venerdì 10 aprile 2015

REGISTI ON THE ROAD

20 april h. 9.30 am
REGISTI ON THE ROAD
Ideato e promosso da Alberto Oliva e Carolina De La Calle Casanova
CAE-CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA//ARGOT STUDIO
Quarta Tappa: Roma #taregge
Nuovi modelli di produzione e sostegno culturale a confronto

organizzatore ARGOT STUDIO
in collaborazione con
Municipio Roma I Centro CAE – Città dell’Altra Economia – Teatro e Critica

In occasione dell’inaugurazione della Rassegna #primaverargot, 21 aprile / 7 maggio all’Argot Studio, nata dalla volontà della direzione artistica di dare spazio a gruppi di compagnie indipendenti tra le più interessanti del panorama teatrale nazionale, il 20 aprile dalle ore 9.30 presso Città dell’Altra Economia a Testaccio, Argot Studio si fa promotore del quarto incontro del forum itinerante Registi On The Road, ideato da Carolina De La Calle Casanova e Alberto Oliva nato con l’intento di approfondire in autonomia i problemi etici e produttivi del ruolo della regia in Italia.
Ci sembra l’occasione giusta per aprire di nuovo uno spazio di confronto e di riflessione con un territorio urbano così complesso e stratificato come quello che abitiamo: Roma. Da sempre una città dove accadono simultaneamente molte cose ma in cui è difficile creare processi culturali condivisi e duraturi, nei quali generare spazi di confronto, ascolto e proposta. L’occasione che ci offre oggi Registi On The Road è quella di richiamare l’attenzione sui processi di produzione, di co-working e di auto-finanziamento che impegnano ormai le attività di molti soggetti artistici operanti nella regione Lazio, siano essi compagnie, singoli artisti o operatori culturali.
La domanda con cui abbiamo quindi deciso di affrontare questo importante appuntamento è molto semplice ma allo stesso tempo richiede un’elaborazione complessa per dare una concreta risposta:
- Ce la fai?
Per l’occasione squisitamente romana abbiamo scelto di tradurre questa domanda facendo appello al nostro dialetto ironico, gergale, di strada: t’aregge? È ancora più importante riuscire a declinare questa domanda al plurale, cercando di immaginare una possibile risposta collettiva. Per questo ci appelliamo a tutta la cittadinanza artistica della nostra città in cerca non tanto di una risposta.. quanto di una proposta. Una reazione all’instabilità che ormai detta le condizioni del nostro lavoro, ne modifica i contenuti e l’estetica e genera inevitabilmente nuovi modelli di lavoro.
Direzione artistica Argot Studio
Tiziano Panici e Francesco Frangipane








PROGRAMMA DELLA GIORNATA
20 APRILE 2015
PRIMA PARTE: incontro pubblico
Città dell’Altra Economia (CAE) - Largo Dino Frisullo, Roma (Testaccio)

H 09.30
Appuntamento alla Città dell’Altra Economia
(CAE) - Largo Dino Frisullo, Roma
Accoglienza ospiti e registrazione atti del convegno
Registrazione degli interventi per il forum

H 10.00
Inizio sessione lavori:
Introduzione del convegno a cura di Alberto Oliva e Carolina De La Calle Casanova (registi ideatori di Registi-On-The-Road_lessico di futuro) – della direzione artisticaArgot Studio (ospiti dell’iniziativa) – della redazione di Teatro e Critica (partner del progetto e mediatori dell’incontro)
introduzione degli argomenti di dibattito:
#taregge - ce la puoi fare? - Nuovi modelli di produzione e sostegno culturale a confronto
Presentazione delle realtà dello spettacolo aderenti al forum
Presentazione delle istituzioni pubbliche presenti

H 12.00 | 14.00
Primo forum sui temi attinenti alle tematiche poste nella prima sessione
Elaborazione e lettura del Lessico di futuro - Registi on the Road

H 14.00 - 15.00 pausa pranzo

SECONDA PARTE: tavoli di lavoro
Città dell’Altra Economia (CAE) Largo Dino Frisullo, Roma

H 15.00
Sintesi dei contenuti del primo tavolo di dibattito e definizione dei punti d'interesse.
Creazione dei tavoli di lavoro tematici

H 16.00
Tavoli di lavoro sui diversi argomenti individuati al mattino.
H 18.00
Lettura delle proposte e sintesi della seconda tavola di dibattito.
H 18.30 -  19.30
Conclusioni: lettura delle proposte comuni e stesura documento finale.

TERZA PARTE: la parola agli artisti
Teatro Argot Studio, via Natale del Grande, 27 Roma (Trastevere)
H 20:30 aperitivo condiviso
H 21.00 | 23.00
5 registi a confronto si raccontano dal vivo.


