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lunedì 31 marzo 2014

IPERREALISMI di HELEN CERINA al Teatro Argot dal 4 al 6 aprile


Teatro Argot, 4 e 5 aprile ore 21.00 – domenica 6 aprile ore 17.30

Helen Cerina
IPERREALISIMI
idea e regia Helen Cerina
con Francesca Gironi, Orlando Izzo, Elisa Mucchi, Annalì Rainoldi
costumi Valentina Ragni e Helen Cerina
suoni Aliendee
produzione Helen Cerina
con il sostegno di Amat, Inteatro e Kilowatt Festival

prima nazionale

Al Teatro Argot Studio di Roma, in prima nazionale, debutta per la stagione congiunta Dominio Pubblico la danzatrice Helen Cerina con il suo lavoro Iperrealismi, spettacolo finalista del bando NeXtwork 2013.

Ci vuole un'alto livello di prodezza e virtuosismo tecnico per simulare la  realtà. 

Ecco l'idea: riprendere con la videocamera persone anonime in situazioni pubbliche e riprodurre i loro movimenti in altri luoghi e in teatro. 

Chissà se ora ci sono due persone che stanno compiendo esattamente lo stesso gesto nello stesso momento? Magari uno dei due sta aspettando l'autobus sotto la neve e l'altro sta parlando al telefono nel suo salotto, il loro gesto è identico ma il significato è diverso.

Ecco il risultato: la danza. 
Attraverso l'esaltazione dei dettagli il soggetto viene messo a fuoco e lui/lei non è mai stato/a così vivo/a, così umano/a come lo è ora nei nostri corpi su questo palco.

Helen Cerina si diploma in Cinema d’Animazione all’Istituto d’Arte di Urbino e consegue il BA Dance Theatre al Trinity Laban College di Londra. Nel 2007 viene selezionata alla Vetrina della Giovane Danza d’Autore a Ravenna. Nel 2010 vince il premio Nuove Sensibilità, per le nuove creatività, con lo spettacolo Dulcis in Pomerio. Fa parte della piattaforma ‘Matilde’, progetto di Regine Marche e Amat.


http://vimeo.com/45719720



lunedì 17 marzo 2014

La scena sensibile: "Goliarda" lo spettacolo teatrale su Goliarda Sapienza da domani a giovedi 20 marzo - Teatro Argot

TEATRO ARGOT STUDIO                                                                       
PROVE DI VOLO
stagione senza rete 2013/2014

LA SCENA SENSIBILE_XX EDIZIONE
8 | 23 marzo 2014
a cura di Serena Grandicelli 

martedì 18, mercoledì 19, giovedì 20 marzo - ore 21.00

Rimacheride e Compagnia Cristiana Raggi 
Goliarda
scritto, diretto e interpretato da Cristiana Raggi - video Liviana Davì - luci Michela Marella - audio Giovanni Frezza -musiche originali Alessandro Anatrini e Nino Scaffidi.

Lo Spettacolo teatrale “Goliarda“ prende spunto dalla ricerca di un “modello” di libertà. Libertà a dispetto delle costrizioni, dei divieti, delle censure, dei rifiuti. Libertà di dire, di scrivere, di pensare, di ricordare, di essere. Goliarda Sapienza incarna perfettamente questo modello, e lo rende reale, vivo. La sua straordinaria esperienza di vita diventa un precedente che ricolloca e segna il percorso dei vissuti di tutte, di tutti. La sua voce potente sopravvive ai decenni di censura. Lo spettacolo muove da due testi di Goliarda Sapienza: “ l’Arte della Gioia”, suo capolavoro e importante testimonianza del secolo appena trascorso, per la pubblicazione del quale si è ridotta in povertà; e “Il Filo di Mezzogiorno”, che narra degli anni vissuti in terapia dopo l’elettroshock. Il filo narrativo si basa sull’alternanza della loro trasposizione teatrale. Senza la terapia e il processo di ricostruzione di “sé” e della memoria come meta fondante dell’individuo raccontati nell’uno, non avrebbero preso vita i personaggi dell’altro. Senza la presa di coscienza non si può avere il coraggio di affermare con determinazione la propria libertà né acquisire la forza e la volontà di essere assolutamente se stessi, costi quel che costi. Nello spettacolo la musica e le suggestioni sonore, i video e le creazioni grafiche, buio e flash di luce, l’alternanza dei dialoghi e dei cartelli (voce - off), hanno la funzione di coinvolgere lo spettatore fino ad immergerlo completamente nell’esperienza vissuta. Senza permettergli di tralasciare nulla, s'intende, ma anzi facendogli provare sulla sua stessa pelle le mille possibili varianti che la vita ci sottopone ogni giorno, indifferente alle mode dei tempi, al giudizio della gente, alle regole codificate da altri, alle consuetudini sociali, sessuali e religiose.  Inutile negare che i temi toccati da Goliarda siano scomodi. Inutile negare che Goliarda Sapienza abbia avuto il coraggio e la forza di scrivere queste cose, ed è inutile negare l’importanza che sta nel rilevare queste verità. “L’intenzione è quella di rendere omaggio a una grande scrittrice italiana, e siciliana; di entrare in relazione con un passato che è elemento formante del nostro presente e aiutare a renderlo accessibile alle persone che ancora lo ignorano, e condividerlo con quelli che hanno già avuto modo di comprenderlo”.

