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martedì 20 maggio 2014

TORTUGA- dalla fine all'inizo del mondo



T O R T U G A
[dalla fine all’inizio del mondo]
dal 20 al 25 maggio 2014 | COMETA OFF

progetto di LISA
testo di Lorenzo Gioielli
regia Virginia Franchi
con Lorenzo Gioielli e Andrea Monno
elaborazioni sonore Gianni Salinetti
scenografia Claudia Cosenza
costumi Alessandro Fusco
disegno luci Alessio Pascale

E se finisse il mondo? Se rimanessero solo in due, una tartaruga mutante e un uomo? E se per non morire di noia fossero costretti a parlare e a raccontare continuamente qualcosa?
Da queste domande fondamentali nasce TORTUGA un progetto di LISA Libere Iniziative Spettacolari Azzardate con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale, su testo di Lorenzo Gioielli. Dopo una prima apparizione sotto forma di lettura nella rassegna Non Fidatevi delle Parole, debutta nella sua completezza di azione spettacolare al teatro Cometa Off di Roma dal 20 al 25 maggio.

Ne lo tempo che era o chello ca verà remanerà n’ommo e na tortuga. Ca si loquano ‘ndosso de recipro pe scoprì a significanza de la vita de chelli e de omnia, le luci in de cielo e de ommi e anime su la tera. E a significanza, quanno che lo racco se sfinisce, la troveno. Bra.

TORTUGA è la storia dell’ultimo uomo sulla terra, Marcus, e dell’ultima tartaruga mutante, Tortuga. Tutti gli altri uomini e creature viventi sono morti, di noia.
Per questo i due viaggiano, e soprattutto parlano, si raccontano, senza pause, perché se si fermassero l'istante successivo potrebbe essere fatale.
Lo spazio in cui sono immersi è certamente post-catastrofico ma nulla ha a che fare con l’immaginario collettivo che tratta della Terra dopo un olocausto planetario. L’habitat è surreale, intricato, un groviglio di malinconia e speranza, di rimandi a un mondo estinto, così come il linguaggio parlato dai due, una neo-lingua nata dalla riscrittura e ricomposizione di parole e suoni appartenenti a un tempo di cui non si ricorda quasi nulla, se non che le proprie misere vicende, ora eccezionali perché la loro narrazione è rimedio alla morte stessa.
Così come eccezionali sono loro, Marcus e Tortuga, eroi del nulla, del parlarsi addosso, dell’oltrepassare ogni sorta di pudore comunicativo, dell’essere gli ultimi rimasti, e della grandezza del destino che li attende.


LISA_Libere Iniziative Spettacolari Azzardate, nasce nel maggio 2013 dall'incontro di cinque persone tutte determinate ad ideare forme d'arte sostenibile. Quindi ideare e progettare azioni spettacolari attraverso una molteplicità di linguaggi, con la semplicità che può provenire soltanto da un'attenta indagine della complessità comunicativa, da una forte tensione delle idee e da un sincero spirito di servizio. 
LISA è un gruppo d'intemperanti che non cedono di fronte alla società dello spettacolo e cercano di trasformarla nello spettacolo per la società. Sito: http://www.killmelisa.com/
Lorenzo Gioielli
Attore, regista e scrittore italiano. Entra nella Bottega Teatrale di Firenze, diretta da Vittorio Gassman e Giorgio Albertazzi, nei primi anni ottanta. Parallelamente alla carriera di attore e regista ha esordito nella letteratura nel 2005, con il libro "59 minuti". Nel 2006 ha vinto il Premio "Gran Giallo città di Cattolica", per il miglior racconto inedito dell'anno con "Matteo 19,14. Lasciate che i bambini vengano a me", pubblicato per la Mondadori. Prosegue la carriera registica con "La notte poco prima delle foreste" di B.M. Koltes, con Pierfrancesco Favino, "Lisa", un suo testo con Rolando Ravello e Alba Rohrwacher, "Paura d'amare", di Terrence McNally, con Giancarlo Zanetti e Laura Lattuada. Con "Iressa" nel 2006 ha vinto il XXXI premio Fondi La Pastora per la drammaturgia contemporanea. Successivamente si divide tra cinema e teatro lavorando con, tra gli altri, Sorrentino ne “Il Divo”, “L’Amico di famiglia” e “La grande bellezza”, con Marco Tullio Giordana in “Romanzo di una strage”, con Stefano Sollima in “Romanzo Criminale”, con Diego Bianchi e Nanni Moretti in film in fase d'uscita. Tra le ultime regie teatrali porta in scena testi di cui è autore, tra cui “Non c’è tempo, amore” e "Nero” con Amanda Sandrelli, "15 Marzo 44 a.C.” con Rolando Ravello e Virginia Raffaele.

