domenica 11 febbraio 2024

Intervista all'autore e regista Gabriele Mazzucco

 

 


Ciao Gabriele la Compagnia del Barnum  è ormai una bella realtà romana da un po' di anni, ci puoi raccontare la nascita di questa compagnia, l' evoluzione , le soddisfazioni e le difficoltà che avete incontrato, se ce ne sono state?
Mi sembra che abbiate fatto, anche un lavoro sul territorio!


La Compagnia nasce nel 2011 e piano piano si è strutturata nella realtà che è oggi: una realtà che in una città come Roma è riuscita a ritagliarsi uno spazio e un’identità ben riconoscibile. 

La Compagnia è nata in un momento non facile per alcuni di noi, si è evoluta con fatica e ha incontrato un numero di difficoltà difficili da ricordare; questo percorso in salita penso 

però sia proprio alla base delle soddisfazioni (non poche) che ci siamo tolti fino ad ora. 

Nasciamo alla Garbatella e dal nostro quartiere abbiamo ricevuto tanto e, spero, abbiamo dato qualcosa. 



Da poco sei diventato co-direttore  artistico del Teatro Garbatella, ci puoi parlare di questa nuova esperienza al di fuori del Barnum?


Volevo che le realtà interne al Barnum avessero uno spazio più grande in cui potersi esprimere e il Teatro Garbatella era da sempre la migliore tra le scelte possibili: l’abbiamo centrata in pieno. Non posso quindi definirla un’esperienza fuori dal Barnum bensì un’avventura ponte tra il Barnum e quanto di meglio su Roma si possa offrire all’utenza cittadina, coinvolgendo i migliori artisti e spettacoli. È sicuramente un’ambizione velleitaria ma lo fu anche quando prendemmo un sottoscala e puntammo a farlo diventare una realtà cittadina, eppure…


Il Barnum, è in qualche modo attivo anche d'estate?

La prossima estate riprenderemo il Rete Festival, sarà la quinta edizione, una rassegna teatrale all’aperto di 40 giorni (nel cuore dell’Eur) dove tutte le sere allievi e professionisti si alterneranno sul palco.

Una festa del teatro per teatranti ed amanti del teatro.


Uno dei tuoi testi più famosi è "Il catamarano", più di 150. Che cosa ha di speciale questo spettacolo?


È una storia sincera su un amore famigliare sincero. Credo che si possa definire un racconto di persone vere e serie. Poiché la verità e la sincerità sono valori di cui la società attuale scarseggia, penso che sia la loro rappresentazione così ovvia e naturale a colpire profondamente il pubblico. 


Hai lavorato anche con Maurizio Mattioli, in "L'ultimo sogno di Gioacchino", che verrà replicato a Roma e andrà in tourneè, come ti sei trovato con il celebre attore romano?

È una persona, prima che un artista, a cui mi sono legato molto. Non vedo l’ora di tornarci a lavorare: abbiamo un percorso ancora intenso da percorrere insieme. Vederlo sul palco mi colpisce sempre, è dotato di una presenza scenica e di un carisma difficilmente riscontrabili in attori altrettanto celebri. 


Un' ultima domanda, dal 15 al 18 febbraio andrà in scena al Teatro Garbatella " Chi è di scena" un tuo testo di cui  curi anche la regia, il titolo è emblematico, ma lascia anche un po' di suspense, cosa ci dobbiamo aspettare?


Del divertimento intelligente, una comicità non banale e della sana identità popolare. Un omaggio al teatro cullato tra il DAMS di Roma Tre e i lotti della Garbatella.   


                                Miriam Comito 




venerdì 9 febbraio 2024

Le bisbetiche stremate terzo episodio dell'esilarante serie teatrale al Teatro Golden


 

Per me questo è il primo episodio della serie teatrale "Stremate" ahimè i primi due non li ho visti, e me ne sono pentita, perché è davvero, molto interessante, a prescindere dal fatto che è l'unica serie teatrale al mondo, nata dall'estro, dalla acuta osservazione della  realtà circostante, e dalla penna, di Giulia Ricciardi oggigiorno grazie allo spopolare delle serie tv, alcune delle quali riescono a tenere persone intere nottate sveglie, perchè , una singola puntata finisce sempre e rigorosamente, quando sta succedendo qualcosa di fondamentale, anzi è proprio la stagione che finisce proprio nel mentre, e bisogna attendere, l'attesa sale , sale, sale  poi ci si spara tutta insieme la successiva stagione.

"Stremate" quindi  con Le bisbetiche stremate è al terzo  episodio, questa volta le tre protagoniste: Elvira (Beatrice Fazi), Marisa (Michela Miconi) e Mirella (Giulia Ricciardi) stanno trascorrendo il week end dell'epifania del 2018 in un albergo a 4 stelle di Vico Equense, sono amiche si, ma sono donne tra loro corrono battute sagaci, invidie scaramucce, non perchè non esista la sorellanza, ma perchè la Ricciardi, come è giusto che sia in una serie teatrale, ispirata a quelle televisive di maggior successo ha dato al testo un taglio sagace e pungente, ma soprattutto autoironico, che mette in risalto più i difetti che i pregi di noi donne nel campo amicale, quindi ampio spazio, all'egoismo, alla critica delle altre, all'opportunismo.

Vengono però trattati, apparentemente en passant temi molto importanti e strettamente attuali, in una serie di avvenimenti rocamboleschi le tre donne, pur rimanendo nella stanza, dove erano venute a passare dei giorni in relax si ritrovano in un calembour di situazioni esilaranti, che l'attenta regia di Patrizio Cigliano fa rendere al massimo, coadiuvate da una scenografia giocata essenzialmente sui toni del blu e del giallo, come le luci.

Degni di nota sono anche i capi di abbigliamento indossati dalle tre attrici, tutti provenienti dalla RSBoutique Roma, che ha due sedi una in Via della Bufalotta 236 e  una in via Gioacchino belli 35, una boutique dove si possono trovare capi di vario genere, basta pensare alle tre protagoniste ognuna completamente diversa dalle altre due, le basi della  modalità che ha la RSboutique nel vestire la donna, nascono dall'esigenza, di essere in grado di accontentare tutte le tipologie di donne, nei vari momenti della giornata.