Teatro Argot Studio
Via Natale del Grande 27
tel/fax 06 5898111 | mob. 392 9281031 | info@teatroargotstudio.com
Via Natale del Grande 27 00153 Roma (Trastevere) 
Ingresso: 10 euro

giovedì 13 marzo 2014

Bando di produzione: DOMINIO PUBBLICO OFFicine














                                 
La vocazione del Teatro Argot Studio e del Teatro dell’Orologio è da sempre quella di dar vita a nuove esperienze creative, generare talenti, creare spazi di libertà artistica in un confronto continuo con il pubblico, con gli operatori teatrali e con i critici che sono soliti frequentare i nostri teatri.

Ed è questa missione comune che ha determinato nella stagione 2013-14 la nascita di DOMINIO PUBBLICO, un progetto di rete tra i due storici teatri off per aprire sempre di più il centro storico della città di Roma a linguaggi e tematiche della scena contemporanea attraverso la programmazione di oltre cento serate tutte dedicate al teatro d'innovazione e alla danza contemporanea e mettendo in moto un articolato percorso di partecipazione intorno allo spettacolo dal vivo e ai linguaggi della contemporaneità.

Volendo proseguire il percorso intrapreso con DOMINIO PUBBLICO, e facendo tesoro della felice esperienza di ARGOT Off e di NeXtwork, la Direzione Artistica ha deciso di creare DOMINIO PUBBLICO OFFicine, un nuovo Bando di Produzione dedicato al sostegno e alla diffusione di nuove poetiche e di linguaggi innovativi.



BANDO DOMINIO PUBBLICO OFFicine


DESTINATARI
Sono chiamati a partecipare singoli artisti e compagnie professionali emergenti che operano con finalità professionali nel teatro contemporaneo, nella danza e nella performing art.
I progetti presentati devono riguardare lavori ancora in fase di studio della durata massima di 20’ che non siano mai stati rappresentati in forma di spettacolo compiuto.
Non costituisce motivo di esclusione il fatto che lo studio sia già stato presentato in altri contesti.
Tra le proposte inviate, la direzione artistica di Dominio Pubblico selezionerà 16 progetti finalisti, valutando la qualità del progetto artistico presentato e il percorso artistico e produttivo sin qui realizzato dall’artista/compagnia.

MODALITÁ DI PARTECIPAZIONE
Gli artisti e le compagnie teatrali interessati a partecipare dovranno far pervenire la scheda di partecipazione debitamente compilata tramite l’apposito form. visitabile sul sito www.dominiopubblicoteatro.it  entro e non oltre le ore 12.00 del 18 aprile 2014.
La direzione artistica si impegna a comunicare i risultati della selezione entro la data del 12 maggio 2014 mediante pubblicazione sul sito www.dominiopubblicoteatro.it  nonché tramite avviso diretto recapitato via mail ai soli artisti selezionati.

