venerdì 28 marzo 2014

ANDARSENEN.-Una piccola fiammiferaia


ANDARSENEN - Una piccola fiammiferaia:
Una piccola fiammiferaia: Silvia Lamboglia
Un amico: Giuseppe Montemarano
Un cappello: nel ruolo di se stesso.

Costumi e scenografia: Alessandra Vicini
Illustrazioni: Viola Tanganelli
Regia e drammaturgia: Gloria Gulino
“La nonna non c’è più. No, non è andata in vacanza. Non tornerà presto. Cosa vuol dire? Cosa succede adesso? “C’era una volta” un cappello. Che ora non c’è più, ma che continuerà ad essere presente. “C’è ancora una volta” una piccola fiammiferaia, che per vederci più chiaro deve accendere i fiammiferi. Con l’aiuto di un amico speciale.
La protagonista, interpretata da Silvia Lamboglia, è una bambina che si trova a vivere l’esperienza della morte della nonna. Una piccola fiammiferaia dei giorni nostri in cammino in un sentiero illuminato e riscaldato da quei fiammiferi, tappe fondamentali del suo percorso, accesi da una singolare “guida”, interpretato da Giuseppe Montemarano: un amico reale, ma che sembra uscito dalle fiabe; mentre lo spazio vuoto lasciato da un cappello si anima nel ricordo della vita con la nonna. Quel ricordo che scopriremo parte integrante del nostro essere.
Uno spettacolo che vuole parlare ai bambini di un tema delicato come la perdita e far scoprire come il ricordo della persona cara sia parte integrante del proprio essere.
Questa tematica viene affrontata in chiave poetica e divertente, con un linguaggio diretto e leggero e il potere evocativo della musica.

L’idea della drammaturga e regista Gloria Gulino è che la fiaba si riappropri della sua funzione originaria di descrizione del mondo reale attraverso un linguaggio comprensibile ai bambini, dando loro la possibilità di affrontare catarticamente le proprie paure. Così si parla della morte, o meglio: della perdita, di ciò che rimane dopo la morte di una persona cara, della vita che continua, in contrapposizione alla morte vista non come un mostro, e descritta in modo non menzognero, ma reale, come qualcosa di naturale e parte di un percorso. Sullo sfondo la fiaba della piccola fiammiferaia - il libro della nonna – e di fianco un amico reale, ma che sembra uscito dalle fiabe. I due attori si muovono in un non luogo che è un rifugio, il parco giochi dell'immaginazione. E' lo spazio del percorso emotivo della protagonista, che accende i fiammiferi per "chiarire" gli accadimenti a volte incomprensibili che la vita porta ad affrontare.
Uno spettacolo per bambini, ma che parla molto anche ai genitori, che assistono al punto di vista del bambino in una circostanza così delicata come quella del lutto.
I costumi e la scenografia è curata da Alessandra Vicini, le illustrazioni sono di Viola Tanganelli.
HeART Associazione Culturale nasce nell’agosto del 2011 dall’unione artistica di Caterina Praderio e Gloria Gulino, si avvale di numerosi collaboratori tra Bologna e Roma e opera soprattutto in campo educativo e culturale attraverso il teatro e la musica. Tra il 2012 e il 2013 la direzione artistica si arricchisce della presenza di Alessandro Migliucci e Eleonora Beddini. Le attività dell’Associazione comprendono laboratori di teatro e di musical per bambini, ragazzi e adulti; spettacoli per bambini; spettacoli di prosa; concerti ed eventi musicali ( www.heartmusic.it).
Età consigliata: per famiglie e bambini a partire dai 6 anni

“Andarsenen – Una piccola fiammiferaia”, sabato 29 marzo al Teatro Studio Uno. Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara). Ore 17.00 Ingr. 5 euro.
info e prenotazioni: 3494356219 - 3298027943 - 3283546847

giovedì 27 marzo 2014

CUORI DI PASTA E CERVELLI DI LATTA

CUORI DI PASTA E CERVELLI DI LATTA:
di: Valerio De Angelis
con: Giuseppe Montemarano, Silvia Lamboglia, Sara Maurizi.
regia: Gloria Gulino.

