mercoledì 26 settembre 2018

NON SIAMO ALL'ALTEZZA. Perchè? Chi lo decide? Al Cometa Off fino al 30 settembre

COMETA OFF

25 | 30 SETTEMBRE 2018

NON SIAMO ALL’ ALTEZZA di Giulio Guarino

Con Graziano Piazza, Guglielmo Poggi, Franco Mirabella,

Federica Gumina, Lorenzo Parrotto, Mily Cultrera di Montesano,

Giacomo Nasta, Edoardo Coen

Regia Emilia Nina Di Pietro aiuto regia Giorgia Remediani

scena Mario Chiertosini scenotecnica disegno luci  Giacomo Cursi

costumi Francesca Petrini

sarta ed effettista Ambra Murgioni

foto di scena Paola Schiavoni 



Fino al 30 settembre andrà in scena al Cometa Off  NON SIAMO ALL'ALTEZZA, che segna il debutto alla regia di Emilia Nina Di Pietro, su un testo di Giulio Guarino, già di per se molto interessante, che vuole porre in luce, quello che in realtà tutti sappiamo, almeno per quanto riguarda i nati dagli anni 70' in poi, ma che tenevamo per noi stessi, o al massimo confidavamo a pochi intimi: la famiglia ci viene imposta e non la scegliamo, e essendo essa stessa il nucleo centrale e fondante della società determina tutte quelle convenzioni, che vanno a determinare in modo più o meno consapevole dei parametri di giudizio, che risulterebbero inaccettabili ad uno sguardo più profondo, che ahimè la società, quasi mai ci consente. Quasi nella totalità dei casi i padri come succede in questo spettacolo pensano che le aspirazioni dei figli siano "stronzate" ed  è appunto per questo che li fanno crescere con delle menomazioni, con delle mancanze più o meno evidenti, in altre parole con un'altezza diversa da quella che avrebbero avuto se non avessero dovuto subire il giudizio genitoriale, come specchio di quello societario. Il testo di Guarino è ben strutturato, e mette a fuoco la differenza tra il risultato della sovrastruttura familiare opprimente e deformante, come quella dei Rivolta, guidati dal capofamiglia Corteo, nome non scelto a caso, e quella libera del giovane Lei Morales. Dalla collisione tra questi due mondi scoppierà una tempesta chiamata libertà. I personaggi, sono degli eroi, positivi o negativi che siano si muovono come fossero in una tragedia greca, su di loro il peso del giudizio di un coro invisibile, ma chiaramente udibile. La regia di Emilia Nina Di Pietro è accurata e attenta.

Miriam Comito

Sarà in scena al teatro Cometa off dal 25 al 30 settembre lo spettacolo NON SIAMO ALL’ ALTEZZA di Giulio Guarino.Protagonisti: Graziano Piazza, Guglielmo Poggi, Franco Mirabella, Federica Gumina, Lorenzo Parrotto, Mily Cultrera di Montesano, Giacomo Nasta, Edoardo CoenLa regia è di  Emilia Nina Di Pietro.

Che cos’è normale e chi lo decide? Perfezione e perfettibilità, standardizzazione e omogeneità. Non c’è un metro di misura universale per decretare la soglia del giudizio. L’anormalità non è una caratteristica intrinseca dell’oggetto o fenomeno o soggetto che ci troviamo di fronte, ma è frutto di un giudizio, di una convenzione sociale, di una cultura. Per alcuni è normale ciò che per altri non lo è.

E se conoscessimo meglio ciò che temiamo, se avessimo maggiori informazioni, quel qualcosa perderebbe dunque  il carattere inquietante che gli attribuiamo, al punto di capirlo e accettarlo. Non siamo all’ altezza, tra riflessione e tanta ironia, spinge proprio a confrontarsi con le proprie paure


Sinossi

Oggi. Corteo Rivolta, un burbero e stimato esperto di botanica, è padre di quattro figli avuti da quattro relazioni diverse. Tutti e quattro presentano delle menomazioni o delle deformità evidenti, per questo sono stati rinnegati dalle proprie madri e “scaricati” al padre. Con loro vive anche lo zio Sasha, il fratello minore di Corteo, un aspirante attore con un carattere imprevedibile e un segreto da nascondere. La figlia minore di Corteo, Giulia, la ragazza barbuta, si innamora di Lei Morales, un ragazzo normale che frequenta con lei l’università. L’interesse di Giulia viene ricambiato inaspettatamente e il ragazzo irrompe nella quotidianità della famiglia Rivolta per conquistare la loro fiducia e chiedere la loro benedizione. L’invasione di un “normale” nelle realtà di una famiglia di “anormali” spingerà ognuno a confrontarsi con le proprie paure e diversità, permettendogli di capire che forse, le differenze, sono solo un’imposizione mentale e si possono superare.