Per iscriversi alla tappa romana è necessario registrarsi attraverso il modulo che troverete al link http://www.teatroargotstudio.com/registiontheroad.html o partecipando attraverso la compilazione del questionario sviluppato da Registi On The Road nelle precedenti tappe che troverete sul nostro sito www.teatroargotstudio.com o che potete richiedere scrivendo a registiontheroad@gmail.com


Contatti Argot Studio:
Tiziano Panici
Danilo Chiarello
Giulia Taglienti



Referenti Registi On The Road
Alberto Oliva e Carolina De La Calle Casanova

giovedì 9 aprile 2015

VIOLAPOLVERE DOMANI ESCE IL LORO NUOVO SINGOLO: LA SETTIMA STELLA


Venerdì 10 aprile 2015

Esce il nuovo singolo dei

VIOLAPOLVERE
LA SETTIMA STELLA
(Joe & Joe)
Featuring Gianmarco Dottori

Una tematica di disperante attualità quella inerente a La settima stella, singolo di lancio dei Violapolvere in uscita venerdì 10 aprilepresso tutti i digital store e a cui seguirà un videoclip, visionabile sul canale Youtube.
Anticipazione di un album che sarà pubblicato ad una settimana di distanza, il brano - che vede la partecipazione di Gianmarco Dottori , fervido e talentuoso cantautore romano già  apripista dei concerti di Ligabue e concorrente a “The Voice” nel team di Noemi – riflette, per scrittura testuale e contenuti prescelti, la solitudine dei giovani contemporanei, costantemente in preda alla fretta, alla devastazione interiore, all’agghiacciante riflessione sui continui sbagli compiuti in ogni ambito mentre si è alla ricerca di una apparente soddisfazione momentanea. La risposta sul vero Amore, come al senso sul proprio modo di vivere, la darà proprio la Settima Stella: basta fermarsi un attimo e guardare in alto con calma per coglierla…
Frutto di una collaborazione con l’etichetta Joe&Joe , il singolo trasmette sfumature rock filtrate da un pop immediato e di qualità, mantenendo, comunque, una propria specifica impronta musicale caratterizzata da una particolare miscela di elettronica ed energia strumentale.
La settima stella, terzo singolo dei Violapolvere dopo Piccola canzone Fiori su Marte , precede anche il terzo album della formazione, Creta, un lavoro che raccoglie ben 11 canzoni (più 5 extratracks digitali) il cui titolo celebra l’amalgama di molteplici mani creative, in questo caso generi ed influenze musicali diversificate tese ad accorpare suoni energici e testi sentimentali.



VIOLAPOLVERE – Biografia

È l’estate del 2004 quando Giacomo e Max si conoscono ad un provino. Scatta subito la scintilla, così restano in contatto scambiandosi musiche e canzoni che non trovano posto nelle band in cui in quel periodo suonano. Le idee che circolano sono tante così come le idee che nascono e condividono. Dopo due anni di scambi e tentativi, decidono di provare a concretizzare un vero e proprio progetto discografico. Il sound che cercano deve essere una miscela originale ed esplosiva di pop, rock e incursioni elettroniche, ma al momento sono solo in due, Max alla chitarra e Giacomo al basso, e non li aiuta neanche un computer che utilizzano per filtrare i suoni. Pensando ad una voce che possa dar vita alle loro canzoni, coinvolgono Luca, giovane, “bello” e soprattutto “ladro di canzoni”, capace di interpretare un pezzo scritto da altre mani facendolo diventare uno spaccato di vita personale. Con Luca le immagini e le metafore raccontate nelle canzoni e fatte di stati d’animo, dubbi, inquietudini, progetti, disagi, amori, sogni, delusioni, diventano nitide e credibili. A quel punto manca solo il nome: Giacomo propone "Violapolvere" e suona subito perfetto.
La band inizia immediatamente a registrare le canzoni che andranno a far parte del primo lavoro, interamente autoprodotto, “Zona Limite”. Lo fanno da soli perché, oltre alle idee chiare e alla voglia di fare, hanno anche la convinzione che non è solo il modo di fruire della musica ad essere cambiato, ma anche il modo di produrla. Nel 2008 il disco è pronto e i Violapolvere suonano ovunque ce ne sia possibilità per promuoverlo, aprono i concerti di Frank Turner, di Fausto Leali e di Federico Poggipollini, il chitarrista ufficiale di Luciano Ligabue. In quell’anno nasce spontaneamente anche un fan club su Facebook.
Ora è dunque necessario farsi notare da realtà discografiche interessate al progetto e decidono così di finanziare la promozione radiofonica con gli incassi delle serate partecipando a contest e concorsi con ottimi riscontri, in molti casi arrivando primi! Tra le principali manifestazioni a cui partecipano e vincono si ricordano Radiostar Music Live Festival, Musica ControCorrente, Festival Band Emergenti di Scauri, Musicultura, Roccalling Festival, Premio Lunezia Nuove Proposte, Festival della Canzone Italiana d'Autore di Isernia, selezioni per il Festival di Sanremo 2011.
Nel luglio 2011 arriva la svolta. Alla porta del loro box, dove provano e creano, bussa la Universal Music Italia che dà loro la possibilità di produrre il secondo disco dal titolo “Spazi”. Pochi mesi dopo, nel 2012, l’album è pronto. La realizzazione del videoclip del primo singolo estratto – “Rumore Bianco” – è affidata a Gianluca "Calu" Montesano, già regista per Zucchero, Caparezza e Club Dogo. “Spazi” contiene anche un brano scritto da Niccolò Fabi con il quale in estate, in occasione di un festival, duettano.
Arriva l’autunno e i Violapolvere concentrano il proprio lavoro in studio, cercando e sperimentando nuove sonorità e arrangiamenti per le canzoni che comporranno il loro terzo album: “Creta”. Nei primi mesi del 2013 inizia una nuova collaborazione con l’etichetta Joe&Joe di Marco Poggioni. Affiancati dalla guida artistica di Alfredo Saitto e supportati da Max Artibani, la band approfondisce e sperimenta sfumature più rock e garage, mantenendo la propria impronta musicale che li ha sempre caratterizzati, dalla ricerca di testi non banali alla particolare miscela di elettronica e carica strumentale. Vengono così presentati dal vivo “Piccola canzone” e “Fiori su Marte” – i primi due estratti dell’album “Creta” – al Roxy Bar di Red Ronnie. Dopo l’addio al progetto da parte di Ivan, batterista iniziale del gruppo, il nuovo “autunno delle novità” del 2014 porta con sé rinnovata linfa con l’ingresso di Alessandro alla batteria – già di supporto alla band nell’esperienza con Federico Poggipollini – e di ritorno dalle sue ultime esperienze americane. Il resto della storia è ancora da scrivere…
www.violapolvere.it 


