mercoledì 29 gennaio 2020

1-2Feb_VinoKilo L'Abbigliamento Vintage che Salva l'Ambiente

Sabato 1 e domenica 2 febbraio 2020

presso Città dell'Altra EconomiaLargo Dino Frisullo - Roma (Testaccio)

Aperto dalle ore 11.00 fino alle ore 20.00. Ingresso Libero. Ingresso Area "Vintage Kilo Sale": 2€


presenta

Per la prima volta a Roma:

VinoKilo
VINTAGE KILO SALE

FOOD TRUCKS | VINO NATURALE | ATTRAZIONI PER BAMBINI | DJSET | LIVE MUSIC | AREA VINTAGE KILO SALE

Abbigliamento Vintage al Kilo per dire basta all'inquinamento.
Dalla Germania arriva l'idea geniale per fare "moda" con meno impatto ambientale.

La rivoluzione arriva da lontano. Dalla Germania giunge l'idea geniale per ridurre l'impatto ambientale procurato dall'industria della moda fast-fashion, tra le maggiori responsabili di danni all'ecosistema. Il suo nome è VinoKilo - Vintage Kilo Sale, una grande iniziativa guidata da un gruppo di giovani sognatori che, dopo il successo europeo e la sua prima tappa italiana in quel di Milano, giunge per la prima volta a Roma nel primo weekend di febbraio.
Sabato 1 domenica 2 febbraio, dalle ore 11.00 fino alle ore 20.00 presso la Città dell'Altra Economia, tutti gli appassionati di vintage ed attenti all'ambiente sono invitati a non perdere l'appuntamento con l'evento che consacra il gusto per l'abbigliamento vintage, una trovata innovativa che colleziona consensi in giro per l'Europa e che porterà nella capitale, più di 6000 pezzi unici (circa 4 tonnellate di merce) da acquistare rigorosamente al kilo. Non solo abiti ma anche tanto intrattenimento ad ingresso gratuito con food trucks, stand degustativi di vino naturaleattrazioni per bambinidjset e musica dal vivo, un'offerta-preludio all'area dedicata al Vintage Kilo Sale, visitabile dal pubblico con un biglietto di soli 2€.

Sono 219 le tonnellate di vestiti a cui l'azienda di abbigliamento con sede a Magonza, in Germania, ha ridato nuova vita. Con quelle tonnellate sono stati risparmiati 3.262.500 kg di CO2, seguiti da 543.750 metri cubi di acqua e da 24.903.750 Megajoule. Un nuovo concept per uno shopping vintage ed eco-friendly, dove è la sostenibilità a farla da padrona. Un messaggio chiaro che guarda alla "moda" come fenomeno sempre meno consumistico e più come un movimento consapevole, stilistico, di qualità e sostenibile, che mira all'unicità.
L'e-commerce tedesco vinokilo.com ha preso le misure per un'idea rivoluzionaria in grado di mettere d'accordo tutti. Dopo aver gustato un buon bicchiere di vino naturale e assaggiato un buon panino in perfetto street food style, il pubblico è pronto per la bizzarra quanto geniale esperienza di shopping più all'avanguardia che ci sia. Armati di buste eco-solidali e con un piccolo budget a disposizione, gli avventori sono pronti ad immergersi nella ricerca del capo cult che cercavano da sempre. Un kilo di vestitiqualsiasi essi siano, per la modica cifra di 40€. Perché acquistare capi di abbigliamento vintage significa pensare all'ambiente e ridurre notevolmente l'impatto ambientale che l'industria di riferimento ogni anno registra in negativo con la politica del fast-fashion. L'azienda tedesca recupera dalle discariche tessili del globo i vecchi abiti in disuso e, inserendoli in un processo di riqualificazione li riporta a nuova vita, pronti per esser esposti in modo creativo e innovativo nell'ambito di eventi pop-uporganizzati nelle maggiori città d'Europa. In poco più di quattro anni di attività VinoKilo ha raggiuntorisultati incredibili con numeri di vendite da capogiro, che segnano l'inizio di una vera e propria rivoluzione nel settore.

Sono circa 300 gli eventi già organizzati che nel tempo hanno contribuito ad ampliare il fenomeno, sempre più concreto e significativo. Le emissioni di CO2 necessarie alla produzione di 200 tonnellate di abbigliamento, equivalgono a 39.2 milioni di km alla guida di un'automobile (circa 51 volte andata e ritorno verso la luna). Altrettanto sorprendente è il risparmio energetico: più di 4.6 milioni di cicli di lavatrici sono stati evitati, traducendosi in un notevole calo sull'impatto idrico che registra il mancato consumo di acqua utile a riempire oltre 3 milioni di vasche da bagno.

"Con ogni chilo venduto, riportiamo in vita quelli che sarebbero stati i rifiuti tessili, nonché la più grande fonte di inquinamento dopo l'industria petrolifera"afferma Robin Balser, CEO e fondatore di VinoKilo che conclude dicendo: "Finora, siamo riusciti a rimettere più di 200 tonnellate di vestiti negli armadi dei nostriclienti, ma il nostro obbiettivo è ben maggiore, considerando che esiste un potenziale di circa 800 milioni ditonnellate di abbigliamento inutilizzabile in tutto il mondo". Obiettivo del progetto è quello di innescare unciclo di vita infinito per gli indumenti, rendendoli accessibili al grande pubblico.






VinoKilo - Vintage Kilo Sale
Sabato 1 e Domenica 2 Febbraio 2020, dalle ore 11.00 fino alle ore 20.00,
presso la Città dell'Altra Economia, a Largo Dino Frisullo - Roma (Testaccio)
INGRESSO GRATUITO DJSet, Live Music e Stand Food&Beverage / Ingresso 2€ area dedicata Vintage Kilo Sale
INFO ● WebSite: vinokilo.com  FB: facebook.com/vinokiloo/  IG: instagram.com/vinokilo/

venerdì 24 gennaio 2020

RUSINA DI E CON ROSSELLA PUGLIESE AL BRANCACCINO FINO AL 26 GENNAIO


TEATRO SEGRETO e deneb
presentano

RUSINA

scritto, diretto e interpretato da ROSSELLA PUGLIESE
 Aiuto Regia Alessia Francescangeli
Disegno luci Nadia Baldi
Tecnico luci Desideria Angeloni 
Scenografia Santo Pugliese e Rossella Pugliese
Direttore di scena Errico Quagliozzi 

23-26 GENNAIO
TEATRO BRANCACCINO
dal giovedì al sabato ore 20.00; domenica ore 18.45


La prima scena di questo spettacolo mi ha evocato la figura di una grande pittrice: Frida Kahlo, è stata come un'illuminazione, non so se l'autrice ne sia consapevole o meno, ma io da storica dell'arte ho avuto questa percezione.  Una bara verticale forata da un drappo rosso da cui esce solo il capo con i capelli raccolti, avrebbe potuto essere un quadro di Frida degli ultimi tempi, o fatto in uno dei tanti periodi di sofferenza fisica e psichica.

