sabato 4 gennaio 2025

Il Professionista - nella mente di un sicario, dal 7 gennaio Sala Umberto


 produzione BPresent e Gravity Creations


IL PROFESSIONISTA

Nella mente di un sicario


scritto e diretto da TOMMASO AGNESE


con

LUIGI DI FIORE • ANTONINO IUORIO

EDOARDO PURGATORI • CLAUDIA VISMARA

e con PAOLO PERINELLI • GABRIEL ZAMA • PAOLO MARAS


con musiche originali di STEFAN LARSEN

coreografie e curatore dei movimenti scenici MASSIMILIANO VARRESE


dal 7 al 12 gennaio 2025

SALA UMBERTO



Il professionista” è una “dark comedy”.

Racconta la confessione di un sicario che per amore tenta di cambiare vita, allontanandosi da un mondo maschilista e violento, ma che alla fine è costretto a tornare sui suoi passi.

Aron (Luigi Di Fiore) è un sicario di professione, freddo e spietato, che lavora per la criminalità organizzata in giro per l’Europa. Oramai in crisi esistenziale a causa dello stress del proprio lavoro, si rifugia spesso nell’alcol. Una sera in un locale dei bassifondi incontra Giuli (Claudia Vismara), una giovane e attraente cantante, di cui s’innamora perdutamente. Il loro sembra essere un amore travolgente che sradica le fragilità e li porta a fuggire insieme cercando di costruire un futuro lontano dalla violenza. Ma è impossibile scappare dal proprio passato e quando Aron viene rintracciato, Giuli decide di andarsene, lasciandolo solo. Aron allora pieno di dubbi e rancore riprende la pistola in mano, ma non riesce più ad uccidere e affranto si confronta con il proprio io esistenziale (Edoardo Purgatori) che lo porta a commettere una serie di gravi errori. Proprio nel bel mezzo di una missione dall’esito fallimentare, l’uccisione di un predicatore (Antonino Iuorio), pieno d’incertezze e preoccupazioni, incontrerà nuovamente Giuli.




NOTE DI REGIA


Ispirato alla dark comedy, questo spettacolo racconta di un mondo dove regna il maschilismo e la violenza, un mondo di “machi”. Sono i bassifondi della società dove povertà, disperazione e criminalità viaggiano a braccetto. Solo l’amore diventa l’occasione per cercare di cambiare, e vedere il tutto da una prospettiva diversa, l’occasione per allontanarsi dalla violenza e dalla discriminazione. 

Ma l’amore spesso è anche un sogno irraggiungibile, è la proiezione di semplici illusioni. E cambiare diventa sempre più difficile. Il protagonista dello spettacolo abbagliato dalla passione, ci prova a cambiare, ma il passato è dietro l’angolo, pronto a ricordargli com’era. Confrontarsi con la fine dell’illusione, con il tradimento, con la propria anima corrotta lo porteranno alla vera trasformazione e ad una scelta a senso unico. La pièce teatrale tocca diversi livelli di comunicazione: il primo è un rapporto diretto con il pubblico al quale il protagonista confida le sue paure e fragilità e la sua redenzione; il secondo riguarda tutti gli altri personaggi, ciò che rappresentano è tutto quello da cui il protagonista vuole redimersi; e l’ultimo, rappresentato dalla protagonista femminile, è quello della donna che tenta di difendersi ingenuamente da un mondo fatto di uomini predatori e false promesse. Tutti questi elementi inquadrati da una messa in scena essenziale e mutevole.


Tommaso Agnese


LE MUSICHE

Il Professionista è uno spettacolo molto dinamico dal punto di vista stilistico: si apre con il cliché del Noir e dell'assassino in giacca e cravatta, per poi viaggiare attraverso le ambientazioni dei Night anni 80', fino a sequenze oniriche extratemporali e duetti di canto e ballo "blueseggianti". Le musiche composte e prodotte da Stefan Larsen ritraggono la varietà espressiva della scrittura di Tommaso Agnese, presentando temi tipici del Noir scritti per clarinetto, canzoni Retro Disco con sintetizzatori vintage, duetti per piano e voce nello stile della musica popolare anni 30' e sequenze di pad dal sound design e dal gusto moderno.




