venerdì 12 aprile 2013

RENDEZ- VOUS APPUNTAMENTO CON IL NUOVO CINEMA FRANCESE III EDIZIONE

RENDEZ-VOUS 
APPUNTAMENTO CON IL NUOVO CINEMA FRANCESE

III edizione


ROMA 16 - 21 aprile 2013 |
Cinema Quattro Fontane, Casa del Cinema, Accademia di Francia a Roma-Villa Medici, MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo

PALERMO 21 - 24 aprile 2013 |
Cinema le Rouge et le Noir

BOLOGNA 21 - 27 aprile 2013 | Cineteca di Bologna

TORINO 3 - 5 maggio 2013 | Museo Nazionale del Cinema

MILANO 8 - 11 maggio 2013 | The Space Cinema Odeon, Institut français Milano

Si apre a Roma dal 16 al 21 aprile 2013: Rendez-vous, appuntamento con il nuovo cinema francese, terza edizione di un festival esclusivo dedicato al nuovissimo cinema francese. Iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, la manifestazione è realizzata dall’Institut français Italia, in collaborazione con l’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici, con il sostegno di UniFrance FilmsMain partner della manifestazione è BNL Gruppo BNP Paribas.
La direzione artistica del festival è affidata a Vanessa Tonnini, la direzione del progetto a Massimo Saidel, responsabile dell’audiovisivo dell’Ambasciata di Francia.
Il 2012 è stato in Italia, dopo il successo degli Anni 80, l’anno record del cinema francese che ha conquistato l’8,5% del mercato con Quasi amici (82,5 milioni di biglietti venduti) ma anche con il successo dei film Cena tra amici e Un sapore di ruggine e ossa.
Il boom del cinema francese si spiega ancora una volta grazie a un’industria che non dimentica gli artigiani-professionisti, capace di confezionare film popolari, come assicurare film d’autore e sperimentali, con un’offerta contro-corrente, che trova un pubblico resistente, fedele, e sempre meno di nicchia. A questo cinema che sostiene prima di tutto il pluralismo e la diversità, nei temi come nei generi, che valorizza le differenze, raccontando la complessità di mondi che sono oggi i paesi, è dedicata la manifestazione Rendez-vous.
Con una quarantina di titoli, Rendez-vous regala al pubblico italiano un viaggio alla scoperta della ricchezza del cinema d’Oltralpe, con una programmazione che attraversa tutti i generi, dalla produzione popolare a quella più sofisticata, dai campioni di incasso alle pellicole indipendenti. Un viaggio a tappe che parte da Roma per toccare poi: Palermo, Bologna, Torino e Milano.
A Roma, tre programmazioni per le quattro sedi della manifestazione: il Cinema Quattro Fontane e la Casa del Cinema ospitano la Sezione Novità e Anteprime, panoramica completata da Cineasti del presente, la sezione accolta presso l’Accademia di Francia a RomaVilla Medici, mentre al Maxxi – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, sarà accolto un omaggio al video-artista francese, Pierre Coulibeuf.
Main partner della manifestazione è BNL Gruppo BNP Paribas.
I film, proiettati in versione originale, sottotitolati in italiano, sono presentati da registi e attori francesi accompagnati da un padrino italiano.

FILM D’APERTURA
Ad aprire il festival, il 17 aprile, presso il Cinema Quattro Fontane, Dans la maison | Nella casa di François Ozon, distribuito in Italia da Bim a partire dal 18 aprile. A due anni di distanza dal successo di Potiche (4 milioni di spettatori in tutto il mondo), il regista presenta al pubblico romano il film che ha trionfato al 60° Festival di San Sebastián. Libero adattamento di un dramma teatrale di Juan Mayorga, il lungometraggio offre una raffinata riflessione a colpi di satira sul rapporto tra finzione e realtà, sul lavoro del cinema, sull’ispirazione creativa, con due magnifiche presenze: Fabrice Luchini e Kristin Scott Thomas. Il regista con Emmanuelle Seigner e l’astro nascente Ernest Umhauer presenteranno l’anteprima italiana.

PROGRAMMAZIONE SEZIONE ANTEPRIME & NOVITÀ
Fedele al suo intento, Rendez-vous torna all’incontro con il pubblico con una vetrina di anteprime, film diversissimi per generi e toni. Ad imporsi, quest’anno, una schiera di film d’autore che con voce orgogliosa, personalissima, si fa narrazione del tempo presente, finestra sul mondo. Torna con un racconto sociale Laurent Cantet che, con Foxfire, indaga ancora una volta inquietudini sociali e discriminazioni questa volta però nell’America degli Anni 50. A puntare il dito contro il mondo delle speculazioni finanziarie, pensa invece Costa-Gavras con il thriller Le Capital, nuovo capitolo nel suo cinema d’impegno civile e politico che affida al volto teso e spietato dell’attore Gad Elmaleh. Il tempo presente si intreccia a quello passato, e il racconto pubblico al diario privato, nel documentario Journal de France, firmato dal  fotoreporter e documentarista Raymond Depardon e dalla sua compagna, la produttrice e ingegnere del suono, Claudine Nougaret. Le inquietudini del reale si agitano sullo sfondo del “meta-cinema” di due altri grandi autori: il già citato François Ozon che con Dans la maison| Nella casa, giocando ancora una volta con i generi, torna a coinvolgere il pubblico in una suspence alla Hitchcock, mentre Leos Carax, per tanti il vincitore morale di Cannes 2012, con Holy Motors disegna un’opera quasi pirandelliana e molto struggente, che pone lo spettatore di fronte alla domanda sulla propria identità e sul futuro (non solo del cinema). Cinema di ricerca, basato sul primato della ripresa e della recitazione e su sistema di produzione indipendente, per il prolifico Jacques Doillon che con Séance de luttes (presentato al festival di Berlino e ancora inedito in Francia) scrive un sensuale colloquio corpo a corpo, fisico e psicanalitico, per declinare fantasmi e paure. Ancora da Berlino arriva Camille Claudel 1815 del cineasta-filosofo Bruno Dumont che scava, con sguardo rigoroso e ascetico, un solo attimo della dolente biografia dell’artista, resa magistralmente da Juliette Binoche. Poi due favole per esorcizzare lutti e fantasmi: Queen of Montreuil (presentato alle Giornate degli Autori di Venezia), racconto stralunato della regista islandese-francese Sólveig Anspach, ambientato nel mondo meticcio e magico di Montreuil, e Quand je serai petit, un incantato ritorno all’infanzia firmato dall’attore Jean Paul Rouve, alla sua seconda ottima prova da regista. Tra le autrici che si vanno affermando, la regista Carine Tardieu che firma Du vents dans mes mollets, un poetico, ironico e agrodolce racconto d’infanzia, con un ottimo cast: Agnès Jaoui, Denis Podalydès, Isabel Carré, Isabella Rossellini. Cinema e letteratura si uniscono nell’esordio alla regia di due attori. Thriller psicologico-erotico, dall’ambientazione glaciale e sofisticata, adattamento del romanzo di Régis Jauffret, Sévère, ispirato a un fatto vero: la morte sconvolgente del banchiere Édouard Stern, è il tema scelto per il debutto alla regia dell’attrice Hélène Fillières con Histoire d’amour, protagonisti Laetitia Casta e Benoît Poolvorde. L’attore Patrick Mille firma la sceneggiatura con la compagna e scrittrice Justine Levy di Mauvaise fille, con Carole Bouquet. Ancora da Berlino arriva Elle s’en va (ancora inedito in Francia), road-movie al femminile firmato da Emmanuelle Bercot e interpretato da Catherine Deneuve. Il presente urge anche nel cinema di genere, nella commedia TéléGaucho di Michel Leclerc, ritratto di un collettivo militante nato negli Anni 90 attorno a una televisione indipendente, mentre il mondo della moda e delle riviste patinate è lo sfondo della brillante romantic comedy 20 ans d’écart | 20 anni di meno di David Moreau ai primi posti del botteghino francese. Commedia corale classica, che ricorda i personaggi di Claude Sautet, è Amitiés sincères, firmato dai commediografi Stéphan Archinard e François Prévot-Leygonie. Anche quest’anno spazio al cinema d’animazione con un racconto delicato e dal disegno luminoso con Le Jour des Corneilles di Jean-Christophe Dessaint. Il festival, come tradizione, chiude con un omaggio, quest’anno doppio, alla magnifica Ainouk Aimée e a Jacques Demy con il suo esordio Lola.

