giovedì 10 aprile 2014

Daniel Pennac con "Journal d'un corps. Storia di un corpo" al Teatro Era di Pontedera - 11 aprile ore 21

Teatro Era, Pontedera (PI)
Venerdì 11 aprile ore 21


JOURNAL D’UN CORPS
STORIA DI UN CORPO

di e con Daniel Pennac
regia Clara Bauer

produzione: C.I.C.T. / Théâtre des Bouffes du Nord
coproduzione: Les Théâtres de la Ville de Luxembourg
produttore delegato per l’Italia: Roberto Roberto per Laila
in collaborazione con Il Funaro

Il libro ‘Journal d’un corps’ è edito da Editions Gallimard nella Collection Blanche
In Italia da Feltrinelli col titolo ‘Storia di un corpo’ - traduzione di Yasmina Melaouah


Arriva al Teatro Era di Pontedera venerdì 11 aprile, alle ore 21, un evento di portata internazionale, ‘JOURNAL D’UN CORPS. STORIA DI UN CORPO’, il toccante spettacolo di e con Daniel Pennac, tratto dal suo celebre romanzo  “Journal d’un corps”, edito da Editions Gallimard nella Collection Blanche e in Italia da Feltrinelli col titolo ‘Storia di un corpo’ - traduzione di Yasmina Melaouah.

Sul palcoscenico prende forma il diario delle sorprese che il corpo di un uomo, nell’arco di una vitaintera, dai 12 agli 87 anni, fa alla sua mente. È a prima vista il più intimo dei diari, ma non appena ci addentriamo,scopriamo che questo giardino così segreto è il più comune dei nostri territori.
La lettura ad alta voce sgorga allora naturale, come passaggio dal singolare al plurale, dal corpo unico del lettor eal corpo comune del pubblico. Come testimoniare la realtà di questa macchina fisica con cui ognuno di noi si compone, durante tutta la propria esistenza? Con “Journal d’un corps”, Pennac decide di portarci sul terreno delle secrezioni, dei dolori e degli umori. Nella forma di un checkup di lungo corso, il diario di bordo che lui presta all’eroe del suo romanzo ha, come oggettoprimario, l’involucro carnale che ci serve da veicolo dal primo vagito fino all’ultimo sospiro. Una lezione di anatomia sotto forma di elogio dell’osservazione sperimentale dal vivo, “Journal d’uncorps”, come i dipinti di Rembrant, merita di essere esposto nella sua oralità per uscire dal circolodel silenzio che lega un libro al suo lettore.
Adattando il suo romanzo, per portarlo lui stesso  alla ribalta, con la complicità di Clara Bauer, Pennac si serve di questo spettacolo per trasmettereil suo manifesto, quasi un nuovo manuale del saper vivere destinato a tutte le generazioni.

Al termine dello spettacolo Daniel Pennac terrà un incontro con il pubblico.













Theatre du Bouffes du Nord
JOURNAL D’UN CORPS
di Daniel Pennac
adattamento teatrale Clara Bauer e Daniel Pennac
regia Clara Bauer
con Daniel Pennac

scene, luci e costumi Oria Puppo
musiche Jean-Jacques Lemêtre
produzione  C.I.C.T. / Théâtre des Bouffes du Nord
coproduzione Les Théâtres de la Ville de Luxembourg
produttore delegato per l'ltalia Roberto Roberto per Laila srl
in collaborazione con Il Funaro

Il libro Journal d’un corps è edito in Francia da Editions Gallimard, in Italia con il
titolo Storia di un corpo da Feltrinelli con la traduzione di Yasmina Melaouah
Spettacolo in francese con sopratitoli in italiano
O








Estratti Stampa
in occasione dell’uscita del romanzo febbraio 2012 per Gallimard in Francia


La Croix, 9 febbraio 2012 - Jean-Claude Raspiengeas
“Sulla scia di Jean-Jacques Rousseau che apriva in questo modo Le Confessioni, Daniel Pennac
si lancia in un’avventura letteraria, stupefacente e senza eguali.”

Marianne, 4/10 febbraio 2012 – Olivier Maison
“Attraverso questo diario di un corpo, Pennac ci regala una lezione appassionante
d’umanesimo su di un’epoca che ha sacralizzato il corpo per meglio occultarlo.”

Le Figaro Magazine, 25 febbraio 2012 – Frédéric Beigbeder
Journal d'un Corps è un libro che non cerca mai di farsi amare, ma che è impossibile
detestare. Un bravo scrittore è così: cortese in società e maleducato sulla pagina; umano
verso gli altri, disgustoso verso se stesso.

e ad ottobre 2012 per Feltrinelli Italia

La Repubblica, 13 ottobre 2012 – Fabio Gambaro
“Un tragitto pieno di scoperte e paure in cui Pennac affronta con intelligenza, ironia e
tenerezza le metamorfosi corporee dell’avventura umana.”

