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martedì 18 marzo 2014

MOTUS presenta NELLA TEMPESTA - 2011>2068 Animale Politico Project | 3 - 4 - 5 APRILE ORE 21 | TEATRO VALLE OCCUPATO

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TEATRO VALLE OCCUPATO
ALTRESISTENZE
3 | 4 | 5 aprile duemila14, ore 21.00 



Motus
presenta
NELLA TEMPESTA
2011 > 2068 Animale Politico Project
sottotitoli in francese e in inglese 
uno spettacolo di Enrico Casagrande + Daniela Nicolò
con Silvia Calderoni, Glen Çaçi, Ilenia Caleo, Fortunato Leccese, Paola Stella Minni
drammaturgia Daniela Nicolò | assistente alla regia e traduzioni Nerina Cocchi
direzione tecnica e suono Andrea Gallo | moving-head design Alessio Spirli
riprese e montaggio video  Enrico Casagrande e Daniela Nicolò
organizzazione e produzione Elisa Bartolucci e Valentina Zangari
promozione e ufficio stampa Sandra Angelini  
promozione e diffusione all’estero Lisa Gilardino 
una produzione Motus con Festival TransAmériques (Montréal), Théâtre National de Bretagne (Rennes), Parc de la Villette (Parigi), La Comédie de Reims - Scène d’Europe (Reims), Kunstencentrum Vooruit vzw (Gent), La Filature, Scène Nationale, Mulhouse, Festival delle Colline Torinesi (Torino), Associazione dello Scompiglio (Vorno), Centrale Fies, Drodesera Festival (Dro),  L’Arboreto, Teatro Dimora (Mondaino), con il sostegno di ERT (Emilia Romagna Teatro Fondazione), AMAT, La Mama (New York), Provincia di Rimini,  Regione Emilia-Romagna, MiBAC in collaborazione con M.A.C.A.O (Milano), Teatro Valle Occupato (Roma), Angelo Mai Occupato (Roma), S.a.L.E. Docks (Venezia).
MOTUS ringrazia Judith Malina, Voina, Giulia, Soumya, Lillo, Giulio, Rauff, Pina e tutto il Comitato popolare di lotta per la casa di Roma, Giuliana Sgrena, Med Ali Ltaief (Dalì), Luca Scarlini, Anastudio, Exyzt, Mammafotogramma, Re-Biennale, tutti i partecipanti ai MucchioMisto Workshop
Ci sono persone per le quali il movimento, il poter scegliere dove e come spostarsi nel mondo è possibile, e possono decidere dove lavorare, amare, invecchiare. Altre per cui questo è proibito. Ed è soprattutto una questione di denaro. E quando non si ha niente, avere il mare – il Mediterraneo – è molto. Come un pezzo di pane per chi ha fame. Solo che, lentamente, questi ultimi cinquecento anni di sfruttamento coloniale, hanno inclinato l’orizzonte del mare. Non unisce, separa: è un mare in salita. Cementato da controlli alle frontiere, polizie internazionali, gestione selvaggia dei confini, omertà e silenzi. Il mare nostrum! A chi appartiene davvero questo mare?
I Motus continuano a “usare” il teatro per penetrare queste ferite aperte, gettandosi “Nella Tempesta”, determinati a perseguire un’idea di ricerca che li porta nei punti caldi del pianeta per captare forze telluriche e accumulare energie necessarie a vivere “In un mondo in cui non ci si può adattare e a cui non si può rinunciare, as citizens, as society-makers”.
Paul Goodman

