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sabato 11 gennaio 2014

MOLTO RUMORE PER NULLA recensione

TEATRO ELISEO

8 | 26 gennaio 2014

FRANCESCA INAUDI
GIOVANNI SCIFONI

In

Molto rumore per nulla
di William Shakespeare

traduzione e adattamento di Giancarlo Sepe

con
Pino Tufillaro, Daniele Monterosi, Lucia Bianchi, Mauro Bernardi, Daniele Pilli, Valentina Gristina, Claudia Tosoni, Camillo Ventola, Fabio Angeloni
e con la partecipazione di
Leandro Amato
regia Giancarlo Sepe

produzione Francesco Bellomo


Sarà in scena al Teatro Eliseo dall’8 al 26 gennaio 2014 lo spettacolo Molto rumore per nulla di William Shakespeare, traduzione, adattamento e regia di Giancarlo Sepe. Protagonisti FRANCESCA INAUDI e GIOVANNI SCIFONI, con Pino Tufillaro, Daniele Monterosi, Lucia Bianchi, Mauro Bernardi, Daniele Pilli, Valentina Gristina, Claudia Tosoni, Camillo Ventola, Fabio Angeloni e con la partecipazione di Leandro Amato.

La versione di Giancarlo Sepe di "Molto rumore per nulla" ci porta in un mondo variopinto, eterogeneo e omogeneo allo stesso tempo. Ambientata alla periferia di Messina, la cui presenza si intuisce da una scenografia tra il post atomico e l'attuale degrado delle borgate più periferiche, con una scritta fatiscente posta in alto, a denotare l'ambientazione, e una piazza, dove tutta la comunità gitana si riunisce, cantando,ballando, schernendosi vicendevolmente, amoreggiando, complottando tutto in un unico ambiente.
L'ambiente della condivisione della cultura Gipsy. 
Lo spettacolo è un'esplosione di colori e di voci diverse, una koinè, di culture eterogenee, la napoletana, la pugliese, la veneta, la siciliana, che si uniscono in un complesso unitario.  Il complesso unitario di quelle parole, quelle voci che tanto rumore fanno, da far cambiare idea sulla rispettabilità di una giovane ragazza, vittima di un complotto, oppure che fanno cedere i cuori più risoluti a rimanere solitari a godersi la vita si, ma non in compagnia stabile, invece, a cedere all'amore. Il potere della parola, dei dialoghi arguti,dei complotti e della caunnia che si esplicano materialmente attraverso il verbo è al centro dell'opera, per mettere in risalto come spesso si possa fare tanto rumore, tanto clamore per nulla, per un qualcosa che non esiste, e che è dannoso, talmente dannoso che può far morire, di una morte anche apparente, che scompare apppena l'ingiusta calunnia si dilegua.
Miriam Comito

La commedia, nell'originale di Shakespeare, si svolge nella città di Messina governata da Leonato, padre di Ero - di cui è innamorato il giovane ufficiale Claudio - e zio di Beatrice di cui si invaghisce (grazie ad uno scherzo ordito alle loro spalle dai rispettivi amici) l'ufficiale Benedetto. L'amore delle due coppie sarà tormentato perché, don Juan, fratellastro di don Pedro, principe di Aragona, trama nell'ombra. In questa nuova versione a firma di Giancarlo Sepe la vicenda si svolge in un campo di nomadi alle porte di Messina dove le storie amorose di Beatrice e Benedetto e di Ero e Claudio rivivono raccontate dai vecchi quasi fossero una favola, cantano e ballano tramandando vicende di morte e d’amore. Un gioco di teatro per raccontare il teatro fatto di passione, e favola.
L’accampamento per una sera diventa luogo di azioni e racconti accompagnati da musiche etniche. Un rituale di una famiglia composta da gente diversa, ma tutti accomunati dalla gitaneria.

NOTE DI GIANCARLO SEPE
Il luogo è la strada, la gente che recita è gente che vive la strada come una vera e propria casa: nomadi con le loro gerarchie, con le loro famiglie che si accampano in campi vicino alla città e la sera si raccontano storie: cantano e ballano tramandando vicende di morte e d'amore. Allestiscono lo spazio per i loro racconti, inventano sotto i nostri occhi il teatro fatto di parole e di sguardi complici e di passioni appena nate. All'aperto, sotto gli astri notturni e brillanti le nenie gitane si frammischieranno alle vicende di Benedetto e Beatrice, di Claudio ed Ero, come per raccontarle ai più giovani per la loro vita che inizia e ricordarle agli anziani che rivedranno, forse, le loro storie ingarbugliate e romantiche. Un gioco di teatro per raccontare il teatro fatto di passione, e favola”. 
Giancarlo Sepe


