martedì 3 dicembre 2024

TEATRO MANZONI ROMA: IN ALTRE PAROLE presenta GIOCATTOLI ROTTI di CAROLINA ROMÁN (SPAGNA) mercoledì 4 dicembre alle ore 17.30 | con Mauro Conte, Her, Sebastiano Gavasso, Giacomo Galeone, A cura di Ferdinando Ceriani





Mercoledì 04 dicembre ore 17.30









Rassegna internazionale 

di drammaturgia contemporanea

presenta

GIOCATTOLI ROTTI

di CAROLINA ROMÁN

SPAGNA





La SPAGNA è protagonista al Teatro Manzoni di Roma con GIOCATTOLI ROTTI di CAROLINA ROMÁN per IN ALTRE PAROLE, rassegna internazionale di drammaturgia contemporanea ideata da Pino Tierno, a cura di Miriam Mesturino e Pino Tierno, con la collaborazione artistica di Ferdinando Ceriani, mercoledì 4 dicembre alle ore 17.30. A cura di Ferdinando Ceriani con Mauro Conte, Her, Sebastiano Gavasso, Giacomo Galeone. Traduzione di Annabella Canneddu. Assistente alla regia Laura Notaro. 


In scena la parabola della transessuale Maryon, che ripercorre, in un viaggio avanti e indietro nel tempo, le tappe fondamentali del suo percorso di vita e di transizione di genere: dall’infanzia in un paesino della Spagna profonda fino alla conquistata stabilità, passando per il soggiorno nella vibrante Barcellona degli anni ‘70, dove avviene l’incontro decisivo con Dorín, che sarà sua migliore amica e alleata. Sullo sfondo non mancano momenti di violenza, amori illusori (forse addirittura immaginari?), povertà, malattia e morte, tutte esperienze che guideranno la protagonista attraverso la conoscenza e l’accettazione di sé.


La XIX edizione della rassegna internazionale di drammaturgia contemporanea IN ALTRE PAROLE si svolge al Teatro Manzoni di Roma dal 23 ottobre al 18 dicembre 2024. Dieci appuntamenti, per conoscere testi contemporanei inediti, provenienti da diversi paesi, con la partecipazione di autori, attori, registi, traduttori in un continuo confronto col pubblico e addetti ai lavori e che vede il coinvolgimento diretto delle rispettive ambasciate. Tra i tanti artisti che ne prenderanno parte Michela Andreozzi, Amanda Sandrelli, Pino Quartullo, Massimo Wertmüller, Paola Quattrini, Mascia Musy, Pietro Bontempo, Mauro Conte, Her, Giovanni Carta, Caterina Misasi, Maria Cristina Gionta e tanti altri.  Polonia, Austria, Israele, Slovacchia, Cechia, Spagna (con opere in lingua castigliana e catalana) e Italia saranno i paesi coinvolti nei prossimi mesi in questa rassegna che negli anni ha presentato in prima nazionale più di 150 testi nati in ogni angolo del mondo. 

ll progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura- è vincitore dell’Avviso Pubblico

biennale “Culture in Movimento 2023-2024” curato dal Dipartimento Attività Culturali.



CAROLINA ROMÁN 

Drammaturga, attrice e regista argentino-spagnola. Nata a Formosa (Argentina), vive a Madrid da oltre 15 anni.

“Juguetes Rotos” ha debuttato, con la sua regia, al Teatro Español di Madrid ed è poi stato ripreso per una seconda stagione, visto il successo di pubblico e critica. Nel 2023 è tornato nuovamente a Madrid al Teatro Pavón. Lo spettacolo ha ricevuto due candidature al Premio Max nella categoria Miglior Attore per i suoi interpreti Nacho Guerreros e Kike Guaza. Ha poi ricevuto candidature per la miglior regia, miglior scenografia, miglior spettacolo e infine un premio come miglior attore “ex aequo” per i due protagonisti Nacho Guerreros e Kike Guaza al Concorso teatrale Garnacha de La Rioja di Haro 2019. La Román è autrice di vari testi teatrali quali “En construcción”, “Adentro” e tanti altri. Attualmente sta lavorando ai suoi prossimi progetti per la scena e alla sua prima opera narrativa.




