martedì 16 febbraio 2016

Presentata in conferenza stampa la V edizione del Festival di Teatro civile CassinoOFF

CassinoOFF 2016
con la direzione artistica di Francesca De Sanctis
V Edizione
Marzo– 30 Aprile
Città di Cassino (Fr)
Aula Pacis/Biblioteca Comunale Pietro Malatesta/Rocca Ianula/
Casa Circondariale/Teatro Manzoni

Alla sua V edizione il Festival del Teatro Civile CassinoOFF – organizzato dall'Associazione CittàCultura e diretto da Francesca De Sanctis - riparte con un grande attore e uno dei più apprezzati scrittori del’ 900: Alessandro Haber e Charles Bukowski. L'irriverente autore statunitense ormai è parte di Haber, che lo porta in scena da anni in varie forme: spettacolo, concerto, reading. A Cassino l'interprete bolognese leggerà – il prossimo 4 marzo presso l'Aula Pacis – i suoi versi e i suoi testi.
CassinoOFF è questo: un teatro contro perbenismi e ipocrisie, un teatro che parla, racconta, grida e che tiene accesa sempre la sua attenzione sul nostro tempo. Alessandro Haber, Iaia Forte (in  Un bacio, di Ivan Cotroneo) Ulderico Pesce e Andrea Satta (in La Fisarmonica verde)Fabrizio Saccomanno (in Gramsci. Antonio detto Nino) saranno alcune delle voci che risuoneranno nei luoghi del Festival.
Ma CassinoOFF è anche un’invasione civile e partecipata della città: la Rocca Janula, la Biblioteca comunale Malatesta, la Casa circondariale, il Teatro Manzoni e il Civico Sociale (trattoria della legalità) saranno attraversati da serate musicali, performance di danza e molto altro.

Obiettivo del Festival sarà coinvolgere il pubblico di tutte le età sulla scia delle edizione passate (ricordiamo tra gli ospiti: Bebo StortiMarco PaoliniLuigi Lo CascioIsabella RagoneseAscanio CelestiniRoberto SavianoVincenzo PerrottaOttavia Piccolo).
CassinoOFF è anche laboratori teatrali che si sono svolti durante tutto l’anno, sull’intero territorio provinciale coinvolgendo gli abitanti di vari comuni, e il Premio CassinoOFF, rivolto alle compagnie teatrali, nato per sostenere e promuovere i progetti e gli artisti che affrontano, con coraggio e poesia, tematiche “scomode”: dalla mafia al precariato, dall’ambiente alla corruzione, o raccontano storie di vite difficili legate a guerre, emigrazioni, lotte e ingiustizie. Negli corso degli anni il Premio è diventato un atteso appuntamento per gli artisti della scena indipendente italiana. Sono oltre 150 le candidature pervenute quest’anno e a breve sarà decretato lo spettacolo vincitore che andrà in scena il prossimo 9 aprile. Le prime due edizioni sono state vinte dalla compagnia Instabili Vaganti con lo spettacolo  Made in Ilva. L’eremita contemporaneo e da Oscar De Summa con Stasera sono in vena.
L'Associazione CittàCultura – con il sostegno della Regione Lazio, del Comune di Cassino e della Banca popolare del Cassinate, il patrocinio dell'Università degli Studi di Cassino – presenta soprattutto un progetto condiviso e allargato che coinvolge anche le associazioni presenti sul territorio, oltre ad artisti affermati e a giovani compagnie.

Programma

13 FEBBRAIO
#On
ore 18.00 Casa della Cultura, parco Baden Powell
Aperitivo di presentazione


4 MARZO
#Danza
ore 19.30, Aula Pacis
Performance di danza e musica
a cura di Raffaele Rodia e Noemi Rotondo

#Teatro
ore 21.00, Aula Pacis
Alessandro Haber: Haber legge Bukowski
 Alessandro Haber interpreta, recita, canta ma soprattutto vive i testi e le poesie originali di Charles Bukowski. Una serata che farà emozionare, soffrire, sorridere e divertire il pubblico che assaporerà Bukowski sotto una nuova luce, dagli irriverenti toni beat/bukowskiani.