Dal 3 al 5 aprile al Teatro Valle Occupato va in scena Nella Tempesta della compagnia riminese Motus. Nella Tempesta è il frutto della commistione di molteplici riferimenti letterari, a partire dal testo shakespeariano e dalla sua riscrittura in chiave post-coloniale di Aimé Césaire (Une Tempête), passando per i richiami alla fantascienza – Philip K. Dick, Brave New World di Aldous Huxley –  e procedendo fino a Les Sentiers de l’Utopie di Isabelle Fremeaux e John Jordan.  Ai richiami letterari si aggiungono citazioni colte, disquisizioni filosofiche, verità autobiografiche degli stessi attori. Nella Tempesta vengono trattati argomenti che scatenano intemperie mondiali, dall’abuso del potere finanziario al disequilibrio delle economie mondiali, ai conflitti generazionali. I moti ondosi, originati dalle coperte, rappresentano la difficoltà di districarsi nella spasmodica ricerca di risposte per proporre un’idea di utopia realizzabile, atta a sostituire un atteggiamento chiuso con uno aperto e con un sistema che può essere cambiato solo dall’interno.
“Qual è il primo rifugio dopo un uragano, un naufragio o un conflitto bellico?” si domanda la compagnia Motus ragionando sul suo spettacolo Nella tempesta (animale politico project). La risposta più immediata è stata: “una coperta”.
La compagnia invita quindi i cittadini-spettatori ad arrivare a teatro portando delle coperte.

mercoledì 26 febbraio 2014

Anteprima romana di INFINITA dei Familie Flöz al Teatro Valle Occupato

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TEATRO VALLE OCCUPATO

ALTRESISTENZE

6 | 7 |  marzo duemila14, ore 21.00
8 marzo ore 19.00

ANTEPRIMA ROMANA

Familie Flöz
in

INFINITA
un’opera di e con Björn Leese, Benjamin Reber, Hajo Schüler e Michael Vogel
produzione di Familie Flöz, Admiralspalast, Theaterhaus Stuttgart
regie Michael Vogel e Hajo Schüler, maschere Hajo Schüler
scenografie Michael Ottopal, costumi Eliseu R. Weide, musiche Dirk Schröder
disegno luci Reinhard Hubert, animazioni e video Silke Meyer
video
Andreas Dihm,

direttore di produzione Pierre Yves Bazin

Per tutta la vita ho avuto paura della morte e ora che è arrivata... tutto qui?

 Karl Valentin, 1882-1948




Un’anteprima romana, da giovedì 6 a sabato 8 marzo, al Teatro Valle Occupato con l’opera Infinita di Familie Flöz, uno spettacolo sui primi e sugli ultimi istanti di vita, sulla nascita e sulla morte, sui momenti in cui avvengono i grandi miracoli: il timido ingresso nel mondo, i primi coraggiosi passi e l‘inevitabile caduta finale. Un breve sguardo sui temi perpetui della nascita, del sesso, della morte e di tutto ciò che è universalmente comico.

Familie Flöz è una famiglia eterogenea e bizzarra che «è venuta alla luce dal ventre buio della terra attraverso un profondo pozzo». La metafora, scelta da Familie Flöz nel 1996 per identificarsi nella scena teatrale internazionale, riassume l’essenza di questa formazione in costante mutamento e del suo particolare metodo di ricerca: ogni spettacolo è sviluppato secondo un processo collettivo di lavoro – dove gli attori diventano anche autori – e rileva un nuovo universo abitato da personaggi e storie che sviluppano il loro cammino dall’oscurità alla luce. E poiché la formazione stessa non è un’entità fissa, di volta in volta si forma un nuovo gruppo che sviluppa non solo un nuovo spettacolo, ma anche un diverso metodo di lavoro.

I linguaggi che usa sono “antelinguistici”: tutti i conflitti si manifestano prima a livello fisico e il conflitto fisico è l’origine delle azioni drammatiche. Attraverso una costante riscoperta di discipline teatrali secolari come il teatro di figura, il teatro di maschera, la danza, la clownerie, l’acrobazia, la magia e l’improvvisazione, Familie Flöz crea esperienze teatrali di una poesia incomparabile.
Lo spettacolo è adatto dai 6 anni in su.