LA FINALE
La finale si svolgerà dal 9 al 12 giugno 2014 presso il Teatro dell’Orologio e il Teatro Argot Studio dove verranno presentati 4 studi  a sera a partire dalle ore 21.30.
Gli organizzatori forniranno a tutti gli artisti/compagnie selezionati un proprio tecnico per l’allestimento e una dotazione tecnica di base, sia audio che luci. Gli artisti/compagnie si adatteranno alle esigenze del piano di lavoro deciso dall’organizzazione che prevederà la possibilità di utilizzare la sala per il proprio allestimento durante l’arco della giornata del debutto per un tempo massimo di 2 ore. I tempi di montaggio e smontaggio previsti tra uno studio e l’altro durante la serata non dovranno invece superare la durata di 10 minuti.
Gli organizzatori si riservano il diritto di variare le date e/o il luogo previsti per la presentazione delle serate impegnandosi a darne comunicazione tempestivamente.
Le spese di viaggio, vitto e alloggio per partecipare alla presentazione pubblica prevista nelle serate sopraindicate sono a carico degli artisti/compagnie selezionati.

IL PREMIO
La finalità di DOMINIO PUBBLICO OFFicine è quella di dare sostegno a una nuova produzione. L’ artista/compagnia vincitore avrà garantito pertanto:
-  un periodo di residenza di 9 giorni per allestire lo spettacolo finale (tra settembre e dicembre 2014 presso Kilowatt a Sansepolcro);
-  una circuitazione di 3 date a cachet di € 1.500,00 + IVA a recita: 2 date nel Lazio attraverso l’ATCL (Circuito Teatrale del Lazio) e 1 data ad Orvieto presso Arté_Teatro Stabile d’Innovazione;
-  1 settimana in programmazione nella seconda parte della stagione di Dominio Pubblico 2014/2015 (1 giorno di premontaggio + 6 recite) presso il Teatro Argot o Teatro dell’Orologio con un contratto a percentuale 50/50 (senza considerare le spese SIAE, che saranno già detratte).

LA GIURIA
L’assegnazione del premio sarà decisa da una giuria di 20 spettatori composta da 10 Under 25 scelti all’interno del Gruppo Under 25 di Dominio Pubblico e 10 Over 25 selezionati dalla Casa dello Spettatore diretta da Giorgio Testa.

Sarà facoltà della giuria richiedere un incontro con agli artisti e/o le compagnie finaliste prima o dopo la presentazione del loro studio.
La direzione artistica si riserva la possibilità di selezionare tra i 16 finalisti anche altri studi da presentare al pubblico nella sua forma compiuta e definitiva all’interno della Stagione DOMINIO PUBBLICO 2014-15.

lunedì 10 marzo 2014

LA SCENA SENSIBILE XX EDIZIONE 8| 23 MARZO 2014

LA SCENA SENSIBILE_XX EDIZIONE
8 | 23 marzo 2014
a cura di Serena Grandicelli

Mart. 11 – Merc.12 marzo, ore 21,00                                                                                                                                                                                                 dopo
Respiro  
testo, regia e scene di  Maria Teresa de Carolis
con Tiziano Perrotta, Jessica Leti, Laura Daniela Tusa, Cristina Avenali, Lidio Maresca 
coriste: Laure Gilbert, Cristina Avenali,Maria Teresa de Carolis - luci Andrea Maurizi e Orlando Rudnicki -allestimento e oggetti di scena Roberto Guerci - aiuto regia Jessica Leti

Elena è una giovane donna ebrea, vive in Polonia durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, dopo anni di fughe viene arrestata in casa propria. Suo marito e suo figlio vengono uccisi barbaramente e lei deportata a Ravensbruck. Elena è incinta e riesce miracolosamente a nascondere la sua gravidanza, riuscendo ad arrivare alla liberazione viva, ma con i nervi a pezzi; dà alla luce il piccolo Kolia che affida ad una famiglia di contadini. Perde la memoria e per trent’anni vaga per l’Europa. Siamo negli anni '70 e finalmente Elena  torna in sé riacquistando ogni frammento del suo passato, insegue il sogno di ritrovare suo figlio, che vive a Leningrado. Cerca in ogni modo di contattarlo attraverso la moglie Mathilde, che diventa una sua alleata. Kolia ha un bambino ed è ricoverato in una clinica per malattie nervose e la moglie tenta disperatamente di riportarlo a casa. Ma il passato è troppo faticoso da affrontare e da risolvere.  