Il monologo RUSINA vuole essere un omaggio alla nonna di Rossella Pugliese, Rosina Federico, una donna che probabilmente fosse nata in un altro, in un altro periodo, avrebbe vissuto una  vita diversa e forse migliore, ma che non si è mai rassegnata a soccombere a ciò che il destino le aveva riservato, quindi la nascita in un piccolo paese dell'entroterra calabrese, il dover affrontare la povertà, il dolore, la maldicenza,il sognare una vita diversa, che nello spettacolo viene espressa nel "periodo spagnolo" ed il riscatto finale attraverso la nipote.
la vita che ci viene incontro non sempre ci offre cose belle,a volte, bisogna essere molto ostinate e in attesa, per raccogliere un frutto positivo. Ed è proprio la posizione di attesa che Rossella Pugliese, maggiormente, assume durante lo spettacolo, una posizione che può sembrare, sfacciata o anche ingenua, o comoda, ma che se ci si pensa bene è una posizione di attesa. 
Attesa in senso fisico, attesa di una nascita, anche se il parto lo ha fatto tua figlia, quindi la bambina è tua nipote, è come se fosse figlia tua, è il cerchio che si chiude, nel senso di completezza, quella  vita  di insoddisfazioni, di senso di inadeguatezza sfocia nella felicità di una nascita.
Uno spettacolo commovente, se di pensa alla condizione femminile, alla sofferenza di questa donna che ha avuto poche possibilità di esprimersi. Credo che con questo spettacolo Rossella Pugliese abbia fatto un grande regalo a sua nonna:quello di far conoscere la sua storia.
Miriam Comito


“Rusina”, spettacolo di e con Rossella Pugliese (attrice di origine calabrese che ha lavorato tra gli altri con i celebri Ettore Scola, Roberto Herlitzka, Isa Danieli, Lello Arena, Ruggero Cappuccio, Nadia Baldi), è un monologo tragicomico con il quale la Pugliese ha debuttato nel giugno 2017 nella sezione Osservatorio del Napoli Teatro Festival, nelle vesti di autrice, regista ed interprete. Ospitata poi, al Festival Segreti D’autore e successivamente vincitrice della sezione Teatro della biennale Martelive. Nel 2019 vince il premio “Vincenzo Crocitti” come migliore attrice emergente. Nello stesso anno lo spettacolo è stato selezionato per il Torino fringe Festival.

Rossella Pugliese rielabora per la scena una vicenda autobiografica. Una voce monologante introduce la vicenda: nel 2013, a 83 anni, moriva Rusina «Rintocchi di campane e lettura di un testamento: è Rusina a parlare. Affida le ultime parole all’amata nipote. La storia si svolge a ritroso, dalla morte di Rusina fino al 9 marzo 1986, giorno in cui nasce Rossella. Si accavallano preghiere, canti di paese, sospiri accorati. Tutto si trasforma poi in rumori d’ospedale, vociare di medici e numeri: uno, due, tre, libera! Rusina è in rianimazione».

Lo spettacolo è l’occasione per una nonna e sua nipote di scambiarsi di ruolo, tutto passa attraverso lo sguardo di una donna che improvvisamente torna giovane, riprende vigore mentre Rossella, nipote vivace che darà filo da torcere a sua nonna, ritorna bimba. La donna lotta contro le idee di una modernità incombente, a cui, nonostante tutto, si adatta, crescendo la nipote per dare a sua figlia la possibilità di curarsi lontano da quel piccolo paesino vissuto come una punizione divina. Lei, che ha superato la morte di una figlia 30enne, il dolore di un figlio nato morto, la fame e un matrimonio forse infelice.

È il racconto della vita di una donna forte, delle sue tante cadute, delle innumerevoli cicatrici. Rusina è la voce di tutte quelle persone che si sono sentite inadeguate, è una voce roca e sgrammaticata che è riuscita comunque a farsi capire, è il canto di una donna che ha saputo morire chiedendo un bicchiere di vino rosso, sorridendo e parlando delle persone che ha amato.

È la storia d’amore tra nonna e sua nipote.

BRANCACCINO Via Mecenate 2, Roma - www.teatrobrancaccio.it
Biglietto: 18,00 €
Prevendita su Ticketone.it e presso i punti vendita tradizionali
BOTTEGHINO DEL TEATRO BRANCACCIO
Via Merulana, 244 | tel 06 80687231 | botteghino@teatrobrancaccio.it

Ufficio stampa teatro Silvia Signorelli signorellisilvia@libero.it Mob. +39 338 9918303
Monica Menna ufficiostampasignorelli@gmail.com Mob. +39 3289448311
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mercoledì 4 dicembre 2019

"Non nutrite le piante (Il potere)"- La piccola bottega degli orrori alla Sala Umberto

ALESSANDRO LONGOBARDI
VIOLA PRODUZIONI IN COPRODUZIONE CON OTI - OFFICINE DEL TEATRO ITALIANO  E CON BOTTEGA TEATRO MARCHE PRESENTANO
GIAMPIERO INGRASSIA – SEYMOUR          FABIO CANINO – MUSHNIK
BELIA MARTIN – AUDREY

TESTI E LIBRETTO DI HOWARD ASHMAN    MUSICHE DI ALAN MENKEN
BASATO SUL FILM DI ROGER CORMAN - SCENEGGIATURA DI CHARLES GRIFFITH

e con
EMILIANO GEPPETTI - ORIN SCRIVELLO
LORENZO DI PIETRO in arte VELMA K - AUDREY II
GIOVANNA D’ANGI – CRYSTAL          STEFANIA FRATEPIETRO – CHIFFON
CLAUDIA PORTALE – RONNETTE

