mercoledì 10 aprile 2019

Un grande Cristicchi alla Sala Umberto MANUALE DI VOLO PER UOMO

Una nuova produzione TSA Teatro Stabile d’Abruzzo / CTB Centro Teatrale Bresciano
presentano

SIMONE CRISTICCHI
MANUALE DI VOLO PER UOMO
scritto da Simone Cristicchi e Gabriele Ortenzi
con la collaborazione di Nicola Brunialti
regia ANTONIO CALENDA
aiuto regia Ariele Vincenti
scene e costumi Domenico Franchi -
 musiche originali Gabriele Ortenzi, aiuto regia Ariele Vincenti

disegno luci Cesare Agoni - audio Andrea Balducci - luci Veronica Penzo
voce fuori campo Maia Monzani - foto di scena Massimo Battista



Volare anche dal punto di vista onirico è uno dei sogni più belli. Volare inteso nel senso strettamente fisico per l'essere umano non è possibile, essendo sprovvisto di ali, ma lo è certamente dal punto di vista metaforico. A Simone Cristicchi è cara la metafora del volo ad indicare l'essere umano che si libera dalle catene impostogli, iniziando dalla canzone "Ti regalerò una rosa", fino ad arrivare allo spettacolo "Manuale di volo per uomo" in scena fino al 20 aprile alla Sala Umberto. Cristicchi è solo sul palco, ad interpretare Raffaello un uomo di 40 anni a cui la società non ha permesso di crescere, ma che piano piano, partendo dalla possibilità di instaurare un dialogo-monologo con la madre morta in ospedale e mai conosciuta in vita, Raffaello riesce passo dopo passo a mettere insieme le tessere di un mosaico, che partendo dal supporto bianco, il suo colore preferito, che li contiene tutti, va a formare un cielo azzurro con qualche sprazzo di giallo..i raggi del sole e una figura di un uomo che vola. Il percorso di Raffaello da solitario, a consapevole che tutti gli incontri che ha fatto nella sua vita lo hanno arricchito e narrato nello spettacolo non solo con le parole e con i gesti ma anche dal fatto che la tuta bianca che Cristicchi indossa mano mano si colora sempre di più di celeste di blu e un po' di giallo, e qualche macchietta scura.
in questo spettacolo il cantattore romano ha inserito dei tratti autobiografici : Raffaello dice di essere nato il 5 febbraio del 1977, esattamente come Cristicchi, il quale alla fine  dell'opera parla in prima persona, del fatto che gli morì il padre quando lui era appena dodicenne, che la reazione fu di chiudersi a disegnare, ma questo spettacolo che scopo ha? Quello non di dare una formula magica per la felicità, uguali per tutti, perchè siamo tutti diversi e ciò che vale per uno non vale per l'altro, ma dare uno stimolo. Non  a caso il filmato che chiude lo spettacolo è formato da pareri che Cristicchi ha raccolto su cosa è la felicità.
Dal punto di vista Artistico su Simone Cristicchi non posso che cofermare ciò che scrissi su di lui quando vidi "Magazzino 18" un artista a tutto tondo, bravissimo in tutto, nell'espressività , nei movimenti. Non mi resta che dire Grazie!!
Amore cosa vuol dire? A è privativo....A ..mors.....senza morte!
Miriam Comito


Simone Cristicchi continua a stupire il pubblico teatrale con una nuova invenzione
drammaturgica: una surreale favola metropolitana ricca di emozioni e poesia.
Cos’è che ci impedisce di spiccare il volo? Che senso ha la sofferenza?
Cosa vuol dire la parola “amore”?
Nello spettacolo “Manuale di Volo per Uomo”, Cristicchi interpreta Raffaello, un quarantenne rimasto bambino, che possiede dei poteri speciali: la sua mente fotografica è dotata di una lente di ingrandimento che mette a fuoco i particolari, cose apparentemente insignificanti che nascondono un’infinita bellezza.