Dal 2001 la compagnia Familie Flöz ha residenza a Berlino.

venerdì 31 gennaio 2014

Anteprima nazionale di MAMMA MEDEA al Teatro Valle Occupato

TEATRO VALLE OCCUPATO
ALTRESISTENZE
14 | 15 febbraio duemila14, ore 20.30
- Anteprima nazionale -
MAMMA MEDEA
POUR TOI J'IRAI JUSQU'À ÉTEINDRE LE SOLEIL.
di TOM LANOYE
regia CHRISTOPHE SERMET
traduzione Alain Van Crugten
con Ann-Claire, Claire Bodson, Adrien Drumel, Pierre Haezaert, Francesco Italiano, Philippe Jeusette, Romain David, Mathilde Rault, Yannick Renier, Fabrice Rodriguez,
i bambini Jules Brunet e Balthazar Monfè
prodotto da Rideau de Bruxelles
social media partner Fattiditeatro
versione francese con sovratitoli in italiano | durata h 2.50 con intervallo
Ora nessuna debolezza. Forza, stringi i denti! Spegni la tua ragione e incatena il tuo cuore.
Un solo istante. Un colpo! E avrai tutta la vita per vivere il tuo lutto in una lunga agonia.
Dopo il debutto al teatro Rideau de Bruxelles, una tournée che ha toccato i maggiori teatri francesi e belgi, tra cui l’Odéon di Parigi e il Téâtre national di Bruxelles, venerdì 14 e sabato 15 febbraio 2014 va in scena in esclusiva nazionale al Teatro Valle Occupato Mamma Medea. Il testo, mai tradotto e mai rappresentato in Italia, è scritto da Tom Lanoye, il più importante drammaturgo contemporaneo di lingua fiamminga, la produzione è del teatro Rideau de Bruxelles e la regia è di Christophe Sermet, uno dei più importanti registi della nuova generazione belga e nuovo regista associato del teatro Rideau de Bruxelles. Lo spettacolo è in lingua francese con sovratitoli in italiano e ha una durata di 2 ore e 50 minuti con intervallo.
Con Mamma Medea, testo di rara forza e intelligenza, Tom Lanoye offre una visione personale, alimentata da fonti diverse, del mito di Medea. Un’interpretazione dura, sensuale e tragi-comica, in cui tutto è sottilmente in bilico e in contrapposizione: uomo e donna, passione selvaggia e civile razionalità, tragedia e commedia, epico e drammatico, poesia e prosa. Tom Lanoye infatti non si accontenta di realizzare l’ennesimo adattamento di uno dei miti più affascinanti della mitologia occidentale, ma se ne appropria e lo reinterpreta proponendo una riflessione sullo scontro di culture come matrice di tutte le guerre. Citando “Chi ha paura di Virginia Woolf?” mette in risalto il concetto alla base del testo: per fare la guerra bisogna essere sempre in due – due gruppi etnici, due lingue, un padre e una madre, due bambini.
Prendendo ispirazione da Le Argonautiche di Apollonio Rodio, la prima parte del testo si concentra sull’incontro fatale tra Giasone e Medea, quest’ultima ancora vergine nell’amore – come nei delitti – ritratta nella profonda veracità della sua terra natia, la Colchide.
La seconda parte è scandita dai tempi della drammaticità, della lentezza e dell’inerzia. Qui Lanoye riprende la trama di Euripide con l’annuncio dell’immediata espulsione da Corinto di Medea, tradita da Giasone, diventato amante della figlia del re Creonte. Protagonisti di questa seconda parte sono la debolezza di Giasone e i suoi sforzi di riprendersi “un posto al sole” sacrificando la “straniera”, Medea, la cui passione, trasformatasi ormai in risentimento, alimenta il desiderio di una terribile vendetta. E così, l’atto ultimo: l’assassinio dei figli, quello che il mito non può risparmiare a Medea e dove Lanoye riserva il suo colpo di genio.
Tom Lanoye è il più importante scrittore di lingua fiamminga (Belgio, Olanda, Sudafrica) sia per i testi e gli adattamenti teatrali sia per i suoi romanzi. È anche il drammaturgo contemporaneo di lingua fiamminga più rappresentato all’estero: nella sola Germania Mamma Medea – tradotto in molte lingue oltre al tedesco – è già stato allestito per ben quattro volte. I suoi testi sono messi in scena nei maggiori festival di teatro europei da registi come Guy Cassiers, direttore del Toneelhuis d'Anvers (Atropa, Sang et Roses, Mefisto forever) e Ivo Van Hove direttore del De russen!, Luk Perceval (Ten Oorlog).
Christophe Sermet, attore e regista teatrale, formatosi al Conservatoire Royal de Bruxelles, nel 2005, anno della sua prima regia, vince il premio Jacques Huisman; nel 2010 è assistente alla regia del regista polacco Krzysztov Warlikovski. Considerato un dei più importanti registi della nuova generazione, è anche artista associato al Teatro du Rideau de Bruxelles.