Note di Regia

Casa Rivolta è un labirinto che solo il padrone di casa vede come uno spazio lineare perfettamente controllabile. Per tutti gli altri si tratta di una prigione “aperta” dove circolano le loro vite, saldamente intrecciate. I movimenti seguono apparentemente una direzione uguale, mai contraria e mai con possibilità di variazione. Questo perché vogliamo rilevare anche su piano fisico una routine e una “normalità” che diventa sempre più relativa man mano che lo spettacolo prende vita.

Il concetto chiave della vicenda – come specificato dall’autore Giulio Guarino - risiede nel fenomeno della “diversitàsociale”, cioè quel parametro che la società ci suggerisce per riconoscere tutto ciò che è diverso da una forma socialmente accettabile. Tutto ciò che determina giudizi, diffidenze, compassioni o rigetto è sbagliato o automaticamente collocato come diverso, mentre ciò che è apparentemente innocuo, prevedibile e interpretabile non determina una minaccia, un cambiamento indesiderato o qualcosa di impensabile.

Questo (triste) fenomeno è il punto chiave che intendiamo smentire e sovvertire, dimostrando come malformazioni, deficit, handicap o imperfezioni esteriori di alcuni non sono altro che lo specchio dei difetti, delle limitazioni e delle brutalità di altri. Il tutto raccontato all’interno di un “non tempo” a servizio di uno spazio: la casa. O di un fondamento: la famiglia. O di un paese: il Nostro.


Emilia Di Pietro



Il 27 settembre Lorenzo Perrotto verrà sostituito da Daniele Locci.


Teatro Cometa Off - Via Luca della Robbia 47,  Dal martedì al sabato ore 21:00 - Domenica ore 19:00

Info e prenotazioni Tel. 0657284637

Biglietti: 15 euro intero al botteghino, 12,50 euro intero on Line (più costo tessera)

TESSERA ON LINE: sul sito http://associati.cometaoff.it/- Euro 2,50 / A TEATRO: almeno un'ora prima dello spettacolo - Euro 3,50


Riduzioni per lettori di MEDIA&SIPARIO, CULTURAMENTE, SALTINARIA eGUFETTO

        

  

MEDIA PARTNER CANALE 21, riduzioni per i telespettatori di

e PER GLI ASCOLTATORI DI 


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REPARTO AMLETO_ sofisticato spettacolo della Compagnia "L'Uomo di Fumo" _il 27 settembre in scena a Londra al Ravensfield Theatre della Middlesex University e dal 9 al 21 ottobre Teatro India di Roma

Reparto Amleto, spassoso e sofisticato spettacolo della giovane compagnia L’Uomo di Fumo,
supera i confini italiani e approda il 27 settembre
sul palcoscenico londinese del Ravensfield Theatre della Middlesex University,
per poi tornare al Teatro India dal 9 al 21 ottobre

REPARTO AMLETO
scritto e diretto da Lorenzo Collalti con Luca Carbone, Flavio Francucci, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto 
Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale in collaborazione con L’Uomo di Fumo - Compagnia Teatrale
Spettacolo vincitore di Dominio Pubblico edizione 2017

Dopo il sorprendente successo di pubblico riscosso nella passata stagione, l’effervescente energia di REPARTO AMLETO, produzione del Teatro di Roma, ritorna in scena dal 9 al 21 ottobre al Teatro India. Il classico shakespeariano attualizzato in un ingranaggio teatrale divertente e brioso, scritto e diretto da Lorenzo Collalti, conil quartetto di giovani interpreti Luca CarboneFlavio FrancucciCosimo Frascella e Lorenzo Parrotto.

