mercoledì 14 marzo 2012

NOI SIAMO QUI- liberamente tratto da "TRE SORELLE" DI A. CECHOV

THEATRE TASK FORCE
presenta


NOI SIAMO QUI
liberamente tratto da “Tre Sorelle” di A. Cechov
Regia: Francesco Villano
http://www.youtube.com/watch?v=wY0VZPDEiTQ

Foto "Noi siamo qui"http://www.facebook.com/#!/media/set/?set=a.292516840776768.86475.100000553623611&type=3

Evento facebook:http://www.facebook.com/#!/events/349443335100867/
Teatro Palestra del Kollatino Underground
Via Georges Sorel 10, Roma
Sabato 24 Marzo 2012 ore 21
Domenica 25 Marzo 2012 ore 18
Biglietto 10€ - Prevendita 8€
Per prevendite e prenotazioni:

theatretaskforce@gmail.com  oppure 347.3705121




Aiuto regia: Aida Talliente
Assistente alla regia: Eleonora Leone
Disegno luci: Luigi Biondi
Scene: Mattia Migliorati

con Simone Alessandria, Alessandro Bernabei, Marzia Colandrea, Nicola De Santis, Claudio Fusi, Giulia Gibertini, Daria Mariotti, Tyler Micocci, Francesca Saccà, Sonia Scorti, Linda Sessa, Agostino Terranova

Video Trailer "Noi siamo qui"

martedì 13 marzo 2012

GIANMARCO TOGNAZZI e BRUNO ARMANDo in UN NEMICO DEL POPOLO, al CARCANO di MILANO

Al Teatro Carcano di Milano Gianmarco Tognazzi e Bruno Armando in
UN NEMICO DEL POPOLO

Un nemico del popolo  (En folkefiende, 1882) - Il dottor Storchi (Stockmann, nell’originale) scopre che le terme pubbliche da lui stesso attivate, meta ogni anno di tanti turisti e fonte di reddito per tutta la cittadina, sono inquinate dagli scarichi industriali.  Vorrebbe fare un pubblico appello per denunciare la cosa e cercare un rimedio al problema, ma né suo fratello, sindaco e rappresentante degli azionisti di maggioranza delle terme, né i redattori di un giornale popolare che abitualmente si schiera contro i potenti della città, appoggiano la sua relazione. Nessuno è disposto a dargli ascolto, perché tutti sarebbero parte lesa nella questione. Gli appelli al potere sono inutili, quelli alla coscienza popolare anche: sia vinti che vincitori sono una schiera di opportunisti, interessati solo alla reputazione e al denaro. E' in questo scenario che il dottore compie l'unica scelta possibile per lui: se prima vuole abbandonare la città, ora si accorge che la risposta migliore a questa situazione è data dalla conoscenza. Storchi si dedicherà a istruire i più giovani, poveri o ricchi che siano, per aiutarli a comprendere meglio la realtà, e renderli cittadini di una società più civile di quella attuale.
La robustezza della struttura dell'opera e la minore definizione psicologica dei personaggi fanno di Un nemico del popolo il testo ideale per riscritture e adattamenti in chiave contemporanea. Ci aveva già lavorato Arthur Miller in un famoso adattamento per la scena americana. Ci riprova Edoardo Erba che, con questo lavoro, prosegue la sua consolidata collaborazione alla messa in scena dei testi scelti da Gianmarco Tognazzi in questi ultimi anni.
Nemico del popolo è un’opera anomala di Ibsen.” – dichiara lo scrittore – “Rispetto alle altre i personaggi hanno un taglio meno psicologico e più emblematico, sono rappresentanti di aree sociali che si confrontano. Il loro comune denominatore è la tendenza a piegarsi alla realpolitik, ad accettare la manipolazione della verità per favorire il potere e l'economia. Fa eccezione il protagonista, anche nella definizione della psicologia: il dottore è un uomo certo velleitario e narcisista, suscettibile come un artista, incapace di arrivare al minimo compromesso, e tuttavia strenuo difensore della verità contro le bugie di comodo. Il suo scontro ‘uno contro tutti’ (anche se la figlia è fin dall'inizio la sua sentinella più fedele) lo isola e lo porta a dire nel finale che l'uomo più forte è quello più solo.”
“Ibsen ha scritto quest’opera in un momento della sua vita caratterizzato da un profondo pessimismo nei confronti della società in generale.” - spiega il regista Armando Pugliese – “Ma il suo discorso riesce ad andare al di là del, pur fortissimo, appello sociale e politico, fino a diventare metafora della crisi dell’artista, che di fronte all’imperfezione della sua opera decide di distruggerla.”
La vicenda è ambientata in un'Italia pre-craxiana, indecisa fra modernizzazione e contestazione. Non ci sono ancora cellulari e computer, la televisione è un monopolio e la stampa libera è il luogo della diffusione di notizie scomode. La riscrittura accentua i toni della commedia di caratteri, come da tradizione nazionale, restituendo tuttavia ai personaggi una freschezza che scavalca agilmente due secoli di letteratura. Il finale apre a una tenue speranza, così come in Ibsen. Una speranza che non vogliamo sia destinata a naufragare. 

