giovedì 12 settembre 2013

AL VIA LA II EDIZIONE DEL FESTIVAL IL GUSTO DELLA MEMORIA

Al via stasera - giovedì 12 settembre
il festival Il Gusto della memoria
II edizione
(Bracciano – Roma, 12, 13 e 14 settembre 2013)
Una tre giorni di ricordi e viaggi attraverso i film in formato ridotto con ospite d’onore il regista Gianni Amelio


Al via stasera – giovedì 12 settembre, fino a sabato 14, presso l’archivio storico di Bracciano (Piazza Mazzini, 5), in provincia di Roma, la seconda edizione del festival Il Gusto della Memoria, diretto dalla regista e montatrice Cecilia Pagliarani e con l'organizzazione di Stefano Amadio. Ospite d’onore, il regista Gianni Amelio, che sarà presente per la serata di chiusura di sabato 14 settembre, di ritorno dalla presentazione de L’intrepido alla Mostra del Cinema di Venezia e al Toronto Film Festival.  Il gusto della memoria, descritto dalla direttrice come una tre giorni di ricordi e viaggi attraverso i film in formato ridotto - presenta, tra le novità della seconda edizione, il concorso internazionale Comeravamo Contest, primo concorso dedicato alla creazione di film con immagini d'archivio, articolato in tre sezioni: Fiction, con cortometraggi della durata massima di 12 minuti, quindi i Documentari, opere di reportage o di docu-fiction della durata massima di 30 minuti e infine la sezione Advertising dedicata a spot pubblicitari per prodotti attuali o vintage, della durata massima 45 secondi. La specificità dei lavori presentati dal festival risiede nel fatto che tutti i film debbano contenere almeno il 60% di immagini di cinema amatoriale tratte dall’archivio nosarchives.com, archivio di cinema amatoriale che custodisce in full HD film realizzati tra il 1922 ed il 1984 girati in formato ridotto (8mm, 9,5mm, 16mm, 17,5mm, super8). A giudicare i concorrenti una giuria specializzata, che vede tra gli altri, il giornalista Stefano Amadio, l’attrice Euridice Axen, il regista autore Luca Archibugi, il fotografo di scena Claudio Iannone e le giornaliste cinematografiche Valentina Neri e Vittoria Scarpa. La regista Fiorella Infascelli consegnerà un fiore al lavoro ritenuto più poetico.

Il programma di oggi – giovedì 12 settembre prevede alle ore 18:00 la presentazione dei lavori dei liceali di Bracciano, quindi alle ore 20:00 l’apertura ufficiale del festival  con la presentazione della Suricata Prod, dell’archivio nosarchives.com e dell’associazione comeravamo, alla presenza della direttrice del festival e di  Manuel Kleidman, Assessore alla cultura di Bracciano.
A seguire, la proiezione dei film in concorso e alle 21:30, Carlo Infante presenta Il carnevale Sardo in 8mm.

Un evento unico, ispirato dall’opera di salvaguardia della memoria dell’archivio nosarchives.com, che grazie possiede, restaura e digitalizza secondo i più innovati dispositivi i dagherrotipi, i negativi su vetro, le diapositive, le Polaroid, i filmini familiari e di viaggi, realizzando di fatto un’opera di riflessione sulla memoria personale e comune non solo delle terre sabatine e in particolare di Bracciano.

Nei locali dell’archivio storico di Bracciano saranno anche presentate tre mostre di grande interesse: la prima, Russia – Palestina - Terra Santa, a cura di Manuel Kleidman, racconta con immagini rarissime, racconta di contadini russi in pellegrinaggio in Terra Santa,  in quegli anni così strani e frenetici come furono gli ultimi due decenni dell’Ottocento. Quindi, a cura di Tiberio Ferri, Bracciano 1900. Infine, La fuga dei rossi:  memorie del cinema russo, dieci progetti di manifesti di film russi degli anni Cinquanta e Sessanta ritrovati sotto terra nel quartiere russo di Jaffa a Tel Aviv.

Il festival Il Gusto della Memoria è realizzato in collaborazione con il Comune di Bracciano, nosarchives.com, archivio di cinema amatoriale e il portale cinema italiano.info e Bic Lazio

Per informazioni:

http://comeravamocontest.webnode.it/
associazionecomeravamo@gmail.com
tel.
06 97240308


lunedì 9 settembre 2013

UN SOGNO PER IL CINEMA

Logo Primavisione Luglio

Antonio Chiaramonte
e
Giuseppe Romano
presentano
UN SOGNO PER IL CINEMA
I° Edizione concorso nazionale cinematografico
Finale dal 19 al 22 settembre Minerva Resort a Marina di Sibari (Cs)

“Dalla passerella direttamente al set!” Questo è il concept di UN SOGNO PER IL CINEMA, il concorso nazionale cinematografico che rappresenta per tutti i giovani talenti molto più che una vetrina ma un vero e proprio casting in cui la posta in ballo non è soltanto una fascia ma il tanto sognato ruolo in un film. Nato da un’idea rivoluzionaria del patron Antonio Chiaramonte, presidente della società di produzione e distribuzione cinematografica Prima Visione srl, UN SOGNO PER IL CINEMA è il primo concorso organizzato direttamente dall’industry cinematografica che premia i vincitori con un contratto certo, proprio perché è la stessa società di produzione ad aprire le porte del set agli aspiranti attori in gara.

La finale nazionale si svolgerà dal 19 al 22 settembre 2013 nella splendida cornice del  Minerva Resort a Marina di Sibari .
I vincitori e le vincitrici di quest’anno saranno inseriti all’interno del cast del film DON QUARTANO primo lungometraggio dell’attore Gabriele Greco (Capri, L’onore e il rispetto, Un’insolita vendemmia) le cui riprese inizieranno il 4 novembre. Oltre che da Gabriele, la serata di premiazione sarà animata da moltissime stelle del cinema e della TV, amici di Priva Visione e di Antonio Chiaramonte, che hanno deciso di “sposare” il progetto. Tra gli altri: Marco Bocci, Donatella Finocchiaro, Tony Sperandeo, Loredana Cannata, Tania Bambaci, Giordano De Plano, il ballerino Samuel Peron, Raffaello  Balzo, Guja Jelo, le showgirl Justine Mattera e Flavia Vento, Beppe Convertini, Antonella Salvucci, Giorgio Ginori direttore del Festival L’isola del Cinema, Luca Lionello, Nora Amile, Jennipher Rodriguez, Marcello Arnone, Demetra Hampton. Ma tanti altri ancora si stanno aggiungendo alla lista.

