mercoledì 25 settembre 2024

MIMI’ DA SUD A SUD. Sulle note di Domenico Modugno di e con Mario Incudine e la regia di Moni Ovadia e Giuseppe Cutino in scena il 3 e 4 ottobre al Teatro Lo Spazio-Roma


 


MIMÌ DA SUD A SUD


sulle note di Domenico Modugno


di e con Mario Incudine


regia MONI OVADIA e GIUSEPPE CUTINO


testi Sabrina Petyx

3- 4 OTTOBRE

TEATRO LO SPAZIO-ROMA


Approda al Teatro Lo Spazio di Roma il 3 e 4 ottobre MIMI’ DA SUD A SUD. Sulle note di

Domenico Modugno, spettacolo tra musica, suggestioni e parole, di e con Mario Incudine,

diretto da Moni Ovadia e Giuseppe Cutino.

Un viaggio. Da Sud a Sud. Sulle note delle canzoni di Domenico Modugno, quelle legate alla

Sicilia, a una terra che lui ha adottato perché, come gli disse Frank Sinatra “Fingiti siciliano! La

Sicilia la conoscono tutti, tutti sanno dov’è e poi il dialetto è molto simile al tuo, al pugliese.

Fingiti siciliano e conquisterai il mondo!”

Un viaggio quotidiano verso una terra straniera chiamata palcoscenico, una terra da dovere

raggiungere e conquistare. Le aspirazioni di un uomo del Sud chiamato Mimì ma che potrebbe

avere mille nomi diversi, una storia fatta da mille storie, che si incrocia con quella del suo

interprete scorrendo su linee parallele che, sovvertendo ogni regola, si incontrano in uno

spettacolo in cui Mario Incudine e Domenico Modugno ci raccontano un mondo che cambia,

che lotta, che sogna, che sfida convenzioni e stereotipi.

Mimì siamo noi. Ogni giorno che passa. Noi di Ieri. Noi di Oggi. Noi di Domani. Noi che

desideriamo Volare ma che non sempre sappiamo di avere le ali per poterlo fare.

Teatro Lo Spazio

Via Locri,42

informazioni e prenotazioni

06 77076486  /  06 77204149

info@teatrolospazio.it

Spettacoli ore 21.00

prezzo biglietto: 15 euro – ridotto: 12 euro


(bar aperto per aperitivo dalle 20.00)


Ufficio Stampa

Maresa Palmacci 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com

10 di 13.033 Casting attori Compagnia Teatro A - Associazione Ariadne stagione 2024/25

 



CASTING ATTORI COMPAGNIA/TEATRO A – ASSOCIAZIONE ARIADNE


– STAGIONE 2024/2025


La Compagnia Ariadne/Teatro A, con sede in Roma, avvia la nuova selezione

degli attori ed attrici da impegnare nelle produzioni teatrali che saranno

allestite durante la stagione 2024-2025.

Possono candidarsi esclusivamente professionisti di età anagrafica compresa

tra i 23 e i 33 anni, con almeno due anni comprovati di esperienza lavorativa.

Per partecipare alla prima fase di selezione occorre inoltrare il proprio

curriculum aggiornato e due foto recenti (sia in primo piano, che a figura

intera) oltre ad una lettera motivazionale in cui si spieghi perché si vorrebbe

collaborare con la Compagnia Ariadne - Teatro “A”.

Le persone selezionate verranno ricontattate per un incontro conoscitivo,

riceveranno dunque la convocazione con orario e luogo di audizioni dal vivo.