ENSEMBLE
MICHELE ANASTASI, LUCREZIA DE MATTEIS, ROSITA DENTI, MARIO PIANA

SCENE GIANLUCA AMODIO | COSTUMI FRANCESCA GROSSI
COREOGRAFIE LUCA PELUSO | DIREZIONE MUSICALE DINO SCUDERI | REALIZZAZIONE BASI RICCARDO DI PAOLA
DISEGNO LUCI OSCAR LEPORE | DISEGNO SUONO LUCA FINOTTI 
ADATTAMENTO E REGIA  
PIERO DI BLASIO

DIRETTORE DI PRODUZIONE CARLO BUTTO’       SUPERVISIONE ARTISTICA ALESSANDRO LONGOBARDI

ASSISTENTE DI PRODUZIONE E AMMINISTRATORE DI COMPAGNIA CARLA DE GASPERIS | AIUTO REGIA ALICE GUIDI
DIRETTORE DI SCENA PASQUALE BERTUCCI |MACCHINISTA GERARDO ESPINOZA
DATORE LUCI OSCAR LEPORE | ELETTRICISTA MICHELA PILO | FONICO DI SALA LUCA FINOTTI | SARTA DI SCENAFRANCESCA GROSSI | ASSISTENTI SCENOGRAFI FLAMINIA LATINIGIORGIO RODINÒ | SCENOGRAFIA SCENARIO | NOLEGGIO IMPIANTO AUDIO E LUCI SUONO E LUCI TRASPORTI EMANUELE FRAGARIA | FOTO DI SCENA E LOCANDINAMASSIMILIANO FUSCO
UFFICIO STAMPA SILVIA SIGNORELLI | COORDINAMENTO COMUNICAZIONE LIVIA CLEMENTI | GRAFICA FABIO REA


Con il sostegno di


                                                                       

 Green thoughts, and other stories, di John collier, è il racconto del 1932, solo tre anni dopo la grande depressione, a cui si ispirò Roger Corman  nel 1960 per il film Little shops of horrors, storia che circa venti anni dopo sarebbe stata ripresa in un musical, e un remake cinematografico. Nel 2019 questa storia, che dal titolo fa presagire una storia, che gira attorno ad un piccolo posto,adibito ad esercizio commerciale dove avvengono cose orribili. Il punto è perchè avvengono, ci sarà una  connessione con il fatto che l'ispirazione nata dal racconto di Collier sia andata avanti per quasi 100 anni? C'è sicuramente un ponte,  tra le due epoche ,alcune caratteristiche da cui è affetto l'essere umano non passano mai di moda, adesso come 90 anni fa. La storia è ambientata in uno Skid row, ovvero un posto malandato di una città, un posto dove vivono persone senza soldi, ma non senza speranze, anzi, a Skid row puoi trovare un fiorista che sogna una vita diversa come  Seymur krelborn interpretato da Giampiero Ingrassia, un proprietario di negozio disperatamente avido come Mushnik (Fabio Canino) una ragazza in difficoltà, ma che sogna una bella casa fuori città e soprattutto un compagno amorevole: Audrey (Belia Martin), chi ha scelto di assecondare la decadenza del posto come il dentista sadico Orin (Emiliano Geppetti) tutti sono uniti da una forza comune quanto devastante, la sete di un mix tra potere e successo. Questa sete si incarna, e nell'accezione più letterale del termine in Audrey 2 (Vekma K), una pianta sconosciuta che sfugge ad ogni classificazione botanica. 
Lo spettacolo merita di essere visto perchè ha una sua morale, abbastanza evidente nelle ultime scene, ma comunque facilmente intuibile, se studiate un po' prima di andare a teatro, l'impianto scenico è notevole e coinvolgente dalla scenografia vera e propria, agli abiti, alle luci. Giampiero Ingrassia sia cala perfettamente nel ruolo, e d'altro canto sappiamo che il musical è la sua vocazione, Fabio Canino, ovviamente, nelle parti ballate, e cantate un po' meno, l'ho trovato abbastanza calzante in alcuni punti della parte recitata. Vekma K una rivelazione, davvero coinvolgente con una grande presenza scenica.
LA PICCOLA BOTTEGA DEGLI ORRORI 
in scena alla Sala Umberto fino al 22 dicembre 2019
Miriam Comito



Che cosa saresti disposto a fare per ottenere quello che hai sempre desiderato?
Saresti disposto a mentire? Saresti disposto ad ingannare? Saresti disposto ad ammazzare... di risate?
Tutto questo è possibile grazie ad una pianta un po’ particolare... diversa.
La “queen” di tutte le piante, che si trova solo in una Piccola Bottega... molto vicino a te!
Non mi credi? Chiedi a Seymour, il garzone del negozio. O ad Audrey, la ragazza che lui ama. O all’avido Mushnik.
O al povero dentista squinternato. Insomma, chiedi a chi vuoi, ti diranno tutti la stessa cosa: i tuoi desideri si avvereranno solo venendo nella Piccola Bottega Degli Orrori.
Te lo prometto: Morirai... dal ridere!
Un saluto dalla Pianta... ehm... da una cliente mooolto soddisfatta!

Dopo 30 anni esatti GIAMPIERO INGRASSIA torna ad interpretare il ruolo di Seymur ne LA PICCOLA BOTTEGA DEGLI ORRORI - il primo musical italiano prodotto dalla Compagnia della Rancia con la regia di Saverio Marconi - che ha segnato nel 1989 il suo primo debutto in un genere che negli anni lo ha visto con successo protagonista di grandi titoli internazionali.

Sarà in scena con lui FABIO CANINO, già attore di esperienza nel teatro di prosa, che affronta con grande entusiasmo per la prima volta il musical, interpretando il ruolo di Mushnik.
Ad affiancarli nel ruolo di Audrey l’esplosiva BELIA MARTIN che torna in Italia dopo lo straordinario successo di Sister Act prodotto da Alessandro Longobardi.

Questa quarta edizione italiana, riadattata e diretta da PIERO DI BLASIO, vedrà nel ruolo della pianta Audrey II VEKMA K, una Drag Queen internazionale. A completare il cast EMILIANO GEPPETTI nel ruolo di Orin il dentista, tre strepitose coriste sempre in scena: GIOVANNA D’ANGI, STEFANIA FRATEPIETRO e CLAUDIA PORTALE e l’ensemble composto da 4 performer.