FOCUS SPECIALE | LAURENT CANTET | 18 aprile | Casa del Cinema
Ospite della III edizione di Rendez-Vous, ancora un autore di punta del nuovo cinema francese: Laurent Cantet cui è dedicato un focus speciale, un’intera giornata di programmazione alla Casa del Cinema, il 18 aprile, con la proiezione di Ressources humaine| Risorse Umane, Entre le murs | La classe, una masterclass moderata dall’editorialista di Repubblica Curzio Maltese, e la presentazione del regista del suo ultimo titolo Foxfire, distribuito in Italia da Teodora Film e SpazioCinema. Foxfire è la storia della ribellione di una gang al femminile nell’America degli Anni 50, tratto dal bestseller di Joyce Carol Oates Ragazze cattive.

NOVITÀ 2013 | IL PREMIO RESET DIALOGUES a LAURENT CANTET
Il premio Reset Dialogues-RendezVous è istituito quest’anno per la prima volta. Voluto dall’Associazione culturale internazionale Reset Dialogues on Civilitation (www.resetdoc.org), viene assegnato all’autore capace di raccontare, grazie ad un uso personale del linguaggio filmico, un mondo plurale, che rinnova concetti quali: identità, cittadinanza, dissenso, famiglia, pluralismo e donne. Giancarlo Bosetti (giornalista, direttore di Reset Dialogues on Civilizations) scrive: «Il cinema francese, da sempre, è luogo e culla di un pluralismo prezioso di voci. È per questo che siamo lieti di aderire alla III edizione di RendezVous, appuntamento con il nuovo cinema francese, istituendo un premio Reset Dialogues on Civilitation dedicato, quest’anno, a Laurent Cantet. Cantet, il regista che ha riportato la Palma d’oro in Francia dopo 21 anni con il suo La classe, è un grande autore che ha fatto della sua telecamera un occhio discreto ma puntualissimo nell’avvicinare scottanti temi sociali, con cuore onesto e non dimenticando la poesia del cinema. Molti lo definiscono il Ken Loach francese, in realtà il suo stile, a nostro avviso, scevro da ogni ideologia precostituita o retorica politica, cerca di mettere semplicemente a fuoco, con uno sguardo tanto umano, le contraddizioni della nostra società». Il premio verrà consegnato al regista in occasione della presentazione al pubblico dell’anteprima di Foxfire, il 18 aprile presso la Casa del Cinema.

OMAGGIO | JACQUES DEMY e ANOUK AIMÉE
Rendez-Vous rende omaggio a Jacques Demy e Anouk Aimée con la proiezione della copia restaurata di Lola, film d’esordio del grande cineasta francese, realizzato con l’aiuto di Archives Françaises du Film, a partire da un copia ritrovata al BFI. Lola, ballerina di cabaret e ragazza madre, è divisa tra due uomini: Michel, perso chissà dove, e Roland, che la ama da quando erano bambini. Nonostante il tempo trascorso, Lola è certa che Michel tornerà. Icona di sensualità e bellezza, volto irregolare e corpo sottile, Anouk Aimée ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema, non solo francese.

VILLA MEDICI |ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA | Cineasti del presente
Uno spazio dedicato al cinema francese e ai suoi giovani talenti. Opere prime, film inediti con un soggetto e stile innovanti confermano le tendenze di una nouvelle vague di registi emergenti, come Alice Winocour, rivelazione all’ultima Semaine de la Critique di Cannes, Sophie Blondy, che firma la regia e la sceneggiatura del suo secondo lungo metraggio che riunisce un cast veramente eccezionale tra cui Denis Lavant e Iggy Pop o il giovane talento francese Antoine Barraud, presentato al Festival di Locarno. L'edizione a Villa Medici si aprirà con la proiezione de Camille redouble di Noémi Lvovsy, una commedia amara e divertente, presentata in chiusura all'ultima edizione de la Quinzaine des Réalisateurs di Cannes. Come ogni anno, registi e attori presenteranno i film e incontreranno il pubblico romano. Una novità segna gli schermi di questa edizione, nata dal desiderio di difendere un cinema d’autore, nelle sue diverse forme d’espressione, di genere e di formato. La programmazione sarà infatti ritmata da una selezione di corto-metraggi che presentano al pubblico le tendenze della più recente produzione cinematografica francese. Un programma di otto cortometraggi selezionato e curato dal collettivo Les Videophages di Toulouse sarà presentato in anteprima al pubblico. Film nascosti e preziosi che hanno girato i Festival d’Europa,  premiati dalla critica, ma rimasti Oltre Alpe, senza varcare gli schermi italiani. L’Accademia di Francia si unisce a Rendez-vous. Appuntamento con il cinema francese, per presentarvi assieme ai suoi ospiti, registi e attori, una vetrina del giovane cinema francese. Dal 18 al 20 aprile, due proiezioni al giorno nella Sala Michel Piccoli dell'Accademia di Francia.

