come sembra, il tutto è narrato in modo divertente con intermezzi musicali e di ballo. Il messaggio arriva forte e chiaro, non però pesantemente, ma supportato da una scoppiettante atmosfera, molte risate in sala lo testimoniano. Spettacolo molto piacevole che fa passare una serata divertente ma riflettendo.
Miriam Comito


È  in scena al Teatro Marconi dal 14 al 18 febbraio Il grande concorso. Lo spettacolo, scritto da Roberto Fei, che ne cura la regia, Fabrizio Gaetani e Fabian Grutt vede sul palco Fabrizio Gaetani, Fabian Grutt e Valentina Corti.

Ognuno di noi, prima di nascere, deve partecipare ad un concorso. Un grande concorso pubblico, per l'ottenimento di un ambito posto fisso: il posto in cui nascere. I più bravi nasceranno in occidente, i più scarsi nel Terzo Mondo, perché il posto in cui nascere è un qualcosa che si deve meritare. Succede così che nell’attesa dell’inizio del concorso, due “ex” italiani ed una affascinante e misteriosa ragazza s’incontrino, si conoscano e come accade spesso quando si è lontani da casa, facciano amicizia. Ben presto però la loro spontanea solidarietà, si trasforma in spietata concorrenza, con un’inarrestabile escalation di situazioni comiche ed espedienti che i tre metteranno in atto per accaparrarsi l’ambito premio.
 In un periodo storico sempre più caratterizzato dal tema razziale, sfruttato da convenienze politiche ed interessi economici, il Grande Concorso è una divertentissima commedia che vuole usare la risata come mezzo per raccontare un tragica realtà, ricordando a noi stessi quanto siamo stati fortunati a nascere nel più “bel Paese” del mondo. Ricordando ciò, forse saremo più predisposti a ridere anziché ringhiare, di fronte a chi questa fortuna non l’avrà mai, spiegano gli autori.


Teatro Marconi
Viale Guglielmo Marconi 698 e
tel. 065943554
Biglietti: Intero 20€
Ridotto 16 €
Under 25, 9€





martedì 6 febbraio 2018

Nuovo Premio Teatro Traiano - Il Bando di partecipazione

CultureCreative
presenta

NUOVO PREMIO TEATRO TRAIANO
FESTIVAL DI CORTI E MONOLOGHI TEATRALI

VI edizione 28 maggio 2018
al
TEATRO MARCONI
da un’idea di
Roberta Federica Serrao

organizzazione a cura di
Roberta Federica Serrao per CultureCreative in collaborazione con il Teatro Marconi

Il Nuovo Premio Traiano - Festival di corti e monologhi teatrali festeggia la sua VI edizione con l'orgoglio di aver raccolto intorno a sé ampi  consensi di pubblico, media ma soprattutto la partecipazione di tanti giovani artisti di grande talento. Quest’anno l’ appuntamento per la Finale è il 28 maggio e sarà ospitata per la prima volta al Teatro Marconi di Roma, uno degli spazi teatrali più nuovi e dinamici della Capitale.

Il Festival, dedicato agli inediti teatrali, che nasce dalla volontà e dalla passione della curatrice Roberta Federica Serrao, vuole essere un’opportunità per gli autori anche emergenti di dar voce ai loro lavori, e per i giovani interpreti di farsi conoscere sperimentando nuovi progetti su un palcoscenico importante.
Il Bando e il modulo di partecipazione sono disponibili su www.teatromarconi.it nella sezione di destra della Home Page (sotto il Calendario Spettacoli). La Scadenza per l’ invio delle proposte è 1 maggio 2018.