                                                              Miriam Comito

STREMATE!

La Prima Serie Teatrale al Mondo

 

di Giulia Ricciardi – Regia di Patrizio Cigliano

 

DALL’8 AL 18 FEBBRAIO APPUNTAMENTO AL TEATRO GOLDEN CON IL III° EPISODIO DELLA SERIE TEATRALE CAMPIONE D’INCASSO

LE BISBETICHE STREMATE

CON BEATRICE FAZI, MILENA MICONI, GIULIA RICCIARDI

 

Con la partecipazione speciale in voce di Giancarlo Ratti


 

Regista Collaboratrice e Video Maker: Claudia Genolini

Scene: Fabiana Di Marco
Arredatore: Luca Capomaggi
Locandina e Grafica: Giulia Galeasso
 
Luci: Elisa Mancini
Light Designer Davide Difrancescantonio
Aiuto regia: Beatrice Valentini

 

Regia di Patrizio Cigliano

INFO:

PREZZI BIGLIETTI

intero al botteghino € 35

intero ONLINE € 30

 

 

ORARI SPETTACOLI

giovedì – venerdì ore 21.00

sabato ore 17.00 e 21.00

domenica ore 17.00.

 

 

BOTTEGHINO

indirizzo

Via Taranto, 36 – Roma 00182

 

telefono / whatsapp

06.70493826

 

mail

info@teatrogolden.it



https://www.instagram.com/rsboutiqueromabufalotta?utm_source=qr&igsh=MTRveDRuamVwMWJmYw==



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martedì 6 febbraio 2024

Ubaldo Pantani in Born in the Solvay / 12 febbraio Teatro Sala Umberto-Roma



 ALTRA SCENA

presenta


BORN IN THE SOLVAY

scritto da Ubaldo Pantani, Carlo Conti e Simone Tamburini


TEATRO SALA UMBERTO ROMA

12 FEBBRAIO 2024 H 21.00


Ubaldo Pantani, uno dei più grandi imitatori della nostra tv, protagonista indiscusso in programmi

come “Quelli che il calcio”, “Mai dire” e “E che tempo che fa”, amato dal pubblico per i

personaggi di grande successo da lui proposti come Lapo Elkann, Massimo Giletti, Max Allegri,

Gigi Buffon, Paolo Del Debbio, Mario Giordano e molti altri, toglie le vesti da imitatore e arriva

finalmente a teatro il 12 febbraio al Teatro Sala Umberto di Roma. Con Born in the Solvay, il

titolo dello show scritto dallo stesso attore insieme a Carlo Conti e Simone Tamburini, il pubblico

assisterà ad un Pantani inedito, senza maschere, che si racconta per la prima volta dal vivo,

ripercorrendo la sua carriera artistica e non solo, in un monologo acuto e ironico.

Che cosa unisce un chimico belga, un impiegato comunale e un benzinaio con la passione per l'alta

cucina? Li unisce gli occhi di un bambino cresciuto in un villaggio operaio che scruta curioso la

realtà che lo circonda e si diverte ad osservare, imitare e reinventare i personaggi che lo animano. I

personaggi saranno parte integrante della vita di quel bambino che se li porterà con sé durante tutto

il suo viaggio. Come il viaggio del sale che, estratto dalla società chimica Solvay proprio nei campi

vicino al suo paese, viene spedito e indirizzato in tubazioni, direzione Rosignano. Qui viene

trasformato nel mitologico bicarbonato i cui scarti regalano l'illusione di un mare caraibico nel bel

mezzo della Toscana. Una vera e propria imitazione con trucco. Un prodotto della terra, il sale, che

gli incontri e le contaminazioni hanno trasformato in un prodotto commerciale dai mille usi,

poliedrico e versatile, proprio come ci si aspetta sia un attore. Pronto a ripartire proprio dal mare

come accade spesso per il viaggio dell'eroe. Ubaldo Pantani racconta il suo viaggio attraverso

l'ironia, con un monologo acuto e divertente.

Born in the Solvay

scritto da Ubaldo Pantani, Carlo Conti e Simone Tamburini

con Ubaldo Pantani

Direzione tecnica Massimiliano Gionti

Assistente di scena Filippo Maria D’Andrea

Produzione AltraScena

TEATRO SALA UMBERTO

via della Mercede 50

Info e prenotazioni

06 6794753 attivo dalle 16:00 alle 18:00 dal martedì al sabato

whats app 345 9409718

Biglietti Platea 25.00 - Galleria 20.00

IN BOCCA AL LUPO, VIVA IL LUPO! spettacolo diretto da Francesco Sala e interpretato da Massimo Wertmuller in scena dal 9 all'11 febbraio all'Altrove Teatro Studio-Roma

 


IN BOCCA AL LUPO, VIVA IL LUPO!


Di Francesco Sala e Massimo Wertmuller

Con Massimo Wertmuller


Musiche composte ed eseguite dal vivo dal M° Pino Cangialosi


Regia Francesco Sala

Produzione Milleluci

DAL 9 ALL’11 FEBBRAIO


Altrove Teatro Studio - Via Giorgio Scalia, 53 Roma


All’Altrove Teatro Studio, dal 9 all’11 febbraio, arriva IN BOCCA AL LUPO, VIVA IL LUPO!

Spettacolo diretto da Francesco Sala e interpretato da Massimo Wertmuller.

Un viaggio teatrale e sentimentale che racconta il millenario rapporto tra il lupo e l’uomo nella

Storia. Preoccupati oggi più che mai per la probabile estinzione di questo bellissimo animale,

dichiariamo tutti gli animali specie protette; anche dalle fake news che fanno passare

l’antenato del cane come bestia terribile e pericoloso assassino (lupo feroce, lupo cattivo,

mangiatore di pecore e bambini: Attenti al lupo!). Attenti all’uomo piuttosto!

Cosa possiamo fare difronte a problematiche come quelle di lupi e cinghiali? Riprendere a

sparargli contro? Chiudere tutte le specie in apposite riserve? Come ci guardano gli animali?