NOVITÀ | Video-arte al MAXXI | 16 e 17 aprile RendezVous festeggia il suo terzo anno di vita con una novità, il festival apre le porte sulla video-arte grazie all’evento curato da Bruno Di Marino: I FILM-LABIRINTO DI PIERRE COULIBEUF che si svolgerà il 16 e 17 aprile presso il MAXXI. Tante proiezioni e una tavola rotonda dedicata al video-maker francese che ha inteso il cinema come un luogo di una “fiction” sperimentale in cui si confrontano e interrogano diversi universi artistici e produttivi. I suoi film sono quasi tutti realizzati a partire dall’immaginario di altri artisti (da Michel Butor a Marina Abramović, da Jean-Luc Moulène a Michelangelo Pistoletto, da Meg Stuart a Jan Fabre, passando per Maurice Blanchot), oppure da singole opere (una scultura-architettura di Bustamante in Lost Paradise) o, ancora, ambientati in spazi particolari (un edificio di Rudy Ricciotti in Pavillon noir, un’ architettura di Alvaro Siza per la fondazione Iberê Camargo in Dédale). Un invito al gioco per lo spettatore, come sostiene l’artista: «La dinamica mentale che innerva l’opera filmica ricomposta nello spazio dell’esposizione fissa le realtà dell’arte nel movimento, rimescola i codici e confonde i contorni, provocando una realtà diversa, instabile ed aperta all’attività combinatoria dello spettatore».

Arriveranno a Roma | LA DELEGAZIONE FRANCESE DI RDV 2013
François Ozon (regista di Dans la maison | Nella casa), Emmanuelle Seigner ed Ernst Umhauer (interpreti di Dans la maison | Nella casa); Laurent Cantet (regista di Risorse umane, La classe, Foxfire); Carole Bouquet (co-protagonista di Mauvaise fille); Pierre Niney (co-protagonista di 20 ans d’écart | 20 anni di meno); Zabou Breitman (tra gli interpreti di Amitiés sinceres); Helène Fillieres (regista di Histoire d’amour); Costa-Gavras (regista di Le Capital); Jean Paul Rouve (protagonista e regista di Quand je serai petit); Jacques Doillon (regista di Séances de luttes); Carine Tardieu (regista di Du vents dans mes mollets); Michel Leclerc e Felix Moati (rispettivamente regista e interprete di Télé Gaucho); Solveigh Anspach (regista di Queen of Montreuil); Raymond Depardon e Claudine Nougaret (registi di Journal de France); Anouk Aimée (protagonista di Lola); Antoine Barraud (regista di Les Gouffres); Sophie Blondy (regista di Etoile du jour); Denis Lavant (protagonista di Holy Motors e Etoile du jour); Noémie Lvovsky (regista di Camille Redouble).
Ad accompagnare il festival la delegazione di Unifrance con la Direttrice Generale Régine Hatchondo, Gilles Renourd (Direttore generale aggiunto) e Maria Manthoulis (Responsabile dei festival e degli artisti).
Le interviste con gli ospiti si svolgeranno nella splendida cornice della terrazza del Sofitel Rome Villa Borghese, che da tre anni presta l’eleganza e il prestigio dei suoi spazi alla manifestazione.

MASTER CLASS & INCONTRI CON GLI ARTISTI
Nel corso del festival romano si svolgeranno incontri e dibattiti, animati da artisti francesi accompagnati da personalità italiane del cinema legate al mondo francese. Agli incontri, realizzati in collaborazione con la Scuola D’arte cinematografica Gian Maria Volontè, si aggiungono due le master class. Il 18 aprile alle 19.30, presso la Casa del Cinema, masterclass con Laurent Cantet, moderata da Curzio Maltese, editorialista di Repubblica. Il 19 aprile alle 19, presso la Casa del cinema, masterclass con Costa-Gavras moderata dal regista Ettore Scola

MINIMARCHÉ 2013 | 18 - 19 aprile | Casa del Cinema
Terzo appuntamento con il mini-marché dei produttori e dei distributori, cosi intitolato ‘in omaggio’ al ben più noto marché du film di Cannes, del quale il nostro ambisce ad essere anticipazione in miniatura, momento privilegiato di incontri tra professionisti franco-italiani a Roma. Il 18 e 19 aprile presso la Casa del Cinema due giorni di incontri, durante i quali una decina di società leader di export di cinema (indipendenti, mini-studios o filiali di televisioni), propongono novità ai loro alter ego italiani, lanciano progetti di coproduzione e disegnano la prossima stagione cinematografica.

RENDEZ-VOUS |VIAGGIO ITALIANO
Anche per questa terza edizione il festival si fa itinerante con proiezioni a Palermo (Cinema Le Rouge et Noir), alla Cineteca di Bologna,  al Museo del Cinema di Torino e a Milano (The Space Cinema Odeon, Institut Français). Ciascuna mini-ripresa accoglierà parte della programmazione romana garantendo ciascuna una novità e un nuovo ospite da scoprire. A Palermo un omaggio al cinema delle donne, con due ospiti Carole Bouquet e Solveigh Anspach. La cineteca di Bologna renderà omaggio ai cineasti Leos Carax e Raymond Depardon. A Torino miniripresa di Roma con un film a sorpresa, Milano invece punta sulla commedia, con un omaggio anche ai film della passata stagione.

IL TRAILER
Si ringraziano Rai Movie per la realizzazione del trailer Rende-vous 2013 e The lovely Savalas per la gentile concessione del brano Trust No One (Above Ground Records 2011).

RENDEZ-VOUS | On line
twitter.com/RVcinema -  #RVcinema

giovedì 28 marzo 2013

SOLO ANDATA intervista all'autrice ANNALISA DE SIMONE.