Nel racconto poetico e surreale del suo microcosmo, Raffaello descrive vicende minime ed universali, mettendo in scena davanti ad una madre ritrovata, il suo drammatico percorso di vita, sublimandolo attraverso la poesia, la tenerezza e l’arte . In una sorta di catarsi emotiva, si lascerà alle spalle le pesanti zavorre del passato, e comprenderà di aver costruito il suo personale “Manuale di Volo”.
Forse "volare" significa non sentirsi soli, avere il coraggio di buttarsi dentro la vita, mantenendo intatta la purezza del bambino dentro di noi.
E soprattutto non lasciarsi sfuggire la bellezza del mondo che ci circonda, perché “niente è più grande delle piccole cose!”

Dal 9 al 20 aprile 2019

SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50 Roma
Dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, mercoledì 17 aprile ore 17
  www.salaumberto.com tel.06.6794753
Prezzi da 19 a 34 euro

domenica 7 aprile 2019

Chi sono stati i ragazzi del 99? Scopritelo all'Ar.Ma Teatro

PROGETTO DOIT Festival | L’ARTIGOGOLO
Rassegna per la promozione del teatro contemporaneo

in collaborazione con ChiPiùNeArt Edizioni


Ar.Ma Teatro - Via Ruggero di Lauria, 22 Roma





6 aprile h. 20.45 | 7 aprile h. 17

DIARIO DI GUERRA DI ROMEO
Un ragazzo del ‘99


Lettura scenica con Serena Ottardo e Gianni Silano
Regia Gianni Silano

Testo tratto da “La promessa e la memoria” di Nicoletta Grieco
ChiPiùNeArt Edizioni


In scena ancora oggi all'Ar.Ma Teatro, nell'ambito del progetto DOIT Festival -l'Artigogolo "Diario di guerra di Romeo", è una toccante messa in scena del libro di Nicoletta Grieco "La promessa e la memoria" edito da ChiPiùNeArt Edizioni. Per chi almeno una volta è passato nel quartiere laurentino avrà notato una via con una strana intitolazione. Via dei Ragazzi del 99.... ma chi sono o meglio erano questi ragazzi del 99? Ebbene erano i ragazzi italiani nati nel 1899, che si trovarono quindi a compiere 18 anni nel 1917, quando era ancora in corso la Prima Guerra Mondiale. Questi ragazzi non furono inviati direttamente al fronte, ma tenuti, al caldo, nel sud dell'Italia, erano truppe di rincalzo in caso servissero. La zona nevralgica , dove si combatteva era, ovviamente, quella compresa tra gli attuali Veneto e Friuli Venezia Giulia, al confine con l'allora Impero Austro-Ungarico. la tematica, che si vuole affrontare è più ampia, ed è quella della gioventù strappata, come Romeo e i suo commilitoni dopo il "soggiorno" nel sud del Paese furono comandati sul Piave, dentro le trincee, possiamo ricordare i diciannovenni americani morti nella guerra del Vietnam solo per citare un altro esempio.
Lo spettacolo di Serena Ottardo e Gianni Silano, pur essendo una lettura scenica, si discosta dal libro per la creazione del personaggio della madre di Romeo Paolina, che nel libro è solo evocata dal figlio, e dall'inserimento, all'interno dello spettacolo di canzoni dell'epoca. Ciò che ne esce, è che neanche la guerra, o per fortuna non sempre può abbattere la gioventù. Sono passati 100 anni il mondo è completamente cambiato, in meglio in peggio? Quello che c'è di sicuro e che i "Sovrani macellari" esistono ancora, solo che adesso non hanno un nome ben riconoscibile come un secolo fa.
Dal punto di vista artistico ho apprezzato moltissimo questo spettacolo, fatto di letture sceniche e canzoni, che hanno conquistato il pubblico e strappato applausi.
Grazie ad Angela Telesca e  Cecilia Bernabei, che ci propongono sempre la qualità.
Miriam Comito

