domenica 8 gennaio 2017

E'UN PROCESSO IRREVERSIBILE dal 10 al 22 gennaio al Teatro Argot Studio

Teatro Argot Studio
dal 10 al 22 dicembre 2017
(dal martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30)
ARGOT PRODUZIONI e TIEPOLO
E’ UN PROCESSO IRREVERSIBILE
di Arcangelo Iannace
regia Francesco Zecca
regista assistente Francesco Spaziani
con Pier Giorgio Bellocchio e Arcangelo Iannace
scena Roberto Rabaglino
costumi Maria Grazia Materia
si ringrazia Lucrezia Lante della Rovere e Pasquale Mari

Debutta i10 gennaio 2017 all’Argot Studio di Via Natale del Grande, a Roma, un nuovo progetto firmato Argot Produzioni in collaborazione con Tiepolo Il testo scritto da Arcangelo Iannace è curato nella regia da Francesco Zecca. In scena Pier Giorgio Bellocchio e Arcangelo Iannace.
Sinossi:
Due uomini (forse uno) si trovano dinanzi alla catastrofe universale: il mondo sta per esplodere e solo a loro è concesso di salvarsi, grazie ad una misteriosa invenzione. E' questa la condizione che dà inizio ad una cruda e disarticolata rappresentazione, un dialogo che trae dalla paradossale situazione il pretesto per rivelare l’oscena ridicolaggine di due esseri (o forse uno solo) colti nel loro caotico divenire che non conosce nemmeno più il privilegio dell’angoscia e che non ammette alternative di esito. Una resa dei conti che non offre nemmeno il conforto della disperazione; non sono uomini vinti quelli che si raccontano ma persi senza sconfitta. Siamo di fronte a un processo irreversibile che si svolge come un incubo di amara leggerezza.

Dalle note dell’autore:
Penso che l’uomo sia un eroe, suo malgrado. Costretto ad un grande viaggio che ha come obiettivo, la ricerca stessa di un obiettivo, un motivo anche semplice per accettare che tutto debba finire prima o poi.  Con questa verità nel cuore, incontra se stesso di continuo e si scontra con la difficoltà di trovare degli espedienti, dei trucchi, delle nuove strategie per nascondere a se stesso che sta per morire e basta, dal giorno stesso in cui è nato. Questo affaccendarsi continuo genera dinamiche paradossali, surreali e spesso goffamente comiche che fanno veramente molto ridere. Così per comune senso dell’umorismo ci siamo incontrati con Pier Giorgio Bellocchio, Francesco Zecca e Francesco Spaziani. Una poetica condivisa ci ha fatto rischiare un nuovo spettacolo insieme.
(Arcangelo Iannace)

Ufficio Stampa Argot Studio
Giulia Taglienti | +39.339.8142317

Teatro Argot Studio
Via Natale del Grande, 27
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)
Tel 06.5898111 – Email: info@teatroargotstudio.com

Debutta in prima nazionale il 14 e 15 gennaio 2017 | Teatro Stabile Torino | EDITH di e con Elena Serra e Chiara Cardea | adattamento dal documentario Grey Gardens (1975)

COMUNICATO STAMPA                                                                                                            c o m p a g n i a
Torino, 13 dicembre 2016                                                                                                            Serra / Cardea

EDITH
Al Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, il 14 e 15 gennaio 2017, debutta - in prima nazionale -  “Edith”, lo spettacolo ispirato alla vera storia delle eccentriche Edith parenti di Jackie Kennedy

Debutta in prima nazionale sabato 14 gennaio 2017 al Teatro Gobetti, per la stagione 2016/2017 del Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, nell’ambito della terza edizione della rassegna Il cielo su Torino, organizzata in collaborazione con STT – Sistema Teatro Torino, lo spettacolo teatrale Edith scritto e interpretato daChiara Cardea e Elena Serra, con la collaborazione di Davide Barbato, per la regia di Elena Serra.

Lo spettacolo prende ispirazione da Grey Gardens, un documentario girato nel 1975 da Albert e David Maysles. Il film, capolavoro del direct cinema nordamericano, offre un indimenticabile ritratto di Edith Ewing Bouvier Beale e sua figlia Edith Bouvier Beale, rispettivamente zia e cugina di primo grado di Jacqueline Kennedy Onassis. Le due Edith, protagoniste fino agli anni Cinquanta della vita mondana newyorkese, divennero in seguito simbolo di scandalo e decadenza, e furono per anni il segreto ben custodito della famiglia Bouvier. Volontariamente isolate nella loro villa di Grey Gardens a East Hampton - luogo simbolo dell'upper class statunitense, teatro di ricevimenti esclusivi e raffinate villeggiature sull'oceano - le due donne si abbandonano, anno dopo anno, ad uno stato di totale degrado, in una casa circondata dai rovi, sommersa dalla spazzatura e invasa da gatti, zecche e procioni. Il documentario indaga con spietatezza ed empatia la vita quotidiana delle due donne, tra recriminazioni e affetto, amore e odio.

