sabato 30 novembre 2024

A LITTLE GOSSIP NEVER KILLED NOBODY di Chiara Arrigoni con la regia di Francesca Caprioli in scena dal 6 all'8 dicembre all'Altrove Teatro Studio-Roma

 


A LITTLE GOSSIP NEVER KILLED NOBODY


Con Giulia Gallone, Ottavia Orticello, Chiara Arrigoni


Drammaturgia Chiara Arrigoni


Costumi Paola Arcuria


Regia Francesca Caprioli


DAL 6 ALL’ 8 DICEMBRE

Altrove Teatro Studio - Via Giorgio Scalia, 53 Roma



Debutta all’Altrove Teatro Studio, dal 6 all’8 dicembre, A LITTLE GOSSIP NEVER KILLED NOBODY, spettacolo scritto da Chiara Arrigoni e diretto da Francesca Caprioli, vincitore del “Premio scintille” 2023.

 Le protagoniste sono tre operaie: Klara, l’aspirante leader, Agnese, la pigra mediatrice, e Martha, quella nuova. Il lavoro in fabbrica è logorante, soprattutto per le donne, persino sciogliere i capelli durante l’orario di lavoro è un atto trasgressivo sottoposto a rigido divieto e sembra impossibile sognare qualcosa di più. Un giorno, però, succede qualcosa: Martha inizia una relazione clandestina con il loro capo e, da quel momento, le tre donne cominciano a ottenere dei piccoli miglioramenti sul lavoro, guidate dal sogno di Klara di una ribellione contro il sistema. Mentre ottengono sempre di più, le tre donne si spingono a desiderare cose sempre meno innocue, sempre più proibite. Il testo si ispira al modello della fiaba in cui il soprannaturale sembra entrare nella realtà e il desiderio è una forza ambigua, che spinge a superare un confine vietato e, poi, a pagare un prezzo troppo alto. Le tre donne, insieme, sperimentano l’euforia di progettare un riscatto – personale e collettivo – e, nel bene e nel male, scoprono di avere il potere di cambiare la realtà.


 “La regia porta a compimento l’ambivalenza del testo che si muove tra concretezza estrema del contenuto e del lessico e una sospensione dei confini del reale tipica della fiaba. Siamo davanti a una fabbrica, dove, a nostra interpretazione, viene prodotto qualcosa dall’aspetto e dall’odore sgradevole, come carne in scatola per animali, che rende le operazioni meccaniche delle tre donne ancora più sofferte e svuotate di un significato. Alludiamo alla fabbrica attraverso la presenza dei barattoli di latta: in uno spazio scenico buio e vuoto, la fabbrica è una sagoma di barattoli che si alzano verso il cielo, una cattedrale di cemento la cui ombra si allunga sulle protagoniste. La fabbrica è sempre presente nelle parole delle attrici anche se non entreremo mai davvero lì dentro: un luogo oscuro che incombe, il simbolo di un presente che è un pantano da cui non si può scappare e dell’oppressione. In questa oscillazione tra crudezza del reale e sospensione fiabesca, il soprannaturale è un elemento poetico a cui la regia allude senza mai darne una prova certa: non si sa se esista davvero, ma la realtà produce uno strano e inquietante meccanismo di coincidenze che si trasformano presto in una trappola e questo è lo spazio in cui è possibile, per il pubblico, credere nell’incredibile”_ annota Francesca Caprioli.
“Le didascalie dell’autrice e i titoli delle scene sono mondi abitati: sono lo spazio in cui i fatti che si susseguono assumono una portata universale perché diventano una storia che fin da subito ha su di sé la minaccia di un finale tragico: c’erano una volta tre donne che vivevano in un buco di merda, dice il primo titolo. Le tre donne, infatti, sono in una fossa, la speranza di uscirne è solleticata dalla catena di eventi che ruotano attorno a Martha, ma la fiaba ha un meccanismo narrativo implacabile che riguarda il nesso tra il desiderio, il limite superato e la punizione: e vissero per sempre infelici e scontente, racconta l’ultimo titolo. La linea temporale, come la fiaba, è una specie di corto circuito, un avvitamento su se stesso del fato tragico: secondo le didascalie, le scene avvengono a distanza di mesi, giorni, poi alla fine ore, minuti, tutto precipita e il tempo scivola via verso l’inevitabilità del dramma.
Il testo e la regia, quindi, accompagnano l’azione in una costruzione scarna, essenziale, fondata sulle atmosfere e sul lavoro con le attrici sui personaggi delle tre donne: tre donne stratificate, complesse, a tratti “storte”, sbagliate, zoppicanti. Decidiamo di introdurre anche nel lavoro delle attrici una sorta di sporcatura concreta: la parlata delle tre attrici indossa delle venature dialettali e regionali, sono tre donne reali, tre persone “del popolo”, ai margini della società. Due di loro provengono dal centro sud, mentre l’estraneità di Martha è sottolineata dal fatto che lei sia l’unica che viene dal nord. Le tre attrici hanno lavorato sull’immaginario concreto che costruisce la quotidianità dei loro personaggi e il percorso che le ha condotte fin lì. Vogliamo restituire, di questi tre esseri umani, soprattutto la forza della complessità e dell’ambiguità, l’essere al contempo dei singoli e parte di una collettività e di un sistema da cui non riescono a svincolarsi. Tre donne, ma soprattutto tre operaie, tre corpi che sono prima di tutto forza lavoro, sono controllati da un sistema che li opprime. Eppure restano, comunque, tre corpi che desiderano, sognano, cospirano, sperano, immaginano, superano il limite consentito.”