LA TRAMA
New Yorkanni ‘60. Seymour Krelborn lavora nel negozio di fiori del signor Mushnick insieme ad Audrey, la sua giovane collega. Quando Mushnik decide di chiudere il negozio per la poca clientela Audrey gli consiglia di esporre la strana piantina che possiede Seymour, presa in un negozio cinese durante un'eclissi.
In effetti la pianta, soprannominata da Seymur "Audrey 2", esposta in vetrina attira nuovi clienti, ma inizia a morire proprio quando gli affari del negozio migliorano, preoccupando Seymur che prova di tutto per farla star meglio. Nulla funziona, finché tagliandosi accidentalmente un dito scopre che Audrey 2 si nutre esclusivamente di sangue umano per vivere e crescere.
Diventato una celebrità, Seymour prova a chiedere ad Audrey di uscire con lui, ma lei rifiuta l’invito per via del suo fidanzato, il dottor Orin Scrivello, un sadico e violento dentista. In realtà Audrey segretamente ricambia l'amore che Seymour prova per lei.
Una notte, non appena Seymour chiude il negozio, Audrey 2, sempre più grande, inizia a parlare chiedendogli di ricevere più sangue, ma Seymour non è più in grado darle il proprio. Allora la pianta gli propone di uccidere la gente per nutrirla, promettendogli che in cambio lo farà diventare ricco e famoso. Inizialmente Seymour rifiuta l'orribile proposta, ma quando vede Audrey che viene maltrattata da Scrivello, cambia idea e decide di sacrificarlo. 
Da lì in poi gli eventi sfuggono di mano al povero Seymour in un susseguirsi di omicidi e risate, fino ad arrivare ad un finale inaspettato e “diverso”.


LA STORIA
Little Shop of Horrors, il musical basato sull'omonimo film del 1960 diretto da Roger Corman, debutta nel maggio del 1982 al Works Progress Administration Theatre di New York, per poi spostarsi nel luglio dello stesso anno all'Orpheum Theater, uno dei più importanti teatri Off-Broadway. La produzione, diretta dallo stesso Ashman, riceve critiche molto positive, vincendo diversi premi sia a New York che a Londra. Dopo 2.209 repliche, è il terzo musical più a lungo rappresentato nella storia dei teatri Off-Broadway.
Nel 2003 il musical fa il salto di qualità e debutta in un teatro di Broadway, il Virginia Theater, dove rimane in scena per quasi un anno.
Nel 1986 la trasposizione cinematografica diretta da Frank Oz ottiene due candidature agli Oscar: miglior canzone originale (“Mean Green Mother from Outer Space”, che insieme al brano che dà il titolo al musical e a “Skid Row”, “Somewhere That's Green”, “Suddenly Seymour” diventa una hit) e migliori effetti speciali.
In Italia il musical è stato prodotto per la prima volta dalla Compagnia della Rancia nel 1988 per la regia di Saverio Marconi e poi ripreso in diverse edizioni successive. Dopo 12 anni torna nei teatri italiani grazie a Viola Produzioni (in coproduzione con OTI - Officine del Teatro Italiano e con Bottega Teatro Marche) che ne ha riacquistato i diritti ed è pronta a presentarlo nella sua versione 2.0.


I NUMERI MUSICALI


ATTO I

  1. OPENING /PICCOLA BOTTEGA
  2. SKID ROW
  3. DA DOO
  4. CRESCERAI
  5. WSKID RADIO JINGLE
  6. IO NON CI CREDO
  7. QUEL POSTO LÌ
  8. QUI SI RINNOVA TUTTO
  9. DENTISTA
  10. MUSHNIK & CO
  11. FAME
  12. GAS
  13. FINE PRIMO TEMPO


II ATTO

  1. CHIAMI DOMANTTINA
  2. E ADESSO SEYMUR
  3. SUPPERTIME
  4. MEEK INHERIT
  5. QUINDI È DECISO
  6. LEXOTAN
  7. IO TI MANGERÒ
  8. QUEL POSTO LÌ reprise
  9. MORTE DI AUDREY
  10. MORTE DI SEYMUR
  11. FINALE  NON NUTRITE LE PIANTE

SALA UMBERTO
3 – 22 DICEMBRE 2019

Via della Mercede, 50 Roma
Dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e ore 21, domenica ore 17,
Prezzi da 28 a 38 euro



Ufficio stampa Silvia Signorelli signorellisilvia@libero.it Mob. +39 338 9918303
Facebook: SiSicommunication - Twitter: @silviasignore Instagram: @sisi_comunication

sabato 9 novembre 2019

Ivan Talarico 10 novembre Angelo Mai , e date del tour

IVAN TALARICO IN BAND UN ELEFANTE ALL’ANGELO MAI

 Angelo Mai – Via delle Terme di Caracalla, 55 - ROMA DOMENICA 10 novembre – ORE 21,00

 Domenica 10 novembre, a sei mesi dall'uscita del suo disco Un elefante nella stanza, Ivan Talarico torna a calcare la scena romana, portando il suo concerto in band sul palco dell'Angelo Mai. Le canzoni dell'album, tragicomiche e sorprendenti, saranno alternate a nuove canzoni e note a margine. 
 Con lui sul palco Edoardo Petretti alle tastiere, Paolo Mazziotti al basso e Paolo Volpini alla batteria. IL DISCO Un elefante nella stanza (Folkificio, 2019) contiene 12 canzoni che sono state scelte tra i brani che Ivan da anni porta in concerto in tutta Italia, con la sua chitarra, tra teatri, locali, librerie, case, etc. "Canzoni leggere come nuvole in un giorno di pioggia", che affrontano con determinazione, poesia e ironia la realtà che ci circonda e ci invade, passando dall'incomprensione (di coppia, ma anche con gli altri e soprattutto con se stessi) all'impossibilità di vivere senza paure, dalla natura effimera e volubile dell'amore al fallimento degli ideali, alla consolazione delle piccole cose. Nel disco si affacciano anche tre canzoni onomatopeiche, che senza parole dicono molto più di quel che possa sembrare. "Tutto avrei voluto fare tranne un primo disco a 37 anni.” - racconta Ivan - “Ormai pensavo di essere arrivato tardi, quindi volevo lasciar perdere e progettare un esordio prematuro nella prossima vita. Ma ho scritto troppe canzoni e piano piano lo spazio in casa è finito. Canzoni nei cassetti, canzoni negli armadi, canzoni nella vasca da bagno. Allora mi sono convinto a fare un disco senza sapere in che modo. Per fortuna in quel momento ho incontrato Filippo". La produzione artistica è di Filippo Gatti (cantautore e già produttore di Bobo Rondelli, Riccardo Sinigallia…), che ha lavorato per trovare un suono che non perdesse la forza delle esibizioni dal vivo, maturata in anni di concerti, ma che andasse oltre per diventare autonomo e compiuto. La produzione esecutiva è di Gian Luca Figus, che inaugura con questo disco le uscite della neonata etichetta Folkificio. 

