venerdì 24 gennaio 2020

RUSINA DI E CON ROSSELLA PUGLIESE AL BRANCACCINO FINO AL 26 GENNAIO


TEATRO SEGRETO e deneb
presentano

RUSINA

scritto, diretto e interpretato da ROSSELLA PUGLIESE
 Aiuto Regia Alessia Francescangeli
Disegno luci Nadia Baldi
Tecnico luci Desideria Angeloni 
Scenografia Santo Pugliese e Rossella Pugliese
Direttore di scena Errico Quagliozzi 

23-26 GENNAIO
TEATRO BRANCACCINO
dal giovedì al sabato ore 20.00; domenica ore 18.45


La prima scena di questo spettacolo mi ha evocato la figura di una grande pittrice: Frida Kahlo, è stata come un'illuminazione, non so se l'autrice ne sia consapevole o meno, ma io da storica dell'arte ho avuto questa percezione.  Una bara verticale forata da un drappo rosso da cui esce solo il capo con i capelli raccolti, avrebbe potuto essere un quadro di Frida degli ultimi tempi, o fatto in uno dei tanti periodi di sofferenza fisica e psichica.

Il monologo RUSINA vuole essere un omaggio alla nonna di Rossella Pugliese, Rosina Federico, una donna che probabilmente fosse nata in un altro, in un altro periodo, avrebbe vissuto una  vita diversa e forse migliore, ma che non si è mai rassegnata a soccombere a ciò che il destino le aveva riservato, quindi la nascita in un piccolo paese dell'entroterra calabrese, il dover affrontare la povertà, il dolore, la maldicenza,il sognare una vita diversa, che nello spettacolo viene espressa nel "periodo spagnolo" ed il riscatto finale attraverso la nipote.
la vita che ci viene incontro non sempre ci offre cose belle,a volte, bisogna essere molto ostinate e in attesa, per raccogliere un frutto positivo. Ed è proprio la posizione di attesa che Rossella Pugliese, maggiormente, assume durante lo spettacolo, una posizione che può sembrare, sfacciata o anche ingenua, o comoda, ma che se ci si pensa bene è una posizione di attesa. 
Attesa in senso fisico, attesa di una nascita, anche se il parto lo ha fatto tua figlia, quindi la bambina è tua nipote, è come se fosse figlia tua, è il cerchio che si chiude, nel senso di completezza, quella  vita  di insoddisfazioni, di senso di inadeguatezza sfocia nella felicità di una nascita.
Uno spettacolo commovente, se di pensa alla condizione femminile, alla sofferenza di questa donna che ha avuto poche possibilità di esprimersi. Credo che con questo spettacolo Rossella Pugliese abbia fatto un grande regalo a sua nonna:quello di far conoscere la sua storia.
Miriam Comito


“Rusina”, spettacolo di e con Rossella Pugliese (attrice di origine calabrese che ha lavorato tra gli altri con i celebri Ettore Scola, Roberto Herlitzka, Isa Danieli, Lello Arena, Ruggero Cappuccio, Nadia Baldi), è un monologo tragicomico con il quale la Pugliese ha debuttato nel giugno 2017 nella sezione Osservatorio del Napoli Teatro Festival, nelle vesti di autrice, regista ed interprete. Ospitata poi, al Festival Segreti D’autore e successivamente vincitrice della sezione Teatro della biennale Martelive. Nel 2019 vince il premio “Vincenzo Crocitti” come migliore attrice emergente. Nello stesso anno lo spettacolo è stato selezionato per il Torino fringe Festival.

Rossella Pugliese rielabora per la scena una vicenda autobiografica. Una voce monologante introduce la vicenda: nel 2013, a 83 anni, moriva Rusina «Rintocchi di campane e lettura di un testamento: è Rusina a parlare. Affida le ultime parole all’amata nipote. La storia si svolge a ritroso, dalla morte di Rusina fino al 9 marzo 1986, giorno in cui nasce Rossella. Si accavallano preghiere, canti di paese, sospiri accorati. Tutto si trasforma poi in rumori d’ospedale, vociare di medici e numeri: uno, due, tre, libera! Rusina è in rianimazione».

Lo spettacolo è l’occasione per una nonna e sua nipote di scambiarsi di ruolo, tutto passa attraverso lo sguardo di una donna che improvvisamente torna giovane, riprende vigore mentre Rossella, nipote vivace che darà filo da torcere a sua nonna, ritorna bimba. La donna lotta contro le idee di una modernità incombente, a cui, nonostante tutto, si adatta, crescendo la nipote per dare a sua figlia la possibilità di curarsi lontano da quel piccolo paesino vissuto come una punizione divina. Lei, che ha superato la morte di una figlia 30enne, il dolore di un figlio nato morto, la fame e un matrimonio forse infelice.

È il racconto della vita di una donna forte, delle sue tante cadute, delle innumerevoli cicatrici. Rusina è la voce di tutte quelle persone che si sono sentite inadeguate, è una voce roca e sgrammaticata che è riuscita comunque a farsi capire, è il canto di una donna che ha saputo morire chiedendo un bicchiere di vino rosso, sorridendo e parlando delle persone che ha amato.

È la storia d’amore tra nonna e sua nipote.

BRANCACCINO Via Mecenate 2, Roma - www.teatrobrancaccio.it
Biglietto: 18,00 €
Prevendita su Ticketone.it e presso i punti vendita tradizionali
BOTTEGHINO DEL TEATRO BRANCACCIO
Via Merulana, 244 | tel 06 80687231 | botteghino@teatrobrancaccio.it

Ufficio stampa teatro Silvia Signorelli signorellisilvia@libero.it Mob. +39 338 9918303
Monica Menna ufficiostampasignorelli@gmail.com Mob. +39 3289448311
Facebook: SiSicommunication - Twitter: @silviasignore

Nessun commento:

Posta un commento