Le audizioni si svolgeranno il 17 Ottobre 2024 dalle 9:30 alle 13:00 presso il

Teatro Cometa Off, via Luca Della Robbia, 47 00153 Roma (RM)

Il materiale dovrà pervenire entro e non oltre il 10 Ottobre 2024 all’indirizzo e-

mail: organizzazione@ariadneteatroa.it

Per ulteriori info: https://www.compagniateatroa.it/


UFFICIO STAMPA

Monica Menna

monicapress88@gmail.com - +39.3289448311

martedì 24 settembre 2024

Vania Lai PRESS OFFICE TEATRO TRASTEVERE: Spettacolo di Apertura della Nuova Stagione del Teatro Trastevere -15 e 16 ottobre- La voce umana, un atto unico di Jean Cocteau, interpretato da Siddhartha Prestinari, diretto da Rosario Tronnolone


 


Associazione Culturale Teatro Trastevere


presenta

Evento Speciale


15 e 16 ottobre 2024

La voce umana


un atto unico di Jean Cocteau

interpretato da Siddhartha Prestinari

diretto da Rosario Tronnolone.


Nel febbraio del 1930 Jean Cocteau presentò alla Comédie Française una pièce che

rappresentava un esperimento: un dialogo di cui era possibile ascoltare solo una parte, perché

solo uno dei personaggi è in scena; l’altro è in un luogo imprecisato, dall’altro capo di un

telefono.

Quasi cent’anni dopo la prima rappresentazione, La voce umana conserva intatta, e forse

ancor più intensa, la sua capacità di coinvolgimento e identificazione. Per il suo autore, il

testo “offre all’attrice che lo interpreta l’occasione di recitare due parti, l’una quando

parla, l’altra quando ascolta e delimita il carattere del personaggio invisibile che viene

fuori attraverso i silenzi… L’autore vorrebbe che l’attrice desse l’impressione di

sanguinare, di perdere sangue come una bestia ferita, di terminare l’atto in una camera

piena di sangue”. Un atto unico incentrato sul dolore e sulla solitudine, che utilizza il telefono,

forma di comunicazione per eccellenza, come mezzo per l’incomunicabilità e l’inganno, e la voce

umana come uno strumento meraviglioso e sensibilissimo, capace di restituire tutti gli affanni

dell’animo. Con questo testo Cocteau ha composto una partitura perfetta per esprimere la

sofferenza d’amore che la maggior parte degli esseri umani sperimenta, e che ognuno decifra

con lentezza, nella propria solitudine.

Cit. Rosario Tronnolone


Teatro Trastevere Il Posto delle Idee

via Jacopa de' Settesoli 3, 00153 Roma

Feriali ore 21, festivi ore 17:30

CONSIGLIATA PRENOTAZIONE

INFORMAZIONI DI BIGLIETTERIA


prevista tessera associativa intero €13,00-ridotto €10,00


Contatti:

065814004-3283546847

info@teatrotrastevere.it

www.teatrotrastevere.it


https://www.facebook.com/teatrotrastevere/

Ufficio Stampa: Vania Lai vanialai1975@gmail.com

Il cuore debole di Antonio - dal 30 settembre Spazio Diamante



 GIOVANNI BONACCI | GIACOMO BOTTONI

FLAVIO FRANCUCCI | SIMONE GIACINTI


IL CUORE DEBOLE DI ANTONIO


di Simone Giacinti


scenografia Alessandra Solimene | sound designer Armando Valletta


regia FRANCESCO GIORDANO


Spettacolo vincitore Premio del Pubblico – Festival inDivenire 2024


DAL 30 SETTEMBRE AL 2 OTTOBRE 2024


SPAZIO DIAMANTE

SALA BLACK


È il 4 giugno del 1989 e un gruppo di amici parte in direzione Milano per seguire la loro squadra

del cuore in trasferta: la Roma. Daniele, si prepara in casa e saluta mamma e papà prima di

salire in macchina con Pietro, Roberto e Antonio. Armati di panini con mortadella e sciarpe

giallorosse i ragazzi sono pronti a “conquistare” la fredda Milano. Quattro adolescenti che si

divertono a fare i grandi: “Quanto ce piaceva gioca’ a esse’ Ultrà” Incantanti da quei colori e dai

continui cori, camminano sognanti per il vialone che li porta allo stadio. Ma spesso i sogni

fanno a pugni con la realtà. Una realtà, quella, dove i grandi, non sono proprio ciò che ti

immagini. Ed è così che la violenza prende il sopravvento, per giochi di potere e prevaricazione,

dove spesso il forte è forte con i deboli; in questo caso con dei giovani ragazzi che non volevano

far altro che tifare la propria squadra e tornare a casa da mamma. È il 4 giugno del 1989 e

insieme ad Antonio, quel giorno a Milano, siamo morti un po’ tutti.