spettacolo per famiglie e bambini dai 5 anni in su

Italia, anni trenta. All’interno di una vecchia soffitta abitano due giocattoli: il generale Attilio Sparagna, soldatino di pasta di legno dai modi militareschi ma tenero di cuore, e la bambola di porcellana Maria Stella, della quale è segretamente innamorato, che vive sopra un balconcino da cui preferisce non scendere. L’equilibrio tra i due viene turbato dall’arrivo improvviso di Johnny Jordan, un pupazzo di latta dalle fattezze di un suonatore di colore di Harlem, tanto eclettico e interessante per Maria Stella, quanto incivile e incomprensibile per il generale Sparagna, che ostenta ostilità verso questo possibile rivale straniero. Il rapporto tra i due si evolve e Jordan decide di aiutare il generale a dichiarare il suo amore alla bambola di porcellana..
Una fiaba originale sull'amicizia e sull’integrazione delle differenze culturali. Un viaggio in musica, canzoncine e risate per i tutti i bambini.

EMPORIO DELLE ARTI
Via G. Costamagna, 42 - Roma
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA allo 06 7853143
Costo biglietto per tutti 5 euro

HeART ASSOCIAZIONE CULTURALE nasce nell’agosto del 2011 dall’associazione di Caterina Praderio e Gloria Gulino, si avvale di numerosi collaboratori tra Bologna e Roma e opera soprattutto in campo educativo e culturale attraverso il teatro e la musica. Tra il 2012 e il 2013 la direzione artistica si arricchisce della presenza di Alessandro Migliucci e Eleonora Beddini.
Le attività dell’Associazione sono illustrate più dettagliatamente al sito:www.heartmusic.it, e comprendono laboratori di teatro e di musical per bambini, ragazzi e adulti; spettacoli per bambini; spettacoli di prosa; concerti ed eventi musicali.


QUIPROQUO al Teatro Petrolini dal 15 al 17 aprile

QUIPROQUO

Scritto e diretto da Gianfranco Migliorelli

Equivoci, malintesi e invasioni di campo di una cameriera e di una mamma di troppo,   scombussolano la vita di due coppie stravaganti nel gioco serio e comico della fantasia
Un’esilarante commedia dell’equivoco dove i rapporti tra un marito e una moglie s’intrecciano in un inaspettato confronto sulla realtà stravagante ed enigmatica, dei vicini di casa.  Il tutto sembra dire io mi emoziono sì, e lo faccio con il cuore ma tra battute e schiamazzi notturni…


Con

Lucia Lanzolla
Filippo Velardi
Valentina Melle
Lucia D’Ambrosio
Marta Calzoni
Valerio Di Tella





Inizio spettacolo ore 21.00
Da martedì 15 a giovedì  17 aprile 2014

Prenotazione Biglietti: 06-5757488

Prezzo Biglietto: 13 euro (prezzo unico)

“Teatro PETROLINI” Via Rubattino, 5 ROMA
Zona Testaccio

mercoledì 26 marzo 2014

L'attrice Anna Foglietta al Cinecocktail @ Cortinametraggio: 'i miei nuovi progetti tra cinema, radio e tv'

L'attrice Anna Foglietta al Cinecocktail @ Cortinametraggio:
"Dopo i film di Massimiliano Bruno e di Riccardo Rossi sarò pronta per la radio e la tv"


"Il CineCocktail è un bel regalo per noi attori". A parlare è l’attrice Anna Foglietta, reduce dal successo di Tutta colpa di Freud, di Paolo Genovese, ospite del CineCocktail  @ Cortinametraggio ideato e condotto dalla giornalista Claudia Catalli. Dopo il successo ai Festival di Berlino, Venezia, Roma e San Marino i CineCocktail®  hanno fatto tappa a Cortinametraggio, dove, davanti a una folta platea di addetti ai lavori, giornalisti, registi (da Giuliano Montaldo a Paolo Genovese, da Maria Sole Tognazzi a Ivan Cotroneo), attori (da Vinicio Marchioni a Lucia Mascino, da Cosimo Cinieri a Nicola Nocella) e appassionati di cinema, l'attrice si è raccontata, annunciando i suoi prossimi progetti: "Due film per il cinema: Confusi e felici, di Massimiliano Bruno e l'opera prima dell'attore Riccardo Rossi. A seguire, due programmi, uno per la tv e uno per la radio: anche per un'attrice è importante essere multitasking".
"Oggi ho 35 anni - ha sottolineato la Foglietta ripercorrendo gli anni di gavetta - ho iniziato a recitare a 18 e va bene così: non invidio i giovanissimi che hanno subito successo ma non sanno gestirlo, a me è arrivato al momento giusto".

