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giovedì 18 settembre 2014

LA BUCA recensione



MALÌA E RAI CINEMA 

presentano



LA BUCA

 un film di

DANIELE CIPRÌ



 con

SERGIO CASTELLITTO

ROCCO PAPALEO

VALERIA BRUNI TEDESCHI



una distribuzione

LUCKY RED

 ***









Il 25 settembre uscirà nelle sale italiane, in circa 200 copie,LA BUCA, seconda opera dopo E’ STATO IL FIGLIO (2012) di Daniele Ciprì.

La vicenda narrata nel film vede come protagoniste due umanità disordinate: quella di Armando (Rocco Papaleo) un uomo appena uscito di prigione dopo aver ingiustamente scontato una pena di 20 anni, e Oscar (Sergio Castellito) un avvocato burbero e truffaldino. Pretesto inconsapevole dell’incontro tra i due  e un cane, che con il suo sguardo muto ma attento è anche il narratore della storia.  Il film, volutamente girato in pellicola, ha uno stile tra il grottesco e il surreale, i due protagonisti, sembrerebbero essere, e  con tutta probabiltà lo sono i due poli opposti di una sola umanità, quella cinica da una parte e sognatrice dall’altra. Ciprì ha voluto immergere a suo modo la vita reale nell’ immaginario,  tanto è che è di difficile interpretazione il luogo dell’ambientazione (il film è stato girato tra la periferia romana e gli studi di Cinecittà).

Già dai titoli iniziali (sotto forma di fumetti) si capisce quale taglio il regista  ha voluto dare al film : quello del racconto di una fiaba, con l’eroe buono, il cattivone di turno, la principessa sensibile sotto forma di barista (Valeria Bruni Tedeschi), e l’immancabile animale a seguito. Armando quando esce dal carcere è come se arrivasse in un posto ai confini del mondo, animato da personaggi surreali, come lo è lui del resto. Rispetto alle altre opere di Ciprì  LA BUCA, è più popolare, più sanguigno, è una vera e propria commedia, che racconta cose vere e tragiche sorridendo. Per Papaleo il suo personaggio è una specie di angelo che cade dalla prigione, senza rancore, che è la chiave determinante della sua anima,  non vuole vendicarsi, che segue un po’ il percorso straordinario che fece Nelson Mandela una volta uscito dal carcere, Armando sta lì con un incanto ingiustificato.

Per Castellitto è stato molto divertente recitare la parte del cattivo anche perché veniva da 35 puntate di  IN TREATMENT, dove recitava inchiodato su una poltrona. Questo film gli ha dato la possibilità di scatenarsi e recitare velocemente quasi al limite dell’ impatto, da cartone animato, il suo personaggio si riscatta alla fine, passando da avvocato fallito a filosofo del diritto.

Il personaggio di Papaleo è nato da E’STATO IL FIGLIO” dal personaggio che va in carcere innocente, ed è diventato in LA BUCA una vittima che fa amicizia con un truffaldino.

Un film divertente e poetico allo stesso tempo.
Da  notare la presenza di moltissimi attori con piccole parti, una delle quali tra le più significative, ai fini della storia è stata affidata ad Antonietta Bello che interpreta la parte di un'infermiera impiegata in una casa di cura per anziani, che per i suo scrupoli di coscienza permetterà ad Armando di mettersi su una traccia che lo porterà ad un netto miglioramento della sua vita.
Miriam Comito

martedì 25 marzo 2014

DEVIL'S KNOT - dall'8 maggio al cinema

NOTORIOUS PICTURES
presenta

il premio Oscar®
COLIN FIRTH

il premio Oscar®
REESE WITHERSPOON


D E V I L’ S
KNOT
FINO A PROVA CONTRARIA 

(tratto da una storia vera)

un film di
ATOM EGOYAN


Un triplice omicidio che ha sconvolto l’America. Uno degli errori giudiziari più contestati degli ultimi anni. Devil’s Knot – Fino a prova contraria, diretto da Atom Egoyan e interpretato dai premi Oscar® Colin Firth e Reese Witherspoon, racconta l’agghiacciante odissea dei “Tre di West Memphis”, adolescenti tra i 16 e 18 anni, considerati “strani” al giudizio di una conservatrice cittadina di provincia, che nel 1994 vennero condannati per aver ucciso brutalmente tre bambini in un bosco. Nel 2011, dopo quasi 18 anni di prigionia, la svolta: vennero rilasciati, vittime di abbagli investigativi, confessioni piene di incongruenze, assenza di prove schiaccianti e soprattutto del pesante pregiudizio di un’intera comunità. Ad oggi il caso non è stato ancora risolto e c’è un assassino che non ha ancora un volto. Il film arriverà nelle sale italiane l’8 maggio distribuito da Notorious Pictures.

