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mercoledì 11 dicembre 2013

Matteo diciannove quattordici

al 10 al 15 dicembre
TEATRO COMETA OFF
Via Luca della Robbia 47, Roma
MATTEO DICIANNOVE QUATTORDICI
Lasciate che i bambini vengano a me
di Giovanni Franci
con Gabriele Granito e Gianmarco Bellumori
regia Marianna Galloni

"Matteo diciannove quattordici", è uno spettacolo intenso che non può lasciare indifferenti sotto vari punti di vista: il testo puntuale su una vicenda di amor perduto, ma non dimenticato, sempre presente nella vita di Luca (Gianmarco Bellumori), che ci introduce subito nella scena iniziale in un' atmosfera di amore muto, espresso solo con i gesti, e le espressioni del volto, e straziante, che non ci fa rimpiangere la parola, per poi deflagrare in un urlo, che dà l'avvio alla narrazione della vicenda.
La vicenda si dipana in un racconto pieno di innocenza, innocenza mista a  curiosià e stupore ben resi dalla recitazione di Gabriele Granito
Miriam Comito
,Nel giardino di casa Luca (Gianmarco Bellumori) attende che la fidanzata finisca di prepararsi per una festa fra amici: una cornice di assoluta normalità destinata ad essere travolta dalla memoria e dal sogno, per raccontarci una storia d'amore tutta diversa. E' la storia di un passato scabroso che emerge poco a poco in un mare di ricordi per troppo tempo nascosti. Confessione? Delirio? Visione? Non abbiamo bisogno di saperlo con certezza. Quel che conta è la forza profonda e incontenibile dell'innocenza, costantemente impegnata a lottare contro una terribile verità: “Ognuno di noi ama esattamente come è stato amato.”
Matteo (Gabriele Granito) nasce da una madre che di lui non sa cosa farsene, per lei quel bambino è solo un fastidio, un impedimento. Così viene affidato ad una zia che lo cresce all'insegna di un'educazione cattolica eccessiva e soffocante, per poi abbandonarlo a sua volta in un collegio. Qui Matteo incontra Padre Vincenzo, un religioso di circa quarant'anni, con cui inizia un rapporto ambiguo ed esclusivo. All'età di dodici anni, conosce Luca, un ragazzo poco più grande di lui, e da subito prova un'attrazione che non riesce a spiegarsi, che lo tormenta. I loro incontri segreti segnano la formazione sessuale di Matteo. Quando Padre Vincenzo scoprirà l'innocente relazione clandestina tra i due ragazzi, per loro inizierà un vero e proprio calvario fatto di ricatti, violenze e persecuzioni.
Ma questo testo non è un'accusa o un'inchiesta sulla pedofilia all'interno della chiesa cattolica.” - afferma deciso Giovanni Franci (Premio Siae 2012 come miglior autore emergente al 55° Festival di Spoleto) - “E' un omaggio alla purezza che resiste ad ogni tentativo esterno di corruzione. Il protagonista è il simbolo di un fanciullo che non assimilerà mai l'alfabeto di orrore che gli viene dettato, né saprà mettere in pratica la grammatica della paura che gli è stata insegnata. Non c'è un giudizio esterno, non ci sarà né un'assoluzione né una condanna, noi siamo il tribunale di noi stessi, è dentro di noi che si svolge il processo, siamo noi a essere chiamati come avvocati difensori, come accusa e come giudici.”
Per la regista Marianna Galloni, che collabora con Franci già da qualche anno, Matteo Diciannove Quattordici è una sceneggiatura priva di fronzoli e ricca di elementi poetici che non lascia spazio a falsi sentimentalismi. Una piece che spara dritta alla storia di due giovani ai quali è stato negato l’ossigeno della vita. L’unica nota morbida è la pelle dei loro corpi. Basilare e vitale è solo il ricordo che rimarrà per sempre l’uno dell’altro. Per questo ho voluto una scena molto semplice: un giardino ma un giardino come se fosse un balcone, un portico ma come se fosse una barca. Non è che un pretesto per far incontrare Luca e Matteo di nuovo e ancora di nuovo, ogni giorno e per sempre, come il vento che mai smette di soffiare.”