martedì 28 gennaio 2014

Presentazione di TEATRO IN LITUANIA nel foyer del Teatro Valle Occupato il 12 febbraio

HYSTRIO
trimestrale di teatro e spettacolo
presenta
il numero monografico: “Teatro in Lituania”


Mercoledì 12 febbraio 2014, presso il foyer del Teatro Valle Occupato di Roma, alle ore 18.30, Hystrio presenta il numero monografico “Teatro in Lituania” (Hystrio n.1.2014), attualmente disponibile in libreria. Curato da Claudia Cannella e Laura Caretti, si avvale della collaborazione di studiosi e operatori teatrali italiani e lituani, con il sostegno dell’Ambasciata di Lituania in Italia.
Nella giovane Repubblica Baltica il teatro è sempre stato al centro della vita culturale, soprattutto a Vilnius. Prima per criticare l’ortodossia sovietica e poi, dopo l’indipendenza, per affermare la propria identità. A metà degli anni ’80 Nekrošius si rivela sulle scene europee, ma è solo la punta dell’iceberg di una realtà estremamente ricca e vivace: Tuminas, Varnas, Vaitkus e Koršunovas i grandi nomi della regia, insieme a Ivaškevičius per la drammaturgia. Senza dimenticare le nuove leve, anche della scenografia e della danza, i festival e il ruolo fondamentale dell’Accademia Lituana di Musica e Teatro.
Il Dossier contiene gli interventi di Laura Bevione, Stefano Moretti, Ramunė Balevičiūtė, Audronis Liuga, Ramunė Marcinkevičiūtė, Daiva Šabasevičienė, Andrius Jevsejevas, Toma Gudelytė, Helmutas Šabasevičius, Elona Bajorinienė, Giedrė Kabašinskienė, Stefania Bevilacqua e Roberto Canziani.
Alla presentazione interverranno: Claudia Cannella, direttrice di Hystrio e curatrice della monografia; Laura Caretti, co-curatrice e docente di discipline dello spettacolo presso l’Università di Siena; Stefano Moretti, attore ed esperto di drammaturgia lituana contemporanea; Irma Šimanskytė, Addetto Culturale Ambasciata della Repubblica di Lituania in Italia; Toma Gudelytė, traduttrice e studiosa di teatro e Laura Bevione, collaboratrice di Hystrio; modera l’incontro Graziano Graziani, critico teatrale.
«Siamo molto soddisfatti di questa pubblicazione - commenta Claudia Cannella, direttrice di Hystrio - che crediamo possa essere un utile strumento per accostarsi alla cultura di un Paese, che al teatro dedica da sempre una straordinaria attenzione e notevoli risorse creative». Un Paese “modello”, per certi versi, capace di produrre un teatro di grande qualità artistica, ampiamente partecipato dal pubblico. Ed è anche per questo che si è scelto di presentare l’iniziativa editoriale presso il Teatro Valle, laboratorio di idee e di sperimentazione teatrale, che a un nuovo modello artistico, organizzativo e gestionale sta lavorando da alcuni anni.
Segue aperitivo nel foyer.