La manifestazione, che vedrà sul palco del Teatro Marconi la presentazione di nuovi lavori, sotto forma di monologhi e corti, è rivolta ad autori, attori e compagnie di professionisti di ogni nazionalità che si esibiranno con testi comici, drammatici, di denuncia sociale, originali e inediti, presentati in una o più sezioni proposte nel Bando.
Dopo una prima fase di selezioni su testo, il 28 maggio si svolgerà la Finale dove davanti al pubblico presente in sala, anch’esso coinvolto nell’ assegnazione di un premio, i finalisti si esibiranno con i loro pezzi inediti e saranno valutati da una giuria formata da esperti del settore come attori, autori, registi e produttori.
Tra i premi assegnati dalla giuria di tecnici, il vincitore del primo premio, oltre ad un riconoscimento economico come incentivo alla produzione di un nuovo spettacolo, avrà l’opportunità di mettere in scena una pièce teatrale anch’essa originale e inedita nella stagione 2018/2019 presso il Teatro Marconi.


CONTATTI
Informazioni e iscrizioni: Roberta Federica Serrao 327/1924024 - premiotraiano@gmail.com
Prenotazioni e acquisto biglietti: Teatro Marconi 06/5943554 – www.teatromarconi.it
Canali Facebook: Teatro Marconi – Premio Teatro Traiano – Roberta Federica Serrao
Ufficio Stampa: Rocchina Ceglia  rocchinaceglia@rocchinacegliacomunicazione.it 

sabato 3 febbraio 2018

Come si raggiunge la felicità? Andate al Teatro della Cometa per scoprirlo.

Stagione teatrale 2017 | 2018

2 | 18 FEBBRAIO 2018

con Sandra Collodel e Bruno Maccallini

TI FARÒ FELICE

(Le Bonheur)

di Eric Assous

regia Marco Lucchesi

traduzione Filippo Ottoni

costumi Isabella Rizza

voce registrata Loredana Piedimonte


TI FARO' FELICE in scena al Teatro della Cometa fino al 18 febbraio è uno spettacolo molto interessante,  il testo di Eric Assous LE BONHEUR riesce perfettamente anche nella nostra lingua. Un uomo e una donna over 40 si incontrano, ovviamente hanno già alle spalle storie importanti. La scommessa è riusciranno a creare un amore, nonostante i pesanti bagagli? Al di là della risposta, è interessante vedere come il testo si snoda attraverso le labirintiche ragioni, i contorti pensieri di chi ha già vissuto una dèbacle. una maggiore attenzione e consapevolezza, sembrerebbe essere propria delle persone diciamo mature, ma come lo spettacolo puntualmente rivela, anche una maggiore intolleranza, condita da testardaggine. Potrebbe sembrare anche una partita di scacchi, la dove però la strategia è donna, ma ricordiamoci  che il testo è stato scritto da un uomo, un uomo che conosce molto bene le donne, e non solo, conosce anche i meccanismi dell'amore, che non sono quindi così lineari. Sandra Collodel molto brava a interpretare tutte le sfumature del personaggio di Luise, Bruno Maccallini, fatica un po' all'inizio, ma poi entra anche lui perfettamente nel personaggio di Alexandre, d'altronde Maccallini è arrivato in corsa sostituendo Nicola Pistoia.

Miriam Comito






Sandra Collodel e Bruno Maccallini saranno i protagonisti, al Teatro della Cometa – in prima nazionale - dal 2 al 18 febbraio, di TI FARÒ FELICE (Le Bonheur) di Eric Assous, per la regia di Marco Lucchesi.


Passata la soglia degli “anta”, a prescindere dai propri fallimenti, è ancora possibile amare, ed essere amati?

I protagonisti di questa nuova divertente commedia di Éric Assous sono Luisa autrice di racconti per l’infanzia, separata, e Alessandro, padre di tre figlie, proprietario di un ristorante, in attesa di divorzio. Una sera s’incontrano e si piacciono. Passano la notte insieme, ma al risveglio, l'amara realtà è lì, davanti a loro.

Si rivedranno? Avranno il desiderio di rincontrarsi?

Luisa prenderà una drastica e inaspettata decisione a cui Alessandro, messo alle strette, dovrà inevitabilmente scendere a patti.

