sabato 3 gennaio 2026

Dal 22 gennaio Elena Bucci in Nella lingua e nella spada | Teatro Torlonia


 Dal 22 al 25 gennaio - Teatro Torlonia


NELLA LINGUA E NELLA SPADA 

un progetto di musica e teatro ispirato alle vite e alle opere di Oriana Fallaci e di Aléxandros Panagulis


elaborazione drammaturgica, regia e interpretazione Elena Bucci

musica in playback di Luigi Ceccarelli

con registrazioni di Michele Rabbia e Paolo Ravaglia

disegno luci Loredana Oddone

cura e regia del suono Raffaele Bassetti

assistente all’allestimento Nicoletta Fabbri

scene Elena Bucci, Loredana Oddone

costumi Elena Bucci, Marta Benini e Manuela Monti

foto Luca Concas, Salvatore Pastore, Patrizia Piccino

documentazione video Stefano Bisulli

si ringrazia il Teatro Comunale di Russi per l’ospitalità

produzione Le belle bandiere, Centro Teatrale Bresciano, Ravenna Festival, Campania Teatro Festival, TPE Teatro Piemonte Europa

con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Russi

produzione musicale Edison Studio


La prima vittima dei tiranni / è il loro spirito. Prima a quello / mettono le catene.

(Aléxandros Panagulis Vi scrivo da un carcere in Grecia, 1974, Rizzoli Editore)


Grazie Oriana perché scrivendo la vostra storia hai vinto la morte.

Grazie Alekos perché distillando versi nella solitudine della tua prigionia hai vinto il dolore.

Grazie alla vostra scrittura io che non so cosa siano la guerra, la dittatura, la censura, la tortura, io sono con voi, sono voi, nella lingua e nella spada.



Dal 22 al 25 gennaio va in scena al Teatro Torlonia Nella lingua e nella spada, progetto di musica e teatro ispirato alle vite e alle opere di Oriana Fallaci e Aléxandros Panagulis. Un melologo contemporaneo che affida alla parola detta, al suono e alla luce il compito di attraversare una storia privata e politica insieme, senza mediazioni celebrative.

L’elaborazione drammaturgica, la regia e l’interpretazione sono di Elena Bucci; le musiche, in playback, di Luigi Ceccarelli, con registrazioni di Michele Rabbia e Paolo Ravaglia. Il disegno luci è di Loredana Oddone, la cura e regia del suono di Raffaele Bassetti. La scena, essenziale e mobile, diventa spazio mentale: prigione, città, mare, memoria.

Nella lingua e nella spada non ricostruisce un’epoca: ne assume il rischio. Interroga il rapporto tra scrittura e potere, tra libertà e solitudine, tra resistenza e forma. La parola, qui, non consola né spiega: resta. Incide.

Lo spettacolo è una produzione Le belle bandiere, Centro Teatrale Bresciano, Ravenna Festival, Campania Teatro Festival, TPE Teatro Piemonte Europa, con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Russi; produzione musicale Edison Studio




Note di Elena Bucci

Questo melologo di più anime si ispira alla storia del poeta e rivoluzionario greco Alekos Panagulis e della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci: si incontrano per un’intervista che resterà nella storia proprio il giorno in cui Alekos, incarcerato per un attentato al dittatore Papadopoulos, condannato a morte e poi graziato, viene liberato grazie ad un forte movimento internazionale. Restano allacciati, fra discussioni, lotte per la libertà, allegria, solitudini e speranze, fino alla morte di lui per un misterioso incidente, nel 1976. 

Alekos trova nella poesia una cura per resistere alla violenza della tirannia e del carcere; Oriana fa del suo lutto un libro. Irriducibili, spesso isolati e solitari, mai vinti nella vitalità e nell’energia, trasformano il dolore in scrittura, memoria di tutti, un tesoro al quale attingere quando manca il coraggio. 

Quando, dopo la maturità, partii per un viaggio in Grecia, portai con me il libro dove Oriana Fallaci racconta dell’incrocio del suo destino con quello di Alekos Panagulis.

