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venerdì 24 febbraio 2012

IL DIARIO DI MARIA PIA

Nell'ambito della rassegna di teatro condiviso "Inediti ospiti" è in scena al Teatro Sala Uno dal 21 febbraio al 4 marzo 2012 IL DIARIO DI MARIA PIA, una storia vera, l'ultimo mese di vita di Maria Pia la madre di Fausto Paravidino. Maria Pia era un medico, e conviveva con la malattia da molti anni, fin da quando, nel 1992 con successo fu operata al seno. Agli inizi del nostro secolo la malattia andò molto avanti e Maria Pia fu ricoverata all'ospedale Civico di Ovada, lei si era resa conto di essere arrivata alla fine, e pur rimanendo attaccata alla vita cercò con l'aiuto di chi gli stava intorno il modo migliore per andare via. Ad un'iniziale annilichimento, dovuto alla mancanza di forze fisiche, come se le fosse passato sopra un rullo compressore che l'avesse appiattita fece un seguito di emersione di ricordi, i migliori, che nel mare di ovatta apparentemente piatto e senza colore si ergevano nella loro luminosità: la cattedrale di Chartrès, visitata con il marito Gianfranco e i figli Fausto e Marta, con tutti quei ricciolini sulle guglie, quelle frittelle buone mangiate a Bruxelles..i Gauffres, tutti quei musei..ma non saranno troppi? I manieristi..si artificiosi ma che davano l'idea del bello, e poi  tutte quelle triturine, quelle verdurine da aggiungre ai fagioli passati per fare un buon minestrone alla Fusetti come diceva il padre di Iris, tanto simpatico, tutto ciò appuntato in un diario dettato al figlio.
La storia è quella di molte famiglie, ciò che la caratterizza è il modo con cui viene scritta, e recitata : senza formalismi, in un contesto reale che accetta che la vita sia anche questo,con un linguaggio nuovo rispetto a opere teatrali che hanno trattato lo stesso argomento, più snello e aderente ad una realtà che va accettata così come si propone e allo stesso tempo plasmata nel migliore dei modi possibili.
Miriam Comito
IL DIARIO DI MARIA PIA
di
Fausto Paravidino
Regia
Fausto Paravidino
Con: Iris Fusetti, Fausto Paravidino, Monica Samassa
dal 21 febbraio al 4 marzo
Teatro Sala Uno
Piazza Porta S. Giovanni 10
orari spettacoli: Martedi, venerdi e sabato ore 21.00
mercoledi e giovedi ore 19.00
domenica ore 17.00

venerdì 2 dicembre 2011

SWEENEY TODD AL TEATRO SALA UNO

In scena al teatro Sala Uno dal 1 al 18 dicembre 2011 "Sweeney Todd", un musical thriller di Stephen Sondheim con libretto di Hugh Weeler. Londra anni 40' del XIX secolo, una città governata da piccoli signorotti che saliti al potere, sono responsabili del sole e del buio nelle vite di tanti poveri lavoratori.  il barbiere Benjamin Barker finalmente, dopo aver scontato una lunga condanna alla colonia penale, fa rientro nella sua città, lo fa sotto mentite spoglie ora si chiama Sweeney Todd. Benjamin /Sweeney dal suo ritorno vuole due cose, ritrovare i suoi affetti perduti, la moglie Lucy e la figlia Johanna e vendicarsi di chi ha progettato il suo allontanamento da Londra, per ususrpare il suo talamo e crescerne la prole: il giudice Turpin.  Todd stabilisce la sua bottega di barbiere accanto al forno di Mrs Lovett, famosa per vendere i tortini più  cattivi di Londra. La versione presentata al Sala Uno non fa rimpiangere il bellissimo film di Tim Burton con protagonista Johnny Depp, gli artisti in scena provengono tutti da rinomate scuole di musical e reggono benissimo le 2 ore  e trenta di spettacolo. La coreografia, corredata da costumi di alta qualità, e l'orchestra dal vivo concorrono a far entrare il pubblico nel vivo dello spettacolo, in una Londra, piena di ingiustizie sociali, dove non è difficile diventare matto, dove per far diventare buona una cosa da mangiare bisogna buttarci il sangue, dove l'accecamento per vendetta rende cechi anche di fronte agli affetti più cari, o forse sono sempre i deboli a perdre alla fine.La Londra descritta... è metafora della società di sempre.
Miriam Comito
SWEENEY TODD il diabolico barbiere di fleet street
di Stephen Sondheim, libretto d Hugh Weeler
Versione italiana di Andrea Ascari
Regia:Marco Simeoli
Personaggi                       Interpreti
Sweeney Todd                Andrea Croci
Mrs Lovett                      Federica Ugolini
Tobias                             Gianluca Spatti
Johanna                           Francesca Risoli
Giudice Turpin                 Luca Santamorena
Anthony                           Filippo Strocchi
Ufficiale Beadle Bamford  Dario Faini
Beggar woman                  Monica Salvi
Signor Adolfo Pirelli          Maurizio Di Maio