Lo spettacolo “Diario di guerra di Romeo” è tratto dal libro di Nicoletta Grieco “La promessa e la memoria”. Il libro, che alterna al diario di Romeo Semproni, un ragazzo del ‘99 partito per la guerra a soli diciassette anni, il commento dell’autrice, è raccontato in scena nella forma di un’appassionante e commovente lettura scenica. Serena Ottardo e Gianni Silano, oltre a leggerne ampi brani, propongono anche una piccola antologia di canzoni originali e della tradizione, vero filo rosso che lega l’intera narrazione, rigorosamente cantate e suonate dal vivo. Nel gioco teatrale, infine, irrompe la figura di Paolina Semproni, madre di Romeo, nel libro evocata solo nelle cartoline scritte dal figlio ma che in scena prende vita in tutta la sua forza e drammaticità, per denunciare il suo dolore (e quello di tutte le altre) per un ragazzo strappato alla casa e mandato a combattere così giovane per la Patria. Sarà solo l’attesa del suo ritorno, durata un anno e mezzo, a darle la forza per continuare a vivere.

Il romanzo "La promessa e la memoria" di Nicoletta Grieco edito da ChiPiùNeArt è acquistabile online sul sito www.chipiuneartedizioni.eu





PROGETTO DOIT Festival | L’ARTIGOGOLO
 RASSEGNA PER LA PROMOZIONE DEL TEATRO CONTEMPORANEO

4 | 5 aprile 2019 h. 20:45 Pancrazio: la libertà di avere paura
6 aprile ore 20:45 Diario di guerra di Romeo
7 aprile ore 17:00 Diario di guerra di Romeo

Ar.MaTeatro - Via Ruggero di Lauria, 22 – Roma (Metro A Cipro)

Per info e prenotazioni: 06 3974 4093
Email: ufficiostampa@chipiuneart.it, cell. 3208955984

Biglietti: 12 euro intero; 10 euro ridotto

Direzione artistica DOIT Festival | L’ARTIGOGOLO
Cecilia Bernabei - cecilia.bernabei@chipiuneart.it

Ufficio stampa ChiPiùNeArt

ChiPiùNeArt Edizioni S.r.l.s.

sabato 23 marzo 2019

MARIA BEATRICE ALONZI in STAND-UP BABY al Teatro Manhattan

Stand-Up Baby
Una produzione Teatro Stabile di Roma®
di e con Maria Beatrice Alonzi



musica dal vivo di Francesco Guglielmi


Interessante la formula creata da Maria Beatrice Alonzi che partendo, dalla Stand -Up Comedy, ribattezzata Stand - Up Baby, improvvisa un monologo interrogante ogni sera diverso. Tra improvvisazioni e suggestioni che le vengono dal pubblico presente, la Alonzi ci porta, o almeno ieri sera è stato così, perchè non essendoci un copione, quello di stasera sarà necessariamente un altro spettacolo, ma con la stessa intenzione, in un mondo di sospensione dal non pensiero, e ci regala un'ora di pensiero. Su cosa vi chiederete voi, io direi su dei temi di scottante attualità di cui nessuno parla. Ovviamente non si tratta della visita del presidente cinese a Roma, ma di come le nostre menti vengono manipolate attraverso i film, i media e i social. Tutti sappiamo quali sono gli strumenti maggiormente efficaci per manipolare la popolazione, da sempre sono stati i media, ma chiediamoci perchè non c'è più spazio per la fantasia, fino a qualche decennio fa la Disney produceva solo film di animazione, che non avevano alcun  contatto con la realtà per cui lasciavano libera la fantasia di volare, in questo erano secondi solamente e chiaramente ai libri. Da qualche tempo a questa parte la Pixar sta sfornando a più non posso film sempre di animazione, ma molto vicini alla realtà, e negli ultimi anni, addirittura, uno per tutti Dumbo, dei film di animazione vengono fatti dei remake con attori veri! Perchè? Forse per confondere la realtà con la finzione si da poter usare la finzione come se fosse realtà e propinarla sotto varie forme all'intera popolazione mondiale? Molto probabile anzi certo, Il centro nevralgico della Stand-Up Baby di ieri era proprio questo: la sospensione dalla realtà voglio deciderla io quando e dove averla non devo subirla sempre!
Miriam Comito

Maria Beatrice Alonzi è alta 149 centimetri e, a quanto pare, non è mai riuscita ad arrivare allo sportello dello zucchero, ma a tutto il resto sì.