CAST

Aron -  LUIGI DI FIORE
Alter Ego di Aron – EDOARDO PURGATORI
Giuli – CLAUDIA VISMARA
Il Predicatore – ANTONINO IUORIO
Pietro Lanza -  PAOLO PERINELLI
Ludovico – GABRIEL ZAMA
Ivan – PAOLO MARAS


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UFFICIO STAMPA
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OMBRE, spettacolo di e con Giuseppe Innocente, diretto da Ivano Picciallo, in scena il 7 e l'8 gennaio al Teatro Lo Spazio-Roma

 


OMBRE



di e con GIUSEPPE INNOCENTE

regia IVANO PICCIALLO

musiche ANGELO SICURELLA

produzione MALMAND – IAC


7-8 GENNAIO

TEATRO LO SPAZIO-ROMA


Il 7 e l’8 gennaio il palcoscenico del Teatro Lo Spazio accoglie OMBRE, spettacolo di e con Giuseppe Innocente, diretto da Ivano Picciallo.

Notte, studio d’artista. Un uomo chino su un tavolo disegna freneticamente, uno via l’altro i fogli scivolano sul pavimento, dal mare di carta che si crea intorno al tavolo emergono delle figure, facce storte, occhi grandi e segnati. Sono ombre, presenze mute che accendono la fantasia dell’artista. Dal silenzio di quei personaggi nascono le storie che l’artista racconta e vive sul suo corpo come un gioco che si ripete ogni notte quando il mondo non gli basta più. 

Lo spettacolo è pensato come una performance estemporanea in cui l’attore immerso nel paesaggio sonoro, partendo dai suoi disegni inizia ad imbastire una narrazione creata sul momento, non lineare, esplosa, basata sulle storie raccolte ad Alicudi e che di esse ne conserva l’atmosfera onirica. Il palco così diventa isola in cui racconti, immagini e musica danno la possibilità al pubblico di affacciarsi su un mondo più largo dove finalmente tutto può essere. 

Donne che volano per andare a fare la spesa nei mercati di Palermo, pagliacci alti 3 metri che ti aspettano la notte ad un incrocio; una pioggia di pietre che addosso diventano morbide come spugne; tesori sognati la notte che si trasformano in cenere alle prime luci dell’alba, se nessuno ha il coraggio di andarli a prendere. Sono alcuni dei racconti che si possono ascoltare dagli abitanti dell'ultima, più piccola e remota delle Isole Eolie: Alicudi. La nascita di queste storie contrariamente alle leggende non si perde nella notte dei tempi. Il loro sguardo quotidiano e loro azioni continuano oggi ad essere influenzate da queste magnifiche presenze. 

“Da cinque anni, a più riprese, ho frequentato l’isola di Alicudi conducendo un’indagine sull’origine e il significato di queste storie”_ annota l’autore. “ Inizialmente il mio obiettivo era di raccogliere queste storie per pura curiosità, per il piacere dell’avventura, per desiderio di scoperta. Andando avanti con le interviste gli abitanti iniziarono a raccontarmi eventi privati, visioni ultramondane vissute in prima persona. É come se gli arcudari avessero un canale aperto con il proprio inconscio collettivo e individuale, sviluppando così la capacità di proiettare all’esterno con vere e proprie visioni tutto ciò che rimane inespresso nelle loro anime. Usando un termine preso in prestito dalla psicologia junghiana, tutto ciò che si muove nella loro “ombra”. E di ombre sono popolate le stradine, i sentieri e le campagne impervie di quest’isola. Gli uomini e le donne di Alicudi vivono una sorta di realtà parallela, mostrandoci che non tutto ciò che ci circonda può essere spiegato dal pensiero logico-razionale con cui siamo abituati a interpretare il mondo. “

OMBRE

7 e 8 gennaio ore 21.00


Biglietti: 15 euro – ridotto: 12 euro

(bar aperto per aperitivo dalle 20.00)


Teatro Lo Spazio

Via Locri 43, Roma

informazioni e prenotazioni

339 775 9351 / 06 77204149

info@teatrolospazio.it


Ufficio Stampa

Maresa Palmacci tel. 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com



FUNNY MONEY di Ray Cooney con la regia di Matteo Vacca in scena dal 7 al 12 gennaio al Teatro de' Servi-Roma