È da una casa di un appartamento che partirà la narrazione del racconto. Daniele, un ventenne

di fine anni 90, ci accompagnerà nel rivivere quel 4 giugno del 1989. I piani di narrazione

saranno due, tutti e due dettati da Daniele stesso, che alternerà racconto a vita vissuta, un

narratore che entra nella scena e la accende. La scenografia si muove con lui e cambia forma

creando, con tubi metalli, in maniera asettica, le diverse ambientazioni. Partiamo da una casa

per arrivare ad un vialone alberato, passando per una macchina, un treno, un autobus ed un

bar.

Sarà in questi luoghi che ripercorreremo la giornata, ma anche un po’ la vita stessa, di quei

quattro ragazzi (solo tre in scena) giovani e sognatori.

Cercando di mettere in luce, senza alcun giudizio, l’inconsapevole spensieratezza giovanile che

può finire da un momento all’altro, senza volerlo, senza un minimo di preavviso, quando si

gioca a fare i grandi con dei grandi che poi tanto saggi non sono.

“È una storia da non raccontare, è una storia da dimenticare” canta de André parlando,

metaforicamente, della morte di Pasolini. Quella di Antonio de Falchi potrebbe essere una

storia pasoliniana, di un ragazzo adolescente di una periferia romana popolare e affaticata;

potrebbe essere una ballata di de André sull’ingiustizia e la tragica fatalità della vita; quello che

è sicuro è che, questa storia, è davvero una storia sbagliata. Ma è da raccontare.

Una storia di amicizia immersa completamente nella fine degli anni 80, in una Roma popolare

piena di rivalsa e di sogni borghesi, di piazze piene di bambini con palloni che rimbalzano sulle


FB Sisi Communication

IG sisi_communication


saracinesche e di rumori nei mercati. In quel contesto un gruppo di ragazzi, che cresce negli

oratori a condividere sigarette proibiti e baci adolescenziali, condivide la fede per la squadra

della propria città.

Un amore viscerale ma anche un pretesto per stare insieme, passare la domenica insieme,

cantare abbracciarsi e piangere. E soprattutto, sognare di essere grandi. Ma i grandi in questa

storia non giocheranno il ruolo dei buoni, anzi, il sogno di esser grandi è proprio ciò che non

farà mai diventare grande uno di loro.


SPAZIO DIAMANTE

Via Prenestina 230B 00176, Roma – www.spaziodiamante.it

Lunedì – mercoledì h 21:00

prezzo biglietto 14,00 € disponibili su www.ticketone.it o negli orari di apertura del

BOTTEGHINO della SALA UMBERTO e del TEATRO BRANCACCIO


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UFFICIO STAMPA

Silvia Signorelli silvia.signorelli@comunicazioneeservizi.com T. 338 / 99 18 303

Monica Menna ufficiostampasignorelli@gmail.com

Alessandra Teutonico alessandra.teutonico@comunicazioneeservizi.com T. 392 / 50 89 173

FB Sisi Communication IG sisi_communication

La nuova compagnia teatrale Il Grido,fondata dall’attore, acting coach e regista Giovanni Serratore, cerca attori, attrici, varie maestranze teatrali e organizzatore/trice



 Incontri conoscitivi a Roma


per ampliamento compagnia ai fini di nuove produzioni teatrali


e


per definire il cast di un nuovo spettacolo per la stagione 2024/2025


La nuova compagnia teatrale Il Grido, fondata dall’attore, acting coach e regista Giovanni

Serratore cerca attori, attrici E varie maestranze teatrali (disegnatore luci e costumista) e

organizzatore/trice con lo scopo di creare un gruppo affiatato di lavoro da inserire in compagnia e

lavorare così alla realizzazione di spettacoli futuri.