martedì 10 maggio 2011

Stop.In the name of love: L'Orso

Free Mistake Project presenta
 
Stop. In the name of love: l’Orso
liberamente tratto da L’Orso di Anton Cechov

Regia
Francesca Viscardi Leonetti

Ne “L’orso” Popova e Smirnov si incontrano.
Si incontrano e non vogliono accorgersi di essersi incontrati.
I no hanno trasformato l'uomo in orso e il tradimento ha reso una vedovella guerriera del lutto.
Non vogliamo vedere che le cose potrebbero non andare come sempre... ma meglio...

In scena al Teatro Sala Uno dal 9 all 11 maggio 2011 "Stop. In the name of love: L'orso", liberamente tratto dall'Orso di Anton Cecov, mette davanti un uomo e una donna, lei Elena Ivanovna vedova e decisa a non avere altri incontri, tenta di chiudersi in se stessa, ma non per amore verso il defunto marito bensì perchè il ricordo di lui gli basta e avanza, la lasciava sola, la tradiva e in più gli ha lasciato debiti. Uno dei creditori, il più deciso a riscuotere Grigorii Stapanovich Smirnov, le si presenta davanti con tutta la sua arroganza dovuta, in buona parte ai molti rifiuti ricevuti in passato dalle donne, è nella stessa sua barca, non ha voglia di incontrare. Il loro che all'inizio è più opportuno definire scontro che incontro, lo diventa piano piano, le cose si ammorbidiscono, il denaro non è più così importante, due anime destinate, pur non volendo, pur con le ritrosie del caso, perfino facendo finta di ignorare il loro incontro si fondono. Le particolarità di questo spettacolo sono due: in primo luogo la rappresentazione inizia già nel foyer del teatro, dove gli spettatori possono "spiare" gli attori già entrati nei personaggi, girare attorno  a loro, cercare di capire cosa stanno facendo, creare un'empatia con loro, e dal fatto che i due soli personaggi Elena e Grigorii sono interpretati entrambe da tre attrici e da tre attori, il che dà ritmo allo spettacolo coinvolgendo maggiormente lo spettatore.

ELENA IVANOVNA

Francesca Viscardi Leonetti - Lucilla Diaz - Claudia Tortorici

GRIGORII STEPANOVIC SMIRNOV

Mattia Mor – Christian Vit – Tiziano Mariani

LUKA

Valeria Berardelli

BON BON:

Tiziana Rollo

Al pianoforte
Marco Della Gatta

Visual artist
Joseph Lefevre

Assistente alla regia
Mauro Scarpa

TEATRO SALA UNO
Porta San Giovanni, 10 ROMA – info 06.7009329

9 – 10 – 11 maggio 2011 – ore 20.30
Miriam Comito

martedì 19 aprile 2011

Due atti impuri di Ennio Speranza: Ero/Leandro, e Neurosi delle 7.47

TEATRO SALA UNO
E
Sycamoretcompany
presentano

DUE ATTI IMPURI

di Ennio Speranza



Dal 18/04/2011 al 22/04/2011
ERO/LEANDRO
di Ennio Speranza

con Caterina Gramaglia
Gabriele Granito
Gabriele Sabatini

regia di Marco Maltauro
aiuto regia Federico Malafronte

(Il 18, il 20 e il 22/04/2011 alle ore 20 ; il 19 e il 21/04/2011  alle ore 21,15)