Etichetta
JOE&JOE S.R.L.
info@joeejoe.com



Distribuzione
Pirames International Srl
piramesdigital@piramesinternational.com

APPELLO DEI CINEASTI EUROPEI

| Incontri Romani @ Rendez-vous 2015 - 9 aprile 2015 | Roma, Palazzo Farnese
In occasione della quinta edizione del festival, l'Institut français Italia e l’Ambasciata di Francia in Italia, con UniFrance films, L’ARP e l’Ile-de-France Film Commission, in collaborazione con la Roma Lazio Film Commission,  ha organizzato questa mattina a Palazzo Farnese sede dell'ambasciata francese in Italia un incontro-dibattito focalizzato sul tema dell’ampliamento della diffusione del cinema europeo sulle reti televisive pubbliche e sulle piattaforme VOD e sul concetto di diritto d’autore in Europa. L’evento sarà seguito dalla seconda edizione degli incontri di coproduzione franco-italiani, incentrati quest’anno sullo sviluppo di 5 lungometraggi francesi. Tra i relatori e partecipanti: Isabelle Giordano - Direttrice generale di UniFrance films; Jean-Paul Salomé - Presidente di UniFrance films; Dante Desarthe - Co-Presidente de L’ARP; Dana Hastier - Direttrice generale di France 3; Vincent Grimond - Presidente di Wild Bunch; Olivier-René Veillon - Direttore dell’Ile-de-France Film Commission, Luciano Sovena - Presidente della Roma Lazio Film Commission; Gianluca Guzzo - Presidente generale di Mymovies.it; Lucia Recalde - Capo Unità di Europa Creativa – Programma MEDIA (TBC); Pascal Rogard - Direttore generale della SACD; Peter Dinges - Direttore del FFA et Presidente di EFAD; Roberto Cicutto – AD Luce Cinecittà; e i registi: Michel Hazanavicius, Co-Presidente de L’ARP, Costa-Gavras, Lucas Belvaux, Emanuele Crialese, Maurizio Sciarra, Matteo Garrone, Francesco Bruni e René Bonnell.