AL CINEMA DALL’ 8 MAGGIO 2014
Per scaricare le immagini, il pressbook e il trailer del film
https://www.dropbox.com/sh/kdp5swip9ar5od0/seaFWtekja
  
SINOSSI
Tre bambini vengono rapiti e uccisi nei boschi del Tennessee. Pam Hobbs, madre di una delle vittime, non si dà per vinta fino a che non vengono individuati quelli che sembrano essere i colpevoli, tre adolescenti ribelli del paese con piccoli precedenti penali. Gli imputati, socialmente emarginati, si ritrovano, all’improvviso, a difendere a gran voce la propria innocenza sia contro una comunità intera, sia contro le autorità che erano convinte che gli omicidi erano causati da riti satanici occulti. Ron Lax, un investigatore privato del luogo (Colin Firth), e Pam Hobbs (Reese Witherspoon), la madre di uno dei bambini scomparsi, hanno entrambi il sospetto che non tutto è come appare, e mentre la polizia inneggia ai crimini satanici…la verità può fare ancora più paura. Ispirato ad un celebre fatto di cronaca che ha sconvolto un’intera nazione, il regista Atom Egoyan ci porta nelle aule di tribunale di uno dei casi più sconvolgenti degli ultimi anni.

E IN ITALIA? UN CENNO AI CASI IRRISOLTI E AGLI ERRORI GIUDIZIARI PIU' ECLATANTI NEL NOSTRO PAESE
Anche l’Italia è stata scenario di controversi casi giudiziari, balzati all’attenzione dell’opinione pubblica e seguiti quasi morbosamente dai media, per i colpi di scena che si sono susseguiti, nell’alternanza di prove messe in dubbio, errori sulle indagini, dichiarazioni ritrattate o estorte, pregiudizi sugli imputati. Come dimenticare, ad esempio, “Il massacro di Ponticelli” in cui tre ragazzi, proprio come i “Tre di West Memphis”, furono accusati dell’omicidio di due bambine. Tre gradi di giudizio che li hanno consacrati  come “i Mostri di Ponticelli”, un confuso valzer di accuse e smentite che non aiutò a fare luce su una verità che ancora stenta ad essere tale. O ancora, la vicenda di Francesco Baldussu, giovane allevatore di Dolianova ingiustamente incarcerato nel 2009 con l'accusa di aver ucciso il servopastore di Donori, Alberto Corona, ma assolto in via definitiva quasi 2 anni dopo. Casi in cui si sono alternate sentenze e motivazioni totalmente in contrapposizione, dubbi e cambi di scenari. Il celebre e inquietante delitto di via Poma che per troppi anni è stato segnato da errori gravi che ne hanno compromesso le indagini, impedendo di scoprire l'autore dell'omicidio di Simonetta Cesaroni e portando, addirittura, al suicidio di uno dei tanti accusati. Inquinamenti di prove, incertezze sui moventi, pregiudizi sui protagonisti, hanno di certo influenzato due tra i processi i più mediatici che della cronaca nera italiana degli ultimi anni: Alberto Stasi e il delitto di Garlasco e il giallo di Perugia in cui i protagonisti Raffaele Sollecito e Amanda Knox furono ritenuti colpevoli ancor prima della sentenza, per presunti comportamenti ambigui nella loro vita privata.

sabato 15 febbraio 2014

REGISTE-dialogando su una lametta dall' 8 marzo al cinema

L’ALTROFILM
presenta

R    E    G    I    S    T    E
d i a l o g a n d o    s u    u n a    l a m e t t a


un film scritto e diretto da
D I A N A    D E L L’ E R B A
con
M A R I A    D E   M E D E I R O S 