L'adattamento teatrale di Elena Serra e Chiara Cardea parte proprio dal rapporto tra le due donne, fatto di complicità e contrasti. Le due autrici hanno compiuto un paziente lavoro sul documentario, traducendo i dialoghi originali e ricostruendo la fitta genealogia di personaggi che le due donne ricordano continuamente come fantasmi di storie ormai passate, ma sempre vive e presenti. Il dialogo ininterrotto di Big Edie (Elena Serra) e Little Edie (Chiara Cardea) è intrecciato alle memorie delle due attrici, che nella vicenda delle protagoniste hanno letto in trasparenza anche il proprio percorso biografico e artistico. Il risultato è un testo coinvolgente, continuamente in bilico tra commedia e dramma, che Elena Serra ha messo in scena collocando l'esibizione delle interpreti in un'installazione teatrale in cui giocano diversi elementi: la scena diJacopo Valsania, una macchina che riassume i tratti essenziali della decadente villa di Grey Gardens, è la vera e propria co-protagonista della vicenda; i costumi e iltrucco, curati da Anna Filosa, vestono le attrici in un continuo e paradossale défilé, tra le reminiscenze di un lusso ormai sbiadito e il glamour eccentrico e geniale degli abiti fai-da-te di Little Edie; infine, il progetto sonoro di Alessio Foglia, un flusso incessante di musiche e suoni, trasporta lo spettatore in una dimensione al contempo onirica e realistica, tra le memorie idealizzate del passato e la pesante concretezza del presente, proponendo in modo inaspettato deviazioni e citazioni che danno corpo musicale alla dimensione metatetrale delle due attrici.
Dalle note di regia di Elena Serra«Il nostro lavoro prende l'avvio dal desiderio di indagare le possibilità drammaturgiche della coppia femminile nel contesto culturale postmoderno, ragionando non solamente in termini di drammaturgia teatrale, ma cercando materiali spuri che spaziassero dalla cronaca al cinema, dall'arte figurativa alla pubblicità. La storia di queste due donne, Big Edie e Little Edie, ci ha colpito fin da subito. Esse incarnano a pieno l'icona della diva in decadenza de Il viale del tramonto, la coppia disfunzionale e sociopatica delle sorelle Papin, la ribellione alla borghesia e il rapporto incestuoso delle Serve di Genet, l'inesorabile e ironica disperazione dellaWinnie di Beckett. Le due donne sono costantemente in bilico sull'orlo della sopravvivenza materiale e della follia, vivono l'ossimoro della reclusione che le rende paradossalmente e assolutamente libere; dispongono ed espongono i loro corpi, felici di un narcisismo e di una vanità totalmente scevre di ogni influenza sessuale.»

GLI APPUNTAMENTI COLLATERALIDa novembre 2016, e fino al debutto dello spettacolo, una serie di eventi culturali e artistici sta accompagnando il pubblico torinese nelle atmosfere di Grey Gardens e nel mondo delle due Edith. Dopo il successo degli eventi al Piccolo Cinema e al Circolo dei lettori, gli appuntamenti riprendonomercoledì 11 gennaio 2017 alle 21, a Casa Arcobaleno in via Lanino 3/a, con la proiezione del film Grey Gardens - Dive per sempre (2009) di Michael Sucsy, con Jessica Lange e Drew Barrymore. La proiezione, organizzata in collaborazione con Arcigay Torino comitato “Ottavio Mai”, sarà seguita da un incontro con Elena Serra e Chiara Cardea, coordinato da Giorgio Ghibaudo. Fino al 15 gennaio, alla Lumeria di via Reggio 6/C, sarà in carta il cocktail Edith, una ricetta speciale ispirata allo spettacolo. Gustare questo cocktail sarà un modo per sostenere la produzione dello spettacolo teatrale, attraverso un inebriante crowdfunding. La Lumeria ospiterà anche ilclosing party ufficiale di Edith, domenica 15 gennaio alle 21.

CREDITI  EDITH
di e con Chiara Cardea e Elena Serra
voci off Michele Di Mauro, Vittorio Camarota e Matteo Baiardi
regia Elena Serra
progetto sonoro Alessio Foglia
scena e luci Jacopo Valsania
costumi e trucco Anna Filosa
assistente alla regia Davide Barbato
direzione tecnica Loris Spanu
artwork Donato Sansone aka Donny Sansuca | foto Luigi Ceccon
produzione Serra/Cardea | produzione esecutiva Teatro della Caduta
coordinamento e organizzazione Davide Barbato | ufficio stampa Giulia Taglienti
con il sostegno di Renaise - abiti d’Altra moda | Tiramisù alle Fragole | Lumeria
progetto realizzato in collaborazione con Terre Spezzate | Arca Studios | il Circolo dei lettori | Il Piccolo Cinema

ringraziamenti Simone Schinocca e Spazio bellARTE | Giorgio Ghibaudo e Arcigay Torino | La McMusa
Sistema Teatro Torino | Fondazione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

INFORMAZIONI
SEDE E ORARI DI SPETTACOLO
Teatro Gobetti | via Rossini 8, Torino
- 14 gennaio 2017 ore 19.30 (debutto)
- 15 gennaio 2017 ore 15.30 (replica)
BIGLIETTERIA
Teatro Gobetti | via Rossini 8, Torino
tel +39 011 5169555 / numero verde 800 235 333
dal martedì al sabato dalle 13.00 alle 19.00 
www.teatrostabiletorino.it/punti-vendita-biglietteria/


LETTERE DI OPPIO Recensione

TEATRO DEI CONCIATORI
C.U.T. – Contemporary Urban Theatre - 100% TAGLIO CONTEMPORANEO


06 | 15 gennaio 2017

LETTERE DI OPPIO
Regia: Federico Tolardo
Autore: Antonio Pisu
Interpreti: Tiziana Foschi e Antonio Pisu
Scene: Tiziana Massaro
Costumi: Gisa Rinaldi
Luci: Stefano Lattavo

