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martedì 3 giugno 2014

POTESTAD in scena al Sidecar dal 12 al 15 giugno




Potestad . Atto unico di Eduardo Pavlovsky
In scena al Sidecar-sale multimediali d’arti performative piazzale degli Eroi 9-Roma
Il  12/13/14/15 Giugno alle 21,00, domenica alle 18,00.
 Con Massimiliano Caprara e Veronica Milaneschi
Regia Massimiliano Caprara . 50 min. circa , ingresso 8 euro


 



Sull’Autore e sul testo
Eduardo Pavlovsky ,medico psichiatra e autore popolarissimo, soffrì l'ostilità e l'esilio durante la dittatura militare Argentina, lasciandoci però un'analisi teatrale e psicodrammatica attenta e profonda ed in particolare in testi come Potestad. Qui , in questo atto unico scritto di getto in treno e giocato con echi di teatro dell'assurdo e di realismo grottesco degni del gran teatro mitteleuropeo , l'aberrazione classista, "machista" e sadica della dittatura si risolve con un taglio assolutamente imprevisto, un colpo di scena tra i più clamorosi che non conviene qui rivelare, ma che è alla base dell'approccio indispensabilmente umano da parte di Pavlosky, un'umanità al limite del malessere fisico...E poi i bambini...strappati, nascosti reinventati, posseduti , quelle presenze care che danno senso alla famiglia e alla vita stessa, presi nel gioco delle parti, ostaggi della storia . Una storia ,quella Argentina e quella di "Podestad", senza giustizia ma senza neanche la possibilità del perdono , la storia di una ritrovata democrazia che però divenne per l'Argentina il più grande e straziante paradosso sociale......


Una considerazione da parte del regista e dell’interprete
È dal 1989 che faccio Potestad. Lo tradussi quando ancora frequentavo l'Accademia, e da allora quest'opera geniale, sentita in piccola e modestissima parte anche mia, ha molto girato in Italia e all'estero. Vestire i panni di un testo congegnato con tanta precisione e sapienza è per un interprete andare in deliquio. Ma poi riferendoci alla disarmante umanità la cui tragedia trabocca dagli anni bui di quella dittatura, ed essendo padre io a mia volta, laddove si toccano certi temi (e qui mi riferisco al tema de los niños raptos, centinaia di casi risolti grazie alle nonne de la plaza de Mayo, ma tante centinaia ormai irrisolvibili, persi, sfumati) ebbene il deliquio , la goduria che provo nel far parte di un meccanismo teatralmente perfetto e sorprendente, cede il passo al senso di responsabilità civile che la nostra professione ci richiede, quello cioè di essere portatori di esempi da ricreare in scena che scuotano, allarmino, facciano intravedere soluzioni, uniscano o comunque attivino non tanto lo spettatore in quanto tale , ma il cittadino, l'elettore, il lavoratore , il padre di famiglia.....
La storia molto in breve
In una stanza essenziale ove campeggiano tre sedie il protagonista rivive in occasione della visita di una vecchia amica di famiglia il momento esatto in cui dei funzionari del governo

“gente elegante, per bene” portarono via sua figlia Adriana. Assistiamo al crollo delle illusioni di una coppia che mai aveva potuto avere dei figli, alla disperazione viscerale di una perdita incolmabile. Parteggiamo per il protagonista, finchè...Pavlovsky mette in scena non un atto di accusa prevedibile tutto incentrato sulla condanna dei cattivi, infatti qui, il nostro uomo straziato, cui la loro più vecchia e familiare amica di famiglia quasi non osa rivolgere lo sguardo, fa parte di quella borghesia che cosprì assecondò avallò la dittatura argentina, era infatti  costui un medico, di quelli che firmavano falsi decessi naturali in riferimento alle uccisioni di stato. Il ritorno della democrazia e quindi, attraverso l’azione delle nonne della plaza de Mayo e la restituzione alle famiglie dei  nipoti, rappresenta per lui la fine della vita, l’inizio dell’incubo...Un incubo umanissimo fatto di amore paterno tenero, immenso, straziante...Ma questo colpo di scena è bene che il pubblico senta e veda direttamente a teatro...

venerdì 7 marzo 2014

Dibattito pubblico "ANNI DI PIOMBO: GENEALOGIE DELL'ITALIA ATTUALE", 11 MARZO 2014

Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica, riscosso tra dicembre e gennaio 2014,
tornerà in scena dal 12 al 16 Marzo,
presso il TEATRO BELLI DI ROMA,
lo Spettacolo Teatrale:


 
ANGELO E BEATRICE
DI FRANCESCO APOLLONI
con
Veronica Milaneschi e Michele Botrugno
Regia di
MASSIMILIANO CAPRARA

Il Presidente Luciano Violante assisterà alla Prima in data 12 Marzo, ore 21.