Ero/Leandro, tragedia greca attribuita a Museo Grammatico dà lo spunto a Ennio Speranza, per costruirci sopra la triste e comune vicenda di Ero (Caterina Gramaglia) una giovane ragazza moldava, a cui era stato promesso un lavoro dignitoso in Italia, e che, invece, ovviamente, viene buttata in strada e costretta a confrontarsi con ogni tipo di uomo. Leandro, (Gabriele Sabatini) come in tutte le tragedie che si rispettino si innamora della giovane prostituta e tenta di salvarla....la bravura dell'autore in questa trasposizione è quella di individuare i punti in comune tra l'epoca in cui la tragedia è stata scritta, nel quale tempo c'era un maggior uso di metafore per il raccontare e quelli del nostro tempo, in modo da veicolarli al meglio. Ero, sacerdotessa del tempio di Venere  diventa una prostituta, entrambe non hanno potuto scegliere la propria vita, Leandro vive sulla sponda opposta, Ero si serve di piccoli lumi per far capire all'amente che può andare a trovarla, il fuoco che accendono le prostitute, ma anche la luce dell'amore della speranza...il buio, la notte, la dispersione, la tempesta che uccide Leandro, è parallela all tempesta formata dagli uomini che hanno promesso alla ragazza moldava di trovargli un buon lavoro in Italia, e che travolgerà insorabilmente il loro amore. Questo spettacolo si caratterizza anche per la regia di Marco Maltauro, che è presente in scena nella persona di Gabriele Granito: un po' attore, un po' regista dentro lo spettacolo.


                       
Dal 18/04/2011 al 22/04/2011

NEUROSI DELLE 7 E 47
di Ennio Speranza

con Gabriele Sabatini
regia di Gabriele Guidi e Massimo Natale

(Il 18 , il 20 e il 22 /04/2010 alle ore 21,15 ; il 19 e il 21/04/2011 alle 20,00)
Neurosi delle 7.47 vuole essere una parodia all'amatriciana della "Nevrosi delle 4.48 " di Sarah kane, ma è riuscita benissimo un uomo (Gabriele Sabatini) bravissimo, e in continua crescita come attore, sta aspettando un autobus che non passa, e nella snervante attesa, snocciola la sua neurosi. Lui non si sente meglio degli altri, anzi si sente peggio degli altri, questo almeno all'inizio delle sue meditazioni, piano piano i suoi pensieri, seppur contorti, fluiscono verso lo spettatore, e ci si accorge  di come una vita apparentemente normale possa rivelare, al suo interno, una serie di cuniculi, da cui è difficile non solo uscire, ma addirittura intravederne l'uscita, ci si avvolge su stessi, e si ripetono sempre gli stessi pensieri, e le stesse azioni... i dottori la chiamano "coazione a ripetere", a volte non si sà se una cosa è successa veramente o la si è solo sognata, se veramente si è riusciti a liberarsi dalle strettoie o si è ancora schiacciati.
Miriam Comito


lunedì 10 gennaio 2011

EDIPO RE DI SOFOCLE

Al Teatro Sala Uno  sarà in scena l'Edipo Re di Sofocle, dal 8 al 30 gennaio 2011, con una programmazione particolare di sotto riportata.
L'Edipo Re è probabilmente la massima opera di Sofocle in cui viene espressa la continua lotta tra il mondo arcaico e magico in cui è ambientata la tragedia, e una visione più razionale del mondo già propria dell'epoca dell'autore. La triste vicenda umana di Edipo, Re amatissimo di Tebe, che in un solo giorno si ritrova a dover fare i conti con una verità atroce. Da uomo giusto, ben voluto, si ritrova a scoprire una  terribile verità. L'uomo, seppur estremamente intelligente, tanto da sconfiggere la sfinge e i suoi enigmi, può certamente fuggire dalla propria città per  cercare di sottrarsi all'infausto destino predetto dall'oracolo, ma a volte le fughe sono solo ritorni al punto di partenza. L'allestimento di questa bellissima tragedia è realizzato in modo coerente con il contenuto di essa sia negli abiti indossati dagli attori, sia nel modo di recitare con tanto di cori e balli, che ricordano la famosa Odissea televisiva di Franco Rossi. Un'immersione totale nelle atmosfere della tragedia greca.
EDIPO RE
      di
 Sofocle
Regia di Alessandro Vantini
Edipo Alessandro Vantini
Giocasta Patrizia Bettini
Corifeo/ Pastore di Laio Achille D’Aniello
Creonte Mirko Soldano
Tiresia Franco Heera Carola
Pastore di Corinto Marco Fumarola
Musiche di Tito Rinesi
Costumi Marina Sciarelli
Scene Pino Genovese
Musiche dal vivo Carlo Cossu
Aiuto Regia: Giorgia Filanti
 TEATRO SALA UNO
Dall’ 8 al 30 gennaio Edipo Re di Sofocle sarà in scena: l’8 – 11 –13 – 14 – 18 – 20 – 21 – 25 – 27 – 28 gennaio alle ore 21,00. Il 9 –16- 23 – 30 gennaio repliche alle ore 18,00. Il 12 – 15 – 19 – 22 – 26 – 29 replica alle 18,30
Via di Porta San Giovanni 10
Miriam Comito