L’idea innovativa del concorso UN SOGNO PER IL CINEMA punta alla realizzazione di un contatto diretto dei partecipanti con la settima arte, creando una sorta di grande “casting” a porte aperte ed itinerante in tutta Italia, nel quale i candidati vengono valutati da una  giuria di esperti: produttori, registi, attori, insegnanti di recitazione, dizione e portamento. Sin dalle preselezioni, grazie alla collaborazione di tanti insegnati provenienti dalle più famose accademie italiane, i partecipanti vengono seguiti e preparati per approdare al meglio  alla finale nazionale, nella quale i partecipanti si misureranno con il copione del film che effettivamente saranno chiamati ad interpretare in caso di vittoria. Già durante le selezioni in giro per l’Italia, 5 ragazze sono state scelte e hanno preso parte  al film WACH THEM FALL  un film prodotto da Prima Visione srl con Marco Bocci  e la giovane attrice Tania Bambaci, il cui trailer è stato presentato con successo all’ultima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Prima Visione srl di Antonio Chiaramonte ha prodotto e distribuito nel 2013 i thriller Midway – tra la vita e la morte e Nero infinito, a breve nelle sale anche Il marito perfetto di Lucas Pavetto e la commedia anni ’60 Baci Salati. Tra i film in produzione Watch Them Fall – Guardali Cadere con Marco Bocci e Don Quartano di Gabriele Greco. Già in listino per essere distribuiti tra fine 2013 e inizio 2014, Roma Criminale con Luca Lionello e Simona Cavallari, The Opening  con Maria Grazia Cucinotta e Danny Quinn e Zombie 3D.

 

domenica 8 settembre 2013

GIOVANI RIBELLI Vince il premio internazionale degli autori-Venice days

VINCE IL PREMIO INTERNAZIONALE DELLE GIORNATE DEGLI AUTORI - VENICE DAYS 
GIOVANI RIBELLI
KILL YOUR DARLINGS
di
John Krokidas
GIOVANI RIBELLI – KILL YOUR DARLINGS vince il Premio al film evento delle Giornate degli Autori – Venice Days 2013 con la seguente motivazione:
“un’opera di forte creatività autoriale in grado, grazie a una rigorosa scelta di stile e ad originalità di approccio, di segnare la nuova stagione del cinema americano in cui sono rispettate le ragioni del pubblico, della cinefilia, della memoria culturale del secolo. Forte di uno spettacolare gioco d’attori, della forza della colonna sonora, di una cinematografia spiazzante e raffinata, il film è diventato un autentico evento nel contesto della 70 Mostra del Cinema”.
In occasione del decennale, per la prima volta le Giornate degli Autori hanno avuto un proprio riconoscimento internazionale per tutta la Selezione Ufficiale che si affianca al Label di Europa Cinemas per il miglior film europeo e ai riconoscimenti assegnati da Fedeora (federazione europea e mediterranea dei critici).
Il film, diretto da John Krokidas e interpretato da Daniel Radcliffe, entrambi sbarcati in laguna per presentarlo, uscirà nelle sale italiane il 17 ottobre distribuito da Notorious Pictures.
"Siamo particolarmente orgogliosi di questo riconoscimento" dichiara l'Amministratore Delegato di Notorious Pictures Guglielmo Marchetti "abbiamo creduto subito in questo film e vincere un premio così prestigioso al nostro primo film in Concorso a Venezia è motivo di grande soddisfazione" continua Marchetti "Il mercato offre film di qualità che parlano il linguaggio dei giovani, e KILL YOUR DARLINGS in questo senso e' certamente tra i migliori in circolazione.
Definito il nuovo Attimo Fuggente, con GIOVANI RIBELLI-KILL YOUR DARLINGS, Daniel Radcliffe vi farà tornare la voglia di "salire in piedi su un banco di scuola". L’attore protagonista della saga di Harry Potter torna sul grande schermo in una versione inedita con la vera storia, mai raccontata, di quattro giovani studenti della Columbia University che, ispirati dall'esempio di Walt Whitman e della "setta dei poeti estinti", sfidarono le rigide regole della più potente Università Americana, finendo per diventare a loro volta ispirazione per le generazioni successive.
Su sceneggiatura di Krokidas e Austin Bunn, GIOVANI RIBELLI-KILL YOUR DARLINGS vanta, accanto a  Daniel Radcliffe nei panni del giovane Allen Ginsberg, un cast del calibro di Jack Huston (Boardwalk Empire) in quelli di Jack Kerouac, Ben Foster (The Messanger) nei panni di William S. Burroughs, Dane DeHaan (Chroncle) in quelli di Lucien Carr, Michael C. Hall (Dexter) che interpreta David Kammerer e anche Elizabeth Olsen (Martha Macy May Marlene) e Jennifer Jason Leigh (Margot at the Wedding).

www.notoriouspictures.it

giovedì 5 settembre 2013

UN CASO DI COSCIENZA 5

 Domenica 8 settembre, apre la stagione autunnale della fiction di Rai 1. A "debuttare" sarà UN CASO DI COSCIENZA 5, l'unico "legal-drama"  che è stato capace, negli anni, di produrre affezione nel pubblico, grazie ai temi trattati che, pur seguendo un filo conduttore, vanno a incanalarsi sui casi scottanti, e nelle differenti vicende che toccano e coinvolgono tutti noi, senza andare nei casi specifici, ma rimanendo su quei nodi che attanagliano il nostro paese. Il protagonista è sempre l'avvocato Rocco Tasca (Sebastiano Somma), che continua nella sua attività di difensore dei deboli e degli emarginati, cobattendo contro i pregiudizi e la malagestione. La quinta stagione resta dunque fedele all'idea originale della serie: mettere in scena un personaggio votato alla difesa degli ultimi, contro le inefficienze e gli abusi delle istituzioni, contro l'illegalità e l'arbitrio dei singoli. il tema della giustizia viene anche declinato, nella sua accezione più personale: la responsabilità individuale, la possibilità di scegliere.
Il sequel è si legato alle precedenti stagioni, ma contiene in se un germe di novità, di rinascita, la figura del magistrato Giulia Longo (Vittoria Belvedere), che torna a Trieste per sviluppare un'indagine sul traffico illegale di rifiuti tossici interrati nell'Hinterland triestino, cui dietro si c'è la la camorra campana e le sue ramificazioni nell'Est europeo, con la complicitàdi imprenditori triestini, e politici locali.
UN CASO DI COSCIENZA 5 è la prima fictione girata interamente in Italia.
Non solo i personaggi nuovi, ma anche quelli vecchi sono portatori di novità Alice Morandi (Loredana Cannata) scoprirà in se un desiderio di maternità e questo apporterà un lato tenero alla fiction.
Questo paese viene raccontato anche attraverso le fiction di qualità trasmesse dal servizio pubblico, forse bisogna gurdare con occhio critico, e non pensare che tutto quello che viene da fuori sia bello e interessante, mentre ciò che è prodotto italiano, viene immediatamente considerato un prodotto scadente, ma analizzare le storie che ci vengono proposte nelle fiction, vedere chi sono i sceneggiatori, quali sono i criteri di scelta dei temi da cui far nascere una fiction e dare a Cesare quel che è di Cesare. 
Quest'anno Rai 1 racconta il suo mododi fare televisione principalmente attraverso le fiction di qualità. raccontando le varie voci del nostro paese.
UN CASO DI COSCIENZA 5
regia di Luigi Perelli
sceneggiatura: Andrea Purgatori, Laura Ippoliti, francesca Panzarella, Angelo Pasquini, Vittorino Testa.
una produzione
Rai Fiction
prodotto da
Red Film
Personaggi                         interpreti
Rocco Tasca                     Sebastiano Somma
Alice Morandi                   Loredana Cannata
Giulia Longo                      Vittoria Belvedere
Vittorio Corsi                     Stefano Dionisi
Virgilio                               Stefan Dainalov
Lidia                                  Silvia Gavarotti
Eva                                    Karen Ciaurro
Saverio Conti                     Paolo Romano
Chiara Rosati                     Valentina Reggio
Marco Fabris                     Massimiliano Vado
Fulvio Fabris                      Claudio Botosso
De Matteo                         Massimiliano Gallo
Giovanni Gregori                Roberto Calabrese
Stefano Croce                   Gaetano Aronica
Maggiore Zuccari              Alfredo Pea
Francesco Soriano             Pascal Zullino
Carmine Bellopede            Gaetano Amato



Miriam Comito

domenica 1 settembre 2013

TEATRO DEI CONCIATORI - STAGIONE 2013-2014


TEATRO DEI CONCIATORI - Contemporary Urban Theatre
Stagione 2013 – 2014
La prima stagione del Teatro dei Conciatori - Contemporary Urban Theatre, si è conclusa con la consapevolezza dell’affermazione del teatro di Via dei Conciatori, come una delle realtà più importanti nel panorama teatrale romano. E’ con questa consapevolezza che il 24 settembre avrà inizio la seconda stagione con 22 nuovi spettacoli all’insegna della buona drammaturgia contemporanea e non solo!!!