TTL Supplemento La Stampa, 27 ottobre 2012 – Giovanni Bogliolo
“Pennac tratta questa materia ostica e letteralmente refrattaria con tutta la mancanza di
remore che richiede l’impresa diaristica del suo personaggio ed insieme con l’arguta
lievità di cui conosce il segreto.”

Il Giornale, 21 ottobre 2012 – Massimiliano Parente
Questa storia… è tanto divertente, emozionante, quanto commovente e infine straziante,
come è la vita”








Daniel Pennac nasce il 1 dicembre 1944 a Casablanca, Marocco. In gioventù la sua esperienza scolastica fu particolarmente disastrosa. Nel suo libro autobiografico Diario di scuola (Chagrin d’école, 2007), sosterrà di aver impiegato un anno ad assimilare la logica e la complessità della lettera “A”; ma suo padre, generale politecnico dell’esercito, non se ne preoccupò affatto, certo che in 26 anni suo figlio avrebbe padroneggiato perfettamente l’alfabeto. Pennac trascorre parte della sua infanzia fra l’Africa ed il Sud-Est asiatico, dove la famiglia si sposta al seguito delle guarnigioni paterne. Da qui l’amore per gli “altri Mondi” che ritroviamo ad esempio nel suo libro L’Occhio del Lupo (L’oeil du loup, 1984).
Dopo la laurea in lettere a Nizza, si dedica all’insegnamento nelle scuole medie e poi nei licei, attività che concilierà con quella di scrittore per quasi trent’anni. Nel 1973, dopo il servizio militare, scrive un pamphlet Le service militaire au service de qui?, contro i falsi miti della vita militare.
Nel 1979 soggiorna per due anni in Brasile, fonte d’ispirazione del romanzo Ecco la storia (Le Dictateur et le hamac, 2003), che pubblicherà ventitré anni dopo.
Nel 1985 scrive, per la Série Noire (Gallimard), Il paradiso degli orchi (Au bonheur des ogres) e così Benjamin Malaussène ed i suoi amici di Belleville fanno il loro ingresso nella letteratura. Il ciclo Malaussène prosegue con La fata carabina (La fée Carabine, 1987), La prosivendola (La petite marchande de prose, 1989), Il Signor Malaussène (Monsieur Malaussène, 1995), Ultime notizie dalla famiglia (edizione italiana che accorpa Monsieur Malaussène au théâtre, 1995 e Des Chrétiens et des maures, 1996), La passione secondo Thérèse (Aux fruits de la passion, 1999).
Parallelamente Pennac scrive una tetralogia per bambini, con eroi vicini all’universo infantile, che abbraccia i temi della scuola e dell’amicizia: Kamo. L’agenzia Babele (Kamo. L’agence Babel, 1992), Io e Kamo (Kamo et moi, 1992), Kamo, l’idea del secolo (Kamo, l’idée du siècle, 1993) e L’evasione di Kamo (L’evasion de Kamo, 1997). Recentemente, in ottobre 2012, pubblica il libro per bambini Le roman d’Ernest et Célestine per i tipi di Casterman, di cui scrive anche l’adattamento per il cinema: il cartone animato Ernest et Celestine realizzato da Benjamin Renner, Vincent Patar e Stéphane Aubier.
A questi romanzi si aggiungono altri tipi di opere fra cui: Come un romanzo (Comme un roman, 1992), saggio di pedagogia, lucido ed entusiasta, in cui rivendica la piena libertà nell’approccio individuale alla lettura, perché "le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere" e Gli esuberati (La Débauche, 2000), fumetto ironico ed “impegnato” in collaborazione Jacques Tardi, dedicato “Ai licenziati, ai silurati, agli espulsi, ai flessibilizzati…, insomma a tutti coloro che si ritrovano a spasso…”.
Grande amante degli audiolibri, ha egli stesso registrato molti dei suoi libri per Gallimard e per
l’associazione Lire dans le noir. Nel 2004, al Théâtre du Rond Point di Parigi è interprete in scena dell’adattamento teatrale del suo testo Merci, e dal 2009 al 2012 è in tournée internazionale con Bartleby, lo scrivano, di Herman Melville.
A febbraio 2012 pubblica con Gallimard, Journal d’un corps (Storia di un corpo – Feltrinelli 2012), di cui cura anche l’adattamento per il teatro. Journal d’un corps diventa la sua terza esperienza come attore in teatro, ma anche la prima in cui porta in scena di persona un suo romanzo. Sempre nel 2012, anno particolarmente prolifico per Pennac ed intenso nel suo rapporto con il teatro, scrive il testo originale Le 6° Continent per la regia di Lilo Baur che, sempre nel 2012, debutta al Théâtre des Bouffes du Nord ad ottobre ed inaugura la stagione del Teatro Stabile di Torino.
Nel 2002 riceve il Premio Internazionale Grinzane Cavour e nel 2007 il Premio Renaudot per Diario di scuola. Il 26 marzo 2013 riceverà la Laurea ad Honorem dall’Università di Bologna.