 APPELLO DEI CINEASTI EUROPEI
le numerose discussioni che hanno animato queste giornate romane dimostrano un'urgenza condivisa da tutti. mentre i fondamenti stessi del diritto di autore sono rimessi in discussione da coloro che, in Europa, li considerano a torto  un ostacolo alla circolazione delle opere, affermiamo la nostra volontà di ridisegnare nella sua essenza il modo di mostrare e far circolare i nostri film tra i nostri paesi.
Attraverso il nostro sguardo di registi, le nostre opere cinematografiche testimoniano, ciascuna  a modo suo, una visione profondamente personale e al contempo profondamente collettiva dell'Europa in tutte le sue complessità, con le sue violenze, le sue gioie, le sue caricature, e le sue realtà, i suoi conflitti e le sue coesioni, le sue assurdità e i suoi sogni...
Costituiscono di per sè una forma di speranza e senza dubbio contribuiscono, nel loro piccolo alla costruzione di un'identità europea.
In un momento in cui un elevato numero di paesi europei si trova ad affrontare nuovi movimenti oscurantisti venati di odio, dei barlumi di speranza possono anche arrivare dal cinema.
Per questo motivo, una delle nostre responsabilità sta nel condurre una riflessione atta a favorire una migliore circolazione delle opere dei singoli paesi attraverso un continente che è il nostro, stando tuttavia ben attenti ad evitare che questo avvenga a discapito della vitalità della nostra creatività.
Non è normale che tutte le cinematografie europee abbiano difficoltà ad essere accessibili a tutti gli spettatori.
Chiediamo dunque all'insieme delle autorità pubbliche, alla Commissione europea,a gli organismi normativi nazionali, alle Agenzie cinematografiche europee e, ancora, alle emittenti televisive, di unirsi a noi in una riflessione su misure concrete da mettere in atto nell'ambito della circolazione dei film, affinchè l'Europa sia permeata di tutto il suo cinema.
Per far queso, è necessario focalizzare l'attenzione su tutti i mezzi di diffusione dei film: 
-le sale cinematografiche bisogna moltiplicare gli sforzi per contrastare il deserto cinematografico tuttora esistente in numerosi territori. E' necessario evitare la chiusura delle sale esistenti e al tempo stesso consentire la creazione di nuove strutture.. Le sale indipendenti non devono essere trascurate nella dotazione dell'attrezzatura digitale. Occorre vigilare in modo particolare sugli aiuti che facilitano e accellerano la distribuzione dei film nei cinema di tutta Europa: la sala resta il miglior luogo di incontro tra un film e il suo pubblico.
le reti televisive  sollecitiamo le emittenti di servizio pubblico ad impegnarsi fin d'ora  a redigere una Carta per una migliore trasmissione delle opere cinematografiche europee concentrando gli sforzi, in particolare sugli scambi e lavorando su programmazioni condivise e reciproche. Sarà anche necessario aiutarle a sviluppare i loro canali digitali (in particolare la catch-up TV), nel contesto di un modello economico sano che non distrugga il valore dell'opera. La speranza della creazione di una piattaforma di diffusione del cinema indipendente europeo deve essere un obiettivo credibile. Può scaturire dalle emittenti televisive.
le piattaforme di video on demand  è necessario ripensare un regolamento europeo specifico a seguito della comparsa di operatori europei capaci di competere con i giganti mondiali. Per molto tempo internet è stata oggetto delle nostre preoccupazioni, che si sono materializzate in particolare con i danni provocati dalla pirateria. Vogliamo credere che oggi,forse, sia la miglior partner del cinema europeo. Una rete interconnessa adeguatamente regolamentata può diventare uno straordinario mezzo per mostrare le nostre opere.

A tal fine la Commissione europea deve adattare le due direttive sui media audiovisivi, ma anche sulla fiscalità. Deve perseguire due obiettivi ambiziosi: incoraggiare la crescita di soggetti europei che si adoperino per il finanziamento e l'editorializzazione del cinema europeo, e inserire i giganti mondiali della Rete nella fiscalità e nell'economia della creazione.
E' doveroso e urgente individuare una fiscalità culturale per gli operatori globalizzati della diffusione delle opere. L'ipotesi suggerita dal ministro della Cultura e della Comunicazione francese Fleur Pellerin di una tassazione della larghezza di banda ci sembra una strada pertinente da esplorare ed è essenziale poter condurre fino in fondo una  riflessione in merito.
Chiediamo fin d'ora alla Commissione europea di rendere disponibili attraverso il Programma Europa Creativa, delle risorse per tradurre le opere europee nelle altre lingue del continente. Queste traduzioni permettono una migliore circolazione dei film sulle reti televisive pubbliche e sulle piattaforme di VOD e accellerano la distribuzione dei film nelle sale cinematografiche a livello europeo. Constatiamo sempre più che la possibilità di disporre di film in un contesto di legalità è anche il modo più efficace per contrastare il fenomeno della pirateria e prevenire le sue disastrose conseguenze sulle opere dell'ingegno. E' una questione cruciale sulla quale è oltremodo urgente che la Commissione europea si esprima e intervenga a sostegno delle iniziative  già intraprese per favorire la circolazione delle opere in Europa e lottare in modo efficace e coraggioso contro il dilagare della pirateria.
Condividiamo con la Commissione europea la volontà di favorire l'accesso dei film a tutti. Le opere cinematografiche costituiscono un elemento essenziale dell'educazione all'immagine, oltre che , senza dubbio dell' educazione delle coscienze. Ma non dobbiamo sbagliare la modalità di raggiungimento di questo obiettivo, altrimenti gli effetti sul cinema sarebbero devastanti.
Le nostre basi di valori comuni, come il Diritto di autore, e l'Eccezione culturale, devono essere preservate per fungere da sprone nel tracciare una nuova politica culturale europea.
                                                                                                                            Roma 9 aprile 2015
PRIMI FIRMARARI: Lucas Belvaux, Emanuele Crialese, Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne, Dante Desarthe, Matteo Garrone, Costa Gravas, Amos Gitai, Michel Hazanavicius, Kamen Kalev,Paul Laverty,Mike Leigh, Ken Loach, Daniele Luchetti, Ursula Meier, Cistian Mungiu, Rebecca O' Brien, Jean-Paul Salomé, Volker Schlondorff, Maurizio Sciarra, Abderrahmane Sissako, Paolo Sorrentino, Bèla Tarr, Joachim Trier, Fernando Trueba, Wim Wenders