Già vincitore del Festival “Dominio Pubblico - La città agli under 25” nel 2017, Reparto Amleto supera i confini italiani per approdare il 27 settembre sul palcoscenico del Ravensfield Theatre della Middlesex University, a Londra, nella patria del Bardo, dove la giovane compagnia “L’Uomo di Fumo” presenta la celebre vicenda di Amleto trasponendola ai giorni nostri e ambientandola in un ospedale, in cui il Principe di Danimarca si è recato in preda ad un attacco isterico, vaneggiando e sostenendo di aver visto il fantasma del padre.

Il classico shakespeariano viene scomposto, attualizzato e trasformato in un coinvolgente ingranaggio teatrale grazie a un flusso continuo di dialoghi travolgenti, botte e risposte entusiasmanti, citazioni colte, riferimenti filosofici e battute ironiche che trascinano gli spettatori in un vortice di riflessioni e ilarità. «The Tragedy of Hamlet è forse l’opera più rappresentata, rivista e interpretata della storia. Lo è a tal punto da scoraggiare chiunque nella sua messa in scena – dichiara il giovane regista Collalti – è proprio da questa riflessione che parte l’idea del testo. Se il personaggio di Amleto fosse stato svuotato dalle infinite rappresentazioni e fosse sprofondato in una pesante depressione? Se fosse in una crisi continua, sottoposto a diverse interpretazioni degli innumerevoli registi fino a non capire più chi sia realmente e quali siano i suoi obbiettivi? Questo è l’esperimento del testo: partire da un paradosso teatrale per raccontare il personaggio di Shakespeare. Un Amleto talmente sfinito da farsi internare. Cos’è Amleto se non un ragazzino troppo piccolo per essere re, abbastanza grande da piangere la morte di un padre con un compito più grande di lui da portare a termine? Amleto viene presentato come un adolescente in preda ad infinite paure, debolezze, non si sente pronto di affrontare una sfida da uomo. Tutto questo diventa un pretesto per rileggere l’opera shakespeariana mantenendone le parti strutturali ma arricchendole della consapevolezza del novecento. Sono infatti gli autori del secolo scorso a influenzare questa nuova drammaturgia come Kafka, Durennmatt e Palazzeschi. Non solo nel ritmo serrato, nella costruzione paratattica delle scene e nell’assurdità del linguaggio ma anche nel vedere Il protagonista come l’immagine di una società di solitudine e alienazione. Un uomo colpevole soltanto di “esser nato per rimettere in sesto il mondo».

Gli interpreti Luca Carbone (Amleto), Flavio Francucci (portantino), Cosimo Frascella (portantino) e Lorenzo Parrotto (dottore) sono protagonisti di un congegno metateatrale che infrange i canoni del classico mettendo in risalto le nevrosi del Principe di Danimarca, il quale diventa emblema non del dubbio, ma di una crisi identitaria. Un testo intramontabile, umanizzato, modernizzato e rivisitato in chiave comica, che culmina in un varietà corale per restituire l’immagine di un Amleto “malato e sulla sedia a rotelle”, consapevole di essere finzione, che vorrebbe crescere, vivere, morire, ed è invece condannato al silenzio e all’inazione.

Reparto Amleto torna in scena dal 20 al 25 novembre al Teatro di Villa Torlonia.
Premio SIAE alla miglior drammaturgia.
TEATRO INDIA_ Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma 
Biglietteria Teatro di Roma _ tel. 06.684.000.311/314 _ www.teatrodiroma.net _ Biglietti: intero 20€ _ ridotto 14€
Orari spettacolo: tutte le sere ore 20.00 _ sabato ore 21.30 _ Durata 50 minuti

La donna fatta a pezzi - Teatro Stanze Segrete - 2/7 ottobre

LA DONNA FATTA A PEZZI
dal racconto di Assia Djebar

con Antonio Fazzini
adattamento e regia Filippo Renda

Produzione IL TEATRO DELLE DONNE_centro nazionale di drammaturgia


La donna fatta a pezzi”, adattamento teatrale dell’omonimo racconto di Assia Djebar tratto dalla raccolta “Nel cuore della notte algerina” e pubblicato in Italia nel 1998 da Giunti, sarà sul palco del Teatro Stanze Segrete di Roma dal 2 al 7 ottobre. In scena Antonio Fazzini diretto da Filippo Renda.
La storia di Atika, docente di letteratura francese, che accompagna i suoi studenti in una lettura critica de Le Mille e una notte, trae spunto da una storia realmente accaduta ad Algeri durante la guerra civile ed è al centro dello spettacolo riadattato e diretto da Filippo Renda.