5 MARZO
#Alcivico
ore 21.00 Civico Sociale, trattoria della legalità
Serata musicale
in collaborazione con l'associazione Namastè
ospite Davide di Rosolini


18 MARZO
#Teatro
ore 21.00, Aula Pacis
Un bacio
di Ivan Cotroneo
con Iaia Forte

La storia è liberamente ispirata ad un fatto di cronaca, l'omicidio di Larry King, 15 anni, studente di un liceo californiano. La mattina del 12 febbraio 2008 Larry venne ucciso da un suo compagno di liceo, Brandon McInerney, con un colpo di pistola alla nuca. Nei giorni precedenti al delitto, Larry aveva corteggiato il suo compagno di classe Brandon.


19 MARZO
#Teatro
ore 18.30, Rocca Janula, Cassino
Fra cielo e terra, vita reale e fantastica di Ipazia
adattamento teatrale tratto dal romanzo di Adriano Petta e Antonino Colavito
Ipazia, vita e sogni di una scienziata del IV secolo
diretto e interpretato da Elisabetta Magnani

Un monologo per rappresentare un frammento di storia della vita di Ipazia, donna di scienza e di culto pagano, che nacque e visse ad Alessandria d’Egitto nel IV Secolo D.C. , durante il declino dell’Impero, epoca in cui fu ordinata da parte dell’Imperatore Teodosio, la distruzione di tutti i templi pagani presenti nell’area dell’intero impero.



#Alcivico
ore 21,  Civico Sociale, trattoria della legalità
Serata musicale
in collaborazione con l'associazione Namastè
ospite: Massimiliano Gallo

8 APRILE
#Teatro
ore 15, Casa Circondariale di Cassino
La città invisibile da Italo Calvino
con ArmandoArturoAldericoDaniloFrancescoMaurizioRenatoSalvatore e Sow
conduzione del laboratorio e regia dello spettacolo finale Paola Iacobone e Vincenzo Schirru
direzione artistica Paola Iacobone e Manuela Perrone

Lo spettacolo è traccia del laboratorio teatrale Parole che aprono i tuoi occhi al mondo
progetto cofinanziato dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese (Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste), tenuto dall'Associazione Tutto un altro genere nella Casa Circondariale di Cassino.

ore 21, Biblioteca comunale Pietro Malatesta
Gramsci. Antonio detto Nino
di Francesco Niccolini e Fabrizio Saccomanno
con Fabrizio Saccomanno

Uno spettacolo che racconta frammenti di vita di uno degli uomini più preziosi del Novecento. Sullo sfondo, il tormentoso rapporto con il PCI, il PCUS e l'internazionale socialista, le incomprensioni con Togliatti e Stalin. La feroce sofferenza di un uomo che il fascismo vuole spezzare scientificamente, un uomo che vive una disperata solitudine, e in dieci anni di prigionia, giorno dopo giorno, si spegne nel dolore e nell'assenza delle persone che ama.


9 APRILE
#Teatro
ore 19, Biblioteca comunale Pietro Malatesta
Spettacolo vincitore Premio CassinoOFF 2016

#Alcivico
ore 21.00, Civico Sociale, trattoria della legalità 
Serata musicale
in collaborazione con l'associazione Namastè
ospite Damm & Dong

29 APRILE
#Teatro
ore 21.00, Aula Pacis
La fisarmonica verde
con Ulderico Pesce e Andrea Satta dei Tetes de Bois

Lo spettacolo racconta la Seconda Guerra Mondiale attraverso il recupero del rapporto tra un padre, Gavino Esse, di origine sarda, che è stato internato in un campo di concentramento in Germania, e il figlio Andrea (Satta) che, mosso dal desiderio di capire il padre, cerca, dopo la sua morte, di ricostruire i momenti salienti della vita in base agli oggetti che il padre ha lasciato.





30 APRILE
#Incontri
ore 10.00, Teatro Manzoni
Storia di un uccellino e di una chiocciola
la comunicazione al tempo dei social di Massimo Arcangeli
in collaborazione con il Festival itinerante La lingua in cammino

#Peripiùpiccoli
ore 16.30, Biblioteca comunale Pietro Malatesta
Ci sarà una volta. Mamme narranti in ambulatorio e in piazza
di Andrea Satta, con Ulderico Pesce e la musica dal vivo dei Tetes de Bois.
in collaborazione con Circolo Fuorifuoco

30 APRILE
#Off
ore 21, Civico Sociale, trattoria della legalità
Serata musicale
in collaborazione con l'associazione Namastè
ospite Salvo Ruolo
 