In un vortice sentimentale di bugie e colpi di scena Éric Assous ci invita a riflettere sulla perenne ricerca dell’amore e della felicità. Ma… l’amore e la felicità hanno una data di scadenza?

Durata: 90 minuti senza intervallo


Teatro della Cometa  - Via del Teatro Marcello, 4 – 00186 Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 - Telefono: 06.6784380

Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.


Riduzioni per lettori di MEDIA&SIPARIO, CULTURAMENTE, SALTINARIA eGUFETTO

           


e PER GLI ASCOLTATORI DI


Premio Lettera 22: Il Teatro della Cometa aderisce al Network Lettera 22 - Premio Giornalistico di Critica Teatrale under 36, e ne accoglie i concorrenti nella stagione 2017/18. Tutto su www.premiolettera22.it


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venerdì 2 febbraio 2018

UNA DELIZIOSA COMMEDIA MUSICALE AL TEATRO MARCONI

La Bilancia Produzioni
in collaborazione con Esagera
presenta


THAT'S AMORE
una commedia musicale di Marco Cavallaro
con Ramona Gargano, Marco Cavallaro
e la partecipazione di Marco Maria Della Vecchia.

Teatro Marconi - Roma
1/11 febbraio
dal giovedì alla domenica



THAT'S LOVE di Marco Cavallaro è una commedia romantica, molto divertente, ma  anche tenera, che sa cogliere, in pieno, tutti quei pensieri che attanagliano la mente umana sia maschile che femminile, the day after la fine di una storia d'amore. Gli uomini sono tutti uguali, le donne sono tutte uguali, questi sono gli stereotipi che il testo affronta, e lo fa divertendo il pubblico. Lo spettacolo inizia con un fuori scena, in cui si presentano i due protagonisti, poi il caso li fa conoscere di persona, in una situazione surreale, che vuole fotografare una caricatura della realtà, in altre parole una esasperazione della realtà. Lo spettacolo è una commedia musicale ,davvero, molto piacevole, colorata, piena di gag divertenti e pronta  a sfatare gli stereotipi
Miriam Comito






Marco Cavallaro torna al Teatro Marconi con il suo più grande successo che, da nord a sud, ha divertito il pubblico di tutta Italia. In scena dall'1 all'11 febbraio That's Amore, il testo da lui scritto e diretto. In scena insieme all'autore e regista, anche Ramona Gargano e Marco Maria Della Vecchia.

Lui. Lei. Non si conoscono. Lui è stato lasciato dalla fidanzata. Lei molla il fidanzato. Lui e Lei si ritrovano senza casa. Lei e Lui affittano, per uno strano scherzo del destino, lo stesso appartamento. Lui e Lei sono costretti a passare un intero week end insieme, ma Lei odia tutti i “Lui” e Lui odia tutte le “Lei”. I problemi arrivano quando arriva “L’altro”.

In un vorticoso susseguirsi di situazioni nasce una divertente storia d’amore condita da dolci e romantiche canzoni, una vera e propria commedia musicale “da camera”. Una favola moderna sul bisogno d’amarsi per affrontare la vita. Una straripante commedia un successo lungo tre anni!!

THAT'S AMORE
una commedia musicale di Marco Cavallaro
con Ramona Gargano, Marco Cavallaro
e la partecipazione di Marco Maria Della Vecchia.
Musiche originali Piero Di Blasio
Arrangiamento Priamo Di Biase
Scene Federico Marchese
Costumi MMDV
Tecnico Emilio Caro
Trasporti Esagera
Produzione Esecutiva Lisa Bizzotto
Teatro Marconi
viale Guglielmo Marconi 698e
dall'1 all'11 febbraio
ore 21.00, domenica ore 17.30
dal giovedì alla domenica
tel 065943554
Biglietti Intero 24€ Ridotto 20€

giovedì 1 febbraio 2018

NERI MARCORE' FA RIVIVERE DE ANDRE' E PASOLINI AL TEATRO BRANCACCIO

CANZONI DI FABRIZIO DE ANDRÈ

DRAMMATURGIA E REGIA GIORGIO GALLIONE

CON GIUAPIETRO GUARRACINO E VIERI STURLINI (VOCI E CHITARRE)