La cultura non è un supplemento, qualcosa di superfluo di cui si può fare a meno. La cultura è uno dei fondamenti di una società. La base del vivere insieme un futuro possibile, un'utopia da condividere.

E’ con questo pensiero di utopia possibile che vogliamo presentare a tutti la seconda stagione teatrale e come un bambino che a due anni vuole dimostrare che è cresciuto così il Teatro dei Conciatori vuole consolidare la fiducia che si è guadagnata nel corso della passata Stagione proponendo un nuovo, fresco, nutrito Cartellone che privilegia la drammaturgia contemporanea e ribadisce la propria vocazione per un teatro di qualità ospitando compagnie di assoluto valore.
Tutti gli artisti presenti in cartellone, che ci facciano ridere oppure piangere, ci apriranno comunque nuove finestre sul mondo.
Il Teatro dei Conciatori è  un luogo di confine dove il pubblico può scoprire nuovi artisti oltre a rivedere quelli già affermati.
Viviamo in un tempo in cui il teatro è forse uno degli ultimi luoghi dove prendersi del tempo, indispensabile, per pensare, per non soccombere al vuoto dilagante del qualunquismo. Un luogo catartico dove potersi incontrare per interrogarsi e riflettere su quanto resta della nostra umanità.
“Tutti quelli che sono stati da noi nella prima stagione, sia pubblico che compagnie, ci hanno manifestato il loro entusiasmo e la loro soddisfazione e questo per noi è motivo di grande gioia – affermano Antonio Serrano e Gianna Paola Scaffidi, Direttori Artistici del Teatro dei Conciatori – Significa che tutti sono stati ben accolti, e si sono trovati a loro agio e che le loro aspettative sono rimaste soddisfatte. Per questa nuova stagione ci aspettiamo che i pochi che ancora a Roma non ci conoscono "rimedino" a questa loro mancanza!!! Scegliendo i lavori per il prossimo cartellone abbiamo continuato a dare lo spazio più ampio alla drammaturgia contemporanea cercando di affrontare importanti tematiche di attualità trattate a volte in situazioni e con toni più drammatici, a volte con i toni più leggeri della commedia. Ma non manca un tocco di “classico”. Siamo sempre alla ricerca della novità, sempre con la più grande curiosità per ciò che ci circonda, sempre nell’ottica di essere “punto di riferimento”  per la nuova drammaturgia di qualità.
Si apre la stagione dal 24 settembre al 06 ottobre 2013, con OCEAN TERMINAL dal romanzo Ocean Terminal di Piergiorgio Welby edito da Castelvecchi Editore , adattamento Francesco Lioce e Luca Morricone, diretto e interpretato da Emanuele Vezzoli. Dall’ 08 al 13 0ttobre 2013 è di scena HAMLETELIA, scritto diretto ed interpretato da Caroline Pagani. Dal 15 al 27 ottobre 2013 è la volta dello spettacolo AL NOSTRO AMORE, testo e regia di Luca de Bei , con Fabrizio Apolloni e Pia Lanciotti. Dal 29 ottobre al 10 novembre 2013 è di scena STATO DI GRAZIA testo di Silvia Falabella  regia Enzo Masci, con  Angela D’Onofrio, Ramona Gargano e Silvia Falabella. Dal 12 al 24 novembre 2013, BUCA DI SABBIA di Micha Walczak regia di Gabriele Linari, con  Sabrina Todaro e Tony Allotta. Dal 26 novembre all’ 8 dicembre 2013 in scena TERAPIA DI COPPIA, testo di Paolo De Vita regia Antonio Serrano, con Paolo De Vita e Anita Zagaria. Dal 10 al 22 dicembre 2013, LA DISFATTA testo di Gianni Guardigli regia Francesco Branchetti e Isabella Giannone; con Francesco Branchetti. Si conclude il 2013 dal 27 – 31 dicembre con COPPIA APERTA QUASI SPALANCATA RELOADED. Si apre il 2014 dal 3 – al 12 gennaio con UN AMORE DA INCUBO, testo e regia di Francesca Draghetti.  Dal 14 al 26 gennaio con L’OBELISCO liberamente tratto dal racconto di Edward M. Forster – regia Luca De Bei, con Gianna Paola Scaffidi e Antonio Serrano. Dal 28 gennaio al 02 febbraio 2014, LE ROVINE DI ADRIANO, testo di Nello Trocchia - regia di Giuseppe Marini - con Urbano Barberini. Dal 04 al 09 febbraio 2014, CIMBELINO testo di W. Shakespeare traduzione e regia di Valerio Vittorio Garaffa
con Riccardo Bocci, Chiara Cimmino Sander, Valerio Vittorio Garaffa, Mario Pietramala. Dall’11 al 16 febbraio 2014, DUE PER UNO testo di Gianluca Tocci regia di Gianni Corsi, con Federico Tocci.  Dal 18 febbraio al 02 marzo 2014, LE TATE testo e regia di Alessandra Panelli, con  Barbara Porta, Sofia Diaz, Maria Roveran, Costanza Castracane. Dal 04 al 16 marzo 2014 AMORE E RESTI UMANI testo di Brad Fraser, regia di Giacomo Bisordi, con Dimitri Galli Rohl e Cristina Poccardi. Dal 18 al 23 marzo 2014 AMORE A TRE drammaturgia e regia di Enoch Marrella da F. Dostoevskij, con Enoch Marrella e Edoardo Ripani. Dal 25 al 30 marzo 2014, FRATELLO MIO testo e regia di Gianni Corsi, con Leandro Amato, Marco Funaro e Josafat Vagni. Dal 02 al 12 aprile 2014 COME UN SORCETTO NEL CAMEMBERT, regia Cristina Noci, con Barbara Lo Gaglio, Simona Meola, Elisa Panfili. Dal 22 aprile al 04 maggio 2014 7 PEZZI DI CARNE, testo e regia di Riccardo Reim, con Valentina Ardinzone, Letizia Barone Ricciardelli, Emanuela Cacciaguerra, Valerio Cerasoli, Chiara Di Pietro, Federica Lamedica, Maria Santirocco; musiche originali Raffaele Nicolì. Dal 06 al 25 maggio 2014 IL GRANDE FLEBOSKI tratto dal libro STORIE DI ORDINARIA CORSIA di Fabrizio Blini - regia di Gigi Piola
con Nicola Pistoia. Dal 27 maggio al 1 giugno 2014 NEI SECOLI INFEDELI, testo di Cristina Mascitelli - regia di Eugeni – Mascitelli, con Anna Teresa Eugeni. Dal 03 al 15 giugno 2014 LA SVOLTA, testo di Moran Beaumer adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni  - regia Alberto Oliva con Mino Manni.