Wertmuller ci accompagna in una escursione metafisica, surreale, politica, appassionata e

divertente sui sentieri della poesia e della storia: inciampa nel mito, media tra pastori antichi

e moderni. Nel suo diario di viaggio c’è la saggezza di Trilussa e quella di Lucrezio, ci sono le

sonorità, le musiche, i richiami della natura evocati dalle note di Pino Cangialosi. Alla ricerca

del lupo: un viaggio poetico e irriverente per una nuova politica della Natura.

Biglietti: Intero 15€

Spettacoli: venerdì e sabato ore 20; domenica ore 17

Altrove Teatro Studio - Via Giorgio Scalia 53, Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413, email ipensieridellaltrove@gmail.com


Ufficio Stampa

Maresa Palmacci

Tel. 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com

Appuntamento con LE BISBETICHE STREMATE il terzo episodio della 1^ Serie Teatrale "LE STREMATE" con la regia di Patrizio Cigliano in scena dall'8 al 18 febbraio al Teatro Golden-Roma



 STREMATE!


La Prima Serie Teatrale al Mondo

di Giulia Ricciardi – Regia di Patrizio Cigliano


DALL’8 AL 18 FEBBRAIO APPUNTAMENTO AL TEATRO GOLDEN CON IL III°


EPISODIO DELLA SERIE TEATRALE CAMPIONE D’INCASSO

LE BISBETICHE STREMATE

CON BEATRICE FAZI, MILENA MICONI, GIULIA RICCIARDI

Con la partecipazione speciale in voce di Giancarlo Ratti


Regista Collaboratrice e Video Maker: Claudia Genolini


Scene: Fabiana Di Marco
Arredatore: Luca Capomaggi
Locandina e Grafica:

Giulia Galeasso
 
Luci: Elisa Mancini
Light Designer Davide

Difrancescantonio
Aiuto regia: Beatrice Valentini


Regia di Patrizio Cigliano


Sull’onda dell’inarrestabile successo delle Serie televisive, esploso grazie all’avvento delle

piattaforme TV, NASCE LA PRIMA SERIE TEATRALE AL MONDO! L’incredibile Storia della

nascita di un clamoroso e innovativo Format Teatrale!

Appuntamento al Teatro Golden DALL’8 AL 18 FEBBRAIO con “Le Bisbetiche Stremate” ,

il terzo episodio della 1^ Serie Teatrale al Mondo, LE STREMATE, di Giulia Ricciardi con

la regia di Patrizio Cigliano. Un riuscito esempio di teatro brillante al femminile e un

acclamato esempio di “teatro seriale”: pur non essendo necessariamente da seguire in ordine

cronologico, i 7 spettacoli raccontano le vite paradossali ed esilaranti delle stesse tre

protagoniste (con guest occasionali).


È la Befana del 2018. Le tre Stremate storiche, Marisa, Mirella ed Elvira sono in vacanza a Vico

Equense e proprio nell’albergo di lusso dove sono alloggiate inizia il loro dramma. Marisa ha

colpito a morte un cameriere dell’albergo scambiandolo per un terrorista e la vacanza diventa

un thriller comico e ricco di suspense. Tra malintesi, scaramucce e complicità Elvira

confesserà di essere rimasta incinta attraverso l’inseminazione artificiale, e da questa notizia

prenderà corpo tutta la nuova paradossale avventura delle Stremate, popolata da un avvocato

che tartaglia, un “morto” chiuso in bagno e l’improvvisa intrusione di uno sceicco arabo. Così i

pettegolezzi e le invidie tra donne contribuiranno a rendere la giornata esilarante e

imprevedibile. Come sempre le Stremate daranno vita a battibecchi, angherie e confessioni

esilaranti e inattese, trasportandoci ancora una volta nel mondo delle donne di oggi, con tutte

le loro luci e ombre, ma sempre imprevedibilmente comiche. Su tutto questo, l’inconfondibile

stile registico di Patrizio Cigliano, caratterizzato come sempre da un ritmo vertiginoso e

infinite trovate sceniche, e un elegante stile teatrale, con chiari riferimenti alla commedia

all’italiana, a Hitchcock, e strizzando l’occhio a Woody Allen, Mel Brooks e Totò.

Il cast, collaudatissimo da anni di spettacoli, è formato dalle 3 attrici “storiche” della Serie:

Milena Miconi, attrice televisiva e teatrale, nonchè soubrette del Bagaglino (1998); Beatrice

Fazi, la “tata” del Medico in Famiglia per 5 anni, prolifica attrice teatrale e presentatrice

televisiva (TV2000); Giulia Ricciardi, autrice di grande esperienza di commedie a tema

femminile, con all’attivo molti One Woman Show, partecipazioni a Zelig e Colorado come

monologhista, e presente in molti film. Un cast di talenti comici che garantisce uno spettacolo

esilarante e intelligente, sostenuto dalla precisa regia di Patrizio Cigliano, noto e

pluripremiato teatrante italiano.


PREZZI BIGLIETTI

intero al botteghino € 35

intero ONLINE € 30


ORARI SPETTACOLI

giovedì – venerdì ore 21.00

sabato ore 17.00 e 21.00

domenica ore 17.00.


BOTTEGHINO

indirizzo

Via Taranto, 36 – Roma 00182

telefono / whatsapp

06.70493826

mail

info@teatrogolden.it


Ufficio Stampa Compagnia

Maresa Palmacci tel. 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com

Elena Arvigo all’ Argot Studio con il suo nuovo spettacolo, “ELENA” di Ghiannis Ritsos, dal 15 febbraio



 ELENA

di Ghiannis Ritsos

Traduzione di Nicola Crocetti

Regia Elena Arvigo

Con Elena Arvigo


e con la partecipazione di Monica Santoro


(flauto traverso e canto)

Assistente alla regia: Monica Santoro

Scene e costumi: Elena Arvigo

Consulenza musicale Ariel Bertoldo

Collaborazione scene: Maria Alessandra Giuri

Consulenza al testo: Francesco Biagetti


Una produzione Teatro OUF Off con, Compagnia Elena Arvigo (Associazione SantaRita &Jack teatro)


“Ah, sì, quante battaglie, eroismi, ambizioni, superbie senza senso, sacrifici e sconfitte e sconfitte, e altre

battaglie, per cose che erano state già decise da altri in nostra assenza. Eppure – chissà –

là dove qualcuno resiste senza speranza, è forse là che inizia la storia umana, come la chiamiamo, e la

bellezza dell’uomo tra ferri arrugginiti e ossi di tori e di cavalli, tra antichissimi tripodi su cui arde ancora un


po' d'alloro e il fumo sale nel tramonto sfilacciandosi come un vello d’oro.”