Assia Djebar prende spunto dall’omonima novella de Le Mille e una notte in cui Shahrazad racconta la storia di una giovane donna senza nome che sarà uccisa dal marito accecato dalla gelosia innescata da un equivoco.
Nel perfetto stile del testo della letteratura araba, l'oggetto della narrazione ben presto diventa a sua volta voce narrante, in un susseguirsi di scatole cinesi, un dipanarsi articolato e avvincente di racconto nel racconto.
Dalla Baghdad del califfo Harun al-Rashid il racconto approda nell’Algeria del 1994 devastata dalla guerra civile, cantata da Assia Djebar nell’infinito lamento di “Bianco d’Algeria”. Qui la giovane docente Atika verrà uccisa. Giustiziata, secondo i suoi assassini, per aver insegnato “storie oscene”, ossia Le Mille e una notte.

Assia Djebar scrittrice algerina di lingua francese, prima autrice del Maghreb a essere ammessa all'Académie française, più volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, ha descritto nelle sue opere la difficile condizione femminile, ha denunciato l'orrore del fondamentalismo senza dimenticare i danni del colonialismo. L'attualità profetica del suo pensiero fornisce ancora oggi spunti di riflessione su temi quali la violenza, l’intolleranza e la condizione delle donne.

Il progetto della versione teatrale “La donna fatta a pezzi” nasce come idea nel 2015 alla Casa Internazionale delle Donne di Roma e viene realizzato nel 2016 dal Teatro delle Donne di Firenze che lo propone per più giorni nell’ambito del festival AVAMPOSTI a Calenzano.

LA DONNA FATTA A PEZZI
dal un racconto di Assia Djebar
con Antonio Fazzini
adattamento e regia Filippo Renda
produzione
IL TEATRO DELLE DONNE_centro nazionale di drammaturgia
in collaborazione con Giunti editore
e con l'Institut Français de Florence
Teatro Stanze Segrete di Roma
via della Penitenza 3
Biglietti: Intero € 17, rid. € 12 (studenti under 25, pensionati over 75)
tessera semestrale obbligatoria € 3
Ingresso riservato ai soci

“LO SPAZIO” DELLA CAPITALE PRESENTA LA SUA NUOVA STAGIONE. SI INAUGURA IL PRIMO OTTOBRE IL CARTELLONE 2018/19 DEL TEATRO LO SPAZIO CON LA DIREZIONE ARTISTICA DI FRANCESCO VERDINELLI


“LO SPAZIO” DELLA CAPITALE PRESENTA LA SUA NUOVA STAGIONE.
SI INAUGURA IL PRIMO OTTOBRE IL CARTELLONE 2018/19 DEL TEATRO LO SPAZIO CON LA DIREZIONE ARTISTICA DI FRANCESCO VERDINELLI

OLTRE 30 GLI SPETTACOLI IN SCENA CON ARTISTI COME GIUSEPPE MANFRIDI, ALBERTO BASSETTI, LUCA DE BEI,  ARMANDO DE CECCON, GIANNI DE FEO, ULDERICO PESCE, ASHAI LOMBARDO AROP, MARCO MALTAURO, FRANCESCO SALA, NICOLA PISTOIA,  PINO AMMENDOLA, CARLA CUCCHIARELLI, MARIA LETIZIA GORGA,  BLAS ROCA REY, ROMANO TALEVI, RICCARDO CASTAGNARI E, TRA GLI ALTRI, ANCHE LA PALMA D’ORO AL FESTIVAL DI CANNES MARCELLO FONTE 

Un nuovo inizio con la stagione 2018/2019 per trasmettere emozioni, in un luogo magico carico di energia in grado di trascinare gli artisti amplificando la magia dell’attimo