La compagnia, infatti, è già in contatto con diversi teatri e centri di produzione.

“Non si cercano persone con particolari caratteristiche fisiche, né limiti di età.

Solo Persone a cui piacerebbe, al netto di ogni ambizione e obiettivo personale, far parte di una

compagnia e che condividono la visione secondo cui fare teatro, oltre che un lavoro, in primis! sia

anche, o possa diventare, un percorso comune per portare una luce di bellezza tra le ferite della

vita e del mondo.

Luce ancor più necessaria in questo periodo storico sempre più avvolto dalle tenebre. Luce della

bellezza che penetra attraverso tutti i generi teatrali, senza distinzioni e gerarchie”.

Contestualmente, inoltre, gli incontri conoscitivi saranno anche l’occasione per definire il cast

artistico per un nuovo spettacolo di nuova drammaturgia per cui è previsto il debutto a Roma, al

Teatro Lo Spazio, il 28 Febbraio, 1 e 2 Marzo 2025 e per cui, invece, si cercano nello specifico:

1 attore: 45-60 anni

1 attrice 45-60 anni

1 attore: 25-35 anni

1 attrice: 25-35 anni

Il periodo preciso di prove sarà concordato insieme, ma indicativamente tra gennaio e febbraio

2025.

Si prega gentilmente, se interessati, di mandare CV, due foto (in primo piano e a figura intera) e

link video e/o showreel se in possesso, (per le maestranze sarà sufficiente CV e foto di qualche

lavoro eseguito) alla seguente mail:

ilgrido.theatron@gmail.com

entro il 6 ottobre 2024

L’incontro conoscitivo si terrà il 13 ottobre a Roma: l’indirizzo preciso verrà comunicato con

precisione a chi sarà convocato.


E’ richiesto, agli attori e alle attrici ricontattati, di portare un monologo e una canzone (da

cantare a cappella) a propria scelta.


PER ME, IL TEATRO (di Giovanni Serratore)

“Il Teatro è morto.

Il Tempo, la Storia, l’Arte sono morti Tutto è morto

E’ vero, il teatro, in quanto centro, specchio, del mondo culturale e cittadino è morto;

e da tempo ormai il suo passato glorioso non fa che ammonirci sul nostro tragicomico presente.

Ma in verità è il Postmoderno ad essere morto, e in generale, il Teatro non solo non è morto, ma non

morirà. Mai.

Almeno finché gli uomini, esseri fatti di carne, ossa e sangue, sentiranno ancora il bisogno di raccontare e

raccontarsi delle storie.

Questo bisogno può essere appagato attraverso diverse forme e diversi mezzi, ovviamente: cinema

letteratura etc.

Ma culturalmente parlando solo il teatro, nonostante le sue innumerevoli declinazioni, in quanto momento

rituale fatto da uomini in carne e ossa davanti ad altri uomini, è l’espressione d’arte più profonda e

concreta che abbia le potenzialità per re-indirizzare l’uomo verso gli uomini. Il Sé verso l’Altro.

Un attimo:

In cosa consiste l’essere sociale dell’essere umano? L’Altro.

Qual è la cosa a cui un essere umano non può rinunciare? L’Altro.

Quale bisogno spinge a fare Teatro?

L’Altro.

In un senso o nell’altro la risposta è sempre la stessa. Negarlo sarebbe ipocrita.

Questa, oggi, la mia conclusione.

E oggi, isolato dietro gli schermi domestici di computers e smartphones, illuso da una vita politica e sociale

attiva solo attraverso i social, ridotto a un’apatico nichilismo non positivo, il Sé, in questo mondo

iperconnesso, paradossalmente, è ancora più solo e privato dell’Altro..