SOLO ANDATA
Un romanzo di tracolli e di speranze,
dove c’è spazio per l’amore, la perversione e il disincanto.




A Parigi, Edo incontra la propria ossessione. Si chiama Anne. Fa la gallerista, ha gli occhi viola e il suo corpo sillaba la parola bellezza in ogni tratto. La dipendenza da lei, e dalla vita sregolata che conduce, lo paralizza per dieci lunghi anni. Dopo varie cadute, trova la forza di lasciarla, lo fa «con quel coraggio che, in fondo, è solo disperazione». Si sposa con una donna mansueta, Camille, ha un figlio, scrive un romanzo che diventa un bestseller, subisce la carenza, inganna il tempo. Ma Anne busserà di nuovo alla vita di Edo, costringendolo a fare i conti con il passato. La tensione cresce, fino a quando gli eventi non precipitano.

Annalisa De Simone nasce a L’Aquila, ventinove anni fa. Inizia la sua carriera artistica come coreografa. Da attrice si divide fra teatro e tv. Vive a Roma, dove si è laureata in Scienze Umanistiche. Ama Parigi d’inverno. Sola andata è il suo primo romanzo.

 Dopo aver assistito alla presentazione presso Fandango Incontro del romanzo "Solo Andata" opera prima di Annalisa De Simone, e aver letto il suo libro, cosa a cui sono stata invogliata dalle parole usate dall'autrice nella presentazione, mi sono trovata davanti ad un romanzo scorrevole, che porta il lettore a seguire le vicende dei personaggi,  a voler sapere di più di loro, a cercare di capire il perchè delle loro azioni, delle loro decisioni, o delle inette indecisioni, per non parlare delle splendide protagoniste non umane: Roma e Parigi, sapientemente descritte dalla De Simone.
Non mi sono fermata, alla lettura e ho voluto conoscere Annalisa,ecco cosa è uscito fuori dalla nostra chiacchierata
M. Come hai scelto le professioni dei personaggi.

A. Le scelte dei luoghi, dei nomi dei personaggi e delle loro professioni sono state fatte tutte sull’onda dell’istinto. Non c'è stata una visione programmatica iniziale in base alla quale un personaggio doveva fare un lavoro specifico perché funzionale al racconto. Man mano che prendevano forma, che si definivano i colori, io ero in grado di inquadrare i dettagli. Sono stati i personaggi a guidarmi, quasi come fosse nato prima il personaggio e poi la mia intuizione di lui.

M. Il protagonista maschile, si chiama Edoardo Orsini e la prima moglie di suo padre Marisa Colonna. Famiglie che qui a Roma si sono fronteggiate per lungo tempo soprattutto durante il Medioevo, non pensi che forse, anche se la scrittura è stata istintuale, c'era comunque un background inconsapevole che tu avevi e che poi è uscito fuori.

A. Non so, Marisa Colonna è appartenente ad un'aristocrazia romana che ho descritto di sbieco, perché è un personaggio corollario rispetto ai principali, ma volevo avesse quel sapore lì, di una aristocrazia decaduta. E’ una donna ferita non tanto dalla perdita del marito e dal divorzio, ma dalla perdita di status che la pone in imbarazzo davanti alla società a cui fa riferimento.

M. Io ho visto una contrapposizione tra a caducità umana di tutti i personaggi del tuo romanzo "SOLO ANDATA"  e la stabilità delle due città: Roma e Parigi che descrivi ampiamente e con cura dei dettagli, è una cosa voluta?

A. La caducità dei personaggi che racconto, il loro disorientamento è, in effetti, in contrasto con la stabilità dei luoghi. Se dovessi tornare a descrivere le cornici in cui ho incastonato la storia probabilmente queste cornici sarebbero anch’esse precarie. Sono nata all’Aquila e dopo la tragedia del terremoto sento che anche i muri, i luoghi e gli spazi non godono di una condizione di stabilità permanente. Per quanto riguarda i personaggi che metto in piedi, sì, sono accumunati da un elemento di sofferenza e spesso di frustrazione. Edo è un uomo apatico che vive di carenze, Camille si sforza ad essere indifferente nei confronti di un sentimento sbiadito che le sbatte in faccia, ogni giorno, le difficoltà di sentirsi poco amata. Anne graffia per non urlare. Tuttavia nel finale, che è pur amaro, la cupezza viene stemperato dalla luce che si riflette sui mattoncini rossi, oltre la finestra. In qualche modo credo ci sia sempre una luce, magari non rassicurante come un faro, ma anche uno spiraglio può bastare per ripartire. Houellebecq nel suo esordio "L'estensione del dominio della lotta" parla dell’uomo come “un adolescente minorato”. Credo che ogni adulto abbia a che fare con la sua sacca di stoltezza, sofferenza e di noia, non si può scampare. Chi è sempre euforico o è particolarmente geniale o semplicemente stupido. Ma tutto sta nell’abituarsi a queste condizioni, senza farla troppo tragica.

M. A proposito di sofferenza i personaggi di Edo e di Daphne, che a mio avviso sono quelli a cui ci si affeziona di più, soffrono entrambi per ragioni diverse e, nel farlo , si isolano dagli altri.

A C'è una contrapposizione fra di loro, hanno si una condizione di solitudine interiore che li accomuna, ma credo che siano le differenze a delinearli. Edo è proiettato verso il suo passato irrisolto che però torna ad essere presente: la sua ossessione per Anne. Vive questa dipendenza carnale come un assillo, l’attrazione verso Anne è imprescindibile e non lo lascia in pace, gli toglie ogni spazio decisionale e lo immerge nell’indolenza. Daphne, al contrario, è tutta proiettata verso il futuro, verso la donna che sarà. Entrambi hanno poco contatto con il mondo esterno, sono autistici ed egoriferiti. Edo pensa a sé e trascura gli affetti che, per parvenza di equilibrio, si è costruito attorno. Daphne si concentra solo sulla sua carriera. Sebbene siano rivolti uno al passato e l’altra al domani, finiscono per essere entrambi goffi, contraddittori e credo, proprio per queste incapacità, teneri.

M. Restando su Edo e Daphne, entrambi vengono richiamati da un "Altrove", è un richiamo forte che si sente profondamente e che colpisce.

