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venerdì 6 giugno 2014

PRESENTATA LA NUOVA STAGIONE DEL SALA UMBERTO




In primis, vogliamo ringraziare gli Enti Locali e il Mibac che non ci hanno ancora preso in considerazione e pertanto non costiamo nulla alla Comunità. Siamo orgogliosi di essere ancora presenti sullo scenario teatrale italiano e crediamo sia un bel miracolo di questi tempi. Quindi, ringraziamo Dio, oltre a tutto lo staff che pazientemente partecipa con passione ed entusiasmo al lavoro quotidiano.
Ringraziamo tutti i soggetti che avrebbero potuto darci una sponsorizzazione e non l’hanno fatto perché il loro budget era già impegnato: questo rafforza il miracolo.
Ringraziamo anche la macchina dei bandi pubblici per non averci mai premiato nei nostri tentativi di vincerne uno, oltre a tutti coloro che sono entrati gratuitamente in teatro, per un motivo o per l’altro.
Ecco alcuni numeri per comprendere meglio l’imponente macchina, dal fragile equilibrio economico, di un piccolo teatro di 490 posti nella stagione appena terminata :
  • 36 spettacoli - di cui 20 per le scuole ;
  • 317 recite – di cui 48 matinée - in 220 giornate lavorative;
  • 90.000 spettatori circa, di cui 16.000 bambini/ragazzi dai 3 ai 18 anni.
In realtà, manca l’unico vero, sincero e sentito ringraziamento a tutti gli spettatori paganti – in particolare gli abbonati - a cui dobbiamo la nostra esistenza : grazie di cuore.
Inoltre, ci scusiamo con gli Uffici delle Imposte e gli Enti Previdenziali per aver versato nell’anno 2013 tra imposte, oneri, siae e tasse solo 191.000,00 euro, di aver aver subito  una perdita di esercizio e di non poter contribuire ulteriormente con ulteriori imposte sul reddito.
In sintesi, siamo un soggetto che sostiene la Cultura e lo Stato, anziché essere sostenuto dallo Stato per la Cultura. Un caso esemplare di valore civico.



Evviva Evviva! Siamo positivi e guardiamo alla prossima stagione nella quale abbiamo selezionato alcuni testi che spaziano dalla commedia sofisticata americana al giallo d’autore, dalla classica pochade francese fino al genere musicale. Sempre sotto il segno della comicità d’autore, cifra stilistica della Sala Umberto, diventata oramai punto di riferimento di questo onorato teatro.


Una delle discriminanti per le nostre scelte è stato il “testo”, punto nodale sottostante la realizzazione di uno spettacolo, a cui seguono la regia e gli attori : è l’armonia di questi tre elementi che genera un buon teatro. Tra gli autori italiani contemporanei ospiteremo Lorenzo Gioielli e Daniele Prato (Oggi sto da Dio per la regia di Mauro Mandolini), Vittorio Franceschi (Scacco Pazzo con la regia dell’autore) e Gianni Clementi (I Suoceri Albanesi diretto da Claudio Boccaccini), già presentato nella passata stagione. Condividendo poi il concetto che il “particolare” - quando è di valore - sappia esprimere al meglio anche il “generale”, abbiamo scelto tre spettacoli fortemente rappresentativi di realtà regionali, come la Campania e la Sicilia, che sanno parlare – con ironia, comicità ma anche accenni drammatici - all’anima di tutto il nostro pubblico: Notturno di donna con ospiti di Annibale Ruccello diretto da Enrico Maria Lamanna; Gatta ci cova, opera giocosa del siciliano Antonino Russo Giusti, regia di Antonello Capodici; Benvenuti in casa Esposito, tratto dal libro di successo di Pino Imperatore,   Alessandro Siani.


Riguardo alla drammaturgia straniera, una particolare attenzione è rivolta a quella americana. Autori come Christopher Durang, vincitore del Tony Award per la migliore commedia 2013 proprio con Vania e Sonia e Masha e Spike (per la  regia di Patrick
Rossi Gastaldi); Ira Levin (Trappola Mortale diretto da Ennio Coltorti), Bernard Slade (Alla stessa ora il prossimo anno, regia di Giovanni De Feudis) sono ottimi
rappresentanti della scena teatrale d’oltreoceano e, grazie al sapiente lavoro dei
traduttori e adattatori (rispettivamente Giovanni Lombardo Radice, Luigi Lunari ed Ennio Coltorti, Nino Marino), siamo sicuri verranno apprezzati anche in Italia.



Volgendo lo sguardo all’Europa, presentiamo il testo dello spagnolo Jordi Galceran Il Prestito tradotto da Pino Tierno e diretto da Giampiero Solari, la farsa francese Sarto per Signora di Georges Feydeau con la regia di Valerio Binasco e infine il format Forbici & Follia dall’opera del tedesco Paul Portner – rielaborato dagli statunitensi Bruce Jordan e Marilyn Abrams e diretto da Marco Rampoldi - divertente esempio di teatro interattivo in cui lo spettatore potrà scegliere un finale diverso ad ogni replica.