LETTERE DI OPPIO di Antonio Pisu, in scena al Teatro dei conciatori dal 6 al 15 gennaio 2017, è uno spettacolo interessante che contiene in se più filoni narrativi ambientato nell'Inghilterra vittoriana, ovvero, il periodo in cui l'inghilterra se da una parte vive un periodo di floridità economica ed espansione commerciale e coloniale d'altro canto si trova a fronteggiare l'emergere di importanti problemi sociali, tra cui il grande divario tra classi ricche e povere, e l'impiego di minori in fabbriche e miniere e come spazzacamini, con conseguente  sviluppo dell'analfabetismo. Il testo di Pisu si colloca esattamente nel 1860 anno in cui finisce la cosiddetta seconda guerra dell'oppio, conflitto scatenato dall'importazione inglese dell'oppio in Cina e conseguente inasprimento dei divieti di consumo all'interno dell'allora impero Cinese. Al centro del testo ci sono due figure Dorothy Wellington (Tiziana Foschi) e il suo maggiordomo Thomas (Antonio Pisu) i due, insieme alla vecchia cuoca, vivono sotto lo stesso tetto. Il marito di lei George Wellington è lontano ormai da ben quattro anni, si trova in Cina, a  combattere per l'espansione commerciale del proprio paese. Lei è attanagliata da un senso di solitudine, assolutamente reale, in continua attesa delle lettere del marito, che però non legge per suo conto ma ne dà incarico a Thomas, e nella risposta ha bisogno per scrivere qualcosa di sentito, di ispirato, dell'aiuto della "manina". Thomas, seppur di umili origini, è nato da una famiglia di contadini sa leggere, anche se, in modo tutt'altro che spedito. Tra i due si instaura una sorta di lotta, di guerra, uno cerca di scoprire l'altra e viceversa. Se da una parte è specchio dei tempi dell'epoca, infatti, come mai Thomas figli di contadini sa leggere? Quanta parte ha l'immaginazione, il sogno, nella vita umana,in contrapposizione alla realtà, dimensione in cui è più difficile un confronto aperto, l'essere umano è bloccato. Nello spettacolo si frappongono momenti di veglia a momenti di sogno, dove grazie anche all'uso di oppio da parte dei personaggi, emerge una rilassatezza, e ilarità completamente repressi durante la veglia. interessante il gioco delle porte di cui, per esigenze sceniche vediamo solo lo scheletro, e da cui gli attori entrano ed escono accompagnati dai suoni onomatopeici clik-clok, che segnano passaggi di stati d'animo. Il testo è molto originale, ben scritto e ben sostenuto sul palco dai due attori, entrambe in grado di interpretare due personaggi non piani ma tridimensionali.
Miriam Comito

Al Teatro dei Conciatori, Tiziana Foschi aprirà il 2017 con lo  spettacolo in scena dal 6 al 15 gennaio: LETTERE DI OPPIO di Antonio Pisu, regia di Federico Tolardointerpreti: Tiziana Foschi e Antonio Pisu.
SINOSSI LETTERE DI OPPIO
1860: il Regno Unito, a causa delle dispute commerciali per l'oppio, è in guerra con la Cina da diciotto anni. A Londra, Dorothy Wellington, una nobildonna devota ai suoi abiti eleganti, attende con ansia, ormai da diversi anni, il ritorno dal fronte del marito George. A farle compagnia, nelle sue lunghe giornate di attesa e false speranze, c’è Thomas, un giovane, cinico ma fidato maggiordomo, il cui compito è quello di rassicurare costantemente Dorothy, leggendo e interpretando, in maniera piuttosto eccentrica e su richiesta della donna, la corrispondenza del marito in guerra. Quello che la signora Wellington ignora è che il marito è deceduto, ma Thomas, per paura di perdere il lavoro, le legge delle finte lettere scritte da lui stesso. Il giovane però, sentendo il peso della menzogna, non sa come rivelare la verità alla donna di cui si è intanto innamorato. Dorothy, dal canto suo, non è così candida e ingenua come sembra e a questo punto i ruoli s’invertono…
In un gioco continuo tra sogno e realtà i pensieri dei due protagonisti si scontrano, si intrecciano, si sfidano, instaurando un rapporto intimo, divertente, ironico, ma soprattutto profondo. Lettere di Oppio ci accompagna in un’epoca affascinante, parlandoci di dinamiche tra esseri umani eterne nel tempo. Una storia quindi sempre attuale, narrata con taglio moderno, che fa divertire, riflettere e appassionare.
Promo dello spettacolo: http://youtu.be/I1q6krYMcrA

RASSEGNA STAMPA LETTERE DI OPPIO

“Attrice estremamente versatile, Tiziana Foschi qui nelle vesti della protagonista, la signora Wellington, spazia dal comico al drammatico, dando corpo a una donna particolarmente intensa.” IL TEMPO

“Un carteggio e il rapporto tra un uomo e una donna con le stesse problematiche profonde della contemporaneità. Affascinante commedia sulle dinamiche tra esseri umani.” IL CORRIERE DELLA SERA

“Tiziana Foschi e Antonio Pisu perfetti in questa commedia che strappa spesso un sorriso e un lungo applauso finale; nulla è lasciato al caso a partire dalla scenografia. L’intensità di scambi tra i protagonisti e le vicende che legano le loro vita rendono l’opera di Pisu decisamente da vedere.” SENZA BARCODE