Virginia Franchi

Diplomata nel 2009 in Teatro e Musical presso l’Accademia Fonderia delle Arti diretta da Giampiero Ingrassia,  nello stesso anno affianca Lorenzo Gioielli come aiuto regista nello spettacolo “15 marzo 44 a.C.”. Come regista assistente, lavora in “Zanna, don’t!” di Tim Acito e “Nero” di Lorenzo Gioielli e prosegue il lavoro di aiuto regista in “Non c’è tempo, amore” e “Agostino” di Massimiliano Bruno. Nel 2010 vince la IX edizione del “Premio per il cinema e per il teatro sorelle Gramatica”. In seguito lavora a fianco di Marco Mattolini in “Matteo 19,14. Lasciate che i bambini vengano a me”, di Lorenzo Gioielli in “Oscar e la dama in rosa” con Amanda Sandrelli e di Carlo Simoni in “La Marcolfa” di Dario Fo, con Antonio Salines. Nel 2011 debutta alla regia con “A Galway Girl” di Geraldine Aron. A seguire, cura le regie di “Vulcano. Riscrittura dei Costruttori di vulcani di Carlo Bordini” scritto con Francesco Pontorno nell’ambito dei festival PerformaDance (LE) e Roma Fringe, “Lettere agli Amanti Blog Live (primo movimento)” per Fonderia delle Arti, “The First Hour”, performance realizzata per il progetto Total Live Performances nell’ambito Programma Cultura 2012 dell’Unione Europea, prodotto da Teatro Tesi (IT), Authentic Art (RO), CCC Slavianska Beseda 1880 (BG), HRDC (GR) e “Lassù” di Lorenzo Gioielli, all’interno della rassegna “Libere Iniziative Spettacolari Azzardate (n0n f1da7evi d3ll3 p4r0le)”.

CONTATTI
Teatro Cometa Off
Via Luca della Robbia, 47
Dal martedì al sabato ore 21.00
Domenica ore 18.00
Botteghino: tel. 06 57284637

Ingresso: intero 10 + 2,50 (tessera)
ridotto studenti 7 + 2,50 (tessera)

domenica 23 marzo 2014

LA NOTTE PIU' LUNGA recensione

ADYNATON
presenta
Gino la Monica
in
LA NOTTE PIU’ LUNGA
Drammaturgia e Regia di Emanuela Giovannini

TEATRO COMETA OFF DI ROMA DAL 19 AL 30 MARZO

LA NOTTE PIU' LUNGA  è uno spettacolo, che ha, insito in se, una straordinaria potenza poetica. A poco a poco lo spettatore viene condotto, in un primo momento, senza quasi accorgersene,a condividere il viaggo che l'attore sta percorrendo,e a immedesimarsi con lui. Un viaggio alla ricerca di una conoscenza reale di se stessi, e chi meglio di Luigi Pirandello, con il suo sguardo profondo, e la sua perspicacia nel capire ogni anfratto della mente umana, può accompagnare, in un viaggio di siffatta importanza? Il protagonista è un attore, che si è quasi del tutto immedesimato con  l'autore agrigentino, tanto da non sapere più se alcuni dei suoi pensieri, sono suoi, o se "Luigi" è talmente entrato dentro di lui, da percepirne e condividere pensieri e parole.
LA NOTTE PIU' LUNGA è uno spettacolo che si lascia ascoltare, trasportandoti in una dimensione lontana, e vicinissima al contempo, affrontando direttamente, ma con sapiente leggerezza, i temi fondamentali della vita umana, andando a toccare, facendole vibrare, le note più alte e sensibili dell'animo umano, scardinando le convenzioni, e mettendo a nudo la realtà. Il binomio La Monica- Giovannini ha saputo creare questa magia,  di lievità è profondità.
Miriam Comito
Roma, 13 marzo

Un uomo, un’ossessione e un viaggio in treno attraverso Pirandello. Il protagonista di questa lunga notte confonde i soi pensieri con quelli dei personaggi pirandelliani e racconta, ai suoi compagni di vagone, la storia di un uomo sospeso tra realtà e immaginazione. E’ una straordinaria prova d’attore quella che propone Gino la Monica in “La notte più lunga” che debutta al Teatro Cometa Off di Roma mercoledì 19 marzo per restare in scena fino al 30. Ma è anche un’inconsueta e stupefacente prova autoriale per un testo originale scritto da Emanuela Giovannini, che ne cura anche la regia, capace di un’operazione filologica tanto difficile quanto riuscita.

Con l’aiuto regia di Roberto Saura, le musiche di Antonio Di Pofi, le scene di Fiammetta Mandich e le luci di Giovanna Bellini, “La Notte più lunga” non è solo un evento culturale ma è anche un’opportunità. Prodotto dall’Associazione culturale Adynaton, lo spettacolo si avvale del supporto tecnico di tre ragazzi, Joana, Alessandro e Veronica, che fanno parte dell’Officina di Teatro Sociale, un progetto che riunisce l’esperienza artistica professionale con l’attività teatrale rivolta ai giovani coinvolti in procedimenti penali o in condizione di disagio sociale e familiare.