Persa in quella terra polverosa e profumata, fra templi, paesaggi marini e città caotiche e nere, ritrovavo le vite di Oriana e Alekos, in lotta contro il conformismo e le bugie, irriducibili, ostili per natura e disciplina al potere e alla tirannia. Si narrava di amore e di lotta, della solitudine degli eroi e della loro forza poetica, dell’allegria e della disperazione degli spiriti liberi. Ora capisco meglio quanto sia anche una vigorosa celebrazione del lutto attraverso la scrittura, una testimonianza che resiste all’oblio.  

 “La politica è un dovere, la poesia un bisogno. E’ un urlo che non si può soffocare, l’ansia di un istante che non si può dimenticare. Allora cerchi carta e matita per fermarlo.” Scrive Alekos nel carcere, su qualsiasi cosa trovi, per non perdersi.

Anche per Alekos la scrittura è medicina che salva quando il mondo sembra impazzito. E’ un’arma e uno scudo. Da essa trae la forza di ridere dei propri aguzzini, di prenderli in giro, di sopportare la solitudine della sua ricerca di libertà e verità.  Mi pare di trovarvi anche il sollievo per non essere diventato un assassino, quando la sua ribellione alla tirannia non gli porgeva altra soluzione che l’attentato, proprio lui che non sapeva vendicarsi nemmeno dei suoi aggressori. I suoi libri con la prefazione di Pasolini sono ormai introvabili. Sembrano passati secoli, ma le domande sono vive. Resiste anche la volontà gioiosa di resistere alla violenza e alla paura con la pratica del pensiero, dell’arte, della scrittura.

Mi affido all’intuito drammaturgico e alla sensibilità del compositore Luigi Ceccarelli, al talento dei musicisti Michele Rabbia e Paolo Ravaglia e alla sapiente e partecipe regia del suono di Raffaele Bassetti. La musica crea uno spazio tempo sospeso dove posso immergermi in altre esistenze, storie, luoghi e sfrangiare i limiti della mia identità. In un continuo scambio tra appunti, improvvisazione e riscritture, la drammaturgia si innesta sulle comuni radici di musica e teatro. Le luci di Loredana Oddone disegnano nello spazio quasi vuoto una piccola prigione che può diventare Atene, Firenze, il mare, la spiaggia, un’anima, l’infinito.

Non uso le parole di Oriana Fallaci, non strappo brani da un libro perfetto, ma provo a raccontare con parole mie di lei e di lui, di quell’epoca, dell’entusiasmo per alcuni artisti – eroi? - che vissero l’orrore della dittatura senza piegarsi, cantando: nella lingua e nella carta è la loro spada. Grazie a loro allargo il mio sguardo di fortunata nata in tempo di pace fino al limite del buio che si avvicina. 


Elena Bucci



Note intorno al progetto musicale

Negli anni in cui si svolgeva la vicenda di Alekos Panagulis contro la dittatura greca e la sua storia veniva dibattuta dalla stampa di tutto il mondo ero un giovane ventenne. In quell’epoca di forte ideologizzazione che rendeva spesso il clima sociale cupo e torbido, la figura di Panagulis si stagliava per la forza lucida e la grande emotività del suo pensiero, raccontata soprattutto con efficace coinvolgimento da Oriana Fallaci. Quello che mi impressionava molto in lui, ciò che lo rendeva ai miei occhi una persona straordinaria, era come l’ideale di libertà fosse talmente necessario da rendere sopportabile perfino ogni tipo di violenza fisica e psicologica, la dimostrazione di come il perseguimento di un ideale potesse andare anche oltre la propria vita.

Oggi sono passati quasi cinquant’anni da allora e il mondo è molto cambiato. Così, quando mi è stato proposto di creare un’opera di teatro musicale su Alekos Panagulis, ero inizialmente un po’ perplesso, la sua figura mi sembrava ormai scolorita dal tempo e dal tramonto di molte di quelle ideologie. 

Invece, con sorpresa, rileggendo le sue poesie e la sua storia mi sono reso conto di come quel pensiero ancora oggi rimanga intatto, di come quel carico di energia vitale prepotente possa essere ancora necessario ed attuale, dopo la necessaria opera di depurazione del tempo. E anzi, più oggi che allora, il desiderio di democrazia e di libertà perseguito con così tanta emotività da Panagulis ci trasmette un desiderio di partecipazione positivo. Proprio quella stessa partecipazione che i media attuali sembrano concederci sempre più ma togliendoci del tutto l’entusiasmo. 