La protagonista è sola sul palco e il pubblico viene interpellato ogni tanto per sapere cosa ne pensi. Ogni sera un pubblico diverso per uno spettacolo diverso dal sapore americano (dove la stand-up comedy va da sempre alla grande) e che da noi si chiama cabaret; se non fosse che Maria Beatrice, Bea per gli amici, non è abbastanza alta per fare un comico intero, ne fa solo uno in formato babyStand-Up Baby infatti è il racconto delle avventure della sua vita, ma anche di quella degli spettatori, con i quali interagisce per un’ora di risate e riflessioni su dove andiamo, cosa facciamo, ma soprattutto che strada sia meglio prendere per andare a Corso Francia, se il centro oppure la tangenziale.

Creando una favola tutta da ridere e che scompare, improvvisata, appena raccontata, anzi, recitata, con tanto di voci e suoni. Alla chitarra, sul palco con lei, Francesco Guglielmi. Entrambi attori, registi, impegnati nella Direzione del Teatro Stabile di Roma®, produttore dello spettacolo, ancora una volta impegnato nella creazione di un teatro accessibile, per un’ora di risate senza sosta.



TEATRO MANHATTAN
Via del Boschetto 58 (Quartiere Monti, METRO CAVOUR)
22-24 marzo
venerdì e sabato ore 20.30 - domenica ore 18.30

BIGLIETTI Intero: 15 € - Ridotti: 12 €

È possibile prenotare al link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-stand-up-baby-58663919362  oppure inviando una mail a biglietti@lasiti.it o ancora con un messaggio WhatsApp al +393505973485
Ingressi riservato ai Soci (la tessera ha un costo di 2 € una tantum valido per tutti gli spettacoli della stagione)


venerdì 22 marzo 2019

VOCI DAL CORTILE DI Edna Mazya in scena al Teatro Marconi

VOCI DAL CORTILE
di
Edna Mazya
con
ELISABETTA MIRRA, BRENNO PLACIDO, DAVIDE SCHIAVO JACOPO CARTA, MATTEO BOSSOLETTI
regia di ENRICO MARIA LAMANNA

Teatro Marconi
Dal 21 al 24 marzo

In scena al Teatro Marconi fino a domenica 24 marzo VOCI DAL CORTILE è uno spettacolo che va a toccare nodi nevralgici, purtroppo, di stretta attualità, seppur ispirato ad una vicenda successa nel 1986, quindi ben 33 anni fa.  Il disagio, la violenza, l'inadeguatezza della giustizia....l'assoluta imperfezione dell'essere umano, il fallimento della società, queste sono le tematiche al centro di questo spettacolo. Il testo di è di Edna Mazya una delle voci più rappresentative della drammaturgia israelitica femminile.  l'adattamento italiano di Enrico Maria Lamanna che ne cura anche la regia, pur portando la vicenda a Roma, rimane fedele al testo originario, proprio perchè queste vicende non hanno territorio, o meglio potrebbero succedere ovunque e con questo esatto tipo di svolgimento in uno qualsiasi dei paesi così detti "evoluti", quello che viene raccontato non è la storia di uno stupro fisico e basta, ma è la storia di vari disagi che si incontrano dove il bullismo è il protagonista. I quattro ragazzi imputati e la ragazza stuprata sono tutti sotto i 18 anni, quindi non sono ancora persone adulte, ma persone ancora in formazione a cui nessuno a saputo infondere valori positivi, sia i ragazzi che la ragazza sono confusi, credono di sapere tutto, ma in realtà si stanno appena affacciando alla vita. L'adolescenza e la post adolescenza è una fase molto delicata, in cui ci si sente invincibili ma  anche preda dello smarrimento. Da contraltare  ai quattro adolescenti ci sono i giudici e l'accusa, interpretati dagli stessi attori. La regia di Lamanna ha seguito le indicazioni della Mazya. scenografia spoglia, cambiamento di ruolo repentino, altalena cigolante onnipresente. Gli adolescenti di oggi saranno gli adulti di domani, per questo gli interpreti sono gli stessi, l'altalena che con il suo suono rappresenta il pianto di un'infanzia non vissuta. La denuncia del fatto che una ragazza non può essere libra di giocare, non può essere libera di ballare, di scherzare, anche di osare se vuole, senza dover subire condanne dalla società, quando invece la libertà è il bene supremo ed inviolabile.
Miriam Comito