mercoledì 8 aprile 2015

PER LA PRIMA VOLTA AL TEATRO:DOPPIO SOGNO DAL 7 APRILE AL QUIRINO


Impresa non certo semplice quella di portare sulla scena teatrale il racconto di Schnitzler "Doppio sogno", mentre infatti "Girotondo" dello stesso autore è stato più volte oggetto di trasposizioni teatrali, con "Doppio sogno", forse il racconto che contiene più elementi autobiografici non era mai successo, e ora, dal 7 aprile al Teatro Quirino di Roma è possibile assistere alle vicende che hanno dilaniato e riunito, nell'ambito di una sola notte i coniugi Fridolin.
Si vien subito trasportati in una dimensione che appartiene all'inconscio, pullulato dai fantasmi che la nostra stessa mente produce, e agli inesauribili sensi di colpa che ne scaturiscono. Lo spettacolo è coinvolgente le diverse scene vengono scandite da un gioco di luci e suoni, che sospingono lo spettatore su e giù all'interno dell'inconscio dei vari personaggi. Non ci si può dimenticare che il testo è stato scritto durante il periodo definito "Finis Austrie" in un  periodo quindi di decadimento e dissolvenza, ma che allo stesso tempo ha dato i natali alla moderna psicoanalisi che pur si avverte negli adattamenti contemporanei.
Lo spettacolo di Marinelli è decisamente piacevole e tiene alta l'attenzione grazie anche alla bravura degli attori, che riescono perfettamente a scandagliare tutti gli angoli, tutte le sfumature, le piccole pieghe dei personaggi, così da dare vita ai sogni.
Miriam Comito



Per la prima volta in Teatro la novella traumatica che fonde in modo assai compiuto il sogno e la realtà, Freud e il romanzo d’appendice, e da cui Stanley Kubrick, con Eyes Wide Shut, ha tratto il suo ultimo capolavoro del tutto incompiuto.
“Dopo il grande successo delle due stagioni di Elephant Man, cercavo un testo che possedesse una caratteristica; darmi la possibilità, come drammaturgo e come regista, di creare personaggi multipli per i miei attori; un testo che fosse già teatro multiplo. Dove la storia fosse tante storie; dove la verità fosse tante verità; e dove, finalmente, l’amore, la morte, il senso di colpa, il peccato e il riscatto, affiorassero prepotentemente tutti insieme.
In una Vienna innevata eppure caldissima, il dottor Fridolin riceve la più imprevedibile delle confessioni dalla moglie Albertine: “Ti ricordi, l’estate scorsa, sulla spiaggia danese, quel giovane uomo? Se mi avesse chiamata, non avrei potuto oppormi. Ero pronta a sacrificare te, la nostra bambina, tutto il mio futuro”.
Dall’intima confidenza di un tradimento solo fantasticato all’ossessione che dura un’interminabile notte; dopo aver viaggiato negli inferi della mente e della carne, sullo scivolo dell’alba, i due coniugi si ritrovano soli, smarriti, ma innamorati più di prima.
In fondo solo questo mi interessa: raccontare (ancora una volta) i crimini, anche solo della fantasia, che attentano ogni giorno alla felicità della coppia; dire quanto sia disperante dover amare e essere amati, facendo i conti con l’infantile terrore e la sadica eccitazione dell’abbandono; mettere in scena la follia di chi, ad un certo punto della sua vita, è convinto che il dolore che subiamo, in verità, sia la punizione meritata a quel nostro abbandonare, tradire, violare chi ha scelto di essere, per sempre, nostro.
Il teatro è amare gli attori. E odiare tutto ciò che riescono ad essere al posto nostro.”
[Giancarlo Marinelli]


DAL 7 al 19 aprile Teatro Quirino
Compagnia Molière
con il patrocinio della regione Veneto
IVANA MONTI  CATERINA MURINO   RUBEN RIGILLO  ROSARIO COPPOLINO
                                DOPPIO SOGNO (EYES WIDE SHUT)
di GIANCARLO MARINELLI
tratto dall'omonimo racconto di Arthur Schnitzler
Personaggi e interpreti
Daniel Fridolin Ruben Rigillo
Nicole Fridolin Caterina Murino
           Ivana  Ivana Monti
       Naktigal  Rosario Coppolino
Consigliere Bohm Andrea Cavatorta
Albert Bohm    Simone Vaio
Gibisier         Francesco Maria Cordella
Pierrette       Serena Marinelli
La donna in blu Carlotta Maria Rodana





In occasione dello spettacolo “Doppio sogno” sarà allestita nel foyer del Teatro l’installazione “Il castello degli specchi” usufruibile dagli spettatori dalle 19 alle 21 e durante l’intervallo.