Giov. 13 – Ven. 14 marzo, ore 21,00                                                                                                                                                                                             dopo
Codice A Barre 
di Anita Cherubina Bianchi
regia di Greta Agresti
con Greta Agresti e Roberto Caccioppoli 
Liberamente ispirato al racconto di Giancarlo De Cataldo “Angela, l’altra figlia”, tratto da "I Giorni dell'ira: Storie di Matricidi", saggio scritto dall'autore stesso con Paolo Crepet

Il rapporto disturbato di un fratello e una sorella, vittime di una madre fredda e distante. La sorella fugge, lasciando il fratello, ancora troppo piccolo, in balia del “nemico”: la madre. Abbandonato a sé stesso, in una crescente follia, il fratello è pronto a compiere l’atto estremo, il matricidio, ma prima chiama la sorella e lascia un messaggio in segreteria: “Se non mi fermi, io lo faccio!”. Lei sente il messaggio, ma non risponde. Una telefonata è sufficiente a sconvolgere le loro già precarie esistenze. Lui finisce in un ospedale psichiatrico, dove poco dopo si suiciderà. I medici chiameranno la sorella per avvisarla della tragedia. Lo spettacolo ha inizio qui. Loro due di nuovo insieme. Lo stile di scrittura è all’osso. Dialoghi di frasi tagliate, parole non dette, interrotte, sospese, dove i due protagonisti oscillano tra un presente surreale, a tratti grottesco e un passato di complicità sofferente ed esplicativo. L’interpretazione registica proietta l’incontro dei due all’interno della mente della sorella, in preda ai sensi di colpa. Gli elementi scenografici, quasi organici e i suoni che evocano stati di coscienza contrastanti, ci conducono in un non-luogo. Questi sono i loro ricordi. Questa la loro realtà.  

Sab. 15 marzo, ore 21,00                                                                                                                                                                                                           percezioni
Produzione esecutiva: Spring Grazia Sgueglia                                                                                                   
Casa di Bambola di Henrik Ibsen
produzione esecutiva: Spring di Grazia Sgueglia
adattamento e regia di Francesca Satta Flores
con  Valentina Iannone, Angelo Rinna, Stefania Bogo, Luca Restagno, Camillo Ventola
Marlisa Roimagnoli -  aiuto regia Eleonora Petrarca    

La casa dove Ibsen colloca Nora e Torvald come luogo della codificazione dei ruoli per eccellenza. I ruoli dei singoli individui nel contesto sociale, quale che sia, e i ruoli che ognuno gioca nei rapporti interpersonali, più o meno intimi. Ruoli che definiscono e limitano, oggi come ieri, la percezione e la comprensione della complessità del reale, bloccando la possibilità di un’autentica maturazione dell’individuo. La via di uscita, è tracciata da Ibsen a partire dalla qualità della sua scrittura drammatica, con forza intrinsecamente eversiva. Un itinerario indispensabile quanto violento che coinvolge, sia pur in gradi diversi, tutti i personaggi del dramma.
Teatro Argot Studio
Via Natale del Grande 27 - tel/fax 06 5898111 | mob. 392 9281031
Ingresso: 10 euro - email: info@teatroargotstudio.com

venerdì 28 febbraio 2014

Al via l' 8 marzo la XX edizione di La Scena Sensibile rassegna al femminile a cura di Serena Grandicelli

TEATRO ARGOT STUDIO                                                                      
PROVE DI VOLO
stagione senza rete 2013/2014

LA SCENA SENSIBILE_XX EDIZIONE
8 | 23 marzo 2014

 
Dall’ 8 marzo 2014 riprende la rassegna al femminile, curata da Serena Grandicelli, La Scena Sensibile arrivata quest’anno alla sua ventesima edizione. Al Teatro Argot Studio di Roma fino al 23 marzo andranno in scena tutte le sere alle ore 21.00 i gruppi selezionati. Due le novità che caratterizzano questa nuova edizione: il tema individuato nella parola e nel suo conseguente significato STRAPPI e l’elezione a produttore del singolo spettatore che a seguito della sua quota di partecipazione oltre quella iniziale verrà inserito nel programma come socio produttore.

Quando subiamo un trauma o una violenza - spiega Serena Grandicelli – sembra che nella nostra anima o nella nostra coscienza si verifichi uno strappo…e dopo nulla è più come prima! Questa ventesima edizione di scena sensibile ha raccolto storie che, in qualche modo, narrano vicende che puntano il dito sullo strappo o sul dopo strappo. Come sempre ci saranno anche alcune eccezioni; il primo spettacolo, ad esempio, è un danza che evoca un delicato gioco tra il corpo e la sua memoria, in Don Giovanna assistiamo a una metamorfosi di adattamento alla poligamia e nell’ultimo un originale “bestiario” è narrato con musiche originali. Completano il programma un laboratorio e la presentazione di un libro”.


