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venerdì 11 aprile 2014

TEATRO BELLI LA FINZIONE DELLA VITA (TV, SEX & FAMILY)

Ass. Cult.
FOXTROT GOLF
Presenta

al
Teatro Belli
Piazza di Sant'Apollonia,11 Roma - tel. 06 58 94 875       

DAL 6 ALL'11 MAGGIO 2014
dal martedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 17.30

LA FINZIONE DELLA VITA
(TV, SEX & FAMILY)
di
Giovanni Antonucci

regia
Francesco Branchetti

con
Francesco Branchetti,  Isabella Giannone,  Laura Garofoli , Simone Lambertini

Musiche  Pino Cangialosi - Scene e costumi Cristiano Paliotto - Disegno luci Francesco Branchetti

****

Protagonisti di LA FINZIONE DELLA VITA (TV, SEX & FAMILY) sono  un producer di quiz  in crisi professionale ed esistenziale, che crede in valori più solidi ma che è costretto a vivere in  mezzo ai  compromessi, sua moglie Giulia, una giovane attrice di teatro, Laura, che si trasforma in una valletta disinvolta e dalle minigonne mozzafiato, un regista  scaltro nel suo mestiere e  collezionista di donne. LA FINZIONE DELLA VITA (TV, SEX & FAMILY)  (vincitore del Premio Vallecorsi) è una commedia che vive su due piani. Il primo e il più importante è quello della TV, macchina della finzione, creatrice di sogni, dove dominano il cinismo degli autori, il narcisismo dei conduttori, l’arrivismo delle veline, la nevrosi di producer e registi nei confronti dei veri padroni del teleschermo: lo share e gli sponsor Il secondo piano della commedia è quello familiare del producer  e del suo rapporto con la moglie Giulia, madre dei suoi figli. Un rapporto di amore, di affetto, di condivisione profonda che la relazione di Luigi con la giovane attrice non riesce a rompere.
****
In scena Al TEATRO BELLI - Piazza di Sant'Apollonia, 11 – 00153 - Roma.
Telefono: 06 5894875 | E-mail: info@teatrobelli.it
Biglietteria : 06 58 94 875        Fax: 06 58 97 094
Biglietti: Intero €18,00 | Ridotto € 13,00 | Prevendita/Prenotazione € 1,00
Orari spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21,00 - domenica alle ore 17,30

venerdì 7 marzo 2014

Dibattito pubblico "ANNI DI PIOMBO: GENEALOGIE DELL'ITALIA ATTUALE", 11 MARZO 2014

Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica, riscosso tra dicembre e gennaio 2014,
tornerà in scena dal 12 al 16 Marzo,
presso il TEATRO BELLI DI ROMA,
lo Spettacolo Teatrale:


 
ANGELO E BEATRICE
DI FRANCESCO APOLLONI
con
Veronica Milaneschi e Michele Botrugno
Regia di
MASSIMILIANO CAPRARA

Il Presidente Luciano Violante assisterà alla Prima in data 12 Marzo, ore 21.

Con la presente, La invitiamo a partecipare al dibattito pubblico:
“Anni di piombo: Genealogie dell'Italia attuale”,
in data 11 Marzo 2014,
presso il Teatro Belli, Piazza di Sant'Apollonia 11, ore 18.30
Piattaforma per la misurazione dei fenomeni storico politici e per la generazione di politiche innovative, sulla base delle tematiche espresse nello Spettacolo, i cui intenti e presupposti mirano a stabilire quanto la genealogia dell’Italia contemporanea sia legata al quadro storico/politico nato negli anni settanta e quanto dunque l’attuale situazione socio/economica sia prossima al collasso.

Interverranno:
Stefano Esposito
Parlamentare PD membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, testimone in prima linea della battaglia politica che sta potando avanti in merito al progetto per la realizzazione della tratta ferroviaria ad alta velocità tra Torino - Lione e per la quale ha recentemente subito minacce terroristiche da parte di sedicenti Nuclei armati operativi (Noa) che in un documento recapitato all’Ansa pronunciano una sentenza di condanna a morte.