A. Qui c’è Annalisa che cade nelle pagine. Sono vittima di un eco continuo verso un altrove non ben identificato. Subisco l’insoddisfazione come il mio Edo, ma sono venuta a un compromesso con la mia ansia di trovare un’armonia. La vena di malinconia fa parte della sensibilità umana, può avere varie carature di profondità, ma penso sia appartenente a tutti, il fatto è che a volte ci si vergogna di confessarla. Questa frustrazione ci porta a vagheggiare un altrove dove probabilmente le cose andrebbero meglio. Il problema è che ogni volta che lo si raggiunge ci si rende conto che gli elementi in comune con quello che c'era prima sono molto forti. Nel film di Woody Allen "Midnight in Paris", che a mio parere non è uno dei suoi film più riusciti, si mette in scena proprio questa beffa. Pensare che in passato si stesse meglio, che oltre i confini del presente si possano trovare gli anni d’oro è un luogo comune che serve a costruire l’apparenza di una fuga. Ma sempre di un’apparenza trattasi.

M. Cosa rappresenta per Edo la scrittura?

A. L’apatia di Edo si riflette anche nel suo mestiere di scrittore, non ci sono ambizioni in lui. C’è solo la voglia di fare chiarezza,  di recuperare il passato e metterlo in forma scritta. Ciò che lo porta a scrivere è, inoltre, la voglia di trovarsi un alibi per potersi chiudere nel proprio studio. Edo desidera una tana per fuggire dalla moglie, e l’alibi della scrittura è un buon compromesso. Il caso letterario che lo vede coinvolto sembra quasi uno scherzo del destino, chissà se al secondo tentativo saprà arrivare al pubblico come col primo libro, non lo sapremo mai.

M. Cosa mi dici del titolo "SOLO ANDATA"

A. Il titolo è legato al concetto di entropia. Sono affascinata dal fatto che anche il disordine abbia una sua unità di misura, appunto l’entropia. Ma come? Il disordine non è qualcosa di indistricabile e non quantificabile? In pratica no. L’entropia descrive i fenomeni irreversibili della natura. Si procede con un solo senso di marcia, se si vuole tornare indietro vanno aggiunte forze ulteriori che ci riportino al punto di partenza. Concetto applicabile a tanti contesti della nostra esistenza. Prenda un tradimento: è vero, si può ridefinire la situazione iniziale perdonando o essendo perdonati, il problema è che lo si fa con un impiego di forze (liti,  messe in discussione, rancori, dolore) che ci cambiano. Eccoci di nuovo  al punto A, ma ci arriviamo con un bagaglio di energie aggiuntive che , nel frattempo, hanno creato disordine.

M. Quando il padre di Anne la porta, ancora bambina, al Louvre si soffermano in particolare su "La morte della vergine" di Caravaggio, dove il Merisi dipinse una donna morta gonfia nel Tevere, cosa ti ha portato a scegliere quel dipinto?

A. Caravaggio raffigura una donna che non ha dignità nella morte, è un quadro estremamente realista, e  per l'epoca scandaloso. Questo coraggio di descrivere l’osceno mi piace, mi  ci ritrovo parecchio. Descrivere la bruttezza della morte e dell'umanità è compito di qualsiasi espressione artistica, è anche il suo lato divertente forse.
 Miriam Comito

martedì 26 marzo 2013

UNDER30 2012/2013

TEATRO PALLADIUM
4 Aprile 2013

Under30 Edizione 2012/2013
un progetto dedicato a giovani autori esordienti
con:
Ettore Bassi, Giulia Bevilacqua,
Valentina Carnelutti, Chiara Conti, Edoardo Leo, Giorgio Pasotti, Sabrina Paravicini, Jonis Bascir
                                                                                                                               
con la partecipazione di
Cosimo Rega,
della compagnia teatrale dei detenuti di Rebibbia, protagonista di “Cesare deve morire”

Giuria:
Zeudi Araya, Marco Risi, Stefano Reali, Silvia Scola,
           Arnaldo ColasantiStefano Chiantini, Alvaro Moretti      

e con gli autori finalisti del concorso Under30 2013

Si terrà giovedì 4 aprile 2013 presso il Teatro Palladium di Roma, la serata finale della terza edizione del premio Under30. Le prime due edizioni hanno visto il concorso dedicato a giovai autori emergenti dai 18 ai 30 anni, affermarsi come appuntamento fisso annuale nel panorama culturale italiano. Protagonisti della serata saranno: Ettore Bassi, Giulia Bevilacqua, Valentina Carnelutti, Chiara Conti, Edoardo Leo, Giorgio Pasotti, Sabrina Paravicini, Jonis Bascir e con la partecipazione di Cosimo Rega, attore dell compagnia dei detenuti di Rebibbia e protagonista del film dei fratelli Taviani Cesare deve morire. Under 30 vuole dare dunque visibilità e risalto ai giovani autori per premiare la creatività di talenti ancora inediti.

Il premio letterario dedicato ai giovani autori under30 -che festeggia la sua terza edizione - è finalizzato a valorizzare i giovani talenti italiani nel campo del teatro e letteratura. Un progetto dedicato ai giovani, voluto per i giovani, pensato per i giovani, uno specchio della nostra società vista e raccontata da autori esordienti di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Una rassegna con testi brevi (sia teatrali che cinematografici), inediti, della durata massima di 5 minuti. Il tema di questa edizione è: “PREFERIREI DI NO” in omaggio al protagonista letterario di “Bartleby lo scrivano” di Herman Melville.

Gli autori dei 15 testi finalisti, selezionati tra i tanti ricevuti in seguito alla pubblicazione del bando, vedranno il loro lavoro interpretato da attori professionisti, sul palcoscenico del TeatroPalladium il 4 aprile. La giuria composta da Zeudi Araya, Marco Risi, Stefano Reali, Silvia Scola, Arnaldo ColasantiStefano Chiantini, Alvaro Moretti, sceglierà il testo vincitore che si aggiudicherà un premio di 1000euro.

Gli attori che interpreteranno i testi sono: Ettore Bassi, Giulia Bevilacqua, Valentina Carnelutti, Chiara Conti, Edoardo Leo, Giorgio Pasotti, Sabrina Paravicini, Jonis Bascir e Cosimo Rega,

I 15 autori selezionati sono: ANTONELLO COGGIATTI (Idee chiare), SIMONE GIACINTI (Se proprio devo),  FRANCESCA ROMANA D'ANTUONO  (Nenia di un cuore al mattatoio), YLENIA PETRELLI (Eterno Presente), SUSANNA CALDONAZZI (La prima regola non si dimentica), BEATRICE MIANO (Le ragioni di tutti), ALESSANDRA KRE (Il vestito migliore), GIULIA TOMELLERI (Turno di notte), MONICA MENNA (Scampiamoci), VALERIO VESTOSO (Non sopporto gli applausi ai funerali), CARLOTTA CERRI (l’amarezza der bicchiere), RICCARDO RIANDE (Il mio metadone), SILVIA ANDREUSSI (Le luci della città), DAVIDE DE PALO (Urbana Rock), GIADA COSTA (Viola a teatro).