a l   c i n e m a   d a l l’  8   m a r z o

Uscirà nelle sale italiane l’8 marzo 2014, proprio in occasione della festa della donna, il film/documentario REGISTE, dialogando su una lametta, diretto dalla giovane Diana Dell’Erba.
REGISTE è un viaggio all’interno del mondo del cinema visto con uno sguardo inedito ed un taglio originale: da parte dell’occhio femminile. Un viaggio in cui lo spettatore viene condotto da una straordinaria figura, posta fuori dal tempo, la pioniera del cinema Elvira Notari (1875-1946), interpretata da Maria de Medeiros. Attraverso un insieme di testimonianze che vogliono contribuire a dipingere l’odierna realtà, viene ripercorsa la regia italiana al femminile da un punto di vista storico, dagli esordi ai nostri giorni, tramite l’incontro con le registe italiane contemporanee, da Lina Wertmüller, Francesca Archibugi, Francesca Comencini, Wilma Labate a Donatella Maiorca, Roberta Torre, Maria Sole Tognazzi, Susanna Nicchiarelli, per citarne sono alcune.
REGISTE dipinge il panorama della regia italiana firmata al femminile, per far sapere che, con forza e determinazione, molte più donne di quanto si possa pensare hanno scelto uno dei tanti mestieri erroneamente considerati maschili.
 

mercoledì 30 ottobre 2013

PITIGLIANI KOLNO' A FESTIVAL VIII edizione

PITIGLIANI KOLNO’A FESTIVAL
VIII edizione

Roma, 2- 6 novembre 2013 Casa del Cinema e Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
Torna dal 2 al 6 novembre alla Casa del Cinema  e presso il Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani di Roma, il Pitigliani Kolno’a Festival, kermesse di cinema giunta alla sua ottava edizione, diretta da Dan Muggia e Ariela Piattelli, che propone – a ingresso gratuito fino a esaurimento posti - nuovi titoli e prestigiosi ospiti. Unica rassegna cinematografica in Italia dedicata al cinema israeliano e di argomento ebraico, prodotto da Il Pitigliani - Centro Ebraico Italiano, il festival presenta film e documentari, organizza laboratori e incontri con registi e protagonisti della cinematografia contemporanea. Film di apertura, sabato 2 novembre alle ore 20:00 (ingresso a inviti) è il documentario The flat, di Arnon Goldfinger, che sarà proiettato contemporaneamente nelle due sale della Casa del Cinema e sarà riproposto al pubblico domenica 3 novembre.

Un grande evento del PKF 2013 presenta, lunedì 4 novembre alle ore 20:00, per la sezione PKF Professional Lab, il workshop moderato dal direttore Dan Muggia, dal titolo Dal piccolo budget al grande schermo, con il regista Sahron Bar-Ziv, che, con il suo primo film, Room 514, ha sviluppato un proprio metodo di lavoro: con 15mila euro ha girato il film in 4 giorni, lo ha montato in 16 e lo ha presentato in 35 festival internazionali. Il regista spiegherà durante l’incontro (già proposto con successo in festival internazionali come il Filmex di Tokyo, ma anche a Sarajevo, Karlovy Vary, Tel Aviv e Varsavia) come, in un periodo di scarsi finanziamenti e grandi rischi, si possa portare una storia sul grande schermo con un "micro budget", partendo dalla strategia e sceneggiatura per approdare all’aspetto produttivo, al finanziamento e alla distribuzione. A seguire, la proiezione del suo stesso lungometraggio d’esordio, Room 514.
Tra le iniziative del PKF 2013, l’Omaggio al regista Ran Tal, che sarà presente a Roma per presentare al pubblico due suoi recenti documentari, nella giornata di martedì 5 alla Casa del Cinema e in particolare durante la serata di mercoledì 6 novembre presso il Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani (via Arco de’ Tolomei, 1). Sarà infatti proiettato alle ore 19:30 The Garden of Eden, già premiato al Festival di Gerusalemme, che ritrae, catturando la bellezza del ciclo delle stagioni e scoprendo storie umane personali e collettive, un anno di vita di Gan HaShlosha, uno dei più grandi e frequentati parchi in Israele, conosciuto come il Sakhne. Quindi, alle ore 21:00, Sira Fatucci modererà l’incontro con il regista Ran Tal, per la proiezione del pluripremiato Children of the sun, già vincitore del Primo Premio nella sezione Documentari al Festival di Gerusalemme, che, tra nostalgia e memoria traumatica, tra l’incubo dei bambini costretti a dormire lontano dai propri genitori e la felicità causata dalla consapevolezza di crescere nell’indipendenza totale, racconta la storia dei primi anni del Novecento dei kibbutzim israeliani, aziende agricole un tempo di stampo socialista che sperimentavano la vita collettiva cercando di rivoluzionare i cardini della società.