Adriana Faranda
Ex terrorista e membro della direzione strategica delle Brigate Rosse che partecipò al sequestro Moro opponendosi, alla fine, all’uccisione dello statista.  La Faranda ha scontato sedici anni di carcere. Francesco Apolloni si è ispirato alla sua biografia nel creare i personaggi di Angelo e Beatrice e abbiamo ritenuto opportuno che la Storia venisse raccontata anche dalla viva voce di un colpevole, in quanto quella voce continua a ripetere da anni, senza alibi né attenuanti, come se la drammatica testimonianza dei delitti commessi possa essere un monito alle future generazioni perché non debbano ripetersi. Ricordando una sua frase che credo colpì un’intera generazione nata dopo quegli anni (Voi non avrete mai le nostre ragioni più profonde, non avrete neppure il nostro spirito di ribellione contro le ingiustizie. Non avrete neppure più la nostra vita, di speranza e di sogni, perché non siamo più disposti a ucciderla nell'odio), la testimonianza della Faranda non è solo nelle parole, ma nella sua vita attuale, proprio perché così distante, lucida e lontana dal tragico caos di quella generazione (la prospettiva da cui si può comprendere meglio) e nel suo universo artistico di artista e fotografa.

Giovanni Barbera
Componente del Comitato politico romano del PRC, recentemente intervenuto sulle tematiche in oggetto, sottolineando come lo spazio dei “poteri forti” si ampli quando quello legittimo, che in democrazia dovrebbe essere rappresentato dalla sovranità popolare, è debole e non è in grado di assolvere alla sua funzione che è quella di governare i processi sociali ed economici.

Francesco Apolloni
Autore dello spettacolo, ha scritto questo testo ispirandosi a due “coppie famose” che parteciparono alla lotta armata negli anni ’70: Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, Adriana Faranda e Valerio Morucci. I primi capi storici dei NAR i secondi membri del consiglio direttivo delle BR. Ha realizzato questo testo circa quindici anni fa, in due diverse edizioni prima con Claudia Gerini (al suo debutto) e poi con Stefania Rocca. Regista, scrittore, attore, giornalista e produttore. Recentemente ha recitato accanto ad Adrien Brody nel film Third Person per la regia del premio Oscar Paul Haggis.

Modera il dibattito:
Massimiliano Caprara
Regista dello spettacolo. Importa in Italia per la prima volta autori come Pavlovsky e riscopre la drammaturgia teatrale di Bergman e mette in scena diversi testi propri quasi tutti brillanti come Bianca Snow, Assassinati Nati, il Venditore ecc. Inventa in Spagna il genere del "musical urbanistico". È anche critico teatrale e storico del teatro. Suo è il recentissimo: "Il teatro contemporaneo"ed. ediesse-feltrinelli. Prossimamente presenterà la commedia Infection al Teatro Belli.

martedì 4 marzo 2014

Torna in scena ANGELO E BEATRICE al Teatro Belli dal 12 al 16 marzo

ANGELO E BEATRICE

DI FRANCESCO APOLLONI

Dal 12 al 16 marzo

TEATRO BELLI DI ROMA

Piazza di Sant'Apollonia, 11

con

Veronica Milaneschi e Michele Botrugno

Regia di

Massimiliano Caprara

Una produzione Sidecar - Sale multimediali d'arti performative in collaborazione con Perrone Spettacoli

Orari: dal mercoledì al sabato alle ore 21,00 - domenica alle ore 17,30

Angelo e Beatrice sono due terroristi nella Roma degli anni settanta. Sono accomunati da quell’energia “primitiva” che spinge un ragazzo a “saltare il fosso”, impugnare una pistola, e la loro connotazione politica non è la cosa importante: possono appartenere all’eversione di Sinistra o di Destra. Una ricostruzione non più solo dell'Italia passata (passata attraverso lo stragismo, il terrorismo ...) ma anche di quanto potrebbe tornare in un futuro misterioso.

La tragedia contemporanea della disoccupazione come prodotto di una società selvaggiamente globalizzata, vittima di un sistema produttivo e di un mercato finanziario completamente asservito agli interessi delle Multinazionali, stava nascendo proprio in quei famosi anni di piombo, nei quali iniziava lo smantellamento della democrazia e degli ideali politici.