Il Teatro Lo Spazio si conferma un palcoscenico per la drammaturgia, il teatro civile, la danza, il musical, la letteratura, la musica. Diretto da Francesco Verdinelli (compositore, musicista, regista) Lo Spazio è un luogo aperto alle nuove drammaturgie, alla sperimentazione, con una capacità unica di cambiare e trasformarsi a seconda delle esigenze degli artisti in scena. Ma Lo Spazio è anche un luogo di grande fermento culturale, nel quale le attività non si limitano allo spettacolo, un laboratorio di idee e progetti teatrali e musicali, che spesso nascono in occasione di un aperitivo, un drink o un concerto. Tante le novità della stagione 2018-19, come ad esempio SPACE 4 MUSIC, un’area interamente dedicata alla musica, ai concerti e ai progetti musicali.
Il Teatro Lo Spazio  - afferma Francesco Verdinelli - è un teatro con una forte identità, un teatro che mette in scena in primis, da sempre, gli autori contemporanei, che siano storie dell’oggi o storie del passato. Riflettere, divertirsi, emozionarsi, talvolta riconoscersi nelle rappresentazioni sulla scena. Un filo invisibile che lega le infinite identità di chi vive l’oggi, attento alle sfumature della vita. Il Teatro Lo Spazio è un percorso nell’oggi, pronto a ‘sentire il mondo’ sensibile alle nuove idee che hanno creato ‘tendenza’. Divenire altro ancora, per cambiare, restando fedeli alla nostra identità, in un movimento mai uguale a sé stesso, come in un grande racconto il cui sviluppo racchiude l’imprevedibile…
Un nuovo inizio con la stagione 2018/2019 per trasmettere emozioni, in un luogo magico carico di energia in grado di trascinare gli artisti amplificando la magia dell’attimo”.
Al suo undicesimo anno di attività, “Lo Spazio” presenta la stagione 2018-2019, con oltre trenta spettacoli, il Concorso di Corti teatrali AUTORI NEL CASSETTO, ATTORI SUL COMO’ a cura del Teatro Lo Spazio e poi i 6 Incontri  ‘Spiritualmente laici’ curati da Duska Bisconti con il patrocinio della S.I.A.D. e del Centro nazionale di drammaturgia italiana contemporanea-CENDIC e i 4 appuntamenti con la Maratona di Corti cinematografici a cura di Pietro De Silva.
Si comincia il 1 ottobre con Armando De Ceccon, autore, interprete e regista di RIFIUTI UMANI, musiche originali eseguite dal vivo del maestro Francesco Petrucci, in scena fino al 6. Un’indagine clinica e tragicomica sulla crisi dell’uomo contemporaneo. In un fuoco d’artificio di risate che mirano a irretire l’intelligenza dello spettatore, la parola diventa farmaco, cura.
LA NAVE DELLE SPOSE  di Lucia Sardo, scrittura scenica di Lucia Sardo e Elvira Fusto, sarà in scena dal 9 al 13 ottobre, con Lucia Sardo, Gioacchino Cappelli, Sibilla Zuccarello e la regia e cura spazio scenico di Lucia Sardo, musiche di Sibilla Zuccarello e Gioacchino Cappelli. Al centro dello spettacolo i matrimoni per procura degli anni ‘20: il rito, la partenza, il viaggio e l’arrivo in America di donne giovanissime destinate a vivere con un uomo sposato su carta.
Dal 23 al 28 ottobre è di scena Gianni De Feo con lo spettacolo musicale da lui diretto e interpretato CHAPEAU! OVVERO, I MISFATTI DELL’ISTINTO DAL KABARETT BERLINESE A FABRIZIO DE ANDRÉ, di  Roberto Russo. Musiche originali di Francesco Verdinelli, voce off di Edoardo Siravo. Un’immaginifica società/alveare dove controllo e repressione sulle vite, sulle coscienze e sulle emozioni degli individui vengono esercitati in maniera sempre più autoritaria.
