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martedì 10 maggio 2011

Stop.In the name of love: L'Orso

Free Mistake Project presenta
 
Stop. In the name of love: l’Orso
liberamente tratto da L’Orso di Anton Cechov

Regia
Francesca Viscardi Leonetti

Ne “L’orso” Popova e Smirnov si incontrano.
Si incontrano e non vogliono accorgersi di essersi incontrati.
I no hanno trasformato l'uomo in orso e il tradimento ha reso una vedovella guerriera del lutto.
Non vogliamo vedere che le cose potrebbero non andare come sempre... ma meglio...

In scena al Teatro Sala Uno dal 9 all 11 maggio 2011 "Stop. In the name of love: L'orso", liberamente tratto dall'Orso di Anton Cecov, mette davanti un uomo e una donna, lei Elena Ivanovna vedova e decisa a non avere altri incontri, tenta di chiudersi in se stessa, ma non per amore verso il defunto marito bensì perchè il ricordo di lui gli basta e avanza, la lasciava sola, la tradiva e in più gli ha lasciato debiti. Uno dei creditori, il più deciso a riscuotere Grigorii Stapanovich Smirnov, le si presenta davanti con tutta la sua arroganza dovuta, in buona parte ai molti rifiuti ricevuti in passato dalle donne, è nella stessa sua barca, non ha voglia di incontrare. Il loro che all'inizio è più opportuno definire scontro che incontro, lo diventa piano piano, le cose si ammorbidiscono, il denaro non è più così importante, due anime destinate, pur non volendo, pur con le ritrosie del caso, perfino facendo finta di ignorare il loro incontro si fondono. Le particolarità di questo spettacolo sono due: in primo luogo la rappresentazione inizia già nel foyer del teatro, dove gli spettatori possono "spiare" gli attori già entrati nei personaggi, girare attorno  a loro, cercare di capire cosa stanno facendo, creare un'empatia con loro, e dal fatto che i due soli personaggi Elena e Grigorii sono interpretati entrambe da tre attrici e da tre attori, il che dà ritmo allo spettacolo coinvolgendo maggiormente lo spettatore.

ELENA IVANOVNA

Francesca Viscardi Leonetti - Lucilla Diaz - Claudia Tortorici

GRIGORII STEPANOVIC SMIRNOV

Mattia Mor – Christian Vit – Tiziano Mariani

LUKA

Valeria Berardelli

BON BON:

Tiziana Rollo

Al pianoforte
Marco Della Gatta

Visual artist
Joseph Lefevre

Assistente alla regia
Mauro Scarpa

TEATRO SALA UNO
Porta San Giovanni, 10 ROMA – info 06.7009329

9 – 10 – 11 maggio 2011 – ore 20.30
Miriam Comito

sabato 13 novembre 2010

TEATRO SALA UNO-IL GIARDINO DEI CILIEGI

In scena al Teatro Sala Uno  dal 9 novembre al 5 dicembre 2010" Il giardino di Ciliegi" nella lettura non convenzionale di Reza Keradman, non convenzionale perchè solitamente quella che è una delle opere checoviane più famose viene rappresentata in chiave drammatica, questo grazie all'interpretazione che ne diede Stanislavskij nella prima rappresentazione. Il celebre scrittore e drammaturgo russo, invece, voleva fosse rappresentata  a mò di commedia, un po'alla maniera  di un Vaudeville, lo dimostra il fatto che nella scrittura del titolo originale in lingua russa, lo stesso Checov cambiando solo un accento ottenne come era nelle sue reali intenzioni un altro titolo "Una bella vita in apparenza" anhe se poi continuerà ad essere conosciuto con il titolo attuale. In questo capolavoro della letteratura russa Cechov ironizza sulla decadenza di un'era,  di quella in cui la monarchia russa spadroneggiava ma che senza rendersene minimamente conto stava sparendo con tutte le sue appendici,e lo fa in modo leggero ma pungente attraverso i suoi personaggi, che continuano a vivere la loro vita apparentemente allegra e spensierata, ma che in realtà, invece,è minata alle basi, le loro tradizioni, la loro cultura si reggono sul bieco sfruttamento del prossimo. Ci mostra attraverso la bella vita della contessa Ljubova Andreevna, che dopo aver sperperato tutti i suoi beni ed essere arrivata ad un passo dal fallimento, non si rende conto dalla gravità della sua situazione e non coglie nemmeno l'unica occasione di salvezza rimanendo coerente al suo archetipo di vita fino alla fine subendo quest'ultimo senza reagire. Intorno alla contessa ci sono vari personaggi, tutti imprigionati, nessuno di loro è in grado di prendere decisioni valide e impedire la vendita del giardino. A vendita effettuata come una liberazione tutti divranno cercare la propria strada e si dovranno separare da quei rapporti forzati e vetusti che li tenevano legati tra loro, è l'emblema della fine di una società e l'avvento di una nuova, che porterà si nuova linfa e liberta ma anche oppressione, purtroppo le rivoluzioni spesso muoiono nei totalitarismi.
IL GIARDINO DI CILIEGI
            di
     Anton Cechov
         Regia
Reza Keradman
Personaggi                                                           Interpreti
Ljubova Andreevna proprietaria terriera                        Alessandra Raichi
Anja sua figlia 17 anni                                                    Azzurra Antonacci
Varja sua figlia adottiva 24 anni                                     Giselle Martino
Leonid Andreevic suo fratello                                        Massimiliano Cutrera
Ermolaj Alekseevic Lopachin Mercante                         Jerry Mastrodomenico
Petr Sergeevic Trofimov  studente universitario               Daniel Terranegra
Boris Borisovich Simeonov. Piscik proprietario terrierio Tony Allotta
Charlotta Ivanovna governante                                       Francesca Tommasoni
Semen Panteleevich Epichodov contabile                        Alessandro Gruttadauria
Dunjasa cameriera                                                         Valentina Morini
Firs maggiordomo, un vecchio di 87 anni                        Reza Keradman
Jasa giovane cameriere                                                   Costantin Jopek
dal 9 novembre al 5 dicembre 2010 
TEATRO SALA UNO
Via di Porta S. Giovanni 10
Miriam Comito