Infine, un altro “fil rouge” accomuna quattro proposte in cartellone : la musica dal vivo. Una presenza che arricchisce spettacoli come Strimpelli & Vinile, di e con Attilio Fontana ed Emiliano Reggente, che ci riporta agli anni della Dolce Vita; Ecco noi per esempio, viaggio nel varietà scritto, diretto e interpretato da Roberto Ciufoli e Pino Insegno; Il Tonto di Monte Cristo, dove viene esaltato il talento eclettico di Max Paiella accompagnato dalla band The Rabbits e diretto da Francesco Brandi, e infine l’omaggio affettuoso di Dario Ballantini, accompagnato da una band di sette musicisti diretta dal Maestro Stefano Cenci, verso un uomo e un artista come Lucio Dalla :  Da Balla a Dalla.


Ad esaltare il valore di tutti questi testi, oltre agli artisti già citati, si sono messi talentuosamente al servizio dell’importanza della parola scritta un insieme di attori di primo livello che vogliamo citare uno per uno, in ordine di apparizione nella stagione (pur   nella considerazione  che   alcuni   cast  non   sono  ancora  completi):  Chiara
Noschese, Emanuela Grimalda e Patrick Rossi Gastaldi (Vania e Sonia e Masha e
Spike), Corrado Tedeschi, Ettore Bassi e Miriam Mesturino (Trappola Mortale)
Giuliana  De Sio (Notturno di donna   con ospiti), Antonio  Catania e Gianluca
Ramazzotti (Il Prestito), Enrico Guarneri (Gatta ci cova),  Francesco  Pannofino ed Emanuela Rossi (I Suoceri Albanesi), Roberto Ciufoli, Max Pisu, Michela Andreozzi, Barbara Terrinoni, Nini Salerno e Nino Formicola (Forbici & Follia), Paolo Caiazzo e Mimmo Esposito (Benvenuti in casa Esposito), Sergio Assisi, Bianca Guaccero,




Fabrizio Sabatucci e Giancarlo Ratti (Oggi sto da Dio), Emilio Solfrizzi (Sarto per Signora), Marco Columbro e Gaia De Laurentiis (Alla stessa ora, il prossimo anno), Nicola Pistoia e Paolo Triestino (Scacco Pazzo).


Una Stagione ricca quindi di proposte diverse, nuove e – come sempre da anni oramai – garanzia di divertimento, riflessione e, soprattutto, qualità.


lunedì 16 dicembre 2013

LA SPALLATA Recensione

Teatro Roma

28 Dicembre 2013 | 19 Gennaio 2014

 

Vanessa Gasbarri presenta

Antonio Conte, Giorgia Trasselli e Gabriella Silvestri ne

l'esilarante commedia di Gianni Clementi

LA SPALLATA

Premio Fondi La Pastora anno 2003 

con Claudia Ferri, Alessandro Loi, Matteo Milani, Alessandro Salvatori

regia Vanessa Gasbarri

scene Katia Titolo

costumi Velia Gabriele

musiche Simone Martino

luci Giuseppe Filipponio



 

"La spallata" è una commedia dolce-amara in tipico stile Gianni Clementi (una garanzia). La storia dei Ruzzichetti, una famiglia al contempo allargata -due  cognate entrambe mamme, quattro figli, e decimata dalla morte improvvisa dei mariti delle due donne.  in un solo appartamenti vivono tutti e  sei, dopo la scossa avuta in seguito alla tragedia famigliare che li ha  colpiti. Ognuno di loro si è rifugiato nel suo mondo, chi in quello di  vedova devota come  Assunta che si autodefinisce "una pila scarica", chi come Lucia che pur soffrendo per al morte del marito siè dovuta rimboccare le maniche, e fare tutto quello di cui la casa e la famiglia ha bisogno "ma prima o poi mi metto a urlare".  I giovani che in pieno Boom economico vorrebbero realizzare i propri sogni: Edda vorrebbe fare l'attrice,  Vittorio, all'anagrafe Littorio, occupare  con i suoi compagni un'industria,   Tito sente l'esigenza di andare avanti, di mettersi in proprio, Romolo è nell'arma, vorrebbe essere operativo, ma suona i piatti.  E poi c'è  Cosimo un signore che vorrebe sistemarsi presso la  famiglia  Ruzzichetti. I personaggi sono tutti ben delineati, caratterizzati e ben resi sul palcoscenico lo spettacolo è senza dubbio godibile, con un linguaggio che riporta davvero alla vecchia  Roma, ma  con temi che sono ancora di stretta attualità come a dire  cinquantanni non sono passati?
Miriam Comito

Il Teatro Roma saluta l’arrivo del nuovo anno in compagnia di una saporita commedia capace di coniugare con equilibrio ed originalità una graffiante ironia ed il calore delle atmosfere familiari più tradizionali e genuine. Lo spettacolo porta la firma - garanzia di umorismo brillante, assolutamente non volgare e adatto a spettatori di ogni età - di Gianni Clementi, autore di innumerevoli commedie teatrali che hanno conquistato senza riserve sia il pubblico italiano che quello straniero (per citare alcune delle più amate “Grisu’, Giuseppe e Maria”, “Ben Hur”, “Sugo Finto” e “L’ebreo”) e la regia è curata con appassionata dedizione ed entusiasmo da Vanessa Gasbarri.