#TEATRO
#DANZA
#LABORATORI
#INCONTRI
#ALCIVICO
#PERIPIÚPICCOLI

#CassinoOFF | IL FESTIVAL DEL TEATRO CIVILE
raccontare i nostri giorni, e raccontare il passato
può fornirci una chiave di lettura per i nostri giorni

#CassinoOFF2016
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Festival del Teatro civile CassinoOFF
Per info e prenotazioni:

Ingresso: con contributo associativo (5, 10 euro, serate musicali gratuite) oppure con la tessera associativa di 35 euro che permette l’ingresso a tutti gli spettacoli  

Punto vendita: sede Associazione Città Cultura in piazza G.Marconi,13 - Cassino (solo il sabato mattina) 

SU SKY ARTE HD: CON FRANCESCO GUCCINI TORNA "BONUS TRACK", LA PRODUZIONE ORIGINALE CHE SVELA LE PASSIONI DEGLI ARTISTI


BONUS TRACK
Una produzione Sky Arte HD

PROTAGONISTA FRANCESCO GUCCINI

TORNA LA SERIE CHE SVELA LE PASSIONI
SEGRETE DEGLI ARTISTI

SEGUE IN PRIMA VISIONE
“GUCCINI – ANFITEATRO LIVE”

mercoledì  17 febbraio dalle 21.10


“I fumetti sono la mia passione ma il mio preferito è sempre stato Paperino di Carl Barks”. Così Francesco Guccini rivela nella prima puntata della nuova stagione di Bonus Track, al via da mercoledì 17 febbraio alle 21.10, una passione poco nota al grande pubblico ma che ha segnato la sua vita.
L’artista, raggiunto dalle telecamere di Sky Arte HD a Pavana, racconterà poi la sua amicizia con tanti fumettisti, la sua esperienza con Bonvi, con cui scrisse il fumetto fantascientifico “Le Storie dallo spazio profondo”, la sua stima per Manara, Andrea Pazienza e Hugo Pratt. Guccini parlerà poi del suo rapporto con il Mulino e ripercorrerà alcuni momenti della sua intensa carriera musicale, alternando ricordi, riflessioni a immagini di repertorio o tratti dai suoi concerti.
Dopo il successo della scorsa edizione, Bonus Track, produzione originale di Sky Arte HD, prosegue così il suo viaggio tra cantautori, interpreti e musicisti, italiani e internazionali, alla ricerca della loro Bonus Track, quell’amore segreto che nutrono per un’altra forma d’arte al di là della musica. 
La serata di Sky Arte HD proseguirà poi con la messa in onda in prima visione alle 22.05 di Guccini - Anfiteatro Live, il memorabile concerto registrato il 4 settembre 2004 presso l’Anfiteatro Romano di Cagliari. Uno show imperdibile per ogni fan di Guccini, in cui si alternano le più belle canzoni del suo repertorio alle parole dell’artista stesso.

domenica 14 febbraio 2016

FORZA VENITE GENTE FRATE FRANCESCO Recensione

FORZA VENITE GENTE
Frate Francesco
 Il musical in edizione originale

Dall'11 al 21 febbraio 2016
Di Mario Castellacci e Piero Castellacci
Michele Paulicelli – Frate Francesco
la partecipazione straordinaria
di Roberto D'Alessandro – Pietro Bernardone

FORZA VENITE GENTE- frate Francesco  è un musical che esprime gioia e letizia, nel segno del poverello di Assisi, e lo fa in modo assolutamente percepibile da chiunque dal bambino all'adulto, all'anziano, perchè la musica, le parole, semplici e chiare sono destinate al cuore. La riproposta di questo spettacolo, in un periodo così difficile per il mondo, fa riflettere su un quesito, cosa avrebbe fatto Giovanni Di Bernardone detto Francesco se fosse vissuto ai tempi nostri? Sarebbe andato come fece ai suoi tempi sul campo di combattimento, a portare le sue idee? Probabilmente si, certo che è che Francesco D'assisi è stato un personaggio di una caratura tale da essere conosciuto da tutti. In questo spettacolo pieno di luci, canti e colori, lo si ricorda soprattutto nella sua veste di rivoluzionario gioioso, pazzo si sarebbe detto all'epoca....solo all'epoca? Un uomo che rinuncia alla ricchezza per seguire sorella povertà, un anacronista in qualunque tempo? in realtà un illuminato, un puro un uomo con la pace dentro, un antesignano dell'ambientalismo. Tutto questo era Francesco e Michele Paulicelli, ben riesce a rendere sul palco tutte le peculiarietà del santo attraverso un'espressività dolce e pacata. Gli fa da contrappunto un Roberto D'Alessandro che interpreta Pietro Di Bernardone il padre di Francesco con possanza, come richiede il personaggio, ma esponendone anche i lati più fragili e apologetici. intorno a loro una sarabanda di personaggi, e personificazioni, tra cui la cenciosa, il lupo, il diavolo, la morte, anche essa chiamata da Francesco sorella.
Miriam Comito

