venerdì 16 gennaio 2026

Un thriller che fa tenere il fiato sospeso al Teatro Manzoni. STEADY RAIN, con Giorgio Lupano e Giorgio Gobbi.

 

Ha debuttato ieri in prima nazionale al Teatro Manzoni di Roma STEADY RAIN di Keith Huff, uno degli autori di House of cards.
In scena fino al 1 febbraio racconta la vicenda di due poliziotti: Joey (Giorgio Lupano) e Denny (Giorgio Gobbi) .
Lo spettacolo andato in scena a Broadway con Hugh Jackman e Daniel Craig, dove ha avuto un successo strepitoso, arriva adesso in Italia, per la traduzione di Giorgio Lupano e allestimento scenico e regia di Ferdinando Ceriani, il sotto titolo  "pioggia infernale" ben spiega l'atmosfera della vicenda, una pioggia incessante che incombe sui due protagonisti, una pioggia che non è fatta solo d'acqua, ma anche di fuoco,
Fuoco in senso metaforico, il fuoco dei rimorsi, il fuoco della polvere da sparo, il fuoco della gelosia, il fuoco dell'orgoglio talmente forte da diventare tracotanza, il fuoco della speranza, il fuoco della disperazione.
La struttura dello spettacolo prevede monologhi paralleli e taglienti confronti.
L'inferno raccontato è quello della Chicago notturna, ma potrebbe essere ambientato in una qualsiasi altra metropoli statunitense, la tensione corre sul filo, il regista ha voluto dare un taglio cinematografico/pittorico, molte situazioni ricordano i personaggi di Edward Hopper, cristallizzati nei suoi quadri nella loro solitudine, nella loro alienazione, in un clima di ghiaccio incandescente.
Lupano e Gobbi con una recitazione incisiva danno vita alle ansie , alle paure, alle angosce, alle speranze dei due personaggi. La loro discesa quotidiana nella notte popolata da spacciatori, prostitute, magnaccia, non è nulla di fronte a ciò che li aspetta, il vero inferno inizierà quando complice una punta di razzismo, non saranno in grado di riconoscere una vittima, non lo salveranno, si faranno convincere dall'aguzzino, dal cannibale travestito da serfista e l ragazzino andrà a morire. Per uno di loro due inizierà una vera e propria discesa all'inferno, delegittimato dal suo ruolo, giustiziere della notte ormai solitario, arriverà fino all'ultimo cerchio, mentre per l'altro si apriranno nuove prospettive.
Tratto da una storia, tristemente vera, risalente all'epoca in cui Jeffrey Dahmer era in piena azione ed un ragazzino era riuscito a sfuggirgli, una volta di fronte ai poliziotti, fu riconsegnato al suo assassino, si fecero convincere da Dahmer che fossero realmente amanti e che avevano semplicemente litigato
                                                                            
                                                                          Miriam Comito

Da giovedì 15 gennaio a domenica 1 febbraio 2026


ArtistiAssociati-Centro di produzione teatrale

presenta

GIORGIO LUPANO - GIANLUCA GOBBI


in

A STEADY RAIN

PIOGGIA INFERNALE

di Keith Huff


traduzione Giorgio Lupano  >  musiche Aleph Viola  >  creazioni video Cristian Taraborrelli

disegno luci Francesco Traverso  >  costruzione elementi scenici LT costruzioni

assistente alla regia Claudia Grassi
allestimento scenico e regia Ferdinando Ceriani


Via Monte Zebio 14, Roma

PER INFO E PRENOTAZIONI: Tel. 06.3223634 WHATSAPP 327.8959298 prenotazioni@teatromanzoniroma.it www.teatromanzoniroma.it Via Monte Zebio, 14 – Roma ORARI SPETTACOLO GIOVEDÌ 15 GENNAIO ORE 21:00 VENERDÌ 16 GENNAIO ORE 21:00 SABATO 17 GENNAIO ORE 17:30 E 21:00 DOMENICA 18 GENNAIO ORE 17:30 MARTEDÌ 20 GENNAIO ORE 21:00 MERCOLEDÌ 21 GENNAIO ORE 21:00 GIOVEDÌ 22 GENNAIO ORE 21.00 VENERDÌ 23 GENNAIO ORE 21:00 SABATO 24 GENNAIO ORE 17:30 E 21:00 DOMENICA 25 GENNAIO ORE 17:30 MARTEDÌ 27 GENNAIO ORE 19:00 MERCOLEDÌ 28 GENNAIO ORE 21:00 GIOVEDÌ 29 GENNAIO ORE 17.30 VENERDÌ 30 GENNAIO ORE 21:00 SABATO 31 GENNAIO ORE 17:30 E 21:00 DOMENICA 1 FEBBRAIO ORE 17:30 UFFICIO STAMPA: Alessia Ecora 338 7675511 ufficiostampa@teatromanzoniroma.it - alessia.ecora@gmail.com SOCIAL MEDIA MANAGEMENT : INTER NOS m.diletti@internosweb.it