“Leggero ma non superficiale, semplice ma mai banale, felicemente costruito
dal primo all’ultimo minuto, questo spettacolo è una “chicca” raffinata che testimonia la possibilità di fare teatro in modo intelligente e genuino. Un testo delizioso per raccontare la solitudine e la paura di uscirne in modo originale. Ben scritto e ottimamente sostenuto dall’interpretazione di due attori capaci di dare molto senza mai andare sopra le righe. Perfettamente in grado di modulare i dentro-e-fuori della storia con tempi comici perfetti.”  TEATROTEATRO.IT


TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei conciatori, 5 – 00154 ROMA
Tel. 06.45448982 – 06.45470031 - info@teatrodeiconciatori.it - http://www.teatrodeiconciatori.it/
TIPOLOGIA BIGLIETTI: € 18,00  + tessera obbligatoria di 2 €
ORARIO SPETTACOLI: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00
RIDUZIONI PER I LETTORI DI PERSINSALA, SALTINARIA, GUFETTO, MEDIA&SIPARIO
              

martedì 3 gennaio 2017

Una ridicola cosa a tre. Social Comedy Club 8 gennaio ore 21



UNA RIDICOLA COSA A TRE
Social Comedy Club - Special

con Daniele Fabbri, Daniele Parisi,
Cecilia d’Amico

TEATRO TRASTEVERE – ROMA
8  gennaio  2016 ore 21.00





Continuano gli appuntamenti con il  SOCIAL COMEDY CLUB al Teatro Trastevere. Dopo la conferma di successi consolidati come  “AltroNatale” e “SanValentinoCrepa”, Daniele Fabbri, ideatore di questo format della comicità,  propone in questa stagione un il SOCIAL COMEDY SPECIAL, una selezione di tre specialità comiche dal ricco cast del gruppo.
Per iniziare brillantemente il 2017, l'8 Gennaio alle ore 21.00, il Teatro Trastevere ospiterà Daniele Parisi, Cecilia d'Amico e Daniele Fabbri, che saliranno sul palco per 30 minuti ciascuno con i loro cavalli di battaglia dando vita ad Una ridicola cosa a tre

Cecilia D'Amico, attrice comica e caratterista di razza, vincitrice del premio storico Bravograzie per la comicità, propone un estratto del suo ultimo spettacolo Underwood. Alice è una trentenne che si ritrova da un giorno all’altro senza la sua psicologa, colpita da malattia improvvisa. Costretta a costruirsi da sola la propria stabilità, per farlo deve passare attraverso il cosiddetto “sottobosco della vita” incontrando i personaggi più strambi: da dietologhe in folli centri dimagranti, a un cuoco esasperato dalle diete vegane, italiani felicemente trapiantati all’estero, skipper senza patente nautica, dipendenti degli aeroporti, “burini ripuliti” e un’umanità sempre sull’orlo di una crisi di nervi, che vede nelle ferie l’unica via di fuga possibile.

DANIELE FABBRI, attore, autore satirico per teatro, televisione, fumetti, scrittore comico d'eccellenza e pioniere italiano della StandUp Comedy, porta in scena la sua satira più esplosiva e irriverente con un estratto del suo ultimo monologo “Il Timido Anticristo”, che affronta la religione finalmente con un punto di vista nuovo. Fabbri non parla di Chiesa né di bigotti, ma racconta di essere cresciuto in una famiglia credente, di aver lasciato il credo ma di essersi reso conto che la moralità acquisita da piccolo continua a “influenzare” la sua vita, obbligando la coscienza a lottare per imparare nuovamente a distinguere, in maniera adulta, il bene dal male.

DANIELE PARISI, attore comico straordinario vincitore del Premio NuovoImaie Talent Award come Miglior Attore Italiano Esordiente al Festival del Cinema di Venezia 2016, propone un estratto ludico dei suoi nuovi lavori. dal titolo “Tra i 20 e 30 minuti circa la fine di tutto”: La fine è alle porte. Qualcuno si rivolge al suo Dio. Invano. L'umanità si attacca alle facezie e danza claudicante su versi sciolti che parlano di dei pagani senza storia e senza tempo. Qualcosa finisce di sicuro. Qualcuno tenta di spiegarlo. Qualcun altro no. È la fine di un’Era. Vivaddio. O forse no.

Stand up Comedy, StreetArt, Clownerie, Puppet, Monologhi, Poesia, Letteratura e molto ancora! Sono queste arti performative che danno vita al Social Comedy Club, il format comico che è partito lo scorso 16 ottobre e che, per una domenica al mese, arricchirà il cartellone del Teatro Trastevere di Roma. 

UNA RIDICOLA COSA A TRE
Social Comedy Special
Teatro Trastevere
Via Via Jacopa de' Settesoli 3
8 Gennaio  2017  - ore 21.00
Per info e prenotazioni 339.20.39.687 (solo WhatsApp)
Ingresso 5 euro.