Il rapporto tra il Sé e l’Altro si indebolisce e sbiadisce. Continuamente. La verità virtuale uccide la verità

della carne.

Ecco perché è necessario insistere su un certo tipo di Teatro che annulli lo scollamento attuale tra Arte e

Vita.

Che ci riporti a un teatro fatto di Carne.

Di Sudore. Sangue. E Merda.

Metaforicamente parlando, ovviamente.

Perché il Teatro è il luogo della Metafora.

Della Poesia.

E la Poesia, morta anch’essa?, oggi la si può ritrovare solo se si ritrovano prima gli uomini.

Negli uomini. Il Sé nell’Altro.

E’ fondamentale, in conclusione, rimettere al centro dell’atto e del lavoro teatrale alcuni punti fermi.

LA VERITA’/CREDIBILITA’:


-DELL’ATTORE: DEI SUOI SENTIMENTI E DEL SUO STARE ORGANICAMENTE IN SCENA

-DELLA RELAZIONE/RAPPORTO TRA I PERSONAGGI E CON LO SPETTATORE

-DELL’ACCADIMENTO

In dialogo costante con il passato per poter riflettere sul presente e poter rivoluzionare il futuro.

Questo è come vedo io, ora, la vita e il Teatro e di come mi piacerebbe affrontarlo non solo in qualità di

attore, ma anche e soprattutto in qualità di regista”.

GIOVANNI SERRATORE- BIO

Giovanni Serratore nasce e cresce in Calabria, a Filadelfia.

A 24 anni, dopo gli studi universitari in Arti e Scienze dello Spettacolo, indirizzo cinema, da Roma si

trasferisce a Genova e si diploma alla Scuola di Recitazione del Teatro stabile di Genova.

Durante il triennio si forma, tra gli altri, con Anna Laura Messeri, Massimo Mesciulam, Enrico Bonavera e

Valerio Binasco.

Finita l’Accademia, negli anni continua la propria formazione frequentando Il Centro Teatrale di Santa

Cristina fondato da Luca Ronconi dove ha la possibilità di confrontarsi con personalità come Massimo

Popolizio, Umberto Orsini, Manuela Mandracchia e nello stesso anno partecipa anche all’ Ecole des Maitres

sotto la direzione del Maestro croato Ivica Buljan. Non mancano nella sua esperienza lo studio con diversi

acting coach come Michael Margotta, Paolo Antonio Simioni e Aurin Proietti.

A teatro è diretto, tra gli altri da Luca Zingaretti, Fabrizio Arcuri, Ivica Buljan, Maurizio Scaparro, Elena

Gigliotti e Dario Aita, Emanuele Conte, , Teresa Ludovico.

Mentre in televisione è diretto da Lucio Pellegrini, Enrico Maria Artale e prende parte a serie internazionali

come “ZeroZeroZero” diretta da Stefano Sollima, Janus Metz e Pablo Trapero e “Ripley” diretta dal premio

Oscar Steven Zaillian. Prossimamente apparirà in un’apprezzatissima serie Rai.

Esprime il suo infinito amore e passione per gli attori facendo anche da acting coach e decide di passare alla

regia fondando la compagnia Il Grido.

lunedì 23 settembre 2024

Impact Festival 2024 - "LUCIO BATTISTI. EMOZIONI..!" con CESARE BOCCI

 


DOMENICA 29 SETTEMBRE ORE 18.00


Teatro Francigena di Capranica - Largo Ripoll (già via della Mattonara) - Capranica


All’interno di


IMPACT FESTIVAL 2024

CESARE BOCCI


IN


LUCIO BATTISTI. EMOZIONI...!