Dal 21 al 24 marzo andrà in scena al Teatro Marconi, “Voci dal cortile” di Edna Mazya con Elisabetta Mirra, Brenno Placido, Davide Schiavo, Jacopo Carta e Matteo Bossoletti, regia di Enrico Maria Lamanna.
Nell'estate dell'86 una violenza dolorosa fu perpetrata a Hibbutz Shomrat nel nord Israele. L'intero paese fu scioccato... Questo tragico e vergognoso fatto fu ispirazione per il più famoso e il più grande successo teatrale mai scritto nella drammaturgia israelita. Un testo che pone a confronto uomo/donna donna/uomo amico/amica essere umano/solitudine...vita. Oggi, in Italia raccontiamo questa storia con protagonisti cinque attori di età tra i 24 ai 28 anni che interpretano una storia di giochi erotici tra istinto e buchi affettivi adolescenziali, che “prendono troppo la mano" tra rumori notturni, altalene, palloni, giochi di ragazzi violati sotto una luna piena . A sorpresa i ragazzi e la ragazza diventano gli avvocati, la difesa, l'accusa del giorno dopo... e un altalena vuota dondola sola, fa un rumore come un lamento infinito in cerca di un perché…
“Voci di cortile” è uno spettacolo di grande attualità sia per il tema degli abusi, che per il tema del “subbullismo” fra minori. Le scene sono diChiara ParamattiCecilia Mati Guzzardi e Vladimir Randazzo assistenti alla regia, i costumi di Teresa Acone, le luci di Marco Macrini, le musiche di Francesco Verdinelli.

TEATRO MARCONI
viale Guglielmo Marconi 698 e
tel 065943554
Biglietti Intero 24€ - Ridotto 20€
Ore 21.00 – Domenica ore 17.30

giovedì 7 marzo 2019

La profonda riflessione di Enzo Iacchetti sul mondo attuale alla Sala Umberto. LIBERA NOS DOMINE

Mauro Iacchetti e Nito Produzioni  presentano
 ENZO IACCHETTI
LIBERA NOS DOMINE
aiuto regia Simona Samarelli | disegno luci Valerio Tiberi
scenografia Gaspare De Pascali | musiche originali Marcello Franzoso
animazioni e VFX Francesco Crispi
canzoni di G. Faletti, G. Gaber, F. Guccini, E. Jannacci, E. Iacchetti 
arrangiate da Marcello Franzoso
per la produzione clip video Francesco Bolognesi DOP Piermaria Agostini
grazie A G. Covatta, A.Patrucco, F. Freyrie, G.Centamore, E. Ambrosi, L.Celi, L.Dimarzo, P.Insegno
amministratore FREDDY PROIETTI foto di scena GIULIANO PLORUTTI
regia
ALESSANDRO TRESA

            5 - 17 marzo 2019


Riflessione, una lunga e variegata riflessione sul mondo attuale, questo è il perno dello spettacolo di Enzo Iacchetti LIBERA NOS DOMINE  in scena alla Sala Umberto fino a domenica 17 marzo. Una riflessione si potrebbe dire a cuore aperto, ma forse è meglio dire ad anima aperta, si perchè proprio un dei monologhi dello spettacolo è incentrato sul cuore e su come non sia il cuore il centro di tutto ma l'anima del pensiero, che non è un muscolo, ma può librarsi in modo autonomo e non muore mai.
Un one man show ad anima aperta, quindi, dove Iacchetti si apre completamente verso il pubblico, racconta episodi della sua vita personale, tratta argomenti di stretta attualità da quelli in apparenza più faceti, come la dipendenza dal telefonino, a quelli più seri come l'emigrazione, il tutto alternando monologhi a pezzi cantati sulla scia di Gaber.
Ciò che mi ha più colpito di questo spettacolo, e reputo lodevole, a parte le evidenti doti canore, è questo suo volersi mettere a nudo davanti al pubblico, voler mostrare l'atra faccia dell'"Enzino" Iacchetti, infatti, non è solo quello di Striscia la notizia,ma è molto di più ha tante cose da dire,e per fare questo a deciso di rivolgersi direttamente a Dio, invocandolo per la nostra liberazione dal marasma del mondo ma anche con il Dio degli artisti: il pubblico.
Iacchetti è solo in scena, supportato solamente da video apparizioni e da sfondi elettronici che contribuiscono a rendere lo spettacolo suggestivo, preparatevi a reagire, a pensare, a corrucciarvi, a sperare, a riflettere.
Miriam Comito