Era il 1981 quando Michele Paulicelli per la prima volta portava in scena con i testi in prosa e versi di Mario Castellacci, Piero Castellacci e Piero Palumbo nel musical “Forza venite gente”. Il debutto avvenne al Teatro Unione di Viterbo mentre l'edizione più famosa, fu stata la messa in scena del 1991 sul sagrato della Basilica Superiore di S. Francesco d’Assisi al cospetto di Papa Giovanni Paolo II. Dopo essere stato tradotto in otto lingue e dopo aver registrato continui sold out, uno dei musical più rappresentati in Italia, torna in scena al Teatro Marconi di Roma.
Dall'11 al 21 febbraio Michele Paulicelli vestirà il saio di Frate Francesco e darà vita, grazie ad un cast di tutto rispetto, ad un lavoro di immutata freschezza grazie anche a canzoni soft rock molto orecchiabili. Insieme a Paulicelli, sul palco del teatro diretto da Felice della Corte, Roberto D'Alessandro nei panni di Pietro Bernardone per narrare al pubblico la storia del poverello di Assisi, tra la semplicità della sua fede e i tormenti irosi di un padre laico e pragmatico. La Cenciosa, interpretata da Rachele Giannini, sarà l’altra grande protagonista di questo racconto. Sul palco anche Roberto Bartoletti (il Lupo, il Diavolo) che fin dal suo debutto non ha mai smesso di essere in tour con Paulicelli.
“Forza venite gente” ha una struttura originale rispetto ai soliti musical. Personificazioni sul genere del teatro medievale inglese delle Morality Plays (le personificazioni del male, della povertà, del lupo, della morte sono parti integranti della storia), la caratterizzazione del padre di Francesco, Pietro  Bernardone e della Cenciosa  ( la matta del paese) gli unici personaggi parlanti dello show e la forte umanità di Francesco (toccante il duetto d’amore con Santa Chiara) fanno comprendere come a volte se ci sono le idee si può realizzare un bello spettacolo anche senza potenti mezzi. Un viaggio personale e spirituale accompagnato dalla musica, che culmina nell ‘incontro di Francesco con il Diavolo (che inutilmente vorrebbe indurlo in tentazione) e nella sua preghiera più bella: quel Cantico delle Creature che esplode nella canzone finale”Laudato sii”.

L’edizione 2016 del Musical rappresentata al Teatro Marconi prevede anche due matinèe per le scuole interessate il 18 e il 19 febbraio.







Forza venite gente – Frate Francesco
Scritto da Mario Castellacci e Piero Castellacci
Musiche di Michele Paulicelli
Coreografie Evelin Hanak
Scene e Costumi Gabriella Pera

Teatro Marconi
viale Guglielmo Marconi 698e
dall'11 al 21 febbraio 2016
ore 21.00 domenica ore 17.30
Biglietti: Intero 24.00 Ridotto 20.00
Under 25, 8.00
tel 06 59.43.554- 338 4390140  

sabato 13 febbraio 2016

OGNI VOLTA CHE GUARDI IL MARE Recensione

Teatro Lo Spazio
9 | 21 Febbraio 2016
Diaghilev in collaborazione con  Fiore & Germano
presenta 
OGNI VOLTA CHE GUARDI IL MARE
di Mirella Taranto
con Federica Carruba Toscano
adattamento e regia Paolo Triestino
scene e costumi Lucrezia Farinella luci Gabriele Boccacci