ARRANGIAMENTI MUSICALI PAOLO SILVESTRI
COLLABORAZIONE ALLA DRAMMATURGIA GIULIO COSTA
SCENE E COSTUMI GUIDO FIORATO
LUCI ALDO MANTOVANI

DEDICATO A PIER PAOLO PASOLINI


31 GENNAIO - 4 FEBBRAIO 2018
da mercoledì a sabato ore 21, domenica ore 17
prezzi da 40 a 24 euro



 Avete tempo per andare a vedere Neri Marcorè al teatro Brancaccio di Roma fino a domenica 4 febbraio, e ne vale davvero la pena. QUELLO CHE NON HO  è un viaggio tra musica e teatro, i cui protagonisti sono Fabrizio De Andrè e Pier Paolo Pasolini. Attraverso le loro opere, viene narrato il nostro Paese, con una lungimiranza, una veggenza, propriamente tipica dell'essere poeta. L'èscamotage usato dall'autore come incipit per il doppio percorso De Andrè- Pasolini è la concomitanza tra la partecipazione al concerto tenuto a Napoli dal cantautore genovese nel 1995 e l'esigenza di leggere gli Scritti Corsari di P.P.P. Azione avvenuta nel Foyer del suddetto teatro. Da là si dipana una narrazione fatta di parole e musica che ci dimostra quanto Pasolini fosse uno spirito acuto e che avesse capito che la politica non è una causa, ma un effetto, che il reale problema del Nostro Paese  è di tipo antropologico, e che questo problema avrebbe portato ad una orrenda preistoria, che non è altro che l'epoca che stiamo vivendo oggi. De Andrè dal canto suo, pur provenendo da una famiglia benestante, nei suoi testi ha sempre cantato gli ultimi, le prostitute, i ladri, gli zingari o narrato tragedie popolari come Dolcenera, e comunque messo in evidenza le realtà nascoste, in modo chiaro ed evidente.. Il punto di arrivo è che la nostra specie è l'unica che riesce ad autodistruggersi
Miriam Comito


QUELLO CHE NON HO è un affresco teatrale che, utilizzando la forma del teatro canzone, cerca di interrogarsi sulla nostra epoca, in precario equilibrio tra ansia del presente e speranza del futuro.
Ispirazione principale di questo percorso sono le canzoni di De André (in particolare del concept album “Le nuvole”) e le visioni lucide e beffarde di Pier Paolo Pasolini, apocalittiche, visionarie profezie (contenute nel poema filmico “La rabbia”)  che raccontano di una “nuova orrenda preistoria” che sta minando politicamente ed eticamente la società contemporanea.
Ci serviremo per questo di storie emblematiche, quasi parabole del presente, che raccontano (anche in forma satirica) nuove utopie, inciampi grotteschi e civile indignazione. Storie di sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente, di esclusione, di ribellione, di guerra, di illegalità, rileggendole col filtro grottesco, ghignante e aristofanesco, che De André ha utilizzato ne “Le nuvole”.