giovedì 16 dicembre 2010

L'INFERNO IN TESTA E IL PARADISO NEL CUORE

In scena al  Teatro Sala Uno  dal 14 al 19 dicembre 2010 "L'inferno in testa il paradiso nel cuore" non è solamente uno spettacolo teatrale, ma un progetto di Roberto Fornara (neuropsichiatra e psicoterapeuta), Fabrizio Raggi, e Alessio Pierro, in cui viene ben integrata la recitazione con le arti visive (durante la messa in scena, sullo schermo retrostante scorrono immagini riguardanti le opere pittoriche di Alessio Pierro). Mentre il paziente (Fabrizio Raggi) è a colloquio con il suo medico (Roberto Fornara) intorno a loro prendono vita famosi personaggi narrati da Dante nella Divina Commedia, e il prologo di Orgia di Pier Paolo Pasolini, e proprio attraverso la loro narrazione che il paziente riconosce sue debolezze, sue paure, a cui il medico sa dare una spiegazione un valore al di là delle apparenze. L'individuo che esce da se stesso e parla dell'altro, e solo in quel momento non è più in balia delle forze dominanti ma davvero se stesso. Un viaggio che l'essere umano compie con l'ausilio dell'arte, della letteratura, della scienza attraverso se stesso. Ai nostri giorni l'uomo è prigioniero di barriere che non gli consentono di vedere il reale, ma attraverso l'analisi dei versi riesce a ritrovare il benessere necessario per ritrovare la forza di andare avanti. Quindi questo spettacolo è un inno alla cultura integrata di tutti i tempi.
L'INFERNO IN TESTA IL PARADISO NEL CUORE
Testi di : Roberto Fornara e Fabrizio Raggi
e canti tratti dalla Divina Commedia di Dante Alighieri
Scenografie e opere  pittoriche proiettate. Alessio Pierro
Regia. Fabrizio Raggi
con: Fabrizio Raggi, Roberto Fornara, Francesca Viscardi Leonetti, Selene Gandini, Mario Fedele, Marta Meneghetti, Matteo Spiazzi
dal 14 al 19 dicembre 2010
TEATRO SALA UNO
P.zza di Porta S. Giovanni 10
Miriam  Comito