Inoltre durante la serata della nuova edizone under30 verrà presentata UnderCultura una rassegna di raccolta di testi provenienti da carceri e istituti psichiatrici

Durante la serata ci sarà anche spazio per la musica con l’esibizione live di Artù.

Il premio è organizzato dall’associazione culturale Under, nata nel 2011. I soci fondatori sono Sabrina Paravicini, Jonis Bascir, Maya Amenduni, Gianluca Perilli
 
Come nelle precedenti edizioni, parte del ricavato degli incassi della serata, sarà devoluto in beneficenza a EMERGENCY.

www.under30.it

 
Hanno scritto di UNDER30

“Under30 si propone come specchio della nostra società”. Il Corriere della Sera

“Teatro tutto esaurito, Solo posti in piedi per la rassegna Under30”. Il Messaggero

“Un progetto di grande valenza artistica, culturale e sociale. Una rigenerante ventata di ossigeno da salvaguardare e diffondere”. Andrea Cova – Saltinaria.it

“La rassegna Under30 mette in luce ciò che c’è di buono nell’underground a livello di creatività talentuosa”. Teatri di Cartapesta


Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano 8
Costo biglietto: 12 EURO INTERO - 10 RIDOTTO


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Maya Amenduni
Giornalista e Ufficio Stampa
+393928157943
mayaamenduni@gmail.com

venerdì 22 marzo 2013

FEMALE HOLY HOTEL

SABATO 23 MARZO || RESIDENZA DI RIPETTA, ROMA
'FEMALE HOLY HOTEL'
Sabato 23 marzo Female Cut e Ursula Seelenbacher vi invitano ad un evento straordinario dedicato ai talenti al femminile nella splendida cornice della Residenza di Ripetta.
Per la prima volta tutti gli spazi esterni e la ex-chiesa oratoria ( SALA BERNINI) della storica residenza si illuminano di rosa per rendere omaggio alla donna con musica, performance, video, moda e istallazioni in chiave ironica e irriverente.
Una donna un po’ santa un po’ peccatrice che gioca con gli aspetti più creativi e trasgressivi della femminilità, proprio in un antico monastero per “signorine”, oggi convertito in lussuoso hotel.
L’evento parte nei giardini con l’aperitivo e una cena buffet, preparata dagli chef di Ripetta, per concludersi nella sala Bernini con le sonorità house e deep delle dj di Female Cut Miz Kiara e Camilla, le visioni di Miss Frank Lee e Versus Visual Project e le opere pittoriche di Fabiana Roscioli. All’artista romana Benedetta Jacovoni il compito di decorare i giardini in un percorso\labirinto di ragnatele, in tempo reale, mentre Flora Contoli mette in scena “Pietas”, un apparizione luminosa contro la violenza sulle donne.
Per l’occasione Paola Spinetti presenta i suoi “Symbols” Limited edition Jewels’’
mentre l’attrice Nathaly Caldonazzo la sua prima linea di scarpe gioiello “Clandestina”.
La stilista Fula ci stupirà con un’ abito creato ad hoc per l’occasione, e le Photo sono di Cecile de Montparnasse.
Partner dell’evento è la ricercata boutique “Betulla” di Flaminia Pizzi.

RESIDENZA DI RIPETTA
Via di Ripetta  231 Roma


IL CINEMA ITALIANO IN MAROCCO

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Il Cinema Italiano IN MAROCCO


FESTIVAL CINEMA MEDITERRANEO DI TÉTOUAN
23 -  30 marzo 2013

OMAGGIO aI FRATELLI TAVIANI
MEDFILM Festival riprende il suo cammino verso Sud

Aperte le iscrizioni alla 19° edizione del MEDFILMfestival
MedFilmfestival la manifestazione più longeva della Capitale, gioca d’anticipo sugli eventi cinematografici autunnali e si propone al pubblico con una formula rinnovata a partire dalle date: 21 - 30 giugno, accogliendo il suo pubblico nella splendida cornice di Villa Borghese, con 10 giorni di proiezioni, incontri, eventi speciali e molte novità.

In attesa del solstizio d’estate, MedFilm riprende il cammino verso  Sud, direzione Marocco, per partecipare con una bella e interessante selezione di cinema italiano al 19° Festival du Cinéma Méditerranéen de Tétouan, che si svolgerà dal 23 al 30 marzo.
Giunto proprio come il MedFilmfestival alla 19°edizione, il Festival di Tétouan, città simbolo del nord del Marocco per la commistione architettonica e culturale di tratti arabi, berberi e spagnoli, è una delle più importanti e vitali manifestazioni di cinema del Maghreb, dedicata esclusivamente alla promozione del cinema mediterraneo, sotto l’attenta e rigorosa direzione di Ahmed Elhousni e con l’egida del suo presidente Nabil Benabdallah, ex Ambasciatore del Marocco a Roma e attuale Ministro delle Municipalità.
Insieme alla presenza di film italiani nel Concorso Ufficiale, e nalla sezione Panorama, il programma del festival quest’anno dedica l’ Omaggio a Paolo e Vittorio Taviani con la proiezione del film Cesare deve morire, quale evento speciale di chiusura.

Le Giornate di Cinema Italiano in Marocco, progetto ideato dal MedFilmfestival, si inseriscono nel quadro del Protocollo di Intenti siglato dal Presidente del MedFilmfestival Ginella Vocca e dal Segretario Generale del Ministero della Cultura del Marocco Belardi Redouane, per la promozione del cinema italiano in un Paese determinante nel mercato audiovisivo del Mediterraneo come il Marocco.