Con la presente, La invitiamo a partecipare al dibattito pubblico:
“Anni di piombo: Genealogie dell'Italia attuale”,
in data 11 Marzo 2014,
presso il Teatro Belli, Piazza di Sant'Apollonia 11, ore 18.30
Piattaforma per la misurazione dei fenomeni storico politici e per la generazione di politiche innovative, sulla base delle tematiche espresse nello Spettacolo, i cui intenti e presupposti mirano a stabilire quanto la genealogia dell’Italia contemporanea sia legata al quadro storico/politico nato negli anni settanta e quanto dunque l’attuale situazione socio/economica sia prossima al collasso.

Interverranno:
Stefano Esposito
Parlamentare PD membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, testimone in prima linea della battaglia politica che sta potando avanti in merito al progetto per la realizzazione della tratta ferroviaria ad alta velocità tra Torino - Lione e per la quale ha recentemente subito minacce terroristiche da parte di sedicenti Nuclei armati operativi (Noa) che in un documento recapitato all’Ansa pronunciano una sentenza di condanna a morte.

Adriana Faranda
Ex terrorista e membro della direzione strategica delle Brigate Rosse che partecipò al sequestro Moro opponendosi, alla fine, all’uccisione dello statista.  La Faranda ha scontato sedici anni di carcere. Francesco Apolloni si è ispirato alla sua biografia nel creare i personaggi di Angelo e Beatrice e abbiamo ritenuto opportuno che la Storia venisse raccontata anche dalla viva voce di un colpevole, in quanto quella voce continua a ripetere da anni, senza alibi né attenuanti, come se la drammatica testimonianza dei delitti commessi possa essere un monito alle future generazioni perché non debbano ripetersi. Ricordando una sua frase che credo colpì un’intera generazione nata dopo quegli anni (Voi non avrete mai le nostre ragioni più profonde, non avrete neppure il nostro spirito di ribellione contro le ingiustizie. Non avrete neppure più la nostra vita, di speranza e di sogni, perché non siamo più disposti a ucciderla nell'odio), la testimonianza della Faranda non è solo nelle parole, ma nella sua vita attuale, proprio perché così distante, lucida e lontana dal tragico caos di quella generazione (la prospettiva da cui si può comprendere meglio) e nel suo universo artistico di artista e fotografa.

Giovanni Barbera
Componente del Comitato politico romano del PRC, recentemente intervenuto sulle tematiche in oggetto, sottolineando come lo spazio dei “poteri forti” si ampli quando quello legittimo, che in democrazia dovrebbe essere rappresentato dalla sovranità popolare, è debole e non è in grado di assolvere alla sua funzione che è quella di governare i processi sociali ed economici.

Francesco Apolloni
Autore dello spettacolo, ha scritto questo testo ispirandosi a due “coppie famose” che parteciparono alla lotta armata negli anni ’70: Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, Adriana Faranda e Valerio Morucci. I primi capi storici dei NAR i secondi membri del consiglio direttivo delle BR. Ha realizzato questo testo circa quindici anni fa, in due diverse edizioni prima con Claudia Gerini (al suo debutto) e poi con Stefania Rocca. Regista, scrittore, attore, giornalista e produttore. Recentemente ha recitato accanto ad Adrien Brody nel film Third Person per la regia del premio Oscar Paul Haggis.