 Politeama S.r.l. 

presenta

FUNNY MONEY

IN FUGA COL MALLOPPO

di Ray Cooney

regia di Matteo Vacca

con Matteo Vacca, Martina Zuccarello, Claudia Ferri, Marco Fiorini, Walter Del Greco, Erik Bastianelli, Alessandro Bevilacqua


DAL 7 AL 12 GENNAIO

TEATRO DE’ SERVI-ROMA


Approda al Teatro de’ Servi, dal 7 al 12 gennaio, FUNNY MONEY, commedia di Ray Cooney con la regia di Matteo Vacca.

Quante probabilità ci sono di trovare 2.500.000 euro dentro una valigetta in metropolitana? Eppure un colpo di fortuna può sempre capitare nella vita ed è proprio quello che è successo a Riccardo. La sua vita tranquilla ed ordinaria viene totalmente scombinata per colpa o grazie ad uno scambio fortuito di valigette. Funny Money è una commedia dai ritmi serrati ricca di colpi di scena. I protagonisti della storia dovranno affrontare inseguimenti, ricatti, indagini della polizia, scambi di cadavere e la vendetta della mafia dell’est Europa. 

Riusciranno i nostri eroi a scappare in Messico e a cambiare vita? Per scoprirlo non vi resta che venire a teatro, mi raccomando: occhio alla valigetta... Non perdetela mai di vista!



INFORMAZIONI GENERALI

Teatro de' Servi 

Via del Mortaro, 22 | 00187 Roma

Per informazioni e biglietti: 

tel. 06.6795130 | info@teatroservi.it

Orari spettacoli: 

da martedì a sabato ore 21 

domenica ore 17.30

Biglietti:  25 euro


Ufficio Stampa 

Maresa Palmacci tel. 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com


402 dal 14 gennaio al Cometa Off

 


402

DA UN’IDEA DI ELETTRA ZEPPI E FRANCESCO IMUNDI 

CON ELETTRA ZEPPI E GABRIELE LINARI 

REGIA FEDERICO VIGORITO

Costumi Janny Altamura - Luci e Fonica Manuel Molin

DAL 14 AL 19 GENNAIO 2025


Via Luca Della Robbia, 47 – Roma (Testaccio)

Un noto e indagato Senatore della Repubblica alloggia in un hotel nel centro di Roma, mentre in aula è in corso la votazione sull’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. Quella stessa notte piomba nella sua stanza Anna, una cameriera ai piani in fuga da un suo superiore che la molesta in cambio della conservazione del suo lavoro. Due individui in antitesi e un’unica stanza dalla quale uscire sembra impossibile. Il confronto tra Anna e il Senatore è un susseguirsi graduale, frenetico di colpi di scena e confessioni. Sullo sfondo ci sono il muro della differenza sociale e di genere e una pesante accusa di illeciti ambientali, fardello di una storia viva e incredibilmente originale. 

Novanta minuti col fiato sospeso che passano in un attimo. O, forse, neanche in una vita.

Un thriller, un adrenalico racconto che mutua il linguaggio drammatico delle serie tv/film action e crime, mantenendo intatta la veridicità della vicenda: da una parte un rappresentante delle istituzioni accusato di gravi crimini contro l’ambiente, dall’altra una donna ‘oggetto’, vessata e sola, che si ribella a una condizione di ’illegittimità morale e sociale, Medea moderna che reagisce e contrasta attivamente il dominio delle ecomafie e l'egocentrismo maschilista.

Scritto a quattro mani dall’autrice, attrice e regista Elettra Zeppi e l’autore Francesco Imundi, 402 è un thriller in cui, dall’incontro dei due protagonisti, Anna e Marco, scaturisce una serie di eventi in cui vengono affrontate tematiche quali il ruolo della donna nella società, gli illeciti delle ecomafie, la corruzione politica, un dramma d’amore… ed ogni “filo” intesse una trama univoca conducendo lo spettatore ad un epilogo inaspettato ed imprevedibile. 