Giovedì 29 marzo alle ore 18 in teatro si terrà un incontro aperto al pubblico. Oltre ai protagonisti dello spettacolo Gianmarco Tognazzi e Bruno Armando interverrà - in considerazione delle tematiche affrontate dal testo –  la dottoressa Alessia Sacchetti, consigliera del WWF Lombardia. Ingresso libero.

Al Teatro Carcano di Milano
da giovedì 22 marzo a domenica 1 aprile 2012
Pragma Produzioni – TSA Teatro Stabile d’Abruzzo
Gianmarco Tognazzi
Bruno Armando
UN NEMICO DEL POPOLO di Henrik Ibsen
Adattamento Edoardo Erba
Con la partecipazione di Lombardo Fornara
e con Franz Cantalupo, Fortunato Cerlino, Stella Egitto,
Simonetta Graziano, Renato Marchetti, Antonio Milo

Scene Andrea Taddei – Costumi Andrea Serafino
Musiche Paolo Coletta - Disegno luci Valerio Tiberi
Regia Armando Pugliese
Durata 2 ore + intervallo - Orari feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo
Prezzi poltronissima € 34,00/balconata € 25,00
Per informazioni e prenotazioni 02/55181377 – 02/55181362
Per scuole e gruppi organizzati 02/5466367 – 02/55187234

Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano – www.teatrocarcano.com

lunedì 12 marzo 2012

MALABRENTA al TEATRO LE SEDIE

 E' stato in scena il 10 e l'11 marzo2012 al Teatro Le Sedie "Malabrenta"
 che ha ottenuto il secondo posto al  Premio Off  Teatro Stabile del Veneto 2011.
"Malabrenta" è una riflessione di Giorgio Sangati, che cura anche la regia  dello spettacolo sulle vicende del più noto malavitoso del Nord-Est. Felice Maniero, Sangati ha scelto un punto di vista al contempo sia terzo che interno, ovvero quello di un uomo molto vicino a Maniero, e che ne ha condiviso nel bene e nel male la sorte, fino ad un certo punto, fino a quando le strade dei due uomini si sono divise, Maniero libero, perchè si è avvalso della legge sui pentiti, l'altro in carcere. La pararbola che  a volte fa di figli di operai malviventi e simile, rimanendo solo nel nostro paese, in tutta Italia. una primissa gioventù molto povera, all'ombra di genitori oppressi dal duro lavoro, l'incontro con personalità carismatiche, che prendono facilmente potere dove ci sono dei vuoti, dove ci si fida di più di un boss locale che dello stato, è facile cadere nella tentazione di una vita diversa, migliore più bella. L'uomo che ci parla dal carcere, interpretato da Giacomo Rossetto, non ha neanche un nome, potrebbe addirittura essere un personaggio di fantasia, ma ciò che ci racconta è tutto vero e nessun riferimento a cose o a persone è puramente casuale. Nel Veneto degli anni 70' non era diffiacile "innamorarsi" di uno come Felice Maniero non  a caso lo avevano soprannominato nel mondo della mala "Faccia d'angelo", sorrideva sempre, lui voleva essere un V.I.P. per  questo motivo aveva da subito pensto in grande, i suoi colpi erano scenografici, tutti lo conoscevano ed era  pieno di donne, le briciole, schegge di ciò che otteneva me lampi di luce partivano dall sua persona e colpivono illuminando, seppur di luce riflessa i suoi aiutanti. Alla fine a pagare sono sempre i più deboli, i meno furbi, al momento del pentimento di Maniero, tutti i suoi aiutanti finirono in carcere. La riflessione che mi sorge spontanea è le analogie evidenti tra la storia della Mala del Brenta e la Banda della Magliana, hannoqualche connessione con l'istituto del "Soggiorno obbligatorio"?
Miriam Comito
MALABRENTA
di
Giorgio Sangati
Regia
Giorgio Sangati
con
Giacomo Rossetto
TEATRO LE SEDIE
dal 10 al 11 marzo 2012
Vicolo del Labaro 7