Clara Bauer (1974), debutta al Théâtre du Soleil nel 1998 come stagista di produzione e comunicazione per la creazione e gestione dello spettacolo Et soudain des nuits d’éveil, regia di Ariane Mnouchkine. Quest’esperienza la porta a lavorare, dal 1999 al 2006, come
amministratrice di produzione per la creazione e gestione degli spettacoli al Théâtre des Bouffes du Nord, in particolare per gli spettacoli di Peter Brook (Le Costume, The Tragedy of Hamlet - spettacolo e film -, Far Away, L'homme qui, La Mort de Krishna, La Tragédie d'Hamlet, Le Grand Inquisiteur, Tierno Bokar) e per 4.48 Psychose, regia di Claude Régy. Parallelamente, è consigliere artistico per la programmazione straniera, dal 1999 al 2007, del Festival Internazionale di Buenos Aires. Dal 2006 partecipa, come consigliere artistico, al processo di ideazione e fondazione di un nuovo spazio teatrale e multidisciplinare, internazionale  sotto la direzione di Roberto Roberto, a Napoli.
Nel 2008, è assistente di Lilo Baur per la regia di Fish Love, tratto dai racconti di Cechov, prodotto dal Théâtre de Vidy-Lausanne/ Théâtre de la Ville-Abbesses (Paris). La collaborazione con Lilo Baur prosegue per Conte d’hiver (Racconto d’inverno) di William Shakespeare, Le Mariage (Il Matrimonio) di Gogol alla Comédie-Française (2010) e nel 2012 per Le 6° Continent (Il Sesto continente) di Pennac, al Théâtre des Bouffes du Nord.
Attualmente è impegnata nella regia per di L’Occhio del Lupo (L’oeil du loup) di Daniel Pennac.

Oria Puppo, scenografa e costumista, lavora tra Buenos Aires e Parigi. In Argentina ha firmato le scene e i costumi per registi come: Diego Kogan (Martha Stutz di Javier Daulte), Rafael Spregelburd (La modestia di Rafael Spregelburd), Roberto Villanueva (La reina de la noche di Thomas Bernard, Variazioni Goldberg di George Tabori), Ciro Zorzoli (Estado de Ira tratto da Hedda Gabler di Hernik Ibsen) e Alejandro Tantanian (Unos viajeros se mueren di D. Veronese, Cuchillos en gallinas di David Harrower e Los mansos di Alejandro Tantanian tratto da L’idiota di Fëdor Dostoevskij).
È stata direttrice tecnica del Festival Internazionale di Buenos Aires dal 1999 al 2007. Ha inoltre preso parte alle creazioni teatrali di Alejandro Tantanian: Romeo e Giulietta di William Shakespeare (Teatro di Lucerna, Svizzera), La gabbia opera di Tiziano Manca (Teatro di Stoccarda, Germania) e America da Franz Kafka e L’opera da tre soldi di Bertold Brecht (Teatro Nazionale di Mannheim, Germania). Per il Théâtre des Bouffes du Nord ha partecipato alle regie di Peter Brook e Marie-Hélène Estienne: come direttrice tecnica per Tierno Bokar, dal romanzo di Amadou Ampathé Bâ e Une flûte enchantée, da W. A. Mozart, adattamento musicale di Franck Krawzcyk e, come collaboratrice ai costumi, per The suit, dal romanzo di Can Themba. Fra le sue creazioni si contano numerose scenografie e costumi per l’opera lirica così come installazioni presso centri di arte contemporanea. Attualmente sta preparando la scenografia per La Résurrection, da Haendel, regia di Lilo Baur per l’Atelier Lyrique de l’Opéra de Paris e le scene e i costumi di Les bonnes (Le serve) di Jean Genet, per la regia di Ciro Zorzoli con Marilù Marini a Buenos Aires e L’Occhio del Lupo (L’oeil du loup) di Daniel Pennac, per la regia di Clara Bauer.

Jean-Jacques Lemêtre. Di origini tzigane da parte di madre, ha studiato il canto gregoriano e suonato numerosi strumenti quali il clarinetto, il saxofono, il fagotto, l’armonica di vetro ed ogni sorta di percussioni nonché di strumenti a corde pizzicate e strofinate ed infine molti strumenti extra-europei. Jean-Jacques Lemêtre attinge a tutte le sorgenti musicali di ogni provenienza. Jean-Jacques Lemêtre lavora con i più grandi registi teatrali e compone musiche per la radio, la televisione ed il cinema. Dal 1979 compone ed interpreta le partiture musicali di tutti gli spettacoli ed i film della compagnia del Théâtre du Soleil d’Ariane Mnouchkine.
Direttore d’orchestra delle sue composizioni, Jean-Jacques Lemêtre dirige anche quelle di altri compositori, come, ad esempio, nel 1988 con l’Orchestra Sinfonica Moondoglors nel decimo anniversario dei Rencontres Trans-Musicales di Rennes. Oltre ad essere autore, compositore ed interprete è anche liutaio e, parallelamente alle sue attività artistiche, ha sempre messo  particolare impegno nel trasmettere ed insegnare la sua arte. Nel 2005 riceve il Premio MOLIERE come compositore delle musiche di scena per il Dernier Caravanserail di Ariane Mnouchkine.