Dopo il luminoso successo di “Finchè vita non ci separi”, viene dunque a ricostituirsi la preziosa sinergia artistica che durante la scorsa stagione ha regalato al pubblico romano scoscianti risate, inediti spunti di riflessione e sinceri istanti d’emozione, con un incontro tra drammaturgia e direzione registica particolarmente spontaneo ed efficace.

Nel nuovo lavoro "La Spallata", in scena al Teatro Roma dal 28 dicembre al 19 gennaio, lo scoppiettante intreccio narrativo denso di sorprendenti colpi di scena, viene contrappuntato dagli eventi storici di un'epoca divisa tra galvanizzanti rivoluzioni e drammi incombenti. Al centro dei fatti raccontati da questa spassosa commedia, il microcosmo di una famiglia e un difficile confronto generazionale. Da un lato due cognate, protettrici di questo nucleo familiare matriarcale, cercano di affrontare le asperità del quotidiano o si abbandonano al fluire di un'esistenza ancorata al passato ed ormai priva di stimoli; dall'altro i loro quattro figli, appaiono pervasi dal desiderio di riscatto sociale, realizzazione personale e successo economico tipico della gioventù ed in particolare della cornice storica offerta dagli anni Sessanta.

Uno spettacolo intenso, divertente, ricco di pathos e comicità. La tradizione della commedia d'autore all'italiana rivisitata con la giusta dose di modernità ed un entusiasmo trascinante.



                                              

SINOSSI

1963. Pieno boom economico. E’ l’epoca delle grandi rivoluzioni su scala mondiale, delle prime missioni spaziali, dei grandi contrasti, Mohamed Alì contro Joe Frazier, del grande mito americano, Marylin e John Kennedy, l’Italia del dopoguerra, Giovanni 23imo, Totò, Aldo Fabrizi ed Anna Magnani ... Mamma Roma, una mamma attenta, presente, attiva, come Lucia (Giorgia Trasselli), ma anche sognatrice, scanzonata e generosa, come Assunta (Gabriella Silvestri). Le due cognate affrontano in maniera opposta il grave lutto che ha colpito le loro famiglie, i rispettivi mariti sono infatti mancati in seguito ad un incidente sul lavoro.
E mentre la Roma di allora si ricostruisce, anche la famiglia Ruzzichetti cerca di rinascere dalle proprie ceneri, e quale modo migliore in un momento come quello se non “mettersi in proprio”? Ci vuole un’impresa, un Ditta ...sì! Un’attività di pompe funebri!
L’idea geniale è di Benito (
Alessandro Loi), detto Tito, intraprendente e confusionario figlio di Lucia, che insieme al rivoluzionario fratello Littorio (Matteo Milani), detto Vittorio, decide di fondare questa nuova attività, “L’Ultimo respiro”.
Come sostenere le prime spese? Il carro? Le corone? I vestiti? Entrare in società con Romolo (
Alessandro Salvatori), cugino carabiniere stanco della divisa, la divisa sì ... quella della banda musicale! Il tippe tappe, gli anni d’oro di Cinecittà ... Edda (Claudia Ferri), la giovane e spigliata sorella di Tito e Vittorio, vive nel sogno Hollywoodiano di diventare una regina del grande schermo. A colorare ulteriormente la scena irrompe Cosimo (Antonio Conte), fresco di sfratto, galante e attempato Vespillone, che tra un consiglio paterno sul duro “mercato dell’aldilà”, un occhiolino a Lucia ed una sviolinata ad Assunta spera finalmente di “sistemarsi” in casa Ruzzichetti.
Scoppiettante ed attenta è la direzione di Vanessa Gasbarri, regista già apprezzata anche nei fortunati “Finchè vita non ci separi” e “Clandestini”, firmati anch’essi da Gianni Clementi.
Protagonista di questa esilarante commedia è la vita, la vita che si confronta, che si contrasta, che si costruisce con una vita e per una vita si spezza, la vita che riflette, che dispera e che ride fragorosa.