“Come può un artista, un intellettuale, raccontare a chi non l’ha vissuto, cosa è stato il nostro tempo? Una volta chiesero a un direttore d’orchestra, Furtwangler: “Quanto dura il concerto di Mozart che lei dirigerà stasera?” E il direttore rispose: “Per lei dura quarantadue minuti… per chi ama la musica dura da 300 anni!””.
Stiamo producendo orrori e miserie, ma anche un tempo fatto di opere meravigliose, quadri, musica, libri, parole. Eredità e testimonianza della civiltà umana sono le frasi di Leonardo: “seguiamo la fantasia esatta”, di Mozart “siamo allievi del mondo”, di Rameau “trovo sacro il disordine che è in me”, di Monet “voglio un colore che tutti li contenga”, di Fabrizio De André “vado alla ricerca di una goccia di splendore”, fino alle utopiche provocazioni di Pasolini “è venuta ormai l’ora di trasformarsi in contestazione vivente”

Così viaggiando “in direzione ostinata e contraria” si favoleggia del “Sesto continente” un’enorme Atlantide di rifiuti di plastica (grande 2 volte e mezzo l’Italia) che galleggia al largo delle Hawaii; di evoluti roditori, nuovi padroni del mondo, che inaugurano il regno di Emmenthal (…dopo Neanderthal); di surreali, realissime interrogazioni parlamentari che lamentano la scomparsa di Clarabella(?!) dai gadgets dell’acqua minerale; di guerre civili causate dal coltan, minerale indispensabile per far funzionare telefonini e playstation, di economia in “decrescita felice” che propone la pizza da un euro (una normale margherita, grande però come un euro…), costruendo così un mosaico variegato di storie (anche in forma di canzone) che si muove tra satira, racconto e suggestione poetica.

Nelle ultime stagioni Neri Marcorè ha molto frequentato il teatro musicale, esplorando tra l’altro Gaber e i Beatles e costruendo spettacoli che guardano sia al teatro civile che alla bizzarra giocosità del surreale. Con "Quello che non ho" siamo di fronte ad un anomalo, reinventato esempio di teatro canzone (sostenuto ed arricchito in scena da tre chitarristi/cantanti dal talento virtuosistico) che, ispirandosi a due giganti del nostro recente passato (De Andrè e Pasolini) prova a costruire una visione personale dell'oggi. Un tempo nuovo e in parte inesplorato in cerca di idee e ideali.

Un ringraziamento a Stefano Benni, Massimo Bubola, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Mauro Pagani, Michele Serra e Fondazione De André.

Le canzoni di Fabrizio De Andrè presenti nello spettacolo sono
Se ti tagliassero a pezzetti (De Andrè _ Bubola)
Una storia sbagliata (De Andrè – Bubola)
Ottocento (De Andrè – Pagani)
Don Raffaè (De Andrè – Pagani- Bubola)
Quello che non ho (De Andrè – Bubola)
Khorakhanè (A forza di essere vento) (De Andrè – Fossati)
Smisurata preghiera (De Andrè – Fossati)
Dolcenera (De Andrè – Fossati)
Volta la carta (De Andrè – Bubola)
Canzone per l’estate (De Andrè – De Gregori)



TEATRO BRANCACCIO  ·  VIA MERULANA 244, 00185 ROMA  ·  TEL 06 80687231/2  ·  TEATROBRANCACCIO.IT
TEATRO BRANCACCIO ·  VIA MERULANA 244, 00185 ROMA  ·  TEL 06 80687231/2  · TEATROBRANCACCIO.IT

mercoledì 31 gennaio 2018

Uno spettacolo sui peccati umani: La fabbrica dei bottoni di sughero

LUCA CAPUANO E LUDOVICO FREMONT IN
“LA FABBRICA DEI BOTTONI DI SUGHERO”
 Dopo il successo allo Spazio Diamante torna la commedia noir di Marco Cecili