Una selezione davvero unica per la sezione dei documentari del PKF 2013, segno evidente della sempre maggiore qualità dei prodotti non di finzione, premiati da una crescente attenzione non solo mediatica. Tre i documentari presentati, alcuni dei quali con una doppia proiezione. Primo fra tutti I Guardiani d’Israele – The Gatekeepers, di Dror Moreh, distribuito in Italia da I Wonder in collaborazione con Unipol Biografilm Collection. Un film che ha fatto discutere, non solo in Israele: sei ex capi dei servizi segreti israeliani, lo Shin Bet, raccontano per la prima volta la loro verità. Un racconto dietro le quinte sul conflitto che ha insanguinato il Medioriente. Rifiutando lo schermo del segreto di Stato, i sei protagonisti  svelano un racconto diretto, brutale, a tratti terrificante nella sua cieca logica della “ragione superiore”. Le interviste, alternate a rari materiali d'archivio, formano una contro-storia in cui l'autorevolezza dei protagonisti non lascia illusioni: anche i crimini e il sangue sono parte di un disegno che prosegue con ostinata coerenza dal 1948. Quindi è la danza contemporanea israeliana ad essere protagonista di Let’s dance, di Gavriel Bibliovic, che racconta, con interviste ai più celebri coreografi israeliani e materiale d'archivio e video-danze, l’influenza tedesca e americana e il successo nei teatri di tutto il mondo di questa danza raffinata. Infine, scelto come film d’apertura del festival, The flat, di Arnon Goldfinger. L'appartamento al terzo piano di un edificio stile Bauhaus a Tel Aviv è sempre appartenuto ai nonni del regista, immigrati in Palestina dalla Germania. Dopo la morte del nonno, i membri della famiglia si radunano per sgombrare l’appartamento pieno di memorie. Alcuni oggetti danno lo spunto al regista per iniziare una ricerca che si snoda tra i due Paesi, con l’obiettivo di capire perché i suoi nonni abbiano mantenuto prima, ma anche dopo la Shoah, rapporti di stretta amicizia con una famiglia tedesca e forse persino nazista. Il documentario, distribuito nei cinema israeliani e tedeschi, si è aggiudicato il Primo Premio al Festival di Gerusalemme, il Premio dell'Accademia israeliana e il Primo Premio al Bavarian Film Award.

Per la sezione Percorsi Ebraici, alla presenza dei rispettivi registi saranno presentati due documentari in lingua italiana: il primo,  Birobidzhan – La musica dell’anima, prodotto dalla Radiotelevisione svizzera è diretto da Matteo Bellinelli, che sarà presente alle due proiezioni del 4 e del 5 novembre, quest’ultima alla presenza anche di Katia Tenenbaum. La Terra Promessa esiste? Per molti si trova nell’ultimo lembo dell’Estremo Oriente russo, oltre la Siberia, in Birobidzhan, a lungo definita “la prima Israele”, dove Stalin, nel 1932, fondò l’omonima Repubblica Autonoma Ebraica, ideata per accogliere tutti quegli ebrei russi che volessero vivere, più o meno volontariamente, su di una “loro” terra, secondo ideali e valori consoni alla propria storia, tradizioni e lingua, lo yiddish, che si parla ancora a Birobidzhan, a distanza di 80 anni. Quindi, il documentario italiano Il viaggio più lungo: gli ebrei di Rodi, diretto da Ruggero Gabbai, che presenterà il film in sala il 5 novembre, con Marcello Pezzetti, Direttore Scientifico del Museo della Shoah e Sami Modiano, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti. Prodotto tra gli altri dal Museo della Shoah di Roma e dal Memoriale della Shoah di Milano Binario 21, racconta come per secoli l'isola di Rodi abbia avuto un'importante comunità ebraica. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fino all'estate del 1943, Rodi rimase sotto il controllo del governo fascista italiano, il quale, pur avendo emanato già nel 1938 le leggi razziali, di fatto non mise in pratica nessun atto violento verso la comunità, che non venne pertanto deportata nonostante le incessanti pressioni naziste.  
Tre i lungometraggi presentati dal PKF 2013: Room 514, lungometraggio d’esordio low budget di Sharon Bar-Ziv, che sarà presente alla proiezione (3 novembre) e che racconta di una determinata, giovane investigatrice che si confronta con un ufficiale dell’esercito accusato di avere oltrepassato i limiti della sua autorità. Un film realistico, claustrofobico e sincero che non esita a guardare dritto negli occhi la complessa realtà israeliana, dove non è sempre facile distinguere il bene dal male. Quindi, The Ballad of Weeping spring, di Benny Torati, la storia dei componenti di una band leggendaria, l’Ensamble Turquoise, separati da una tragedia automobilistica, che si riuniscono per suonare un emozionante concerto di addio a uno dei membri  del gruppo. Terzo lungometraggio presentato, Six Acts, opera prima di Jonathan Gurfinkel , scritto da Rona Segal (entrambi premiati al Festival di Haifa), uno sguardo realistico e crudele sul comportamento di una gioventù viziata e perduta nella storia della liceale Gili, che, determinata a migliorare il proprio status sociale, inizia a spingersi oltre i propri limiti negli incontri con gli uomini.
Il secondo Omaggio del festival è dedicato a due registi, Michal Brezise e Oded Binnum, diplomati alla Sam Spiegel Film Institute di Gerusalemme, di cui saranno presentati due cortometraggi firmati a quattro mani. Il primo, Lost paradise, che ha finora raccolto oltre cinquanta premi internazionali è la storia di una coppia che passa una notte d’amore in un hotel. Quindi, Aya, interpretato da Sarah Adler e Ulrich Thomsen è la breve storia di un musicista danese che arriva all'aeroporto di Tel Aviv, dove incontra una donna che si fa passare per la sua autista. Inizia così un viaggio in auto verso Gerusalemme tra due sconosciuti…
Location del PKF 2013 le due sale della Casa del Cinema, per tutte le proiezioni dal 2 al 5 novembre, mentre solo per le proiezioni dell’ultimo giorno del festival, mercoledì 6 novembre, il festival si sposta in zona Trastevere, presso il Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani (via Arco de’ Tolomei, 1).
INGRESSO GRATUITO FINO A ESAURIMENTO POSTI
Informazioni
Tel. 06 5800539
www.pitiglianikolnoafestival.it
PKF@pitigliani.it