OGNI VOLTA CHE GUARDI IL MARE è uno spettacolo che non può lasciare indifferenti, bisogna andare preparati, perchè si viene immersi in una realtà che può essere distante da quella personale, ma che è una realtà talmente dolorosa, talmente  straziante da non poter prendere le distanze da essa. E' la storia di Lea Garofalo e di sua figlia Denise. Lea è stata uccisa a Milano il 24 novembre 2009 dal marito e da altre persone complici dello stesso, Denise  vive tutt'ora sotto il regime di protezione. Lo spettacolo, mette in rilievo la figura eroica di Lea, attraverso le parole della figlia, dipingendo un affresco di colori, sapori, profumi tipici della Calabria, quella terra da cui madre e figlia sono dovute scappare, che è una terra ricca di suggestioni ma al contempo, specialmente nell'entroterra, purtroppo ancora governata da logiche legate alla forte presenza della 'ndragheta. Denise ,dopo la morte della madre, decide di tornare ed andare a parlare della madre e con la madre davanti al mare, quel mare (segno di apertura) che da piccola per lei era così vicino, ma pur così lontano, tanto che lo vedeva ovunque lei guardasse, e questo perchè la mamma si era battuta affinchè lei non respirasse ,sin da piccola l'aria, quell'aria silenziosa propria del loro paese, ma respirasse aria benefica, pura, libera e le sue orecchie iniziassero a sentire qualcosa di argentino....una risata, la risata di mamma Lea che che spezzava il fragore del silenzio. La commozione non ci lascia mai durante questo spettacolo, da cornice alla storia principale, ecco formarsi davanti ai nostri occhi altre figure, che sembrerebbero essere di contorno, ma ci aiutano a comprendere a fondo la vicenda, come zia Carmela, che ricevette una ginocchiata nello stomaco dal fratello, per aver osato parlare con Salvatore, l'uomo che avrebbe voluto sposare, per la via, o i bambini che per noia prendono a sassate le galline, come un gioco preparatorio,e  chi vince, ovvero chi atterra più galline, avrà la supremazia su tutto il gruppo e il tragico, tremendo, sorriso di soddisfazione del padre per bambino vincitore ...dopo lo schiaffone di circostanza . "Le donne da noi parlano con gli occhi,e  invece a te mamma piacevano tanto le parole". Questa è la potenza rivoluzionaria di Lea Garofalo, una donna che non aveva paura di nulla. L'interpretazione di Federica Carruba Toscano è formidabile, si sposa perfettamente con l'attenta regia di Paolo Triestino, all'inizio dello spettacolo non troviamo Federica sul palco, ma ascoltiamo le note dell'indimenticabile Rino Gaetano mentre viene proiettato un video del mare calabrese di un Blu intenso, e piano piano dalla platea sale la Carruba Toscano e inizia questo monologo struggente, accompagnato dalla preparazione di una torta all'arancio, simbolo della riconciliazione, ma soprattutto del legame tra madre e figlia.
Miriam Comito

Sarà in scena al Teatro Lo Spazio dal 9 al 21 febbraio 2016, OGNI VOLTA CHE GUARDI IL MARE, scritto dalla giornalista Mirella Taranto, adattato e diretto da Paolo Triestino e interpretato da una intensa Federica Carruba Toscano. Il monologo è dedicato a Lea Garofalo, uccisa dalla ‘ndrangheta per mano del suo compagno nel 2009, all’età di 35 anni, per essersi opposta al sistema delle cosche e delle sue assurde regole di vendette e criminalità in cui erano invece avviluppati la famiglia di origine e il compagno. E un omaggio alla sua testimonianza e a quella di sua figlia Denise. Grazie a quest’ultima per l’omicidio della madre in Corte d’Assise sono stati dati 25 anni di reclusione e cinque ergastoli. Uno di questi è stato dato a suo padre.  
Lo spettacolo ha riscosso grande successo alla Festa del Teatro 2015 di San Miniato.