Modera il dibattito:
Massimiliano Caprara
Regista dello spettacolo. Importa in Italia per la prima volta autori come Pavlovsky e riscopre la drammaturgia teatrale di Bergman e mette in scena diversi testi propri quasi tutti brillanti come Bianca Snow, Assassinati Nati, il Venditore ecc. Inventa in Spagna il genere del "musical urbanistico". È anche critico teatrale e storico del teatro. Suo è il recentissimo: "Il teatro contemporaneo"ed. ediesse-feltrinelli. Prossimamente presenterà la commedia Infection al Teatro Belli.

martedì 4 marzo 2014

Torna in scena ANGELO E BEATRICE al Teatro Belli dal 12 al 16 marzo

ANGELO E BEATRICE

DI FRANCESCO APOLLONI

Dal 12 al 16 marzo

TEATRO BELLI DI ROMA

Piazza di Sant'Apollonia, 11

con

Veronica Milaneschi e Michele Botrugno

Regia di

Massimiliano Caprara

Una produzione Sidecar - Sale multimediali d'arti performative in collaborazione con Perrone Spettacoli

Orari: dal mercoledì al sabato alle ore 21,00 - domenica alle ore 17,30

Angelo e Beatrice sono due terroristi nella Roma degli anni settanta. Sono accomunati da quell’energia “primitiva” che spinge un ragazzo a “saltare il fosso”, impugnare una pistola, e la loro connotazione politica non è la cosa importante: possono appartenere all’eversione di Sinistra o di Destra. Una ricostruzione non più solo dell'Italia passata (passata attraverso lo stragismo, il terrorismo ...) ma anche di quanto potrebbe tornare in un futuro misterioso.

La tragedia contemporanea della disoccupazione come prodotto di una società selvaggiamente globalizzata, vittima di un sistema produttivo e di un mercato finanziario completamente asservito agli interessi delle Multinazionali, stava nascendo proprio in quei famosi anni di piombo, nei quali iniziava lo smantellamento della democrazia e degli ideali politici.

Quegli stessi ideali, o meglio ideologie, a cui i nostri protagonisti si aggrappano tenacemente, tormentati da domande che non si fermeranno allo loro generazione.

Attraverso una scrittura informata che ricostruisce un periodo così topico della nostra storia con assoluta attendibilità, si snoda uno spettacolo dinamico grazie ad una recitazione aggressiva ed empatica e a fonti audiovisive originali di particolare importanza che scandiscono il tempo e i tempi dell’azione: Sergio Endrigo mentre canta “La festa appena cominciata…”, “Rumore” di Raffaella Carrà, le note di Carosello, le immagini in bianco e nero di Valle Giulia, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, il tentato golpe Borghese, la morte di Mara Cagol…

Mentre la ricchezza è tornata ad accentrarsi nelle mani di pochi, costringendo molti a lottare quotidianamente per non perdere la speranza di costruirsi un futuro o semplicemente sopravvivere, vediamo i superstiti delle lotte armate di trenta anni fa che parlano amabilmente di stragi e misteri italiani, quasi che alla nostra generazione, ad un passo dalla nuova catastrofe, basti un talk show come risposta ad una bugia lunga trent’anni.

Allora per quale motivo raccontare di due terroristi e non di due vittime?

Perché il teatro, purtroppo, anche se di denuncia, non potrà mai scoprire la verità sulla strage di Bologna, Portella delle Ginestre, Ustica, Piazza Fontana, Brescia … ecc. ecc. ecc.

Visto che tutti ormai sappiamo che Moro e la sua scorta non furono uccisi solo dalle Brigate Rosse ma anche dallo Stato, se esiste una coscienza collettiva che caratterizza una società ed un momento storico, allora ne facciamo parte tutti, anche se continuiamo a relegare minacce terroristiche di lotta armata per la liberazione nell’ambito del banale folklore, come quella siglata ‘Noa’ (Nuclei armati operativi) che in un documento recapitato all’Ansa, pronuncia la sentenza di condanna a morte per il capo della Digos, Giuseppe Petronzi, il senatore del Pd, Stefano Esposito, Maurizio Bufalini, direttore dei lavori per Ltf e Massimo Matteucci della cooperativa che lavora al cantiere di Chiomonte, alimentata da presunti non violenti che allestiscono dai loro salotti uno scenario purtroppo già visto.