LA TRAMA

La commedia narra del principe Pedro D'Aragona che al ritorno dalla guerra si ferma a Messina da un suo vecchio amico Leonato. Uno dei favoriti del principe era il conte Claudio, che si innamora della figlia di Leonato, Ero. Leonato accetta di celebrare il matrimonio, ma don Juan (che è il fratello del principe), cerca in tutti i modi di non farli sposare. Un complotto, ordito dal principe Pedro cerca di farli innamorare.
Don Juan, con la complicità dei suoi servi, riesce a disonorare Ero agli occhi di Claudio, che al momento delle nozze la ripudia pubblicamente, accusandola di lussuria. Tutto sembra perduto, ma il frate che doveva celebrare il matrimonio, aiuta Ero cominciando a far luce sulla verità. Durante la notte la pattuglia di guardia cattura i servi di Don Juan, e dopo averli interrogati svela il complotto. Nel frattempo però Benedetto, che ha confessato il suo amore a Beatrice (nipote di Leonato) sfida per amore suo il conte Claudio a duello. Claudio e il principe, dopo aver discusso con Benedetto, ricevono la notizia del complotto e Claudio non esita ad accettare la richiesta di Leonato di sposare una ragazza, che si rivela infine essere la figlia Ero.
Beatrice e Benedetto, quando tutti erano pronti per le nozze, preparano l'ultimo duello di parole, che si conclude con il loro fidanzamento. Alla fine Don Juan fugge ma viene preso e imprigionato.





durata spettacolo: 1 ora e 55' compreso intervallo










TEATRO ELISEO
via Nazionale, 183 00184 Roma
T.(centralino) 06 488 721
T.(botteghino) 06 4882114 | 06 48872222

Orari recite:
mercoledì 8 gennaio ore 20.45
martedì, giovedì, venerdì ore 20.45
mercoledì, domenica ore 17.00
sabato ore 16.30 e 20.45

Settore Intero Ridotto1 Ridotto2 Ridotto3
platea 33 €* 26 € 21 € 16 €
balconata 29 € 24 € 19 € 15 €
I galleria 18.50 € 16 € 15 € 13 €
II galleria 13 € 11.50 € 10 € 9 €
* platea per le Prime: 47 €
ridotto
1: convenzioni e under 60
non valido alle Prime in platea
ridotto2: under 30 e gruppi adulti (min 10)
ridotto3: gruppi scuola (min 10 persone)




www.teatroeliseo.it

mercoledì 15 febbraio 2012

GUAI A VOI RICCHI: papà era cattocomunista

Nell'ambito della rassegna L.E.T. è in scena dal 14 al 19 febbraio 2012 "GUAI A VOI RICCHI: papà era cattocomunista". Scritto e interpretato da Giovanni Scifoni, e vincitore del premio "Teatri del sacro 2011".
Scifoni, con la sua proverbiale energia e duttilità, ci porta con originalità e competenza, frutto di attento studio, all'interno dell'apparentemente annoso conflitto tra la fede cattolica e quella comunista. Partendo dal periodo (gli anni 60') in cui c'era la "Messa beat" che portava un gran fermento nei circoli parrocchiali, un gran parlare, un discutere continuo, per arrivare ai primi anni 70" caratterizzati dalle lotte operaie contro il capitalismo, e alla figura  del prete efficace, quello che non dice solo messa, ma va a faticare nel cantiere si carica i pesi e vive a contatto con i lavoratori. Il capitalismo è stato combatutto solo da Marx?  O già i padri della chiesa S.Agostino, S.Basilio, S.Giovanni Crisostomo scrissero omelie contro l'avarizia, l'usura, quella cosa che fa produrre denaro da denaro, sfruttando i più deboli e utilizzando il tempo come se fosse proprio. Ci siamo mai chiesti perchè in America Latina siano così diffuse le sette cristiane non cattoliche? Gli avventisti del settimo giorno, i battisti, gli evangelici,i pentecostali. Nel San Salvador il regime ha sistematicamente eliminato gli oppositori sia i non credenti che i credenti e fra questi ultimi c'erano molti preti guerriglieri che vengono ricordati nei canti di protesta di Victor Jara, nei muri di S.salvador si poteva leggere "Si patriottico uccidi un prete." Le sette religiose cristiane non cattoliche, non hanno una direzione univoca, ognuna ha una sua caratteristica sono come piccole società a se stanti auto-organizzate, e seppur la maggior parte dei loro componenti sono laici hanno una struttura fortemente gerarchizzata, di conseguenza sono più adatte rispetto alla chiesa cattolica a mantenere freddi e sottomessi gli animi, gli Stati Uniti hanno esercitato una grossa pressione nei confronti dei paesi dell'America Latina affinchè si diffondessero a macchia d'olio queste sette. Attraverso il suo spettacolo Giovanni Scifoni ci mostra con chiarezza che il famoso e annoso conflitto tra fede cattolica e fede comunista, in realtà, non esiste, se non nelle menti di chi vuole necessariamente farlo esistere,  creando volutamente confusione,e non va a vedere oltre il proprio naso, e quindi, non si rende conto dell'unità reale delle due fedi. Il tutto ha un filo conduttore: il pensiero umano sulla figura di Dio, c'è, non c'è è solo spirito, è spirito e carne, percè non interviene, ma se ha sacrificato suo figlio figurati se non sacrificherà noi... quando staremo meglio? Cosa fa per faraci stare meglio? Si sà che gli ebrei secondo la tradizione essena aspettavano due messia non uno solo, aspettavano quello spirituale, ma anche e forse sopratutto quello politico, probabilmente questo è il motivo per cui quando Ponzio Pilato li mise davanti alla scelta salvarono Barabba, quello che pensavano essere il messia politico, quello che nell'immediato gli era più utile.
Miriam Comito
GUAI A VOI RICCHI: mio padre era cattocomunista
di e con Giovanni Scifoni
dal 14 al 19 febbraio 2012
Teatro Cometa Off
Via Luca Della Robbia