Dal 19 al 30 marzo 2014 – ore 21 (domenica ore 18)
Teatro Cometa Off
Via Luca della Robbia, 47 – Roma
0657284637

mercoledì 11 dicembre 2013

Matteo diciannove quattordici

al 10 al 15 dicembre
TEATRO COMETA OFF
Via Luca della Robbia 47, Roma
MATTEO DICIANNOVE QUATTORDICI
Lasciate che i bambini vengano a me
di Giovanni Franci
con Gabriele Granito e Gianmarco Bellumori
regia Marianna Galloni

"Matteo diciannove quattordici", è uno spettacolo intenso che non può lasciare indifferenti sotto vari punti di vista: il testo puntuale su una vicenda di amor perduto, ma non dimenticato, sempre presente nella vita di Luca (Gianmarco Bellumori), che ci introduce subito nella scena iniziale in un' atmosfera di amore muto, espresso solo con i gesti, e le espressioni del volto, e straziante, che non ci fa rimpiangere la parola, per poi deflagrare in un urlo, che dà l'avvio alla narrazione della vicenda.
La vicenda si dipana in un racconto pieno di innocenza, innocenza mista a  curiosià e stupore ben resi dalla recitazione di Gabriele Granito
Miriam Comito
,Nel giardino di casa Luca (Gianmarco Bellumori) attende che la fidanzata finisca di prepararsi per una festa fra amici: una cornice di assoluta normalità destinata ad essere travolta dalla memoria e dal sogno, per raccontarci una storia d'amore tutta diversa. E' la storia di un passato scabroso che emerge poco a poco in un mare di ricordi per troppo tempo nascosti. Confessione? Delirio? Visione? Non abbiamo bisogno di saperlo con certezza. Quel che conta è la forza profonda e incontenibile dell'innocenza, costantemente impegnata a lottare contro una terribile verità: “Ognuno di noi ama esattamente come è stato amato.”
Matteo (Gabriele Granito) nasce da una madre che di lui non sa cosa farsene, per lei quel bambino è solo un fastidio, un impedimento. Così viene affidato ad una zia che lo cresce all'insegna di un'educazione cattolica eccessiva e soffocante, per poi abbandonarlo a sua volta in un collegio. Qui Matteo incontra Padre Vincenzo, un religioso di circa quarant'anni, con cui inizia un rapporto ambiguo ed esclusivo. All'età di dodici anni, conosce Luca, un ragazzo poco più grande di lui, e da subito prova un'attrazione che non riesce a spiegarsi, che lo tormenta. I loro incontri segreti segnano la formazione sessuale di Matteo. Quando Padre Vincenzo scoprirà l'innocente relazione clandestina tra i due ragazzi, per loro inizierà un vero e proprio calvario fatto di ricatti, violenze e persecuzioni.
Ma questo testo non è un'accusa o un'inchiesta sulla pedofilia all'interno della chiesa cattolica.” - afferma deciso Giovanni Franci (Premio Siae 2012 come miglior autore emergente al 55° Festival di Spoleto) - “E' un omaggio alla purezza che resiste ad ogni tentativo esterno di corruzione. Il protagonista è il simbolo di un fanciullo che non assimilerà mai l'alfabeto di orrore che gli viene dettato, né saprà mettere in pratica la grammatica della paura che gli è stata insegnata. Non c'è un giudizio esterno, non ci sarà né un'assoluzione né una condanna, noi siamo il tribunale di noi stessi, è dentro di noi che si svolge il processo, siamo noi a essere chiamati come avvocati difensori, come accusa e come giudici.”
Per la regista Marianna Galloni, che collabora con Franci già da qualche anno, Matteo Diciannove Quattordici è una sceneggiatura priva di fronzoli e ricca di elementi poetici che non lascia spazio a falsi sentimentalismi. Una piece che spara dritta alla storia di due giovani ai quali è stato negato l’ossigeno della vita. L’unica nota morbida è la pelle dei loro corpi. Basilare e vitale è solo il ricordo che rimarrà per sempre l’uno dell’altro. Per questo ho voluto una scena molto semplice: un giardino ma un giardino come se fosse un balcone, un portico ma come se fosse una barca. Non è che un pretesto per far incontrare Luca e Matteo di nuovo e ancora di nuovo, ogni giorno e per sempre, come il vento che mai smette di soffiare.”