mercoledì 7 marzo 2012

CRISI di e con STEFANO PESCE

 Continuano al Teatro Cometa Off i Liberi Esperimenti Teatrali, è la volta di "Crisi" in scena dal 6 all 8 marzo 2012.
Scritto e interpretato da Stefano Pesce, "Crisi" racconta le vicissitudini di un uomo, che si trova a dover far ricorso suo malgrado, piuttosto per fare felice la moglie all'analista. Il racconto è sottolineato dalle note di un sassofono, che accompagnano il fluire della narrazione, e risvegliano nella mente dell'uomo pensieri e desideri, sopiti o addirittura subcoscienti, ma che al comparire di una particolare musichetta balzano prepotentemente in avanti nella sua mente, e lo portano a voler evadere dal solito tran-tran quotidiano! L'importante è la sicurezza, la consapevolezza di non essere prigionieri di un circuito chiuso...e poter uscire di notte mentre le strade sono deserte, anche solo per comprare il latte al bar notturno, o le sigarette al distributore automatico, muoversi in libertà  per sentire quella ebbrezza leggera, che fa tornare a casa soddisfatti, ma dopo un po' l'ebbrezza svanisce, si vuole sempre di più, cercare il senso  della vita oltre..., fino a formulare un piano d'attacco contro quel nemico invisibile, ma neanche tanto di cui l'uomo ha bisogno per scaricare le proprie ansie e frustrazioni, una sorta di bersaglio, che convogli in se tutte le magagne della società. Ma sarà davvero così? Oppure, forse, ognuno è responsabile della propria crisi, e le ragioni propulsive per il cambiamento vanno cercate in noi, senza fare il solito gioco dello scarica barile..
Miriam Comito
CRISI
di
Stefano Pesce
con
Stefano Pesce
Musiche
Simone Salza
dal 6 all 8 marzo 2012
Teatro Cometa Off
Via Luca Della Robbia 47

martedì 6 marzo 2012

PROVE APERTE DI CIVILTA' II edizione LA VOCE DELLE DONNE

Prove Aperte di Civiltà
II edizione – la voce delle donne

Palladium, 7 marzo 2012 ore 21
Ingresso libero

              un paese senza Teatro non è un paese civile
                                          Bertolt Brecht

PROGRAMMA

Presentazione della serata: Carla Di Veroli (Assessora alle Politiche culturali Municipio Roma XI), Chiara Casarico e Tiziana Scrocca (Il NaufragarMèDolce)

L’unicorno - di e con Giovanna Conforto
Sulla saggezza delle donne si e' detto molto ma dalla tradizione norvegese ci viene una lezione... sorprendente.

Fimminincanto – Susanna Ruffini, Laura Cuomo, Daniela Zuccaro, Chiara Casarico
Canzoni della tradizione popolare, da nord a sud.... la voce delle donne!

I fili di Penelope - di e con Tiziana Scrocca, musiche Roberto Mazzoli
Penelope aspetta e tesse un mantello di storie, l’ Odissea. Tesse, inventa e racconta le storie che allontanano Ulisse, per giustificare l’assenza, per trattenere il Tempo, per sbeffeggiare la Solitudine e allontanare la Morte… E’ questa la forza di chi resiste, di chi tiene vivo il ricordo e l’amore, di chi protegge e cura la propria umanità.