TEATRO MARCONI DI ROMA
30 E 31 GENNAIO



LA FABBRICA DEI BOTTONI DI SUGHERO è uno spettacolo piacevole e interessante, un vaudeville contemporaneo, volto al noir, dove si ride dei e con i personaggi che che vediamo navigare in un mare di surrealità assoluta. Il testo di Cecili mette a fuoco le maggiori debolezze umane, andandone a scoprire gli aspetti più meschini ma purtroppo assolutamente propri. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, dal Motello  di Ludovico Fremont, all'ispettore (Luca Capuano). La storia si dipana in un unico ambiente, dove i cinque personaggi, letteralmente volteggiano,  ognuno a  proprio modo, come  se fossero lontane riproduzioni di se stessi, questo perchè ogni personaggio è ingabbiato nel suo ruolo, ed è governato dai bottoni di sughero, o meglio da ciò che essi rappresentano. I bottoni di sughero da per se stessi, non valgono nulla, ma assumono importanza perchè diventano il simbolo del potere, rispetto a quelli di ceramica, che sono molto più pregevoli, e che vengono citati nello spettacolo. LA FABBRICA DEI BOTTONI DI SUGHERO  è quindi uno spettacolo sui peccati umani: l'invidia, la lussuria, l'arrivismo, la sete di potere. Il tutto narrato con briosa intelligenza. Nota: lo spettacolo inizia con l'ascolto del BOLERO di Maurice Ravel, la cui prima messa in scena fu il 22 novembre del 1928 all'Opèra National de Paris, durante l'esecuzione una donna urlò pensando che Ravel fosse pazzo. Successivamente lo stesso compositore francese affermò che lei aveva compreso il pezzo. 
Non credo sia una coincidenza.
Miriam Comito

ITeatro Marconi, il 30 e 31 gennaio, faranno da palcoscenico alla brillante commedia noir La fabbrica dei bottoni di sughero scritta e diretta da Marco Cecili, prodotta da Surreale Produzioni in collaborazione con Ass. Culturale Quattr’etresette e OTTO P Management. Protagonisti i due già noti attori Luca Capuano e Ludovico Fremont insieme agli emergenti Stefania Chiara Cavagni e Gianni Alvino.
«Ragazzi in questo spettacolo si ride si ride, ma c’è anche un’alea di mistero intorno ad un caso irrisolto – afferma Luca Capuano, nei panni di un esilarante e impacciato Ispettore di polizia – non potete mancare a questo surreale appuntamento».
Uno spettacolo teatrale che denuncia, attraverso l’arte della risata, l’arrivismo, l’avidità e la smania di possesso del denaro. I protagonisti bramano intorno ad una preziosa scatola di semplici tappi di sughero, facendo emergere i loro lati più oscuri e meno nobili, portando lo spettatore a un epilogo sorprendente.
«Siete pronti a morire…dalle risate! – sottolinea Ludovico Fremont, alle prese con il suo personaggio, un amante eclettico e passionale – Motello è il tipico cliché dell’attore che cerca di interpretare i classici amanti della drammaturgia shakespeariana, è geniale perché è un personaggio che prende in giro l’attore che lo interpreta».
Si ride insomma di ciò che teoricamente dovrebbe far piangere.

Teatro Marconi
viale Guglielmo Marconi 698 e
tel 065943554
Intero 20€, Ridotto 16€
Orari:  martedì e mercoledì h 21
Ufficio stampa Teatro Marconi Rocchina Ceglia 3464783266
Ufficio Stampa Compagnia Flavia Maccaferri Tel. 340.8760961

martedì 30 gennaio 2018

LUCIANO SALCE E LA BALLA MEDIATICA DELLA R.S.I. "Se venti mesi di prigionia vi sembrano pochi"




Luciano Salce e la balla mediatica della R.S.I.
«Se venti mesi di prigionia vi sembrano pochi»

Emanuele Salce, figlio del regista Luciano, ristabilisce una verità storica e privata rivendicando la storia del padre falsamente considerato tra i componenti dell'R.S.I.