24 settembre - 06 ottobre 2013
OCEAN TERMINAL
dal romanzo Ocean Terminal di Piergiorgio Welby edito da Castelvecchi Editore
adattamento Francesco Lioce e Luca Morricone
diretto e interpretato da Emanuele Vezzoli
movimenti scenic Gabriella Borni
contributi aiudiovisivi Francesco Andreotti e Livia Giunti
disegno luci Marco Zara

Ocean Terminal è un insieme di prose spezzate che si riannodano a distanza o si interrompono proprio quando sembrano preannunciare altri sviluppi: dall’infanzia cattolica alla scoperta della malattia, fino all’immaginario hippy e alla tossicodipendenza, passando attraverso gli squarci di una Roma vissuta nelle piazze o nel chiuso di una stanza. In un continuo susseguirsi di toni lucidi e febbrili, poetici e volgari, Welby riavvolge il nastro della propria vita, adottando un linguaggio babelico (stream of consciousness) che colpisce per originalità e potenza.
Un condannato a vita in cui forte è il conflitto tra l’abbandono della speranza e l’inno alla vita, in un corpo che diviene ogni giorno di più un abito sgualcito e che esprime l’insofferenza di colui che assiste da spettatore a un dibattito di cui è, invece, involontario protagonista.
Emanuele Vezzoli, attore e regista dello spettacolo, si è reso il tramite attraverso cui trasferire la ricchezza del tesoro Piergiorgio Welby agli altri uomini, raccogliendo la promessa fatta a Mina Welby ed in accordo con quanto egli stesso afferma: “non esiste un’arte privata, un artista ha l’obbligo morale di incidere sulla realtà”.
La stessa Mina Welby ha dichiarato: “Ogni fibra del corpo dell’attore esprime emozioni in armonia con la voce, i silenzi, i gesti, gli sguardi, il respiro. In pochi attimi percepisco un concentrato di dolore infinito o di meraviglia e piacere vissuti insieme. Il linguaggio espressivo corporeo di Emanuele fa rivivere allo spettatore un vissuto intimo di una persona speciale quale era stata Piergiorgio”.


08 - 13 0ttobre 2013
HAMLETELIA
Scritto, diretto ed interpretato da Caroline Pagani
Una riscrittura dall’Amleto di William Shakespeare
Plenilunio. In un cimitero, un’ombra intona un canto nella notte. È Ofelia che risorge. Il suo spirito ha ancora qualcosa da dire. In vita troppi l’hanno zittita, a cominciare da Amleto, tutte le parole strozzate ora la torturano nella tomba, Dopo le sue rivelazioni molti segreti di Elsinore potrebbero non essere più tali, a cominciare dal suo stesso  suicidio. Questa volta è lei, Ofelia, il centro del plot, l’ombra giovanile e archetipica di ognuno di noi, il personaggio amletico che sbobina la propria coscienza davanti al pubblico. È Hamletelia. Attraverso questo personaggio poliedrico Caroline Pagani ripercorre in controcampo l’intrigo di Amleto, e compie un omaggio alla poetica shakespereana intrisa di ironia, erotismo, incanto linguistico e sonoro, un mondo dove si mescolano terra e cielo, divinità e follia, sacro e profano. Ofelia agisce, canta, balla, riallaccia il dialogo interrotto con Amleto, con Gertrude, con la vita. Cerca di rispondere alle domande che la assillano, di colmare gli spazi bianchi del capolavoro shakespeariano: Perché Amleto le urlò di andare in convento? Perché Gertrude, che l’ha vista nel fiume, non l’ha salvata? Perché un capricco dell’ispirazione le ha impedito di essere una donna coraggiosa come Giulietta, ardita come Lady Macbeth, sensuale come Cleopatra? Perché le è toccato in sorte questo sciagurato karma? Perché, William, perché? Una vicenda tragicomica d’ amore e morte, un omaggio alla storia delle rappresentazioni di Amleto, in teatro, cinema e pittura. 
Premi:
Spettacolo vincitore dell'Internationales Regie Festival Lipsia 2009
Premio Fersen alla Drammaturgia 2013
Miglior spettacolo, miglior regia, miglior attrice, premio del pubblico, Festival Corte della Formica, Napoli 2010
Premio SinestesiaTeatro, miglior spettacolo, miglior regia, Roma, 2010
Segnalazione miglior attrice Festival Teatri Riflessi, Catania 2011
Premio Martucci miglior attrice, Bari 2012
Premio Migliore Attrice al Fringe di Roma 2013


15- 27 0ttobre 2013
AL NOSTRO AMORE
testo e regia di Luca de Bei
con Fabrizio Apolloni e Pia Lanciotti

Un uomo e una donna si sono dati appuntamento al tavolino di un bar. Non si conoscono: questa è la prima volta che si vedono e si parlano. Sono entrambi nervosi, entrambi sulle difensive. Lei, una giovane madre borghese separata dal marito,  ha fatto dell’educazione del figlio il suo scopo di vita. Il figlio però ormai è maggiorenne, e davanti a lei appare ora lo spettro della solitudine.
Lui, vicino alla mezza età, è un insegnate di scuola superiore deluso dalla sua vita privata e professionale ma pieno di speranza per una recente, inaspettata, relazione sentimentale. Lei è estroversa, narcisista, passionale, un po’ mitomane, con il terrore degli anni che passano. Lui è riservato, ingenuo,  umorale, un po’ fragile psicologicamente, ma nonostante tutto ottimista. Niente sembra unirli. Nessun legame sembra possibile. Eppure, queste due anime alla ricerca di affetto e di sicurezza, hanno in comune qualcosa che riuscirà a farli incontrare: un grande, fulgido, accecante amore. 

 29 0ttobre – 10 novembre 2013
STATO DI GRAZIA
testo di Silvia Falabella  regia Enzo Masci
con  Angela D’Onofrio, Ramona Gargano e Silvia Falabella
scene Katia Titolo

Una storia a due divertente e delicata, nella quale nulla è come sembra e le apparenze lasciano spazio alla sorpresa. In un modesto appartamento, Virginia, una giovane affittuaria, introversa e avvilita, incappa nella più improbabile delle inquiline: Clara, una festaiola eccentrica e folle che porta il trambusto nella casa. La convivenza tra le due sconfina in un gioco delle parti spassoso e instancabile, tollerato a fatica dalla chiusa Virginia e fomentato da Anna, cinica e bizzarra padrona di casa. Ma Clara e Virginia hanno un segreto, doloroso e pesante, difficile da nascondere quanto da confessare. Nella cornice leggera di una commedia due storie profondamente umane si rincorrono e si incontrano ai confini delle loro solitudini, dove colpa e redenzione hanno lo stesso colore.