sabato 31 dicembre 2016

METAFISICA DELL'AMORE Recensione

Le Brugole
METAFISICA DELL’AMORE
di Giovanna Donini,
con Roberta De Stefano e Annagaia Marchioro

dal 28 al 30 dicembre ore 20.00

Cosa sono le Brugole? Una compagnia teatrale composta da sole donne: Giovanna Donini, Roberta De Stefano e Annagaia Marchioro. E perchè queste tre signore hanno deciso di chiamare così la loro compagnia? Perchè le brugole sono quelle cose che servono a mettere insieme  i componibili mobili dell'Ikea. Perfetto ma se non dovesse essere ancora chiaro dal titolo dello spettacolo METAFISICA DELL'AMORE e  dalla  funzione delle brugole testè spiegata lo spettacolo che ho visto ieri sera al Teatro Brancaccino parla dell'amore fra donne. E lo fa in modo davvero intelligente, innanzitutto si ride, e si sa che la risata sana, non quella che prende in giro è il modo migliore per veicolare un messaggio. Le due attrici iniziano lo spettacolo, attraverso un èscamotage per introdurre l'amore tutto al femminile, ma anche le reazioni  e i pensieri più tipici da parte di una eterosessuale, nel trovarsi seduta accanto una ooohhh lesbica! All'introduzione segue una presentazione delle due attrici, e poi dopo un momento dedicato agli stereotipi  dell'omossessualità maschile, si passa a quelli femminili, sembra collocati in gran parte nella città di Milano Lo scopo dello spettacolo è quello di conoscere meglio il mondo donna-donna, liberarlo da quelle leggende metropolitane  e stereotipi che lo attanagliano. Le leggende metropolitane normalmente si impadroniscono di ciò che non viene decifrato.
Lo spettacolo è davvero molto divertente la De Stefano e la Marchioro tengono benissimo desta l'attenzione, e da eterosessuale dico che queste ragazze andranno molto lontano perchè sono brave, mi sono molto divertita, e l'amore è uguale per tutti. Lui-lui, lei-lei, lui-lei.
Grazie per la bella serata di ieri!
Miriam Comito




Per aver affrontato un tema scottante come quello dell'omosessualità
femminile con un linguaggio fresco, ironico e divertito. Lo spettacolo, anche
grazie alla qualità delle interpreti riesce a coinvolgere il pubblico miscelando
momenti di comicità con altri di grande intensità e profondità senza mai cedere nell'autocommiserazione.
Spettacolo vincitore del Premio Scintille 2011

All’interno della seconda edizione della rassegna “Spazio del racconto” al Teatro Brancaccino va in scena “Metafisica dell’amore”, spettacolo comico che parla dell’amore, e soprattutto delle donne. Donne che amano le donne che amano altre donne che amano tutti gli altri. L’amore è un sentimento universale, tutti provano le stesse emozioni, gli stessi piaceri, gli stessi dolori: lui e lui, lei e lei, lui e lei. Coppie diverse, identiche emozioni. Questa è una legge che, a differenza della legge, è uguale per tutti... con qualche piccola differenza che fa la differenza. Le attrici protagoniste raccontano e si raccontano, trasformandosi e dando vita a una carrellata di personaggi esilaranti. Tutti alla ricerca di un amore: la psicopatica, la milanese, l’artista, la fricchettona, la ex... Uno spettacolo dedicato a chi ha ancora voglia di amare e ridere di questo disgraziato dolore che ti prende allo stomaco senza distinzione di sesso, di razza, di lingua o di religione. Un passo in più verso il rispetto, perché la discriminazione, guardata col cuore, si rivela nella sua stupidità. E noi lo facciamo con uno spettacolo. Questo. Che no vuole dare risposte. Ma vuole esistere. E basta.

La Compagnia Le Brugole nasce nel 201 1 da due attrici: Annagaia Marchioro e Roberta Lidia de Stefano, affiancate dall’autrice Giovanna Donini. Nel tempo collaborano anche con altri attori, registi, illustratori, operatori. Il primo spettacolo “Metafisica dell’amore”, nel 2011 vince il Premio Scintille al Festival di Asti. Nel 2012 nasce il secondo spettacolo “Boston Marriage” con la regia di Vittorio Borsari. Nel 2014 debutta la terza produzione “Diario di una donna diversamente etero” scritto da Giovanna Donini, diretto e adattato da Paola Galassi. Nel 2015 nasce “Per una biografia della fame” ispirato al libro di Amélie Nothomb, di e con Annagaia Marchioro.

Annagaia Marchioro nasce a Padova, nel 1983; laureata in filosofia, si diploma come attrice alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2009. Da allora inizia ad occuparsi di cabaret a Zelig e parallelamente continua a lavorare in teatro. Lavora con Andreè Ruth Shammah, Mimmo Sorrentino, Federico Grazzini, Rodrigo Garcia con Andrea De Rosa e Serena Sinigaglia. Nel 2014 dirige la sua prima regia per Aslico Al cinema lavora con Olivier Assayas nel film Apres Mai, presentato in concorso al mostra del cinema di Venezia, mentre in televisione arriva con vari pezzi comici del duo Le Brugole e da Crozza come attrice.

Roberta Lidia De Stefano, nasce nel 1985 a Castrovillari, sin da bambina incontra Saverio Laruina della compagnia scena Verticale. Al percorso teatrale affianca sempre quello musicale, suona infatti vari strumenti musicali tra cui il pianoforte, che ha praticato per dieci anni. Canta. Nel 2010 si diploma alla “scuola d’arte drammatica Paolo Grassi” di Milano;qui studia e collabora con importanti maestri del panorama europeo. Ad oggi lavora stabilmente con il teatro Tieffe Menotti di Milano e da poco entra a far parte di ERT (Emilia Romagna Teatro), grazie allo spettacolo “Ifigenia in Aulide” di Marco Plini.