Forse oggi è necessario rimarcare che una cosiddetta Società Civile non può permettersi di mettere sullo stesso piano le vittime, di ieri o di oggi, con i terroristi e gli assassini, non può misurare la deriva di quella generazione ed il futuro che attende le nuove solo attraverso le esperienze estreme di Giusva Fioravanti e Francesca Mambro o di Adriana Faranda e Valerio Morucci, i primi capi storici dei NAR, i secondi membri del consiglio direttivo delle BR, che parteciparono alla lotta armata negli anni ’70 e a cui l’autore si è ispirato per creare i personaggi di Angelo e Beatrice.

Quello che il nostro Spettacolo prova a fare è capire cos’è successo e cosa potrebbe accadere prima di esorcizzare il Male con la solita faciloneria ed isolarlo come “altro da noi”.

PERCHÉ VORREMMO AVVERTIRTI, CARA SOCIETÀ CIVILE, CHE È PROPRIO QUANDO DISTRUGGI UNA INTERA GENERAZIONE LASCIANDOLA SCONFITTA, SENZA SPERANZE E SENZA FUTURO E VUOI ESSERE COSÌ CIECA DA NON CAPIRE LE RABBIOSE VENTATE DI RIVOLTA CHE PRELUDONO AL COLLASSO DI UNA REALTÀ SCLEROTIZZATA, CHE INIZIA IL TERRORE.

sabato 18 gennaio 2014

ANGELO E BEATRICE recensione

ANGELO e BEATRICE
di Francesco Apolloni
 Regia di Massimiliano Caprara
 con:  Veronica Milaneschi e Michele Botrugno
In scena DAL 9 AL 31 GENNAIO / SIDECAR Piazzale degli eroi 9 Roma
Dal Giovedi AL Sabato ore 21-Domenica ore 18
 

 "Angelo e Beatrice" è un testo che ripercorre, in modo puntuale, le fasi salienti degli "Anni di piombo" che hanno tristemente caratterizzato parte della storia del nostro Paese. E' un testo energico, una botta improvvisa, perchè non si è mai preparati abbastanza, che arriva dritta allo stomaco. L'ambientazione in un ex bunker anti-aereo rende bene l'idea di una casa-covo dove la giovane coppia, ruota intorno a stessa, e agli eventi vorticosamente, chi per inseguire un ideale, chi per gioco. Quello che si vuole mettere in luce, è l'accecamento di buona parte dei giovani di quegli anni,  non importa da quele parte si schierassero, se con le B.R. o con i N.A.R., l'importante è che questa energia di rivolta fosse veicolata dai burattinai, in una guerra tra giovani, in cui gli stessi giovani si assassinassero tra loro...(in tale giorno è morto un compagno, in tale altro è morto un camerata e così via) fino all'esaurirsi. L' energia , il tumulto viene ben reso dagli attori, che impersonano personaggi di provenienza diversa: Angelo è un ragazzo del popolo, uno che crede nella causa...un lluso. Beatrice proviene da una famiglia molto altolocata, per lei la guerra armata è un gioco, forse più adrenalinico rispetto ad altri ma comuque un gioco. Lo scontro tra classi sociali c'è anche quando non si vede, quando non è evidente, ma strisciante.
Miriam Comito

                                          Comunicato Stampa
Angelo e Beatrice sono due terroristi. Angelo e Beatrice sono due ragazzi nella Roma degli anni settanta. Provengono da opposte estrazioni sociali ma sono accomunati da quella rabbiosa passione politica che caratterizzò un epoca, gli anni di piombo, e che finirà con spingerli verso conseguenze estreme portando il loro rapporto e le loro illusioni alla catastrofe finale.
Attraverso una scrittura informata e che ricostruisce un periodo così topico della nostra storia con assoluta attendibilità, si snoda uno spettacolo sempre dinamico grazie ad una recitazione aggressiva ed empatica , scandito da fonti audiovisuali originali di particolare importanza.
Angelo e Beatrice è uno spettacolo che ci appartiene immediatamente. Un atto teatrale che si inoltra nel DNA della nostra democrazia , della nostra recentissima storia politica, nei ricordi di una generazione , nella vita delle idee e nei sentimenti che le idee sprigionano.
 