Di seguito i prossimi appuntamenti:


11 dicembre ore 17.30

Paese   SPAGNA-CATALOGNA

Titolo     TERAPIA INTEGRALE

Autore    Marc Angelet e Cristina Clemente

Traduzione Pino Tierno

A cura di   Michela Andreozzi 

Interpreti Amanda Sandrelli, Michela Andreozzi, Pino Quartullo, Michele Savoia


13 dicembre ore 17.30

Paese   ITALIA

Titolo    IL DISEGNO DEL GATTO

Autore Pino Tierno

A cura di Silvio Giordani

Interpreti: Massimo Wertmüller, Maria Cristina Gionta


18 dicembre ore 17.30

Paese   ITALIA

PREMIO PODIUM 2024

Lettura scenica del testo vincitore






Ingresso libero - prenotazione consigliata

Tel. 06.32.23.634 – WhatsApp 327.89.59.298

e-mail info@teatromanzoniroma.it

www.teatromanzoniroma.it

Ufficio stampa Teatro Manzoni di Roma:

Alessia Ecora 3387675511 alessia.ecora@gmail.com ufficiostampa@teatromanzoniroma.it

Social Media Management INTER NOS – m.diletti@internosweb.it


Il Teatro Manzoni è raggiungibile con linee bus 280 – 495 – 628 e Metro A Lepanto

il teatro è dotato di servoscala per consentire l'accesso ai disabili in sala.

 

TeatroBasilica: “Gassa d'amante” diLabirion Officine Trasversali. Dal 5 dicembre

 


TeatroBasilica

Dal 5 al 8 dicembre 2024

la compagnia Labirion O.T. presenta

Gassa d'amante

da un’idea di Sofia Guidi

composizione scenica e drammaturgia a cura di Valerio Leoni

direzione attorale a cura di Sofia Guidi

con Sofia Guidi, Juliana Azevedo, Mattia Parrella, João Silva, Davide Ventura

scene e costumi a cura di Federica De Tora

attrezzeria a cura di Sharon Tomberli

uno spettacolo di Labirion Officine Trasversali



Sarà in scena al TeatroBasilica dal 5 al 8 dicembre 2024 lo spettacolo “Gassa d'amante”, da un’idea di Sofia Guidi, composizione scenica e drammaturgia a cura di Valerio Leoni, direzione attorale a cura di Sofia Guidi.

In scena Sofia Guidi, Juliana Azevedo, Mattia Parrella, João Silva, Davide Ventura. Uno spettacolo di Labirion Officine Trasversali.


Uno spazio vuoto, cosmico. Onde di placido mare in lontananza. Due stelle, confuse dalle orbite, tracciano coordinate di presenti indeterminati. Una donna porta sulle spalle il peso del tempo che fu e che sarà.

Due pescatori, al sicuro su di un pontile, attendono un sogno. Una strada, sporca. Vociare indistinto tutt’intorno. Una madre insegna al proprio figlio a parlare, a camminare, a sopravvivere. Masse di donne e di uomini si spogliano di ogni sentire. Due pescatori, all’asciutto su di un pontile, muoiono di fame.


LA RICERCA CHE HA PORTATO ALLA REALIZZAZIONE DELLO SPETTACOLO.

l mondo complesso in cui viviamo è articolato da leggi naturali e fisiche che ci permettono la sua lettura e decodificazione. Nel nostro panorama culturale, percepire gli eventi in un ordine temporale e dal fluire costante rappresenta la concezione più diffusa ed integrata di cosa sia la Realtà. Ma non sempre ciò che vediamo è come appare. La Realtà è infatti instabile. Si manifesta e si nasconde nello stesso momento. Di conseguenza, ogni evento si determina a seconda del luogo dal quale lo stesso viene osservato, cambiando la sua natura se ne percepiamo la manifestazione concreta, l’apparenza che assume o l’esperienza che ne deriva. Luogo, non punto di vista, espressione comunemente associata al senso di opinione o di giudizio di merito, snaturando il suo principio etimologico di appartenenza spaziale, che apre lo sguardo alla specificità del parziale nascondendolo alla complessità dell’intero. Ed ecco l’instabilità della Realtà, e la sua complessità.

Quale luogo scegliere così da rendere possibile una vista aperta sugli avvenimenti della nostra esistenza? È possibile astrarsi dall’opinione e porsi davanti al tutto? Il sistema di valori morali che caratterizza ognuno di noi determina la nostra massa, la nostra densità, ed ogni nuova scintilla di principio etico (così come ogni suo dissolvimento) cambia la topografia della struttura sociale che abitiamo, generando tensioni e relazioni differenti che, come campi gravitazionali, ci attraggono e respingono, determinando la nostra distribuzione nello spazio e nel tempo.