Come affrontare questo tema dal punto di vista musicale, come rendere la vitalità contenuta nei testi di Alekos Panagulis? 

Innanzitutto trasformando il racconto e la poesia di Alekos in “suono”, cercando di rendere ancor più percepibile l’espressività di ogni elemento fonetico, che Elena interpreta magistralmente, e che l’elaborazione digitale può rendere ancora più emozionale: nella moltiplicazione della voce fino a farla diventare un coro, nella creazione di uno spazio tridimensionale che porti il pubblico ad immergersi nei versi e non a guardarli solo dalla rassicurante distanza della platea, cercando di portare il testo nella dimensione iper-realistica di una performance di teatro musicale contemporaneo. 

E poi costruendo un progetto dove i musicisti non eseguono una partitura precostituita e immutabile, ma in cui ogni strumentista contribuisce, con la condivisione della propria identità musicale alla costruzione della partitura generale. Paolo Ravaglia e Michele Rabbia non sono semplicemente esecutori, ma interpreti e creatori all’interno di una struttura in cui testo, voce e suono dialogano tra loro combinandosi senza perdere la loro individualità.

Sullo sfondo ovviamente, a far da riferimento, c’è spesso la musica greca con le sue tradizioni di libera convivenza che ci riporta a quella terra di cui Panagulis è figlio. Non certo quella musica insistente da sottofondo turistico che, come in ogni località del mondo, ci ronza intorno perennemente, ma quella musica che è forse la più antica della civiltà mediterranea e che meglio di tutte ha saputo fondere le culture con cui è venuta a contatto. Ascoltando la musica greca d’arte ci si rende conto che siamo di fronte alla sintesi perfetta tra la musica latina, la musica araba e quella balcanica. Quella sintesi che la musica di oggi è sempre più abituata a fare. Una musica che non appartiene più ad un genere musicale, ma che, forse utopisticamente, è ad un livello superiore, una sintesi che identifica tutti in un unico linguaggio comune.  

Luigi Ceccarelli



Video trailer 

https://www.youtube.com/watch?v=pVFSsMxnW10&t=1s


TEATRO TORLONIA

l Teatro Torlonia si trova in via Lazzaro Spallanzani 1A, 00161, Roma. 

22, 23, 24 GENNAIO ORRE 20.00 – 25 GENNAIO ORE 18.00


📣 Ufficio stampa Compagnia Le Belle Bandiere

Maya Amenduni
📱 +39 392 8157943
📧 mayaamenduni@gmail.com



martedì 30 dicembre 2025

Galatea Ranzi porta in scena IN NOME DELLA MADRE di Erri De Luca _ regia Gianluca Barbadori I 8 - 11 gennaio 2026 Teatro Torlonia


 TEATRO TORLONIA 

8 | 11 gennaio 2026


In nome della madre 

di Erri De Luca

regia Gianluca Barbadori

con Galatea Ranzi

costume Lia Francesca Morandini

foto Rosellina Garbo


Produzione Teatro Biondo Palermo

in collaborazione con soc. coop. Ponte tra Culture / AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali

con il patrocinio di Regione Marche


orari spettacoli: tutte le sere ore 20 | domenica ore 18 



Dall’8 all’11 gennaio va in scena al Teatro Torlonia la rilettura laica della storia di Maria con In nome della madre, spettacolo tratto dal romanzo di Erri De Luca, per la regia di Gianluca Barbadori. Protagonista della pièce è Galatea Ranzi, che interpreta con delicatezza la storia, narrata in prima persona, di Miriàm, una ragazza della Galilea che ha una strana visione nella quale un angelo le annuncia che avrà un figlio, profetizzando per lui un destino di grandezza.