 Note di Regia
L'impianto della messa in scena ruota attorno al luogo fisico della rappresentazione, l'attuale Sidecar già circolo di partito ed ancor prima rifugio anti aereo, con le sue gallerie semi interrate e le finestrelle blindate.Luogo ideale per il tema del "covo". Ciò che appare allo spettatore in scena  è credibile e concreto così come il robusto apporto documentario che gioca con le scene e la fisicità degli attori talvolta spezzandola altre volte integrandola. E poi le musiche , le voci originali , i rumori degli attentati, le telefonate...Una ricostruzione non più ( ormai) solo dell'Italia passata (passata attraverso lo stragismo, il terrorismo ...) ma anche di quanto potrebbe pur sempre tornare in un futuro misterioso cui ci consegna anni di mal governo ed una incessante incuria culturale a discapito delle nuove generazioni degli ultimi vent'anni. Ho pensato quindi di far incalzare tra loro una molteplicità di elementi costruendo una macchina del tempo (passato/futuro) dinamica ma semplice depurandola il più possibile dai filtri linguistici della teatralità , dai suoi codici standardizzati. È venuto fuori un lavoro di impatto per i giovani e di dolorose riflessioni per le persone più anziane. Grazie quindi alla versatilità e alla lucidità di Francesco Apolloni , alla sua pignoleria appassionata, Angelo e Beatrice si insinua nel solco ancora tutto da scoprire e far trionfare del teatro utile, del teatro necessario...Del teatro.
Massimiliano Caprara
 
Note dell’autore
Ho scritto questo testo ispirandomi a due “coppie famose” che parteciparono alla lotta armata negli anni ’70. Giusva Fioravanti e Francesca  Mambro, Adriana Faranda e Valerio Morucci.  I primi capi storici dei NAR i secondi membri del consiglio direttivo delle BR.  Volutamente ho mescolato elementi che appartenessero alla estrema destra come all’estrema sinistra, perchè convinto che quell’energia “primitiva” che spinge un ragazzo a  “saltare il fosso” e a impugnare una pistola o mitra, anche se dettata da ideologie molto diverse, alla fine, fosse la stessa. Ho realizzato questo testo circa 15 anni  fa, in due diverse edizioni prima  con Claudia Gerini (al suo debutto) e poi con Stefania Rocca e ha portato molta fortuna alle due attrici. Ho visto questa nuova edizione realizzata da Massimiliano Caprara che mi ha fatto dimenticare completamente il mio lavoro precedente , e  appassionare in un modo nuovo alla storia dei due protagonisti.
Francesco Apolloni
 

 
Note Biografiche
 
Massimiliano Caprara attore per tanti anni della cooperativa autori e tecnici a Roma , e da oltre vent'anni con numerosi registi in Italia ed all'estero, è tra le altre cose organizzartore di festivals ed eventi, come nel caso dei corti teatrali da lui inventati ; come regista teatrale importa in italia per la prima volta autori come Pavlovsky e riscopre la drammaturgia teatrale di Bergman (pittura su legno). Inoltre mette  in scena diversi testi prorpi quasi tutti brillanti  come Bianca Snow , Assassinati Nati, il Venditore ecc.. Inventa in Spagna il genere del "musical urbanistico".È anche critico teatrale e storico del teatro.Suo è il recentissimo :"Il teatro contemporaneo"ed. ediesse-feltrinelli. Prossimamente presenterà la sua prossima commedia "Infection" al teatro Belli
 
Francesco Apolloni è nato e vive a Roma.
Regista, scrittore, attore, giornalista e produttore.
Ha frequentato l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, Silvio d’Amico. Ha scritto e diretto numerose commedie per il teatro, scritto e pubblicato romanzi, realizzato documentari, cortometraggi e films. Molti dei suoi lavori hanno partecipato a festival, ottenendo numerosi riconoscimenti sia da parte del pubblico che dalla critica. Come regista ha anche realizzato campagne sociali contro la droga e a favore della ricerca per la lotta contro il cancro. Come attore ha lavorato ß coprotagonista in due films che hanno ottenuto al botteghino un grandissimo successo “Scusa ma ti chiamo amore” e “Scusa se ti voglio sposare”. E in Tv sempre come coprotagonista in “Rino Gaetano”.
 
Ultimamente ha partecipato sempre come attore ad alcuni film che sono di
prossima uscita come “Third Person “ per la regia del premio Oscar Paul Haggis, recitando accanto ad Adrien Brody.
“Per sfortuna che ci sei” diretto da Alessio Federici accanto ad Ambra Angiolini e Enrico Brignano e “Tutta colpa di Freud” diretto da Paolo Genovese.
Inoltre ha collaborato come editorialista, giornalista con due tra le più importanti testate giornalistiche italiane “Il sole 24 ore”  e “Il Messaggero”, attualmente collabora con “Il Tempo”.
 