Il processo che accompagna questo lavoro tende alla generazione di un’astrazione, ridistribuendo la realtà

in porzioni più piccole di senso, ciascuna godibile da un determinato luogo di vista. Come in un poliedro dalle molteplici facce verranno mostrati e nascosti elementi, sezioni, colori e movimenti diversi, a seconda della rotazione e della rivoluzione in atto, superfici visibili ed oscure di corpi celesti in movimento.

E così gli eventi, o come meglio descrive la meccanica quantistica gli avvenimenti, esisteranno e potranno essere considerati reali solo entrando in relazione con qualcosa d’altro, scalando dallo specifico al generale e viceversa, in unità di scarto che porteranno la realtà ad astrarre sé stessa, verso direzioni poetiche ed evocative. Nel corso del lavoro le tre dimensioni dello spazio, integrate alla quarta dimensione del tempo, subiranno metamorfosi sceniche concrete al variare degli avvenimenti e dei luoghi di vista, in un susseguirsi di distorsioni, increspature, arresti e trasformazioni.


LA VISIONE

Una prospettiva scientifica, una rivoluzione copernicana che, con brutale onestà, apra in senso ellittico la percezione di un avvenimento: cosa davvero ci muove, in un’epoca di smarrimento e di trasformazione etica?

Cosa vuol dire, se esiste ad oggi, il concetto di verità? E cos’è quindi la bellezza, se perde il legame

con l’eterna sorella? Chi sono io, chi sei tu, e cosa rimane di ognuno di noi, se tutto ciò in cui abbiamo creduto e crediamo ci viene tolto? In una vita che è un battito di ciglia, in cui possiamo essere, nello stesso momento, impercettibili e determinanti, esploriamo affamati i confini dell’esperienza umana.


RESA SCENICA

Il dispositivo scenico prevede la compresenza di tre luoghi, i quali verranno determinati dal lavoro attorale e dalla modulazione di elementi di scenografia, attrezzeria, dei costumi e dalla gestione diegetica delle luci, che andranno di volta in volta ad illuminare porzioni di palco in maniera diversa. Per permettere la mutabilità di volumi e masse, le materie utilizzate saranno il legno, la corda e la carta, ricorrendo largamente all’utilizzo di origami. Le scene saranno così costruite in concomitanza col procedere dello spettacolo, nella concretezza di un’attività manuale, metafora della realtà pratica e fisica che ci circonda.


Nel dettaglio i luoghi d’azione saranno: 

-un mondo di sotto, habitat della massa, caratterizzata dalla condizione umana più radicale ed estrema.

- un mondo di sopra, dove si collocano le costanti k, leggi fisiche in grado di abbattere i veli agli occhi degli osservatori.

- una linea di raccordo, interspazio di sogno, fluttuante luogo di collisione ed epifania.


Le funzioni che abiteranno questo reticolato spazio-temporale che si flette, si storce e si incurva sono:

- m: massa intesa come quantità di materia, o meglio di valore contenuta in un corpo, portatrice della componente individuale

- M: massa intesa come gruppo di individui, o coro, portatrice della componente collettiva

- su e giù, qua e là: cardini che tirano gli assi cartesiani e determinano dunque lo spazio scenico, portatrici della componente descrittiva

- t: distensione, rallentamento ed accelerazione del tempo, portatrice della componente sonora, melodica e ritmica

- p1 e p2: pescatori, inservienti delle dimensioni e delle tempistiche, lavoratori ed esploratori delle profondità spaziali e marine, portatrici della componente narrativa

- l1 e l2: fonti di calore che, seguendo il principio della termodinamica, si moduleranno con il fluire degli eventi, passando attraverso i diversi piani spaziali, portatrici della componente poetica


Queste funzioni verranno interpretate da due attrici e tre attori: i passaggi tra le varie componenti avverranno a vista, attraverso una mutazione dichiarata di costume e di spazio scenico, così da mettere in risalto il momento del cambio del luogo di vista.


TEMI

Concetto di fame, apporto tra realtà ed Illusione, rapporto tra verità ed opinione, concetto di valore nella società contemporanea.