Tra i registi con cui le piacerebbe lavorare, cita Paolo Virzì e Sam Mendes e aggiunge: "Mi piacerebbe dar voce a una donna che vive la condizione di questo momento:  il nostro cinema rappresenta sempre famiglie con fratture, mai quelle normali, in cui le donne fanno fatica per cercare di far tutto e stare bene".

L'evento e' stato realizzato in collaborazione con RainUp (www.rainup.com). Mediapartner ufficiale: Cinemaitaliano.info

Ulteriori immagini, video e news alla pagina Facebook www.facebook.com/pages/CineCocktail/163282560548889 e su Twitter su @Cinecocktail

L'attrice Vittoria Schisano adesso è donna: un'intervento di 10 ore a Barcellona


Foto di Maria la Torre
Vittoria Schisano cambia sesso: “Sarà il dolore più bello della mia vita”, l’attrice l’ ha detto la scorsa domenica da Barbara D'Urso dalla quale era ospite in collegamento dalla Spagna . Vittoria Schisano è diventata  donna a tutti gli effetti ieri , ha subito un lungo intervento durato dieci ore  presso la Clinica di Chirurgia Plastica di Barcellona  del Dr. Iván Mañero. http://www.ivanmanero.com/


Poco prima dell’intervento Vittoria ha scritto  sulla sua pagine facebook :
... adesso che ho finalmente svelato a DOMENICA Live dalla mia amica Barbara D'urso il motivo del mio viaggio a Barcellona posso sentirmi libera di ringraziare IVAN MANERO il medico che renderà possibile il mio sogno... Con questa foto taglio via il passato e quel che resta della mia precedente vita. Saluto me stessa e il Giuseppe che ancora è in me. Adesso posso urlare che sta per nascere Vittoria, lo urlo a voce piena non solo per me ma per tutti coloro che non possono farlo ...
Se ho scelto di rendere pubblico il mio percorso è per sensibilizzare le persone a capire che esiste una sola cosa che conta: il cuore !!!
Non è un colore di pelle o una religione a renderci diversi ma l'anima.
Per vivere ci vuole coraggio e le strade in discesa portano spesso al buio, io scelgo quelle in salita, voglio guardare il mondo dall'alto.
Abbiate coraggio, una vita vissuta a metà è una vita sprecata, amatevi e date agli altri la possibilità di amarvi.
Grazie agli amici che non mi lasciano mai sola, a Maria La Torre per questo bellissimo scatto, all'amore di cui tutti mi circondate e ad una mamma speciale, la mia. 


L’attrice sarà prossimamente al cinema nel nuovo film di Renato De Maria, La vita oscena, al fianco di isabella Ferrari.

"Il Guaritore" > testo di Michele Santeramo > prossime date in Toscana e Veneto

IL GUARITORE
di Michele Santeramo
testo vincitore della 51a edizione del Premio Riccione per il Teatro

regia Leo Muscato

con (in o.a.) Vittorio Continelli, Simonetta Damato, Gianluca delle Fontane,
Paola Fresa, Michele Sinisi

scene e costumi Federica Parolini
direzione tecnica Alessandro Grasso
foto di scena Matteo Leonetti
segreteria Lidia Bucci

produzione e organizzazione
Luca Marengo per Teatro Minimo
Angela Colucci e Eleonora Fiori per Fondazione Pontedera Teatro

produzione Teatro Minimo e Fondazione Pontedera Teatro
coproduzione Riccione Teatro, Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria
in collaborazione con Bollenti Spiriti – Regione Puglia
Assessorato alle Politiche Giovanili e alla Cittadinanza Sociale
Assessorato alla Cultura del Comune di Bitonto

27 marzo > Arcidosso (GR), Teatro degli Unanimi
28 marzo > Pomarance (PI), Teatro dei Coraggiosi
29 marzo > Pontedera (PI), Teatro Era
1 e 2 aprile > Padova, Teatro Verdi


Dopo il successo al Teatro Valle Occupato di Roma, prosegue il fortunato tour de “Il Guaritore” testo di Michele Santeramo, vincitore della 51° edizione del Premio Riccione per il Teatro.
Diretto da Leo Muscato, interpretato da Vittorio Continelli, Simonetta Damato, Gianluca delle Fontane, Paola Fresa, Michele Sinisi e prodotto da Teatro Minimo e Fondazione Pontedera Teatro, che da vari anni sostiene i progetti della Compagnia, lo spettacolo sarà presentato in tre città toscane: Teatro dei Coraggiosi di Pomarance, Pisa (27 marzo), Teatro degli Unanimi di Arcidosso, Grosseto (28 marzo), Teatro Era di Pontedera (29 marzo). Ultima data al Teatro Verdi di Padova (1 e 2 aprile).