Quegli stessi ideali, o meglio ideologie, a cui i nostri protagonisti si aggrappano tenacemente, tormentati da domande che non si fermeranno allo loro generazione.

Attraverso una scrittura informata che ricostruisce un periodo così topico della nostra storia con assoluta attendibilità, si snoda uno spettacolo dinamico grazie ad una recitazione aggressiva ed empatica e a fonti audiovisive originali di particolare importanza che scandiscono il tempo e i tempi dell’azione: Sergio Endrigo mentre canta “La festa appena cominciata…”, “Rumore” di Raffaella Carrà, le note di Carosello, le immagini in bianco e nero di Valle Giulia, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, il tentato golpe Borghese, la morte di Mara Cagol…

Mentre la ricchezza è tornata ad accentrarsi nelle mani di pochi, costringendo molti a lottare quotidianamente per non perdere la speranza di costruirsi un futuro o semplicemente sopravvivere, vediamo i superstiti delle lotte armate di trenta anni fa che parlano amabilmente di stragi e misteri italiani, quasi che alla nostra generazione, ad un passo dalla nuova catastrofe, basti un talk show come risposta ad una bugia lunga trent’anni.

Allora per quale motivo raccontare di due terroristi e non di due vittime?

Perché il teatro, purtroppo, anche se di denuncia, non potrà mai scoprire la verità sulla strage di Bologna, Portella delle Ginestre, Ustica, Piazza Fontana, Brescia … ecc. ecc. ecc.

Visto che tutti ormai sappiamo che Moro e la sua scorta non furono uccisi solo dalle Brigate Rosse ma anche dallo Stato, se esiste una coscienza collettiva che caratterizza una società ed un momento storico, allora ne facciamo parte tutti, anche se continuiamo a relegare minacce terroristiche di lotta armata per la liberazione nell’ambito del banale folklore, come quella siglata ‘Noa’ (Nuclei armati operativi) che in un documento recapitato all’Ansa, pronuncia la sentenza di condanna a morte per il capo della Digos, Giuseppe Petronzi, il senatore del Pd, Stefano Esposito, Maurizio Bufalini, direttore dei lavori per Ltf e Massimo Matteucci della cooperativa che lavora al cantiere di Chiomonte, alimentata da presunti non violenti che allestiscono dai loro salotti uno scenario purtroppo già visto.

Forse oggi è necessario rimarcare che una cosiddetta Società Civile non può permettersi di mettere sullo stesso piano le vittime, di ieri o di oggi, con i terroristi e gli assassini, non può misurare la deriva di quella generazione ed il futuro che attende le nuove solo attraverso le esperienze estreme di Giusva Fioravanti e Francesca Mambro o di Adriana Faranda e Valerio Morucci, i primi capi storici dei NAR, i secondi membri del consiglio direttivo delle BR, che parteciparono alla lotta armata negli anni ’70 e a cui l’autore si è ispirato per creare i personaggi di Angelo e Beatrice.

Quello che il nostro Spettacolo prova a fare è capire cos’è successo e cosa potrebbe accadere prima di esorcizzare il Male con la solita faciloneria ed isolarlo come “altro da noi”.

PERCHÉ VORREMMO AVVERTIRTI, CARA SOCIETÀ CIVILE, CHE È PROPRIO QUANDO DISTRUGGI UNA INTERA GENERAZIONE LASCIANDOLA SCONFITTA, SENZA SPERANZE E SENZA FUTURO E VUOI ESSERE COSÌ CIECA DA NON CAPIRE LE RABBIOSE VENTATE DI RIVOLTA CHE PRELUDONO AL COLLASSO DI UNA REALTÀ SCLEROTIZZATA, CHE INIZIA IL TERRORE.

giovedì 20 febbraio 2014

MATERNITY BLUES (From Medea)