Si può scrivere uno spettacolo in cui tutti gli avvenimenti esterni e precedenti al momento in cui tutto si ferma vengono in qualche modo risolti e affrontati senza mai uscirne? Esiste un momento ben preciso e premeditato in cui tutto converge? Così è nato 402: un luogo sociale principale, una “stanza”, dove si crea storia, dove ci si racconta e si raccoglie il racconto degli altri.

402 rivisita il ruolo della donna, destabilizzando lo spettatore che inizialmente ne percepisce la presenza come corollario della storia, per poi vederla diventare non oggetto ma soggetto del racconto: una importante operazione di decostruzione della visione di genere per ripensare la figura femminile come attrice e autrice del suo destino, novella Medea che si confronta con la violenza e contrasta attivamente un certo tipo di cultura maschile egocentrica e ingorda.

In 402 Anna è interpretata da Elettra Zeppi. Anna è una donna segnata dalla vita in modo improvviso e indelebile. Spaventata e fragile, nel corso della storia rivelerà una personalità decisa e combattiva, ai limiti dell’estremo. Anna è un personaggio dalle mille sfaccettature che scopriamo poco a poco, un vulcano d’azione e emozione, un concentrato di vita nel bene e nel male.

In 402 Marco De Simone è interpretato da Gabriele Linari. Marco è un Senatore della Repubblica Italiana a capo della Commissione Illeciti Ambientali. Conservatore dalla parvenza tradizionalista, forte della sua capacità diplomatica, verrà trascinato dagli eventi di una sera, i quali non potranno più blindarlo nella bolla che si è costruito negli anni e che lo costringeranno ad esporsi grazie all’arrivo di Anna, la sconosciuta cameriera ai piani dell’hotel in cui alloggia mentre è in attesa di sapere cosa gli riserverà il suo futuro politico e sociale. Un personaggio dall’aspetto chiuso che traspira enigmaticità dall’inizio alla fine dello spettacolo. 


Info e prenotazioni 06.57284637

Orario Botteghino dal Martedì alla Domenica dalle ore 15.30 a inizio spettacolo

Biglietti: Intero Euro 16,50 + 1,50 Prevendita Ridotto Gruppi Min. 10 persone 13,50 + 1,50 prevendita

TEATRO MANZONI ROMA presenta "LETIZIA VA ALLA GUERRA - La suora, la sposa e la puttana" con Agnese Fallongo e Tiziano Caputo | da giovedì 9 a domenica 26 gennaio | ideazione e regia Adriano Evangelisti, coordinamento creativo Raffaele Latagliata


 Da giovedì 9 a domenica 26 gennaio 2025


Agnese Fallongo e Tiziano Caputo

in

LETIZIA VA ALLA GUERRA

LA SUORA, LA SPOSA E LA PUTTANA 


Ideazione e regia

 Adriano Evangelisti


















con Agnese Fallongo e Tiziano Caputo

drammaturgia Agnese Fallongo

musica dal vivo Tiziano Caputo

coordinamento creativo Raffaele Latagliata

ideazione e regia Adriano Evangelisti

direzione tecnica Valerio Di Tella

prodotto dal Centro di Produzione Teatro de Gli Incamminati

in collaborazione con ARS Creazione e Spettacolo

Distribuzione Pigrecodelta

Tre grandi donne, due guerre mondiali, un sottile fil rouge ad unirle: uno stesso nome, un unico destino. Con LETIZIA VA ALLA GUERRA - La suora, la sposa e la puttana, Agnese Fallongo e Tiziano Caputo tornano in scena al Teatro Manzoni di Roma dal 9 al 26 gennaio, dopo il grande successo delle scorse stagioni con I Mezzalira e Fino alle Stelle. La drammaturgia è di Agnese Fallongo, ideazione e regia di Adriano Evangelisti e coordinamento creativo di Raffaele Latagliata. 


Letizia va alla guerra è un racconto tragicomico, di tenerezza e verità. Tre donne del popolo, irrimediabilmente travolte dalla guerra nel loro quotidiano, che si ritroveranno a sconvolgere le proprie vite e a compiere, in nome dell’amore, piccoli grandi atti di coraggio. 