mercoledì 14 gennaio 2026

L 'uomo dietro al testimone, LA FIRMA di Valerio Vestoso, con Antonio Bannò Teatro Basilica

 

Il Teatro Basilica non delude mai, e l'attuale occupazione artistica di BEIRICORDI 7/7 meno che mai, ieri ho assistito al monologo LA FIRMA scritto e diretto da Valerio Vestoso e interpretato da Antonio Bannò.
L'importanza del testimone di nozze quale è? Il suo ruolo lo sappiamo bene è quello di testimoniare con giuramento e firma scritta che quell'amore di cui è, appunto, testimone, sarà infinito, non avrà un termine.
Ma cosa succede quando la coppia si separa, nella normalità delle ipotesi la prima cosa che viene in mente è "poverini i figli", e invece i testimoni nessuno si cura mai di loro, rimangono sempre delle figure secondarie.
Questo spettacolo accende la luce proprio sulla figura del testimone, che poi questo termine, in questo testo ha una doppia valenza, testimone si delle nozze ma anche testimone della propria vita.

Antonio Bannò dà vita ad un personaggio stratificato, che piano ci svela  il suo essere più intimo, l'attore bravissimo tocca tutti i registri recitativi, e tutti in modo talmente naturale che il pubblico non può non empatizzare con il personaggio.

Ambientato virtualmente in un aula di tribunale il testimone chiede di essere ascoltato dalla corte, l'attenzione pian piano si sposta dall'importanza del sacro vincolo, passando per la credibilità del testimone stesso, come se la fine di questo matrimonio fosse in qualche modo legata al suo essere al suo modo di vivere, alla paura di prendersi le responsabilità di una vita adulta di una vita a due, facendo emergere una personalità incompleta, fino ad arrivare al punto cruciale in cui il suo cuore, e la sua anima frantumati in mille pezzi si aprono, il processo lo faceva non alla coppia scoppiata ma a se stesso, alla sua incapacità di crescere.

50 minuti in cui lo spettatore, all''inizio si chiede perché questo testimone è così sconvolto da questa separazione per poi arrivare piano piano a scoprire la verità.

                                                          Miriam Comito

TeatroBasilica
Anomalia media presenta:
BEIRICORDI 7/7
Teatro/Musica/Talk
12 | 18 gennaio
Una settimana di creazione contemporanea e di energia under 35 prendono vita al
TeatroBasilica: BEIRICORDI 7/7 sarà in scena dal 12 al 18 gennaio 2026, trasformando lo
spazio ogni giorno, tra spettacoli teatrali, concerti, talk e laboratori.
Sette giorni dedicati alla creazione contemporanea e alla scena emergente under 35.
Un’occupazione artistica temporanea che cambia forma ogni giorno, tra linguaggi diversi,
formati ibridi e pubblico in movimento. In programma spettacoli teatrali, concerti, talk,
laboratori con un’attenzione costante alla novità e alla produzione degli artist* emergent*. È
un contenitore di progetti artistici multidisciplinari di spettacolo dal vivo, con artistə under
35. Dal 2022 ideiamo e realizziamo eventi culturali, concerti e spettacoli dal vivo, che
possano dare vita ad uno spazio di espressione artistica e creativa, condivisa.

INFORMAZIONI
Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro.
L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici.
Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo
link:
https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
Dove siamo:
Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma
www.teatrobasilica.com
email: info@teatrobasilica.com
telefono: +39 392 9768519
Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore
21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.
Link utili
Sito https://teatrobasilica.com/
Facebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica
Instagram https://www.instagram.com/teatrobasilica/
Ufficio stampa TeatroBasilica e Gruppo della Creta
Maya Amenduni
+39 392 8157943
mayaamenduni@gmail.com

martedì 13 gennaio 2026

L' importanza dei ricordi al Teatro Basilica.

In questi giorni, esattamente dal 12 al 18 gennaio il Teatro Basilica sarà occupato da BEIRICORDI 7/7, che ieri ha inaugurato la sua permanenza con MICRO TEATRO: BLUE MONDAY.