 INFO ANGELO MAI Viale delle Terme di Caracalla 55, Roma Domenica 10 novembre, ore 21.00

 Prevendite: http://bit.ly/TalaricoAngeloMai Ingresso con tessera Arci 2019/2020 + 7 euro di contributo all’attività INGRESSO RISERVATO AI SOCI TESSERATI ARCI 2019-2020 

 BIOGRAFIA Ivan Talarico è un cantautore e poeta, che unisce il linguaggio della canzone alla poesia, al teatro e al gioco. Ha pubblicato due raccolte poetiche con Gorilla Sapiens Edizioni, è stato ospite al Premio Tenco 2016, vincitore e miglior testo a Musicultura 2015. Ha scritto e interpretato cinque spettacoli teatrali con la sua compagnia "DoppioSenso Unico" e numerosi reading con lo scrittore Claudio Morici, portandoli in scena in molti teatri e spazi italiani. Dal 2017 conduce dei workshop di scrittura creativa, "Come smettere di scrivere per scrivere meglio", in varie città italiane. Il suo concerto “Il mio occhio destro ha un aspetto sinistro” presentato a gennaio 2018 al Teatro Vascello di Roma ha registrato un sold out ed è stato in tour in tutta Italia. A gennaio 2019 il nuovo lavoro “Freschibuffi e altre trasmigrazioni dell’anima”, in coppia con Morici, ha debuttato all'Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi. A maggio 2019 è uscito il suo primo disco “Un elefante nella stanza” (Folkificio) presentato al Monk di Roma con un concerto in band. Nel tempo libero colleziona lacrime di gioia. 

 UN ELEFANTE IN TOUR Al via il 10 novembre da Roma il tour invernale di Ivan Talarico Parte dall’Angelo Mai di Roma il tour invernale di Ivan Talarico. A sei mesi dall’uscita del suo primo disco, Un elefante nella stanza (Folkificio, 2019), Ivan continua a girare l’Italia con le sue canzoni. Le canzoni dell'album, tragicomiche e sorprendenti, saranno alternate a nuove canzoni e note a margine. Queste le nuove date annunciate: 10/11 Roma - Angelo Mai 29/11 Albenga - Festival "Su La Testa" 11/12 Genova - Aut Aut 13/12 Torino - Luna's Torta 18/12 Ravenna - Rassegna "Il silenzio del cantautore" 18/1 Milano - Ghe Pensi Mi 26/1 Perugia - Rassegna "Quindie" (date in continuo aggiornamento)   BIOGRAFIA Ivan Talarico è un cantautore e poeta, che unisce il linguaggio della canzone alla poesia, al teatro e al gioco. Ha pubblicato due raccolte poetiche con Gorilla Sapiens Edizioni, è stato ospite al Premio Tenco 2016, vincitore e miglior testo a Musicultura 2015. Ha scritto e interpretato cinque spettacoli teatrali con la sua compagnia "DoppioSenso Unico" e numerosi reading con lo scrittore Claudio Morici, portandoli in scena in molti teatri e spazi italiani. Dal 2017 conduce dei workshop di scrittura creativa, "Come smettere di scrivere per scrivere meglio", in varie città italiane. Il suo concerto “Il mio occhio destro ha un aspetto sinistro” presentato a gennaio 2018 al Teatro Vascello di Roma ha registrato un sold out ed è stato in tour in tutta Italia. A gennaio 2019 il nuovo lavoro “Freschibuffi e altre trasmigrazioni dell’anima”, in coppia con Morici, ha debuttato all'Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi. A maggio 2019 è uscito il suo primo disco “Un elefante nella stanza” (Folkificio) presentato al Monk di Roma con un concerto in band. Nel tempo libero colleziona lacrime di gioia. 
 www.ivantalarico.it
 https://www.facebook.com/italarico/ https://www.instagram.com/ivantalaricoff/ 
 Per ulteriori informazioni e interviste: Ufficio Stampa: Chiara Giorgi Cell. +39 347 3351416 Email: chiagiorgi@gmail.com 

venerdì 8 novembre 2019

GREASE Il Musical al Teatro Olimpico di Roma dal 19 novembre all'1 dicembre; il tour inizia il 15 novembre al Teatro Vaccaj di Tolentino