 

Vanessa Gasbarri, regista. Laurea in Regia presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico" di Roma. Firma la sua prima regia con un adattamento de "La locandiera" di Goldoni andato in scena al Teatro Tor di Nona di Roma. Dirige poi “La favola del figlio cambiato” con M. Bordoni e gli allievi dell'ANAD Silvio D’Amico, “Gardenia, sette giornate ed un tramonto” di Maricla Boggio, con Giorgia Trasselli, e “Hanno buttato Macbeth”, liberamente ispirato al “Macbeth” di W. Shakespeare. Dirige ed interpreta il "Mistero buffo" di Dario Fo e Franca Rame, con Theano Vavatziani. Cura poi la regia di "Romeo e Giulietta, una scelta d'amore" (con l'Associazione Culturale Fareteatro "laboratorio universitario arti sceniche di "L'Aquila"), "Post.it", "L'Ennesima Giovanna" (di L. Melchionna, con Cristiana Vaccaro, per la rassegna Teatri Possibili 2005-2006), "Abelardo ed Eloisa. Duetto" (di M. Boggio, con M. Bordoni e M. Prayer) e "Love & Crash" (drammaturgia di Masolino D'Amico). Mentre parallelamente coltiva le attività di responsabile di produzione (per Viola Produzioni srl e Sala Umberto srl) e di direttore amministrativo per Teatro e Società srl, firma la regia di una serie di commedie accolte dal caloroso ed unanime consenso di pubblico e critica: "Finchè vita non ci separi" di G. Clementi, con Giorgia Trasselli, Antonio Conte e Cristiana Vaccaro; "Clandestini" di G. Clementi, con Marco Cavallaro, Andrea Perrozzi, Antonia Renzella ed Alessandro Salvatori; "Forma Mentis" di A. Aldini, G. Clementi e V. Gasbarri con Aldo Aldini.



 

TEATRO ROMA - via Umbertide 3 (p.zza S. Maria Ausiliatrice), 00181 Roma

Per informazioni: telefono 06 7850626 - fax 06 7853169 - mail info@ilteatroroma.it

Info e prenotazioni: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 20.00

domenica e festivi: dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00



Dove siamo: (clicca qui per vedere la mappa)

Parcheggio Custodito: via Umbertide 27 (apertura parcheggio ore 20.00)



Costo biglietti: Biglietto intero € 21 (comprensivo di € 1,00 di prevendita), riduzioni per studenti, over 65, gruppi, Cral

Orario spettacoli: dal martedi al venerdi ore 21.00, sabato ore 17.00 ed ore 21.00, domenica ore 17.30, lunedì e mercoledì 1 gennaio riposo



Speciale Capodanno: il 31 dicembre, per festeggiare San Silvestro, spettacolo ore 22.45 e tra primo e secondo atto brindisi con spumante e panettone assieme alla Compagnia; biglietto € 50

sabato 2 novembre 2013

LO SFASCIO recensione

Mind Production e Simone Giacomini
presentano

Teatro Sala Umberto a Roma dal 29 ottobre 2013 al 17 novembre 2013



Nicolas Vaporidis
LO SFASCIO
di Gianni Clementi
con Augusto Fornari, Riccardo De Filippis,
Alessio Di Clemente
e con Jennifer Mischiati

regia Saverio Di Biagio e Gianni Clementi

Sarà in scena al teatro Sala Umberto di Roma il 29 ottobre al 17 novembre 2013 LO SFASCIO, uno spettacolo che vede protagonisti Nicolas Vaporidis, Augusto Fornari, Riccardo De Filippis e Alessio di Clemente. Insieme a loro, unica donna in scena, Jennifer Mischiati. Da un testo di Gianni Clementi, che firma una regia a quattro mani con Saverio Di Biagio, una produzione dei giovani Simone Giacomini e Paolo Di Giacomo di Mind Production.
“Lo sfascio è un titolo non casuale, avendo in sé la doppia valenza di luogo di rottamazione fisica ma soprattutto morale.  Un po’ quello che è successo nel nostro meraviglioso paese. Il successo facile, il degrado morale, la corruzione, la volgarità, il ritorno al clichè della donna oggetto. Questi sono stati i modelli di comportamento che negli anni hanno mutato geneticamente i nostri cervelli. Fortunatamente ci sarà sempre il lamento di un bambino appena nato a donarci una speranza.”
Gianni Clementi