Il pubblico è invitato a sostare in piedi sul palco, avvolto da  fumo e una luce azzurrina, e questo spiazzamento già crea, aiutato dall'atmosfera surreale a indurre nello spettatore una sosta di curiosità vispa, tutti seduti per terra, il rito collettivo che è il teatro si compie ancor di più che quando si è seduti su una comoda poltroncina rossa, essere a contatto con il legno del palcoscenico, rende il pubblico più partecipe emotivamente. Il blue monday è il giorno più triste dell'anno, quello che lascia affiorare i ricordi più tristi. Le quattro performance da cui è composto lo spettacolo sono tutte sul tema della perdita e dei ricordi.

Nella prima Lorenzo Fochesato e Giuliano Abbruzzese, raccontano parallelamente, la storia di due ragazzi che sono scomparsi, chiedendosi anche perché la religione cristiana abbia ammantato il suicidio di una veste di codardia, quando prima dell'avvento era invece considerato un gesto nobile, ponendo l'accento sul che questi ragazzi non sono spariti in un batter d'occhio, dall'oggi al domani, ma sono spariti lentamente, e nessuno se ne è accorto, ma tornano sotto forma di fantasmi, che si sà non hanno una scadenza.

La seconda performance sempre sulla scia del surreale vede come arbitro di un Death match Ciro Borelli, chiamato ad arbitrare un combattimento tra la morte: Andrea Dante Benazzo e l'uomo invisibile, se non mi vedi non riesci a prendermi, l'invisibilità vince sulla certezza, o comunque vende cara la pelle. Una performance molto fisica e di grande impatto, con un retrogusto comico sulle note degli A-Ha.

Le Sante di Lana tra musica e prosa ti fanno stringere il cuore, narrando la metamorfosi di una ragazza, prima vittima di stupro e poi di victim blaming, facendo emergere la sua parte più ferina.

Infine last but not least Francesca Astrei con un monologo sulla morte di suo nonno, lei bambina che vedeva questa nonna che faceva la ciambellona e che scioccata dall'improvvisa morte del marito, lo cercava e lo trovava sotto altre forme, il ricordo è il terreno fertile dove l'immaginazione si innesca, la Astrei ha una naturalezza che cattura, davvero bravissima.

                                                  Miriam Comito

INFORMAZIONI


Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:


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Dove siamo:

Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma

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Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.


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mercoledì 7 gennaio 2026

Il ricordo di Pino Daniele con NERA A META’, spettacolo di e con Ottavia Bianchi, in scena in prima assoluta l’11 gennaio all'Altrove Teatro Studio-Roma


  NERA A METÀ

Voce Ottavia Bianchi


Chitarra Giacomo Ronconi


Percussioni Gino Binchi


11 gennaio ore 17

Altrove Teatro Studio - Via Giorgio Scalia, 53 Roma




Il nuovo anno all’Altrove Teatro Studio si inaugura nel ricordo di Pino Daniele con NERA A META’, spettacolo di e con Ottavia Bianchi, in scena in prima assoluta l’11 gennaio, accompagnata dai musicisti Giacomo Ronconi e Gino Binchi.

C’è una bambina dalle guance paffute seduta per terra. L’anta del grande mobile del salotto è aperta ed entrando s’intravede solo la punta della sua scarpetta lucida. Lei non solo ha aperto lo sportello proibito, ma ci si è ficcata tutta dentro, per poter sentire l’odore dei vinili, proprio quelli che non si devono toccare, anzi, “che non si devono neppure guardare”. Invece lei li ha tirati fuori, guarda le copertine colorate, le passa al setaccio e le sfoglia come fossero petali di fiori sconosciuti, gioca col piumino che serve alla pulizia dei dischi e se lo passa sul viso. Se suo fratello e sua sorella maggiori se ne accorgessero, sarebbero guai ma la musica proibita è irresistibile. E, come se non bastasse, la bambina va oltre: sceglie il suo vinile, poi trascina faticosamente la sedia accanto al mobile per arrampicarsi e mettere su il disco. Sulla copertina c’è la foto di un signore, paffuto anche lui come lei, con la faccia buona e i capelli lunghi. E una scritta, bellissima, che, anche se ancora non sa cosa voglia dire, parla al suo cuore. Sul disco c’è scritto “Nero a metà”.