TEATRO COMETA OFF
INFO 06 57284637
BIGLIETTI €15,00 - €10,00
ORARIO mar/sab h. 21 dom 18.30

giovedì 17 novembre 2011

DI NOTTE NON C'E' NESSUNO

Piccolo Eliseo Patroni Griffi
lunedì  14 novembre 2011
Per i lunedì  di Artisti Riuniti,
con la direzione artistica di Piero Maccarinelli: 
Di notte che non c'è nessuno
di Luca De Bei
 (lettura scenica)
con David Sebasti, Azzurra Antonacci, Gabriele Granito

Nell’ambito dei Lunedì di Artisti Riuniti al Piccolo Eliseo, si terrà il 14 novembre alle 21,00, la lettura scenica di “Di notte che non c’è nessuno” di Luca De Bei, con David Sebasti, Azzurra Antonacci, Gabriele Granito.
In una notte d’estate lungo i binari in disuso di una ferrovia si ritrovano tre personaggi: una ragazza che vive di espedienti, un ragazzo che vende il suo corpo, un giovane avvocato che nelle fughe notturne in cerca di sesso si porta dietro il figlio di pochi mesi. In preda alle loro contraddizioni spesso tragicomiche, i personaggi sono uniti da un vuoto di valori e di ideali ma anche dal desiderio di un futuro diverso. Mentre le ore scorrono verso un’alba destinata a illuminare le loro vite mutate i tre ci riveleranno il loro bisogno dell’altro, un bisogno profondo di emozioni e sentimenti nel tentativo, disperato, di esistere.  
Luca De Bei:
Nasce a Padova da padre veneto e madre italoamericana. Cresce a Napoli. Si diploma alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova. Come autore e regista debutta nel 1990 a New York con Buio interno a Off Broadway. Tra i suoi testi: Un cielo senza nuvole, I cani davanti alla lepre (tradotto in tedesco dal Burgtheatre di Vienna e in inglese dal National Theatre di Londra), La spiaggia (con Maria Paiato), Cacciatori nella neve, Un cuore semplice (dal racconto di Flaubert e ancora con Maria Paiato), Le mattine dieci alle quattro. Nel 2001 vince il Premio Flaiano e nel 2002 il Premio Europeo per la Drammaturgia del Festival di Heidelberg. Con Le mattine dieci alle quattro vince il premio Golden Graal per la regia 2010. I suoi testi sono pubblicati in Germania dalla Drei Masken Verlag di Monaco. È anche sceneggiatore cinematografico e televisivo.
L’8 settembre 2011, Luca De Bei, ha vinto il premio LE MASCHERE 2011 come "Miglior Autore di Novità Italiana" con il testo Le Mattine dieci alle quattro, spettacolo, sempre da lui diretto che sarà in scena per il terzo anno consecutivo a Roma; dopo il successo riscosso al Sala Uno e al Teatro Della Cometa, lo spettacolo sarà in scena infatti al Teatro Roma  dal 31 gennaio al 19 febbraio 2012, e sarà poi a Milano al Teatro Elfo Puccini dal 15 al 20 di maggio 2012. 
"Di notte non c'è nessuno" è la terza opera di Luca De Bei, dopo "Le mattine dieci alle quattro e "Cellule " che ho la fortuna di vedere in teatro e di poter recensire. Mi piace il modo che ha questo autore di far esprimere attraverso le parole, e i gesti i personaggi, di rederli immediatamente familiari al pubblico, attraverso la sua scrittura intellegibile. In "Di notte non c'è nessuno" ancor prima di leggere l'intervista a De Bei qui sotto riportata nel comunicato stampa, avevo notato una maggior durezza d'animo nei personaggi rispetto a quelli di altre opere, una chiusura in se stessi iniziale, come se fossero, in effetti, le copie negative delle anime pure di "Le mattine dieci alle quattro", mi aveva colpito in particolare una frase che dice il personaggio interpretato da Azzurra Antonacci "Se volevo un bambino lo avei fatto" quindi una consapevolezza della propria mancanza di valori, applicabile a tutti e tre i personaggi, sia i popolani rimasti popolani: la giovane coppia (Gabriele Granito e Azzurra Antonacci) sia nell' avvocato (David Sebasti) popolano che ha salito qualche gradino della società, e qui sento necessariamente il bisogno di dire per ritrovarsi in un ambiente come quello del praticantato estremamente umiliante, o meglio dorato per chi lo vede da fuori, di piombo per chi lo vive internamente: quanti "parafangari", figure grige affollano non solo gli studi  legali ma sopratutto riempiono con le loro file più o meno ordinate gli uffici notifiche, quelli delle cancellerie etc. etc. 
Miriam Comito
Intervista a Luca De Bei:
Come nasce questo nuovo testo?