La prima Letizia è una giovane sposa, partita dalla Sicilia per il fronte carnico durante la Prima Guerra Mondiale, nella speranza di ritrovare suo marito Michele. La seconda Letizia, invece, è un’orfanella cresciuta a Littoria (Latina) dalle suore e riconosciuta dalla zia solo dopo aver raggiunto la maggiore età. Giungerà a Roma in concomitanza con l’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale. Infine Suor Letizia, un’anziana sorella dalle origini venete e dai modi bruschi che, presi i voti in tarda età, si rivelerà essere il sorprendente trait d’union dei destini di queste donne tanto lontane quanto unite.


Lo spettacolo è prodotto dal Centro di Produzione Teatro de Gli Incamminati in collaborazione con ARS Creazione e Spettacolo. Distribuzione Pigrecodelta



Per info e prenotazioni:

Tel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298

prenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it

Via Monte Zebio, 14 – Roma


Prezzi biglietti:

Intero € 30,00; Ridotto € 25,00


Ufficio Stampa Teatro Manzoni:

Alessia Ecora 338 7675511 ufficiostampa@teatromanzoniroma.it - alessia.ecora@gmail.com

Social Media Management : INTER NOS m.diletti@internosweb.it



L'incontro tra Agnese Fallongo, attrice-cantante e autrice teatrale, e Tiziano Caputo, attore-cantante e musicista poli-strumentista, avviene in occasione della realizzazione di “LETIZIA VA ALLA GUERRA - la suora, la sposa e la puttana”, spettacolo ideato e diretto da Adriano Evangelisti e scritto dalla stessa Fallongo. Successivamente questa compagine artistica si arricchisce di un quarto elemento grazie al coinvolgimento di Raffaele Latagliata che firma la regia dei due spettacoli successivi: “...FINO ALLE STELLE! - scalata in musica lungo lo  stivale”, scritto a quattro mani da Fallongo e Caputo con il coordinamento creativo di Evangelisti, e  “I MEZZALIRA - panni sporchi fritti in casa”, scritto dalla Fallongo, impreziosito dalle musiche originali composte appositamente da Caputo e arricchito dalla presenza di  Evangelisti  anche in veste di  attore. L'insieme di questi tre spettacoli dà origine alla “Trilogia degli ultimi”, che li porta presto a distinguersi sul  panorama nazionale e ad ottenere un unanime consenso di critica e di  pubblico. L'elemento che contraddistingue la ricerca di questo collettivo artistico e che ne delinea maggiormente la poetica è quello di sfiorare il presente attraverso il passato.  Raccontare, cioè, le storie delle generazioni che ci hanno preceduti per riuscire a comprendere meglio il momento presente: non saprai mai dove vai se non sai da dove vieni. Per aderire a questo tipo di contenuto, si è scelto di utilizzare un codice teatrale che attinge al “teatro di narrazione” rielaborandolo, però, in chiave estremamente moderna e originale attraverso un lavoro di costruzione drammaturgica che parte sempre da un’approfondita documentazione storica, per poi avvalersi della testimonianza reale di chi, quelle esperienze, le ha vissuti in prima persona.        

Il mezzo utilizzato è quello delle interviste, che vengono poi rielaborate, romanzate e trasformate in materia teatrale. Quello che interessa è il recupero della tradizione orale, dei racconti, della memoria di un passato ancora vivo, presente, palpitante. Un’ode alla vita che ha sempre più fantasia di noi... per chi la sa osservare.  Dal punto di vista linguistico la scelta del dialetto, inteso come lingua del cuore, nasce dall'esigenza di partire sempre dal suono per la costruzione dei personaggi e per poter dar loro quella veracità indispensabile a renderli credibili sulla scena. L'Italia è il paese con il maggior numero di dialetti al mondo e il poter attingere da questo infinito bacino dal sapore inconfondibilmente nostrano costituisce un’enorme ricchezza, spesso sottovalutata. 

La musica, ideata appositamente per tutti gli spettacoli e suonata rigorosamente dal vivo, è parte integrante della drammaturgia stessa e rappresenta una necessità sostanziale volta a sublimare la parola nei momenti più cupi e più brillanti del racconto, con l’intento di accompagnare lo spettatore, cullandolo, in un intenso spaccato della storia d’Italia.