“Questo doveva essere inizialmente un semplice concerto in omaggio alla musica di Pino Daniele, inframezzato da qualche brevissimo aneddoto, atto a contestualizzare la scelta dei brani. Ma, come tutte le cose fatte a cuore aperto, ha preso sin da subito una via più personale. Lungi dal desiderio di

creare qualcosa di autoreferenziale, è, tuttavia, nato un racconto inaspettato in cui è stato impossibile mentire o anche solo romanzare i momenti più significativi della mia vita. Questi fatti, letti poi uno di seguito all’altro, mi sono apparsi per la prima volta come eventi scelti da un destino che, proprio attraverso i brani di Pino Daniele, mi ha portato esattamente al punto in cui mi trovo oggi. Mi sono quindi arresa a fare una cosa che normalmente non amo fare in palcoscenico, cioè mostrarmi al pubblico senza la protezione rassicurante del personaggio. Ma il canto è cosa dell’anima ed è impossibile velarsi di qualsiasi maschera. Forse il bello di questo lavoro alla fine è proprio questo: avventurarsi di volta in volta in sentieri mai battuti._
annota Ottavia Bianchi.

“La grande consolazione è di non essere sola in scena, ma sostenuta da due artisti meravigliosi che hanno dato un apporto fondante e preziosissimo al progetto, con un’arte che non è fatta solo di grande maestria e conoscenza della materia, ma che, con amicizia e generosità, hanno donato la loro visione nell’arrangiamento e nella composizione di una serata che è un viaggio in una storia vera. Per questo dono, assolutamente non scontato, sono grata immensamente a Giacomo Ronconi, chitarrista e già sofisticato arrangiatore del mio disco “Ecco il mio Cuore” a cui ha partecipato, con mia somma gioia, anche Gino Binchi, batterista, percussionista e, in questa occasione, anche tastierista e corista. Non solo: i miei due compagni sono essi stessi personaggi della storia. Essi sono infatti eternamente presenti nella vita adulta della bambina di cui si racconta che, pur essendo nata in mezzo alla musica, non aveva il permesso di accedervi. La speranza è che, attraverso il racconto di una serie di proibizioni e personalissimi incontri con il dolore e la morte, il pubblico possa ascoltare la gioia che, attraverso la musica di Pino Daniele, parla al cuore, con speranza, rabbia, desiderio di resistere.”


Il trio Binchi, Ronconi, Bianchi, ormai consolidatissimo dopo anni di concerti e spettacoli insieme e dopo la collaborazione per l’album “Ecco il mio cuore”, si ricongiunge stavolta per un viaggio musicale diversissimo dai precedenti. “Nera a metà” non è solo un omaggio alla grande musica di Pino Daniele, attraverso una voce femminile ma è anche il racconto di un ringraziamento, in grande parte autobiografico, e di una scoperta avvenuta in un tempo lontano, quello dell’infanzia, continuata poi per tutta la vita, fino alla sera della morte del grande chitarrista.


Biglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€

Altrove Teatro Studio - Via Giorgio Scalia 53, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413, email ipensieridellaltrove@gmail.com

Ufficio Stampa

Maresa Palmacci Tel. 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com



ANDREA RIVERA in QUALCUNO M'AIUTI_15|18 gennaio 2026_Teatro di Villa Lazzaroni

 


ANDREA RIVERA

in 


QUALCUNO M’AIUTI


Teatro di Villa Lazzaroni

15|18 gennaio 2026

giovedì e venerdì ore 21 – sabato ore 19 - domenica ore 17,30


Dopo i tre sold out registrati nella scorsa stagione teatrale, Andrea Rivera torna sul palco del Teatro di Villa Lazzaroni da giovedì 15 a domenica 18 gennaio 2026 con il suo spettacolo di Teatro Canzone dal titolo Qualcuno m’aiuti!.

L’ultimo testo satirico e tragicomico in cui Rivera interpreta un uomo di mezza età a confronto con il suo psichiatra, con un copione che cambia ogni sera, a seconda degli interlocutori a cui l’attore e autore si rivolge.

Qualcuno m’aiuti! è la storia di un uomo di mezza età che si reca, non molto convinto, per la prima volta da uno psichiatra. Tra giochi di parole satiriche, inaspettate improvvisazioni sceniche e canzoni (i suoi sogni onirici), il protagonista passa un’ora e un quarto nello studio dello specialista. Lì i ruoli di medico-paziente spesso si ribaltano e sono assunti in alternanza dal pubblico stesso, talvolta paziente, talvolta medico.