ORARI SPETTACOLI

dal martedì al sabato ore 20.45 
giovedì 9 e mercoledì 15 aprile ore 16.45

sabato 11 aprile ore 16.45 e ore 20.45
tutte le domeniche ore 16.45




INFO 
botteghino 06.6794585
segreteria 06.6790616 int.1



PREZZI mar / mer / gio


intero
ridotto
platea
€ 30,00
€ 27,00
I balconata
€ 24,00
€ 22,00
II balconata
€ 19,00
€ 17,00
galleria
€ 13,00
€ 12,00








intero
ridotto
platea
€ 34,00
€ 31,00
I balconata
€ 28,00
€ 25,00
II balconata
€ 23,00
€ 21,00
galleria
€ 17,00
€ 15,00
PREZZI ven / sab / dom


mercoledì 1 aprile 2015

INTERVISTA ALL'ATTORE E REGISTA NICOLA DE SANTIS

Ho avuto il piacere di incontrare l'attore e regista Nicola De Santis, ecco l'intervista che ne è uscita

D. Ciao Nicola tu sei sia attore che regista ci vuoi parlare della tua formazione artistica?

 R. Dunque, ho iniziato a studiare recitazione a diciassette anni all'accademia teatrale Cassiopea con Tenerezza Fattore, e da allora non ho mai smesso di specializzarmi. Ad esempio ho frequentato corsi su voce ed articolazione con Claudia Frisone, recitazione e movimento scenico con Francesco Villano, Combattimento Scenico con Sandro Maria Campagna. Ultimamente ho partecipato a due seminari con Steven Ditmyer, insegnante del metodo Meisner alla "Neighborhood Playhouse" di New York, e doppiaggio con Roberto Chevalier, col quale lavoro da cinque anni.

D Sei il regista e il coautore, in questo caso insieme a Jessica Cenciarelli, dello spettacolo "L'ultima cena" che andrà in scena alla Casa delle Culture di Roma dal 15 al 19 aprile. So che è uno spettacolo particolarmente interessante, per la sua stretta attualità: dato che si parla del confine labile che c'è tra giustizia e giustizialismo, tra ciò che è legittimo e l'andare oltre. Vuoi parlarcene in mondo più approfondito?

R. Certamente. "L'Ultima Cena" è una black comedy alla quale io e Jessica siamo molto affezionati. Parla di quanto sia facile e pericoloso cadere nella tentazione di farsi giustizia da soli. Definirlo attuale è poco. Ti faccio un esempio: se ti ricordassi che, oggi, per un giovane non esiste lavoro che non sia a tempo determinato, che la legge anti-corruzione è in attesa di essere varata da più di due anni, che la giustizia non è uguale per tutti grazie alle leggi ad personam, che, secondo la Legge di Stabilità, a gennaio l'IVA rischia di aumentare fino al 24%, tu come ti sentiresti? Molto arrabbiata, immagino. E se ti presentassi un "colpevole", il responsabile di tutti i mali del paese, se ti dicessi che, tolto di mezzo lui, risolveremmo buona parte dei nostri problemi, almeno per un secondo, non ti verrebbe voglia di offrirgli un bicchiere di vino avvelenato? Perché è questo che fanno i protagonisti dello spettacolo. Sono quattro amici democratici, che vivono insieme e condividono l'ideale di cambiare il mondo. Perciò ogni sabato, invitano a cena una persona intollerante, dalle opinioni ideologicamente discutibili, come razzisti, corrotti, criminali e offrono loro del vino bianco aromatizzato all'arsenico. Lentamente, col passare del tempo e l'aumentare delle vittime, la missione che hanno intrapreso prenderà loro la mano fino a farli diventare più intolleranti dei loro stessi ospiti.

D Avete scelto come colonna sonora delle canzoni degli AC/DC e dei Guns N' Roses, il cd "metallo pesante" immagino non sia stata una scelta casuale vero?

R. Infatti. Io amo molto la musica, e come regista uno dei momenti che preferisco è proprio la scelta della colonna sonora. E, in uno spettacolo che parla di emozioni forti, di fuoco, di furia vendicativa, il rock mi sembrava la scelta più appropriata. Ed ovviamente, anche le parole dei testi hanno un senso: uno dei brani dei Guns N' Roses è una cover di John Lennon e si intitola "Live and let die" (trad. "Vivi e lascia morire"). Ho trovato questa canzone così azzeccata da farne un vero e proprio video musicale da proiettare durante lo spettacolo, tra il primo ed il secondo atto, per raccontare il passaggio del tempo in maniera meno convenzionale di come si fa normalmente.