ISPIRAZIONI

Albert Einstein, Teorie della Relatività (generale e ristretta)

Principio di indeterminazione di Heisemberg

Geometria non Euclidea

Carlo Rovelli, opera divulgativa

Don McCullin, opera fotografica

Dylan Thomas, poesie

Italo Calvino, Le Cosmicomiche (libro)

Christopher Nolan, Interstellar (film)

Liberato, Ultras (album)

Daniela Pes, Spira (album)


CAMPI D’INDAGINE

Scardinamento dei pattern di movimento dei performer coinvolti, la loro educazione fisica, con l’obiettivo di attraversare nuove forme e nuovi corpi in relazione prossemica.

Ricerca espressiva su articolazione boccale, mimesi, azione vocale e verbale. 

Costruzione manuale in itinere delle scene ed utilizzo diegetico della luce.

Rapporto creativo/musicale con gli elementi scenici, studiati e costruiti per essere suonati dal vivo.

Scarti poetici a partire da attività quotidiane e loro deriva surreale.

Elementi di multidisciplinarietà e contaminazione con altri linguaggi della scena quali teatro di maschera, danza contemporanea e dei dervisci, clownerie, canto popolare e musica dal vivo.


Labirion Officine Trasversali è un Centro di Ricerca, Formazione e Produzione Teatrale fondato e diretto da Sofia Guidi (attrice, formatrice e regista) e Valerio Leoni (regista, drammaturgo e formatore).

Il lavoro della compagnia residente del centro, composta dai due direttori e dai performer Sara Giannelli, Sharon Tomberli e Davide Ventura, si sviluppa lungo il confine tra teatro fisico e minimalista con incursioni nelle arti di strada e cogliendo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, soprattutto nel campo dell’arte visiva digitale. Le produzioni, i lavori di ricerca e i progetti formativi del centro sono stati ospitati da festival italiani e internazionali come Biennale Teatro, Estate Romana, ARTErie, StradArte, Opulentia Festival, In Altre Parole, IPPT International Platform for Performer Training (EU), Voilà Europe Theatre Festival (UK), NTL Festival (DK) e da istituzioni come Grotowski Institute (PL), University of Kent e University of East London (UK), Eamt (EE). Lo spettacolo “Cuspidi”, prodotto da La Biennale di Venezia con il supporto esterno dell'Università di Coventry e diretto da Valerio Leoni, ha debuttato a Giugno 2023 nell'ambito del 51° Festival Internazionale del Teatro quale vincitore del bando "Biennale College Teatro Regia Under 35 (2022/2023)".

Lo spettacolo “RUINS|Souvenirs", scritto e diretto da Valerio Leoni, è stato presentato in anteprima presso il Teatr Laboratorium del Grotowski Institute (PL) con il sostegno di “Movin'Up Spettacolo”, a cura di MIBACT, GAI, Regione Puglia e GA/ER".



INFORMAZIONI

Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti, il regista Alessandro Di Murro. Organizzazione del collettivo Gruppo della Creta e un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Tutte le info sul TeatroBasilica a questo link:

https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo


Orari:

Dal martedì al sabato ore 21:00 - domenica 16:30

Prezzi: Biglietto intero € 18,00

Biglietto ridotto € 12,00 (studenti, under 26, operatori)

Biglietto online € 15,00

Carnet 4 spettacoli € 40,00


Dove siamo:

Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma

www.teatrobasilica.com

email: info@teatrobasilica.com

telefono: +39 392 9768519


Link utili

Sito https://teatrobasilica.com/

Facebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica

Instagram https://www.instagram.com/teatrobasilica/


Ufficio stampa TeatroBasilica e Gruppo della Creta

Maya Amenduni 

+39 392 8157943
mayaamenduni@gmail.com

Dare voce a chi non l'ha avuta- GLI ESCLUSI INSANE SITUATION PROCEDURE

 


Un'immersione totale, quella che ho vissuto domenica al Teatro Di Documenti, dove ho assistito ad un spettacolo teatrale, davvero, differente, da qualsiasi altro visto prima, senza dubbio la splendida cornice del luogo ha giocato la sua parte, un luogo particolare , quello del Teatro Di Documenti, progettato e costruito  nel cuore del quartiere Testaccio da Luciano Damiani, considerato uno dei massimi scenografi del 900', grazie soprattutto alla sua carica innovativa. Questo teatro ribalta, tutte le convenzioni teatrali, ovvero, separazione tra palco e platea, inesistenza della quarta parete, assenza di separazione tra gli attori e il pubblico.