venerdì 11 ottobre 2013

ASIATICA incontri con il cinema asiatico

Logo Asiatica colore.jpg
Asiatica
Incontri con il cinema asiatico
XIV edizione
ROMA Testaccio, 12 / 20 ottobre 2013
c/o La Pelanda – Centro di Produzione Culturale
(Piazza Orazio Giustiniani, 4)
Tante le novità in vista per la  XIV Edizione di Asiatica, Incontri con il cinema asiatico, il Festival diretto da Italo Spinelli,  dal 12 al 20 ottobre 2013 alla Pelanda dell'ex-Mattatoio, a Testaccio.
L'Opening della manifestazione prevede due eventi speciali dedicati all’Iran. Sabato 12 il Festival sarà inaugurato dal concerto per solo piano ''Picturesque'' del celebre pianista e compositore iraniano Peyman Yazdanian. Come compositore di colonne sonore Yazdanian ha collaborato con i più importanti cineasti iraniani tra cui: Abbas Kiarostami, Jafar Panahi, Asghar Farhadi e cinesi come Li You e Lou Ye. Per la colonna sonora del film ''Mistery'' ha ricevuto la candidatura al  premio per il miglior compositore di cinema asiatico agli Asian Film Awards di Hong Kong nel 2012.
Seguirà la proiezione speciale del film ''Ragbar'' (1971), il primo capolavoro di Bahram Bayzai pioniere, alla fine degli anni sessanta, del nuovo Cinema Iraniano. Il restauro del film è stato realizzato nel 2011 dalla World Cinema Foundation presso il laboratorio L'immagine Ritrovata, cofinanziato  dal Doha Film Institute.  Il restauro ha richiesto oltre 1.500 ore di lavoro.  Di questo  film Scorsese ha dichiarato:''Sono molto fiero che la World Cinema Foundation abbia restaurato questo film saggio e bellissimo[...] Lo stile mi ricorda ciò che amo di più dei film neorealisti italiani e la trama ha la grazia di una favola antica.[...] Oggi tutto il mondo potrà finalmente vedere questo magnifico film”.
Incontri di Asiatica (Domenica, 13 alle 17) ha un ospite d’eccezione. Ashis Nandy, antropologo e psicologo, uno dei più stimati intellettuali indiani; l’incontro sarà incentrato sul tema della rappresentanza democratica dei diritti e tutela delle minoranze nel mondo globalizzato.
Le nove giornate di festival includono 47 lungometraggi e 31 cortometraggi, alla presenza degli autori delle opere in competizione. Film inediti del cinema indipendente asiatico provenienti da Afganistan, Bangladesh, Cambogia, Cina, Corea, Filippine, Giordania, Hong Kong, India, Indonesia, Iran, Irak, Kazakistan, Mongolia, Pakistan, Singapore, Siria,Taiwan, Thailandia, Turchia.
Apre la competizione ''A Fallible Girl'' di Conrad Clark una storia di due giovani donne cinesi tra Dubai e Abu Dhabi, alle prese con le complicazioni della globalizzazione.
''Television'' è del bengalese Mostofa Sarwar Farooki, regista destinato a divenire, secondo The Hollywood Reporter, tra i più famosi del sud-est asiatico mentre Variety lo segnala come ''elemento cruciale del nuovo movimento del cinema del Bangladesh''.
Dalla Turchia ''Yozgat Blues'' è la storia di un'amicizia tra un cantante cinquantenne, la cui  carriera è andata a rotoli, e una sua giovane allieva, promoter in un supermercato.
Payman Maadi ha iniziato la sua carriera come sceneggiatore e attore con Asghar Farhadi. ''Snow on Pines'' è il suo debutto come regista e mostra una crisi coniugale con le prospettive di vita che si aprono dopo la separazione. Film rivelazione della nuova onda della cinematografia impegnata iraniana.
Dalla Corea del Sud, ''The Stone'' di Cho Se-rae, racconta il rapporto tra il capo di una banda criminale e un giocatore amatoriale di Go, si trasforma in un mix drammatico tra regole del mondo crimine e etica del gioco.
Altre opere in programma: il più recente film di Brillante Mendoza ''Possessions'', lo sconvolgente ''Moebius'' di Kim Ki-duck e, dal  maestro del cinema indonesiano Garin Nuogro, ''Soegija'' il diario del primo vescovo cattolico in Indonesia.
Tra i film fuori competizione ''Vara:A Blessing'' di Khyentse Norbu, che è stato l'opening film del Festival di Pussan. Dall'India, il pluripremiato ''Ship of Theseus'' di Anan Gandhi, filmaker e scrittore, profondamente interessato alla filosofia, psicologia e magia.