D Che criteri hai seguito nello scegliere gli attori che interpreteranno "L'ultima cena"?

R. Sicuramente la voglia di lavorare con determinate persone. La bravura. La propositività. La capacità di aderire alla parte. Devo dire che su alcuni di loro ho osato molto, dandogli ruoli diametralmente opposti alla loro indole. Ma era quello che mi suggeriva il mio istinto. Mi hanno dato tutti grandi soddisfazioni. Il lavoro teatrale è un lavoro di cooperazione. Un regista deve avere un progetto, ma deve anche essere in grado di ascoltare, essere pronto a mettere in discussione un idea nel momento in cui, dal gruppo di lavoro, arriva una proposta migliore. Li ringrazio tutti per essersi fidati di me ed avermi seguito e sostenuto in questa "folle impresa"!

D Hai altri progetti per il futuro, o stai già lavorando anche ad altri spettacoli?

R. Sì, in realtà non mi fermo quasi mai. Sarò a brevissimo il protagonista dello spettacolo "Clash" di Claudio Nicolini, in scena dal 24 al 26 aprile al teatro San Paolo, un testo tratto da "Quello che prende gli schiaffi" di Leonida Andreyew. Poi ho iniziato a lavorare al prossimo spettacolo di Francesco Villano, regista ed attore, che prende spunto da "La grande magia" di De Filippo, e che andrà in scena ad ottobre. E per l'anno prossimo, spero di riportare in scena "Ombre nel buio", l'altro spettacolo che abbiamo realizzato io e Jessica (Cenciarelli) lo scorso novembre, e che rappresenta il nostro personale esperimento di portare l'horror a teatro.

D Quali sono le difficoltà che un giovane attore/ regista come te si trova a dover affrontare, non avendo i cd "santi in paradiso" per poter lavorare?

R. La difficoltà più grande è quella di farsi notare. Difficilmente qualcuno è disposto a prenderti sul serio se non sa chi sei o non gli sei stato raccomandato da qualcun altro di cui si fida. Se non si ha un nome, è complicato portare le persone a teatro a vedere i propri lavori, per cui, alla fine, ci si ritrova sempre ad affrontare lo stesso pubblico di colleghi e affezionati sostenitori, cosa che va benissimo, ovviamente, ma sarebbe anche interessante trovarsi a fronteggiare un pubblico di estranei, per poter avere un feedback più disinteressato, meno di parte. Questo è un problema che in Italia sta raggiungendo livelli di gravità drammatici. Comunque, parlando in controtendenza, esistono anche grandi esempi di meritocrazia. Da questo punto di vista, sono stato molto fortunato ad imbattermi in Marco Carlaccini e Patrizia D'Orsi alla Casa delle Culture. Loro hanno creduto nel progetto, quando gli abbiamo presentato "l'Ultima Cena", semplicemente perché lo hanno ritenuto interessante, senza che avessimo nomi famosi in compagnia o fossimo stati presentati da qualcuno. Hanno creato una stagione di nuova drammaturgia, aperta agli esperimenti, ai giovani. Alle idee. Certo, la situazione in Italia è quella che è, ma penso sia inutile piangersi addosso. Essere un artista indipendente ha tanti ovvi svantaggi, però sono anche libero di scegliere i progetti in cui credo di più. Posso fare uno spettacolo, come questo, che parli alle persone. Un teatro che punti a dare un messaggio a chi ne fruisce, e non guardi solamente all'incasso del botteghino.


"...Poniamo, per ipotesi, che tu abbia costruito una Macchina del Tempo che possa farti tornare indietro fino ai primi del 1900: sei in Austria e stai bevendo una grappa con un giovane sconosciuto. Sai che studia arte, che ha un solo testicolo e che si chiama Adolf Hitler. A questo punto della sua vita è giovane, non ha fatto nulla, non ha ancora torturato e ucciso sei milioni di ebrei. Che fai? Gliela avveleni la grappa, sapendo che con un solo gesto potresti salvare la vita a milioni di persone innocenti?"