12 - 24 novembre 2013
BUCA DI SABBIA
Di Micha Walczak regia di Gabriele Linari
con  Sabrina Todaro e Tony Allotta
movimento scenico Elisabetta di Fonzo

Una messa in scena divertente ma anche cruda e diretta sulla non comunicazione...
Nel fosso si va consumando il gioco più complesso di tutti, un gioco di intese e contese, un gioco in cui regole e confini sono fatti per essere infranti. Un bimbo e una bimba in una fossa si dividono lo spazio complesso di una guerra il cui fine è unirsi per sempre o per sempre dividersi. Il fosso dei giochi è per noi una camera dove sezionare un rapporto di coppia, dal primo incontro alle conseguenze estreme del conoscersi, per capire che, forse, l'unico vero confine non è tra uomo e donna ma tra condivisione e solitudine…


26 novembre – 8 dicembre 2013
TERAPIA DI COPPIA
testo di Paolo De Vita. Regia Antonio Serrano
con Paolo De Vita e Anita Zagaria
Scene Dario Dato, Costumi Rita Forzano

La coppia di per sé è un punteggio basso…
La crisi della coppia è un passo fondamentale di ogni unione che si rispetti, un “must“ sociale che nessuno ha il diritto di negarsi.
In un appartamento di un qualsiasi stabile di una qualsiasi città di un qualsiasi livello sociale, un Lui ed una Lei ingaggiano un duello di parole, gesti, consuetudini violate, di inganni, sorprese e colpi bassi. Tutto in nome della verità, della insondabile esigenza di “capire”, di dare una scossa alla routine, inceppando meccanismi ormai assodati, auto proclamandosi portatori di nuova linfa ad una unione che se non vacilla sa di stantio...
“Perché così non si può più andare avanti... Perché non mi guardi più, non mi tocchi più, non ti interessi di me, perché... non ci sei.”
Lui o lei? Chi vorreste sopprimere? Lei o Lui? Chi buttereste senza esitazione e senza alcun rimorso dalla torre più alta? O tutti e due?
La terapia della coppia è un fidanzamento che si rinnova; una “ prima volta” ma davanti a testimoni, mettendosi a nudo con saggezza e sicuramente con una straordinaria ipocrisia.
La nuova strada della convivenza si basa su tecniche moderne, su teorie mutuate da riviste specializzate, ma più di tutto, si fonda sul dogma che uno dei due deve, vuole, esige ottenere quella supremazia che sente mancare al suo paniere.
La coppia non è un asse di equilibrio. Somiglia di più al Tetris. Ed è una bellissima esperienza.
A patto che siate voi a gestire le mosse e gli incastri dei pezzi.


10 - 22 dicembre 2013
LA DISFATTA
testo di Gianni Guardigli regia Francesco Branchetti e Isabella Giannone
con Francesco Branchetti

Il 30 aprile 1945 a Berlino, asserragliato nel bunker costruito sotto il palazzo della Cancelleria, Adolf Hitler si suicida insieme ad Eva Braun appena sposata. Poco dopo Joseph Goebbels, ministro della propaganda e gauleiter della Capitale, insieme alla moglie Magda avvelena i suoi bambini e con lei anch’egli si toglie la vita. Sparsi qua e là per la metropoli in fiamme si danno volontariamente la morte capi politici e militari. Altri, come Hermann Goering, condannati a Norimberga all’impiccagione per crimini di guerra, si suicideranno in carcere.
Pochi epiloghi di foschi periodi della storia hanno tanto somigliato alla rappresentazione teatrale di una tragedia, immaginata e addirittura in qualche modo provata per giungere all’immagine scenica voluta.
La materia del racconto, benché calata nei fatti veri della storia, mi ha riportato alla crudeltà e alla violenza del dramma elisabettiano.
Ma il dramma non è rappresentato, è raccontato, rivissuto, puntigliosamente rievocato da una mente che è rimasta chiusa nella prigione di una follia lucida che le suggerisce parole quasi “indicibili”.
E’ anche vero che nessun comandante militare in nessun conflitto ha mai avuto la pazzesca idea di situare il proprio quartier generale in prima linea, la linea del fuoco, con il rischio di venir catturato o ucciso.
Il mio Fritz, il personaggio da me inventato per dar voce a questa quasi inspiegabile follia che riassume l’abbaglio di un intero popolo comincia a parlare osservando il mucchietto di terra che indica il luogo dove “tutto è avvenuto”, dove “la tragedia si è consumata”.

27 – 31 dicembre 2013
COPPIA APERTA QUASI SPALANCATA RELOADED
da Dario Fo e Franca Rame, Adattamento Antonella Carone e Giusy Frallonardo
Regia di Giusy Frallonardo
con Antonella Carone e Davide Mancini
Scene Enrico Romita - Disegni Marco Romita - Costumi Mariella Seripierri

da Dario Fo e Franca Rame – adattamento di Antonella Carone e Giusy Frallonardo
regia Giusy Frallonardo – con Antonella Carone e Davide Mancini
scene Enrico Romita – disegni Marco Romita – costumi Mariella Seripierri
In un mondo di plastica, dove la dimensione virtuale surclassa la vita reale, una coppia di giovani sposi si confronta e si scontra.
Immediatamente secoli di lotte, emancipazione culturale, progressi sociali svelano il loro inganno, perché nel rapporto uomo-donna tutto sembra immutato.
“Coppia Aperta RELOADED” affronta l’eterno tema della coppia in cui il giovane marito, impietoso ritratto del maschio medio e la giovane moglie - vittima non incolpevole dell’infedeltà dell’uomo - discutono tra maldestri tentativi di suicidio. Una coppia malassortita come tante, due persone provenienti da mondi diversi che, chissà per quali alchimie, si sono incontrati, piaciuti, innamorati. E poi… la routine, il calo di desiderio (da parte dell’uomo, beninteso), le due realtà socialmente e culturalmente distanti e inavvicinabili. Per dare una svolta alla fase di stallo coniugale, l’uomo convince la donna a sperimentare la coppia aperta: nuove avventure, scappatelle, perfino confidenze sui rispettivi amanti. Tra litigi accesissimi, battute cariche di ironia, grotteschi tentativi di rendersi desiderabili a tutti i costi, gelosie mai apertamente dichiarate, si rappresenta la parabola di questa coppia attraverso la stilizzazione delle situazioni e i flash back che i protagonisti ricostruiscono come divertenti siparietti col pubblico ora chiamato a prendere posizione, ora lasciato alla sua distanza critica per riflettere sull’attualità. Ma cosa succede se anche lei confida di aver incontrato un nuovo compagno? Sarà ancora valida la teoria della “coppia aperta”?