A grande richiesta nella stagione 2019/2020 Tutti pazzi per la GREASEMANIA! In Italia, il musical di Jim Jacobs e Warren Casey, prodotto da Compagnia della Rancia con la regia di Saverio Marconi, in più di 20 anni sui palcoscenici di ogni Regione, è un fenomeno che si conferma ogni sera, con più di 1.800 repliche per oltre 1.870.000 spettatori a teatro e torna in tour nei principali teatri italiani nella stagione 2019/2020: si parte il 15 novembre per un weekend all’insegna del tutto esaurito al Teatro Vaccaj di Tolentino (sede storica di Compagnia della Rancia), per poi arrivare al Teatro Olimpico di Roma, dove GREASE ha festeggiato le 1000 repliche nel 2008, dal 19 novembre al 1 dicembre. Seguono tante altre città in tutta Italia (tour completo su grease.musical.it) per poi concludere la stagione al Teatro della Luna di Milano dal 12 marzo al 5 aprile 2020. GREASE Il Musical è una festa travolgente che dal 1997 accende le platee italiane, e ha dato il via alla musical-mania trasformandosi in un vero e proprio fenomeno di costume “pop”, un cult intergenerazionale che non è mai stato così attuale ed è amatissimo anche dalle nuove generazioni. In oltre 20 anni di successi strabilianti in Italia, GREASE Il Musical si è trasformato in una macchina da applausi, cambiando il modo di vivere l’esperienza di andare a teatro. Oggi è una magia coloratissima e luminosa che si ripete ogni sera, una festa da condividere con amici e famiglie, senza riuscire a restare fermi sulle poltrone ma scatenarsi a ballare: un inno all'amicizia, agli amori indimenticabili e assoluti dell'adolescenza, oltre che a un'epoca - gli anni '50 – che oggi come allora rappresentano il simbolo di un mondo spensierato e di una fiducia incrollabile nel futuro. Si vedono tra il pubblico scatenarsi insieme almeno tre generazioni, ognuna innamorata di GREASE per un motivo differente: la nostalgia del mondo perfetto degli anni Cinquanta, i ricordi legati al film campione di incassi del 1978 con John Travolta e Olivia Newton-John (Paramount Network– il brand di Viacom Italia presente sul canale 27 del digitale terrestre – che a settembre ha mandato in onda il film nella versione con doppiaggio originale e celebrato la pellicola con una “Grease Experience” durante la Milano Movie Week, è Media Partner del Musical) e alle indimenticabili canzoni, h l’immedesimazione in una storia d’amore senza tempo, tra ciuffi ribelli modellati con la brillantina, giubbotti di pelle e sbarazzine gonne a ruota. Nella stagione 2019-2020 GREASE Il Musical porta sul palcoscenico due nuovi protagonisti, giovani e talentuosi interpreti. Danny Zuko ha il volto di Simone Sassudelli; classe 1995, formatosi alla SDM – Scuola del Musical di Milano. Si perfeziona negli Stati Uniti, dove frequenta alcune tra le migliori accademie teatrali e lavora in importanti produzioni come West Side Story, Victor Victoria, The Producers, Oliver. Al suo fianco, nel ruolo di Sandy, Francesca Ciavaglia, 23 anni diplomata alla Bernstein School of Musical Theatre di Bologna di Shawna Farrell, al suo primo ruolo da protagonista. GREASE, con la sua colonna sonora elettrizzante da Summer Nights a You're the One That I Want e le coreografie irresistibili, piene di ritmo ed energia, ha fatto innamorare (e ballare) intere generazioni, ed è stato capace di divenire fenomeno pop, sempre più vivo nella nostra estetica quotidiana, con personaggi diventati vere e proprie icone generazionali: un gruppo coinvolgente, capitanato da Danny Zuko (Simone Sassudelli), il leader dei T-Birds, innamorato diSandy (Francesca Ciavaglia), la ragazza acqua e sapone come Sandra Dee e Doris Day, che arriva a Rydell e, per riconquistare Danny dopo un flirt estivo, si trasforma diventando sexy e irresistibile. Insieme a loro, l’esplosivo Kenickie, (Giorgio Camandona) la ribelle e spigolosa Rizzo (Eleonora Lombardo), i T- Birds, le Pink Ladies, gli studenti dell’high school più celebre e un particolarissimo “angelo” (Nick Casciaro). Il tour 2019-2020 è, più che mai, all’insegna della “pura gioia di vivere”: Smeraldina, infatti, che fa di questo messaggio la sintesi perfetta della sua Acqua, incredibilmente pura, fresca, ottima al gusto (vincitrice, nel 2019, del premio come migliore acqua imbottigliata al mondo al 29° Berkeley Springs International Water Tasting), è official partner di GREASE Il Musical. Insieme, GREASE e SMERALDINA, sono attenti al futuro e alla sostenibilità, con la confezione Smeraldina Paper Water da 0,5 lt in tetrapak, che unisce un look accattivante a una grande versatilità: incredibilmente maneggevole, comodo da usare e da bere in tutte le occasioni… anche durante le prove o dietro le quinte dopo una coreografia travolgente! Grease nasce nel 1971 al Kingston Mines Chicago club, quando Jim Jacobs e Warren Casey decidono di realizzare un musical composto solo per chitarra; lo chiamano “Grease” per evocare i capelli imbrillantinati e lo stile degli anni ’50. “Fu a Chicago, Illinois, intorno a marzo-aprile 1970. Ad un party, quasi per gioco, tirai fuori alcuni dei miei vecchi 45 giri degli anni ’50. Queste canzoni apparvero subito alquanto datate a confronto con il funk psichedelico degli anni ’70, ma allo stesso tempo rappresentavano un cambiamento di velocità contro la melodia ripetitiva tanto cara in quei giorni. E fu così che proposi a Warren Casey la mia bizzarra idea: un musical a Broadway che utilizzasse la musica degli ultimi anni ’50. Warren sollevò la più ovvia delle domande: ‘Grandioso, ma di cosa tratterà lo spettacolo?’ Qualche birra più tardi l’idea mi balenò in mente: un salto indietro ai tempi d’oro del rock ‘n’ roll in una scuola superiore frequentata da giovanotti imbrillantinati e relative fidanzate. Un ritorno ad un genere di vita che appariva centrato sulle acconciature (oleose e appiccicose), sul cibo (economico, grasso, hamburgers e molli patatine fritte) e su favolose automobili fuori serie (sporche e infangate) o su qualsiasi altra cosa ‘unta’; decisi così di chiamarlo ‘Grease’. Inizialmente Warren non prese sul serio la cosa, asserendo che poteva essere solo un sogno, ma poi, quando venne licenziato dal suo impiego di direttore di filiale, decise di sedersi alla sua macchina da scrivere ed abbozzò una prima stesura della uu scena del pigiama party. Iniziò così la nostra collaborazione nel creare una storia che prendeva in giro tutti quei film hollywoodiani che celebravano il rock ‘n’ roll degli anni ’50. Warren (un ex insegnante di scuola superiore) scrisse i testi delle canzoni che parodiavano i suoni primitivi dei primi rockers mentre io (un ex studente imbrillantinato degli anni ’50) composi le melodie imitando gli originali. Un fatto poco noto: Grease è probabilmente l’unico grande spettacolo di Broadway interamente composto su chitarra.” Jim Jacobs Il musical ebbe un successo immediato e folgorante: GREASE debuttò Off Broadway all’Eden Theatre il 14 febbraio 1972 e nello stesso anno ricevette sette nomination ai Tony Award; nel giugno dello stesso anno lo spettacolo si trasferì trionfalmente a Broadway, prima al Broadhurst Theatre e poi al Royale Theatre dove rimase in scena ininterrottamente fino al gennaio del 1980. Per le ultime 5 settimane di rappresentazioni, si spostò infine al Majestic Theatre, dove, alla chiusura nell’aprile 1980, aveva collezionato 3.388 repliche. Un successo diventato un “classico” in tutto il mondo, che ha visto anche la consacrazione teatrale di grandi attori come John Travolta (interprete di un ruolo minore, prima di indossare il giubbotto di Danny Zuko nel celebre film del 1978 – diretto da Randal Kleiser e prodotto da Robert Stigwood, impresario dei Bee Gees – al fianco di Olivia Newton-John) e Richard Gere. La colonna sonora del film, solo dal 1991 (quando Nielsen Music ha iniziato a tracciare le vendite degli album) ha venduto più di 6 milioni di copie. Rimasta per settimane in vetta alle classifiche in molti paesi, continua ancora oggi a far ballare i più giovani e far sentire giovani gli adulti. La canzone “Hopelessly Devoted to You”, cantata nella versione cinematografica da Olivia Newton-John, ha ricevuto una nomination al premio Oscar per la migliore canzone originale nel 1979. Le canzoni aggiunte del film “You’re the One That I Want”, scritta da John Farrar, e “Grease”, scritta da Barry Gibb e interpretata da Frankie Valli, diventarono hit. Un successo planetario per il film, che ha incassato nel mondo più di 394 milioni di dollari. GREASE si è affermato come uno show di enorme successo anche nel West End, è tornato a Broadway nel 1994 e nel 2007 e ha avuto una moltitudine di edizioni in decine di paesi. Nel 2016 la produzione “Grease Live” sulla rete televisiva Fox ha visto un cast “all-star” composto da Julianne Hough (Sandy), Aaron Tveit (Danny) e Vanessa Hudgens (Rizzo); Didi Conn, la Frenchy del film del 1978, compare in un cameo nella scena del Burger Palace. 