“Non desiderare mai che una spugna cancelli il passato perché non esistono solventi per il dolore. Puoi solo attraversarlo e capovolgerlo e, se puoi… cerca di salvare sempre quello che l’amore, qualunque amore, è stato in grado di farti fare”.
Un testamento spirituale, un messaggio di vita, è tutto quello che Lea lascia a sua figlia, anzi una testimonianza nello spirito, ma anche nella carne, che sua figlia vive a ritroso quando rivede la Calabria. Una terra di cui è figlia ma che non riconosce e da cui non è riconosciuta.
Ogni volta che guardi il mare è la storia vera di una donna che diventa madre, scopre le corde più profonde della sua anima e mette in discussione tutta la sua vita.  Per non portare sua figlia a visitare suo padre in carcere, per non esibirla come un trofeo nei parlatori del penitenziario, perché sua figlia non li vivesse come “normali” e non crescesse pensando all’illegalità come a una condizione di vita, subisce la scomunica della famiglia ed è costretta a fuggire con la bambina e a difendersi diventando una testimone di giustizia. Una fuga che le costerà un esilio di anni, di privazioni e di isolamento per sé e per la figlia, che crescerà nel nord nascondendosi continuamente, costretta sin da piccola a un’altra identità.
Ogni volta che guardi il mare è però anche la storia di quella bambina, diventata adulta, e della sua coscienza che dolorosamente riaffiora fino a chiedere e ottenere giustizia nel nome del sacrificio di sua madre.
È il racconto di un reciproco perdono nel segno dell’aver capito che dietro ogni dolore e dietro ogni assenza c’era solo il desiderio di dare alla vita un senso, un valore.
Mirella Taranto

Affrontare il tema dell'illegalità, dei senza legge, in una terra baciata dal sole e
percorsa dalla violenza. Mirella Taranto riesce a disegnare, lontana da ogni retorica e
da ogni facile atto d'accusa, un ritratto di donna (anzi, di due) inaspettato, poetico
ed epico, spiritualmente laico eppure così terrigno, come solo chi ama la parola e le
proprie origini riesce a restituire. Da parte mia, insieme ai miei collaboratori, ho cercato di evitare la retorica che, in questi casi, inevitabilmente tende a sedurre. Palcoscenico e mare, profumo di forno acceso e poche cose ancora ad indicare una casa in cui, da bambini, si andava a ridere d'estate.
Paolo Triestino
Teatro Lo Spazio - Via Locri, 42/44, Roma RM, Italia - Telefono: +39 06 7720 4149
Orario: Dal martedì al sabato ORE 21,00 – Domenica ore 17,00
Biglietti: Intero € 12 - Ridotto € 10 + Tessera 3 euro  www.teatrolospazio.it/


venerdì 12 febbraio 2016

L'AMORE MIGLIORA LA VITA Recensione

ETTORE BASSI  GAIA DE LAURENTIIS
ELEONORA IVONE  GIORGIO BORGHETTI
in
L’AMORE
MIGLIORA LA VITA

scritto e diretto da ANGELO LONGONI







DAL 9 AL 21 FEBBRAIO 2016



 L'AMORE MIGLIORE LA VITA  è uno spettacolo di estrema attualità, il testo di Angelo Longoni va a toccare più di un nervo scoperto della società attuale.  Quattro persone adulte si trovano, malgrado loro, grazie alla delazione di un bidello al preside della scuola dei loro figli a doversi confrontare sul fatto che i loro figli siano omosessuali e che rischino di non essere ammessi all'esame di maturità perchè sorpresi insieme, in un bagno della scuola, appunto da un bidello. Questo è solo l'inizio, il presupposto, non unico per ingaggiare a vari livelli dei confronti tra i vari personaggi, che andranno a sfociare in alcuni casi in dei veri e propri duelli verbali e non solo, in altri al contrario in inconsuete e inaspettate aperture.
Al centro c'è l'individualità nell'accezione più cruda del termine, i quattro personaggi, infatti, messi davanti a fatto compiuto, non riescono a venirne a capo, in modo positivo, ma si avvitano su se stessi, rimanendo fermi nelle loro convinzioni e nella loro miopia. Pur avvicinandosi ciascuno a loro modo a cercare di comprendere la scelta dei propri figli, rimarranno sempre un passo indietro, in materia di amore, perchè di questo si tratta...i due ragazzi si amano, di quell'amore vero, di cui i genitori hanno purtroppo perso traccia, chi perchè troppo ripiegato su se stesso, chi perchè troppo dentro il suo ruolo di bue che trascina il carro, chi desiderosa di una vita diversa, non ha però mai rischiato nulla per averla, chi scanzonata si fa le canne con il proprio figlio per sfuggire al grigiore, alla depressione di una matrimonio con un uomo che non ama più e che la fa sentire inadeguata.
Il testo è veramente folgorante, e non si nasconde dietro falsi pudori, va a scardinare quei qualunquismi, quei luoghi comuni che tante volte abbiamo ascoltato sull'amore sul matrimonio, sui gay, rendendoli qualcosa di altro , ovvero dissacrandoli per renderli ridicoli, come realmente sono. L'amore migliora la vita senza dubbio.
lo spettacolo è anche molto divertente. I quattro attori Ettore Bassi, Gaia De Laurentiis, Eleonora Ivone e Giorgio Borghetti, sono davvero tutti e quattro bravissimi ad interpretare il loro personaggio dal cinico Franco (Ettore Bassi) a sua moglie, la sognatrice, Silvia  (Eleonora Ivone) a la repressa Anna (Gaia De Laurentiis) a suo marito, il rozzo Marco (Giorgio Borghetti). ingaggiano siparietti a due e gag. Alla fine dello spettacolo,si ha l'impressione di conoscere Franco, Silvia, Anna, e Marco, tanto sono ben scritti e ben recitati. Anche le luci finali, nell'ultima scena dello spettacolo che fissano nella loro immobilità i personaggi sono emblematiche. Veramente uno spettacolo bello.
Miriam Comito