Giovanna Donini, nasce a Treviso nel 1973. Fonda il trio comico Le Spaventapassere, a Torino nel 2001. Un passato da giornalista per numerose testate regionali, oggi è un’autrice televisiva italiana. Lavora a Zelig dal 2006 oltre che firmare gli spettacoli di Teresa Mannino. Nel 2008 lavora per radio 105 alla conduzione di Marco Galli. Attualmente è anche responsabile della redazione on line della Smemoranda.



BRANCACCINO
Via Mecenate 2, Roma - www.teatrobrancaccio.it

Biglietto: 15,50 €

BOTTEGHINO DEL TEATRO BRANCACCIO Via Merulana, 244 | tel 06 80687231 | botteghino@teatrobrancaccio.it

UFFICIO PROMOZIONE tel 06 80687232 | promozione@teatrobrancaccio.it
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venerdì 30 dicembre 2016

Tiziana Foschi al Teatro dei Conciatori con un doppio appuntamento durante le feste. CIBAMI Recensione

TEATRO DEI CONCIATORI
C.U.T. – Contemporary Urban Theatre - 100% TAGLIO CONTEMPORANEO


TIZIANA FOSCHI
Protagonista di un doppio appuntamento

29 | 31 dicembre 2016
CIBAMI
Regia: Cinzia Villari
Autore: Stefano Benni e Cinzia Villari
Interpreti: Tiziana Foschi
Scene: Daniele Pittacci e Isabella Fagiano
Musiche: Voce e chitarra Piji
Luci e Immagini: Camilla Piccioni


Mi era rimasta, per circa un anno la voglia inappagata di vedere CIBAMI, si perchè l'anno scorso, mentre lo spettacolo era in scena al Teatro dei Conciatori io ero a Parigi, ed è stato quindi una grande gioia apprendere che lo spettacolo sarebbe tornato in scena in questo scorcio di 2016. Beh le mie aspettative sono state totalmente ripagate, CIBAMI è uno spettacolo nutriente. I tre atti unici di cui è composto analizzano attraverso la storia di personaggi femminili completamente diversi l'una dall'altra, per vocazione, carattere, ma basicalmente simili nel loro bisogno di essere nutrite di affetto, di amore, di considerazione, o anche il bisogno stesso di estendere i propri sentimenti verso qualcuno, o una moltitudine bisognosa. Nel primo atto vediamo una donna, con un abito particolare, tutto nero .che ci parla della sua vita di pelatrice di patate e carote. E' una suora, e la vediamo intenta in una specie di confessione in cui emerge chiaramente, nel suo parlare della preparazione a pranzi luculliani destinati ad alti prelati, una critica al sistema ecclesiastico che non segue assolutamente la parola di Gesù non solo al di fuori dell'organizzazione ecclesiastica ma perfino e soprattutto all'interno della chiesa stessa. Il secondo monologo ci porta nella vita di una donna misteriosa,una cuoca, che ha un cruccio "Ma l'insalata russa, l'hanno inventata i russi?"e non voglio dire altro su questo personaggio, perchè ne  voglio lasciare la scoperta al pubblico. Il terzo atto scritto da Stefano Benni, ci porta in un mondo fiabesco, ma quel fiabesco che vuole davvero insegnare qualcosa ai piccini e ai più grandi, e quindi eccoci catapultati nella storia di Sofronia e Rasputin. Tiziana Foschi, che dire di lei, se non che è veramente brava con la B maiuscola. Interpreta tutti i personaggi in modo puntuale, tirando fuori un  caleidoscopio di voci e di espressioni in grado di far credere agli spettatori che ci siano più attori sul palco, invece c'è solo lei accompagnata dal musicista Piji, che con la sua musica fa da importante corollario a Tiziana.
Miriam Comito

06 | 15 gennaio 2017

LETTERE DI OPPIO
Regia: Federico Tolardo
Autore: Antonio Pisu
Interpreti: Tiziana Foschi Antonio Pisu
Scene: Tiziana Massaro
Costumi: Gisa Rinaldi
Luci: Stefano Lattavo

Al Teatro dei Conciatori, Tiziana Foschi sarà protagonista di un doppio appuntamento. Sarà in scena dal 29 al 31 dicembre lo spettacolo CIBAMI di Stefano Benni e Cinzia Villari, protagonista è Tiziana Foschi che sarà accompagnata in scena dalla voce e chitarra di Piji. Lo spettacolo torna al Teatro dei Conciatori a grande richiesta dopo il grandissimo successo riscosso nella passata stagione e sarà una grande occasione per trascorrere il 31 dicembre in compagnia di una grande interprete del teatro italiano, con una serata speciale.
Tiziana Foschi inoltre aprirà alla grande il 2016 presso il teatro di via ostiense con lo  spettacolo in scena dal 6 al 15 gennaio:LETTERE DI OPPIO di Antonio Pisu, regia di Federico Tolardointerpreti: Tiziana Foschi Antonio Pisu.


SINOSSI CIBAMI

Tragicomico, acido : si ride, ci si pente e poi si ride ancora. Attraverso il cibo, la drammaturgia contemporanea e la musica, si raccontano le voci della società : voci allegre, grottesche, arrabbiate, voci poco ascoltate, voci che per farsi sentire raggiungono a volte movimenti estremi. Un viaggio nel racconto narrato, contaminato da un continuo gioco musicale, un insolito racconto/concerto dove la parola, la musica, lo stomaco e i suoi linguaggi, seguendo un andamento ironico – brillante, si uniscono in un totale matrimonio di intenti. Il cibo ha il potere di deliziare, amareggiare, redimere, sconvolgere, eccitare, ispirare? Ecco allora tre storie che raccontano, con il cibo, l’amore, la fede, la seduzione e l’abbandono. La chimica dei sentimenti e l’incontro degli ingredienti, dunque Non è forse vero che quando viviamo un incontro eccitante ci sentiamo come frittelle a contatto con l’olio bollente? O che quando annusiamo l’arrosto dimenticato nel forno, proviamo lo stesso sconforto di un appuntamento mancato? I tre atti unici sono di Stefano Benni e Cinzia Villari. Autori diversi, eppure  il ritmo della scrittura è in entrambi “musicale”, come le parole scelte mai a caso: a volte in rima, sempre ironiche e con momenti di vera poesia.