Elena Arvigo, interprete intensa e attenta indagatrice dell’animo femminile, arriva a Roma – all’ Argot

Studio, dal 15 al 18 febbraio - con il suo nuovo spettacolo, “ELENA” di Ghiannis Ritsos, traduzione di Nicola

Crocetti, diretto ed interpretato da Elena Arvigo, che sul palco è accompagnata da Monica Santoro.

Chi è Elena? La guerra è forse sempre un inganno? Chi sono gli eroi? E dopo la guerra, cosa rimane? In

questo viaggio ogni nuovo pensiero mette in discussione il precedente. "Elena” è il racconto di un viaggio

nel tempo che solo il mito ci concede di fare e rifare per rinnovare il senso e la coscienza di ciò che fu.

ELENA è un poemetto, ispirato al personaggio mitico di Elena, regina di Sparta, moglie di Menelao, e fa

parte della raccolta °Quarta dimensione”. La forma scelta da Ritsos è quella del monologo drammatico: un

discorso che prende vita spesso dai ricordi, sciolto in versi e rivolti ad un personaggio che resta una muta

presenza sulla scena. È stato scritto da Ritsos durante gli anni di detenzione nei campi di concentramento

di Karlovasi (Samo) durante il regime militare dei colonnelli, che presero il potere in Grecia dal ‘ 67 al ‘ 74.

Nel testo originale, il monologo è l’unico che presenti, davanti al nome dell’eroina, l’articolo determinativo:

‘H ‘Eλένη, quasi a dire: “proprio lei, Elena, la mia Elena”». L’Elena di Ritsos, vecchissima, dall’età

indefinibile, immersa nei ricordi, riflette sul passare del tempo che tutto travolge; rievoca disincantata e

lucidissima l’antico splendore; si duole dell’inevitabile perdita di senso delle cose: «a poco a poco le cose

hanno perso senso, si sono svuotate; /d’altronde ebbero mai alcun senso?». Ritsos attraverso il suo teatro-

poesia che reincarna i miti –libera Elena dal suo stesso mito e concede alla propria amata attrice la

possibilità di essere un diverso personaggio: una donna.

In questa eterno naufragio c’è qualcosa che si salva: la desolata e inspiegabile bellezza di tutti quegli eventi

che sembravano insignificanti e quel mistero vitale e inspiegabile che si nasconde dentro ogni umano


“resistere”: “Eppure – chissà – là dove qualcuno resiste senza speranza, è forse là che inizia la storia

umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell’uomo.”

La destinazione ideale per ogni monologo è proprio il teatro, mimesis ma allo stesso tempo metafora e

allegoria della vita inteso come luogo di incontro, luogo di espressione di un pensiero capace di

trasformare e di incentivarne l’azione politica. Il Teatro, luogo in cui si può rinnovare il racconto della storia

umana, della bellezza dell’uomo.

Questo spettacolo fa parte del progetto “Le Imperdonabili”, inaugurato da Elena Arvigo nel 2013 su figure

di donne, testimoni scomode mitiche e reali, del loro tempo, l’atto giornalistico e l’atto poetico diventano

così simbolo e testimonianza di una resistenza, prima di tutto, del pensiero.

Ghiannis Ritsos (1909 -1990) cantore delle sofferenze del popolo greco, della sua estrema povertà, delle

battaglie civili e sociali della Grecia. Ha lottato sempre dando luogo a una poesia civile rievocando il

mondo mitico della tradizione classica. Ritsos, proposto 9 vote al premio Nobel per la letteratura, vinse nel

1975 il premio Lenin per la pace.

Elena Arvigo, attrice e regista, diplomata alla scuola del Piccolo teatro di Milano, recentemente insignita

dal premio nazionale Le maschere del teatro italiano 2023 come miglior interprete di monologo per: “I

monologhi dell’atomica “tratto da “Preghiera per Chernobyl” di Svetlana Aleksievich.

Monica Santoro attrice, cantante e musicista, diplomata all’Accademia statale di Arte drammatica di San

Pietroburgo -dal 2007 al 2016 ha lavorato al Teatro Laboratorio di Pjotr Fomenko. Attualmente collabora

con diverse realtà italiane.

Lo spettacolo che ha debuttato il 16 Gennaio 2024 in prima nazionale al Teatro Out Off di Milano, sarà a

Roma all’Argot Studio dal 15 al 18 febbraio 2024 e poi continuerà la tournée in festival estivi.


INFO

Via Natale del Grande 27 00153 Roma (Trastevere)

tel 06.5898111

info@teatroargotstudio.com

ORARIO BOTTEGHINO

Dal martedì al sabato dalle ore 18.00 alle 20.00 – domenica dalle ore 15.00 alle 17.00

Prenotazioni telefoniche:

Dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle 17.30 - sabato dalle 18.00 alle 20.00 - domenica dalle 15.00 alle 17.00

Prenotazioni online: info@teatroargotstudio.com

ORARIO SPETTACOLI

Dal giovedì al sabato ore 20:30 - domenica ore 17:30

COSTO BIGLIETTI 10 euro intero - 8 euro ridotto

Tessera associativa stagionale (obbligatoria) al costo di 5€Per partecipare agli eventi artistici e alle attività culturali

organizzate da Argot Studio è necessario effettuare il tesseramento inserendo i dati personali richiesti. Per

procedere alla compilazione del form clicca qui: bit.ly/Tesseramento_ArgotStudio


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Ufficio Stampa per Elena Arvigo