Milano, 27 gennaio 2014


Hystrio, trimestrale di teatro e spettacolo
Via Olona 17 - 20123 Milano
tel. 02.40073256

giovedì 23 gennaio 2014

DISCORSO GRIGIO dei FANNY & ALEXANDER al Teatro Valle Occupato



TEATRO VALLE OCCUPATO
ALTRESISTENZE
31 gennaio e 1 febbraio duemila14 ore 21.00 | 2 febbraio duemila14 ore 18.00 
DISCORSO GRIGIO
produzione FANNY & ALEXANDER 
ideazione Luigi De Angelis e Chiara Lagani | drammaturgia Chiara Lagani 
progetto sonoro The Mad Stork | regia Luigi De Angelis | con Marco Cavalcoli
annunciatrice Chiara Lagani | registrazioni Marco Parollo | abito di scena Tagiuri Abbigliamento
oggetti di scena Simonetta Venturini
| maschera Nicola Fagnani
promozione e ufficio stampa Marco Molduzzi e Filomena Volpe | logistica Fabio Sbaraglia
amministrazione Marco Cavalcoli e Debora Pazienza

“Secondo l’agenzia di stampa ufficiale il Presidente si rivolgerà alla Nazione. Non è certo la prima volta, nella Storia, che un Presidente parla a un Paese. Ecco. Il Presidente parlerà. Cosa c’è di strano? Che accadrà? Chi saprà riconoscer la sua voce capirà.”

Al Teatro Valle Occupato, dal 31 gennaio al 2 febbraio, va in scena Discorso Grigio di Fanny & Alexander, uno spettacolo che esplora le forme e le retoriche degli interventi politici ufficiali. Giocando con i luoghi comuni dell’oratoria politica ed esaltando le potenzialità di una parola calata in una drammaturgia intrecciata e volutamente sorprendente, Marco Cavalcoli, già virtuoso interprete del ventriloquo Mago di Oz, incarna qui, in chiave concertistica, un misterioso Presidente alle prese, tra i tanti riverberi passati e presenti, con un importante discorso inaugurale da pronunciare alla Nazione.

I DISCORSI di FANNY & ALEXANDER

Il progetto indaga, attraverso un lavoro sulla forma discorso, il rapporto tra singolo e comunità, tra individuo e gruppo sociale. Cosa significa pubblico? Cosa è comune? Quand’è che un gruppo raccolto attorno a un individuo può dirsi comunità?

A partire dalle forme primarie tradizionali del discorso pubblico declinato nei suoi vari ambiti sociali, discorso politico, pedagogico, religioso, sindacale, giuridico e militare e, a partire anche dalla ferita di un rapporto ormai quasi interrotto tra singolo e comunità, sei attori (Bergamasco, Cavalcoli, Gifuni, Gleijeses, Lagani, Mazza) coi loro colori bandiera (il senzacolore grigio, il prescrittivo giallo, il celestiale celeste, il femminile rosa, il viola di diritto, e il rosso pericolo) daranno diverse provvisorie risposte a queste irte domande.

Il percorso si svilupperà  in sei spettacoli e sei radiodrammi. È previsto un evento finale collettivo, discorso di discorsi, che raggrupperà in sé  i nuclei dei sei spettacoli.

Il progetto prevede sei declinazioni:

GRIGIO - Marco Cavalcoli - politico

GIALLO - Chiara Lagani  - pedagogico

CELESTE - Lorenzo Gleijeses - religioso

ROSA - Francesca Mazza - sindacale

VIOLA - Fabrizio Gifuni - giuridico

ROSSO - Sonia Bergamasco – militare

Il “Presidente” è solo, dietro a un microfono, pronto per il suo discorso alla Nazione, all’Italia. Parla e noi “platea” riconosciamo toni, enfasi, perfino voci della nostra memoria politica: Berlusconi, Bersani, Monti, Napolitano, Di Pietro… E parole, parole prese dai giornali, brani della loro propaganda: “L’Italia è il paese che amo”, “Fermare la spirale dell’odio”… E’ la routine retorica, autistica e ripetitiva, della politica che conosciamo dai tg di ieri e di oggi ma che qui va al di là dell’attualità per diventare un incubo sonoro, pronto a ricominciarla da capo. Discorso Grigio è la nuova tappa di un progetto di Chiara Lagani e Luigi De Angelis dei Fanny & Alexander sulle forme retoriche del discorso pubblico. L’impressione è straordinaria: l’attore Marco Cavalcoli non fa parodia, ma costruisce un delicatissimo lavoro di contrappunti gestuali (diventando via via un attore pupazzo). Il suo pieno di parole alla fine esibisce solo il vuoto di senso. Che è anche il nostro.
Anna Bandettini, La Repubblica

venerdì 3 gennaio 2014

E' TUTTA COLPA DELLE MADRI


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TEATRO VALLE OCCUPATO
ALTRESISTENZE

PRIMA NAZIONALE



sabato 11 gennaio duemila14 ore 21.00 | domenica 12 gennaio duemila14 ore 18.00 


È TUTTA COLPA DELLE MADRI
di Erika Z.Galli e Martina Ruggeri
con Anna Basti | Sara Pantaleo | Aurora Peres | Regina Orioli
e con la partecipazione di Giovanna De Rosa
una produzione Industria Indipendente e Teatro Valle Occupato
con il patrocinio di Amnesty International

Siamo pronte a inchiodare il mondo. A ribaltare le chiese e i dittatori inclementi.
A infuocare le leggi e a vomitare nei pavimenti dei tribunali.
Arriveremo fino alle steppe russe mamma. Siamo Emma Goldman, siamo Virginia Woolf, Betty Friedan, Simone de Beauvoir, Nadia, la ragazza dalle labbra grandi e lucide, siamo Masha, Katerina, siamo le Pussy Riot, siamo Kate Millet, le Redstockings, Angela Davis, siamo le Guerrilla Girl, Carla Lonzi, Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee, Tawakkul Karman, siamo le suffraggette, Cécile Kyenge, Franca Rame, siamo Amina, Aung San Suu Kyi, siamo le Femen, Anna Hutsol, siamo amazzoni.
È tutta colpa delle madri

Una Prima Nazionale al Teatro Valle Occupato, sabato 11 gennaio alle ore 21 e domenica 12 gennaio alle 18, con È tutta colpa delle madri di Erika Z.Galli e Martina Ruggeri, prodotto da Industria Indipendente e dal Teatro Valle Occupato e patrocinato dall' Organizzazione internazionale per i diritti umani Amnesty International.
Erika Z.Galli e Martina Ruggeri vengono insignite nel 2010 del Premio Speciale Celeste Brancato come autrici e registe dei propri lavori: per la ricerca e la sperimentazione in ambito teatrale, mentre l’anno successivo, con il monologo CREPACUORE, si aggiudicano tre festival nazionali: Teatri Riflessi (CT), La Corte della Formica (NA) e MArtelive (RM).

È tutta colpa delle madri  è una saga epica in cui una famiglia di tutte donne lotta per l‘emancipazione femminile, gridando con sdegno la propria rivolta.
Ambientato in un’epoca fuori dal tempo, la storia si svolge nel periodo della primavera, quando tutto fiorisce. Protagoniste indiscusse sono donne comuni ma dall’identità celata, ognuna con la propria volontà di rivalsa, pronte ad azioni scomode e rischiose.
La narrazione si dipana in un intreccio di storie e relazioni, eventi personali e popolari, storie di guerra e di rivoluzioni al femminile dalla loro nascita ad oggi.
Lo spettacolo vuole sollevare interrogativi e indagare, attraverso l’uso di una poetica familiare, le dinamiche di una generazione che sta cambiando forse in maniera irreversibile.