SINOSSI LETTERE DI OPPIO
1860: il Regno Unito, a causa delle dispute commerciali per l'oppio, è in guerra con la Cina da diciotto anni. A Londra, Dorothy Wellington, una nobildonna devota ai suoi abiti eleganti, attende con ansia, ormai da diversi anni, il ritorno dal fronte del marito George. A farle compagnia, nelle sue lunghe giornate di attesa e false speranze, c’è Thomas, un giovane, cinico ma fidato maggiordomo, il cui compito è quello di rassicurare costantemente Dorothy, leggendo e interpretando, in maniera piuttosto eccentrica e su richiesta della donna, la corrispondenza del marito in guerra. Quello che la signora Wellington ignora è che il marito è deceduto, ma Thomas, per paura di perdere il lavoro, le legge delle finte lettere scritte da lui stesso. Il giovane però, sentendo il peso della menzogna, non sa come rivelare la verità alla donna di cui si è intanto innamorato. Dorothy, dal canto suo, non è così candida e ingenua come sembra e a questo punto i ruoli s’invertono…
In un gioco continuo tra sogno e realtà i pensieri dei due protagonisti si scontrano, si intrecciano, si sfidano, instaurando un rapporto intimo, divertente, ironico, ma soprattutto profondo. Lettere di Oppio ci accompagna in un’epoca affascinante, parlandoci di dinamiche tra esseri umani eterne nel tempo. Una storia quindi sempre attuale, narrata con taglio moderno, che fa divertire, riflettere e appassionare.
Promo dello spettacolo: http://youtu.be/I1q6krYMcrA

RASSEGNA STAMPA LETTERE DI OPPIO

“Attrice estremamente versatile, Tiziana Foschi qui nelle vesti della protagonista, la signora Wellington, spazia dal comico al drammatico, dando corpo a una donna particolarmente intensa.” IL TEMPO


“Un carteggio e il rapporto tra un uomo e una donna con le stesse problematiche profonde della contemporaneità. Affascinante commedia sulle dinamiche tra esseri umani.” IL CORRIERE DELLA SERA


“Tiziana Foschi e Antonio Pisu perfetti in questa commedia che strappa spesso un sorriso e un lungo applauso finale; nulla è lasciato al caso a partire dalla scenografia. L’intensità di scambi tra i protagonisti e le vicende che legano le loro vita rendono l’opera di Pisu decisamente da vedere.” SENZA BARCODE


“Leggero ma non superficiale, semplice ma mai banale, felicemente costruito
dal primo all’ultimo minuto, questo spettacolo è una “chicca” raffinata che testimonia la possibilità di fare teatro in modo intelligente e genuino. Un testo delizioso per raccontare la solitudine e la paura di uscirne in modo originale. Ben scritto e ottimamente sostenuto dall’interpretazione di due attori capaci di dare molto senza mai andare sopra le righe. Perfettamente in grado di modulare i dentro-e-fuori della storia con tempi comici perfetti.”TEATROTEATRO.IT


TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei conciatori, 5 – 00154 ROMA
Tel. 06.45448982 – 06.45470031 - info@teatrodeiconciatori.it - http://www.teatrodeiconciatori.it/
TIPOLOGIA BIGLIETTI: € 18,00  + tessera obbligatoria di 2 €
ORARIO SPETTACOLI: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00
RIDUZIONI PER I LETTORI DI PERSINSALA, SALTINARIA, GUFETTO, MEDIA&SIPARIO
              

ROSSO JUNGLA Recensione




Teatro Roma
28 Dicembre 2016| 15 Gennaio 2017

Pragma srl
Presenta
            Gabriella Silvestri                       Guenda Goria
    ROSSO GIUNGLA


una commedia brillante
di Cinzia Berni e Guido Polito
con
Jonis Bascir
Enzo Casertano
Clio Evans
Alessandra Merico
Federica Quaglieri
Alessandro Salvatori