Subito dopo, la giovane scopre di essere incinta. Nonostante qualche titubanza, decide di avvertire Iosef, il suo promesso sposo. Miriàm sa perfettamente che rischia di essere lapidata, ma rifiuta ogni menzogna, rivendicando il mistero della sua gravidanza e la sua assoluta buona fede. Iosef, anche in seguito ad un sogno premonitore, decide che le nozze avranno luogo come previsto, sfidando i benpensanti di Nazaret e le leggi del tempo. Intanto, gli odiati occupanti romani organizzano un censimento e per i giovani sposi si prepara un viaggio, lungo e difficile, a pochi giorni dal parto.


Facendo ricorso al linguaggio semplice e terso della poesia, Erri De Luca racconta la gravidanza di Miriàm/Maria. Il Talmud, oltre un decennio di studi biblici e gli storici romani gli forniscono dati preziosi per dare alla sua storia uno sfondo credibile. Non è un’urgenza storiografica a muovere De Luca, piuttosto, il desiderio di narrare «qualcosa che non c’è», una versione laica e poetica della nascita di Gesù. 

In nome della madre è un testo pieno di Grazia, che commuove e fa riflettere credenti e laici, sul tema della maternità e la forza silenziosa di una donna.  La messa in scena crea un intimo momento di incontro col pubblico, dove Miriàm/Maria, donna oramai adulta ha accettato con consapevolezza il destino di suo figlio e desidera condividere la sua esperienza personale, senza fronzoli, invitando a ritrasmettere il suo messaggio di amore, coraggio e speranza.


Fondazione Teatro di Roma _www.teatrodiroma.net Teatro Torlonia Via Lazzaro Spallanzani 1A- Roma Biglietteria: tel. +39 06 44230693– biglietteria@teatrodiroma.net Biglietti: 15€ intero – 10€ ridotto Orari spettacolo: tutte le sere ore 20 | domenica ore 18 Ufficio stampa Teatro di Roma - Teatro Nazionale: Amelia Realino: 06684000308 | 3454465117 | ufficiostampa@teatrodiroma.net – amelia.realino@teatrodiroma.net Raffaella Tramontano: 06. 684000408 | 3928860966 _ e mail raffaella.tramontano.ext@teatrodiroma.net


domenica 21 dicembre 2025

Un esilarante Dracula allo Spazio Diamante. DRACULA A COMEDY OF TERRORS fino al 6 gennaio

 


Come ve lo immaginate voi uno spettacolo su Dracula?

Quasi sicuramente pregno di atmosfere cupe, con la tensione sempre sul filo, invece, no la versione portata in scena da Cattive Compagnie propone una versione accattivante e divertente delle vicende del conte.

In scena 5 attori che interpretano tutti i ruoli presenti nel libro di Bram Stoker e che danno vita ad un'esilarante commedia, horror si ovviamente, ma ciò che emerge è l'energia sprigionata dagli attori sul palco, l'ironia usata nel testo di Gordon Greeberg & Steve Rosen nella traduzione di Enrico Luttmann, che si traduce in uno spettacolo scoppiettante, con un ritmo serrato, in cui i 5 attori strizzando l'occhio ad una comicità americana di qualità travolgono il pubblico, in una vicenda conosciuta, ma liberata dalle implicazioni di Stoker ambientato in un'Inghilterra vittoriana in cui il diverso, lo straniero veniva visto con gran sospetto, specialmente se proveniva dalle poco accessibili montagne dell'Europa dell'est.

Un'ora e tre quarti di puro divertimento dove gli attori non si risparmiano, e passano agevolmente da un ruolo ad un altro, si respira chiaramente la voglia e la contentezza di portare in scena questo spettacolo, che ha debuttato il 19 dicembre e sarà in scena fino al 6 gennaio allo Spazio Diamante, con una serata speciale per capodanno.

La compagnia in scena è ben rodata e si vede, cosa si può dire se non che sono veramente tutti bravissimi, e che il  ritmo travolgente dello spettacolo, allieterà queste feste per chi sceglierà di andare a vedere questo spettacolo, che consiglio vivamente, hanno trasformato una vicenda cupa in una vera e propria festa teatrale!