LO SFASCIO è uno spettacolo bello e interessante sotto vari punti di vista: l'incisiva ma non pesante scrittura di Gianni Clementi si coniuga con l'esordio teatrale di Nicolas Vaporidis, un bell'esordio, nel ruolo di Luciano detto  Diecilire, un piccolo truffatore sempre alla ricerca di soldi, interpretato da Vaporidis in modo calzante, con atteggiamenti che vanno dal remissivo e pauroso, al violento e manipolatore, passando da pose infantili, come il dito alla bocca, quando Luciano è in crisi e non sa come uscirne.  La magistrale interpretazione di Augusto Fornari di Manlio il fratello con handicap mentale di Fosco (Alessio Di Clemente), proprietario dello sfasciacarrozze è la ciliegina sulla torta. Alessio Di Clemente, (di origine toscana)perfettamente in parte, in un ruolo da romanaccio.
Seppur diviso in due atti lo spettacolo, prende la forma di un serial a puntate racchiuso in una serata: vari blocchi di scene inframmezzati da bui accompagnati da musica, raccontano l'evolversi della vicenda o l'involversi della stessa, step dopo step. Spettacolo adrenalinico, divertente, ma che fa riflettere....sullo sfascio della nostra società
Miriam Comito
Lo Sfascio
Siamo negli anni ’70, in piena strategia terrorista. Fosco (Di Clemente), 40enne titolare di uno sfasciacarrozze (lo sfascio) e con precedenti penali alle spalle, è un amante della bella vita e non perde occasione per tradire sua moglie Katia (Mischiati), in avventure occasionali. E’anche un giocatore incallito di carte e, insieme all’amico poliziotto Ugo (De Filippis), assiduo frequentatore di bische clandestine. Manlio (Fornari), 25enne fratello di Fosco e afflitto da un serio handicap mentale, lavora allo sfascio ed è immerso nel suo mondo, composto disordinatamente da immagini di calendari sexy, gomme da masticare e giochi infantili. Frequentatore abituale dello sfascio è Luciano (Vaporidis), detto Diecilire, un piccolo truffatore costantemente in cerca di soldi.
Una grave perdita al gioco vede vittima Ugo il poliziotto, il quale decide di compiere una rapina ed obbliga Fosco a rendersi suo complice. Anche Diecilire partecipa alla rapina, in qualità di autista. La rapina a una gioielleria si conclude con successo, ma come spesso accade una fortuita coincidenza spariglia le carte in tavola. Infatti Manlio, mentre i 3 complici stanno commentando l’impresa e valutando il bottino, nel bagno dell’officina trova una donna, vestita da hostess, ferita gravemente ed apparentemente in coma. Ugo è assalito da un dubbio: E se la donna prima di perdere conoscenza ha sentito i loro discorsi?
Nel frattempo la radio da la notizia che c’è stato un conflitto a fuoco fra la polizia e un gruppo di terroristi ed una donna, camuffata da hostess, è riuscita a fuggire. Ugo e Fosco decidono di prendere tempo e Manlio e Diecilire restano a guardia della donna, che non sembra in grado di riprendere conoscenza. Durante la notte Manlio, abituato dalla sua natura pura a scambiare istintive pulsioni per amore, ha un rapporto sessuale con la ragazza esanime. La mattina dopo Ugo informa i complici della sua decisione di prendere i classici 2 piccioni con una fava: ucciderà la ragazza ricercata, simulando un conflitto a fuoco e diventando agli occhi dei suoi superiori e dell’opinione pubblica in eroe. Manlio, non visto, ascolta il piano del poliziotto e si ribella, fino ad arrivare alle estreme conseguenze.

giovedì 17 ottobre 2013

Presentato il nuovo cast de "LO SFASCIO"

Teatro Sala Umberto a Roma dal 29 ottobre 2013

PRESENTATO IL NUOVO CAST DE “LO SFASCIO”
Augusto Fornari e Riccardo De Filippis sostituiscono Primo Reggiani e Simone Corrente

È stato presentato oggi il nuovo cast de Lo Sfascio che andrà in scena al Teatro Sala Umberto di Roma dal 29 ottobre. Accanto a Nicolas Vaporidis, Alessio Di Clemente e Jennifer Mischiati, calcheranno il palco Augusto Fornari e Riccardo De Filippis, dopo l’abbandono di Primo Reggiani e Simone Corrente. Molte voci sono circolate riguardo l’improvviso forfait dei due attori. Oggi la compagnia dello spettacolo, con il produttore Simone Giacomini e i registi Saverio Di Biagio e Gianni Clementi, ha presenziato la conferenza stampa in perfetta armonia, smentendo del tutto il presunto clima di tensione tra il cast o qualunque altra problematica interna alla rappresentazione. Hanno sostenuto con il proprio amichevole affetto, come è comprensibile, lo stato d’animo di Primo Reggiani,  e spiegato come, probabilmente, la complessità e la forte tensione emotiva del testo abbiano inciso con un’elevata mole di stress su Simone Corrente, alla sua prima esperienza teatrale.
Nicolas Vaporidis ha dichiarato in conferenza:
“Siamo molto soddisfatti e molto carichi di portare in scena “Lo Sfascio” , siamo un gruppo molto unito e molto affiatato. Posto che sin dall’inizio l’atmosfera della compagnia è stata di grande affiatamento e coesione, non solo dal punto di vista professionale ma anche e soprattutto da quello personale, voglio precisare che le sostituzioni di Primo Reggiani e di Simone Corrente non sono state certo dovute a delle problematiche relative allo spettacolo o alla compagnia, ma esclusivamente a dei problemi personali che hanno vissuto questi ultimi.”

mercoledì 16 ottobre 2013

LADRO DI RAZZA recensione

Teatro Ghione a Roma dal 15 al 27 ottobre 2013
Mind Production e Simone Giacomini
Presentano