regia Vanessa Gasbarri
scene Katia Titolo, costumi Marco Maria Della Vecchia e Maura Casaburi,
musiche Jonis Bascir, luci Corrado Rea, aiuto regia Vita Rosati e Barbara Giuliani,
capo elettricista Fabrizio Mazzonetto, capo macchinista Francesco Costa,
direzione organizzativa Angela De Ruvo, direzione generale Mario Minopoli,
ROSSO JUNGLA in scena al Teatro Roma dal 28 dicembre 2016 al 15 gennaio 2017, è una commedia sarcastica che punta il dito sulle tante trasmissioni strappalacrime televisive, mettendone a fuoco, in particolare, l’assoluto disinteresse, dei vari componenti alle reali tragedie che succedono nel mondo. Lo spettacolo è ambientato, in uno studio televisivo, il pubblico viene condotto in sala da Enrica l’autrice della trasmissione (Federica Quaglieri) declassata quel giorno ad assistente, causa assenza del personale preposto, e trattato come pubblico attivo. “Abbandonati” è il titolo della trasmissione, la cui sigla vede la presentatrice, nonché ideatrice, Simona Sarno (Guenda Goria) apparire in sovraimpressione su immagini di repertorio di guerre, migrazioni e altre tragedie con espressioni affrante. Mentre il mondo sta affrontando un periodo difficile, tra terrorismo, elezioni alle porte,  e improbabili presidenti americani, nello studio di Abbandonati si sta consumando una ben più grave tragedia…gli ascolti sono molto bassi, c’è la diretta tra un’ora e non c’è l’ospite. Queste emergenze faranno venire allo scoperto tutti quei fiumiciattoli di livore, prima sotterranei dovuti all’inappagamento, alla rivalità, alla superficialità , e alla poca concretezza. I personaggi sono tutti bene caratterizzati da Walter il regista (Alessandro Salvatori), che continua a dire ciak ad ogni ripresa come se fosse al cinema, lui che vive di citazioni cinematografiche e sogna di realizzare un film neorealista 2.0. Enrica che è single da tanti anni, perché quello che vede intorno non le piace, e valuta attentamente ciò che le viene offerto. Carla (Clio Evans) la truccatrice personale di Simona nonché sua cartomante di fiducia e…amica, una donna apparentemente serena ed energica, ma in realtà consapevole di avere un orizzonte troppo prossimo e non per suo volere. Spazzola (Enzo Casertano) un buono, che si dà da fare, assistente redattore, in altre parole porta caffè che ha conosciuto la sua fidanzata (Alessandra Merico) in una lavanderia. Paolo (Jonis Bascir) direttore di rete, superficiale, frivolo, interessato solo agli ascolti e alle donne. Simona è innamorata di lui, ma è disperata non solo lui ha messo incinta la moglie che diceva da tempo di voler lasciare, ma lei ha addirittura trovato nella macchina di Paolo un orecchino… L’entrata in scena di Anna  (Gabriella Silvestri) un’ospite trovata all’ultimo momento sembra dipanare la situazione: La trasmissione può andare in onda!
Il testo scritto da Cinzia Berni e Guido Polito analizza le varie figure che affollano il making of di un trasmissione televisiva , facendone un ritratto impietoso ma veritiero. Gabriella Silvestri anche se entra dopo almeno venti minuti dall’inizio dello spettacolo ne è la mattatrice, buona prova anche per Federica Quaglieri, vista in più spettacoli sempre in ruoli diversi e credibili.
Questo spettacolo può essere considerato uno spettacolo stratificato, ovvero, in crescita, inizia piano, per poi prendere quota fino al arrivare al culmine nel confronto tra Simona e Anna, ricordando sempre che  e le carte sanno già tutto, quindi dopo il culmine c’è sempre la famosa livella per tutti, e non è detto che sia negativa.
Miriam Comito

“Non guardate alle vostre spalle, il futuro è davanti a voi”.  E’ questo lo slogan del programma “Abbandonati” che si svolge all’interno del teatro trasformato, per il pubblico in sala, in un fremente studio televisivo, dove la regista Vanessa Gasbarri vuole gli spettatori protagonisti insieme agli attori.
“Rosso Giungla”– in scena al Teatro Roma dal 28 dicembre 2016 al 15 gennaio 2017 - è una commedia dolce e amara in cui gli autori Cinzia Berni e Guido Polito mettono a confronto due donne diversissime che si ritrovano a fare da specchio l’ una all’ altra, sviscerando i loro drammi veri o presunti, durante una diretta televisiva nella quale l’ unica cosa che conta è far crescere l’ audience.
La conduttrice Simona Sarno (Guenda Goria), amante dell’astrologia e degli amori impossibili, sta per intervistare un’ospite stravagante, la Signora Anna (Gabriella Silvestri).
Oroscopi, passioni, ambizioni personali, tradimenti e vanità muovono i personaggi in scena: il sornione direttore di rete (Jonis Bascir), la tagliente e pragmatica autrice (Federica Quaglieri), il regista sognatore (Alessandro Salvatori) e l’avvenente truccatrice (Clio Evans).
Manca circa un’ora alla diretta di “Abbandonati” ed una serie di imprevisti gettano il seme di esilaranti equivoci e continui colpi di scena in cui si trovano coinvolti anche il vulcanico assistente di redazione (Enzo Casertano) e la sua poetica fidanzata (Alessandra Merico).

E se tutto fosse scritto nelle stelle? Lo chiederemo in diretta a Simon & the Stars !

TEATRO ROMA
28 Dicembre 2016 - 15 Gennaio 2017
Via Umbertide 3 (p.zza S. Maria Ausiliatrice), 00181 Roma
Per informazioni: telefono 06 7850626 - fax 06 7853169 - mail info@ilteatroroma.it
Info e prenotazioni: lunedì dalle 10 alle 15, dal martedì al sabato dalle 10 alle 20, domenica e festivi dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 20
Parcheggio Custodito: via Umbertide 27 (apertura parcheggio ore 20.00)
Costo biglietti: intero € 22 (comprensivo di € 1,00 di prevendita), riduzioni per Cral, Centri Anziani e Associazioni Convenzionate
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 (tranne giovedì 05/01 ore 19), sabato ore 17 ed ore 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo
Speciale Capodanno: sabato 31/12 ore 22:45
Costo biglietti: intero € 50, ridotto under 18 € 30 - a mezzanotte brindisi con panettone e spumante!