Agenzia Maya Amenduni comunicazione

Maya Amenduni +39 392 8157943

mayaamenduni@gmail.com

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ROMA SCENA APERTA - Culture, visioni, forme d'arte_14 febbraio|26 aprile_ Teatro di Villa Lazzaroni



 ROMA SCENA APERTA

Culture, visioni, forme d’arte


Conversazioni di scena

Drammatizzazioni

Proiezioni

Lezioni/spettacolo

Mise en espace


dal 14 febbraio al 26 aprile 2024


ingresso gratuito


In occasione dell’Avviso Pubblico “Raccolta di Proposte progettuali per la realizzazione di

eventi, manifestazioni, iniziative e progetti di interesse per l’Amministrazione capitolina di

rilevanza cittadina” promosso da Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto

Cultura, Fondamenta Teatro e Teatri presenta ROMA SCENA APERTA culture, visioni, forme

d’arte. Dal 14 febbraio al 26 aprile 2024, presso il Teatro di Villa Lazzaroni, presidio culturale e

Teatro di Comunità del Municipio Roma VII, si svilupperà un ciclo di Conversazioni di scena,

drammatizzazioni, proiezioni, lezioni/spettacolo, mise en espace e sguardi sulle visioni di Roma e i

suoi artisti, sul Teatro, sul Cinema e sulla Musica e sui loro protagonisti, su temi e personalità. Un

itinerario fatto di racconti, testimonianze, immagini, filmati per ricostruire i percorsi segreti, le

innovazioni compositive, la sperimentazione controcorrente nella tradizione europea dell’arte

dell’Attore, della regia, della drammaturgia, del cinema, della musica. Un laboratorio permanente

concepito per sperimentare percorsi innovativi di divulgazione dei saperi, aprire officine alternative

per l’ideazione artistica e culturale e condividere le significative occasioni formative e ricreative che

le relazioni urbane possono produrre. Incontri aperti alla curiosità di un pubblico attento al lavoro

della scena, alle sue forme, al suo valore d’arte, ai territori romani che ha interessato. Molte saranno

le personalità coinvolte: il Direttore Artistico del Teatro di Villa Lazzaroni Giancarlo

Sammartano, Massimo Wertmüller, Pippo Di Marca, Nicola Fano, Ernesto Bassignano,


Amedeo Fago, Lia Francesca Morandini, Francesco Sala, Mariano Rigillo, Daniele Costantini,

Rosario Galli, Giuseppe Manfridi.

Di seguito il programma delle Conversazioni di scena:


MERCOLEDÌ 14 FEBBRAIO ORE 18

Roma e i suoi attori. Una città incarnata

Petrolini, Fabrizi, Magnani, Manfredi, Sordi, Proietti

a cura di Massimo Wertmüller

Che Roma sia probabilmente una delle più prolifiche fabbriche di cinema del mondo è fuor di

dubbio. L’accostamento della Capitale alla settima Arte è dovuto alla fama che Cinecittà a partire

dagli anni ‘30 ha raggiunto, diventando il simbolo dell’industria cinematografica italiana. Alcuni

dei grandi interpreti del cinema, da Alberto Sordi ad Anna Magnani, devono i loro natali proprio a

Roma e provengono dalle tavole del teatro. Hanno frequentato tutti i generi di spettacolo, dalla

rivista al teatro di prosa, prima di assurgere alla fama e al successo di pubblico e critica. Veri e

propri simboli di Roma e della romanità.


MERCOLEDÌ 21 FEBBRAIO ORE 18

Federico Fellini. Roma, e poi ancora Roma. Dal Teatrino della

Barafonda al mondo

a cura di Giancarlo Sammartano

Il giovanissimo Federico Fellini, pochi mesi dopo il suo arrivo a Roma, nell'aprile 1939, esordisce

sul “Marc'Aurelio”, la principale rivista satirica italiana, come disegnatore satirico, ideatore di

numerose rubriche, vignette, e delle celebri Storielle di Federico, strisce che raccontano la sua

esperienza romana. Comincia poi a scrivere copioni, sceneggiature e gag per gli spettacoli dal vivo

di Aldo Fabrizi, nell'ambito di un'amicizia consolidata prima dell'esordio nel mondo dello

spettacolo. Il mondo e Roma sono per Fellini un immenso palcoscenico. È la spettacolarizzazione

della realtà della città eterna deformata dal ricordo e dall'immaginario dell'autore, dalla sua

compassionevole empatia per la variegata schiera di attori, ballerini e soubrette, guitti, comici

maldestri, acrobati, attempati artisti di varietà, figuranti e caratteristi, giullari e saltimbanchi, in film

come Lo sceicco bianco, La Strada, La dolce vita, I Clowns, Roma, Prova d’Orchestra, Ginger e

Fred.


MERCOLEDÌ 28 FEBBRAIO ORE 18

Storie Romane. La rivolta in cantina. Geografia del teatro di

ricerca a Roma negli anni ’60 e ’70

a cura di Pippo Di Marca

La storia del teatro di ricerca italiano degli anni ’60 e ’70, il teatro delle “cantine”, ha la sua data

simbolicamente fondativa a Roma nel 1959, con la provocatoria messa in scena di Carmelo Bene di

Caligola di Albert Camus. A seguire, con progressione geometrica, senza alcuna concertazione di

identità di poetiche e di stile (a parte, forse, il riconoscersi tutti nelle esperienze del Living Theatre

di Julian Beck e Judith Malina), cominceranno ad aprirsi spazi teatrali nei luoghi più improbabili -

garage, officine dismesse, scantinati-, luoghi disadorni e misteriosi, che per aggirare le normative

sull'agibilità dei locali pubblici, coinvolgeranno il loro pubblico come socio privato della loro

attività. Eppure di privato non avranno che le tessere di associazione: un pubblico crescente,

motivato e curioso le affollerà, quelle cantine, per oltre due decenni. Nascono i primi spettacoli di

avanguardia. Adattamenti -spesso letterari- riduzioni, scritture drammaturgiche, ispirazioni

figurative, tradimenti coraggiosi: una ricerca spregiudicata e una sperimentazione dissacrante, che

provoca, irride e prende di mira il teatro maggiore, la prosa del suo repertorio, i suoi attori

"accademici". Giovani attori, registi, motivatori di gruppi spesso all'inizio inesperti, ma sempre

espressivi, originali, ribelli. Leo de Berardinis e Perla Peragallo, Carlo Quartucci e Carla Tatò,

Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, Giuliano Vasilicò, Memè Perlini, Cosimo Cinieri,

Valentino Orfeo, Simone Carella, Lisi Natoli, Franco Molé, Luciano Meldolesi, Nino De Tollis. E

molti altri. Come tanti saranno i loro piccoli teatri tascabili: Il Beat 72, il Metateatro, La Fede, La

Ringhiera, L'Alberico, L'Orologio, In Trastevere, Spazio Zero, Spazio Uno, L'Armadio, La Sala

Margutta, e altri spazi en plen air.