PROGRAMMA COMPLETO (tutte le sere ore 21.00) 

Sab. 8 – Dom. 9 marzo                                                                                                                              percezioni                                                           

io è un altro
musica originale Carlo Moneta  
ideazione luci Gianni Staropoli
coreografia e danza Alessandra Cristiani

Io è un altro, nasce dalla forza evocativa e dalla suggestione ricevuta da alcuni autoritratti fotografici, realizzati dall’artista americana Francesca Stern Woodman. Nell’intento di voler agire il loro richiamo, le immagini originarie sono diventate, nella danza, dei cammei, delle piccole isole di senso, dalle quali partire per iniziare un delicato gioco tra il corpo e la sua memoria.



Evelina Un accadere sensibile. Una narrasenz'azione.

creazione di Gianluca Bottoni Cinzia Villari
voce di Cinzia Villari, Gianluca Bottoni Fulvio Ferrario
registrato e mixato da Francesco Fazzi

“Narrasenz’azione”, solo suono, sulle tracce di un tragico vissuto di sordità realmente esistito.
nota: un fluido passaggio lega queste due performance che abbiamo messo insieme 



Lun. 10 marzo                                                                                                                                                      dopo

L’estetica dell’oltre_tra poesia e teatro
di Michela Zanarella Giuseppe Lorin
con Michela Zanarella, Giulia Eccher, Giuseppe Lorin, Filippo di Lorenzo
e con la partecipazione straordinaria di Chiara Pavoni, Silvio Carrello, Salvatore Gioncardi

Durante la presentazione di una silloge, l’autrice, attesa con apprensione e ansia dagli organizzatori e dal pubblico in sala, si presenterà in ritardo, quasi a conclusione del prestigioso evento. Dalla sua biografia emerge la travagliata realtà dell’essere giovane donna in un sobborgo del nord Italia. Veniamo così a sapere che, a seguito di un incidente, che l'ha ridotta in coma, si troverà poi nell’inconsapevole situazione che le spalancherà le porte della Poesia.  “Se ti va di sognare” è una poesia di Michela Zanarella, musicata e cantata da Nello Fiorillo 


Mart. 11 – merc.12 marzo                                                                                                                                    dopo

Respiro 
di De Carolis / Tusa

Elena è una giovane donna ebrea, vive in Polonia durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, dopo anni di fughe viene arrestata in casa propria. Suo marito e suo figlio vengono uccisi barbaramente e lei deportata a Ravensbruck. Elena è incinta e riesce miracolosamente a nascondere la sua gravidanza, riuscendo ad arrivare alla liberazione del campo viva, ma con i nervi a pezzi; dà alla luce il piccolo Kolia che affida ad una famiglia di contadini. Perde la memoria e per trent’anni vaga per l’Europa. Siamo negli anni '70 e finalmente Elena  torna in sé riacquistando ogni frammento del suo passato, insegue il sogno di ritrovare suo figlio, che vive a Leningrado. Cerca in ogni modo di contattarlo attraverso la moglie Mathilde, che diventa una sua alleata. Kolia ha un bambino ed è ricoverato in una clinica per malattie nervose e la moglie tenta disperatamente di riportarlo a casa. Ma il passato è troppo faticoso da affrontare e da risolvere. 




Giov. 13 – Ven. 14 marzo                                                                                                                                    dopo

Codice a Barre  
di Anita Cherubini Bianchi 
liberamente ispirato al racconto di Giancarlo De Cataldo “Angela, l’altra figlia” e ”I giorni dell’Ira: Storie di matricidi” saggio scritto dallo stesso autore 
con Paolo Crepet
regia Greta Agresti e Roberto Caccioppoli 