Di figlio in padre. Di una battaglia dichiarata in nome della Verità, quella maiuscola, scritta dalla Storia. E proprio nel nome della storia paterna, un certo giorno, Emanuele Salce ha detto “Basta!”. Basta con le millanterie di quegli storici che non si erano disturbati di controllare neanche mezza fonte di una notizia nulla; basta con le spregiudicate falsità di pseudo-militanti da tastiera che da anni giocavano a collezionare figurine celebri di saloisti e di brigatisti neri. Basta con le bugie! Altro che Rsi! Luciano Salce, classe 1922, regista, autore, protagonista di una delle epoche più sfolgoranti dello spettacolo italiano, era dapprima stato internato in un campo di lavoro in Germania e poi, quale punizione per una tentata fuga, concentrato per quaranta giorni a Dachau in prigionia assieme a detenuti comuni russi. Simile, la sua sorte, a quelle numerose e tragiche che sarebbero occorse a migliaia di soldati che avrebbero pagato con la morte, o con atrocità quasi peggiori, il caos successivo all'8 settembre.
Quel dolore paterno Emanuele Salce ci ha tenuto a riscattarlo. Come fosse stato il proprio. “Non ne faccio una questione politica o ideologica. È  noto che il XX secolo abbia conosciuto efferatezze sotto ogni simbolo e sotto molte bandiere. È  solo per ristabilire una verità storica e privata”. E per farlo si è ribellato dinanzi alla menzogna nata senza una ragione, senza un appiglio, senza una minima traccia, eppure propagata ad arte da novellieri e da blogger senz'arte né parte, probabilmente rassicurati, tanto dalla sostanziale impunità della rete quanto dalla crescente indiscernibilità tra le figure dello storico e del divulgatore. E infatti, come a rimarcare certe differenze di stile e di professione, al Ministero della Difesa, agli storici e ai ricercatori autentici si è rivolto Emanuele Salce, ricevendo soddisfazione piena dagli acclarati riscontri: Luciano Salce non fu mai repubblichino ma un soldato italiano deportato.
Anche sulla base di una visione equilibrata della Storia - una delle tante eredità paterne – Emanuele Salce si era ormai persuaso della necessità di tutelare e di far rispettare la dolorosissima, silente memoria di Luciano Salce, e quella sua nobile figura, ridotta a pelle e ossa, che ripercorreva a piedi centinaia di chilometri con il sogno di tornare a casa, dopo due anni di sofferenze indicibili, inimmaginabili, indisputabili.

Si mette a disposizione a disposizione oltre al foglio matricolare, un articolo del Corriere della Sera a firma di Antonio Carioti ed anche una relazione redatta dal ricercatore Andrea Maori dal titolo:

 «Luciano Salce, se venti mesi di prigionia vi sembrano pochi»
L’internamento in Germania e in Austria e un passato giovanile, durante il fascismo, da sceneggiatore, critico cinematografico, teatrale e letterario.

Le falsità smentite da ricerche bibliografiche e d’archivio.
di Andrea Maori

Indice: Premessa. Perché l’accanimento verso Luciano Salce; Parte I ─ Brevi cenni biografici; I GUF – Gruppi Universitari Fascisti; La prigionia come Italienische Militärische Internierte, (IMI) dal 9 settembre 1943 al 29 aprile 1945; Il rientro in Italia; Parte II ─ La «bufala» della presenza nel campo di concentramento di Coltano per appartenenza alla RSI; Il Convegno GUF del 1941 e la monografia di Salce citata da Tripodi nel suo «Intellettuali sotto due bandiere»; Le curvature di Nino Tripodi; Lo scritto di Salce in «La Raccolta» dell’ottobre 1941 e presentazione degli articoli per «Roma Fascista»; Parte III ─ (Articoli di Luciano Salce): «Cinema» da Raccolta (ottobre 1941); «Franchi» da Roma Fascista del 5 novembre 1942; «Qualità sceniche del teatro di Achille Campanile» da Roma Fascistadel 19 novembre 1942; «Rapporti tra il moto scenico e lo spettatore» da Roma Fascista del 7 gennaio 1943; «La Grazia ossia Bontempelli» da Roma Fascista del 21 gennaio 1943; «Pratolini-De Agazio» da Roma Fascista del 27 maggio 1943.