3 – 12 gennaio 2014
UN AMORE DA INCUBO
Testo e regia di Francesca Draghetti.
Lo spettacolo avrà un doppio cast:
Primo week end: Roberto Stocchi, Ughetta D’Onorascenzo, Simone Crisari.
Seconda settimana:  Antonella Alessandro, Roberto Draghetti, Roberto Stocchi

In una fredda notte d'inverno, che cosa può succedere ad un ladro dilettante?
Per cominciare, di sbagliare appartamento e non trovare la refurtiva.
Poi, d'imbattersi nella padrona di casa, una ragazza talmente miope da non vedere gli oggetti reali, e così stramba da vedere ciò che non esiste, per esempio gli Incubi.
Perché  lo sanno tutti che gli Incubi non esistono nella realtà, lo sa bene anche il Ladro. Per questo, quando si trova di fronte ad un Incubo in carne ed ossa, ha qualche problema…
Come se non bastasse, quest'Incubo è irascibile, pasticcione, geloso ed ha il brutto vizio di fare troppe domande.
Così, un furto fallito si trasforma in un divertente carosello di equivoci e sorprese, dove può succedere di tutto, anche di innamorarsi…
E visitando il mondo degli Incubi, ogni spettatore potrebbe trovare qualche "vecchia conoscenza"…
Ecco quindi la ricetta per una serata speciale
INGREDIENTI:  UNA DONNA - UN LADRO - UN INCUBO
TEMPO DI COTTURA: 1h 20’ circa - DIFFICOLTA’: restare seri


14 – 26 gennaio 2014
L’OBELISCO
Di Luca De Bei
liberamente tratto dal racconto di Edward M. Forster
Regia Luca De Bei
con Gianna Paola Scaffidi e Antonio Serrano costumi Lucia Mariani – scene Francesco Ghisu, Valeria Mangiò

Una coppia: un uomo e una donna ingabbiati in un matrimonio che vive ormai di routine, di sotterranei rancori, di noia, di insofferenza, di inconfessabili desideri.
Una relazione che sbanda alla ricerca di un punto di rottura, di un afflato di libertà.  L’occasione per una breve, illusoria fuga si presenta durante una vacanza al mare in seguito all’incontro, tra le dune di sabbia di una spiaggia, con due giovani marinai.
È così che una piccola gita alla ricerca di un obelisco discretamente conosciuto nella zona, diventa per la coppia borghese un momento di curiosità, di brivido, di eccitazione, di trasgressione.
Edward M. Forster, scrittore britannico (1879-1970) è diventato celebre dopo gli adattamenti cinematografici dei suoi principali romanzi: “Camera con Vista”, “Passaggio In India”, “Maurice”.

28 gennaio – 02 febbraio 2014
LE ROVINE DI ADRIANO
testo di Nello Trocchia - regia di Giuseppe Marini - con Urbano Barberini

"Le rovine di Adriano. Così potere e malaffare volevano distruggere la villa dell'Imperatore patrimonio dell Umanità. Una storia di rifiuti e soldi che ha fatto  il giro del mondo rischiando di diventare la Caporetto della cultura italiana e che invece ha segnato una importante vittoria della società civile sulla "politica  degli affari" raccontata da uno dei protagonisti. Dopo le intimidazioni ricevute il teatro come risposta civile".

04 - 09 febbraio 2014
CIMBELINO
testo di W. Shakespeare traduzione e regia di Valerio Vittorio Garaffa
con Riccardo Bocci, Chiara Cimmino Sander, Valerio Vittorio Garaffa, Mario Pietramala
scena Paola Castrignanò - costumi Simona Cimmino - maschere Riccardo Rossi

Il Cimbelino è, innanzitutto, un inno al Teatro; una grande favola in cui Shakespeare sembra giocare con il teatro e i suoi generi, spaziando dal comico al drammatico e inserendo elementi disparati senza soluzione di continuità: amanti divisi, selvaggi che vivono in una grotta, intrighi di corte, astuti seduttori, finti veleni, legionari romani, ecc.
Innocenza, giovane principessa, è innamorata del povero Postumo, che viene cacciato da corte e si rifugia a Roma, dove l’incontro con un italiano sconvolgerà la sua esistenza. La Britannia, nel frattempo, dichiara guerra all’Impero romano per conquistare la propria indipendenza. Apparentemente lontani da tutto ciò, vivono nei boschi tre selvaggi dalla misteriosa identità. Questi gli ingredienti della favola.
Nello spettacolo quattro attori ‘inseguono’ i circa trenta personaggi della storia con cambi di costume continui e, in alcuni casi, indossando maschere ispirate alla Commedia dell’Arte, in un parossismo di trasformazioni che fa eco alla complessità dell’opera, usando una traduzione che ricalca non solo il senso letterale del testo, ma anche e soprattutto la forza della musicalità del testo originale, laddove la melodia delle parole e del loro scorrere insieme disegna caratteri e situazioni, e addirittura affanni fisici e aneliti dei personaggi.

11 - 16 febbraio 2014
DUE PER UNO
testo di Gianluca Tocci regia di Gianni Corsi
con Federico Tocci
Quale momento migliore, nella vita di una coppia, se non quello in cui si decide di concepire un figlio? Purtroppo però, in alcuni casi, mettere al mondo un bambino può risultare un vero e proprio percorso ad ostacoli. Ed  è proprio questa la situazione che si trovano ad affrontare in nostri protagonisti Enzo(Federico Tocci) e Luna, che tentano ormai da tempo di dare vita al loro sogno più grande, il loro traguardo prezioso. L’ennesimo tentativo andato a rotoli però mette quasi a repentaglio la loro relazione, questo anche dovuto al fatto che, improvvisamente, nella vita di Enzo irrompe Giulia, giovane stagista in carriera. La verve della nuova collaboratrice fa vacillare Enzo, questo mentre Luna prende la decisione di passare un pò di tempo da sola, per riflettere un po’. A dare manforte ai due protagonisti troviamo il dott.r Polline, lo specialista che aiuta i due ragazzi nella difficile strada verso il concepimento. Sarà proprio lui, dall’alto della sua esperienza, a dare i giusti consigli affinchè tutto si sistemi e vada per il meglio. Enzo si trova ben presto nel pieno di una vera e propria crisi sentimentale, ma verrà il momento in cui si troverà costretto di fronte ad una scelta di vita dalla quale non si torna indietro. Per tutto il resto vi aspettiamo a teatro!

18 febbraio – 02 marzo 2014
LE TATE
testo e regia di Alessandra Panelli
con  Barbara Porta, Sofia Diaz, Maria Roveran, Costanza Castracane

Sulla scena tre sedie, tre disegni stilizzati di alberi genealogici e nient’altro che la recitazione di tre attrici per raccontare piccoli frammenti di vita di tre nonne, tre bambine, tre madri ma soprattutto tre tate, figure fondamentali dell’infanzia di una certa generazione. Un lasso di tempo che va dal 1930 ad oggi, fra risate, giochi magici, pianti e dolci malinconie.
“Tempo fa mi capitò di leggere il diario scritto in gioventù dalla mia nonna materna e ne fui molto impressionata. Era lo scorcio interessante di un’epoca ma quello che mi colpì in modo particolare fu la descrizione dei miei parenti, soprattutto di mia madre, da bambini. La lettura di questo diario mi fece riflettere sull’intricata tessitura di relazioni umane che legano, inevitabilmente, i membri di ogni famiglia e che, in qualche modo, possono modellare le generazioni future. Rimuginando fra passato e presente, fra presenze amorose ma anche ingombranti, o gelide assenze, mi resi conto di quanto fondamentali fossero state, per alcuni di noi, le Tate, ovvero quelle persone che avevano dedicato, a volte con generosità disarmante, la loro vita a noi bambini.
Questo spettacolo nasce come un gioco e per un lungo periodo, complici le mie amiche attrici, lo abbiamo provato fra noi con l’unico scopo di curiosare fra le pieghe dell’animo umano. Ho cercato ispirazione dai ricordi delle vere nonne e tate di ognuna di noi, ripercorrendo i nostri pieni e i nostri vuoti fino a trovare una forma drammaturgica. Un testo che nasce da una ricerca interiore, da un flusso di memorie e che vive di essenzialità.” Alessandra Panelli