A LITTLE GOSSIP NEVER KILLED NOBODY 

Venerdì e Sabato ore 20

Domenica ore 17

Biglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€

Altrove Teatro Studio - Via Giorgio Scalia 53, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413, email ipensieridellaltrove@gmail.com

Ufficio Stampa

Maresa Palmacci Tel. 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com




giovedì 28 novembre 2024

TeatroBasilica: Collettivo Bestand in “Dov’è la vittoria?”, di Agnese Ferro, Giuseppe Maria Martino, Dario Postiglione


 TeatroBasilica

Dal 30 novembre al 1° dicembre 2024

COLLETTIVO BESTAND

Dov’è la vittoria?


Di Agnese Ferro, Giuseppe Maria Martino, Dario Postiglione

Regia Giuseppe Maria Martino

Aiuto regia Dario Postiglione 

Con Martina Carpino, Luigi Bignone, Antonio Elia

Disegno Luci Sebastiano Cautiero

Scene Carmine De Mizio

Costumi Federica De Mizio

Costumi Federica Terracina 

Fotografo di scena Tommaso Vitiello

Produzione Teatro di Napoli - Teatro Nazionale

Casa del Contemporaneo

Premio Neiwiller di Artec Napoli 2020

Premio L’Artigogolo 2019, pubblicazione del testo per la casa editrice ChiPiùNeArt 

Menzione Speciale per la migliore attrice (Martina Carpino) al premio Nuove Sensibilità 2.0 del Teatro Pubblico Campano 

Premio del pubblico al Festival Inventaria 2019



Sarà in scena al TeatroBasilica dal 30 novembre al 1° dicembre 2024 il COLLETTIVO BESTAND con “Dov’è la vittoria?”, di Agnese Ferro, Giuseppe Maria Martino, Dario Postiglione. La regia è di Giuseppe Maria Martino, in scena Martina Carpino, Luigi Bignone, Antonio Elia.

Una leader di estrema destra è la prima donna candidata alla Presidenza del Consiglio in Italia. Questa non è la realtà, ma il nucleo di Dov'è la Vittoria, un testo teatrale scritto nel 2018 che è diventato uno spettacolo del collettivo BEstand, prodotto dal Teatro di Napoli e da Casa del contemporaneo.


Italia: un paese della civilissima Europa che a furia di xenofobia e rigurgiti populisti sta diventando sempre più nera. Tre attori sono nel pieno di un processo creativo: la costruzione di un personaggio controverso, a tratti grottesco, imprendibile – Vittoria Benincasa, prima attivista e poi leader di un partito di estrema destra che tenta la scalata alla Presidenza del Consiglio. Vittoria (personaggio di fantasia?) ha un talento da trasformista e il carisma di una cattiva Marvel. Si muove con destrezza nel vuoto ideologico dell’Italia degli ultimi vent’anni, elude le contraddizioni della sua identità politica e di genere, mira al cuore del suo elettorato. I tre attori entrano ed escono freneticamente dai loro personaggi alla ricerca del vero volto di Vittoria, mentre un disagio crescente inceppa il meccanismo della satira e la finzione comincia a fagocitare la realtà. 