Verità pura o semplice scrittura teatrale? In ogni replica dello spettacolo il copione spesso cambia, poiché il neopaziente è convinto di poter confidare, in diversi incontri con lo psichiatra, il suo passato e la sua reale quotidianità tragicomica. L’uomo e l’attore sono coinvolti nell’attesa, beckettianamente inutile, che… “qualcuno, finalmente, li possa aiutare!”. 


Ufficio stampa Teatro di Villa Lazzaroni

Federica Guidozzi (+39) 347 7749976 

ufficiostampa@teatrovillalazzaroni.com

guidozzifederica05@gmail.com



Teatro di Villa Lazzaroni

Via Appia Nuova, 522 – Via Tommaso Fortifiocca, 71 (parcheggio gratuito) - 00181 Roma

Orario spettacolo: giovedì e venerdì ore 21 - sabato ore 19 – domenica ore 17.30

Info e prenotazioni: 392 4406597 – info@teatrovillalazzaroni.com  

www.teatrovillalazzaroni.com


martedì 6 gennaio 2026

Sala Umberto, in scena dal 14 gennaio "LE VOLPI" con Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia, Federica Ombrato


produzione
Infinito
con il supporto di Regione Toscana, Ministero della Cultura, Argot Studio Roma, Biblioteca Al Cortile Roma 

Presentano


Compagnia CapoTrave

in

LE VOLPI
di Lucia Franchi, Luca Ricci


 con GIORGIO COLANGELI, MANUELA MANDRACCHIA, FEDERICA OMBRATO


Regia e scena LUCA RICCI


costumi Marina Schindler

suono Michele Boreggi, Lorenzo Danesin

luci Stefan Schweitzer
 tecnico Piero Ercolani, Nicola Mancini | amministrazione Riccardo Rossi | organizzazione e distribuzione Giulia Randellini | ufficio stampa Maria Gabriella Mans
foto Luca Del Pia, Elisa Nocentini


Dal 14 al 18 Gennaio 2026

SALA UMBERTO





Lo spettacolo “Le Volpi” di Lucia Franchi e Luca Ricci, della compagnia CapoTrave – testo nella terna dei finalisti nominati ai Premi Ubu 2024 nella categoria ‘miglior nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica’ – con all’attivo 90 date in tutta Italia, arriva finalmente a Roma, al Teatro Sala Umberto, dove sarà in programma da mercoledì 14 a domenica 18 gennaio 2026

Protagonisti della messa in scena, Giorgio Colangeli, noto volto cinematografico, tra i protagonisti del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, Manuela Mandracchia, pluripremiata attrice diretta dai più importanti registi di teatro e cinema come Luca Ronconi, Massimo Castri e , e Federica Ombrato, giovane promessa della scena italiana, che in passato ha lavorato anche con Marco Bellocchio.

“Le Volpi è stato uno spettacolo molto fortunato – dichiarano Ricci e Franchi -, apprezzato per il testo e gli attori, e accolto con entusiasmo in 16 delle 20 regioni italiane. È una gioia che Sala Umberto abbia deciso di accoglierlo per una tenitura di 5 giorni perché avremo finalmente l’occasione di mostrare l’opera al pubblico della Capitale. Proviamo a parlare di un tema purtroppo sempre attuale, quello della corruzione, con una lingua lieve e spesso divertente e un sottofondo amaro che dilaga mano a mano che si va avanti nella storia, nello stile della migliore commedia all’italiana degli anni Sessanta e Settanta.

“Le volpi” racconta una vicenda di familismo in un imprecisato luogo della provincia italiana. Nell’ombra di una sala da pranzo, all’ora del caffè, in un’assolata domenica di agosto, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia. Davanti a un vassoio di biscotti vegani, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali, si stringono e si sciolgono accordi, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni, incarichi di servizio e supposti vantaggi. 

La provincia italiana è la vera protagonista della storia, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Morbidamente, si scivola dentro un meccanismo autoassolutorio per cui è legittimo riservarsi qualche esiguo tornaconto personale, dopo essersi tanto impegnati nella gestione della cosa pubblica. La corruzione è proprio questo concedere a se stessi lo spazio di una impercettibile eccezione.  Come scrive Leonardo Sciascia nel suo romanzo “Todo modo”: “i grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi.



Il testo de LE VOLPI si è qualificato secondo al Premio UBU 2024, nella categoria
“Miglior Testo Italiano / Scrittura Drammaturgica”.