Un dramma didattico al Teatro Lo Spazio, AUTODIFESA DI ISMENE. Elogio della sopravvivenza


 Il Teatro Lo Spazio inaugura il 2025 con la messa in scena di AUTODIFESA DI ISMENE, di Flavia Gallo, testo che fa parte di un progetto più ampio dedicato all'educazione dei cittadini e delle  cittadine attraverso la rievocazione dinamica delle tragedie greche. In questo caso specifico al centro è messa Ismene la sorella, ai più sconosciuta, di Antigone.

Lo spettatore si trova davanti ad una scenografia singolare e suggestiva, con elementi di arredo degni di un palazzo reale, accanto ad altri più diroccati, segno di un'antico fasto ma anche di un attuale abbandono, siamo nella reggia decaduta di Tebe, dove vivono ancora le figure secondarie: Ismene e Creonte. Sulla prima si concentra l'attenzione della Gallo, Ismene figlia di Edipo e di Giocasta, sorella di Antigone Eteocle e Polinice, un figura di secondo piano quindi, non ha ucciso un genitore e sposato un altro, non ha sposato suo figlio, , non ha combattuto e ucciso il proprio fratello, non si è schierata contro il re , per dare una giusta sepoltura a Polinice, non è stata murata viva, lei è sopravvissuta.

Lei che, sembra una figura di sfondo, in mezzo a tante figure così, forti, impallanti si direbbe in gergo teatrale, lei che ha vissuto al margine situazioni tragiche, la maledizione dei labdacidi, che tanto sangue a portato è comunque sopravvissuta, il suo nome, probabilmente è ricordato da pochi, è però il nome del fiume che scorre vicino Tebe e come lui è colei che ha  visto, colei che sa.

Quindi colei che può raccontare, colei che essendo sopravvissuta, porta con se la memoria di ciò che è successo, e può andare avanti, infatti il sottotitolo dello spettacolo è: Elogio della sopravvivenza, può raccontare, può evitare attraverso la sua esperienza che possa risuccedere, ma come attraverso la didattica.

Questo, infatti è uno spettacolo didattico, non è un caso che ci siano inserti moderni, sia nella scenografia , che nel testo stesso, dove viene più volte citata la televisione, in altre parole Ismene siano noi, che assistiamo resilienti alle tragedie del mondo attuale, e ne diventiamo testimoni, per le generazioni più giovani.

AUTODIFESA DI ISMENE. Elogio della sopravvivenza è uno spettacolo di ricerca, da cui si può venire avvolti ed ammaliati se ci si lascia trasportare dagli attori, da Luna Marongiu una Ismene, consapevole della propria apparente marginalità, ma che qui trova una sua dimensione ben precisa, un'Ismene tragica, obliqua come le sue parole, ma in un certo verso liberata, alla fine. Il coro interpretato da Raffaele Gangale e Marta Cirello è un coro non solo sonoro, ma anche molto fisico, con movimenti scenici ben congeniati ed eseguiti, grazie anche alla regia di Cinzia Maccagnano che è puntuale e precisa, non lascia nella al caso tutto è spiegato.

                                                   Miriam Comito

AUTODIFESA DI ISMENE

elogio della sopravvivenza


di Flavia Gallo

regia


Cinzia Maccagnano


con


Luna Marongiu, Raffaele Gangale, Marta Cirello

paesaggi sonori Lucrezio de Seta costumi Monica Mancini

scene Luna Marongiu consulenza scenografica Cannella&Beltempo


produzione Bottega del Pane teatro

DAL 3 AL 5 GENNAIO

TEATRO LO SPAZIO-ROMA

AUTODIFESA DI ISMENE

Venerdì ore 21

Sabato ore 18

Domenica ore 17

Biglietti: 15 euro – ridotto: 12 euro

(bar aperto per aperitivo dalle 20.00)

Teatro Lo Spazio

Via Locri,42

informazioni e prenotazioni

06 77076486  /  06 77204149

info@teatrolospazio.it


Ufficio Stampa

Maresa Palmacci 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com