REALTÀ O FINZIONE?

I nostri attori intendono usare il personaggio come un bisturi, per “tirare fuori ciò che di lei è in noi”. Ma il fascino di Vittoria agisce come un contagio che mette in crisi le coordinate morali e ideologiche dei suoi creatori, e con loro degli spettatori che seguono il processo in presa diretta. Quella che sembra una cattiva da fumetto, un villain da operetta, diventa una presenza pericolosamente reale. Il pubblico è invitato a ridere e a empatizzare, a godersi i giri di giostra deliranti di tre stuntman nel mondo grottesco di Vittoria, finché il gioco non si fa serio e un fucile non viene puntato contro noi tutti.


Quando abbiamo cominciato, non immaginavamo che ci saremmo trovati a specchiarci nella realtà politica di questi giorni. Forse il teatro non incide concretamente sul presente, ma almeno può introdurre un corpo vivo in quella nebbia dove reale e immaginario si confondono, e da cui prende forma il futuro.


OGNI RIFERIMENTO A PERSONE ESISTENTI, FATTI REALMENTE AVVENUTI, PERSONALITÀ PUBBLICHE, CONTINGENZE STORICHE È UNA TRAGICA COINCIDENZA CHE NON RIUSCIAMO A SPIEGARCI.




INFORMAZIONI

Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti, il regista Alessandro Di Murro. Organizzazione del collettivo Gruppo della Creta e un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Tutte le info sul TeatroBasilica a questo link:

https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo


Orari:

Dal martedì al sabato ore 21:00 - domenica 16:30

Prezzi: Biglietto intero € 18,00

Biglietto ridotto € 12,00 (studenti, under 26, operatori)

Biglietto online € 15,00

Carnet 4 spettacoli € 40,00


Dove siamo:

Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma

www.teatrobasilica.com

email: info@teatrobasilica.com

telefono: +39 392 9768519


Link utili

Sito https://teatrobasilica.com/

Facebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica

Instagram https://www.instagram.com/teatrobasilica/


Ufficio stampa TeatroBasilica e Gruppo della Creta

Maya Amenduni 

+39 392 8157943
mayaamenduni@gmail.com

Arriva a Roma LA CORAZZA EMOTIVA-PRIMO MOVIMENTO- AMORE COINTESTATO, uno spettacolo redpillato di Enoch Marrella, il 5 dicembre al Teatro Biblioteca Quarticciolo


 AMORE COINTESTATO

LA CORAZZA EMOTIVA – PRIMO MOVIMENTO

uno spettacolo redpillato 

di Enoch Marrella


con Enoch Marrella e Giulia Salvarani

visual                 Andrea Romoli

artwork   Aleksandar Stamenov

sound design Gabriele Silvestri

luci Gianni Staropoli 

costumi Marta Montevecchi

coordinamento Maria Federica Bianchi

organizzazione        Cinzia Sanna

amministrazione      Luigi Schiavon


progettazione Elisabetta Mancini 

con la cura di Mariateresa Surianello

progetto grafico Marco Quintavalle

teaser video            Daniele Parisi, Dario Tacconelli


prodotto da Tuttoteatro.com

con il contributo della Regione Lazio - Spettacolo dal Vivo

e il sostegno di Armunia


Si ringraziano:

Ex Rugiada, Cso Spartaco-Spazio Emi, Teatro Basilica, Nuovo IMAIE

E Matteo Ziglio, Bruno Valente e Maurizio Blanco per  il brano musicale “Le Notti Bianche”

GIOVEDI’ 5 DICEMBRE ORE 21

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO - ROMA

spettacolo sovratitolato per le persone sorde e ipoudenti

Approda a Roma al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 5 dicembre,  nell’ambito dei Premi Tuttoteatro.com, Amore cointestato - La corazza emotiva - Primo movimento, uno spettacolo redpillato e multimediale di Enoch Marrella, prodotto da Tuttoteatro.com.


In scena Enoch Marrella e Giulia Salvarani per una insolubile storia d’amore tra un intellettuale di origini benestanti che vive in prima periferia - e nella vita non guadagna nulla - e una ragazza di estrema periferia che dalla vita ha tutto da guadagnare.