LADRO DI RAZZA
di Gianni Clementi
con
MASSIMO DAPPORTO    SUSANNA MARCOMENI    BLAS ROCA REY

regia MARCO MATTOLINI


Ladro di razza
Roma 1943. Un modesto ladro e truffatore, Tito, abituato a inventarsi la vita, esce dal carcere, dopo aver scontato l'ennesima pena. Non può tornare a casa dei suoi, perchè sulle sue tracce c'è un usuraio, noto per la sua crudeltà. Decide quindi di rifugiarsi nella catapecchia di Oreste, suo amico d'infanzia, che lavora come operaio nelle fornaci di Valle Aurelia. Tito deve assolutamente trovare al più presto dei soldi, per placare l'ira del "cravattaro". Conosce casualmente una ricca zitella ebrea, Rachele, che vive da sola in un appartamento lussuoso del ghetto. Sarà lei la sua vittima. Tito la corteggia e, dopo un'estenuante resistenza della donna, riesce finalmente ad entrare nelle sue grazie. Ormai è di casa e pronto per il furto, in cui coinvolge anche l'amico fornaciaro. E’ l'alba del 16 ottobre 1943, il momento del rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma da parte dei nazisti. In questa storia, mai il detto "Al posto sbagliato nel momento sbagliato" fu più puntuale. Ma il piccolo uomo Tito, opportunista e vigliacco, catapultato di colpo in un episodio storico dirompente, scoprirà in sè un inaspettato coraggio che gli consentirà un grande riscatto. 


Ladro di razza, è uno spettacolo che pur essendo ambientato nel 1943, pone la luce  dei comportamenti tipici di umani, come lo scollamento di alcuni di noi con la realtà contigente, Tito (Massimo Dapporto), modesto ladruncolo, non si rende conto di cosa gli sta succedendo intorno, lui pensa a fare "il biscotto" a chiunque gli capiti a tiro, vorrebbe provare a farlo persino ai tedeschi. Non si è quasi reso conto che si è in guerra, lui continua la sua strada personale, fino ad imbattersi in Rachele (Susanna Marcomeni), che sembra essere la svolta della sua vita..la gallina dalle uova d'oro, quella da spennare completamente, ma piano piano con savoir faire. La storia però, quella con la S maiuscola è dietro l'angolo e travolge tutti, finanche quelli che l'avevano snobbata seppur per noncuranza. Tito piano piano riuscirà a entrare nelle grazie di Rachele, ma intorno alla metà dell'ottobre 1943 alla vigilia del rastrellamento da parte della gestapo, a quel punto Tito avrà la sua rivalsa da pupazzo diventerà uomo.Lo spettacolo è molto bello, ben scritto in una lingua propriamente romana e ben recitato da tutti e tre gli interpreti. Massimo Dapporto è bravissimo si cala nei panni di questo ometto costretto suo malgrado dalla Storia a riscattare la sua esistenza fatta di piccole meschinerie, e lo fa usando delle espressioni, dei toni di voce assolutamente credibili...cosa dire oltre che bravissimo.
Miriam Comito

Note di regia
“E’ importante mettere in scena questo testo con un allestimento e un cast totalmente nuovi a tre anni di distanza dalla sua breve uscita sulla scena romana, perché riferendosi ad un momento ormai lontano ci fa riflettere sul presente più attuale, sull’estraneità delle persone rispetto ai grandi fatti della storia e della politica, sulla profonda incidenza dell’incertezza economica e sociale sulle scelte morali delle persone, sull’eterno confronto fra l’adeguarsi allo status quo, alla situazione dominante per quanto sinistra e inaccettabile si percepisca e la tentazione/coraggio di ribellarsi. Un certo clima  del testo che si immerge nell’immaginario del neorealismo cinematografico italiano del dopoguerra fa da prisma per sottolineare il valore emblematico della vicenda e la sua attualità.  Scene e costumi citeranno quindi quel mondo evidenziandone affettuosamente l’appartenenza ad un immaginario collettivo che è divenuto proprio di tante generazioni successive, fino alle più recenti.  La musica costruita alla “manière  de”  i grandi temi di commento del cinema di quegli anni e della cultura popolare delle canzonette dell’epoca, sottolineerà l’impostazione antinaturalista nel senso più profondo e non elitario del termine.  Il cast che mette insieme per la prima volta attori di provenienza diversa, ma tutti romani non solo in termini anagrafici, li fa cimentare con la bella lingua popolare romana (e non romanesca, per carità!) reinventata da Clementi, con la capacità, la leggerezza, la profondità che gli ha fatto conquistare in pochi anni palcoscenici e pubblici molto lontani da quelli della capitale, in Italia e all’estero”.                   
                                                                                                                                                                                                                                   Marco Mattolini

mercoledì 25 settembre 2013

LADRO DI RAZZA al Teatro Ghione dal 15 al 27 ottobre 2013

Teatro Ghione a Roma dal 15 al 27 ottobre 2013
Mind Production e Simone Giacomini
Presentano

LADRO DI RAZZA
di Gianni Clementi
con
MASSIMO DAPPORTO
SUSANNA MARCOMENI
BLAS ROCA REY
scene e costumi ANDREA STANISCI
musiche originali LUCIO GREGORETTI
regia MARCO MATTOLINI