Parco Jerzy Grotowski - 56025 Pontedera ITALIA
T +39.0587.55720 / 57034 - F +39.0587.213631

venerdì 4 aprile 2014

SEGUIMI: beneficenza per l'associazione Amici del Trapianto di Fegato



Al Teatro Vascello lo spettacolo “Seguimi” in programma il 18 aprile 2014  ore 18.00 e ore 21.00, in beneficenza per l’Associazione Amici del Trapianto di Fegato.
Seguimi, è un esortazione ma anche una richiesta che i 19 protagonisti dello spettacolo di Marco Marciani sembrano fare al pubblico che verrà a vederli e che sarà coinvolto in un viaggio nelle problematiche giovanili. Ma il modo di fare teatro del regista di Magliano Sabina è d’avanguardia. Le parole vengono rimpiazzate dalla musica, i movimenti degli attori che ne seguono il ritmo.
Lo spazio scenico e la scenografia sostituiti dall’utilizzo della luce che inquadra i ragazzi e le ragazze in scena. Seguimi, dona allo spettatore la possibilità e la novità di una multivisione dove si è liberi di spaziare con lo sguardo e la mente nella totale assenza di un giudizio da parte della regia. La luce come strumento essenziale insieme alla musica e all’utilizzo dei corpi, scoperti se necessario, mai volgari, per unire in un quadro unico o separare ed isolare.
La nascita, la crescita, l’adolescenza, la scoperta, l’incomprensione reciproca, la solitudine nella moltitudine, la violenza, l’amore, lo sballo, il sesso, la velocità, il voler superare i propri limiti, le urla di rabbia inascoltate sono i componenti fondanti della performance che tra ironia e tragicità ci porta a riflettere sull’attuale condizione giovanile. Quello di Marciani è un mondo onirico che risulta a ben vedere terribilmente reale nelle vite dei giovani. Ma sarà proprio vero che per crescere sia debba fare esperienza di ogni cosa? Questa domanda troverà la risposta in un epilogo a sorpresa.
 Da qui parte l’idea e la collaborazione con l’Associazione Amici del Trapianto di Fegato (AATF) ( www.trapiantofegato.org) che nasce nel 2006 per promuovere la cultura della donazione degli organi. L’ associazione  in questi anni ha ideato il concorso musicale  Song 4 Life  per cantanti, cantautori e autori emergenti ad iscrizione gratuita, dove possono partecipare artisti di qualsiasi nazionalità tra i 15 e i 35 anni, che propongono un brano musicale che abbia come tematica "la donazione degli organi e l'amore per la vita". L’ associazione si rivolge ai giovani puntando ad una corretta informazione sul consumo di alcol, consigliando di bere responsabilmente un sano stile di vita e l’amore per questa. Seguimi parla ai giovani e agli adulti, senza l’utilizzo delle parole ma di quadri visuali con cui Marciani mostra le conseguenze delle scelte individuali che a volte possono essere anche tragiche.
 Seguimi è e rimane un inno alla vita che va rispettata in ogni sua forma e valorizzata. Da qui la scelta di donare tutto il ricavato dell’ incasso ad una associazione che ha lo stesso fine per dimostrare che ancora oggi in Italia è possibile fare del teatro di alta qualità impegnandosi per il sociale. Un teatro che entri nel tessuto connettivo della società

ILARIA SPADA PROTAGONISTA DI "UN MATRIMONIO DA FAVOLA"


 




ILARIA SPADA PROTAGONISTA DI "UN MATRIMONIO DA FAVOLA"

Il 10 aprile uscirà nelle sale italiane il film "Un matrimonio da vola", nuova commedia di Carlo Vanzina.
Il film seguirà la storia di cinque amici dai tempi del liceo, che si ritrovano dopo vent'anni per un matrimonio a Zurigo.
Durante quel lungo week end in Svizzera avranno modo di raddrizzare i loro destini, in una girandola di equivoci, situazioni comiche e rocamboleschi colpi di scena in cui i cinque faranno saltare i loro precari equilibri ed ognuno finalmente troverà il coraggio di esprimere la sua vera natura.

Protagonista femminile del film è Ilaria Spada, che torna finalmente sulle scene dopo due anni di inattività per la nascita del figlio Ettore avuto da Kim Rossi Stuart.

Inoltre, vedremo a breve Ilaria coprotagonista del film "Arance e martello" di Diego Bianchi, in arte Zoro, al suo esordio alla regia.

BRANCHIAMO

Torna a grande richiesta

La Compagnia “I Babbani” de "La Bottega dell’attore"
dopo il successo della scorsa settimana

replica eccezionalmente

BRANCHIAMO

5 e 6 Aprile – ore 21,00...