TEATRO COMETA OFF
INFO 06 57284637
BIGLIETTI €15,00 - €10,00
ORARIO mar/sab h. 21 dom 18.30

venerdì 4 maggio 2012

PUNTI D VISTA

La compagnia Pescibanana
Presenta

PUNTI DI VISTA

Scritto e diretto da
Sara Caldana

Con Giulia Bornacin, Michele Albini,
Guido Saudelli, Veronica Milaneschi

TEATRO COMETA OFF

DAL 3 AL 6 MAGGIO 2012

Debutta il 3 maggio al Teatro Cometa Off di Roma Punti di Vista scritto e diretto da Sara Caldana. Lo spettacolo, che sarà in scena fino a domenica 6 maggio vede sul palco Giulia Bornacin, Michele Albini, Guido Saudelli e Veronica Milaneschi. Saranno le musiche dei Ghost, gruppo musicale vincitore del Wind Music Awards a fare da sottofondo al lavoro di Sara Caldana già conosciuta come autrice dello spettacolo teatrale Erba Voglio e del libro Efrem: fiaba per adulti.Al centro della sua nuova pièce un condominio e gli stravaganti personaggi che lo abitano. Immancabile la vicina di casa, la religiosa e terrorizzante Marisa per la quale c’è sempre qualcosa che non va, qualcosa di sospetto. Come in ogni palazzo che si rispetti anche in questo è presente Gustavo il portiere che conosce le vite e le dinamiche di tutti i condomini. Mentre Italo ed Anna rappresentano una coppia incrinata dalla noia della quotidianità. Punti di vista: una commedia che parla di ciò che sembra e di ciò che è.
Perché niente è come appare!

"Punti di vista" è una commedia caustica, imperniata sulla differenza tra l'essere e l'apparire, problema annoso che attanaglia la nostra specie, e solo la nostra da sempre. La giovane autrice nonchè regista Sara Caldana punta il dito sulle arretratezze mentali umane. I quattro personaggi creati dalla sua penna sono ingabbiati chi in degli schemi vetusti come la coppia Italo e Anna,(Michele Albini e Giulia Bornacin) ormai incapaci di relazionarsi serenamente tra loro, e soprattutto sconosciuti uno all'altro, questo per una mancanza di dialogo reale sin dagli inizi nel proprio rapporto di coppia, chi prigioniera delle proprie paure come Marisa una donna-macchietta interpretata dalla sempre brava Veronica Milaneschi, vive incartucciata su se stessa, avvitata alle proprie paure, che la portano al sospetto, maq che la spingono a osservare indagare e riuscire  a vedere a di là delle barriere altrui. Gustavo (Guido Saudelli) il portiere del condominio, sempre allegro gioviale e  che nasconde in se uno spirito camaleontico, un misto tra un trasformista e unso stratega.
Miriam Comito
  PUNTI DI VISTA
 


Di Sara Caldana
Con Giulia Bornacin, Michele Albini, Guido Saudelli,  Veronica Milaneschi
Regia Sara Caldana
Musiche Ghost
Scenografia Sara Caldana
Costumi Valeria Meli
Luci e Fonica Enrico Claro
Ufficio stampa Rocchina Ceglia

Teatro "Cometa Off"
Via Luca della Robbia 47
dal 3 al 6 maggio 2012
Ore 21.00 - Domenica ore 18.00
Prenotazioni 06.572837
Biglietto 10.00 + 2.50 (tessera associativa del  

 



mercoledì 4 aprile 2012

Bash dal 10 al 15 aprile al Cometa Off

Giorgia Sinicorni, Alessandro Riceci e Daniele de Martino
presentano
bash
di Neil LaBute
traduzione Niccolò Ammaniti

con
Giorgia Sinicorni     Alessandro Riceci     Daniele De Martino

regia di Leonarda Imbornone

luci Pietro Sperduti
musiche Tiziano Novelli
scene               Paki Meduri


10 – 15 Aprile 2012
Cometa Off
Via Luca della Robbia, 47 - Roma

Martedì 10 aprile 2012 torna in scena alla Cometa Off, dopo il grande successo della prima edizione, bash (dal doppio significato di pestaggio e di festa), l’inquietante testo di Neil LaBute, rappresentato per la prima volta a New York nel 1999, che a tutt’oggi mantiene inalterata la sua scottante, sconvolgente attualità.
Tre atti unici che, con un linguaggio asciutto e di cruda realtà, esplorano l’abisso nel quale sono precipitati personaggi di vita ordinaria che hanno commesso un omicidio. Giorgia Sinicorni in «Medea Redux» è una giovane donna che confessa l’omicidio del figlio quattordicenne, compiuto come atto di vendetta nei confronti del suo professore di liceo (padre del ragazzo), per la violenza subita da ragazzina; Alessandro Riceci in «Iphigenia in orem» è un uomo d’affari che confessa ad uno sconosciuto in un hotel di Las Vegas il più terrificante sacrificio che si possa immaginare, eseguito per la paura di perdere il posto di lavoro; Daniele De Martino e Giorgia Sinicorni in «A gaggle of saints», sono una giovane coppia che, raccontando di un week end di festa a New York, rivela un atto di inaudita violenza. I tre episodi ci conducono in un viaggio alla scoperta del profondo, tragico, segreto che i personaggi celano. Una rivelazione che lascia un ricordo indelebile nel profondo della nostra anima. Rimaniamo imbrigliati tra l’orrore per la crudeltà descritta, dalla quale vorremmo prendere le distanze, e la consapevolezza di essere tutti personalmente coinvolti in quanto esseri umani.