Ritorna lo Sguardo Sul Mondo Arabo,  particolarmente ricco e intenso. L’apertura  della sezione, creata nel 2011, si terrà domenica 13, con il documentario  dalla Siria ''Untold Stories'', alla presenza del regista Hisham al- Zouki, che ha seguito il viaggio di una ragazza siriana, che lasciando Damasco torna alla sua città natale, dove infuria la guerra civile.
Dall’Algeria ''Les jours d’avant'' di Karim Moussaoui, ambientato alla periferia meridionale di  Algeri nel fatidico 1993, racconta il difficile rapporto di due giovani,  che hanno praticamente smesso di credere che sia possibile comunicare l'uno con l'altra. Nella loro relazione in  poco tempo la violenza, precedentemente distante e attutita, esplode con irruenza.
''Democracy Year Zero'' di Amira Chebli, regista che sarà presente al Festival, racconta la rivoluzione tunisina  a partire dalle rivolte nella regione mineraria di Gafsa, nel gennaio 2008, fino alle prime elezioni libere del 2011.
''Bahrain The Forbidden Country'', il paese proibito della rivoluzione araba, è l'oggetto del documentario della giovane regista  francese Stephanie Lamorré (che sarà presente alla proiezione)  che presenta rare immagini, girate clandestinamente,  della repressione “dimenticata” dai media.
In ''Rafea Solar Mama'' una donna beduina che vive con le sue quattro figlie in uno dei piu poveri villaggi desertici al confine tra Giordania e Iraq diventa la protagonista di un viaggio che la porterà in India e di nuovo in Giordania per essere la prima donna ingegnere dell’energia solare, in contrasto con la mentalità tradizionalista della sua comunità. Le registe di questo film, premiato al Sundance, sono entrambe egiziane nate, cresciute e residenti al Cairo.
''Gaza Calling'' Una famiglia con un figlio a Ramallah, che, per le autorità israeliane, ha commesso lo stesso “crimine” di tutti suoi parenti: essere residenti a Gaza, quindi “infiltrati” nel loro stesso territorio.
Dalla Palestina anche un corto pieno d’ironia tutto al femminile su cosa pensano dell’amore donne, giovani e meno giovani, in attesa dei consigli custoditi, nei fondi di caffè, abilmente letti e interpretati.
Il documentario''Buka Barane'' proviene dalla regione Hakkari, a maggioranza di abitanti kurdi e mostra l’impatto della guerra tra l’esercito turco e la guerriglia dei curdi, raccontata da chi allora era bambino.
Jumping Frames è la selezione di cortometraggi di videodanza proposti dal City Contemporary Dance Company di Hong Kong. Tredici corti a cui seguiranno anche momenti di dibattito tra artisti e spettatori.
Prosegue l'appuntamento con Archivio a Oriente, un’esperienza nata nel 2011, per la produzione di cortometraggi nell'ambito del festival stesso. Insieme all'Istituto Luce Cinecittà. propone a registi asiatici di lavorare su materiali di repertorio dell’Archivio Storico Luce a Roma per creare ex novo dei cortometraggi, secondo la loro libera e personale interpretazione del materiale fornito.
Alla musica, legata alle immagini, Asiatica dedicherà uno spazio particolare, con una serie di concerti, sonorizzazioni e performance sonore live di giovani musicisti, allievi del Master SONIC ARTS dell'Università di Roma Tor Vergata.
Dei Corti di Animazione Giapponese, creati tra gli anni '20 e '30 dai pionieri dell'animazione giapponese, saranno sonorizzati dal vivo. La selezione è in collaborazione con la Cineteca Nazionale,  l’Archivio Storico dell’Istituto Luce e il National Film Centre of Tokyo.
Dall'India i Cortometraggi dello FTII (il Film and Television Institute of India con sede a Pune), una sezione che nasce dalla collaborazione tra Asiatica, il Centro Sperimentale di Cinematografia (CSC) e il Film and Television Institute of India (FTII) per favorire lo scambio tra principali scuole di cinema italiane e indiane.
Saranno proiettati anche i 9 Cortometraggi del 9filmfest: i filmati finalisti al festival di Bangkok in Thailandia tutti caratterizzati dalla durata massima di 9 minuti.