Tutta la Città ha febbre da Teatro. Una stagione irripetibile, che nel suo spegnersi (la diaspora di

Carlo Quartucci a Genazzano e poi con Camion; di Leo de Berardinis a Marigliano) lascerà un

segno indelebile nella memoria di chi ha visto, ma anche di chi l’ha sentita raccontare. Una vera

Tradizione del ‘900.


MERCOLEDÌ 6 MARZO ORE 18

Folkstudio dove sei? Storie e memorie di Ernesto Bassignano

a cura di Ernesto Bassignano

Mezzo secolo di vita fra teatro politico con Gian Maria Volontè, dieci anni di critica musicale a

Paese Sera e venti in Rai come giornalista, conduttore e autore satirico di programmi di successo.

Ernesto Bassignano racconta cantando gli anni del Folkstudio e le sue quattro vite musicali con

ricordi e aneddoti di avventure. “Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla

spalla…” Ma chi erano quei famosi quattro ragazzi cantati da Antonello Venditti? Erano i giovani

del Folkstudio, ossia Giorgio Lo Cascio, Francesco De Gregori, Ernesto Bassignano e lo stesso

Venditti. E poi c’era Rino Gaetano che dissacrava continuamente il pop.


“C’erano poi Claudio Baglioni e Riccardo Cocciante, da una parte, che erano i melensi, c’era

Battisti, che nessuno di noi valutava un granché. C’era chi come me si rifaceva alla Francia e a

Tenco, chi si rifaceva a Dylan, e chi come Antonello Venditti a Elton John”


MERCOLEDÌ 13 MARZO ORE 18

La Roma di Pasolini. Da Gordiani a Pietralata e Cecafumo

a cura di Francesco Sala

Pier Paolo Pasolini arriva a Roma nel 1950 abbandonando Casarza e le campagne friulane e vi

resterà fino alla morte nel 1975. La sua Roma è quindi quella vissuta in età adulta, una città in

completa trasformazione, negli anni del grande cinema ma anche della speculazione edilizia. Dal

cuore della città alle periferie, il rapporto di Pier Paolo Pasolini con Roma è sempre stato segnato

dai sentimenti contrastanti di una storia d’amore. La Roma delle borgate - Accattone, Mamma

Roma, Uccellacci e uccellini - ma anche quella di quartieri più borghesi come l’Eur ha influenzato

radicalmente Pasolini traversando tutte le forme espressive da lui sperimentate.


MERCOLEDÌ 20 MARZO ORE 18

Il Politecnico. Una storia romana degli anni ‘70

a cura di Amedeo Fago, Lia Francesca Morandini

Il Politecnico nacque nei locali di una vecchia fabbrica nel quartiere Flaminio, fu fondato nel 1973

come “associazione culturale”, su iniziativa di Amedeo Fago. È stato l'unico spazio a Roma, e forse

in Italia, in cui, accanto ad una sala teatrale, una sala cinematografica e uno spazio espositivo,

avevano sede una serie di laboratori – di architettura, di scultura, di pittura, di ceramica, di

fotografia, di musica - ai quali era stato aggiunto, nei primi anni '80, un bistrot, luogo di incontro

conviviale e di discussioni culturali per coloro che al Politecnico lavoravano e per coloro che lo

frequentavano come pubblico. È rimasto attivo per quasi quarant'anni, fino al 2013, e specialmente

nei primi due decenni della sua esistenza, è stato uno dei motori dell'avanguardia culturale romana

sia attraverso la produzione interna, che attraverso l'apertura a esperienze artistiche nazionali e

internazionali. Fondamentale fu la collaborazione, dal 1977 in poi, con Renato Nicolini e

l'Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, per l'ideazione e la realizzazione di progetti per

"l'Estate Romana". La conversazione prende spunto da un documentario sul Politecnico di Amedeo

Fago, con la collaborazione del Dipartimento di Architettura e Progetto dell'Università di Roma "La

Sapienza".


MERCOLEDÌ 27 MARZO ORE 18

Palchetti romani di Alberto Savinio. La critica teatrale si fa

spettacolo

a cura di Nicola Fano

Le tante firme delle recensioni teatrali italiane - intellettuali e artisti spesso prestati alla critica -

dagli anni ’30 al ’70, costituiscono oggi un ulteriore e straordinario spettacolo, una ricchezza di

prospettive diverse e sfrenata inventività. Una salutare apertura ai temi della regia, dell’attore, della

nuova drammaturgia. Su tutte, le recensioni di Alberto Savinio sul teatro del Varietà e della Rivista.

Un occhio attento e sorridente sulla malinconica leggerezza di quel mondo.


MERCOLEDÌ 3 APRILE ORE 18

Generazione Fellini. Letteratura, cinema, teatro degli anni ’50.

Da Via Veneto, a Cinecittà, al mondo

a cura di Rosario Galli

Il clima culturale della Roma felliniana attraverso le figure e le storie di intellettuali e artisti quali

Giovannino Russo, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Carletto Mazzarella, Mario Soldati, Sandro De

Feo, Mario Pannunzio, Aldo Fabrizi, Carlo Levi, Alberto Moravia, Luigi Barzini, Renato Guttuso,

Giancarlo Fusco, Pier Paolo Pasolini, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Tullio Kezich,

Michelangelo Antonioni.