Picu. Io sono l’eroe - di e con Arcangelo Iannace, Francesco Spaziani, Michele Bevilacqua
Picu e' il richiamo che dà l'inizio ad una trasformazione, e' una parola che dà il via ad un viaggio senza ritorno, dove chi lo compie é colui che chiude il ciclo. Colui che torna vincitore. Colui che compie il viaggio liberatore. PICU è un eroe perchè resiste.

Roslen Bondìcantante dei Tothem.
Quando i suoni melodici della voce classica si fondono con il rock più moderno…

Illusione amore mio - Movimento Clown: Anna Cisternino, Anna Rizzi, Olimpia Adriani
Spettacolo comico poetico di teatro clown moderno, racconta di una goffa giovane donna di nome Olga che cerca disperatamente di rendere felice la sua mamma che la desidera donna perfetta, sposata e con figli; senza però mai riuscirci.
                                                       
Io e la mia fine - Silvia Torino
Liberamente ispirato a Coppia aperta di Franca Rame. Una donna che non riesce a convivere con un uomo reinventato.

Bret&Bret - Luciano Pastori e Pierluigi Ricciardi
Clown nella vita ed in corsia con Soccorso Clown, organismo ideatore e pioniere della nuova figura del clown ospedaliero, che riunisce e sintetizza in sé le professionalità degli operatori del circo e del teatro.
                                                                                                                                           
Giuseppe Tomassini Trio - Giuseppe Tomassini (voce e chitarra acustica), Claudio Mangialardi (contrabbasso), Roberto Mazzoli (chitarra classica, guitalele, cajon)
Testi e musiche disegnano una ragnatela di sogno reale, in un gioco di forza tra sensibilità e passione. L’ensemble aderisce al Progetto “PRECARI UNITED”, nato dall'esigenza di creare una forma di tutela autonoma e dal basso a partire da quelle realtà del mondo del lavoro dove le tutele sindacali sono più deboli.
Storie di pane - di e con Chiara Casarico e Emanuela Bolco
Ogni pane ha la sua storia, ogni storia ha il suo pane... si impasta e si fanno lievitare ricordi, suggestioni, personaggi, canzoni, proverbi, scioglilingua... e si porta lo spettatore nel magico mondo del racconto, in un ipotetico giro del mondo da nord a sud, con un movimento circolare dalla testa al cuore.... Uno spettacolo dove il reale si fonde col surreale e la verità del pane appena sfornato punge le narici e delizia la gola….

Affari di famiglia - Fuori ConTesto, di Emilia Martinelli, musiche di Federica Principi, con Maria di Profio, Tiziana Scrocca, Marco Ubaldi.
Una relazione – quella tra una madre e una figlia con disabilità – che gioca il suo equilibrio, si allarga e si stringe, un legame che non si può sciogliere, ma che vuol trovare un modo per esistere e per resistere ai pregiudizi della società… La pièce fa parte di un progetto di spettacolo corale "Affari di famiglia" realizzato con il contributo del Dipartimento delle Pari Opportunità. Il progetto-spettacolo ha messo insieme in scena 8 compagnie, tutte impegnate da anni nel campo della disabilità e dell'integrazione teatrale.

Figlie di Sherazade - di e con Chiara Casarico e Tiziana Scrocca
Due donne si raccontano come in uno specchio ribaltato: una fuga e un ritorno, un dramma personale e le sofferenze di un popolo. Figlie di Sherazade è la storia vera di due giovani donne che raccontano affinché altre donne possano un giorno vivere in condizioni migliori. Una testimonianza attraverso uno spettacolo agile ed essenziale. Una colonna sonora originale e coinvolgente, una scenografia fatta di immagini proiettate. E un gruppo di donne che raccontano di donne.