Quindi, InsideOut Videoarte – “Audiovisioni d’oriente” (www.insideoutplatform.org), sezione speciale della piattaforma di scambio culturale tra Italia e Cina nata dalla collaborazione di C.A.R.M.A.- Centro d'Arti e Ricerche Multimediali Applicate e ITACI Art&Cult, propone ad Asiatica FilmMediale una selezione sviluppatasi come occasione d’incontro e confronto tra artisti intermediali italiani e cinesi, per uno sguardo differenziato sulla storia e l’attualità del fenomeno Cina. La videoarte, disciplina in cui confluiscono i più avanzati linguaggi non verbali oggi esistenti, si dispone come strumento di reciproca comprensione e sinergia vitale tra le culture. La mostra espone una pluralità di tecniche, soluzioni formali, approcci e punti di vista, nel tentativo di costruire una drammaturgia di differenze tale da disegnare uno spazio mentale che possa disporsi a contribuire attivamente alla formazione di una nuova globalità caratterizzata dal dialogo tra le culture. Gli artisti in mostra sono: Piero Chiariello, Igor Imhoff, Zhou Yi, Mario Raoli, Rebecca Ruige Xu, Lino Strangis, Miao Xiaochun, Zhou Xiaohu e Tian Xiaolei.

ASIATICA FilmMediale
Tel +39 393 88386
Pagina Fb:Asiatica Film Mediale
Twitter:@asiaticafilm

giovedì 10 ottobre 2013

GIOVANI RIBELLI KILL YOUR DARLINGS Recensione

VINCTORE DEL PREMIO INTERNAZIONALE DELLE GIORNATE DEGLI AUTORI - VENICE DAYS 2013

GIOVANI RIBELLI
KILL YOUR DARLINGS

diretto da
John Krokidas

con
Daniel Radcliffe   Dane DeHaan     Michael C. Hall
    Ben Foster     Jack Huston      David Cross
     Elizabeth Olsen      Jennifer Jason Leigh

distribuito da
NOTORIOUS PICTURES


 Esce nelle sale italiane il  17 ottobre 2013 "Giovani ribelli- Kill your darlings", film che ci immerge nella vita dei maggiori esponenti della Beat Generation, prima che essa diventasse tale. Nel 1944, nel pieno del maccartismo alla Columbia University, si intrecciano i destini di Allen Ginsberg, Jack Kerouack, Lucien Carr e William Burroughs. Sospinti dalla poesia di Walter Whitman e Arthur Rimbaud, i quattro teorizzano una "Nuova visione" per la letteratura e l'America che portasse il paese fuori dal conformismo. La loro prima giovinezza sarà funestata da una tragedia inevitabile che porterà, la loro amicizia, il loro sodalizio, ad un livello di forza molto elevato: per sfuggire ad una persecuzione Carr arriverà all'omicidio, ma non rimarrà solo, kerouack e Burroughs verranno incriminati come testimoni.
"Giovani ribelli-Kill you darlings" è un fim adrenalinico, veloce, sulla giovanile inquietudine di una generazione, ben interpretato dal cast, in particolare ho apprezzato il Ginsberg di Daniel Radcliffe. Un film che fa luce sugli anni meno conosciuti della Beat Generation, apprezzabili anche i titoli di coda, con le fotografie dei veri protagonisti messe in sequenza temporale, che fanno riflettere sullo scorrere della vita.
Miriam Comito 
 

giovedì 12 settembre 2013

AL VIA LA II EDIZIONE DEL FESTIVAL IL GUSTO DELLA MEMORIA

Al via stasera - giovedì 12 settembre
il festival Il Gusto della memoria
II edizione
(Bracciano – Roma, 12, 13 e 14 settembre 2013)
Una tre giorni di ricordi e viaggi attraverso i film in formato ridotto con ospite d’onore il regista Gianni Amelio