                                                                 Miriam Comito


DRACULA A COMEDY OF TERRORS

di Gordon Greeberg & Steve Rosen

traduzione Enrico Luttmann


con Alessandro Di Somma, Ermenegildo Marciante, Diego Migeni, 

Yaser Mohamed, Marco Zordan


scene Paolo Carbone | musiche Samuel Desideri | costumi Francesca Burattini | 

visual grafico Meccanismi Creativi | content creator Carlotta Sfolgori 

assistente alla regia Emiliano Morana


regia LEONARDO BUTTARONI

produzione Viola Produzioni – Centro di Produzione Teatrale

 in collaborazione con Cattive Compagnie


SPAZIO DIAMANTE

19 Dicembre 2025 - 6 Gennaio 2026 

sala black


A Capodanno… dimenticate il terrore: Dracula diventa una festa teatrale!
Spazio Diamante vi aspetta il 31 dicembre con Dracula – Comedy of Terrors per una serata speciale all’insegna della comicità travolgente. Il mito gotico per eccellenza si ribalta e diventa una corsa comica che trasforma il vampiro più famoso del mondo in un irresistibile protagonista sospeso tra seduzione e goffaggine.
Un cast di cinque attori dà vita a più di una dozzina di personaggi in un tourbillon teatrale che vi terrà incollati alla storia… e vi trascinerà in un mondo di pura invenzione.


PROGRAMMA DELLA SERATA 
ore 21.30 ingresso in sala
ore 22.00 inizio spettacolo
ore 23.45 fine spettacolo
ore 00.00 brindisi di mezzanotte

Oltre al tradizionale calice sarà allestito un buffet con lenticchie e altre delizie per accogliere insieme il nuovo anno



SPAZIO DIAMANTE

Via Prenestina, 230/B 00176 Roma RM

martedì e venerdì ore 20.30, giovedì e sabato ore 19, domenica ore 17

venerdì 26 dicembre ore 19 | mercoledì 31 dicembre ore 22 |

lunedì 5 gennaio ore 20.30 | martedì 6 gennaio ore 17


Lo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro

Biglietto Supporter - € 19 - Biglietto Standard - € 15 - Biglietto Agevolato - €12
Speciale Capodanno 50€


___________________________________________________________________________

UFFICIO STAMPA SISI COMMUNICATION 
MONICA MENNA monica.menna@sisicommunication.it T. 328 / 94 48 311
ALESSANDRA TEUTONICO alessandra.teutonico@sisicommunication.it   T. 392 / 50 89 173
FB  Sisi Communication   IG  sisi_communication






sabato 20 dicembre 2025

Di nuovo in scena il Gruppo della Creta con PLUTO. O IL DONO DELLA FINE DEL MONDO, Al Teatro Basilica.


Che bello spettacolo quello a cui ho assistito ieri al Teatro Basilica!
PLUTO.O IL DONO DELLA FINE DEL MONDO. Già portato in scena, con successo nel mese di settembre, torna in scena in questo periodo prenatalizio.
Il testo di Anton Giulio Calenda e Valeria Chimenti è tratto dal PLUTOS ultima fatica di Aristofane.
Il Gruppo della Creta lo porta in scena in modo molto coinvolgente per il pubblico, uno spettacolo senza punti morti, con un buon ritmo ed un'energia palpabile che arriva diretta allo spettatore.

L'attualizzazione di opere classiche fatta con intelligenza è sempre cosa lodevole e di grande interesse, anche perché alcune cose, non cambiano nel corso dei secoli, ma restano tali e quali sono eterne, quindi prendere in esame un 'autore vissuto più di 2000 anni fa e lavorarci attorno è cosa assolutamente buona.

Il dibattito sta intorno la competizione tra ricchezza e povertà.

Il dio della ricchezza Pluto è da sempre raffigurato cieco, come la fortuna del resto, quindi le ricchezza spesso non va a chi se la merita, perché a studiato, lavorato, si è impegnato etc etc, ma va un po'a casaccio, creando sperequazioni, malumori, invidie , disperazioni, in un mondo ideale questo cosa andrebbe certamente corretta, ma in che modo ? facendo una redistribuzione diretta, o attuando una sorta di comunismo ideale, che porta ad avere tutti abbondanza, ma là casca l'asino e non a caso, quando Cremilo un cittadino ateniese non abbiente interpretato da Matteo Baronchelli accompagnato dal suo servo Carione interpretato da Alessio Esposito, grazie ad un responso dell'oracolo di Delfi si trovano davanti a Pluto (Alessandro Di Murro) lo legano, sicuri così di poter cambiare la loro vita, decisi a fargli riacquistare la vista..ma non è tutto oro ciò che luccica si potrebbe dire a volte un luccichio troppo intenso può abbagliare.