sabato 14 dicembre 2013

ORAZIO#2 HOMICIDE HOUSE al TEATRO VALLE OCCUPATO


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TEATRO VALLE OCCUPATO
ALTRESISTENZE | ORAZIO
giovedì 19 dicembre duemila13 ore 19.00 aperitivo | ore 19.45 mise en espace
HOMICIDE HOUSE
di Emanuele Aldrovandi
mise en espace di Carlotta Corradi
con Andrea Collavino | Daniele Natali | Aurora Peres | Francesca Rosa
direttore di produzione Laura Riccioli
Foto di Valeria Tomasulo

Giovedì 19 dicembre continua la rassegna “Orazio”, l’appuntamento fisso del Teatro Valle Occupato con la drammaturgia contemporanea, che si apre con un aperitivo, prosegue con una mise en espace di nuovi testi dal mondo e si chiude con un incontro con l’autore.
Inaugurato il 28 novembre con Besame mucho dell’argentino Javier Daulte – testo mai rappresentato in Italia – “Orazio” prosegue giovedì 19 dicembre dalle ore 19 con la mise en espace di Homicide House di Emanuele Aldrovandi, testo vincitore del Premio Tondelli. L’autore, presente alla serata, partecipa al dibattitto che segue la mise en espace diretta da Carlotta Corradi e con Andrea Collavino, Daniele Natali, Aurora Peres e Francesca Rosa, tutti partecipanti di Crisi, il laboratorio di scrittura condotto da più di un anno da Fausto Paravidino al Teatro Valle Occupato. Ed è proprio dall’unione tra il gruppo di Crisi, altri artisti e alcuni occupanti del Teatro Valle Occupato che nasce il progetto Orazio, il cui prossimo evento è previsto il 9 gennaio con un altro inedito. 
Homicide House racconta la storia di un uomo che ha sempre finto di avere più soldi di quelli che ha, fin dal giorno in cui ha conosciuto sua moglie. Ed è sempre riuscito ad andare avanti, mettendo le cose in fila, una dopo l’altra, come sono andati avanti gli uomini per secoli. Un giorno, però, non riesce a saldare un debito col suo usuraio, Camicia a Pois. E la soluzione che quest’ultimo gli propone lo trascina in una vicenda rocambolesca e un po’ pulp, che parla d’amore, di verità, di pigrizia e di falsità.
Emanuele Aldrovandi è nato a Reggio Emilia nel 1985. Dopo la laurea triennale in Filosofia a Parma nel 2007 e la laurea specialistica in Lettere a Bologna nel 2009, si iscrive alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, dove si diploma nel 2012. Collabora con il Centro Teatrale MaMiMò come drammaturgo e insegnante di scrittura e si occupa della sezione teatro per il settimanale Arcipelago Milano. Ha ricevuto vari riconoscimenti fra cui il Premio Pirandello 2012, la Segnalazione al Premio Hystrio 2012 e il Premio Tondelli 2013.

Motivazione giuria del premio Tondelli per Homicide House di Emanuele Aldrovandi
“Sinistra e infantile parabola sugli incerti confini tra il vero e il falso, testo introspettivo dal piglio ironico-favolistico (favole macabre senza lieto fine, per intendersi), Homicide House è un coraggioso tentativo di scrittura drammaturgica verticale, in grado di farsi carico di una matrice teoretica/concettuale che mette in atto una morbida elusione del tragico.
Se il dilemma attorno cui ruota il dipanarsi della storia appartiene di diritto alla normalità prosaica (in sintesi, si può mentire a fin di bene o, al limite, nel nome del male minore?), i personaggi dimostrano di essere istanze filosofiche, portatori di una determinata poetica del pensiero, prima ancora che entità finzionali: non è un caso se Uomo, che nasconde alla donna amata il vizio di indebitarsi per il puro piacere di farlo, dovrà condurre i suoi equivoci commerci con loschi figuri quali Camicia a pois e Tacchi a spillo, riuscendo a salvare la pelle senza alcuno sforzo pratico ma con un puntuale esercizio della parola. La Casa degli omicidi è un meccanismo di sevizie psicologiche che ferisce e uccide con il ragionamento piuttosto che con le sole armi di tortura. Un’idea originale alla base della scrittura e un linguaggio disinvolto e agile nell'alternare isolati e funzionali monologhi a fulminanti e accesi dialoghi fanno del testo un riuscito e promettente esperimento.”