Il rapporto disturbato di un fratello e una sorella, vittime di una madre fredda e ditstante. La sorella fugge,
lasciando il fratello, ancora troppo piccolo, in balia del “nemico”: la madre. Abbandonato a sé stesso, in una crescente follia, il fratello è pronto a compiere l’atto estremo, il matricidio, ma prima chiama la sorella e lascia un messaggio in segreteria: “Se non mi fermi, io lo faccio!”. Lei sente il messaggio, ma non risponde. Una telefonata è sufficiente a sconvolgere le loro già precarie esistenze. Lui finisce in un ospedale psichiatrico, dove poco dopo si suiciderà. I medici chiameranno la sorella per avvisarla della tragedia. Lo spettacolo ha inizio qui. Loro due di nuovo insieme. Lo stile di scrittura è all’osso. Dialoghi di frasi tagliate, parole non dette, interrotte, sospese, dove i due protagonisti oscillano tra un presente surreale, a tratti grottesco e un passato di complicità sofferente ed esplicativo. L’interpretazione registica proietta l’incontro dei due all’interno della mente della sorella, in preda ai sensi di colpa. Gli elementi scenografici, quasi organici e i suoni che evocano stati di coscienza contrastanti, ci conducono in un non-luogo. Questi sono i loro ricordi. Questa la loro realtà.  




Sab. 15 marzo                                                                                                                                           percezioni

Casa di Bambola 
adattamento e regia di Francesca Satta Flores
con  Valentina Iannone, Angelo Rinna, Stefania Bogo, Luca Restagno, Camillo Ventola, Marlisa Romagnoli
aiuto regia: Eleonora Petrarca  
produzione esecutiva: Spring di Grazia Sgueglia 

La casa dove Ibsen colloca Nora e Torvald come luogo della codificazione dei ruoli per eccellenza. I ruoli dei singoli individui nel contesto sociale, quale che sia, e i ruoli che ognuno gioca nei rapporti interpersonali, più o meno intimi. Ruoli che definiscono e limitano, oggi come ieri, la percezione e la comprensione della complessità del reale, bloccando la possibilità di un’autentica maturazione dell’individuo. La via di uscita, è tracciata da Ibsen a partire dalla qualità della sua scrittura drammatica che, con forza intrinsecamente eversiva. Un itinerario indispensabile quanto violento che coinvolge, sia pur in gradi diversi, tutti i personaggi del dramma.  



Dom. 16 marzo – Lun. 17 marzo                                                                                                                 fantastico

Fondazione Salerno Contemporanea
Don Giovanna corpo senza qualità 
di e con Giovanna Giuliani liberamente ispirato a Il corpo senza qualità di Fabrizia Di Stefano  
assistente alla drammaturgia David Romano - scena e grafica Francesco D. De Luca – assistente Marilù Parisi - costume Francesca Esposito – luci e foto Marco Ghidelli – tecnico Gioacchino Somma – 
si ringraziano Mariagrazia Masini, Maurizio Zanardi, Gianluca Jodice,
Enzo Saponaro, Margo, Ludovico Brancaccio, Armando Pirozzi

Chiama studio il suo amore. E, come scienziata, cataloga tutte le mute che subisce e le ennesime metamorfosi di adattamento che il suo studio le ispira. Ecco il suo catalogo. La sua forma più perfetta di poligamia. E se, per amor di studio, arrivasse a perdere ogni certezza di genere, né tragico, né comico, né maschile, né femminile, solo genere fantastico?


Mart. 18, Merc. 19, Giov. 20 marzo – ore 21.00                                                                                                  dopo

Goliarda   
scritto, diretto e interpretato Cristiana Raggi 1962

Sul palco Goliarda Sapienza durante la terapia. E’ depressa. Sola. Ha appena subito diversi elettroshock. Il dialogo crudo e intenso con il medico che le farà tornare la memoria. Lei cerca di recuperare sé stessa, i suoi ricordi. In questo Filo di Mezzogiorno l’ora in cui i corpi dei defunti, svuotati dalla carne, appaiono fra la lava, partorisce nella sua mente un mondo. Con Modesta. Così davanti ai suoi occhi scorrono le immagini del suo futuro romanzo. Il suo capolavoro. L’Arte della Gioia. Lo spettacolo muove da due testi di Goliarda Sapienza: “ l’Arte della Gioia”, suo capolavoro e importante testimonianza del secolo appena trascorso, per la pubblicazione del quale si è ridotta in povertà; e “Il Filo di Mezzogiorno”, che narra degli anni vissuti in terapia dopo l’elettroshock. Il filo narrativo si basa sull’alternanza della loro trasposizione teatrale. Senza la terapia e il processo di ricostruzione di “sé” e della memoria come meta fondante dell’individuo raccontati nell’uno, non avrebbero preso vita i personaggi dell’altro. Senza la presa di coscienza non si può avere il coraggio di affermare con determinazione la propria libertà né acquisire la forza e la volontà di essere assolutamente se stessi, costi quel che costi.