Il Guaritore”, mette in relazione le storie delle persone, per farle guarire. Ha un fratello che mal sopporta. Gli arrivano in casa due donne con problemi opposti, e un ex pugile. Questa guarigione non è cosa facile, serve leggerezza, disimpegno, distacco e grappa. É un personaggio che prova a mettersi tra il malessere e la soluzione dei problemi. Ha il colletto della camicia sporco, non ci vede quasi più ma riesce a guarire le persone. Non è un mago nè un medico. Vive sulla linea d'ombra tra realtà e fantasia, come ogni personaggio della scena.

“Cosa doveva guarire, questo mio Guaritore? Deve guarire le storie – scrive l’autore – per dirla meglio, deve guarire delle persone, partendo dal presupposto che per guarire una storia bisogna metterla in relazione con un’altra. La relazione, l’idea di mettere al centro una generosità a cui trovo sempre meno disposta la gente, come se condividere qualcosa sia diventato perderne il senso”. Il Guaritore fa proprio questo: “mette le storie in relazione, per fare in modo che guariscano prendendosi addosso interamente il peso di ogni sua responsabilità, tutto sommato vuole essere la testimonianza di come non si esce dal silenzio gridando da soli”.

La Giuria del Premio Riccione, composta da Alessandro Gassman, Umberto Orsini, Fabrizio Gifuni, Elio De Capitani, Fausto Paravidino e Isabella Ragonese, ha scritto: ‘Il testo di Michele Santeramo è un testo vivo. È un testo teatrale, che non rinuncia mai all’efficacia scenica di quello che rappresenta. Lo spettatore è condannato a chiedersi se è di fronte ad una narrazione naif o elaborata, se è l’autore o se sono i personaggi o gli attori a condurre il gioco, un gioco teatrale, un gioco antico, fatto di sketch, di porte che si aprono e che si chiudono, di battibecchi bassi e di monologhi alti, e un gioco popolare e contemporaneo, che ci attira offrendoci la riconoscibilità delle situazioni teatrali e ci piomba in un mondo che è il nostro, un mondo senza certezze, un mondo liquido, dove per orizzontarsi non servono più le idee, né quelle vecchie né quelle nuove, ma dove gli esseri umani – con tutti i loro difetti – non smettono mai di aggrapparsi alla speranza che sia il confronto con un altro essere umano a salvarli.’


Date tour
27 marzo > Arcidosso (GR), Teatro degli Unanimi
28 marzo > Pomarance (PI), Teatro dei Coraggiosi
29 marzo > Pontedera (PI), Teatro Era
1 e 2 aprile > Padova, Teatro Verdi

Video integrale: https://dl.dropboxusercontent.com/u/28177425/Il_Guaritore.mp4
Video promo: http://www.youtube.com/watch?v=IUgkKRAiTYI

www.teatrominimo.eu



ESTRATTI STAMPA

Tommaso Chimenti, Il Fatto Quotidiano, marzo 2014 – Non si tratta di essere imbonitori, ciarlatani, approfittatori della scaramanzia, dell’ignoranza e della disperazione dei malati. Il Guaritore di Michele Santeramo (Teatro Minimo di Andria, prod. Pontedera), ancora una volta con un dirompente Michele Sinisi, testo Premio Riccione, di un’ironia dolente e matura, sonnecchia tra realismo spinto e metafora eterea. […] La colonna sonora è un Elvis continuo; il guaritore-sarto, “per cucire le storie della vita”, si è autodistrutto esorcizzando i mali altrui, ha preso la sofferenza, cristologicamente, e se lo è caricato sulle spalle e la flebo con il fiele che gocciola nelle sue vene sta lì a ricordarlo: “Qui tutti vogliono guarire e io sprofondo sempre più”. Nella girandola della vita, tra l’eutanasia (Eluana e Welby), e l’aborto (la Spagna restauratrice), un ritratto-affresco di una generazione svuotata, piena di finte risate da aperitivo: “Abbiamo rimandato la felicità perché la ritenevamo irraggiungibile”. Aspettando il Messia per il perdono, la salvezza.