Giorgia Sinicorni Lavora come attrice teatrale, cinematografica e televisiva in Italia e all'estero. Nasce a Milano, inizia a studiare da attrice all’età di sedici anni con Claudia Negrin, allieva di Strelher. Trasferitasi a Bologna frequenta e studia il teatro di ricerca, collaborando con Masque teatro, Giardini Pensili, Motus. A Roma inizia a lavorare subito nel grande teatro con un’esperienza fondamentale con Carlo Giuffrè, grazie alla quale viene notata da Rodolfo di Giammarco che le dedica una pagina come giovane talento emergente su Repubblica. In teatro ha lavorato tra gli altri con Gabriele Lavia. Per lo schermo ha lavorato tra gli altri con Gabriele Muccino, Andrea Costantini, Gianluca Tavarelli, Riccardo Donna, Giulio Manfredonia, i Manetti Bros. Nel 2010 fa parte del cast de I Cesaroni 4, dove interpreta Sofia la produttrice musicale che diventerà rivale di Eva (Alessandra Mastronardi), nella serie canta in duetto con Matteo Branciamore la canzone Tempo Per Me pubblicata nel Gratest Hits di Matteo Branciamore. Lavora spesso su progetti internazionali. In Francia ha lavorato con Marc Fitoussi, con il regista e attore comico Manu Joucla e con Manuel Schapira (Orso d'Argento a Berlino come miglior cortometraggio 2007). Ė laureata in scienze della comunicazione con una tesi sulla semiotica delle nuove tecnologie nello spettacolo contemporaneo, citata da Annamaria Monteverdi nel suo libro "Nuovi media nuovo teatro" ed. Franco Angeli

Alessandro Riceci inizia gli studi teatrali nel 1996 alla scuola del Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler. La sua formazione é segnata dagli incontri con Mamadou Doiume, attore del C.I.C.T di Peter Brook, Nicolaj Karpov, insegnante al GITIS di Mosca. Nel 2000 prende parte alla XI  ed. dell' Ecole des Maitres, corso internazionale di perfezionamento teatrale, tenuto dal maestro lituano Eimuntas Nekrosius. Membro dell’Actor’s Center Roma, diretta da M. Margotta, continua gli studi con Carmelo Rifici e Doris Hicks. In teatro ha lavorato tra gli altri con Egumteatro, Teatro dell'Elfo, Fortebraccio e con registi tra cui Bellocchio, Nekrosius, Stein, Popovsky, Lavia. Ha fatto parte dell’ultimo progetto di Giorgio Barberio Corsetti tratto dal Castello di Kafka. Lavora in cinema e in televisione.

Daniele De Martino lavora da anni come attore in teatro cinema e tv. Debutta in teatro con una rielaborazione del 'Sogno di una notte d'estate' per la regia di Duccio Camerini accanto ad Arturo Brachetti. Fra i registi con cui lavora: Enrico Maria La Manna; Luciano Melchionna; Giancarlo Nanni, con il quale fa parte per alcuni anni della compagnia del teatro Vascello, interpretando, tra gli altri, il ruolo di Kostja nel 'Gabbiano' di Checov. In televisione partecipa a diverse serie tv, tra le quali 'La squadra'; 'Una donna per amico’; 'Casa famiglia'; 'Il maresciallo Rocca'. Al cinema lavora con Claudio Fragasso (Concorso di colpa); Abel Ferrara (Go go tales) e in alcune opere prime. La sua formazione avviene soprattutto con insegnanti americani (o comunque di tale provenienza culturale): da Geraldine Baron a Elizabeth Kemp, Susan Batson, Doris Hicks.

Leonarda Imbornone Nasce a Palermo, dove dopo un percorso di studi classici si laurea in Giurisprudenza. Iscritta all’albo dei Giornalisti Pubblicisti.Inizia il suo percorso come attrice, lavora in teatro e partecipa a diversi cortometraggi per il cinema e la televisione. Studia il “metodo” Stanislawskij-Strasberg con M. Margotta all’Actor’s Center di Roma di cui è membro. Dal 2007 ad oggi si occupa di regia, lavorando come aiuto regista e regista assistente nel cinema e nel teatro collaborando, tra gli altri, con M. Margotta, F. Giuffrè, A. Celli, D. Prato. Bash è la sua prima regia teatrale.