18 febbraio – 2 marzo 2014

TEATRO BELLI

 Piazza di Sant'Apollonia, 11, 00153 Roma

Tel 06 589 4875



MATERNITY BLUES (From Medea)

di Grazia Verasani

regia Elena Arvigo

con

Elodie Treccani Marga

Amanda Sandrelli Vincenza

Xhilda Lapardahaja Rina

Elena Arvigo Eloisa


 Appena si arriva in teatro per vedere "Maternity Blues (From Medea), si e subito accolti e allo stesso tempo sconvolti, sicuramente non indifferenti, dal tipo di scenografia, che immediatamente, ci trasporta in un anbiente chiuso fisicamente, ma pieno di colori e affollato di oggetti. L'azione si svolge, all'interno di una camera di un'ospedale psichiatrico, dove quattro donne infanticide vivono, e che quindi hanno organizzato, per quanto possibile, ognuna secondo le proprie inclinazioni caratteriali. Eloisa (Elena Arvigo) la più forte si è letteralmente appropriata del tavolo che deve necessariamente essere al centro della stanza, Rina (Xhilda Lepardahaja) la più giovane, ha con se una bottiglietta piena di vino e un pelouche.Vincenza (Amanda Sandrelli)  è quella che vuole che la stanza sia sempre in ordine e poi, c'è Marga (Elodie Treccani) la nuova arrivata, quella più misteriosa. Le quattro donne, costrette a stare inseme si scontrano, si incontrano si torturano vicendevolmente e cercano di consolarsi. Lo spettacolo è senza dubbio da vedere, molto paricolare, con dei passaggi molto forti, da risultare addirittura disturbanti, ma è un disturbo non che dà fastidio ma che scuote, che porta a pensare a quanta rabbia più o meno repressa una donna possa avere dentro di se nel suo intimo, a quanto sia difficile aiutarsi vicendevolmente e, invece, molto più facile attaccarsi, demolirsi, anche se le colpe sono le stesse, solo per sentirsi migliore, o quanto semplicemente sia difficile trovare una consolazione.
Miriam Comito

Elena Arvigo presenta “Maternity Blues (From Medea)” al Teatro Belli dal 18 febbraio al 2 marzo 2014. Lo spettacolo ha debuttato lo scorso anno al Teatro Argot Studio e torna a Roma con un cast modificato in cui entra a far parte Amanda Sandrelli.

Elena Arvigo – qui regista ed attrice – sceglie di parlare di un argomento tanto delicato quanto attuale e lo affronta da un lato seguendo la traccia di Grazia Verasani nel suo libro From Medea, dall’altro confrontandosi direttamente con le attrici attraverso delle improvvisazioni durante la fase di creazione dello spettacolo.

Il riferimento a Medea non lascia dubbi rispetto al tema trattato: in un ospedale psichiatrico giudiziario, che riporta subito a quello famoso di Castiglion delle Stiviere (Mn), si incontrano quattro donne che hanno commesso il reato di infanticidio. Sono la dolce Marga, l’aggressiva Eloisa, la giovanissima Rina e la più consapevole Vincenza. Chiuse all’interno dell’OPG, le quattro protagoniste trascorrono il loro tempo espiando una condanna, che è soprattutto interiore, per il gesto che ha vanificato anche le loro esistenze. Dalla convivenza forzata – che genera la sofferenza di leggere la propria colpa in quella delle altre – germogliano amicizie, spezzate confessioni, un conforto senza consolazione.


Note di regia

La riflessione è sull’istinto materno. Chi e' Medea? Chi sono queste donne?  Quanto e' rassicurante  creare mostri per non fermarsi a pensare? Non si pretende di psicologizzare azioni così “tragiche” da restare comunque inesplicabili, ma di investigare sui punti di rottura. Ci interessa scavare in queste zone buie affinché attraverso il teatro sia possibile tentare di favorire una comprensione, per gli artisti coinvolti e il pubblico insieme, più ampia e vasta dell’animo umano. Questa comprensione non implica necessariamente né l’assoluzione né la condanna. Cerchiamo di fare un teatro pericoloso nel senso etimologico della parola: dal latino periculum, ossia esperimento, rischio. Un teatro che cerca un po’ di luce e speranza lì dove sembra non esserci che tenebra. Il tema e' affrontato da un lato seguendo la traccia di Grazia Verasani nel suo libro From Medea, dall’altro confrontandosi direttamente con le attrici attraverso delle improvvisazioni durante la fase di creazione dello spettacolo.  