Il nuovo spettacolo di E. Iacchetti esprime il desiderio di comunicare parole, musiche, nel puro stile Teatro-Canzone. Iacchetti si stacca dal Cabaret per arrivare a maturare considerazioni che lo allontanano da come lo conosciamo in TV.
Solo in scena, Iacchetti è prigioniero dell'attualità e vuole liberarsi dai dubbi che lo affliggono su: progresso, amore, amicizia, emigrazione e religione, offrendoci un'altra ipotesi di rivoluzione.
Affronta con ironia e provocazione la sua prigionia facendo ridere ma soprattutto emozionare con la rabbiosa delicatezza con cui cerca di salvarsi. Ce la farà o sarà soltanto un grido di speranza?
Un one-man-show che esprime il desiderio di comunicare parole e musiche nel puro stile del teatro-canzone, come già fu con Gaber che Iacchetti ammira particolarmente al punto da dichiarare «l’opera di Gaber-Luporini dovrebbe - come anche quella di De André e di altri grandi - essere introdotta nelle scuole, perché se i loro testi venissero letti veramente ci si accorgerebbe di quanta poesia e quanta verità contengano».
BRESCIA OGGI
 Il pubblico ride, applaude, si diverte, riflette. “Libera nos domine” è uno spettacolo innanzitutto studiato (ci ha messo due anni per scriverlo), dunque l’onestà con cui Iacchetti si pone sul palco viene immediatamente percepita. E premiata.

È una rinnovata formula di teatro canzone, con le parole dette e quelle cantate a comporre un viaggio in cui Enzo ci prende per mano, per entrare con lui a bordo di un Freccia rossa e in una camera da letto, in una chiesa o su una strada a leggere i cartelli stradali
LA LIBERTA’


SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50 Roma
Dal martedì al venerdì ore 21, sabato 9 e mercoledì 13 marzo ore 17,
sabato 16 ore 21, domenica ore 17
Prezzi da 24 a 34 euro – www.salaumberto.com tel.06.6794753 prenotazioni@salaumberto.com

domenica 24 febbraio 2019

BALLANTINI FA RIVIVERE SENZA EDULCORAZIONI ETTORE PETROLINI ALL OFF OFF THEATRE

Da martedì 19 a domenica 24 febbraio 2019

VIA GIULIA, 19, 20, 21 - ROMA



DIREZIONE ARTISTICA SILVANO SPADA

BALLANTINI E PETROLINI
DALLE OPERE DI ETTORE PETROLINI

Scritto ed interpretato da
DARIO BALLANTINI
accompagnato dalla fisarmonica del maestro Marcello Fiorini

scene Sergio Billi, costumi Dario Ballantini e Nadia Macchi, sartoria Enrica Bombardieri, materiali trucco Mariangela Palatini,
direzione tecnica Claudio Allione, direzione organizzativa Nadia Macchi
regia Massimo Licinio