Regia

Alessandro Bergallo, Anna Fraioli, Christian Galizia

con

Roberto Alesse, Serena Calabrese, Cesare Del Beato ,Laura Di Tommaso, Alessandro Madau, Elisabetta Madau, Valentina Palumbo, Piero Piccinin, Ilaria serafini, Fabio Tamburini, Matteo Teodori
A tutti sarà capitato di incontrare un marito distratto e una moglie delusa. Un nonno all’antica e due nipoti che da anni frequentano la medesima classe al liceo. Una donna perennemente arrabbiata con il suo lui e una irrimediabilmente affetta da un dissacrante cinismo, una impiegata pettegola, un avvocato con l’ars oratoria, un barista come sempre psicologo e una astrologa esperta che sa perfettamente che di un “gemelli” non ci si può fidare! Ma siamo sicuri che non vi sarà mai capitato di vederli tutti insieme, in un esilarante turbinio di equivoci e comicità nel momento più serio della vita di ogni italiano: il Derby della Capitale!



RECENSIONI



Donne e uomini in crisi con sé stessi e il mondo che li circonda: una commedia basata sui fraintendimenti e la non comunicazione. L’elemento di unione? Una partita di calcio, non una qualunque, ma il derby della Capitale, croce e delizia delle famiglie romane.La storia è quella di un gruppo di amiche e colleghe che si ritrovano ogni giorno a raccontarsi e a sostenersi tra i numerosi impegni socio-familiari: ognuna con la sua peculiarità cerca di essere utile al “branco” mostrando interesse e distribuendo consigli che spesso si scoprono di dubbia efficacia. Ragazze in cerca del buon partito, trentenni in crisi e ciniche, mogli sull’orlo di una crisi di nervi: un mix esplosivo che fa da contraltare a un gruppo di uomini ben assortiti giornalmente riuniti nel bar del quartiere. Un barista dispotico e geloso, un anziano militare in pensione e i suoi due nipoti nullatenenti, l’avvocato piacione e il marito distratto. Gli ingredienti ci sono tutti per uno spettacolo ricco e di forte impatto sul pubblico che non può esimersi da un processo di immedesimazione. Nessun uomo è un’isola: l’unione fa la forza. E’ questo forse il messaggio che scaturisce da “Branchiamo”: sentirsi meno soli è spesso la chiave di volta per trovare soluzioni che all’inizio sembrano impossibili. Ognuno con le proprie differenze, ma alla fine tutti uguali: fissi e in trepidazione davanti una tv al led a vedere la propria squadra del cuore. Cosa vuoi di più dalla vita? La felicità. (Francesca Ceccarelli)

"Bravissimi, bravissimi tutti! Autori, registi, attori. Spettacolo direi perfetto: impostazione, ritmo, rapporto e coinvolgimento del pubblico! Un disegno di tutti, proprio tutti. Funzionale la scelta, molte trovate, tutte molto divertenti! Insomma:lo spettacolo funziona e funziona molto bene."

mercoledì 2 aprile 2014

MEDEA recensione

TEATRO ELISEO
1 | 17 Aprile 2014

Maria paiato
in
MEDEA
di Seneca
traduzione e adattamento Francesca Manieri

con Max Malatesta

e con
Orlando Cinque, Giulia Galiani, Diego Sepe

regia Pierpaolo Sepe


scene Francesco Ghisu
costumi Annapaola Brancia D'Apricena
luci Pasquale Mari
trucco Vincenzo Cucchiara
foto Pino Le Pera
aiuto regia Luisa Corcione

direttore di scena Clelio Alfinito
tecnico elettricista Carmine Pierri
realizzazione costumi Sartoria Orlì
assistente volontario scene Valeria Mangiò
assistente volontario costumi Claudia Volpe
assistente volontario regia Simone Giustinelli
grafica Luca Mercogliano



produzione
Fondazione Salerno Contemporanea
Teatro stabile d’innovazione

Sarà in scena al Teatro Eliseo dall’1 al 17 Aprile 2014, MARIA PAIATO in MEDEA di Seneca, traduzione e adattamento Francesca Manieri, con Max Malatesta e con Orlando Cinque, Giulia Galiani, Diego Sepe. regia Pierpaolo Sepe.