(Dell'Infanticida Marria Farrar di B. Brecht: Voi, che partorite comode in un letto  e il vostro grembo gravido chiamate «benedetto», contro i deboli e i reietti non scagliate l'anatema. Fu grave il suo peccato, ma grande la sua pena. Di grazia, quindi, non vogliate sdegnarvi: ogni creatura ha bisogno di essere aiutata" ).

Elena Arvigo.
Musiche Giuseppe Fraccaro
Voice off Alessandra Salamida
Ideazione scenografia Lorenza Indovina
Collaborazione costumi Ginevra Polverelli
Luci Paolo Meglio
Foto Marcello Norberth
Assistente alla regia Valeria Spada
Produzione Compagnia SantaRita in collaborazione con Diritto e Rovescio
Organizzazione e promzione 369GRADI



Questo Spettacolo non sarebbe potuto andare in scena senza il prezioso aiuto e contributo di: Sara Zoia (attrice allestimento 2013) Tommaso Spinelli (assistente alla regia primo allestimento 2013) -Serena Carminati- (fotografa) Konstantin Dimopoulus (per concessione Locandin ) – Ex lavanderia Santa Maria della Pieta’ -Monica Belardinelli, Valentina Calvani, Caterina Gramaglia, Silvana Crescini, Rosa Sironi, Giacomo Sette e Paolo Arvigo

lunedì 4 novembre 2013

TACCHI MISTI

Teatro Belli
Piazza Sant’Apollonia 11/a - Roma
dal 12 Novembre al 1° Dicembre 2013
Tacchi misti
tratto dal libro Accessories (Casini Editore)
di Gloria Calderòn Kellett
regia Ferdinando Ceriani

Sedici paia di scarpe, sedici personaggi femminili, quattro attrici. Sono questi i numeri dello spettacolo Tacchi misti in scena da martedì 12 Novembre a domenica 1° Dicembre 2013 al Teatro Belli di Roma, in Piazza Sant’Apollonia 11/a.
Interpretato da Carla Ferraro, Corinna Lo Castro, Valentina Martino Ghiglia e Silvia Siravo, con la regia di Ferdinando Ceriani, lo spettacolo è tratto dal libro Accessories della scrittrice americana Gloria Calderòn Kellett autrice della famosa sitcom How I met your mother.
Tacchi misti, dal ritmo coinvolgente e serrato, conserva alcune sfumature in lingua originale ed evoca, a tratti, il musical. Le quattro interpreti raccontano, ballano e cantano per dipingere una spassosa sequenza di ritratti femminili. Sul palco sfila, una dopo l’altra, una variegata e irriverente galleria di donne, ognuna con la propria storia: dalla vigilessa alla donna incinta, dalla suora alla venditrice di olio di serpente, dalla ragazza emo alla donna manager (solo per citarne alcune). Le esperienze che narrano e condividono con il pubblico sono ironiche, graffianti e audaci, in una parola: divertentissime.
Lo spettacolo Tacchi misti è al Teatro Belli di Roma dal 12 Novembre al 1° Dicembre 2013. In queste date è anche possibile visitare Pop Accessories, una mostra “pop” di Carolina Calabresi e Benedetto Spada pensata appositamente per l’occasione.

NOTE DI REGIA
“Lo spettacolo è una sorta di roulette russa dove a ogni numero corrispondono un paio di scarpe e un personaggio (la fidanzata, la casalinga, la cinica, la dea, la ladra, la prima donna, ecc…). Ognuna di queste figure femminili investirà il pubblico con la sua storia. Ed è proprio il caso di dire investirà perché queste donne non si limitano a raccontare di sé ma cercano incessantemente nel pubblico una spalla, un complice o un antagonista.
Tacchi misti è la celebrazione della donna moderna finalmente libera dalla fobia della padella antiaderente”.Ferdinando Ceriani