Torna a rivivere la Roma del grande Ettore Petrolini

Dario Ballantini, è colui che ha reso al meglio l'anima di Ettore Petrolini, non perchè gli altri non siano stati bravi, ma perchè mentre gli altri si sono prodotti in "Gastone" addolcendolo, facendolo quasi proprio, Ballantini, da sempre appassionato e studioso di Petrolini, ha cercato una formula diversa per il suo spettacolo, l'artista livornese alterna, il racconto di come nasce questo spettacolo, parlando di suo nonno che sulla tomba ha voluto le due maschere emblema della tragedia e della commedia greca, dei suoi genitori a cui non piacevano i comici che si esprimevano soprattutto con movenze del viso, perchè li reputavano privi di contenuti, per poi ricredersi quando Franco Franchi incise un disco, parallelamente al racconto della vita di Petrolini, dalla nascita in Via Giulia, a Roma, che per coincidenza è anche la via dove si trova l'Off Off Theatre, l'essere cacciato da scuola, perchè durante una baruffa aveva ferito un compagno, i primi anni in cui si esibiva in un teatrino di Campagnano o in quella piazza di circo che era Piazza Guglielmo Pepe nei primi del 900', l'ostracismo della critica, la genialità di Petrolini, padre di tutti i comici italiani. 
Questa narrazione in cui lo spettatore si trova di fronte Dario Ballantini si alterna con i pezzi più significativi del repertorio Petroliniano, passando dalle canzoni, ai Salamini, a Fortunello, a Nerone a Gastone. E là sembra davvero rivivere Ettore Petrolini, perchè Ballantini non  lo addolcisce ma lo lascia così come era davvero, senza farne un'interpretazione personale, ma restando il più possibile aderente all'originale. Da non far passare in secondo piano anche la spiegazione di come sono nati certi personaggi come Gigi er bullo, quindi brallantini ha fatto un studio completo su uno dei maggiori geni artistici, seppur incompresi dalla critica del 900'.
Miriam Comito




Da martedì 19 a domenica 24 febbraio all'OFF/OFF Theatre risplende la Roma del grande Ettore Petrolini, grazie allo spettacolo Ballantini e Petrolini, diretto e interpretato da Dario Ballantini che porta in Via Giulia uno dei cavalli di battaglia del suo repertorio giovanile, tratto dalle opere del grande maestro dell'avanspettacolo: Ettore Petrolini.

Con la consueta maniacale ostinazione per il totale camuffamento, l’artista livornese riesce a far rivivere, in una versione più aderente possibile all’originale, sette personaggi creati dal grande comico romano nato a fine ‘800: Gigi Il Bullo, Salamini, la Sonnambula, Amleto, Nerone, Fortunello e Gastone, che si ripresentano in scena nel nuovo millennio. Tra un personaggio e l’altro, Ballantini si trucca a vista utilizzando una sorta di camerino aperto, recuperando anche i suoi vecchi trucchi teatrali. L’artista livornese, celebre al grande pubblico grazie alla sua grande capacità interpretativa e imitativa, approfondisce alcuni contenuti ed osservazioni per spiegare e dare importanza al recupero di una memoria collettiva e per preservare il futuro dei comici dalla mancanza di agganci culturali col passato.

Ettore Petrolini può essere infatti considerato il precursore di tutta la comicità italiana, e moderna compresa, visto l'ampio ventaglio di creazione dei personaggi che, corredati da rudimentali trucchi speciali, sono stati anche di ispirazione per molti grandi interpreti della scena italiana. Il lavoro di ricerca di trucchi e costumi originali, restituisce l’atmosfera pionieristica di questo genio assoluto. Il commento musicale e la riproposizione dei successi “Petroliniani” sono affidati al virtuoso fisarmonicista e compositore Marcello Fiorini, che ne ha curato anche gli arrangiamenti. La Regia, dopo il successo dello spettacolo “Da Balla A Dalla – Storia di un imitazione vissuta” tutt’ora in scena nei teatri italiani, è affidata a Massimo Licinio.

OFF/OFF THEATRE
Via Giulia 19 – 20 – 21, Roma / DIREZIONE ARTISTICA SILVANO SPADA
Costo Biglietti: Intero 25€; Ridotto Over65 18€; Ridotto Under35 15€; Gruppi 10€ – info@altacademy,it
Dal Martedì al Sabato h.21,00 – Domenica h.17,00
Info e Prenotazioni+39 06.89239515 offofftheatre.biglietteria@gmail.com

sabato 23 febbraio 2019

Il lato positivo del Call Center? Vieni a scoprirlo al Teatro de'Servi.CALL CENTER 3.0