Ven 21 marzo                                                                                                                                              fantastico

Pepe 
scritto e interpretato da Laura Riccioli 
supervisione alla messa in scena Alberto Bellandi, Sara Sammartino
fonica Massimo Cicchinelli

Questo spettacolo è frutto degli incontri avvenuti durante i miei sei anni di insegnamento di teatro e pittura nel carcere di Civitavecchia.  E’ lì che le due donne, che questo monologo racconta, si incontrano. Una è una detenuta. L’altra è un’insegnante di pittura e teatro.  Il pretesto di quest’incontro è l’arte. Il mezzo è il dialogo.  Dialogo col carcere, con sé stesse, con il fuori, l’una con l’altra. Questo dialogo qui, in teatro, si farà monologo.  Il monologo di Espedita Pepe, la detenuta, durante una lezione di pittura del tutto insolita in cui esplode la vitalità di una donna che “chiusa non ci sa proprio stare” e irrompe nell’intimità della professoressa  coinvolgendola in un vortice di provocazioni, ironia, cinismo, incanto e, inaspettatamente, di quell’arte dell’allegria con cui spesso si difende chi sa sopravvivere a tutto e a tutti, risorsa inattaccabile, che tutto e tutti seppellisce.

Sab. 22 – Dom 23 marzo                                                                                                                            fantastico

Animali in versi  un recital a quattro zampe
di e con Valeria Patera  musiche originali   Mario Crispi 

E’ un originale spettacolo in cui musica e poesia tracciano un racconto inatteso del mondo animale. Provare a guardare il mondo “a quattro zampe”, rovesciare il punto di vista, ecco  quello che molti poeti (Neruda, Borges, Elliot, Gozzano, Marcoaldi etc...) hanno fatto, dedicando versi a cani, gatti, ma anche uccelli, insetti, asinelli, tartarughe e rane. In questo bestiario assieme realistico e fantastico si  coglie in modo sorprendente l’anima animale, così intimamente connessa con l’anima del mondo e fonde passaggi di profondo incanto e insieme di delicatissima ironia. La voce di Valeria Patera, poetessa, attrice e regista/drammaturga s'intreccia con gli inattesi passaggi musicali e sonori  di Mario Crispi (Agricantus) che ricava suoni anche da strumendi di origine  animale come corni, conchiglie, pelli, ossi...Lo spettacolo ha esordito all'Isituto Italiano di Cultura di Londra nel 2012.

Extra:
Dom. 23 marzo   - ore 17,00
Presentazione dei libro DODECAPOLI di Laura Ricci (Ed. Lieto Colle)
A cura di Maurizio Panici    
legge Silvia Picciaia

LABORATORIO
Domenica 9,  Merc. 12,  Ven. 14 marzo dalle ore 14 alle ore 17
Teoria e pratica il corpo. luogo di visioni
“You can not see me from where I look at myself” (Francesca Stern Woodman) 

Il laboratorio nei suoi aspetti pratici e teorici muove da una profonda riflessione sul potere delle immagini “veri e propri strumenti in grado di metterci a nudo di fronte alle cose della vita e di ricondurci alle sorgenti misteriose dell’esistenza” (Andrej TRarkovskij). 
                                                                                                                                                                        PoeticaPoetare corpo arrivando alla sua natura sensibile, all’incandescenza del suo nucleo. Attivare il metodo dell’Inspiratio Dance, pratica corporea delle immagini, strumento creativo di molta corrente filosofica. Della Butho Dance, che pone come logos imprescindibile l’essere umano.
Verranno trattati i seguenti temi: L’autoritratto fotografico come performance. Il caso Woodman
Samantha Marenzi, dottore di ricerca, DAMS, Università degli studi di Roma Tre. IL CORPO ERETICO Tatsumi Hijikata Maria Pia D’Orazi, docente di Storia dello spettacolo alla Libera accademia di Belle Arti di Roma (RUFA). Performare le immagini: “dance image-imagination” Alessandra Cristiani, danzatrice e performer.

Teatro Argot Studio
Via Natale del Grande 27
Tel.  06 5898111
Ingresso: 10 euro