“Trovare un uomo che vale è impresa difficile. Trovare un buon monologo, ancora di più. Specialmente se sei una ragazza. Così ho deciso di mettermi a scrivere monologhi per donne… ed è così che sono nati i miei spettacoli teatrali. Ho avuto la fortuna, nella mia vita, di incontrare molte donne interessanti e questi monologhi sono una dichiarazione d’amore verso di loro”  Gloria Calderòn Kellett

GLORIA CALDERON KELLETT Autrice e produttrice della serie Rules of Engagement della CBS. È stata anche autrice e co-produttrice della serie della CBS How I Met Your Mother per tre stagioni, durante le quali ha vinto un Alma Award for Outstanding Script. Diplomata al Writer’s Guild Showrunner Training Program ha venduto sceneggiature a Fox, ABC Studios, CBS e FTVS. Il suo primo cortometraggio, Wounded, è stato in concorso al Geneva Film Festival, al Palm Springs Shorts Fest, al Sedona Film Fest, al Gig Harbor Film Festival e al Big Island Film Festival. Il cortometraggio Very Dirty Things è stato in concorso al LA Comedy Film Festival. Ha scritto diversi spettacoli ottenendo un buon successo di critica: In Her Shoes (Hudson Avenue Theatre); Baggage (Hudson Avenue Theatre/argomento di seminario al The Mark Taper Forum), Left Overs (Odyssey Theatre), Disconnect (Elephant Theater), Skirts & Flirts (Hudson Mainstage Theatre/Kraine Theatre, NYC), Bedtime Stories (National Comedy Theater), Snapshots (Pico Playhouse), Identity Theft(Elephant Theatre), Drinking Games (Pico Playhouse); Just Friends (Chalk Rep) e Blind (Stella Adler Theatre).

MOSTRA POP ACCESSORIES
Rappresentare la storia di ognuno attraverso le immagini e i ricordi per realizzare quadri unici e personalizzati. Una fusione di tecniche classiche e digitali per essere protagonisti dell’arte. È l'idea di Carolina Calabresi e Benedetto Spada, che hanno unito le loro competenze e la loro creatività realizzando tele con uno stile che si ispira all’arte pop. Compongono, filtrano ed elaborano digitalmente fotografie e immagini su sfondi dai colori forti. Le opere vengono poi stampate su grandi tele e successivamente dipinte e decorate con le tecniche più diverse. La mostra sarà visitabile dalle ore 19.00 alle ore 21.00, nelle date in cui è in scena lo spettacolo. www.bennyecarolinaritratti.it

Tacchi Misti tratto da Accessories (Casini Editore) di Gloria Calderòn Kellett
Produzione: L'Albero Teatro Canzone - ONNI - EX NOVO
Con: Carla Ferraro, Corinna Lo Castro, Valentina Martino Ghiglia, Silvia Siravo
Voce off: Alexia Murray
Disegno luci: Giovanna Venzi
Assistente alla regia: Alice Guidi
Progetto grafico: Carla Ladau
Musiche: Benedetto Ghiglia
Regia: Ferdinando Ceriani
Pagina Facebook: www.facebook.com/TacchiMisti

Dal 12 Novembre al 1° Dicembre 2013
Teatro Belli Piazza Sant’Apollonia 11/a - Roma
Dal martedì al sabato ore 21.00 Domenica ore 17.30
Biglietto: 18.00 € intero / 13.00 € ridotto / 10.00 € ridottissimo
Info: 06.5894875 – info@teatrobelli.it

sabato 18 febbraio 2012

MUMBLE MUMBLE ovvero: confessioni di un orfano d'arte (recensione)