Rossella Battisti, l’Unità, gennaio 2014 – C’è un anelito in più nel Guaritore di Michele Santeramo: un desiderio interno che si avverte andare oltre la semplice pièce. Esplorando la possibilità di una rigenerazione, di curare quelle ferite invisibili e collettive che sentiamo dentro, sempre più pungenti. Santeramo dice di essere partito dalla storia di un contadino guaritore delle sue parti per approdare allo strano personaggio protagonista del suo testo, un’ anziano stanco e stralunato che rimette insieme i cocci esistenziali delle persone grazie a un diverso ordine di quel loro disastrato collage. Ma nello spettacolo, grazie anche e soprattutto all’interpretazione ironica e struggente insieme di Michele Sinisi, si respira quel meta-pensiero di cui parlavamo. […] Prove sceniche di riconciliazione col mondo, si potrebbe definirle, per certe opere che toccano nel profondo, facendo conquistare al Guaritore il Premio Riccione per il Teatro 2011. Santeramo qui fa un passo alato nella sua scrittura. Il testo risuona di echi tridimensionali, non una trina di storie piuttosto una trama sommersa di emozioni, amarezze, desideri che vi si mescolano.

Susanna Battisti, foglidarte.it, gennaio 2014 - Più che a un medico o a un negromante, il protagonista de Il Guaritore di Michele Santeramo fa pensare a un demiurgo del teatro stralunato che cura il male di vivere dei suoi pazienti attraverso scambi di ruolo e incroci di trame che incastrano dolori opposti. Interpretato da uno straordinario Michele Sinisi, il mago della scena è un vecchio cieco e artritico che non ha neppure la forza di stare in piedi, ma che tuttavia sa mettere in scena la guarigione degli altri. […] Il testo (vincitore del Premio Riccione 2011), è forse il più profondo e maturo dell'autore pugliese. Come nelle precedenti commedie, la struttura consiste in una sequenza di brevi scene scandita dall'andirivieni dei personaggi che dialogano in coppia o in piccoli gruppi, oppure si lanciano in soliloqui rivelatori. […] La regia di Leo Muscato asseconda con precisione i tempi e i sottintesi del testo lasciandone emergere i plurimi risvolti drammatici. […] Il Guaritore è l'unico personaggio a tutto tondo, mentre sono figure volutamente piatte e senza nome. Potrebbero essere ognuno di noi, perché il loro è un male sociale che ci riguarda tutti. In questo senso Il Guaritore è un atto di fede nel teatro, uno dei pochi luoghi di condivisione dove gli attori porgono uno specchio di fronte al pubblico.

Andrea Pocosgnich, TeatroeCritica, gennaio 2014 - Ti scava dentro, ti si aggroviglia nello stomaco annaspando nel vuoto, creando, intorno a sé, il vuoto. Il Guaritore di Michele Santeramo è sintesi amara e poetica di qualcosa che ci portiamo dentro, con cui conviviamo ogni giorno, dello stare al mondo inutile, caparbio, avvilito nella solitudine quotidiana. Abbiamo il coraggio di chiamarla infelicità? E allora ci aggrappiamo a qualche flebile speranza. Michele Sinisi, interprete sempre più straordinario per capacità di porgere con grazia i sentimenti che costituiscono la fibra della parola, lo dice da subito nei panni del vecchio guaritore: le storie non si incontrano più, non si incastrano, è per questo che siamo malati. […] Leo Muscato, alla regia, si trova di fronte a un materiale poetico instabile e prezioso, forse il testo più profondo dell’autore pugliese, che qui abbandona la durezza del quotidiano per congelare invece i momenti di transito, di silenzio. […]