 DI JIM JACOBS E WARREN CASEY REGIA SAVERIO MARCONI TOUR 2019/2020 15 -17 NOVEMBRE 2019 TOLENTINO (MC) - Teatro Nicola Vaccaj 19 – NOVEMBRE – 1 DICEMBRE 2019 ROMA – Teatro Olimpico 4 DICEMBRE 2019 SEREGNO (MB) – Teatro San Rocco 5 - 7 DICEMBRE 2019 GENOVA –Politeama Genovese 9 DICEMBRE 2019 CUNEO – Pala Ubi Banca 20 - 21 DICEMBRE 2019 PISTOIA – Teatro Manzoni 27 - 29 DICEMBRE 2019 TORINO –Teatro Alfieri 31 DICEMBRE 2019 – 1 GENNAIO 2020 PAVIA –Teatro Fraschini 2 -3 GENNAIO 2020 VERONA –Teatro Nuovo 4 - 5 GENNAIO 2020 FORLÌ (FC) –Teatro Diego Fabbri 8 - 9 GENNAIO 2020 AOSTA –Teatro Splendor 10 GENNAIO 2020 BERGAMO –Creberg Teatro 11 GENNAIO 2020 ALESSANDRIA –Teatro Alessandrino 16 GENNAIO 2020 SONDRIO –Teatro Sociale 17 - 18 GENNAIO 2020 COMO – Teatro Sociale 25 - 26 GENNAIO 2020 COSENZA – Teatro Rendano 11 FEBBRAIO 2020 TRENTO – Teatro Auditorium 12 - 13 FEBBRAIO 2020 PARMA – Teatro Regio 15 – 16 FEBBRAIO 2020 SENIGALLIA (AN) – Teatro La Fenice 27 - 28 FEBBRAIO 2020 LIVORNO – Teatro Goldoni 29 FEBBRAIO – 1 MARZO 2020 FIRENZE – Teatro Verdi 6 MARZO 2020 VARESE – Teatro di Varese 12 MARZO – 5 APRILE 2020 - MILANO - Teatro della Luna www.grease.musical.it Da martedì 19 NOVEMBRE a domenica 1 DICEMBRE 2019 INIZIO SPETTACOLI Martedì – mercoledì – giovedì – venerdì ore 21 Sabato ore 16.30 e ore 21 Domenica ore 18 BIGLIETTI IN VENDITA SU www.teatroolimpico.it SETTORE INTERO RIDOTTO RAGAZZI 4 – 14 ANNI POLTRONISSIMA S € 47,00 € 20,50 POLTRONISSIMA € 41,00 € 20,50 PRIMA BALCONATA € 35,00 € 20,50 POLTRONA € 35,00 € 20,50 GALLERIA € 28,00 € 20,50 INFO TEATRO OLIMPICO Piazza Gentile da Fabriano, 17 – ROMA Tel. 02 48857.7516 Info & Biglietti 063265991 – biglietti@teatroolimpico.it

martedì 5 novembre 2019

George Tabori al Teatro De' Servi MEIN KAMPF KABARETT

Presenta


MEIN KAMPF KABARETT  di George Tabori

con Giovanni Arezzo, Francesco Bernava, Egle Doria, Luca Fiorino, Alice Sgroi
scene e costumi Cristina Ipsaro Passione
assistente Gabriella Caltabiano
organizzazione Filippo Trepepi
Regia Nicola Alberto Orofino
Produzione Mezzaria Teatro