Debutterà al teatro Ghione di Roma il 15 ottobre LADRO DI RAZZA, uno spettacolo che vede protagonisti Massimo Dapporto,  Susanna Marcomeni e Blas Roca Rey. Da un testo di Gianni Clementi, firma la regia Marco Mattolini, una produzione dei giovani Simone Giacomini e Paolo Di Giacomo di Mind Production.
“Ladro di razza si ispira alla grande tradizione del cinema neorealista, indagando in chiave di tragicommedia un momento della nostra Storia. Momenti di trascinante comicità si alternano a parentesi di riflessione e commozione, regalando allo spettatore 3 personaggi da ricordare.  Tito, Oreste e Rachele, infatti, protagonisti di questa piccola, minuscola e, per certi versi,  ridicola storia diventano il tramite per raccontare un’Italia in guerra, una Roma allo stremo, ma ancora capace di sussulti d’orgoglio. Ladro di razza è una storia di ingenuità e fame, di illusioni e inganni, di risate e lacrime, quando le parole onore, compassione e orgoglio avevano ancora un significato                                                                                                      Gianni Clementi          

Ladro di razza
Roma 1943. Un modesto ladro e truffatore, Tito, abituato a inventarsi la vita, esce dal carcere, dopo aver scontato l'ennesima pena. Non può tornare a casa dei suoi, perchè sulle sue tracce c'è un usuraio, noto per la sua crudeltà. Decide quindi di rifugiarsi nella catapecchia di Oreste, suo amico d'infanzia, che lavora come operaio nelle fornaci di Valle Aurelia. Tito deve assolutamente trovare al più presto dei soldi, per placare l'ira del "cravattaro". Conosce casualmente una ricca zitella ebrea, Rachele, che vive da sola in un appartamento lussuoso del ghetto. Sarà lei la sua vittima. Tito la corteggia e, dopo un'estenuante resistenza della donna, riesce finalmente ad entrare nelle sue grazie. Ormai è di casa e pronto per il furto, in cui coinvolge anche l'amico fornaciaro. E’ l'alba del 16 ottobre 1943, il momento del rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma da parte dei nazisti. In questa storia, mai il detto "Al posto sbagliato nel momento sbagliato" fu più puntuale. Ma il piccolo uomo Tito, opportunista e vigliacco, catapultato di colpo in un episodio storico dirompente, scoprirà in sè un inaspettato coraggio che gli consentirà un grande riscatto.

Note di regia
“E’ importante mettere in scena questo testo con un allestimento e un cast totalmente nuovi a tre anni di distanza dalla sua breve uscita sulla scena romana, perché riferendosi ad un momento ormai lontano ci fa riflettere sul presente più attuale, sull’estraneità delle persone rispetto ai grandi fatti della storia e della politica, sulla profonda incidenza dell’incertezza economica e sociale sulle scelte morali delle persone, sull’eterno confronto fra l’adeguarsi allo status quo, alla situazione dominante per quanto sinistra e inaccettabile si percepisca e la tentazione/coraggio di ribellarsi. 
Un certo clima  del testo che si immerge nell’immaginario del neorealismo cinematografico italiano del dopoguerra fa da prisma per sottolineare il valore emblematico della vicenda e la sua attualità.  
Scene e costumi citeranno quindi quel mondo evidenziandone affettuosamente l’appartenenza ad un immaginario collettivo che è divenuto proprio di tante generazioni successive, fino alle più recenti.  La musica costruita alla “manière  de”  i grandi temi di commento del cinema di quegli anni e della cultura popolare delle canzonette dell’epoca, sottolineerà l’impostazione antinaturalista nel senso più profondo e non elitario del termine.    
Il cast che mette insieme per la prima volta attori di provenienza diversa, ma tutti romani non solo in termini anagrafici, li fa cimentare con la bella lingua popolare romana (e non romanesca, per carità!) reinventata da Clementi, con la capacità, la leggerezza, la profondità che gli ha fatto conquistare in pochi anni palcoscenici e pubblici molto lontani da quelli della capitale, in Italia e all’estero.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                Marco Mattolini

LO SFASCIO al Sala Umberto a Roma dal 29 ottobre 2013

Teatro Sala Umberto a Roma dal 29 ottobre 2013

Mind Production e Simone Giacomini
presentano

Nicolas Vaporidis   Primo Reggiani

LO SFASCIO
di Gianni Clementi 

                                                                                                           
con la partecipazione di
Alessio Di Clemente
con  Simone Corrente  
e con Jennifer Mischiati

scenografia Carmelo Giammello
costumi Sabrina Chiocchio
musiche Davide Cavuti
regia Saverio Di Biagio e Gianni Clementi