04 – 16 marzo 2014
AMORE E RESTI UMANI
testo di Brad Fraser - regia di Giacomo Bisordi
con (in o.a.) Dimitri Galli Rohl e Cristina Poccardi - resto del cast in via di definizione
scena Cosimo Lorenzo Pancini - costumi Roberta Goretti

Orientamento.
Parola che suggerisce, nel suo etimo, il volgersi ad oriente, dove sorge il sole. Forse in senso più ampio, l'unico orientamento della vita è la sua fine. In amore e resti umani, testo del canadese Brad Fraser, i personaggi sono smarriti in una grande città non meglio identificata alla ricerca di un orientamento, come mosche impazzite attorno ad un cadavere.
Ci sono David, attore fallito ora cameriere.
Candy, la sua coinquilina, che caccia disperatamente l'uomo ideale e che si ritrova tra le braccia di una donna.
C'è  Bernie, in transito da un matrimonio distrutto all'omosessualità. Kane, l'adolescente, che abbandona un Game Boy per scoprire i suoi più intimi desideri.
C'è  Ben barista mai sazio di incontri.
E Jerry, lesbica romantica vittima del suo stesso istinto.
Su tutti, cala lo sguardo di Benita, puttana sensitiva.
E tutto questo, mentre un brutale assassino senza nome fa a pezzi vittime innocenti in una notte metropolitana d'amore e morte.


18 - 23 marzo 2014
L’AMORE A TRE
drammaturgia e regia di Enoch Marrella da F. Dostoevskij
con Enoch Marrella e Edoardo Ripani
scena Selena Garau – costume Stefania Ponselè – musiche Angela Bruni e Maurizio Blanco 

Nottibianche è la storia di due personaggi, tra i più lirici di tutta la letteratura – Nastenka e il Sognatore: lui di ritorno dai suoi vagabondaggi notturni, lei invece piange addossata al parapetto del canale.
Tutto inizia e finisce nell’arco di quattro notti. Si incontrano per caso sotto le luci del manto stellato. La gelida panchina al centro della scena è la piccola ribalta sulla quale si susseguono convulsamente il torrenziale monologo del Sognatore e la lievissima storia di Nastenka.
La Pietroburgo deserta a causa delle vacanze estive di Nottibianche si fonde con i festeggiamenti per il capodanno pietroburghese di Cuoredebole. Cuoredebole è la storia di due amici e colleghi che vivono sotto lo stesso tetto – Vassja Sciumkòv ed Arkadi Ivànovic. La vigilia di capodanno Vassja annuncia all'amico Arkadi “Io prendo moglie”, ma una trama di ostacoli – più mentali che reali – si frappone fra Vassja e la sua stessa felicità.  Il cuore debole è quello di Vassja Sciumkòv mentre Arkadi Ivànovic con il suo sguardo quadrato è lo straordinario testimone di questa singolare vicenda. Attraverso il suo punto di vista di uomo semplice possiamo ridere dei contorcimenti mentali di Vassja ma allo stesso tempo afferrarne l’estrema complessità.
“L’idea svalutata di sé” – tema carissimo alla psicologia moderna – si scatena in tutta la sua portata tragicomica nel momento in cui si traduce in azione drammatica. Questo è il fil rouge che s’intesse tra le due storie. Nel passaggio da forma racconto a forma dramma rivive in due tempi un ragazzo pietroburghese di ventisette anni che si chiamava Fëdor Michajlovič Dostoevskij.


25 – 30 marzo 2014
FRATELLO MIO
testo e regia di Gianni Corsi
con Leandro Amato, Marco Funaro e Josafat Vagni
scene Stefania Savioli

Periferia romana, giorni nostri. Due fratelli ormai adulti vivono ancora sotto lo stesso tetto: Niccolò  è uno che si alza la mattina presto e va a lavorare, oggi fa il cameriere, domani il commesso, ma bene o male è lui che manda avanti la baracca. Saverio invece è un ex-comico di successo, ormai senza ingaggi a causa del suo carattere fin troppo schietto e cinico, va comunque avanti nella sperimentazione comica tra le quattro mura di casa, per la gioia di Niccolò.
In questo “quieto” microcosmo casalingo piomba Marsilio, abito elegante, valigetta ventiquattrore e una insolita proposta di lavoro per Niccolò, di quelle che cambiano la vita, ma chiedono l’anima.
Chi è Marsilio? Da dove viene e perché vuole proprio Niccolò?
I due fratelli vengono così  coinvolti in una trattativa dai toni misteriosi, ma che a contatto con la loro realtà diventano esilaranti. Tra colpi di scena, dubbi esistenziali e test attitudinali, di questo passo… Fratello mio, dove andremo a finire!?


02 – 12 aprile 2014
COME UN SORCETTO NEL CAMEMBERT
regia Cristina Noci
con Barbara Lo Gaglio, Simona Meola, Elisa Panfili
costumi Mariella D'Amico - scena Elisa Panfili

Nella trappola si mette un pezzetto di formaggio. Zac. No, lui lo ruba il formaggio, così la scampa. Ma se noi cari signori prendiamo un formaggio "esoticamente" francese, eh sì, ha il suo fascino, allora lui, il nostro roditore tutto rosa, ci rimane voluttuosamente invischiato. Oh, sì gli piace, è una specie d'amore, ma come molte storie da batticuore non sapremo fino alla fine che cosa succederà, chi lo sa se faremo scattare la trappola...
Per quel che riguarda possibili note di regia devo ammettere che ci siamo divertite da matti, la protagonista a tirare fuori la sua nascosta vena di pazzia, io a comandare a bacchetta tutti, una cosa è certa, desideravo per ogni collaboratore un momento di gloria felice. Sono fortunata, ho trovato soltanto dei sì, che bello, mi piace, d'accordo, mi fido di te, dai costumi alla coreografia, dalle luci alle creazioni musicali, dalle scene alla bravura degli attori/trici, come dice Mel Brooks, "si può faare!!!" Quando lavori con gente in gamba sei davvero spalmato sul camembert!!!



22 aprile – 04 maggio 2014
7 PEZZI DI CARNE
testo e regia di Riccardo Reim
con Valentina Ardinzone, Letizia Barone Ricciardelli, Emanuela Cacciaguerra, Valerio Cerasoli, Chiara Di Pietro, Federica Lamedica, Maria Santirocco.
musiche originali Raffaele Nicolì - effetti e ricerche sonore Guido Gaito

Con SETTE PEZZI DI CARNE Riccardo Reim torna a scandagliare il tema del volto segreto della notte metropolitana già felicemente esplorato in passate occasioni (basti pensare allo storico I mignotti, realizzato in collaborazione con Antonio Veneziani, che nel 1997 fece letteralmente esplodere il Todifestival) e oggetto anche del suo recentissimo volume di racconti Segnali notturni (Gaffi 2011).
In SETTE PEZZI DI CARNE, sette personaggi “border line”, nel raccontarsi, testimoniano, più o meno in filigrana, un brutale, gratuito omicidio il cui autore resterà probabilmente impunito. In questo bizzarro mosaico la storia viene a evincersi a strappi, a brandelli dai vari racconti, costituendone il sottile, misterioso “filo rosso”: un filo continuamente spezzato e ripreso, come le vite dei sette protagonisti (sei donne e un ragazzo: “pezzi di carne”, per l’appunto, dai volti intercambiabili, imprecisi e sfocati come una fototessera). Spettacolo saturnino e claustrofobico, grottesco e segreto, dove il pubblico viene a trovarsi gomito a gomito con gli interpreti, in una sorta di imbarazzante coinvolgimento.
Voci e confessioni dal sottosuolo, dunque: gesti liberatori, ossessioni, paranoie, fantasie, ritualismi superstiziosi, incubi di un’umanità “saturnina” che vive passioni gelide, rese dei conti identitarie, paradossi, sdoppiamenti.
Un bestiario umano che si scopre immorale, infelice, segreta, irraccontabile, buffa e tragica, in vena di confessioni anche recitate, anche doppie, triple o senza fondo.