> I NUOVI AUTORI ITALIANI IN CONCORSO

Insieme all’omaggio ai fratelli Taviani l’Italia è presente a Tétouan con film e autori contemporanei.
Partecipa al Concorso Ufficiale del Festival uno dei più interessanti film dell’ultima stagione: Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno (Riconoscimento Speciale dell’edizione 2012 del MedFilmfestival).
Ferrente e Piperno mischiano le carte, intrecciando lo sguardo nitido e disincantato del Cinema della realtà con il sommesso lirismo del melodramma.
Presentato in una versione non definitiva alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia e poi in Concorso al MedFilm Festival, e da poco “adottato” per la distribuzione da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi,  Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno, racconta quattro vite  messe a confronto tra la Napoli della speranza del 1999 e quella immobilizzata di una dozzina di anni dopo,  fotografando la fatica di diventare adulti di quattro ragazzi  e la spietatezza del tempo che li aspetta al varco.  Speranza e voglia di riscatto in un film coraggioso e duro, e al tempo stesso dolce e commovente.
«Nel 1999, con Intervista a mia madre, un documentario per la televisione che voleva raccontare dei frammenti di adolescenza a Napoli, ai nostri quattro protagonisti  facemmo intervistare le proprie mamme e chiedemmo come si immaginavano il loro futuro. Ci risposero con le aspettative gioiose tipiche della loro età, ma  velate di uno scaramantico disincanto: forse perché la catastrofe, che pare sempre in agguato nella loro città, è una minaccia ma anche un alibi che può rendere le vite dei napoletani immobili, e loro lo sapevano, per istinto e per educazione. Dieci anni dopo siamo tornati a filmarli, scoprendo che alle cose belle, Fabio, Enzo, Adele e Silvana non credono più. Forse perché ai loro occhi sono già passate. O forse perché le cose belle non vanno cercate né nel futuro e né nel passato, ma in quel presente vissuto con la straziante bellezza dell’attesa, dell’incerto vivere alla giornata, della lotta per una esistenza dignitosa: nuotando talvolta controcorrente e talvolta lasciandosi trasportare». (Agostino Ferrente e Giovanni Piperno)

Agostino Ferrente sarà presente alla proiezione del film che si terrà presso il magnifico Cinema Avenida, costruito nel 1945, con 1100 posti e uno schermo di 13,40x5,70, perfettamente conservato nei preziosi decori.

In un mix di novità ed esperienza che confermano la vitalità di un certo cinema italiano, ancora in grado di offrire sguardi nuovi e originali sull’oggi, al film in concorso si aggiunge nella sezione Panorama Tutti i santi giorni di Paolo Virzì.
Un film intimo e sentimentale, solo in apparenza meno graffiante perché impietoso nell’interrogarsi su ciò che sta diventando l’Italia oggi. Luca Marinelli è Guido, timido, riservato, coltissimo. L’esordiente Thony è Antonia, irrequieta, permalosa e orgogliosamente ignorante. Lui portiere di notte appassionato di lingue antiche e di santi. Lei aspirante cantante e impiegata in un autonoleggio. La mattina presto, quando Guido torna dal lavoro, la sveglia con la colazione e finiscono col far l’amore. Tutti i santi giorni. Sono i protagonisti di una divertente e romantica storia d’amore vissuta in una metropoli complicata come Roma. Un amore che sembra indistruttibile, finché il pensiero ostinato di un figlio che non viene non mette in moto conseguenze imprevedibili.
«Guido e Antonia sono due esseri che presi ciascuno per conto suo potrebbero anche sembrare due fragili disadattati, ma che insieme danno vita ad un incastro potente e inconsueto, nel gelo e nella ferocia del mondo intorno. Manca solo un figlio, che entrambi vorrebbero ma che chissà perché non vuole arrivare. Si tratta ancora un a volta, credo, di una commedia, romantica, in equilibrio tra ironia e tenerezza, con un cast dal sapore veristico, ambientata nel fascino inquietante della Roma di oggi, e con una vicenda ispirata a qualcosa di autentico e penoso, ma che abbiamo cercato di raccontare con la grazia e la semplicità di una moderna fiaba». (Paolo Virzì)


> L’OMAGGIO AI TAVIANI 
Omaggio a Paolo e Vittorio Taviani con il film Cesare deve morire, evento di chiusura del Festival. Tra gli autori di punta del cinema dell’impegno civile, i fratelli Taviani hanno attraversato quarant’anni di cinema italiano rompendo prima con l’eredità neorealistica, poi analizzando con rigore la lotta politica e la crisi morale, l’utopia e la realtà, il divino e l’umano. Liberamente ispirato al “Giulio Cesare” di William Shakespeare e premiato con l’Orso d’oro alla Berlinale 2012, cinque David di Donatello (Miglior film, Miglior regista, Miglior produttore, Miglior montatore, Miglior fonico di presa diretta) ed il Nastro d’Argento dell’Anno, Cesare deve morire è una docufiction ambientata nel carcere di Rebibbia a Roma. I detenuti di massima sicurezza recitano Shakespeare: all'interno del carcere, infatti, viene messo in scena un particolare allestimento in cui sentimenti e personaggi vivranno sulla scena con gli attori e nelle celle con i detenuti. «Da quando ho conosciuto l’arte questa cella è diventata una prigione», dice Cassio, uno dei protagonisti, uno dei più bravi. Sono molti anni che è entrato in carcere, ma la notte della prima teatrale, la cella gli appare diversa, ostile.
«Abbiamo realizzato questo film con la collaborazione dei detenuti, girando nelle loro celle, nei cunicoli per l’ora d’aria, nei bracci della sezione e infine sul loro palcoscenico. Abbiamo cercato di mettere a confronto l’oscurità della loro esistenza di condannati con la forza poetica delle emozioni che Shakespeare suscita, l’amicizia e il tradimento, l’assassinio e il tormento delle scelte difficili, il prezzo del potere e della verità. Entrare nel profondo di un’opera come questa significa guardare dentro se stessi: soprattutto quando si lasciano le tavole di un palcoscenico per tornare a chiudersi dentro le pareti di una cella».