Al via stasera – giovedì 12 settembre, fino a sabato 14, presso l’archivio storico di Bracciano (Piazza Mazzini, 5), in provincia di Roma, la seconda edizione del festival Il Gusto della Memoria, diretto dalla regista e montatrice Cecilia Pagliarani e con l'organizzazione di Stefano Amadio. Ospite d’onore, il regista Gianni Amelio, che sarà presente per la serata di chiusura di sabato 14 settembre, di ritorno dalla presentazione de L’intrepido alla Mostra del Cinema di Venezia e al Toronto Film Festival.  Il gusto della memoria, descritto dalla direttrice come una tre giorni di ricordi e viaggi attraverso i film in formato ridotto - presenta, tra le novità della seconda edizione, il concorso internazionale Comeravamo Contest, primo concorso dedicato alla creazione di film con immagini d'archivio, articolato in tre sezioni: Fiction, con cortometraggi della durata massima di 12 minuti, quindi i Documentari, opere di reportage o di docu-fiction della durata massima di 30 minuti e infine la sezione Advertising dedicata a spot pubblicitari per prodotti attuali o vintage, della durata massima 45 secondi. La specificità dei lavori presentati dal festival risiede nel fatto che tutti i film debbano contenere almeno il 60% di immagini di cinema amatoriale tratte dall’archivio nosarchives.com, archivio di cinema amatoriale che custodisce in full HD film realizzati tra il 1922 ed il 1984 girati in formato ridotto (8mm, 9,5mm, 16mm, 17,5mm, super8). A giudicare i concorrenti una giuria specializzata, che vede tra gli altri, il giornalista Stefano Amadio, l’attrice Euridice Axen, il regista autore Luca Archibugi, il fotografo di scena Claudio Iannone e le giornaliste cinematografiche Valentina Neri e Vittoria Scarpa. La regista Fiorella Infascelli consegnerà un fiore al lavoro ritenuto più poetico.

Il programma di oggi – giovedì 12 settembre prevede alle ore 18:00 la presentazione dei lavori dei liceali di Bracciano, quindi alle ore 20:00 l’apertura ufficiale del festival  con la presentazione della Suricata Prod, dell’archivio nosarchives.com e dell’associazione comeravamo, alla presenza della direttrice del festival e di  Manuel Kleidman, Assessore alla cultura di Bracciano.
A seguire, la proiezione dei film in concorso e alle 21:30, Carlo Infante presenta Il carnevale Sardo in 8mm.

Un evento unico, ispirato dall’opera di salvaguardia della memoria dell’archivio nosarchives.com, che grazie possiede, restaura e digitalizza secondo i più innovati dispositivi i dagherrotipi, i negativi su vetro, le diapositive, le Polaroid, i filmini familiari e di viaggi, realizzando di fatto un’opera di riflessione sulla memoria personale e comune non solo delle terre sabatine e in particolare di Bracciano.

Nei locali dell’archivio storico di Bracciano saranno anche presentate tre mostre di grande interesse: la prima, Russia – Palestina - Terra Santa, a cura di Manuel Kleidman, racconta con immagini rarissime, racconta di contadini russi in pellegrinaggio in Terra Santa,  in quegli anni così strani e frenetici come furono gli ultimi due decenni dell’Ottocento. Quindi, a cura di Tiberio Ferri, Bracciano 1900. Infine, La fuga dei rossi:  memorie del cinema russo, dieci progetti di manifesti di film russi degli anni Cinquanta e Sessanta ritrovati sotto terra nel quartiere russo di Jaffa a Tel Aviv.

Il festival Il Gusto della Memoria è realizzato in collaborazione con il Comune di Bracciano, nosarchives.com, archivio di cinema amatoriale e il portale cinema italiano.info e Bic Lazio

Per informazioni:

http://comeravamocontest.webnode.it/
associazionecomeravamo@gmail.com
tel.
06 97240308