MICHELE BOTRUGNO nasce a Roma il 22 novembre 1985.
Nel 2007 prende parte allo spettacolo teatrale “La partitella” di Giuseppe Manfridi, diretto da Ennio Coltorti. Nello stesso anno è in scena con un testo di Cristopher Durang “Terapia di gruppo”  con la regia di Francesca Draghetti. Nel 2007 partecipa a diversi cortometraggi tra cui “Roma, un giorno” di Massimiliano Coccia, diretto da Matteo Botrugno e “Europa” diretto da Matteo Botrugno e Daniele Coluccini: entrambi i cortometraggi raccolgono un discreto successo. Dal 2008 al 2011 fa parte del cast de “Il Contagio” tratto dal romanzo di Walter Siti diretto da Nuccio Siano. Nel 2009 è nel cast nel film “Et in terra pax” di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini. Il film ha partecipato ai più importanti festival al mondo (Festival di Venezia “Giornate degli Autori”, Tiff “Tokyo Film Festival e Mosca). Il film, inoltre, ha vinto una menzione speciale dei Nastri D’argento. Nel 2010 partecipa al cortometraggio “Il respiro dell’arco” di Enrico Maria Artale.
 
Veronica Milaneschi  Inizia a studiare danza classica all’età di 3 anni. All’età di 14 anni inizia il suo percorso con il teatro  Dall’età di 18 anni inizia a lavorare in teatro professionalmente, ma prosegue gli studi entrando a far parte della “Compagnia dei Giovani” del teatro Eliseo di Roma lavorando con Ferruccio Soleri sulla Commedia dell’arte e con Luis Pascual su Garcia Lorca.studia  metodo Strasberg con Geraldine Baron dell’Actors Studio e Susan Batson della Blacknexxus di New York. Si concentra anche sulla drammaturgia contemporanea studiando con F.Paravidino, L.Russo, V.Cruciani e Psicopompo Teatro . studia poi canto con Bruno De Franceschi , Silvia Fanfani Schiavoni e Silvia Giallini.In teatro lavora con registi del calibro di Lina Wertmuller (“Molto rumore senza rispetto per nulla” e “Storia d’amore e d’anarchia”), Gigi Proietti (“Liolà”), Luca de Fusco, Duccio Camerini, Patrizio Cigliano, Marco Carniti, Massimiliano Caprara e molti altri. Nel cinema lavora con Pupi Avati in “Ma quando arrivano le ragazze?”, con Igor Maltagliati e Francesco Ciccone. In televisione la vediamo in fiction come “Distretto di polizia” e nella sit-com “Sette vite”.
Lavora anche come doppiatrice per serie tv,cartoni e film ed è inoltre speaker  documentari e spot televisivi. Dal 2009 esercita inoltre la professione di Clown in corsia . nel 2009 scrive e dirige il suo primo spettacolo “I Gangheretti”, che debutta al MicroFestival dei teatri Incondizionati e poi in turnè in italia.
Nel 2013 lavora di nuovo per il Teatro Eliseo in “E poi Pinocchio” , in “Nessuno” di Massimiliano Bruno
 




venerdì 10 gennaio 2014

Angelo e Beatrice

ANGELO e BEATRICE
di Francesco Apolloni
 
Regia di Massimiliano Caprara
 con:  Veronica Milaneschi e Michele Botrugno
In scena DAL 9 AL 31 GENNAIO / SIDECAR Piazzale degli eroi 9 Roma
Dal Giovedi AL Sabato ore 21-Domenica ore 18
 
Comunicato Stampa
Angelo e Beatrice sono due terroristi. Angelo e Beatrice sono due ragazzi nella Roma degli anni settanta. Provegono da opposte estrazioni sociali ma sono accomunati da quella rabbiosa passione politica che caratterizzò un epoca, gli anni di piombo, e che finirà con spingerli verso conseguenze estreme portando il loro rapporto e le loro illusioni alla catastrofe finale.
Attraverso una scrittura informata e che ricostruisce un periodo così topico della nostra storia con assoluta attendibilità, si snoda uno spettacolo sempre dinamico grazie ad una recitazione aggressiva ed empatica , scandito da fonti audiovisuali originali di particolare importanza.
Angelo e Beatrice è uno spettacolo che ci appartiene immediatamente. Un atto teatrale che si inoltra nel DNA della nostra democrazia , della nostrarecentissima storia politica, nei ricordi di una generazione , nella vita delle idee e nei sentimenti che le idee sprigionano.
 