06 - 25 maggio 2014
IL GRANDE FLEBOSKI
tratto dal libro STORIE DI ORDINARIA CORSIA di Fabrizio Blini - regia di Gigi Piola - con Nicola Pistoia

Questo spettacolo non punta l’indice contro il sistema sanitario e non vuole aggiungere l’ennesima denuncia a un faldone già straripante di lamentele. Si sa che molti ospedali italiani non versano in buone condizioni e ogni tanto alcuni sono dichiarati fuorilegge, ma l’intenzione non è gridare allo scandalo e fare demagogia.
Il piano concettuale è diverso, è più profondo.
Questa rappresentazione non tratta gli ospedali nella loro realtà sostanziale ma in quella essenziale; non vuole evidenziare le deficienze di singole strutture ma provare a spiegare i problemi che qualsiasi ospedale causa inevitabilmente in quanto ospedale, a prescindere dalla sua efficienza.
Non è  un problema di funzionamento del sistema ma della sua concezione, è  come se si ricercassero le origini socioculturale della malasanità. Il tema non riguarda l’operato degli ospedali ma la loro idea.
Statisticamente, la percentuale di persone che hanno subìto almeno un ricovero è  davvero molto alta, ma il punto non è definire quanti siano i ricoverati, il problema è che le persone - qualunque sia il numero - non sono affatto preparate all’evento e non sanno a cosa stanno andando incontro.
La malattia è solo la punta dell’iceberg e chi sta male... ci sta seduto sopra.
L’argomento è serio e questa pièce vorrebbe essere un antidoto contro la tristezza.
In poche parole: COME TRASFORMARE UNO SPIACEVOLE RICOVERO IN UN UTILE SOGGIORNO

27 maggio – 1 giugno 2014
NEI SECOLI INFEDELI
testo di Cristina Mascitelli - regia di Eugeni - Mascitelli
con Anna Teresa Eugeni

Una nuova “Posta del cuore?”… ne esistono già tante! ma solo questa è capace di dialogare con chi (per “età“ o per paura che vengano spiati i suoi piccoli segreti su Facebook) non si” sfoga” a cuore aperto…
 “Vorrei e non vorrei
Mi batte forte il cuor“… così canta Zerlina prima di cadere nelle braccia di Don Giovanni.
Così  dice in cuor suo l’impiegata “Cuoricino“ prima di cadere nelle braccia del suo Capufficio.
L’una si esprime con le note di Mozart, l’altra scrivendo a questa “Posta del cuore“ e, poiché la poesia aiuta a spiegare gli enigmi dell’animo umano, le viene la curiosità di vedere come i grandi autori del passato hanno trattato il tema dell’adulterio… così rilegge e ci fa ricordare tante grandi “peccatrici“: Anna Karenina, Emma Bovary, Elena di Troia, l’assassina Clitennestra etc..
A questa “Posta del cuore“ scrivono anche “peccatrici“ e “peccatori“ moderni perché i problemi sono sempre gli stessi... e anche i cuori…!!
M.Cristina Mascitelli e Anna Teresa Eugeni hanno già collaborato con successo agli Spettacoli
“VILLA FOLLIA“ e “LA FILANDA: EMMA BOVARY ERA MIA MADRE“. Dopo la pubblicazione del libro “NEI SECOLI INFEDELI“ decidono ora di ”portare in scena” alcune lettere edite e… inedite raccontate dal vivo e in Video in un grande “Teleromanzo“ affidato ad una giornalista che gli “anta“ non li aspetta…





03 – 15 giugno 2014
LA SVOLTA
testo di Moran Beaumer adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni  - regia Alberto Oliva
con Mino Manni

La disoccupazione è un nemico sociale. La solitudine è un nemico sociale. L'Alzheimer è un nemico sociale. Quando combatti su tre fronti forse puoi essere un eroe, ma in genere sei destinato a perdere. Gli eroi giocano sempre a tutto o niente. E niente è la variabile che esce di più.
Nelle ultime pagine de L’uomo in rivolta, Albert Camus scrive “...Al di là del nihilismo, noi, tutti, tra le rovine, prepariamo una rinascita. Ma pochi lo sanno.”
Ecco, la rivolta come unica possibilità che l’uomo ha per dare un senso all’assurdità dell’esistenza. Spesso una rivolta solitaria. E, ancora più spesso, capita unicamente da chi la concepisce. Ma pur sempre l’unica vera occasione di riscattare la propria energia vitale e il proprio passaggio sulla terra.
Devo avere visto quadri e film dove qualcuno si prendeva una pallottola in camicia bianca. Il sangue sta meglio sul bianco. Allora vada per questa camicia bianca.
La tolgo dal cassetto. La infilo. Aderisce alla pelle senza cambiarmi. È complice di ciò che sono. Uomini e camicie si scelgono, si riconoscono, mostrano l’uno all’altra il reciproco talento e decidono di unirsi.”
Quasi una architettura da thriller, unita a un umorismo di sapore anglosassone, per un monologo ricco di sensibilità contemporanea, figlia della crisi e del fallimento delle ambizioni e dei sogni della generazione del ’68. Protagonista è Sébastien Galesy, uomo di mezza età fresco di licenziamento dall’agenzia pubblicitaria in cui ha lavorato per anni, in aria di divorzio dalla moglie e alla rincorsa dell’amore dei due piccoli figli che sembrano diventati l’unica sua speranza di futuro.
E allora l’idea: uno strambo riscatto all’onore della vita, svaligiare una banca e fuggire con il denaro.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei conciatori, 5 – 00154 ROMA
Tel. 06.45448982 – 06.45470031   -   info@teatrodeiconciatori.it
Direzione Artistica: Antonio Serrano – Gianna Paola Scaffidi

Dove siamo: (clicca qui per vedere la mappa)
Costo biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro; tessera associativa 2 euro.
Orario spettacoli: martedì, mercoledì venerdì  e sabato ore 21,00 – giovedì e domenica  ore 18,00
Riduzioni per gli studenti universitari, gli over 65, tutti coloro che si presentano in teatro come lettori di Saltinaria.it e Mercuzio

Il Teatro ha il patrocinio gratuito del Municipio VIII (ex XI)


Uff. Stampa Teatro dei Conciatori: Maya Amenduni   
 mayaamenduni@gmail.com  -    +39 3928157943