“Di notte che non c’è nessuno” è in realtà una ideale prosecuzione di “Le mattine dieci alle quattro” (premio Le Maschere del Teatro 2011 - Miglior spettacolo d’innovazione), o meglio è un suo completamento. È la faccia opposta della medaglia. Non è un caso che nel primo titolo ci fosse la parola “Mattina” e qui il suo opposto, la  “Notte”. Nel primo testo i tre personaggi si ergevano in qualche modo al di sopra del disagio sociale, erano anime “pure” che cercavano, e in qualche caso trovavano, il coraggio per andare avanti, per resistere, per credere nella forza dei sentimenti. Erano personaggi positivi, in cerca di valori. Infatti il tema portante, nonostante l’argomento “tematico” fosse quello delle morti sul lavoro, era una storia d’amore e anche di amicizia e solidarietà. Qui, in “Di notte che non c’è nessuno” i personaggi sono invece immersi nel disagio, ne fanno parte, addirittura ne sono i responsabili.
Chi sono i protagonisti della vicenda?
Il ragazzo e la ragazza sono dei delinquenti, anche se di piccolo calibro (ma mettono in atto il rapimento di un neonato), il terzo uomo, un avvocato, viene dalla borghesia e “scende” nell’inferno di una notte fatta di violenza e se ne rivela, sorprendentemente attratto e complice. In tutti e tre è palese un vuoto di valori, di ideali. E’ il “non esserci nessuno” del titolo. Le loro anime sono un pozzo vuoto, un gorgo che risucchia l’ambiente esterno, lo vuole possedere, fagocitare, digerire (come il serpente di cui parla il ragazzo, che si nutre solo di prede vive).
Il giovane avvocato rappresenta qui l’ipocrisia di una società che si fonda sulla menzogna, sull’apparenza. Nel corso della storia rischierà di pagar a caro prezzo la sua condotta, e il compromesso fatto per ottenere un lavoro di prestigio (anche se sarà in realtà sbeffeggiato dal suo “dominus”, il suocero). Proviene da una famiglia modesta e crede di poter realizzare un avanzamento sociale sposando la figlia di un noto avvocato. Pur di essere accettato nel mondo che agogna, accetta di diventare padre e di dare al suocero un nipote. La sua natura omosessuale lo spinge perciò a cercare sesso fuori dal nucleo familiare  con giovani ragazzi che si prostituiscono (è risaputo peraltro che la maggioranza dei clienti dei giovani prostituti sono proprio padri di famiglia). Ma questo personaggio è anche una vittima di un sistema che rende i neo-laureati in giurisprudenza schiavi degli studi di avvocatura, che il sottopongono a trattamenti umilianti per il praticantato necessario all’esame di abilitazione alla professione. È’  insomma,un personaggio che sia nel privato che nel pubblico, è sottoposto a pressioni e richieste che rischiamo di farlo “esplodere”.
C’è un filo conduttore che lega i suoi personaggi?
Nei miei testi i personaggi sono in genere ai margini della società: dimenticati, smarriti, manchevoli, orfani, impreparati. Per questo osservano dall’esterno le regole del vivere sociale, e ne possono mettere anche se spesso inconsapevolmente, alla berlina le ipocrisie, le falle, i soprusi. La famiglia non è, a mio avviso, mai stata un vero valore per la società occidentale contemporanea, ma solo un mezzo di controllo, di consumo, di demagogia politica e sociale. La famiglia dell’accezione patriarcale e contadina (ricca di valori e di insegnamenti per i giovani) ha lasciato il posto a un goffo simulacro di nucleo familiare. Eppure, nonostante all’interno delle famiglie avvengano la stragrande maggioranza di violenze fisiche e psicologiche, stupri, delitti, tutti i rappresentanti del consesso civile fanno a gara per elogiare il concetto di famiglia, approvano leggi per la sua tutela, disconoscono ogni altro tipo di unione, di legame, di nucleo familiare. Ritengo invece che l’amicizia, gli affetti, e in primo luogo la solidarietà e l’empatia siano la nostra unica possibilità per un riscatto, per un progresso reale e anche l’unica chance che abbiamo per salvare noi stessi e gli altri dalla catastrofe sociale e ambientale verso cui l’umanità intera (sette miliardi di individui, cifra appena raggiunta) si sta dirigendo con colpevole indifferenza.

Teatro Piccolo Eliseo - Via Nazionale Rome, Italy

Ore 20,45 - Biglietto unico 5 (cinque) euro


Ufficio stampa Teatro Eliseo: Benedetta Cappon 06 48872238 – uffstampa@teatroeliseo.it
Ufficio stampa Luca De Bei:  Maya Amenduni 3475828061 - mayaamenduni@gmail.com

Ufficio Stampa Artisti Riuniti :                                                                                                 Studio Martinotti     martinotti@lagenziarisorse.it                                                                              www.francescamartinotti.com

con la collaborazione di Daniela Tamburrino   (3288945264)