 Note di Regia
L'impianto della messa in scena ruota attorno al luogo fisico della rappresentazione, l'attuale Sidecar già circolo di partito ed ancor prima rifugio anti aereo, con le sue gallerie semi interrate e le finestrelle blindate.Luogo ideale per il tema del "covo". Ciò che appare allo spettatore in scena  è credibile e concreto così come il robusto apporto documentario che gioca con le scene e la fisicità degli attori talvolta spezzandola altre volte integrandola. E poi le musiche , le voci originali , i rumori degli attentati, le telefonate...Una ricostruzione non più ( ormai) solo dell'Italia passata (passata attraverso lo stragismo, il terrorismo ...) ma anche di quanto potrebbe pur sempre tornare in un futuro misterioso cui ci consegna anni di mal governo ed una incessante incuria culturale a discapito delle nuove generazioni degli ultimi vent'anni. Ho pensato quindi di far incalzare tra loro una molteplicità di elementi costruendo una macchina del tempo (passato/futuro) dinamica ma semplice depurandola il più possibile dai filtri linguistici della teatralità , dai suoi codici standardizzati. È venuto fuori un lavoro di impatto per i giovani e di dolorose riflessioni per le persone più anziane. Grazie quindi alla versatilità e alla lucidità di Francesco Apolloni , alla sua pignoleria appassionata, Angelo e Beatrice si insinua nel solco ancora tutto da scoprire e far trionfare del teatro utile, del teatro necessario...Del teatro.
Massimiliano Caprara
 
Note dell’autore
Ho scritto questo testo ispirandomi a due “coppie famose” che parteciparono alla lotta armata negli anni ’70. Giusva Fioravanti e Francesca  Mambro, Adriana Faranda e Valerio Morucci.  I primi capi storici dei NAR i secondi membri del consiglio direttivo delle BR.  Volutamente ho mescolato elementi che appartenessero alla estrema destra come all’estrema sinistra, perchè convinto che quell’energia “primitiva” che spinge un ragazzo a  “saltare il fosso” e a impugnare una pistola o mitra, anche se dettata da ideologie molto diverse, alla fine, fosse la stessa. Ho realizzato questo testo circa 15 anni  fa, in due diverse edizioni prima  con Claudia Gerini (al suo debutto) e poi con Stefania Rocca e ha portato molta fortuna alle due attrici. Ho visto questa nuova edizione realizzata da Massimiliano Caprara che mi ha fatto dimenticare completamente il mio lavoro precedente , e  appassionare in un modo nuovo alla storia dei due protagonisti.
Francesco Apolloni
 

 
Note Biografiche
 
Massimiliano Caprara attore per tanti anni della cooperativa autori e tecnici a Roma , e da oltre vent'anni con numerosi registi in Italia ed all'estero, è tra le altre cose organizzartore di festivals ed eventi, come nel caso dei corti teatrali da lui inventati ; come regista teatrale importa in italia per la prima volta autori come Pavlovsky e riscopre la drammaturgia teatrale di Bergman (pittura su legno). Inoltre mette  in scena diversi testi prorpi quasi tutti brillanti  come Bianca Snow , Assassinati Nati, il Venditore ecc.. Inventa in Spagna il genere del "musical urbanistico".È anche critico teatrale e storico del teatro.Suo è il recentissimo :"Il teatro contemporaneo"ed. ediesse-feltrinelli. Prossimamente presenterà la sua prossima commedia "Infection" al teatro Belli
 
Francesco Apolloni è nato e vive a Roma.
Regista, scrittore, attore, giornalista e produttore.
Ha frequentato l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, Silvio d’Amico. Ha scritto e diretto numerose commedie per il teatro, scritto e pubblicato romanzi, realizzato documentari, cortometraggi e films. Molti dei suoi lavori hanno partecipato a festival, ottenendo numerosi riconoscimenti sia da parte del pubblico che dalla critica. Come regista ha anche realizzato campagne sociali contro la droga e a favore della ricerca per la lotta contro il cancro. Come attore ha lavorato ß coprotagonista in due films che hanno ottenuto al botteghino un grandissimo successo “Scusa ma ti chiamo amore” e “Scusa se ti voglio sposare”. E in Tv sempre come coprotagonista in “Rino Gaetano”.
 