Una commedia dal retrogusto amaro sull'esile confine tra giustizia e ferocia.
In una società nella quale i delinquenti vengono assolti ed esaltati, i "buoni" non possono continuare a vivere nell'indifferenza. Devono assumersi la responsabilità di combattere per ciò che è giusto.
Per questo quattro amici inizieranno ad invitare a cena ospiti dalle opinioni ideologicamente discutibili; cucineranno per loro i piatti migliori accompagnati da dell'ottimo vino bianco, aromatizzato all'arsenico!


con:
Jessica Cenciarelli, Ursula Mercuri, Alessia Ramazzotti, Agostino Terranova
e:
Maria Stella Anaclerio, Mario Anaclerio, Walter Gizzi, Gianluca Rossi, Chiara Rovan
contributi video:
Valeria Baresi, Livia Bettinelli, Emiliano Fabiani, Emanuela Gentili, Eleonora Leone, Ilaria Orlando, Emiliano Piccioni

musiche:
AC-DC & Guns N' Roses

regia:
Nicola De Santis


da mercoledì 15 a domenica 19 aprile alle ore 21:30 (domenica 18:00)
presso la Casa delle Culture via san Crisogono 45, Roma (Trastevere)

INGRESSO RISERVATO AI SOCI      biglietto intero: €15     ridotto: €12     studenti: €8

Per info e prenotazionitel. 06.58157182    -    email: botteghino@casadelleculture.net
Nei giorni di spettacolo il botteghino aprirà dalle 19.30 - la domenica dalle 16.00

Per maggiori info:
vedi il trailer dello spettacolo: https://www.youtube.com/watch?v=6DTdyj4fpVM
oppure visita il sito e la pagina facebook:
http://www.nicoladesantis.com/ultimacena.html



"ON THE REVOLUTIONARY ROAD" dal 7 al 12 aprile al Teatro Cometa Off


 “On The Revolutionary Road”
Teatro Cometa off
dal 7 al 12 Aprile 2015

“On the Revolutionary Road”

Con Elisa Menchicchi e
Giulio Forges Davanzati
Disegno luci: Diego Labonia
Costumi: Morena Fanny Raimondo
Movimenti: Marco Angelilli
Adattamento e Regia di Samuele Chiovoloni

Dal 7 al 12 aprile “On the Revolutionary Road” arriva al Teatro Cometa Off , via Luca della Robbia 47.

“On the Revolutionary Road” è una produzione dell'associazione culturale “Carmentalia” nata dalla penna di Samuele Chiovoloni, Teatro di Sacco Perugia ed autore radiofonico classe ’87, e si avvale dell’interpretazione di Elisa Menchicchi (attrice romana, già in compagnia con ricci/forte dal 2010 al 2014 e diretta da registi quali Valentino Villa, Alfonso Santagata, Giancarlo Fares) Giulio Forges Davanzati (diplomato presso L'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico e protagonista di tournée accanto a, tra gli altri, Giuliana De Sio, Michele Placido e diretto al cinema da nomi quali Ettore Scola, Maurizio Ponzi, Nicola Deorsola).

Il romanzo Revolutionary Road di Richard Yates è il riferimento e soggetto dello spettacolo. Nel 1961 questo capolavoro della letteratura, indiscusso modello per il realismo americano, ma ammiratissimo anche da tutta la corrente post-moderna ed ultra-contemporanea, non incassò tuttavia né gran successo né alcun riconoscimento o premio. Come e forse persino più del Salinger degli esordi visse un rapporto con l’editoria abbastanza contrastante, giudicato “cervellotico”, “uno scrittore per scrittori”.
Una rilettura critica attenta, successiva alla morte di Yates occorsa nel 1992, ha definitivamente riconosciuto il coefficiente letterario e poetico e la riconoscibilissima cifra stilistica della sua opera, Revolutionary Road in primis sceneggiato per il cinema (nel 2008) da Justin Haythe per la regia di Sam Mendes e l’interpretazione di Leonardo di Caprio, Kate Winslet, Micheal Shannon, Kathy Bates e Zoe Kazan.

“On the Revolutionary Road” è una riduzione per due attori che esplora le latitudini oscure della vita sentimentale e domestica dei due protagonisti, April e Frank Wheeler (“i giovani Wheleer di Revolutionary Road o i giovani rivoluzionari di Wheeler Road”) correndo sulla linea tesa fra aspettative reciproche e insoddisfazione personale. Sullo sfondo la rampante società americana reduce dalla vittoria della seconda guerra mondiale, definitivamente al vertice del mondo ben lungi dal discutere il proprio equilibrio interno, fiera della propria ottusità e mezza annegata nell’ondata di alcool post-proibizionista.
I due interpreti si trasformano scenicamente in ciò che occorre a rendere la profondità del quadro, il provincialismo dell’ambiente lavorativo, la civetteria del vicinato e il rapporto simbiotico con un “altrove” più autentico verso il quale correre incontro pur di sfuggire al “vuoto disperato”.
Lo spettacolo ha una durata di circa 80 minuti, il disegno luci è a cura di Diego Labonia e i costumi sono firmati da Morena Fanny Raimondo.

“On the Revolutionary Road“

Teatro Cometa Off
via Luca della Robbia 47

dal 7 al 12 aprile 2015
ore 21:00
Informazioni e prenotazioni al numero
06 5728 4637