  La Medea di  Pier Paolo  Sepe, è quanto di più attuale si possa immaginare,  la forza deflagrante della maga straniera, venuta, anzi portata da una terra lontana,  che permette l'arrivo della civiltà in occidente,  ed insieme ad essa il conflitto, un conflitto senza fine, senza vincitori nè vinti, che lascia intorno a se soltanto macerie, è esattamente l'antitesi di quanto l'essere umano al contempo ingenuamente e con una colpevolezza quanto meno incoscia  avrebbe auspicato. Il voler andare oltre i confini, per migliorare la condizione umana, non ha portato i risultati sperati, forse perchè lo si è fatto contro natura, forzando la stessa, sottraendo, uccidendo. Medea funge da  capro espiatorio, ma non è lei l'unica  colpevole,  lei non ha agito  contro la sua famiglia di origine solamente per il suo personale tornaconto. Ora  che Giasone sposerà Creusa, si ritrova sola, disperata, non più capace di distinguere il bene dal male, ma anche qui non è l'unica a possedere questa incapacità, in un gioco tragico di specchi riflettenti, lei e Giasone si palleggiano colpe ataviche, proprie dell'intera umanità. Maria Paiato riesce in un modo splendido a rendere la complessità del personaggio, nella parte finale è  veramente da brividi, di quei brividi che opprimono il cuore a  vedere come una madre possa impazzire se tradita.
Miriam Comito

“Medea ha salvato gli Argonauti, ha reso possibile il loro successo e il loro ritorno, in particolare il ritorno del cantore Orfeo, colui che sulla sua lira fonda il sapere dell’Occidente. Ebbene, il cuore rimosso di questo Occidente è Medea, la sua ira cieca, il suo furore solitario. Un cuore nero e rimosso pulsa e giace sotto le fondamenta scricchiolanti di un intero mondo. La sua furiosa ira deflagra, le fondamenta collassano e ciò che si mostra con mostruosa vividezza è la radice oscura di una colpa tanto universale da non avere più colpevoli. Le macerie lasciano la scena vuota di ogni ricostruzione, il futuro non è che lo spettro di questo atroce rimosso”.
Una straordinaria Maria Paiato si misura con Medea di Seneca, personaggio estremo e definitivo, ancora guidata dalla potenza rigorosa e visionaria di Pierpaolo Sepe. Prodotto dalla Fondazione Salerno Contemporanea, lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale il 17 ottobre 2013 al Piccolo Teatro di Milano

Note

Questa è la tragedia dell’ira: “passione spaventosa e furibonda…[che] è tutta eccitazione ed impulso a reagire, è furibonda e disumana brama d’armi, sangue e supplizi, dimentica se stessa pur di nuocere all’altro…avida di una vendetta destinata a coinvolgere il vendicatore. …Inetta a distinguere il giusto ed il vero, quanto mai somigliante a quelle macerie che si frantumano sopra ciò che hanno coinvolto”. Queste le macerie dentro le quali si muove Medea, macerie che lei stessa ha generato e continua a generare, macerie infernali che tutto ardono e tutto imprigionano, in primo luogo lei stessa. Dimentica di ogni possibilità di bene, reagisce a un torto subito, schiava di una furia senza luogo e senza tempo che la/ci costringe ad una solitudine dolorosa e demoniaca al contempo. L’ira di Medea condanna il mondo al caos. Un mondo che non risponde né corrisponde più all’individuo. Una frattura incolmabile si produce tra il reale e il desiderio e più questo baratro si amplifica più l’ira divampa. Il mondo, la realtà storica, non è più in corrispondenza armonica con l’individuo, non c’è più un noi in cui riconoscersi, a cui appartenere. Cittadino e società si contrappongono in un rapporto di disarmonica estraneità. La solitudine infinita dei propri dolori, l’ipertrofia orrenda delle proprie passioni diventa unica legge, unica causa delle proprie azioni. Medea sancisce l’atto egotico di sottrarre sostegno eppure in una reciproca, tremenda implicazione, il medesimo sostegno è a lei stessa sottratto.
Questa è sì la storia del divenire di un mostro, un mostro morale, ma è anche la storia di una mostruosità più nascosta e profonda che immischia nella colpa ogni attore sulla scena. Nessuno è scevro dall’atto di questo supremo contemporaneo egoismo, la solitudine costringe gli uomini a una salvezza furiosa, ognuno persegue un bene colpevole, tutti siamo preda del male “omnes mali sumus”. Giasone ha infranto i sacrosanti limiti del mondo alla ricerca del vello, Medea infrange i sacrosanti legami della maternità. Nell’impeto di un desiderio che strumentalizza l’altro in un atto permanentemente oltre-natura si spalanca il mondo contemporaneo del disumano.
Il divenire Medea di Medea “Medea nunc sum” disvela la sua mostruosità, ma disvela soprattutto al mondo il suo nucleo fondativo. Medea ha salvato gli Argonauti, Medea ha reso possibile il loro successo e il loro ritorno, in particolare il ritorno del cantore Orfeo, colui che sulla sua lira fonda il sapere dell’Occidente. Ebbene il cuore rimosso di questo Occidente è Medea, la sua ira cieca, il suo furore solitario. Un cuore nero e rimosso pulsa e giace sotto le fondamenta scricchiolanti di un intero mondo. Un cuore che nasconde un furto, quello del vello, un tradimento, quello dell’amore per Medea, per l’altro da sé.
Il mondo ha smarrito i suoi confini, è diventato, nelle parole di Nancy, un agglomerato, un ammasso. Sulla terra le tracce di ciò che abbiamo perso. In questa folle ricerca di noi, l’altro diventa l’intruso. Nel volto dell’altro viene iscritto il male, la colpa, stigmatizzata, in un orribile gioco di proiezioni, la reazione alla nostra violenza.  Il volto dell’altro smette di raccontare quell’abisso che è la precarietà umana, di raccontare quella pulsione etica al non uccidere, al bene, quella vocazione a riconoscere nel dolore dell’altro un baluardo contro la barbarie e diviene il sito simbolico del male. Volto costruito, artefatto, temuto, attaccato, vilipeso, ingiuriato. Volto sbattuto nella prigione di Guantanamo, volto nascosto nelle facce accigliate in un carcere russo in attesa di rivedere cari smarriti da mesi, anni.
A questa ingiuria disumana, risponde con pari disumanità Medea, infrangendo il supremo vincolo umano, trascinando nella cenere il futuro, il ponte sottile e labile gettato tra due mondi.
La sua furiosa ira deflagra, le fondamenta collassano e ciò che si mostra con mostruosa vividezza è la radice oscura di una colpa tanto universale da non avere più colpevoli. Le macerie lasciano la scena vuota di ogni ricostruzione, il futuro non è che lo spettro mostruoso di questo nostro atroce rimosso.
Francesca Manieri e Pierpaolo Sepe