Graziano Graziani, grazianograziani.wordpress.com, gennaio 2014 - […] E quello del guaritore è, di fatto, un vero e proprio teatro – così come il testo di Santeramo è un omaggio all’arte della scena. […] Il guaritore è un personaggio vero e proprio, non solo con una funzione ma con un proprio carisma letterari, come ormai se ne vedono pochissimi nella scrittura drammaturgica odierna. Lo spettacolo scorre veloce e forse si vorrebbe stare nella stanza del guaritore un po’ di più. E la carica della piéce, va sottolineato, è principalmente nella bravura di Michele Sinisi, che pure interpreta il personaggio più fermo, quasi paralizzato, attorno a cui schizzano tutti gli altri. L’attore pugliese è qui in splendida forma e veste i panni di una vecchiaia ringhiante e beffarda, ma anche stanca e a volte bonaria, davvero con grande maestria.gile uomo possa contenere in sé la rivelazione, i personaggi di Santeramo diventano entità rumorose e goffe, incapaci di osservare ciò che è «altro da sé», inadatti a ricomporre le proprie esistenze. 
Il Guaritore è un complesso drammaturgico acuminato e sinuoso

Caterina Matera, Dramma.it, gennaio 2014 - […] Nell’illusoria convinzione che un frail cui fulcro è il bravissimo Michele Sinisi. “Dai la voce”, dice il guaritore.  Lʹesternalizzazione, la relazione, l’ascolto, la condivisione, si rivelano come uniche soluzioni. Cos’è questo se non il gioco del teatro? Il Guaritore “mette in scena” un moto di memoria esperienziale collettivo, varca le soglie fisiche del Teatro e s’insinua nelle coscienze.   

Isabella Polimanti, SaltinAria, gennaio 2014 - […] La forza e il vigore dello spettacolo sono certamente racchiusi nel talento e nelle ottime capacità interpretative dell'intero cast di attori. Tutti bravissimi. Paola Fresa restituisce con grande talento la drammaticità chiusa del suo personaggio, allentando lentamente la compressione della sua diffidenza. Simonetta Damato risulta assolutamente credibile nell’interpretazione di un personaggio dal carattere rabbioso e ostile. Bravissimo, esilarante, divertente Vittorio Continelli nell’interpretazione del pugile, in cui fa emergere quel carattere stravagante che lo contraddistingue, non senza sprazzi di lucida saggezza. Gianluca delle Fontane delinea abilmente il carattere vivace e folcloristico del fratello del Guaritore. Infine la straordinaria interpretazione di Michele Sinisi che dà vita, in modo davvero magistrale, ad un personaggio ai limiti tra la bizzarria e la saggezza.

Laura Novelli, Paneacqua Culture, gennaio 2014 […] Il testo del quarantenne pugliese – fondatore, insieme con lo stesso Sinisi, della compagnia Teatro Minimo di Terlizzi e autore di precedenti titoli quali, tra gli altri, “La rivincita”, “Le scarpe”, “Sequestro all’italiana” – mira a confondere le acque, i registri, gli stili. Il bozzetto farsesco dell’incipit, con quel botta e risposta “rissoso” che tanto evoca scenari da commedia dell’arte e passaggi dell’Eduardo più leggero, cede il passo poi a un andamento quasi beckettiano. O meglio, ad una grottesca galleria di personaggi che ricordano vagamente Copi, Ionesco, con però un afflato melodrammatico tutto italiano. Eccole le due donne disperate (le brave Paola Fresa e Simonetta Damato) che il guaritore è chiamato a curare: una moglie vibrante di nervosa impazienza e una single ribellatasi al suo stesso destino […].

Lorenzo Marziali, online-news.it, gennaio 2014 - […] E’ un testo maturo, Il Guaritore, che non perde mai di vista l’efficacia scenica mentre si spiega e si rivela nella sua profondità, nascosta appena dietro un delicato velo naïf. L’interpretazione degli attori diverte e al contempo fa riflettere lo spettatore, che non può che chiedersi continuamente dove e quando debba finire il viaggio introspettivo che le battute del guaritore lo obbligano ad intraprendere. A questa poetica si allinea anche la regia di Muscato, lineare e cullata da una tempistica vicina alla perfezione, così da non annoiare ma lasciare anche il tempo di digerire quel che si vede e si sente. Il tipo di cura proposto da Santeramo porta a una guarigione, per così dire, sociale ancor prima che psicologica […].

Serena Giorgi, Il Grido.Org, gennaio 2014 - […] Un testo contorto e insieme fluente quello de Il Guaritore, dove la regia asciutta di Leo Muscato fa da guida agli attori capaci di armonizzarsi con i ruoli, non sempre immediati. Michele Sinisi, straordinario nell’interpretazione, rafforza le caratteristiche del suo personaggio con un accento pugliese, mentre Paola Fresa nei panni della sposa, fa un monologo profondo sulla sua condizione, riuscendo ad essere goffa e drammatica allo stesso modo. Così come Vittorio Continelli che interpreta il pugile, è ripetitivo e sciolto insieme […].