Acustimantico              Raffaella Misiti (voce) Marcello Duranti (sax e altri tubi sonori), Stefano Scatozza (chitarre e musiche), Stefano Napoli (contrabbasso), Salvatore De Seta (batteria), Danilo Selvaggi (testi)
Tempo di passaggio è il nuovo disco della band romana. Il titolo fa riferimento a una specie di sospensione, ma anche di cammino, di attraversamento. Tempo di passaggio è una riflessione libera, non didascalica, sul tempo che viviamo: difficile, diviso, per molti versi oscuro eppure entusiasmante. Un tempo di crisi della società, della cultura, dell’arte, di molti progetti rivelatisi illusori, ma che avrebbe in sé gli elementi e la potenza per un profondo cambiamento, una rigenerazione individuale e collettiva.

In collaborazione con Tropico del Libro, il Menocchio, Compagnia di Giorgio Brancia


UN SEGNO


Prove aperte di civiltà non è uno spettacolo teatrale come gli altri, né diverso dagli altri.
È una serata in cui artisti, linguaggi, pubblico, si incontrano, in uno spazio dedicato alla creatività indipendente. Risponde al bisogno primario di cultura, bene comune che si oppone alla disgregazione.
Per questo è gratuito.

Il Palladium torna ad acquisire il senso per cui è nato, quello di essere un teatro per l’organismo collettivo che lo contiene: la comunità, la cittadinanza.
Per questo è promosso dall’XI Municipio.

Queste particolarità, nell’edizione 2012 dedicata alla voce delle donne, come riflessione culturale e politica sul percorso di libertà e di autodeterminazione delle donne nella storia, richiedono la presenza di un Segno.

Il NaufragarMèDolce, che promuove per il secondo anno l’iniziativa, ha scelto come segno, fisicamente presente ed evidente, una fascia setosa di colore, che accompagna lo spettatore dall’ingresso alla sala.
Si vuole richiamare così il percorso di quella voce, tanto lungo e difficile quanto assolutamente necessario e attuale; una strada che ha avuto bisogno di leggerezza e fantasia, ma anche di straordinaria forza e determinazione.

Trame leggere, solide resistenze è il sottotitolo di questo Prove aperte di civiltà: il nostro segno è appunto una trama leggera, che si stende tra le solide resistenze-colonne del Palladium; così come il lavoro degli artisti che sono coinvolti è, nelle difficoltà presenti, una solida e faticosa resistenza, che ha assunto l’aspetto, in apparenza leggero e immateriale, della trama teatrale o delle strutture sonore.

Tutto ciò indica ancora un percorso, anzi più percorsi che qui si intrecciano e che trovano il loro senso nella loro destinazione, cioè un pubblico, che non solo “batte le mani”, ma “batte il tempo” del proprio agire, in una battaglia, comune, contro tutte le ingiustizie e le diseguaglianze.

lunedì 5 marzo 2012

LA PRESIDENTESSA al TEATRO 7

In scena la Teatro Sette dall 28 febbraio al 11 marzo 2012 "La presidentessa" esilarante commedia scritta da Maurice Hennequin & Pierre Veber. Un Vaudeville godibilissimo, due ore di puro divertimento. Divertimento serenamente abbracciato a riflessioni sull'animo umano, sui suoi vizi, specialmenti quelli che escono fuori di fronte alla possibilità di un'avventura galante, o di una promozione lavorativa che avolte vanno di pari passo. Già film di Pietro Germi, e riproposto da Luciano Salce, "La presidentessa" è stato portato in teatro da Sabrina Ferilli, con la regia di Gigi Proietti.
La versione proposta al Teatro 7 vede la regia di Maurizio Lops, e nel ruolo di Gobette, la spregiudicata soubrette, che in seguito al suo allontanamento dall'albergo in cui alloggiava,  trova ospitalità nell'austera casa del presidente Tricointe Elena Cucci. Per un equivoco Gobette verrà scambiata per la moglie del presidente, ciò darà il via ad una serie malintesi, che porterà il presidente ad ottenere l'agognato posto nella capitale."La Presidentessa" è ambientato nella Francia del primo Novecento, ma potrebbe essere benissimo ambientato in Italia ai giorni nostri. Uno spettacolo molto ritmato con continue entrate e uscite dei 12 personaggi, che tengono ben sveglia l'attenzione del pubblico, non perdetevelo! Passerete due ore piacevoli!
Miriam Comito
LA PRESIDENTESSA
Di
Maurice Hennequin & Pierre Veber
Regia
Maurizio Lops
Aiuto regia
Sara Palma
Con:
Alessia Amendola
Fabio Antonelli
Elena Cucci
Massimiliano Delgado
Ramona Fiorini
Maurizio Lops
Giuseppe Ragone
Ilary Artemisia Rossi
Leonardo Sbragia
Tiziano Scrocca
Carlotta Tommasi
Alessandro Vichi