Grazia Volpi, produttrice del film con la storica Kaoscinematografica, riceverà l’omaggio speciale della direzione del festival e sarà la Presidente della Giuria del Concorso Ufficiale della 19° edizione del Festival di Tétouan. Nata a Pontedera, provincia di Pisa, Grazia Volpi è attiva nella produzione dal 1968. Ha realizzato lungometraggi e documentari con autori del calibro di Paolo e Vittorio Taviani, Citto Maselli, Giovanna Gagliardo, Jean Charles Tacchella, Samy Pavel e Ugo Gregoretti. Nel 2007 le è stato consegnato l’Efebo d’oro – targa speciale alla carriera. Nel 2012 ha vinto il David di Donatello come miglior produttrice per Cesare deve morire, il Nastro d’Argento dell’Anno 2012, nonché il premio Afrodite 2012 – donne nell’audiovisivo. Tra i film da lei prodotti, Fiorile (1992), Segreto di stato (1995), Le affinità elettive (1996), Tu ridi (1998), La masseria delle allodole (2007), Il padre e lo straniero (2010), Fughe e approdi (2011), L’isola dell’angelo caduto (2012). Attualmente è membro della European Film Academy.
Insieme a lei in giuria, il regista marocchino Majid R'chiche, l’attrice ivoriana Thérèse Taba, l’attore egiziano Fathi Abdelouahab e il regista spagnolo Isaki Lacuesta.

> MEDFILM IL CINEMA PER IL DIALOGO TRA LE DUE SPONDE DEL MEDITERRANEO

MedFilm inaugura il calendario 2013 delle sue attività di internazionalizzazione del cinema italiano, approdando in Marocco, Paese che si sta imponendo anche a livello produttivo in tutta l’area del Maghreb e che si profila sempre più come un nuovo partner per il cinema italiano ed europeo.
In questo contesto si sviluppa la collaborazione del MedFilm con l’Ambasciata in Italia del Marocco, ed in particolare con il suo Ambasciatore Hassan Abouyoub partner attento ed estimatore convinto della manifestazione che dice “la preziosa iniziativa del MedFilm Festival,  costituisce un’espressione e una volontà reali per irradiare il dialogo culturale tra le rive del Mediterraneo attraverso il cinema, preziosa occasione di conoscenza e scambio tra Italia e Marocco”.

“Ma soprattutto”, dichiara la presidente del MedFilmfestival, Ginella Vocca, “in un momento storico così complesso in cui le rivendicazioni per i diritti fondamentali e la lotta contro la crisi economica, sembrano accomunare i popoli delle due sponde del Mediterraneo, il nostro lavoro di dialogo e cooperazione è quanto mai importante, affinché nessuno volti le spalle all’altro, poiché il futuro dell’Europa è il Mediterraneo” .
Il MedFilmfestival ha più volte denunciato una grave crisi finanziaria e alla domanda sul rischio chiusura la Presidente Ginella Vocca dice “Stiamo lottando con tutte le nostre forze per  imprimere efficacia e forza al lavoro che svolgiamo da 20 anni, ma la crisi ci sta travolgendo, siamo tra coloro che attendono di essere pagati da troppo tempo. La nostra organizzazione benché ricca di competenze professionali, talento e motivazione rischia di finire schiantata contro il muro dell’indifferenza delle istituzioni pubbliche italiane. E dunque lancio un appello al Sindaco Gianni Alemanno, da sempre attento al nostro lavoro, chiedendogli che MedFilm possa beneficiare in tempi brevi del sostegno promesso. Il suo intervento sarà vitale per la sopravvivenza di una manifestazione considerata tra le più significative e qualificate nel panorama culturale della Capitale. 

Il MedFilmfestival  - Cinema del Mediterraneo a Roma tornerà puntuale a giugno con un  ricco programma di film, anteprime e focus. Da lunedì 2 febbraio con la pubblicazione del nuovo bando sul sito ufficiale del festival, si sono aperte le iscrizioni per la 19° edizione del MedFilmfestival.

Si ringrazia: RAI, Intramovies,  G. Piperno e A. Ferrente


MEDFILMFESTIVAL INFOVia Mantova, 4 – 00198 Roma
tel. +39 06 85354814
info@medfilmfestival.org

mercoledì 20 marzo 2013

OUTING FIDANZATI PER SBAGLIO

Nei cinema italiani dal 28 marzo 2013 OUTING-FIDANZATI PER SBAGLIO,è un film italiano e coraggioso, che esce in 200 copie, abbastanza per il periodo pre-pasquale, e per un film nè legato alle major  nè beneficiario di finanziamenti, statali o regionali. La storia in apparenza semplice: due amici d'infanzia Federico (Nicolas Vaporidis) e Riccardo (Andrea Bosca) diversi caratterialmente ma entrambe "traditi" dalla vita, il primo disoccupato perenne, con un fratello piccolo a carico (Lorenzo Zurzolo), è rimasto nella natia Puglia, l'altro, con il sogno dello stilista si è trasferito insieme alla fidanzata Lucia (Claudia Potenza) a Milano, dove conduce una vita tra il comodo, nella coppia è Lucia a portare i pantaloni,e il grigio, un lavoro da commesso. Un bel giorno piomba a Milano Federico, vuole a proporre una collaborazione a Riccardo...loro due insieme possono chiedere un finaziamento alla Regione Puglia che segnerà il giro di Boa per la vita dei due ragazzi, peccato che solo quando non si potrà più tornare indietro i due scopriranno che i finanziamenti sono solo per le coppie di fatto. Il film, quindi, si dipanerà in una serie di accadimenti dei quali solo alcuni sono prevedibili, data la poliedricità umana, e la conseguente osmosi nei rapporti. Osmosi data non solo dal rapporto di profonda e stretta amicizia tra Federico e Riccardo, ma anche dalla voglia di affermarsi sul lavoro e nella vita affettiva di Lucia, dall'incontro con Roberto (Massimo Ghini) direttore del giornale Puglia oggi, promotore della creazione di un precedente storico sull'aiuto economico alla giovane imprenditoria che non guardi alle questioni di genere e ai rapporti già codificati, alla presenza nel suo giornale, di Carlotta (Giulia Michelini) giornalista indomita, che non si ferma davanti a nulla, vuole scrivere cose vere,un granello di sabbia, che si infila in un meccanismo potente. Non manca il personaggio della raccomandata: Maria Luisa (Camilla Ferranti) amante di Luigi (Riccardo Leonelli) imprenditore scorretto. Il personaggio interpretato da Nicolas Vaporidis corre sul filo di lana a metà tra una vita di stenti, e il tipico paraculismo italiano, ma alla truffa Federico ci è costretto per sopravvivere, lui è colui che getta la base le idee, poi gli altri lo aiuteranno a concretizzarle. Il bello di questo film diretto da Matteo Vicino è che i personaggi nela corso della stora subiscono delle metamorfosi, positive, ma anche negative che il pubblico puòtener d'occhio, con un finale da.....?
Miriam Comito