Dal 4 al 6 Novembre ore 21
Teatro de’ Servi


Alla riuscita  di uno spettacolo teatrale concorrono molti fattori, il primo e fondamentale è il testo, in questo caso l'autore George Tabori, lo ha scritto nel 1986 e portato in scena al Burg theater nel 1987, in un periodo in cui in Austria, c'era stato un netto volgere a destra grazie all'elezione come presidente della repubblica di Kurt Waldheim, che in gioventù aveva militato nelle partito nazionalsocialista. Il testo di Tabori, che fa il vero a quello di Hitler, è un testo stratificato, lo si può immaginare come una colonna di marmo, quindi un materiale forte come dovrebbe essere l'animo umano, ma con al suo interno tutta una serie di inserti di materiale più fragile, che rendono la colonna non più stabile, ma preda di mille dubbi. E' un testo sull'uomo, sulle sue debolezze, su quando queste debolezze possano influenzare ed influire sull'esistenza stessa non solo personale ma dell'umanità tutta. Tabori prende come spunto l'arrivo di Adolph Hitler ventenne in una Vienna di inizio secolo, quindi in piena Finis Austrie , giocando fra realtà e finzione, e infarcendo il testo di citazioni bibliche e shakesperiane, dipinge una realtà di consapevole decadenza, tipica della Vienna dell'epoca e estremamente pericolosa per ciò che avverrà a breve tempo. L'uomo al centro del testo è Schlomo Herzl, un bonario, in attesa che si compiano le sue fantasie, un uomo a metà, da una parte conosce le teorie avanguardistiche di Sigmund Freud, dall'altra è prigioniero delle sue paure. Il contesto ebraico della pièce, se per alcuni versi può sembrare contingente, in realtà a ben vedere è applicabile univesalmente, il concetto dell'attesa, il voler seguire i precetti religiosi ma a modo proprio, sono topos che nel mondo occidentale sono applicabili a qualsiasi credo.
Fino al 6 novembre al Teatro de' Servi nell'ambito della stagione  FUORI CLASSE, dedicata alla drammaturgia contemporanea , va in scena MEIN KAMPF KABARETT Per la regia di Nicola Alberto Orofino.
Questa messa in scena del testo di Tabori è molto bella, si respira un'atmosfera brechtiana, di teatro didattico, gli attori riescono perfettamente a tenere alto l'interesse del pubblico, e ieri durante i ringraziamenti, ho potuto notare quanto la compagnia tenga alla risposta degli spettatori.
Non è uno spettacolo facile, perchè richiede attenzione, ritmo, consapevolezza, coinvolgimento. Come ho già detto in precedenza è un testo molto stratificato, quindi richiede una grande lavoro sia da parte della compagnia ma anche dal pubblico
Lunga vita a MEIN KAMPF KABARETT
Miriam Comito



Debutta a Roma dal 4 al 6 novembre al Teatro de’ Servi, nell’ambito della stagione Fuoriclasse, dedicata alla drammaturgia contemporanea,MEIN KAMPF KABARETT 
di George Tabori con la regia di Nicola Alberto Orofino.

Un giovane ragazzo con la passione della pittura, arriva da Braunau sull’Inn a Vienna per tentare l’esame di ammissione all’Accademia di Belle Arti. Squattrinato, infreddolito e costipato, trova rifugio in un dormitorio in cui vivono l’ebreo Lobkowitz e l’ebreo Herzl.
Una storia come tante, se non fosse che quel giovane ragazzo altro non è che l’uomo che da lì a qualche anno avrebbe abolito ogni libertà in Germania, causato un conflitto mondiale e ucciso sei milioni di ebrei.
MEIN KAMPF di George Tabori è un testo complesso, ricco di riferimenti religiosi, storici, intellettuali. 
Giovanni ArezzoFrancesco BernavaEgle DoriaLuca FiorinoAlice Sgroi portano in scena una gigantesca riflessione sul senso della vita e della morte, della storia e della fantasia, della verità e della bugia. Niente è come sembra perché tutto si mischia, tutto si può dire, tutto può accadere, tutto si può fare dentro l’ospizio della signora Merschmeyer sito in Vicolo del Sangue a Vienna.
L’ ebreo Herzl conduce il gioco. Lui che è un grande bugiardo, passa il tempo ad aspettare. L’attesa, condizione esistenziale ebraica, è il suo modo di vivere la vita.
Nell’attesa e nel dubbio esplodono fantasia e creatività: le bugie diventano l’unico nutrimento irrinunciabile dell’ebreo Herzl. Da lui e con lui prorompono in palcoscenico un ventaglio di personaggi stra-ordinari, forse frutto della sua fantasia. L’ebreo Lobkowitz che crede di essere  Dio, la vergine Gretchen, la più intima proiezione di Herzl, contemporaneamente sogno d’amore e di erotismo, rappresentante di un mondo femminile che vorrebbe appagarlo, ma lo spaventa. Le giornate scorrono all’interno dell’ospizio viennese, le relazioni sempre più forti, le riflessioni sempre più argute, e ,quando sembra che un’improbabile quanto auspicabile amicizia sia ormai nata tra l’ebreo Herzl e il giovane “ariano” di Braunau sull’Inn, arriva la signora Morte per prendersi il futuro Fuhrer, quale suo aiutante prediletto. La storia non si modifica, il futuro degli uomini è segnato dentro il taccuino che la cieca signora dell’Aldilà consulta per avvisare i clienti che l’ora è giunta. Il senso della Storia rimane interdetto, meraviglie e orrori del passato e del futuro che verrà, non possono trovare spiegazioni umane.
MEIN KAMPF, rovesciando completamente l’omonimo libro del Fuhrer, è una lezione di vita, perché di attesa e d’incapacità di leggere e ragionare sugli accadimenti della nostra esistenza, di frustrazioni e inumanità, di bramosia di potere e leaderismo siamo ammalati in tanti, oggi come ieri. In un contesto del genere, tutto può accadere anche oggi, come quando in quel tempo non tanto lontano.
Ho aggiunto il sottotitolo KABARETT, al titolo MEIN KAMPF del testo di Tabori”- annota Nicola Alberto Orofino. “Il Kabarett, da un punto di vista tematico e stilistico faceva spessissimo uso della satira, soprattutto affrontando argomenti legati alla società e alla politica, non ultimo il nazismo. Inoltre l’antisemitismo dilagante in quegli anni colpì duramente anche la comunità degli artisti del Kabarett, perché molti di loro erano ebrei. L’ironia a tratti feroce che pervade il testo, mi ha fatto pensare che questa forma di spettacolo tanto si avvicina allo spirito dell’opera. Infine ho preferito usare il termine Kabarett a Cabaret nel rispetto di una differenziazione proposta dagli stessi studiosi e artisti tedeschi dell’epoca: cabaret indica solo gli spettacoli più piccanti e di grana grossa, mentre il termine Kabarett sarebbe riservato agli intrattenimenti di satira sociale e politica.
E intrattenimento di satira sociale e politica mi sembra la definizione più giusta per il tipo di lavoro intrapreso.”



TEATRO DE’ SERVI
Via del Mortaro, 22
Roma 00187
Info e Prenotazioni: 06 6795130
promozione@teatroservi.it

BIGLIETTI:

Intero: 18€
Ridotto: 15€
Under 35: 12€