Un luogo del genere, quindi, ben  si presta ad ospitare uno spettacolo tridimensionale come GLI ESCLUSI-INSANE SITUATION PROCEDURE

Non c'è scampo non si può rimanere inerti davanti ad un'opera tale, tanto densa è l'atmosfera che si crea, ascoltando le storie narrate dagli attori, personaggi riuniti in una sala, che dapprima dicono solo il proprio nome, e poi in un crescendo cadenzato  da stimoli sonori di vario genere, piuttosto che interventi inniettivi del personale medico, fanno dipanare davanti ai corpi degli spettatori, le vicende di questi 6 esclusi, che a poco a poco ci narrano la loro storia, prima raccontandoci chi erano loro e poi deflagrando nell'identità negata loro dalle famiglie di appartenenza.


Il testo di Roberta Calandra dietro cui c'è un accurato studio, delle vite di queste 6 persone : due uomini e 4 donne, tutti appartenenti a famiglie o clan famosi, tutti con una fragilità emotiva, e oggi, forse nel 2024, sarebbe stata accolta e capita, se non compresa, ma che nella prima metà del secolo scorso, se da una parte poteva ancora far paura dall'altra veniva facilmente strumentalizzata per far restare candida l'immagine familiare o del clan.


Al testo già bellissimo si aggiunge la regia di Valentina Ghetti, che rende l'opera ancora più densa, di atmosfera ho parlato, di corpi, e non sono solo di occhi od orecchi, riferendomi ai spettatori, perchè questo spettacolo tocca non solo le parti del corpo normalmente vigili, in queste occasioni, ma anche quelle inedite, come la gola, lo stomaco, grazie alla densità di vita negata e restituita attraverso gli attori a queste persone sfortunate.

La scelta registica della INSANE SITUATION PROCEDURE prende spunto da un noto esperimento psicologico, uno dei pochi avallato dalla comunità scientifica: la “Strange Situation Procedure” della celebre psicologa Mary Ainsworth, che valuta il sistema di attaccamento dei bambini attraverso stimolazioni e osservazioni esterne, pone quindi lo spettatore come osservato esterno, ma allo stesso tempo interno, grazie al contenuto.

Rosemary Kennedy sorella di John e Robert lobotomizzata, senza anestesia, ridotta sulla sedia rotelle, solo perchè considerata una ragazza vivace, interpretata da una Caterina Gramaglia tenerissima, struggente tanto da spezzare il cuore, Lucia Joyce interpretata da Camilla Ferranti, si scoprì che era solo dislessica, ma la sua vita, seppur figlia di uno dei più grandi scrittori del 900', colui che viene considerato il padre del "Flusso di coscienza" in letteratura, non esitò a confinare la figlia in un manicomio. Eduard Einstein, un gigante buono, capitato nella famiglia sbagliata, sulla genialità di Albert Einstein c'è poco da dire, ovviamente, ma sulla sua figura umana non è il primo  spettacolo teatrale, che ne stigmatizza l'aridità affettiva e la scarsa empatia, interpretato da un bravissimo Alessio De Persio che con la sua risata tragica  fa venire un nodo alla gola.

Dario Masciello interpreta con puntuale nonchalance  Giorgio il fratello di Gianni Agnelli, un dandy visionario che voleva rivoluzionare la Fiat che arrivò persino a sparare al fratello mancandolo, che morì suicida in un manicomio svizzero, e poi  i due personaggi paralleli: non c'è destra non c'è sinistra, se si tratta di escludere chi può ledere la nostra carriera : Albino Mussolini, e  Aldo Togliatti, il primo figlio di Ida Dalser e Benito Mussolini, morto di consunzione in un manicomio nel 1942, interpretato da  Leonardo Zarra, il secondo figlio di Palmiro Togliatti, un uomo timido, che ha vissuto la sua gioventù all'ombra di un padre ingombrante ed assente, per poi passare ben 50 anni in un manicomio, interpretato da un bravissimo Luca Di Giovanni.

                                              Miriam Comito

GLI ESCLUSI


Insane Situation Procedure

Un esperimento psico-teatrale

Di Roberta Calandra


Adattamento e Regia Valentina Ghetti

Con Caterina Gramaglia, Camilla Ferranti, Alessio De Persio,

Dario Masciello, Luca Di Giovanni, Leonardo Zarra


Fotografie Beniamino Finocchiaro


in collaborazione con Centro Culturale Mobilità delle Arti, Roberto D’Alessandro e Obiettivo Roma