MERCOLEDÌ 10 APRILE ORE 18

In principio era il Teatro. L’avventura del Teatro Tenda di

Piazza Mancini a Roma

a cura di Mariano Rigillo

Proiezione del docufilm con regia di Carlo Molfese e Carlo Conversi "Se non ci fosse stato il

Teatro Tenda di Piazza Mancini non ci sarebbe stato l’Auditorium Parco della Musica, né le case

del cinema, del teatro, della letteratura, del jazz che animano la vita culturale romana". Walter

Veltroni

Il Teatro Tenda di Piazza Mancini a Roma era nato nel 1976 dalla fantasia di Carlo Molfese: "tengo

’na tenda usata", aveva detto a qualche amico in un angolo del Caffè Canova. Sei pilastri reggevano

l’enorme tendone che ogni sera accoglieva centinaia di spettatori, sei pilastri che rimasero in piedi


fino alla grandinata del 1979. Ci volle molto impegno, ci volle molta forza di volontà, ci volle anche

Eduardo De Filippo che recitò per diciotto sere consecutive con la sua compagnia perché quel

tendone tornasse a svettare su Piazza Mancini. E lo spettacolo riprese, fino al 1984. Oggi in quella

piazza c’è un parcheggio di autobus. Ma il ricordo di quegli anni è ancora lì. In principio era il

Teatro è dunque un tuffo nel passato, un tuffo nella memoria, reso possibile dalla disponibilità di

RAI Teche. Ne è venuto fuori un lungometraggio che ripercorre quei dieci anni. Anfitrione di

questo percorso è Federico Fellini, esperto di tendoni circensi, che ricorda con passione quella

"costruzione aerea e palpitante", quel "dirigibile in un futuro futuribile" che investì, con coraggio e

un pizzico di follia, sui giovani e lo spettacolo. In molti sono passati di lì. Gigi Proietti, Vittorio

Gassman, Massimo Troisi (che proprio lì esordì, con Lello Arena e Enzo Decaro con "La smorfia"),

anche Eduardo De Filippo a cui, proprio sotto quel tendone, fu dedicata un'indimenticabile serata,

con il ricordo di Titina in Filumena Marturano e una giovanissima Carla Fracci. Ci si emoziona con

Pupella Maggio e Salvo Randone, si ride con Monica Vitti, Luca De Filippo e l’adolescente

Vincenzo Salemme, ci si appassiona con Mariano Rigillo e Angela Pagano nel primissimo

Masaniello e Isa Danieli in Amore e magia. E ancora Mario Scaccia, Dario Fo e Franca Rame,

Roberto Benigni, Marcello Mastroianni e Domenico Modugno. Un percorso non solo attraverso il

teatro italiano, ma anche attraverso gli interpreti più interessanti dell'arte internazionale, da Victoria

Chaplin a La classe morta di Kantor, da Les Troubadours del Centre dramatique de la Courneuve di

Parigi a Marcel Marceau. Un tuffo nel passato dunque, un ritorno al mondo dello spettacolo nel suo

farsi, nella sua immediatezza, con la consapevolezza dell’importanza dell’artista e del suo lavoro;

un’idea di spettacolo diversa, più genuina e palpitante, senza tante sicurezze ma con il desiderio e il

coraggio di mettersi in gioco. In principio era il Teatro, una lezione ancora viva, per non perdere di

vista la strada da percorrere, per continuare ad interrogarsi e a confrontarsi con la realtà di ieri, per

trovare risposte alle domande di domani.


MERCOLEDÌ 17 APRILE ORE 18

Roma nel Cinema

a cura di Daniele Costantini

Roma sembra nata per il cinema. E al cinema ha dato tanto. Meravigliosa, unica, straripante,

bellissima, aristocratica, borghese, popolare, cinica, segreta, papale: madre e matrigna.

Antichissima, stratificata nella storia, nei quartieri, nelle classi sociali, nell’alto e nel basso. Nei

colori magnifici e nelle periferie degradate. Roma romana, rinascimentale, barocca, ottocentesca.

Roma che il cinema ha rappresentato con immagini indelebili, di bellezza assoluta ma anche di

povertà disperante. Roma città aperta di Roberto Rossellini, Ladri di biciclette di Vittorio De Sica,

La dolce vita e Roma di Federico Fellini, Accattone e Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, Vacanze

romane di William Wyler, I soliti ignoti di Mario Monicelli, Fantasmi a Roma e Io la conoscevo

bene di Antonio Pietrangeli, Brutti sporchi e cattivi di Ettore Scola, Caro Diario di Nanni Moretti,

Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Perché a

Roma tutto può succedere, e Roma tutto assorbe e tutto tramuta. Una città che tra realtà e

immaginazione, è spesso inafferrabile.


MERCOLEDÌ 24 APRILE 2024 ORE 18

Ennio Flaiano. Un marziano a Roma tra racconto e teatro

a cura di Giancarlo Sammartano

Non ci potremmo immaginare le opere di Dickens senza Londra, né quelle di Balzac e Zola senza

Parigi. Il legame tra Flaiano e Roma è della stessa natura. La capitale è il teatro in cui si affila il suo

ingegno, il suo esclusivo oggetto di amore, di rimpianto, di derisione. Il suo Marziano a Roma è

un'anticipazione profetica della difficoltà contemporanea a stupirsi, ad immaginare, ad uscire dal

conformismo del quotidiano. È la prefigurazione dello stordimento indotto dalla babele televisiva,

dal web, dall'orgia dell'informazione, perché come scriveva Flaiano: "Tra trent'anni l'Italia non sarà

come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la televisione". Il celebre racconto di Ennio

Flaiano –e il testo teatrale che ne seguirà- è l'occasione per anticipare, e poi celebrare amaramente

la Roma della Dolce Vita con tutti i personaggi del tempo: da noti cineasti, famosi giornalisti,

spregiudicate aspiranti attrici. Il Marziano di Ennio Flaiano non solo non invaderà Roma, ma verrà

egli stesso fagocitato, digerito e condannato alla derisione e alla marginalità da una società

indolente, cinica e priva di qualsiasi empatia, In definitiva Flaiano sembra insinuare che in fondo i

marziani siamo noi.