MAURO ATTURO                         NICOLA CANONICO
               per Problem Solving           &            per Good Mood
Presentano
CALL CENTER 3.0
Scritto e diretto da Roberto D’Alessandro

Con
Franco Oppini, Milena Miconi, Luca Capuano, Karin Proia Pietro Genuardi, Roberto D’Alessandro e Cecilia Taddei

CALL CENTER 3.0 è uno spettacolo dinamico e attuale,  dinamico perchè i personaggi sono continuamente in movimento, ma non fisicamente come ci si potrebbe aspettare, hanno tutti un moto interno di cambiamento, e chi o meglio cosa li aiuta a  fare il giro di boa della loro vita? 
Il call center! Si proprio il call center quel luogo dai più visto come l'ultima spiaggia, come un calcio di rigore al 90°, quel luogo che pullula di laureati che non hanno trovato nulla di meglio.
Questo spettacolo vuole ribaltare la brutta nomea del call center, e come per dargli nuovo lustro lo rende 3.0, ambientandoci una storia corale, in cui si narrano le vicende di vari personaggi, tutti in qualche modo sconfitti dalla vita, che più seriamente chi meno, ma comunque sconfitti che grazie proprio ad un call center rinascono a nuova vita.  La compagnia è senza dubbio molto affiatata, mi sento di nominare in particolare Milena Miconi la cui interpretazione del ruolo di Giovanna (l'ultima arrivata tra le telefoniste) è stata veramente calzante. Uno spettacolo brioso, colorato, con un fondo di tragedia che non voglio svelare. Divertente, con un buon ritmo, in scena fino al 10 marzo al Teatro de'Servi di Roma
Miriam Comito



di noi non ha mai ricevuto una telefonata da un Call Center?  Sembrava essere una delle tante per Giovanna che l'ultimo giorno dell'anno si ostina a raggiungere il suo obiettivo di fine produzione ed invece compone un numero di telefono che coinvolgerà in un episodio dal risvolto tragicomico l’intero Call Center.  Tutto, in questa storia, sembra essere fuori dall'ordinario. Protagonista della vicenda è appunto un call center, anzi no, la sua proprietaria Luisa, anzi no, la sua proprietaria col suo compagno Mario, anzi no... la vera protagonista è l’ultima nuova assunta, Giovanna, con il suo tutor Filippo, anzi no, protagonista è la disperazione di un licenziato, uno a cui dà di volta il cervello e decide di farla finita trascinandosi dietro più gente che può, così il mondo impara. Protagonista vero è Giorgio, un uomo che fatica a rapportarsi con il mondo che gli cambia continuamente davanti agli occhi. La donna delle pulizie e una guardia giurata completano i personaggi di questa storia.

Un mondo migliore è possibile, in questo Occidente precarizzato, socialmente polverizzato? Viviamo in una civiltà prossima alla dissolvenza, eppure anche ciò che sembrerebbe irrecuperabile può diventare un’occasione per rendere le persone migliori. E così Luisa, illuminata proprietaria e manager della società, crea intorno a sé un mondo dove le persone stanno bene, e riesce a redimere anime disperate come Giovanna e come Giorgio, complici i suoi fedeli collaboratori, Mario e Filippo. Come è possibile una storia del genere? È possibile solo se nel cuore delle persone alberga l’amore, quello che nasce e quello che finisce, quello che c’era e quello che ci sarà. CALL CENTER è una commedia di situazione, dove l’umanità dei personaggi e i loro rapporti, tra contrasti, speranze, desideri, illusioni animano una notte di San Silvestro che resterà impressa per sempre nelle loro anime. Una commedia brillante, a tinte un po’ tragiche, un po’ rosa, con un finale da ultimo dell’anno: a fuochi d’artificio perché infondo Un mondo migliore è davvero possibile.


Dal 22 febbraio al 10 marzo
TEATRO DEI SERVI
Via del Mortaro, 22 – Roma
1° settimana Venerdì ore 21, Sabato ore 17.30 e 21, Domenica ore 17.30
II e III settimana da Martedì a Venerdì ore 21, Sabato ore 17.30 e 21, Domenica ore 17.30
Prezzi: platea 24 euro Galleria 20 euro