Due coppie di genitori molto preoccupati.
Una cena inevitabile.
Due figli felici.
Una tensione incontrollabile.
Una parola inaccettabile: omosessualità.
Quando i giovani hanno tutto da insegnare e niente da imparare dagli adulti.

Che l’amore migliori la vita può sembrare un’ovvietà, un’affermazione talmente scontata da sembrare inutile. In realtà la nostra esistenza è invasa da altri sentimenti sempre più predominanti e che fanno parte del corredo del nostro vivere sociale: la rabbia e la paura.

Siamo talmente concentrati sul nostro malessere da dimenticarci ciò che di bello potremmo avere se solo fossimo meno ottusi.
L’ottusità è la caratteristica di tutti coloro che, pensando solo nei termini del proprio ambiente ristretto, attribuiscono alle proprie idee un significatouniversale.
Così non ci accorgiamo della ristrettezza mentale che accorcia il nostro campo visivo e che ci rende mediocri, condannandoci alla pratica costante dell’ipocrisia.

L’amore migliora la vita è una commedia divertente e scorretta sulla necessità di comprendere se stessi e le persone che ci sono vicine e che più amiamo.
E’ una storia morale sulle piccole immoralità quotidiane che ognuno vive e subisce, sulle ottusità che ci pervadono e che facciamo tanta fatica ad abbandonare.
L’amore migliora la vita è un richiamo alla comprensione di quest’assioma tanto ovvio quanto difficile da interiorizzare.

Due coppie di genitori si trovano per discutere di un problema che riguarda i propri figli maschi appena divenuti maggiorenni. All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi ma, quando si tratta di discutere della loro omosessualità e della loro volontà di vivere apertamente il loro amore, le cose si complicano notevolmente.

Madri e padri mettono in luce tutta la loro fragilità morale e la loro protervia, diventano violenti, paurosi, meschini, facendo emergere anche le loro difficoltà di coppia e le loro frustrazioni.
Non importa quale sia la loro provenienza sociale o la loro estrazione culturale, sono tutti inadeguati a mettere mano seriamente al proprio modo di intendere i sentimenti e al loro ruolo genitoriale.

SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50 Roma
Tel. 06 6794753
Martedì ore 21, mercoledì ore 17, giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21 domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

giovedì 11 febbraio 2016

PICCOLE DONNE ovvero la storia di Meg, Jo, Beth e Amy Recensione

Teatro Portaportese

Dal 10 al 13 febbraio 2016 - h.21


Dal celebre romanzo di Louisa May Alcott

La Compagnia degli Indie

presenta

Piccole donne
ovvero
la storia di Meg, Jo, Beth e Amy


scritto e diretto da Michele Di Francesco


con Cristiana Mecozzi, Aurora Di Gioia, Chiara Alopo, Viola Zanotti,

Diana Iaconetti, Marco Martino, Giorgio Squilloni, Massimo Folgori, Daria Mariotti, Marco Cremoncini


