domenica 11 febbraio 2024

Intervista all'autore e regista Gabriele Mazzucco

 

 


Ciao Gabriele la Compagnia del Barnum  è ormai una bella realtà romana da un po' di anni, ci puoi raccontare la nascita di questa compagnia, l' evoluzione , le soddisfazioni e le difficoltà che avete incontrato, se ce ne sono state?
Mi sembra che abbiate fatto, anche un lavoro sul territorio!


La Compagnia nasce nel 2011 e piano piano si è strutturata nella realtà che è oggi: una realtà che in una città come Roma è riuscita a ritagliarsi uno spazio e un’identità ben riconoscibile. 

La Compagnia è nata in un momento non facile per alcuni di noi, si è evoluta con fatica e ha incontrato un numero di difficoltà difficili da ricordare; questo percorso in salita penso 

però sia proprio alla base delle soddisfazioni (non poche) che ci siamo tolti fino ad ora. 

Nasciamo alla Garbatella e dal nostro quartiere abbiamo ricevuto tanto e, spero, abbiamo dato qualcosa. 



Da poco sei diventato co-direttore  artistico del Teatro Garbatella, ci puoi parlare di questa nuova esperienza al di fuori del Barnum?


Volevo che le realtà interne al Barnum avessero uno spazio più grande in cui potersi esprimere e il Teatro Garbatella era da sempre la migliore tra le scelte possibili: l’abbiamo centrata in pieno. Non posso quindi definirla un’esperienza fuori dal Barnum bensì un’avventura ponte tra il Barnum e quanto di meglio su Roma si possa offrire all’utenza cittadina, coinvolgendo i migliori artisti e spettacoli. È sicuramente un’ambizione velleitaria ma lo fu anche quando prendemmo un sottoscala e puntammo a farlo diventare una realtà cittadina, eppure…


Il Barnum, è in qualche modo attivo anche d'estate?

La prossima estate riprenderemo il Rete Festival, sarà la quinta edizione, una rassegna teatrale all’aperto di 40 giorni (nel cuore dell’Eur) dove tutte le sere allievi e professionisti si alterneranno sul palco.

Una festa del teatro per teatranti ed amanti del teatro.


Uno dei tuoi testi più famosi è "Il catamarano", più di 150. Che cosa ha di speciale questo spettacolo?


È una storia sincera su un amore famigliare sincero. Credo che si possa definire un racconto di persone vere e serie. Poiché la verità e la sincerità sono valori di cui la società attuale scarseggia, penso che sia la loro rappresentazione così ovvia e naturale a colpire profondamente il pubblico. 


Hai lavorato anche con Maurizio Mattioli, in "L'ultimo sogno di Gioacchino", che verrà replicato a Roma e andrà in tourneè, come ti sei trovato con il celebre attore romano?

È una persona, prima che un artista, a cui mi sono legato molto. Non vedo l’ora di tornarci a lavorare: abbiamo un percorso ancora intenso da percorrere insieme. Vederlo sul palco mi colpisce sempre, è dotato di una presenza scenica e di un carisma difficilmente riscontrabili in attori altrettanto celebri. 


Un' ultima domanda, dal 15 al 18 febbraio andrà in scena al Teatro Garbatella " Chi è di scena" un tuo testo di cui  curi anche la regia, il titolo è emblematico, ma lascia anche un po' di suspense, cosa ci dobbiamo aspettare?


Del divertimento intelligente, una comicità non banale e della sana identità popolare. Un omaggio al teatro cullato tra il DAMS di Roma Tre e i lotti della Garbatella.   


                                Miriam Comito 




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