IL CAST

Manuela Mandracchia è una delle interpreti più affermate del teatro italiano, attrice per storici allestimenti di Luca Ronconi e Massimo Castri, vincitrice del Premio Ubu (2 volte), del Premio ANCT dell’Associazione dei Critici dei Teatro e del Premio Le Maschere del Teatro Italiano, sempre per il suo lavoro di attrice. Per il cinema ha lavorato in “HabemusPapam” di Nanni Moretti, oltre che con Cristina Comencini, Francesca Archibugi, Marco Bellocchio e, di recente, con Pietro Castellitto. Per RadioTre ha letto.

Giorgio Colangeli, è uno degli attori più richiesti e amati del cinema d’autore italiano: è stato Nastro d’Argento 1999 (per “La cena” di Ettore Sola) e David di Donatello 2007 (per “L’aria salata” di Alessandro Angelini). Sempre sullo schermo è stato Salvo Lima nel “Il divo” di Paolo Sorrentino e il suocero di Paola Cortellesi nel fortunatissimo “C’è ancora domani”. Ha lavorato con Rubini, Muccino, Luchetti, Genovese, tra i moltissimi altri. In teatro ha recentemente interpretato Papa Ratzinger ne “I due papi” di Anthony McCarten. 

Federica Ombrato si diploma attrice, nel 2011, all'Accademia Nico Pepe di Udine e si perfeziona con la Compagnia Atir e Serena Sinigaglia. Esordisce con “La Mosca, almeno un milione di scale” di C. Tessiore, per la regia di JeanPaul Denizon. È stata diretta, tra gli altri, da Carmelo Rifici, Leonardo Lidi, Angela Ruozzi per Mamimò, Gigi Dall'Aglio e GianinaCărbunariu. Debutta in ambito cinematografico con Marco Bellocchio, in “Se posso permettermi”, selezionato dal 74° Festival di Locarno Corti d'autore.


La compagnia CapoTrave

CapoTrave è una compagnia di produzione teatrale fondata nel 2003, a Sansepolcro (Ar), da Lucia Franchi e Luca Ricci. La sua attività è supportata da Regione Toscana e MiC (art. 13 del FUS tra le imprese di produzione di ricerca e sperimentazione). CapoTrave produce proprie drammaturgie originali, scritte da Franchi e Ricci, che indagano i temi dell’attualità sociale dal punto di osservazione della provincia italiana. Tra gli attori che hanno lavorato con CapoTrave ci sono Consuelo Battiston, Andrea Cosentino, Massimo De Santis, Simone Faloppa, Gianni Farina, Corrado Fortuna, Pietro Naglieri, Gabriele Paolocà, Alessandro Roja, Gioia Salvatori, Alice Spisa, Giorgio Colangeli, Antonella Attili, Luisa Merloni, Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia, Federica Ombrato. Gli spettacoli di CapoTrave sono stati rappresentati in oltre 400 teatri italiani e in numerosi festival e rassegne. Tra i teatri: Teatro della Pergola di Firenze, il Piccolo Teatro di Milano – Sala Grassi, il Teatro India di Roma, il Teatro della Tosse di Genova, il Teatro Rasi a Ravenna, il Teatro Kismet a Bari, Teatri di Vita a Bologna, Teatro Koreja a Lecce; tra i festival: Contemporanea Prato, Short Theatre Roma, Teatri di Vetro Roma, In Equilibrio / Armunia Castiglioncello, Asti Teatro, Il Giardino delle Esperidi Brianza, Wonderland Brescia. CapoTrave ha vinto il Premio ETI - Il debutto di Amleto, il Premio Giovani Realtà del Teatro del Teatro Libero di Palermo e il Premio I Teatri del Sacro. Nel 2024 “Le Volpi” arriva secondo nella finale del Premio Ubu, nella categoria Miglior Testo Italiano / Scrittura Drammaturgica.




SALA UMBERTO

Via della Mercede, 50, 00187 Roma - prenotazioni@salaumberto.com 

Mer14/01 20:30

Gio15/01 19:00

Ven16/01 20:30

Sab17/01 16:00

Dom18/01 16:00

Durata: 70 minuti
Prezzo biglietto da 25 € a 18 € disponibili su www.salaumberto.com - www.ticketone.it


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UFFICIO STAMPA 

MONICA MENNA monica.menna@sisicommunication.it T. 328 / 94 48 311
ALESSANDRA TEUTONICO alessandra.teutonico@sisicommunication.it   T. 392 / 50 89 173

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