Accanto ai due protagonisti in carne e ossa, i puppets virtuali generati dal visual designer Andrea Romoli con programmi AI, che entrano nel dialogo creando un secondo livello visivo e drammaturgico in linea con l’atmosfera distopico–futuristica voluta dall’autore. A disegnare la scena sono le luci di Gianni Staropoli e le opere scultoree dell’artista Aleksandar Stamenov, inerenti al suo concept antemetica/metafisica dell’informazione e appositamente commissionate per questa nuova produzione.

Ambientato in un ipotetico futuro prossimo, la storia rivela le deformazioni di una metropoli enorme, severamente divisa tra centro e periferia, dove chi ha la fortuna di vivere in prima periferia sarà sempre e comunque più fortunato di chi vive in estrema periferia.

Si parla di amore romantico, delusione delle aspettative, violenza verbale, violenza domestica, scontri fra classi, shock culturali e atti psicomagici, in quest’opera che segue la struttura dell’in-yer-face theatre, in cui l’autore pone il pubblico come interlocutore diretto dei crudi argomenti trattati nel testo.

«Un fiume di parole fuoriesce dalla bocca di un eterno Allievo, interrogato dalla vita, monologante ma non solitario. A condurlo nel precipizio del suo ineluttabile destino ci sono le spinte verbali e i continui rimandi di altre voci che lo invitano ad allontanarsi dalla scena principale, ad andarsene e a lasciare il posto. L’Allievo si disfa di sé in quanto soggetto inadatto, inutile, ingombrante e anacronistico» - dichiara Enoch Marrella. «Che ricaduta può avere un’esistenza priva di guadagno economico sulla vita emotiva e spirituale di una persona? A partire da questa domanda si sviluppa questo nuovo progetto registicamente improntato sulla connessione tra testo drammaturgico, arte plastica, musica elettronica e videoproiezioni» - sottolinea Marrella. E poi spiega che «la teoria RedPill prende il nome dal film Matrix, nel quale la pillola rossa apre la mente di Neo, mostrandogli la verità sulla sua realtà. Alla base di tutto ci sarebbe la cosiddetta Teoria LMS, secondo cui le relazioni tra uomo e donna nascerebbero non per un innamoramento libero e spontaneo, ma per un freddo calcolo derivato dall’interpolazione di tre fattori: look, money e status. Se oggi si parla di eco-ansia, per questo spettacolo si potrebbe parlare di emo-ansia: l’ansia di esprimere le proprie emozioni. La difficoltà di mettere a nudo la propria emotività qui viene raccontata con un linguaggio dallo stile pop e quotidiano, ma che rispetta una precisa partitura ritmico-musicale che - conclude Marrella - affonda nella scrittura per la scena». 

Amore cointestato - La corazza emotiva - Primo movimento  proseguirà la  tournée ad Aprilia - Spazio 47 il 13 dicembre, a Velletri - Magazzini Teatrali il 14 e il 15 dicembre, a Toffia - 33OC il  21 dicembre. 


Lo spettacolo, prodotto da Tuttoteatro.com con il contributo della Regione Lazio - Spettacolo dal Vivo, si inserisce nel progetto Premi Tuttoteatro.com 2024, promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, è vincitore dell'Avviso Pubblico biennale “Culture in Movimento 2023 - 2024” curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.

Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.

Media partner: fattiditeatro.


Teatro Biblioteca Quarticciolo_ Via Ostuni, 8 - Roma

Biglietti: Intero 15 euro; Ridotto 8 euro (under 26, over 65 o gruppi)

Lo spettacolo sarà sovratitolato per le persone sorde e ipoudenti.

Come arrivare:

- Tram: 14 Bus: 450 e 45;1; Metro B (Ponte Mammolo) + bus 508

- Piste ciclabili Via Prenestina e Viale Palmiro Togliatti


Prenotazioni: biglietteria@teatrobibliotecaquarticciolo.it 


Ufficio Stampa

Maresa Palmacci tel. 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com

mercoledì 27 novembre 2024

Carlo Buccirosso dal 3 al 22 dicembre - Sala Umberto


CARLO BUCCIROSSO

L’ERBA DEL VICINO È SEMPRE PIÙ VERDE!

scritto e diretto da CARLO BUCCIROSSO


con (in ordine di apparizione)