Trasposizione teatrale dei due romanzi più famosi di Louisa May Alcott. "Piccole donne " e "Piccole donne crescono" lo spettacolo scritto e diretto da Michele Di Francesco porta in scena, con dovizia di particolari, le vicende delle sorelle March, e lo fa anche grazie alla bravura, in particolare delle interpreti femminili, sia le quattro sorelle che la madre e la zia, in un modo davvero toccante e commovente, che crea empatia con il pubblico nonostante le vicissitudini della vita della famiglia March siano iper conosciute e non lascino adito a sorprese. Nonostante la grande notorietà della storia ci si commuove ugualmente grazie al testo e alla recitazione pulita, diretta e poco manierata delle attrici che riescono a trasmettere il pensiero e l'animo dei loro personaggi, di un tono leggermente inferiore la prestazione degli uomini, probabilmente dovuta al fatto che la storia originale è assolutamente una storia al femminile, dove i personaggi maschili seppur presenti e importanti rimangono un pochino decentrati dal fuoco del testo.
Dal punto di visto tecnico, forse qualche buio di troppo, e le scene laterali, non sono facilmente fruibili da chi è seduto in prima fila, ma credo che tutto ciò sia dovuto all'esigenza di dover adattare una drammaturgia con ben dieci personaggi ad un teatro piccolo. 
L'augurio è quello di trovare in futuro uno spazio più grande dove poterlo riportare in scena.
I costumi sono a dir poco deliziosi trascinano davvero lo spettatore nell'Ottocento.
Miriam Comito


Debutta, dal 10 al 13 febbraio presso il Teatro Portaportese di Roma, l’adattamento teatrale di “Piccole donne” “Piccole donne crescono” della scrittrice statunitense Louisa May Alcott; in un unico allestimento, come una vera saga familiare, ideato e curato daMichele Di Francesco che dirige il numeroso cast indipendente di Compagnia Degli Indie.
Lo spettacolo racconta la storia delle sorelle più famose dell’immaginario letterario mondiale: le sorelle March. Meg, Jo, Beth e Amy.

Quattro storie individuali e familiari, quattro giovani vite all’insegna di amori, sconfitte, invidie, sogni, desideri, difficoltà economiche, sacrifici, tradimenti sullo sfondo della grande storia: la guerra di Secessione americana, che entra nella loro vita portando via il loro padre e determinando così la grave crisi economica in famiglia.

Grazie alle atmosfere e ai costumi d’epoca curati da Vize Ruffo, lo spettatore sarà accompagnato da ciascun personaggio in un percorso individuale e collettivo, a tratti anche comico, di formazione e crescita che determinerà le diverse scelte di vita delle sorelle: tra emancipazione femminile e desiderio di fare della propria passione per l’arte e la cultura un mestiere.

Michele Di Francesco – regista cinematografico e teatrale classe ‘83.
Dopo aver collaborato come assistente alla messa in scena dell’adattamento italiano del musical
“I Miserabili” con Simona Molinari, si dedica alla scrittura di testi di drammaturgia originali e ne cura gli allestimenti:
“1 PER 3” Teatro dell’Orologio.
"Closer", dramma inglese di Patrick Marber - Teatro Lo Spazio di Roma.
"Amami un po’ – La verità sugli ultimi giorni di Marilyn Monroe" - Teatro dell’Orologio e Roma Fringe Festival
“La forma delle cose” di Neil LaBute al Teatro Brancaccino di Roma a maggio 2016

Teatro Portaportese
Via Portuense, 102, 00153 Roma

Contatti: 320 949 8901
https://www.facebook.com/teatroportaportese/

Biglietti
Intero 12 euro  + 2 euro di tessera associativa Teatro Portaportese;
Ridotto studenti e over 65: 10 euro + 2 euro di tessera associativa


Dal 10 al 13 febbraio 2016 - h.21

Piccole donne
ovvero
la storia di Meg, Jo, Beth e Amy


scritto e diretto da Michele Di Francesco

assistenti alla regia Marco Martino e Valerio Rosati

con Cristiana Mecozzi (nel ruolo di Jo), Aurora Di Gioia (Meg), Chiara Alopo (Beth), Viola Zanotti (Amy), Marco Martino (Laurie), Diana Iaconetti (Mamma March), Daria Mariotti (Zia March), Giorgio Squilloni (Sig. Brooke), Massimo Folgori (Prof. Baher) e Marco Cremoncini (Papà March)

Costumi di Vize Ruffo (Associazione Italiana Scenografi Costumisti Arredatori in Cinecittà Studios)
e di Angela Masciello.

Scene di Rocco e Gianni Di Francesco
Produzione Compagnia Degli Indie