Ultimamente ha partecipato sempre come attore ad alcuni film che sono di
prossima uscita come “Third Person “ per la regia del premio Oscar Paul Haggis, recitando accanto ad Adrien Brody.
“Per sfortuna che ci sei” diretto da Alessio Federici accanto ad Ambra Angiolini e Enrico Brignano e “Tutta colpa di Freud” diretto da Paolo Genovese.
Inoltre ha collaborato come editorialista, giornalista con due tra le più importanti testate giornalistiche italiane “Il sole 24 ore”  e “Il Messaggero”, attualmente collabora con “Il Tempo”.
 
MICHELE BOTRUGNO nasce a Roma il 22 novembre 1985.
Nel 2007 prende parte allo spettacolo teatrale “La partitella” di Giuseppe Manfridi, diretto da Ennio Coltorti. Nello stesso anno è in scena con un testo di Cristopher Durang “Terapia di gruppo”  con la regia di Francesca Draghetti. Nel 2007 partecipa a diversi cortometraggi tra cui “Roma, un giorno” di Massimiliano Coccia, diretto da Matteo Botrugno e “Europa” diretto da Matteo Botrugno e Daniele Coluccini: entrambi i cortometraggi raccolgono un discreto successo. Dal 2008 al 2011 fa parte del cast de “Il Contagio” tratto dal romanzo di Walter Siti diretto da Nuccio Siano. Nel 2009 è nel cast nel film “Et in terra pax” di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini. Il film ha partecipato ai più importanti festival al mondo (Festival di Venezia “Giornate degli Autori”, Tiff “Tokyo Film Festival e Mosca). Il film, inoltre, ha vinto una menzione speciale dei Nastri D’argento. Nel 2010 partecipa al cortometraggio “Il respiro dell’arco” di Enrico Maria Artale.
 
Veronica Milaneschi  Inizia a studiare danza classica all’età di 3 anni. All’età di 14 anni inizia il suo percorso con il teatro  Dall’età di 18 anni inizia a lavorare in teatro professionalmente, ma prosegue gli studi entrando a far parte della “Compagnia dei Giovani” del teatro Eliseo di Roma lavorando con Ferruccio Soleri sulla Commedia dell’arte e con Luis Pascual su Garcia Lorca.studia  metodo Strasberg con Geraldine Baron dell’Actors Studio e Susan Batson della Blacknexxus di New York. Si concentra anche sulla drammaturgia contemporanea studiando con F.Paravidino, L.Russo, V.Cruciani e Psicopompo Teatro . studia poi canto con Bruno De Franceschi , Silvia Fanfani Schiavoni e Silvia Giallini.In teatro lavora con registi del calibro di Lina Wertmuller (“Molto rumore senza rispetto per nulla” e “Storia d’amore e d’anarchia”), Gigi Proietti (“Liolà”), Luca de Fusco, Duccio Camerini, Patrizio Cigliano, Marco Carniti, Massimiliano Caprara e molti altri. Nel cinema lavora con Pupi Avati in “Ma quando arrivano le ragazze?”, con Igor Maltagliati e Francesco Ciccone. In televisione la vediamo in fiction come “Distretto di polizia” e nella sit-com “Sette vite”.
Lavora anche come doppiatrice per serie tv,cartoni e film ed è inoltre speaker  documentari e spot televisivi. Dal 2009 esercita inoltre la professione di Clown in corsia . nel 2009 scrive e dirige il suo primo spettacolo “I Gangheretti”, che debutta al MicroFestival dei teatri Incondizionati e poi in turnè in italia.
Nel 2013 lavora di nuovo per il Teatro Eliseo in “E poi Pinocchio” , in “Nessuno” di Massimiliano Bruno