Informazioni per la stampa:
Factory4
Cristina Orazi
3383768965
06.68805752

Informazioni per il pubblico:
BASH
10 – 15 aprile 2012
Cometa Off - Via Luca della Robbia, 47 Roma
tel. 06 57284637
Orario spettacoli: da martedì a domenica ore 21

sabato 17 marzo 2012

L'UOMO DELLA SABBIA (Recensione)

Quanto mai nell'ambito di Liberi Esperimenti Teatrali, è in scena dal 16 al 18 marzo  al Teatro Cometa Off  "L'uomo della sabbia", spettacolo ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann, con testo e Regia di Luca De Bei. Perfettamente inserito in quella temperie romantica, che affonda le sue radici nel sublime, nell'attrazione per l'orrifico, più che per una gioiosa comunione con la natura. Hoffmann che è stato anche musicista e pittore, analizza l'invisibile, l'altra dimensione, il subconscio, quello che poi in seguito Freud ha chiamato "Il perturbante" che non è solo una sensazione di paura per un qualcosa che può farci del male, ma una sensazione di straniamento nei confronti di ciò che normalmente ci è o dovrebbe esserci familiare, e che ad u n certo punto ci procura un turbamento che interno a noi stessi, qualcosa che avevamo nascosto dentro di noi e inconsciamente rimosso, all'improvviso riaffiora e può essere distruttivo. Il racconto è stato scritto nel 1815, siamo nel 2012, ma come si è ben accorto  Luca De Bei, e lo ha dimostrato scegliendo questo testo e strutturandone la drammaturgia, l'inquietudine di vivere del protagonista Nathaniel (Mauro Conte) è assolutamente attuale, lo scontrarsi con le proprie paure, identificando con l'uomo nero o della sabbia, personaggio da sempre, malamente ma inconsapevolmente usato dai genitori per mandare  a dormire i bambini, quello che ci colpisce agli occhi o perchè è nero ...assenza di luce..e quindi ci impedisce di vedere o perchè ci tira la sabbia negli occhi, e ci costringe a chiuderli altrimenti ce li ruba, la paura di affrontare la vita quotidiana, e se siamo senza occhi ne siamo dispensati, ma allo stesso tempo segnati, controllati a vita da un qualcuno che ci perseguita, ma allo stesso tempo ci sfugge, qualcuno che non esiste se non nella nostra fantasia, o per lo meno non con le connotazioni che gli abbiamo dato. Queste paure rimangono insite dentro specialmente se rimosse forzatamente e possono uscire fuori all'improvviso per andare a nutrire pericolose immaginazioni. E le cronache ne sono triste testimonianza. L'uomo nero, l'uomo della sabbia educatori forse? Figure senza dubbio create da qualcuno, per tenere buoni i bambini, senza rendersi conto che è proprio nel buio di un lettino, che alla mente di un bambino un qualsiasi lieve rumore può sembrare sinistro, il bambino quando ha paura e sta nel proprio lettino sta immobile con gli occhi spalancati come quelli di un automa e la paura che prova può  portare al proliferare anche in età adulta un immaginazione negativa. Ben riuscita l'atmosfera che si respirava ieri sera grazie anche all'intensa e sentita recitazione  degli attori.
Miriam Comito

COMETA OFF
LET – Liberi Esperimenti Teatrali VIII edizione
dal 16 al 18 marzo 2012
Una produzione I Magi srl
L’UOMO DELLA SABBIA
Ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann

testo e regia
Luca De Bei

con:
Mauro Conte, Riccardo Francia, Fabio Maffei, Giselle Martino

Costumi: Lucia Mariani
Luci: Marco Laudando
Grafica: Paolo Camilli
 Foto di scena: Pietro Pesce