 E' in scena al Teatro Belli dal 14 al 19 febbraio 2012  "MUMBLE MUMBLE ovvero: confessioni di un orfano d'arte". Raramente uno spettacolo è in grado di  far divertire e commuovere il pubblico allo stesso tempoma a volte succede, e ieri sera è stata una di queste volte! Si perchè attraverso questo spettacolo Emanuele Salce figlio di Luciano Salce e di Diletta D'Andrea, e cresciuto con Vittorio Gassman che aveva sposato la mamma nel 1970 partendo dalle reali difficoltà che al giorno d'oggi, in piena temperie reality, un attore vero troverebbe, qual'ora si accingesse a voler portare in scena un testo classico come I fratelli Karamazov, racconta in modo ironico, al punto giusto, senza compacimenti nè bugie la sua vita, accanto ai due grandi mostri sacri che ne hanno caratterizzato la prima parte. Mumble mumble diceva Zio paperone mentre rimuginava ripiegato su se stesso un po' come  l'Emanuele ragazzetto che la  già forte voce dirigeva verso il basso così da tirrne fuori una sorta di bofonchiamento, era questo, infatti, il suo soprannome. Hanno avuto altri talenti, rispetto alla paternità, dice parlando dei due padri, beh si sa gli attori sono sempre impegnati. Affida i ritratti dei suoi due genitori uomini, alla descrizione, dell'estremo saluto, di come lui l'ha appreso, vissuto, personalmente, e di tutto quel movimento che si crea intorno alla morte di un personaggio pubblico, partendo dai parenti che spuntano fuori all'improvviso, senza che non solo non si siano frequentati da anni, ma che spesso se ne ignorava persino l'esistenza, o la fretta dell'infermiera di mettere al morto il vestito buono, o ancora le miriade di persone che vanno a casa del morto se famoso, solo perchè sanno che là incontreranno persone con cui stringere rapporti lavorativi.... e il ricordo di Emanuele per il padre come epitaffio: a papà l'abbraccio che non ti ho mai dato. Un equilibrio tra ironia e commozione quindi, che se nella prima parte verte di più verso la commozione, nella seconda parte si sfoga l'ironia con il racconto del viaggio insieme al fratello piccolo Jacopo in Australia. Viaggio istruttivo in cui il minore avrebbe dovuto imparare dal maggiore le tecniche di seduzione e rimorchio....in compagnia però di una bottiglietta di lassativo.... Un intreccio di ricordi, di sensazioni, di pulsioni, emozioni incubi...in poche parole la vita, con due punti di vista dominanti l'amore e la morte, le due cose che ci governano tutti.
Miriam Comito
MUMBLE MUMBLE ovvero confessioni di un orfano d'arte
di Emanuele Salce e Andrea Pergolari
Con Emanuele Salce e Paolo Giommarelli
dal 14 al 19 febbraio 2012
Teatro Belli
P,zza S. Apollonia 11/a

lunedì 13 febbraio 2012

MUMBLE MUMBLE (ovvero confessione di un orfano d'arte)

Società per attori
presenta 
MUMBLE MUMBLE
Ovvero confessioni di un orfano d’arte 
Di Emanuele Salce e Andrea Pergolari
Con Emanuele Salce e Paolo Giommarelli 
TEATRO BELLI
p.zza Sant’Apollonia 11a 
Dal 14 al 19 febbraio 2012 
Nella solitudine di un camerino improvvisato, nella notte di una profonda provincia italiana, un (ormai non più) giovane attore, impegnato a provare la spericolata messinscena di un importante testo letterario, si ritrova, involontariamente ma inevitabilmente, a fare i conti con se stesso. Con il suo essere attore e uomo, funzione di una società che gli sfugge e identità ricercata e mai trovata. Come essere, nello stesso tempo, (doppio) figlio d’arte, uomo di cultura e groviglio materiale di ossa, nervi e sangue che soffre e gode per i bisogni primari della vita?
Mumble mumble mette in scena l’ambizioso tentativo del protagonista di combinare l’attrazione per una verità assoluta, il contatto con la relatività dell’esistente, le pulsioni sessuali ed un irrefrenabile (e non del tutto astratto) bisogno di liberazione. Cercando di conciliare le pagine di Dostoevskij, gli Europei di calcio, i paterni cerimoniali funebri, un’irresistibile bionda australiana ed una sciagurata boccetta di lassativi.
Con il controcanto ironico e discreto di un personaggio-spettatore ora complice ora provocatore, assistiamo ad una confessione pubblica di sogni, incubi, ossessioni tutti implacabilmente sotto il segno dell’amore e della morte. Ovvero delle due complementari pulsioni primarie che stringono d’assedio l’uomo dall’alba dei tempi: eros e thanatos. Una confessione che è un balletto selvaggio di tragica comicità; un infuriare di ricordi macabri, grotteschi, osceni; di personaggi pubblici e teneramente privati; un intreccio inestricabile di cultura e provocazione, di attese insoddisfatte e di traiettorie felicemente impreviste; un paradossale e compiaciuto autodafé laico. La testimonianza consapevolmente devastata di un orfano d’arte partecipe di un mondo assurdamente logico.