Costumi
Giulia Amendola e Giorgia Forte

Disegno luci:
Francesco Mischitelli

Luci e Fonica
Alessio Manuali

Grafica
mybraveface
dal 28 febbraio al 11 marzo 2012

Info e prenotazione:
Teatro 7
06.44.23.63.82
teatro@teatro7.it
www.teatro7.it
info: palma.sara@yahoo.it

domenica 4 marzo 2012

E' VERO- RADIANCE

In scena al Teatro Cometa Off, il 3 e il 4 marzo 2012, nell'ambito di L.E.T. "E'vero- Radiance", di Louis Nowra.
Il regista Paolo Sassanelli, ha trasposto geograficamente la vicenda originariamente ambientata in Australia, nella laguna veneta. Tre sorelle si ritrovano al funerale della madre, tre "half-sisters", nate dalla stessa madre, ma con padri diversi, preferisco usare il termine inglese, piuttosto che quello italiano, perchè, in questo caso, mi sembra più appropriato al concetto di sorelle o frateli con uno solo genitore in comune, che la desinenza (stre) che involgarisce il termine.
Marta (Giulia Weber) infermiera, si è presa cura della mamma, ne ha vissuto appieno la rutilante vecchiaia, e ne porta addosso i segni, è la più cinica delle tre. Nina (Margot Sikabonyi) è la più giovane, quella più vicina di carattere alla mamma, come a lei le piacciono molto gli uomini, è la più ingenua e allo stesso tempo ferina di tutte.Costanza (Marit Nissen) è una cantante lirica di successo, sempre in tournèe, e non vedeva le sorelle da molto tempo.  La mamma apparteneva ad una stirpe originaria del territorio, era una discendente dei nativi, e per questo probabilmente, più naive, selvaggia, con comportamenti rudi. I servizi sociali incombevano su di lei, portandogli via le due bambine più grandi, mandate a vivere in collegi, retti da religiosi, come in realtà succedeva in Australia dove la "Stolen generation" ovvero bambini nati da persone di origine aborigena venivano tolti ai leggittimi genitori e mandati ad "educare" nei collegi.
Nessuna delle tre sorelle conosce il padre, ma l'unica che sogna di lui, fino ad arrivare al punto di immaginare un incesto è Nina,  e  là scoppia la tragedia,  e si ricompone la verità.
L.E.T. sta per Liberi esperimenti teatrali, una vetrina per nuovi spettacoli in cerca di produttore, beh "E' vero Radiance" merita di trovare una produzione adeguata: la storia, tutta al femminile, è molto bella e, e pur essendo nata in Australia, per denunciare i soprusi verso i nativi è adattabilissima, come ha dimostrato Paolo Sassanelli, a qualsiasi nazione, chi è più povero, più debole finisce per tacere, sognare, o sclerare con chi gli è pù vicino, fino ad urlarsi in faccia. Le tre attrici si sono bene assemblate tra di loro,  Margot Sikabonyi, prende quota nei ruoli che la sdoganano dalla "brava ragazza di buona famiglia" e le fanno toccare delle corde più da sognatrice si, ma irrazionale, fuori dai binari precostituiti. Suggestive le foto che scorrono sullo schermo nei momenti di pausa, in una delle quali si può scorgere Marit Nissen da bambina.
Miriam Comito
E' VERO- RADIANCE
di
Louis Nowra
Regia
Paolo Sassanelli
Personaggi                Interpreti
Marta                       Giulia Weber
Nina                         Margot Sikabonyi
Costanza                  Marit Nissen
3-4 marzo 2012
Teatro Cometa Off
Via Luca Della Robbia 47