giovedì 12 dicembre 2013

CONFERENZA BUFFA spettacolo di Antonio Catalano+ laboratorio MONDI FRAGILI al TEATRO VALLE OCCUPATO

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TEATRO VALLE OCCUPATO

ALTRESISTENZE
NUOVE GENERAZIONI | VALLE DEI RAGAZZI
28 dicembre duemila13 | 29 dicembre duemila13
MONDI FRAGILI
laboratorio - installazione d’arte - percorso poetico
a cura di ANTONIO CATALANO
[28 dicembre ore 17.00 | 29 dicembre ore 15.30]
e
CONFERENZA BUFFA incontro sul comico o comico incontro
spettacolo di ANTONIO CATALANO
[28 dicembre ore 19.00 | 29 dicembre ore 18.00]

Il 28 dicembre e il 29 dicembre Antonio Catalano conduce con un laboratorio e uno spettacolo il secondo appuntamento della stagione VALLE DEI RAGAZZI, la programmazione composta da spettacoli e laboratori esperienziali che il Teatro Valle Occupato rivolge all'infanzia.
Il 28 dicembre alle ore 19.00 e il 29 dicembre alle ore 18.00, al Teatro Valle Occupato, va in scena lo spettacolo Conferenza Buffa incontro sul comico o comico incontro di Antonio Catalano, ovvero lo storico incontro teatrale del “Magopovero” diretto da Luciano Nattino negli anni Ottanta e ripreso da Catalano per svelare tutte le sfumature del comico.
Una lezione di teatro, un “Bignami” dell’esperienza teatrale e dei suoi linguaggi, dal mimo, al grammelot, alla narrazione, al sussurro, al silenzio, per affermare che il teatro deve ritrovare la sua capacità di essere indispensabile e per rivelare al pubblico che la malinconia a volte è la zia dell’allegria.
Un nuovo capitolo dedicato alla poetica della fragilità che Antonio Catalano sta sviluppando in tutto il mondo, creando spettacoli, narrazioni, percorsi poetici, installazioni d’arte, mondi immaginari da esplorare, vivere, ascoltare e in cui emozionarsi e meravigliarsi.
Una riflessione semi-seria per invitare ad abbandonarsi al sussurro, alla gioia, ai silenzi della natura; a misurare il tempo con la fatica degli occhi e i ricordi del cuore, ad aprirsi ai nuovi tempi antichi, al tempo dell’ascolto e della meraviglia; all’elogio dei tonti, del sole, del vento, del bambino appena nato, delle nuvole, del mare, della luna che sa solo di sé e non sa niente di noi.

Il 28 dicembre alle ore 17.00 e il 29 dicembre alle ore 15.30 si tiene Mondi Fragili, laboratorio  installazione d’arte - percorso poetico a cura di Antonio Catalano.
Installazione eco-logica, bio-luna park, villaggio fragile fatto di rifugi primitivi creati sul posto con materiali naturali (rami, foglie, terra, semi, piume) che ospitano ambientazioni, a loro volta create con elementi della natura. Questo mondo fragile può essere visitato e attraversato e può accogliere momenti di laboratorio, durante i quali i visitatori diventano creatori, realizzando nuovi elementi “fragili”, collocandoli e integrandoli in questo villaggio che si fa ogni giorno più ricco.

PROGRAMMA DELLE DUE GIORNATE:
sabato 28 dicembre 
ore 17.00 laboratorio per le famiglie Mondi Fragili 
ore 19.00 spettacolo (dai 4 anni) Conferenza Buffa
domenica 29 dicembre 
ore 15.30 laboratorio per le famiglie Mondi Fragili 
ore 18.00 spettacolo (dai 4 anni) Conferenza Buffa
 
PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI AL LABORATORIO
valle.ragazzi@gmail.com
(mettendo in oggetto il nome del laboratorio)