 

domenica 30 ottobre 2011

PAMELA VILLORESI DIRETTA DA ANGELO LONGONI IN VITA AL TEATRO BELLI

In scena al Teatro Belli dal 25 ottobre al 6 novembre "Vita" scritto e diretto da Angelo Longoni narra di come un incidente  possa  non solo modificare la realtà, cambiare le situazioni ma anche mettere a nudo la contrapposizioni di due  opposti modi di pensare. una ragazza di circa 16 anni è in stato vegetativo, nè morta nè viva, in uno stato di sospensione, i suoi genitori si trovano uno di fronte all'altra con i loro differenti modi di affrontare il dramma, la madre (Pamela Villoresi) ha sempre viva la speranza, ogni appiglio è buono per credere che la figlia possa migliorare, il padre (Emilio Bonucci) invece di speranze ne ha poche lui vuole ricordare la figlia quuando in piscina riemergeva dall'acqua per prendere una boccata d'aria. La contrapposizione tra i genitori è metafora di quelle propria dell'Italia intera, divisa tra chi vuole conservare una vita seppur allo stato vegetativo e chi invece preferisce la "buona morte". Lo spettacolo è stutturato in monologhi e dialoghi tra i due genitori e la figlia (Eleonora Ivone) che avviene  15 anni dopo l'incidente, per arrivare ad una conclusione della liberazione del corpo della figlia che non è più quello giovane e bello, ma si è gonfiato, ha i capelli radi, sarebbe pieno di piaghe se non fosse voltato continuamente. una dammaturgia secca ed essenziale a segnare l'importanza dell'argomento. Inutile sottolineare la bravura di Pamela Villoresi, e quella di Emilio Bonucci, ben nota a tutti, vorrei spendere una parola inerente alla crescita della capacità interpretativa di  Eleonora Ivone, che avevo già visto in "Col piede giusto" sempre di Angelo Longoni.
Miriam Comito 
Note dell’autore Angelo Longoni:
“L’Italia, forse più di ogni altro paese occidentale, è il luogo della separazione netta dei concetti, delle idee e delle convinzioni in modalità di parte, spesso semplificate e superficiali.
La realtà che viviamo sembra dipendere solo dall’azione di due principi opposti, tra cui esiste un contrasto insanabile a causa del quale finiamo per vedere il mondo solo in bianco o in nero senza riuscire a concepire altri colori o sfumature.
Anche nelle recenti e tragiche vicende di Eluana Englaro e di Piergiorgio Welbi, il popolo italiano, insieme ai suoi rappresentanti politici, si è diviso in due metà contrapposte e incompatibili.
Da una parte le accuse di assassinio, dall’altra quelle di tortura di corpi inermi e senza futuro.
In mezzo a queste due posizione quasi il nulla.
In VITA si racconta questo conflitto come se fosse interno ad una famiglia.
Al centro una donna la cui esistenza si è sospesa a causa di un incidente stradale, vicini a lei il padre intenzionato a liberarla dallo stato vegetativo permanente nel quale giace e la madre invece ferma nel difenderne la vita in ogni caso e ad ogni costo.
Due posizioni inconciliabili, esattamente come quelle di una popolazione che si è divisa in due metà, due genitori spezzati, due personaggi simbolo.
Tre voci che compongono una partitura di sentimenti, di ricordi e di riflessioni, un flusso poetico che racconta la vita in tutte le sue espressioni: il dolore, la gioia e, soprattutto, l’amore”.



TEATRO BELLI
Piazza Sant'Apollonia 11/a 00153 - ROMA - Tel. 06 58 94 875 | Fax 06 58 97 094
Interi € 18,00 - Ridotti € 13,00 - € 10,00
dal martedì al sabato ore 21,00 - domenica ore 17,30