VENERDÌ 26 APRILE ORE 21

SUBURRA IMPERIALE

Epigrammi assassini in punta di fioretto

di Marco Valerio Marziale

Un affresco poderoso - una vera street art - una saga impietosa sui vizi, gli umori, le stravaganze

della Roma dei Flavi - la Roma del I secolo dopo Cristo - inscenata attraverso gli epigrammi di

Marco Valerio Marziale. Poeta spagnolo (inurbato nella Roma popolare della Suburra, eppure cólta:

la Roma di Stazio, Quintiliano, Giovenale) dallo spietato realismo, che sa comprimere in pochi

versi un intero mondo, còlto nelle pose più lubriche e paradossali: il potente, l’avaro, l’ambizioso,

l’arricchito, il debole, il carnefice. Una carica di beffarda spettacolarità, un’invettiva sorridente, una

satira amara sui mali di una società che ha imboccato a precipizio la sua discesa.

mise en espace di Giancarlo Sammartano

con la partecipazione degli attori di Fondamenta La Scuola dell’Attore

Ludovica Alvazzi Del Frate, Andrea Lami, Antonio Magliaro, Alessandro Zinna

a seguire TALK con il regista e gli attori


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DA SABATO 2 MARZO A SABATO 13 APRILE ORE 10.30

Cinque lezioni/spettacolo sul Teatro

a cura di Giuseppe Manfridi

Da Aristotele a oggi, il termine “Teatro” ha subito diverse interpretazioni e sviluppi, ed è certo che

il dibattito intorno a una definizione radicale dell'evento teatrale continuerà in futuro. Sintetizzando

i punti di convergenza delle diverse visioni che hanno attraversato il teatro contemporaneo nel ‘900

e fino ad oggi, si può trovare un semplice elemento comune per definirlo: il teatro è quell'evento che

si verifica ogni qual volta ci sia una relazione tra almeno un attore che agisca dal vivo in uno spazio

scenico e uno spettatore che dal vivo ne segua le azioni. Cinque incontri per analizzare i vari aspetti

di questa forma d’Arte antichissima e così necessaria, con uno dei più autorevoli drammaturghi del

teatro italiano contemporaneo.


SABATO 2 MARZO ORE 10.30

L’attore e il personaggio

È nato prima l’attore o il personaggio? Dilemma senza risposta, perché sono l’uno fondamentale

alla vita dell’altro. Non esiste attore senza un personaggio da interpretare, così come non esiste

personaggio senza attore che lo interpreti.


SABATO 9 MARZO ORE 10.30

La composizione scenica e la regia

La regia teatrale ha reso il ‘900 uno dei secoli d’oro per le arti sceniche. È da datarsi proprio agli

inizi di quegli anni, infatti, la rivoluzione che ha portato alla luce l’importanza della composizione

scenica con una figura, esterna al palcoscenico, capace di guidare la macchina dello spettacolo: il

regista.


SABATO 16 MARZO ORE 10.30

La scrittura drammaturgica

Abbiamo un’idea, un sentimento, un intreccio da raccontare e un attore sapiente che può farlo… ma

come lo rappresentiamo? Il teatro ha acquisito nel tempo innumerevoli forme: dal teatro di parola,

al teatro di figura, al teatro-danza, al teatro corporeo, a molte altre. Forme diverse che appartengono

tutte di diritto alla stessa radice scenica.


SABATO 6 APRILE ORE 10.30

Forme e linguaggi del Teatro

Tanti modi diversi di scrivere, ma un solo obiettivo: comunicare creativamente con lo spettatore. Il

teatro è la via privilegiata per ogni messaggio: un mezzo potente, capace di sovvertire la

quotidianità, entrando in contatto con la parte più intima di ognuno.


SABATO 13 APRILE ORE 10.30

Analisi di un capolavoro. Romeo e Giulietta di William Shakespeare

La storia d’amore più famosa di ogni tempo è il tema della lezione/spettacolo tesa a indagarne le

origini, datate in età ellenistica e il cui sviluppo, attraversando la grande novellistica italiana (da

Boccaccio a Matteo Bandello), giunge in Francia e in Inghilterra dove, alla fine del XVI secolo, per

mano di Shakespeare diviene il capolavoro che conosciamo. Ma il percorso di questa storia

conoscerà, nei secoli successivi, ulteriori metamorfosi traducendo la vicenda dei due amanti

veronesi in melodramma, in balletto, in musical, in cinema: nonché in altre versioni sia letterarie

che drammaturgiche, a significare come una storia non conosca mai approdi definitivi ma sia

destinata a rigenerarsi in diverse forme. Sarà, in questa occasione, la versione somma di Romeo e

Giulietta di Shakespeare, il testo analizzato per valutare e comprendere in quali forme il grande

drammaturgo abbia saputo trasformare i tanti prestiti degli autori precedenti. Una favola divenuta

insuperabile icona dell'amore contrastato.

Alla fine di tutte le attività è previsto un TALK con i protagonisti intervenuti per permettere al

pubblico di esprimere le proprie curiosità e proporre approfondimenti sui temi trattati.

Tutti gli incontri saranno trasmessi anche in streaming sulle piattaforme:

https://www.facebook.com/teatrovillalazzaroni

https://www.facebook.com/fondamentateatroeteatri

https://www.facebook.com/scuolafondamenta

https://www.youtube.com/@teatrovillalazzaroni

Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico “Raccolta di Proposte progettuali per la

realizzazione di eventi, manifestazioni, iniziative e progetti di interesse per l’Amministrazione

capitolina di rilevanza cittadina” promosso da Roma Capitale in collaborazione con Zètema

Progetto Cultura ed è patrocinato dal Municipio Roma VII.

Ufficio stampa Teatro di Villa Lazzaroni

Federica Guidozzi (+39) 347 7749976

comunicazione@fondamentateatroeteatri.it

federica.guidozzi05@gmail.com

Teatro di Villa Lazzaroni


Via Appia Nuova, 522 – Via Tommaso Fortifiocca, 71 (parcheggio gratuito) - 00181 Roma

Info e prenotazioni: 392 4406597 - info@teatrovillalazzaroni.com

www.teatrovillalazzaroni.com