FABRIZIO MIANO • DONATELLA DE FELICE

PEPPE MIALE • ELVIRA ZINGONE • MARIA BOLIGNANO • FIORELLA ZULLO


scene Gilda Cerullo e Renato Lori • costumi Zaira De Vincentiis

disegno luci Luigi Della Monica • musiche Cosimo Lombardi


aiuto regia Fabrizio Miano



3 – 22 dicembre 2024

SALA UMBERTO


Un irreprensibile funzionario di banca, da tempo in crisi matrimoniale, vive un momento di profonda insoddisfazione. In continua spasmodica ricerca di libertà e di nuove esperienze di vita, si ritroverà presto soggiogato dalla sindrome dell’erba del vicino. E se quel senso di attrazione verso colui che è diverso da te e che riesce in tutto più di te si trasformasse in un’irrefrenabile follia omicida? Uno spettacolo travolgente, carico di mistero e ironia, che ci terrà con il fiato sospeso!


Mario Martusciello, funzionario benestante di banca, da tempo in aperta burrascosa crisi matrimoniale con sua moglie, si è rifugiato da alcuni mesi in un moderno monolocale, vivendo un momento di profonda depressione, insoddisfatto del proprio tenore di vita, delle proprie ambizioni, delle proprie scelte, delle proprie amicizie, e non di meno di sua sorella, rea di preoccuparsi eccessivamente del suo inaspettato isolamento.


In continua spasmodica ricerca di libertà, di cambiamenti, di nuove esperienze di vita e di un’apertura mentale che gli è sempre stata ostacolata dai sensi di inferiorità e dalla mancanza di spregiudicatezza, Mario guarda il mondo e le persone che lo circondano alla stessa stregua di un fanciullo smanioso di cimentarsi con le attrazioni più insidiose di un immenso parco giochi, cui non ha mai avuto l’opportunità di poter accedere… Ed è così che pervaso dall’adrenalina della novità, dall’eccitazione del rischio, nonché dalla paura dell’ignoto, si ritroverà presto soggiogato dalla sindrome dell’”Erba del vicino”, ovverosia dalla sopravvalutazione di tutto quanto non gli appartenga, di ogni essere umano diverso da sé stesso, di qualsiasi tipo di emozione possa procurargli una donna che non sia uguale a sua moglie, come “una giovane avvenente influencer” conosciuta solo per caso… il tutto accompagnato da un senso di autocommiserazione, ed da un’ammirazione spropositata verso chi nella vita ha saputo guadagnarsi, con grande fortuna, soldi e successo a sbafo, a discapito suo che mai ha avuto il fegato di osare, né di cambiare modo di essere pur di raggiungere qualcosa d’importante… È allora che quel senso di attrazione verso chi è diverso da te, che riesce in tutto più di te, e che sa essere quello che giocoforza non sei mai stato tu, potrebbe anche trasformarsi in un’irrefrenabile follia omicida, e a quel punto... sotto a chi tocca!


In un simile spiazzante panorama, chiunque avesse la malaugurata idea di suonare alla porta di casa Martusciello per qualsivoglia motivo, come per la consegna della ordinazione del giapponese o di un pacco postale o, peggio ancora, per uno sventurato errore domiciliare, si troverebbe invischiato in una situazione non facilmente gestibile, con l’arduo compito poi di tentare di uscire dall’appartamento in tempi brevi, e possibilmente nelle migliori condizioni di salute!... In definitiva, “l’erba del vicino” sarà pure più verde di quella dell’altro, ma ciò che conta è che non si macchi di rosso “sangue”… 


E se invece fosse proprio il vicino di casa in carne ed ossa, a sfidare la sorte suonando alla porta dell’appartamento di Mario, magari solo per chiedere la cortesia di qualche foglia di prezzemolo, cambierebbe qualcosa al finale della nostra vicenda?... 


Carlo Buccirosso





SALA UMBERTO

Via della Mercede, 50, 00187 Roma - prenotazioni@salaumberto.com 

martedi - giovedi h 20.30

venerdi h 21.00

sabato h 17.00 e h 21.00

domenica h 17.00

prezzo biglietto da 34 € a 22 € disponibili su www.salaumberto.com - www.ticketone.it

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UFFICIO STAMPA 

Silvia Signorelli – silvia.signorelli@comunicazioneeservizi.com    T. 338 / 99 18 303
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