venerdì 16 marzo 2012

MOLOTOV

Nell'ambito della rassegna teatrale L.E.T. è stato in scena dal 13 al 15 marzo 2012 "Molotov" di Pier Paolo Fiorini, un'analisi lucidissima della situazione attuale del nostro Paese, vista da un angolazione particolare, ma non troppo, forse meglio dire personale nel senso più puro del termine: di una persona normale senza un lavoro particolarmente rilevante, senza una fede politica dichiarata,  e non sappiamo se questa persona sia credente o meno, in poche parole una persona neutra, senza connotazioni o colori particolari. Sappiamo solo che è una donna. Una spugna che assorbe ciò che ha intorno e se ne riempie fino a scoppiare.Lei mentre faceva una passeggiata senza una meta precisa, pensando ai propri affari, a testa bassa, si ritrova appena passata sotto  Piazza del Popolo a Roma in un atmosfera magica, Il Pincio a sinistra e davanti il Tridente: Via del Corso, Via del Babbuino, Via di Ripetta, la magnificenza di Roma le è davanti, senza curarsi troppo sia di dove è, e sopratutto di dove stia andando la donna continua a camminare meccanicamente sempre più avviluppata nei soi pensieri personali, scegliendo solo perchè le era esattamente davanti Via del Corso. Da Via del Corso con una leggerissima deviazione si arriva a Piazza Augusto Imperatore, dove è situata la tomba del primo e forse il più grande, con buona pace di Traiano, Adriano e Marco Aurelio tra gli imperatori romani. Il suo Mausoleo è lasciato a se stesso, niente a che vedere con il trattamento ricevuto dalla vicina Ara Pacis. Di chi è la colpa di tanto decadimento...dello stato...certo e facile dirlo. Ma chi è in realtà lo stato? O meglio chi permette allo Stato di essere in questo stato? Lo stato nella sua composizione è come l'uomo, ma in proporzioni più grandi, e l'uomo è composto come lo stato ma in proporzioni ridotte. Noi abbiamo permesso che la nostra Nazione di cui la bellissima città di Roma è specchio si riducesse alle condizioni attuali, noi siamo i neutri, che camminiamo a testa bassa, perchè ci fa paura la bellezza da cui siamo circondati. Solo quando, come è successo a questa donna davanti al decadimento del Mausoleo di Augusto, ci  troviamo faccia  faccia con la realtà ci indignamo seriamente,e  forse diamo anche di matto, o ci deprimiamo come la protagonista dello spettacolo. Non si dovrebbe arrivare a questo punto, l'indignazione dovrebbe partire molto prima, perchè tutti sanno  che le stragi, sono stragi di stato, che le brigate rosse e nere erano pilotate dall'alto, che p coprire scandali veri s'inventano problemi falsi e scandali falsi per coprire problemi veri. Siamo tutti responsabili. Alla lucida analisi che il testo di Fiorini fa si aggiuge la strepitosa interpretazione di Paola Campos, grande presenza scenica e magnifica capacità di arrivare al pubblico.
Miriam Comito
MOLOTOV
di
Pier Paolo Fiorini
Regia
Marco Maltauro
con
Paola Campos
dal 13 al 15 marzo 2012
Teatro Cometa Off
Via Luca Della Robbia 47

mercoledì 7 marzo 2012

CRISI di e con STEFANO PESCE

 Continuano al Teatro Cometa Off i Liberi Esperimenti Teatrali, è la volta di "Crisi" in scena dal 6 all 8 marzo 2012.
Scritto e interpretato da Stefano Pesce, "Crisi" racconta le vicissitudini di un uomo, che si trova a dover far ricorso suo malgrado, piuttosto per fare felice la moglie all'analista. Il racconto è sottolineato dalle note di un sassofono, che accompagnano il fluire della narrazione, e risvegliano nella mente dell'uomo pensieri e desideri, sopiti o addirittura subcoscienti, ma che al comparire di una particolare musichetta balzano prepotentemente in avanti nella sua mente, e lo portano a voler evadere dal solito tran-tran quotidiano! L'importante è la sicurezza, la consapevolezza di non essere prigionieri di un circuito chiuso...e poter uscire di notte mentre le strade sono deserte, anche solo per comprare il latte al bar notturno, o le sigarette al distributore automatico, muoversi in libertà  per sentire quella ebbrezza leggera, che fa tornare a casa soddisfatti, ma dopo un po' l'ebbrezza svanisce, si vuole sempre di più, cercare il senso  della vita oltre..., fino a formulare un piano d'attacco contro quel nemico invisibile, ma neanche tanto di cui l'uomo ha bisogno per scaricare le proprie ansie e frustrazioni, una sorta di bersaglio, che convogli in se tutte le magagne della società. Ma sarà davvero così? Oppure, forse, ognuno è responsabile della propria crisi, e le ragioni propulsive per il cambiamento vanno cercate in noi, senza fare il solito gioco dello scarica barile..
Miriam Comito
CRISI
di
Stefano Pesce
con
Stefano Pesce
Musiche
Simone Salza
dal 6 all 8 marzo 2012
Teatro Cometa Off
Via Luca Della Robbia 47