durata spettacolo: 90 minuti senza intervallo


Tournée

Milano, Piccolo Teatro | 17 ottobre-3 novembre 2013
Lumezzane, Teatro Odeon | 5 novembre 2013
Novi Ligure, Teatro Giacometti | 6 novembre 2013
Bellaria Igea, Teatro Astra Bim | 8 novembre 2013
Ferrara, Teatro Comunale | 9-10 novembre 2013
Salerno, Teatro Verdi | 14-17 novembre 2013
Napoli, Teatro Nuovo | 22 novembre-1° dicembre 2013
Matera, Teatro Duni, 22 marzo 2014
Potenza, Teatro Don Bosco, 23 marzo 2014 
Bergamo, Teatro Donizetti | 25-30 marzo 2014
Roma, Teatro Eliseo | 1-17 aprile 2014
Parma, Teatro Due | 15-16 maggio 2014
Torino, Teatro Carignano | 20-25 maggio 2014










TEATRO ELISEO
via Nazionale, 183 00184 Roma
T.(centralino) 06 488 721
T.(botteghino) 06 4882114 | 06 48872222

Orari recite:
martedì, giovedì, venerdì ore 20.45
mercoledì, domenica ore 17.00
sabato ore 16.30 e 20.45


Settore Intero Ridotto1 Ridotto2 Ridotto3
platea 33 €* 26 € 21 € 16 €
balconata 29 € 24 € 19 € 15 €
I galleria 18.50 € 16 € 15 € 13 €
II galleria 13 € 11.50 € 10 € 9 €
* platea per le Prime: 47 €
ridotto
1: convenzioni e under 60
non valido alle Prime in platea
ridotto2: under 30 e gruppi adulti (min 10)
ridotto3: gruppi scuola (min 10 persone)

 

martedì 1 aprile 2014

Cinema: Giffoni Film Festival - SCUOLA DI CINEMA E GIORNALISMO CON LE NUOVE MASTERCLASS