COMUNICATO STAMPA


Viaggio di musica e parole nella storia di uno dei più grandi cantautori italiani. La storia di un

grande artista che ha personalizzato e innovato in ogni senso la forma della canzone

tradizionale e melodica, arrivando a vendere oltre 25 milioni di dischi. Un uomo che ha

impresso una svolta decisiva nella musica italiana. Grazie ai testi scritti da Mogol, Battisti ha

rilanciato temi ritenuti esauriti o difficilmente rinnovabili, quali il coinvolgimento

sentimentale e i piccoli avvenimenti della vita quotidiana. Ha saputo esplorare anche

argomenti del tutto nuovi e inusuali, a volte controversi, spingendosi fino al limite della

sperimentazione pura.

Cesare Bocci ci racconta questa storia affiancato dalle raffinate citazioni musicali del Duo De

Bernardis- Binetti.

Una produzione Orchestra Saverio Mercadante.

Impact Festival è organizzato dal TEATRO HAMLET APS con il patrocinio e il sostegno del

Ministero della Cultura, della Provincia di Viterbo e del Comune di Capranica con la Direzione

Artistica del Maestro Mamadou Dioume, attore e collaboratore di Peter Brook.

Biglietto Unico 15,00 Euro

IMPACT FESTIVAL - Teatro Francigena di Capranica - Capranica

INFO E BIGLIETTERIA: Tel 06 41 73 49 01- Cell 333 43 13 086 - info@impactfestival.it –

www.impactfestival.it - Biglietti online acquistabili su www.impactfestival.it/Biglietteria.html

Ufficio Stampa Elisa Fantinel – ufficiostampafantinel@gmail.com - 3358160566

CONTO ALLA ROVESCIA, spettacolo di Federico Valdi con la regia di Gianluca Delle Fontane, inaugura dal 1 al 13 ottobre la nuova stagione del Teatro de' Servi-Roma

 


Il Collettivo Tapullo

presenta


CONTO ALLA ROVESCIA

UN INSOLITO CAPODANNO

di Federico Valdi

regia di Gianluca Delle Fontane


con Giuseppe Coppola, Francesca Cordioli, Giacomo Cremaschi, Sara Todisco,


Federico Valdi, Massimo Viola

DAL 1 AL 13 OTTOBRE

TEATRO DE’ SERVI-ROMA


Inaugura la nuova stagione del Teatro de’ Servi, dal 1 al 13 ottobre, CONTO ALLA

ROVESCIA, spettacolo di Federico Valdi con la regia di Gianluca Delle Fontane.

La commedia, vincitrice del Comic Off 2023, ci catapulta in un insolito Capodanno. È l’ultimo

dell’anno in un normale appartamento dove poco di significativo è accaduto per mesi,

ma
proprio qui, in questo giorno, succederà di tutto. La rigida proprietaria con il suo solerte

aiutante, un portiere bonaccione e cordiale, lo trasforma in un bizzarro castello di scatoloni

da trasloco, decisa a
cacciarne fuori il malinconico e insolvente inquilino. Ma questi ha un

folle piano. Un piano, però, a cui tutti sono destinati a finire tra le scatole. Un amico

evanescente riapparso dal passato, una
giovane coppia apparentemente idilliaca... Tutti, con

tanto di irreprensibile padrona e portiere, piombano in questo luogo, riuniti in

un’improbabilissima cena di capodanno a cui nessuno vorrebbe
o dovrebbe trovarsi.

L’atmosfera carica di non detti, incomprensioni, timori e rancori è come un
fuoco d’artificio

pronto ad esplodere, aspetta solo il conto alla rovescia. Bilancio per il nuovo anno?
Risate

assicurate.

INFORMAZIONI GENERALI

Teatro de' Servi

Via del Mortaro, 22 | 00187 Roma

Per informazioni e biglietti:

tel. 06.6795130 | info@teatroservi.it

Orari spettacoli:

da martedì a venerdì ore 21

sabato ore 17:30 e 21

domenica ore 17.30

Biglietti: 25 euro


Ufficio Stampa

Maresa Palmacci tel. 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com