domenica 4 marzo 2012

E' VERO- RADIANCE

In scena al Teatro Cometa Off, il 3 e il 4 marzo 2012, nell'ambito di L.E.T. "E'vero- Radiance", di Louis Nowra.
Il regista Paolo Sassanelli, ha trasposto geograficamente la vicenda originariamente ambientata in Australia, nella laguna veneta. Tre sorelle si ritrovano al funerale della madre, tre "half-sisters", nate dalla stessa madre, ma con padri diversi, preferisco usare il termine inglese, piuttosto che quello italiano, perchè, in questo caso, mi sembra più appropriato al concetto di sorelle o frateli con uno solo genitore in comune, che la desinenza (stre) che involgarisce il termine.
Marta (Giulia Weber) infermiera, si è presa cura della mamma, ne ha vissuto appieno la rutilante vecchiaia, e ne porta addosso i segni, è la più cinica delle tre. Nina (Margot Sikabonyi) è la più giovane, quella più vicina di carattere alla mamma, come a lei le piacciono molto gli uomini, è la più ingenua e allo stesso tempo ferina di tutte.Costanza (Marit Nissen) è una cantante lirica di successo, sempre in tournèe, e non vedeva le sorelle da molto tempo.  La mamma apparteneva ad una stirpe originaria del territorio, era una discendente dei nativi, e per questo probabilmente, più naive, selvaggia, con comportamenti rudi. I servizi sociali incombevano su di lei, portandogli via le due bambine più grandi, mandate a vivere in collegi, retti da religiosi, come in realtà succedeva in Australia dove la "Stolen generation" ovvero bambini nati da persone di origine aborigena venivano tolti ai leggittimi genitori e mandati ad "educare" nei collegi.
Nessuna delle tre sorelle conosce il padre, ma l'unica che sogna di lui, fino ad arrivare al punto di immaginare un incesto è Nina,  e  là scoppia la tragedia,  e si ricompone la verità.
L.E.T. sta per Liberi esperimenti teatrali, una vetrina per nuovi spettacoli in cerca di produttore, beh "E' vero Radiance" merita di trovare una produzione adeguata: la storia, tutta al femminile, è molto bella e, e pur essendo nata in Australia, per denunciare i soprusi verso i nativi è adattabilissima, come ha dimostrato Paolo Sassanelli, a qualsiasi nazione, chi è più povero, più debole finisce per tacere, sognare, o sclerare con chi gli è pù vicino, fino ad urlarsi in faccia. Le tre attrici si sono bene assemblate tra di loro,  Margot Sikabonyi, prende quota nei ruoli che la sdoganano dalla "brava ragazza di buona famiglia" e le fanno toccare delle corde più da sognatrice si, ma irrazionale, fuori dai binari precostituiti. Suggestive le foto che scorrono sullo schermo nei momenti di pausa, in una delle quali si può scorgere Marit Nissen da bambina.
Miriam Comito
E' VERO- RADIANCE
di
Louis Nowra
Regia
Paolo Sassanelli
Personaggi                Interpreti
Marta                       Giulia Weber
Nina                         Margot Sikabonyi
Costanza                  Marit Nissen
3-4 marzo 2012
Teatro Cometa Off
Via Luca Della Robbia 47

sabato 3 marzo 2012

UOMINI O MARIONETTE (Recensione)

 Nell'ambito della rassegna L.E.T., è stato in scena dal 29 febbraio al 2 marzo 2012 "Uomini o marionette", una riflessione che Duccio Camerini fa, partendo dal celebre testo di Heinrich Von Kleist, sui temi portanti della vita, osservati dal punto di vista della dicotomia, tra leggerezza dell'anima e pesantezza del corpo. Von Kleist, che aveva perso in giovane età prima il padre e poi la madre era stato educato da un luterano, quindi per lui la parola grazia, da cui nasce l'aggettivo aggraziato che si può agevolmente dare ad una marionetta, per il suo muoversi leggero, per nulla vicino a quello pesante umano è riconducibile ad un Deus che la dirige e controlla, un Deus capace di muover passi di danza leggeri che si vibrano nell'aria come quelli di un ballerino. incapaci siamo noi, umani di capire, troppo pesante è il fardello che ci tiene giù, per qualsiasi di noi, non solo per gli uomini comuni, ma  anche per l'uomo di Leonardo così perfetto nella sua anatomia, ma sempre e comunque pesante. La grazia, e quindi l'essere aggraziati, leggeri deriva solo da Dio, l'uomo l'ha persa nel momento in cui ha mangiato il frutto dell'albero della conoscenza-del bene e del male, da quel momento lo sforzo, la fatica, il peso è entrato in lui, il dialogo con Dio si è interrotto, se non in casi sporadici....Noè, Mosè. Qual'è l'archetipo? La marionetta è stata creata dall'uomo, o è una sua immagine riflessa nello specchio. Camerini ci porta con maestria in un mondo fatto di domande, pensieri e dubbi, che ogni essere umano chi prima, chi più tardi si pone...perchè esiste la marionetta e chi la fa muovere? Quale è la via per tornare ad un leggerezza, quella leggerezza e non si parla solo di leggerezza fisica ma anche di innocenza di pensiero, quell'innocenza che hanno gli animali e che per fortuna ci battono e ci batteranno sempre sul quasiasi campo, che vuole distruggere, chi si allontana dall'armonia verrà distrutto.
Miriam Comito
UOMINI O MARIONETTE
da
Heinrich Von Kleist
Con
Duccio Camerini