Andrea Porcheddu, linkiesta.it, novembre 2013 - […] questo breve minimo affresco è di angosciante attualità: si avverte quel bisogno di cure, di guarigione, di chi – e siamo tanti – cerca ancora confusamente il senso del proprio stare al mondo; il valore della propria identità, mortificata dalla povertà e dalla mancanza di prospettive; la voglia di fare i conti con il proprio vissuto che non dà però alcuna serenità…c’è tutto, qui: sussurrato, suggerito, evocato. Con l’allusione e l’illusione che un guaritore potrebbe salvare la vita.

Renato Palazzi, Il Sole 24 Ore, 29 settembre 2013 - […] E’ una bella commedia, questa di Santeramo. E’ l’opera di un talento ormai maturo, che scrive benissimo senza perdere di vista le dinamiche della scena. Come autore, lui è cresciuto all’interno della compagnia per la quale ha composto la maggioranza dei suoi testi, quel Teatro Minimo che ha fondato una dozzina d’anni fa con l’altro Michele, il bravissimo Sinisi […]. Ma lo spettacolo vive soprattutto dell’eccellente interpretazione collettiva: accanto a Sinisi, che tratteggia splendidamente quel vecchio profeta d’accatto attaccato a una flebo, ci sono Gianluca delle Fontane nei pittoreschi panni del figlio-assistente che vorrebbe prenderne il posto, Vittorio Continelli in quelli del pugile, l’ottima Paola Fresa e Simonetta Damato.

Nicola Viesti, Hystrio, ottobre/dicembre 2013 - […] il lavoro di Santeramo coniuga reale e astrazione catturando lo spettatore con sottile inquietudine. E, soprattutto, riesce a disegnare una figura di protagonista degna di memoria a cui presta vita in maniera esemplare Michele Sinisi, un attore, di solito efficace e bravo, qui in particolare stato di grazia. Concorre all’ottimo risultato la regia di Muscato concentrata sui ritmi e sulle sospensioni risultando compatta, giustamente incardinata al protagonista che  ne regola quasi il respiro.

martedì 25 marzo 2014

TV: ICONE DOMANI SU RAI 5 UNA PUNTATA DEDICATA A DUE GRANDI SCRITTORI CLAUDIO MAGRIS E ANDREA CAMILLERI

TV: ICONE DOMANI SU RAI 5 UNA PUNTATA DEDICATA  A DUE GRANDI SCRITTORI CLAUDIO MAGRIS E ANDREA CAMILLERI
Al timone della seconda edizione Stefano Cappellini

Come si diventa un’icona? Come si lascia un segno indelebile nel campo della letteratura, della musica e del teatro tale da diventare immortali?
Ce lo racconta Icone programma prodotto dalla Stand by Me in onda su Rai5 dal 27 febbraio alle ore 22:10.  Conduttore di questa seconda edizione del programma è il giornalista Stefano Cappellini che ci racconta una fenomenologia inedita di grandi personaggi della cultura italiana del Novecento.  Attraverso la guida di Cappellini e con l’aiuto di esperti - studiosi di comunicazione, critici d’arte, scrittori, giornalisti - saranno svelati i segreti del fascino e dell’appeal di illustri personaggi e gli ingredienti che hanno permesso loro di passare alla storia come “icone”. Un viaggio di dieci puntate nella cultura italiana, fatto attraverso il materiale di repertorio e le interviste. Protagonisti della  puntata di mercoledì 26 marzo sono l’eclettico Claudio Magris e lo scrittore pop per eccellenza, Andrea Camilleri.
Claudio Magris riunisce in sé i profili del saggista, narratore, traduttore, affabulatore di storie, accademico e viaggiatore. Icone dedica una puntata a Magris, (ri)scopritore di mondi scomparsi, uomo di frontiera e studioso della cultura mittleuropea, in odore di Nobel.
Andrea Camilleri è una vera e propria rivelazione letteraria in un'Italia che legge sempre meno libri. Icone esplora il fenomeno di uno scrittore pop che ha ereditato il valore letterario degli scrittori siciliani e conserva la verve di un combattente politico.