A contrapporsi al volere di Cremilo interviene Povertà ( Laura Pannia) adducendo tuta una serie di motivazione secondo le quali è proprio la sua presenza a far andare avanti il mondo, altrimenti si diventerebbe tutti molli e oziosi, è il desiderio , ancora di più il bisogno il motore che muove le azioni umane.
I discorsi di povertà però ricordano molto da vicino qualcosa che per alcuni è la rovina del mondo ovvero il capitalismo.
Dopo un'aspra lotta, vincerà come si  poteva prevedere Pluto con conseguenze forse inaspettate, o meglio non calcolate da un'occhio miope.
Nessuno si sente più legato a nessun'altro da nessun genere di vincolo, neanche una persona ha voglia di fare quelle piccole, grandi cose che fanno andare avanti il mondo , infatti da titolo...la fine del mondo.

Tutta la vicenda ci è narrata da un messaggero, vestito da angelo (Amedeo Monda)
e accompagnata dalla partecipazione straordinaria degli allievi attori del Progetto Speciale “Aristofane nostro Contemporaneo"
                                                         Miriam Comito

TeatroBasilica 

19 e 20 dicembre 2025, ore 21:00
A grande richiesta, dopo il grandissimo successo di settembre, lo spettacolo torna in scena per due repliche speciali


Gruppo della Creta in

PLUTO. O IL DONO DELLA FINE DEL MONDO 

di Anton Giulio Calenda e Valeria Chimenti
tratto dal Pluto di Aristofane
regia Alessandro Di Murro
con Matteo Baronchelli, Alessandro Di Murro, Alessio Esposito, Amedeo Monda, Laura Pannia
musiche originali di Amedeo Monda
disegno luci Matteo Ziglio
costumi Giulia Barcaroli
assistente alla regia Rebecca Righetti
direzione organizzativa Bruna Sdao
una coproduzione Gruppo della Creta e Cadellino Srl
con il sostegno del Ministero della Cultura
partecipazione straordinaria degli allievi attori del Progetto Speciale “Aristofane nostro contemporaneo”

lo spettacolo si svolgerà all’interno del Progetto Speciale 2025 “Aristofane nostro contemporaneo”, con la direzione artistica di Antonio Calenda


Il TeatroBasilica, nato nel 2019 e situato nel cuore di Roma in Piazza San Giovanni, si è imposto come punto di riferimento per il teatro contemporaneo, programmando nuove drammaturgie e accogliendo giovani compagnie accanto ad artisti affermati. La direzione artistica è affidata ad Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti, con la consulenza artistica di Antonio Calenda.

Il Gruppo della Creta, compagnia under 35 riconosciuta dal Ministero della Cultura, dal 2019 affianca la direzione artistica nella gestione e nell’ideazione delle proposte del Basilica, trasformandolo in casa creativa dei propri progetti. Negli anni, ha costruito produzioni originali che hanno trovato riconoscimento nazionale, come Pluto o il dono della fine del mondo, Finzioni e Beati Voi.

Con questa nuova produzione, il Gruppo della Creta si conferma una delle realtà più vitali e innovative della scena teatrale italiana, capace di coniugare riflessione politica, ironia e immaginazione scenica.


📝 INFORMAZIONI


Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:


https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo


Dove siamo:

Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma

www.teatrobasilica.com

email: info@teatrobasilica.com

telefono: +39 392 9768519


Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.


Link utili

Sito https://teatrobasilica.com/

Facebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica

Instagram https://www.instagram.com/teatrobasilica/


Ufficio stampa TeatroBasilica e Gruppo della Creta

Maya Amenduni 

+39 392 8157943
mayaamenduni@gmail.com