Debutterà al teatro Sala Umberto di Roma il 29 ottobre LO SFASCIO, uno spettacolo che vede protagonisti Nicolas Vaporidis, Primo Reggiani, Simone Corrente e Alessio di Clemente. Insieme a loro, unica donna in scena, Jennifer Mischiati. Da un testo di Gianni Clementi, che firma una regia a quattro mani con Saverio Di Biagio, una produzione dei giovani Simone Giacomini e Paolo Di Giacomo di Mind Production.
“Lo sfascio è un titolo non casuale, avendo in sé la doppia valenza di luogo di rottamazione fisica ma soprattutto morale.  Un po’ quello che è successo nel nostro meraviglioso paese. Il successo facile, il degrado morale, la corruzione, la volgarità, il ritorno al clichè della donna oggetto. Questi sono stati i modelli di comportamento che negli anni hanno mutato geneticamente i nostri cervelli. Fortunatamente ci sarà sempre il lamento di un bambino appena nato a donarci una speranza.”
Gianni Clementi
Lo Sfascio
Siamo negli anni ’70, in piena strategia terrorista. Fosco (Di Clemente), 40enne titolare di uno sfasciacarrozze (lo sfascio) e con precedenti penali alle spalle, è un amante della bella vita e non perde occasione per tradire sua moglie Katia (Mischiati), in avventure occasionali. E’anche un giocatore incallito di carte e, insieme all’amico poliziotto Ugo (Corrente), assiduo frequentatore di bische clandestine. Manlio (Reggiani), 25enne fratello di Fosco e afflitto da un serio handicap mentale, lavora allo sfascio ed è immerso nel suo mondo, composto disordinatamente da immagini di calendari sexy, gomme da masticare e giochi infantili. Frequentatore abituale dello sfascio è Luciano (Vaporidis), detto Diecilire, un piccolo truffatore costantemente in cerca di soldi.
Una grave perdita al gioco vede vittima Ugo il poliziotto, il quale decide di compiere una rapina ed obbliga Fosco a rendersi suo complice. Anche Diecilire partecipa alla rapina, in qualità di autista. La rapina a una gioielleria si conclude con successo, ma come spesso accade una fortuita coincidenza spariglia le carte in tavola. Infatti Manlio, mentre i 3 complici stanno commentando l’impresa e valutando il bottino, nel bagno dell’officina trova una donna, vestita da hostess, ferita gravemente ed apparentemente in coma. Ugo è assalito da un dubbio: E se la donna prima di perdere conoscenza ha sentito i loro discorsi?
Nel frattempo la radio da la notizia che c’è stato un conflitto a fuoco fra la polizia e un gruppo di terroristi ed una donna, camuffata da hostess, è riuscita a fuggire. Ugo e Fosco decidono di prendere tempo e Manlio e Diecilire restano a guardia della donna, che non sembra in grado di riprendere conoscenza. Durante la notte Manlio, abituato dalla sua natura pura a scambiare istintive pulsioni per amore, ha un rapporto sessuale con la ragazza esanime. La mattina dopo Ugo informa i complici della sua decisione di prendere i classici 2 piccioni con una fava: ucciderà la ragazza ricercata, simulando un conflitto a fuoco e diventando agli occhi dei suoi superiori e dell’opinione pubblica in eroe. Manlio, non visto, ascolta il piano del poliziotto e si ribella, fino ad arrivare alle estreme conseguenze.

mercoledì 14 settembre 2011

SUGO FINTO Al Teatro Manzoni dal 13 al 25 settembre 2011

In scena al Teatro Manzoni dal 13 al 25 settembre 2011 "Sugo finto", spettacolo già vincitore della rassegna "Attori in cerca di autori" diretta da Ennio Coltorti. Due sorelle: Addolorata (Paola Tiziana Cruciani) e Rosaria (Alessandra Costanzo) entrambe zoppe lavorano nel piccolo negozio di merceria ereditato dai genitori e convivono nella stessa casa. Due modi diversi di intendere la vita Rosaria è una virago, grande lavoratrice, attenta al risparmio,amante della casa, e gran divoratrice di telegiornali ama la cucina leggera in particolare il sugo finto, più economico di quello "vero" con la carne. Addolorata passa le sue giornate davanti alla TV, sogna una vita più agiata, fatta di aspirapolveri, lavatrici funzionanti, pietanze vere.... Rosaria domina, addolorata subisce, le due sorelle non si sopportano più ogni cosa, anche la più insignificante diventa motivo di grande discussione. Ma cosa potrebbe succedere se un accadimento dovesse rivoltare le posizioni di potere?
Questa divertente commedia è stata scritta appositamente da Gianni Clementi per le due attrici e si avvale della regia di Ennio Coltorti. "Sugo finto" fa divertire, ma anche commuovere e riflettere su cosa siano e su cosa si basino i rapporti di forza all'interno di un nucleo ristretto grazie alla puntuale e efficace scrittura di Clementi e alla bravura di Alessandra Costanzo e Paola Tiziana Cruciani, capaci di tenera viva l'attenzione del pubblico con la loro grande espressività e presenza scenica
SUGO FINTO
di
Gianni Clementi
Regia
Ennio Coltorti
con: Paola Tiziana Cruciani, Alessandra Costanzo
dal 13 al 25 settembre 2011
Teatro Manzoni
Via Monte Zebio 14c
Roma
Miriam Comito