GIFFONI FILM FESTIVAL
SCUOLA DI CINEMA E GIORNALISMO CON LE NUOVE MASTERCLASS
Tra i docenti i Premi Donatello Massimo Gaudioso e  Barbara Enrichi
Comincia a delinearsi il programma della 44esima edizione del Giffoni Experinece (in programma dal 18 al 27 luglio 2014), e con il festival torneranno le Masterclass, quest’anno con una nuova formula. Dopo sei anni di successi, la sezione  di “approfondimento” del festival di Giffoni che racchiudeva una “classe” scelta di giovani che si erano distinti come giurati nelle precedenti edizioni del GFF, quest’anno coinvolgerà giovani talentuosi non necessariamente ex giurati. I ragazzi avranno l’occasione di analizzare, dibattere e mettere in pratica gli argomenti trattati. La sezione si dividerà in due percorsi: una parte “didattica” (denominata  SCHOOL) in cui si formeranno 4 classi (ognuna composta da 25 ragazzi): sceneggiatura, recitazione, animazione/effetti speciali e giornalismo e una parte denominata INCONTRI che si terrà tutti i pomeriggi, nel corso dei quali i cento ragazzi, insieme, dialogheranno e si confronteranno con ospiti scelti nel panorama culturale, artistico e sociale italiano. Due importanti collaborazioni si avranno in occasione di questa sesta edizione di Masterclass: la partnership con la Scuola d'arte cinematografica “Gian Maria Volonté” che sarà presente a Giffoni con i suoi sceneggiatori, i quali terranno lezioni per i ragazzi di Masterclass, e quella con “BigRock”, scuola dedicata alle nuove tecnologie della computer grafica, molto apprezzata a livello nazionale e non solo.
Per poter far parte della giuria, è necessario avere tra i 18 e i 25 anni di età. La candidatura va inviata via mail (giffonimasterclass@gmail.com) con una breve bio e link a video Youtube in cui, in massimo due minuti, ci si presenta e si motiva la volontà di partecipare all’Area Didattica prescelta.
Docenti del corso di sceneggiatura saranno Patrizia Pistagnesi (18 -22 luglio) e Massimo Gaudioso (23 - 27 luglio), due volte vincitore del David di Donatello per la sceneggiatura de L’imbalsamatore e poi Gomorra. Tanti gli argomenti che saranno trattati: dal nuovo ruolo  e nuova responsabilità   dello  sceneggiatore, a come si scrive una  sceneggiatura  legata a un  libro o ispirata  a  un  fatto  di  cronaca.
Il percorso riservato alla recitazione, vedrà protagonisti   Yari Gugliucci (18 - 21 luglio) e Barbara Enrichi (22 -27 luglio), premiata con un David di Donatello come miglior attrice non protagonista del film Il ciclone. I due attori, nel corso delle loro lezioni, analizzeranno, tra l’altro, le tecniche di approccio e di costruzione del personaggio, come si prepara un provino cinematografico su parte  e come si legge una scena tratta da una sceneggiatura cinematografica.
La sezione StopMotion – Animazione sarà affidata a BigRock (18 -21 luglio) che analizzerà “Gli effetti speciali di BigRock”, dalla videocamera al cinema in pochi colpi di mouse e a Stefano Bessoni (22 -27 luglio) che, dopo aver illustrato la storia della tecnica stop-motion e analizzato alcuni autori celebri come Stanislaw Starewich, Ray Harryhausen, Jan Svankmajer e Brothers Quay, affronterà con gli studenti lo studio delle tecniche per la fabbricazione degli scheletri, da quelli semplici in filo di ferro intrecciato a quelli complessi con snodi a sfere e micro-regolazioni a vite.
La sezione giornalismo sarà coordinata dal giornalista della Rai, Ettore De Lorenzo, il quale - dal 18 al 27 luglio - spiegherà ai ragazzi come nasce un servizio o una produzione televisiva e le tecniche e gli strumenti adeguati per realizzare il telegiornale. Per l’occasione sarà creata una vera e propria redazione e i ragazzi scriveranno, gireranno e monteranno servizi che poi andranno in onda in streaming. Gli allievi, inoltre, seguiranno Ettore De Lorenzo nel suo lavoro di giornalista durante la preparazione dei suoi “pezzi” per la Rai nel corso di Giffoni Experience Incontri Guest. Durante la “school” sono previsti, inoltre, interessanti incontri con personalità della comunicazione.

DIRITTINSCENA Secondo Festival teatrale antimafie e per i diritti umani

DIRITTINSCENA - Secondo Festival teatrale antimafie e per i diritti umani
Domenica 18 Maggio dalle ore 14 alle ore 24.00, il Teatro Italia di Roma (via Bari,) ospiterà la seconda edizione di DIRITTINSCENA,  Festival teatrale antimafie e per i diritti umani organizzato dall'Associazione Culturale La Casa de Asterion.  

Dieci gli spettacoli scelti tra le tante opere che hanno partecipato alle preselezioni. «Non è stato semplice individuare le opere che verranno rappresentate sul palcoscenico del Teatro Italia
Una fase di preselezione ancora più dura di quella dell’anno passato - spiega Laura Sales, dell'Associazione La Casa de Asterion -: le richieste di adesione sono state numerose, di un ottimo livello artistico e gli spettacoli selezionati sono quelli che abbiamo ritenuto coniugassero maggiormente l’alta qualità artistica e quella contenutistica».
Il concorso rassegna teatrale fortemente voluto da La Casa de Asterion, che gode quest’anno del patrocinio di Amnesty International e del Forum dei giovani vuole diventare un vero e proprio appuntamento della Capitale per tutti coloro che attraverso l’arte portano avanti un contenuto importante come quello della lotta alle mafie, dell’affermazione della giustizia sociale e del rispetto dei diritti umani
Il festival, che quest’anno può contare su una location bellissima ed importante come il Teatro Italia, nasce per valorizzare le produzioni teatrali indipendenti e giovanili che stimolano la riflessione, il desiderio di formare una coscienza critica, affiancando il valore artistico all’impegno civile.
Nasce dalla necessità di ristabilire il posto dell’arte nella vita dell’uomo; un posto centrale di riflessione, dibattito, sublimazione della realtà, denuncia  

Il costo del biglietto è di 5 euro a spettacolo. Nell’arco della giornata ci saranno dibattiti e tavole rotonde. Il tutto finalizzato alla crescita della coscienza critica nei giovani e alla possibilità di incontrare un pubblico attento, presente e partecipe-

Info e prenotazioni: 
dirittinscena@gmail.com