sabato 13 novembre 2010

TEATRO SALA UNO-IL GIARDINO DEI CILIEGI

In scena al Teatro Sala Uno  dal 9 novembre al 5 dicembre 2010" Il giardino di Ciliegi" nella lettura non convenzionale di Reza Keradman, non convenzionale perchè solitamente quella che è una delle opere checoviane più famose viene rappresentata in chiave drammatica, questo grazie all'interpretazione che ne diede Stanislavskij nella prima rappresentazione. Il celebre scrittore e drammaturgo russo, invece, voleva fosse rappresentata  a mò di commedia, un po'alla maniera  di un Vaudeville, lo dimostra il fatto che nella scrittura del titolo originale in lingua russa, lo stesso Checov cambiando solo un accento ottenne come era nelle sue reali intenzioni un altro titolo "Una bella vita in apparenza" anhe se poi continuerà ad essere conosciuto con il titolo attuale. In questo capolavoro della letteratura russa Cechov ironizza sulla decadenza di un'era,  di quella in cui la monarchia russa spadroneggiava ma che senza rendersene minimamente conto stava sparendo con tutte le sue appendici,e lo fa in modo leggero ma pungente attraverso i suoi personaggi, che continuano a vivere la loro vita apparentemente allegra e spensierata, ma che in realtà, invece,è minata alle basi, le loro tradizioni, la loro cultura si reggono sul bieco sfruttamento del prossimo. Ci mostra attraverso la bella vita della contessa Ljubova Andreevna, che dopo aver sperperato tutti i suoi beni ed essere arrivata ad un passo dal fallimento, non si rende conto dalla gravità della sua situazione e non coglie nemmeno l'unica occasione di salvezza rimanendo coerente al suo archetipo di vita fino alla fine subendo quest'ultimo senza reagire. Intorno alla contessa ci sono vari personaggi, tutti imprigionati, nessuno di loro è in grado di prendere decisioni valide e impedire la vendita del giardino. A vendita effettuata come una liberazione tutti divranno cercare la propria strada e si dovranno separare da quei rapporti forzati e vetusti che li tenevano legati tra loro, è l'emblema della fine di una società e l'avvento di una nuova, che porterà si nuova linfa e liberta ma anche oppressione, purtroppo le rivoluzioni spesso muoiono nei totalitarismi.
IL GIARDINO DI CILIEGI
            di
     Anton Cechov
         Regia
Reza Keradman
Personaggi                                                           Interpreti
Ljubova Andreevna proprietaria terriera                        Alessandra Raichi
Anja sua figlia 17 anni                                                    Azzurra Antonacci
Varja sua figlia adottiva 24 anni                                     Giselle Martino
Leonid Andreevic suo fratello                                        Massimiliano Cutrera
Ermolaj Alekseevic Lopachin Mercante                         Jerry Mastrodomenico
Petr Sergeevic Trofimov  studente universitario               Daniel Terranegra
Boris Borisovich Simeonov. Piscik proprietario terrierio Tony Allotta
Charlotta Ivanovna governante                                       Francesca Tommasoni
Semen Panteleevich Epichodov contabile                        Alessandro Gruttadauria
Dunjasa cameriera                                                         Valentina Morini
Firs maggiordomo, un vecchio di 87 anni                        Reza Keradman
Jasa giovane cameriere                                                   Costantin Jopek
dal 9 novembre al 5 dicembre 2010 
TEATRO SALA UNO
Via di Porta S. Giovanni 10
Miriam Comito

giovedì 21 ottobre 2010

Teatro Sala Uno Il decameron- Peste e corna

In scena al Teatro Sala Uno dal 19 ottobre al 7 novembre " Il decameron- peste e corna.", liberamente tratto dal Decamerone di Giovanni Boccaccio, per la regia di Roberto Della Casa, e l'adattamento di Riccardo Barbera porta in scena il prologo sulla peste scoppiata nel 1348 a Firenze e una delle più celebri e  divertenti novelle dell'intera opera: la III novella della IX giornata. Lo spettacolo si avvale quindi di due registri, nella prima parte, quello più drammatico in cui la fa da padrona la peste, che non risparmia nessuno, baldi giovani, uomini adulti, belle donne, tutti possono essere contagiati dal mortifero morbo, come combatterla, non uscire di casa? Condurre, dunque, una vita morigerata, addirittura vegetare? oppure al contrario sollazzarsi senza tregua? Ma non sono forse forme di morte e distruzione anche quelle?  Esiste una terza via, un efficace rimedio, che ci indica il Boccaccio, chiudersi si, mettersi al riparo dal morbo, ma non in solitudine, in compagnia come fanno, Panfilo, Pampinea e altri  ragazzi e ragazze come loro tra i 18 e i 28 anni, dentro la chiesa di Santa Maria Novella e giorno per giorno uno di loro a turno racconta agli altri una novella...chi novellando va non muore mai. Ed ecco che Messer Boccaccio (Tony Allotta) dopo aver iniziato una partita a scacchi con la peste  (Maria Borgese) di bergamaniana memoria, dà il via al registo più leggero ingannando la peste con l'arte del novellare, narrandogli di come lo stupido Calandrino (Alfredo Oppio) viene truffato dalla moglie Tina (Irma Ciaramella) e dall'amante di lei Buffalmacco (Dario Eros Tacconelli), coadiuvati da altri beoni  e gli fanno credere di essere pregno,per ottenere da lui denaro. Uno spettacolo corale e movimentato in cui emergono comunque le personalità dei singoli attori.
IL DECAMERON (Peste e corna)
Liberamente tratto da Il Decamerone di Giovanni Boccaccio
Adattamento Riccardo Barbera
Regia            Roberto Della Casa
Interpreti : Tony Allotta, Maria Borgese, Irma Ciaramella, Alfredo Oppio, Eduardo Ricciardelli, Dario Eros Tacconelli.
TEATRO SALA UNO
dal 19 ottobre al 7 novembre 2010
P.zza di Porta S.Giovanni 10
Miriam Comito