Il 30 ottobre approda a Lo Spazio un Racconto in musica di Ashai Lombardo Arop ESODO 1876-1976, con testi liberamente ispirati a Gian Antonio Stella, Augusta Molinari, Edmondo De Amicis, Emilio Franzina, Ludovico Incisa di Camerana, Kahlil Gibran e molti altri. Con Ashai Lombardo Arop (voce e danza), Lorenzo Barone (chitarra), Mario Puorro (batteria e tamburi a cornice), Luca Bloise (percussioni africane), Andrea Chia (basso elettrico), Giulia Alvear Calderon (danza), Maristella Viti (danza). La storia si ripete ma la memoria sembra perdersene un grande pezzo, portandoci a considerare in modo dispregiativo esseri umani che stanno vivendo ciò che ha vissuto il nostro popolo fino a 40 anni fa.
Novembre si apre al’insegna del Musical con MAD WORLD di Tommaso Capolicchio, in scena dal 6 al 17, con Simone Farinon, Alessandro Giuggioli, Maria Vittoria Cozzella, Francesco Polizzi, Luca Attadia, Emma Gordon, regia di Christian Angeli e Tommaso Capolicchio, direzione musicale di Barbara Eramo. Milano, 1980: Claudio e Giamba rilanciano un’emittente radiofonica destinata a chiudere e affrontano un percorso di iniziazione che passa attraverso la paura di diventare adulti. E dal 20 al 24 novembre Sergio di Paola, Imma Pagano, Ida De Rosa, Lorenzo Russo sono gli interpreti di RIFIUTI, di Roberto Russo, con la regia di Gianni De Feo. “Rifiuti” non è soltanto il cumulo che appare enorme sulla scena. È anche il “no” urlato ad una falsa società del benessere e tutto ciò che è scarto appare come essenza, monito e punto di arrivo.
Lo studio su  “LA VOCE UMANA” di Jean Cocteau, adattato, interpretato e diretto da Armando De Ceccon, con le musiche originali realizzate ed eseguite dal vivo da Massimo Ceccarelli è di scena dal 28 novembre al primo dicembre. Un’opera “polifonica” sulla verità dell’essere umano alle prese con il sentimento più alto, con l’aspirazione più alta. L’impossibile, l’amore.
A dicembre, dal 4 all’8, è la volta di PRANZO A CASA DEI MIEI, di Laura Girolami. Con Fabio Galadini, Manuela Morabito, Jacopo Fazzini, Roberta Aiolfi, regia di Fabio Galadini. Quella che doveva essere una piacevole domenica in famiglia diventa una guerra, combattuta a colpi di parole, in cui nessuno pare essere come sembra e dove nessuno è davvero innocente.
Dall’11 al 14 dicembre Francesco Andolfi è autore ed interprete di TRENI ED EROI, con la regia di Gabriele Linari. Un “guaglione” di Mergellina si arruola in aviazione negli anni ‘30 del secolo scorso per aiutare la famiglia, numerosa e povera. Una storia paradigmatica dell’impegno per la riconquista della libertà.
Il 18 e 19 dicembre è in programma ROMA CRIMINALE. Fatti & misfatti di una Banda, di Antonio Turco e Salvatore Buccafusca, con Salvatore Buccafusca, Fulvia Lorenzetti, Gaetano Carbone, adattamento e regia di Francesco Sala. Idroscalo di Ostia 1975. I ragazzi di vita di Pasolini. Corruzioni, infiltrazioni, perizie psichiatriche faranno parlare ufficialmente della banda della Magliana.
IL CORAGGIO DELLA LEGALITÀ: PAOLO BORSELLINO è di scena il 20 dicembre, con Alfonso Canfora, Arcangelo Iannace, Clara Morlino, Angelo Calabria, Cosimo Rega, adattamento scenico e regia di Antonio Turco e Cosimo Rega, Musicisti: Paolo Petrilli (fisarmonica), Gianfranco Santucci (voce e tammorra), Antonio Turco (chitarra), Roberto Turco (basso e chitarra), Lucio Turco (batteria). Un omaggio a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che hanno interpretato sino alla fine il ruolo di “servitori dello Stato” con una dignità e un’”onestà di principi” fuori dal comune. Il 2018 si chiude con LA SPIAGGIA di Luca De Bei (in scena il 27 dicembre), con Elena Pau e la regia di Marco Parodi. Irene si interroga sulla propria vita, alla ricerca di una ragione per la sua solitudine. Con coraggio e ironia non rinuncia a cercare la verità, a volte disperatamente, a volte solo per potersi dichiarare viva.
Il 2019 si apre all’insegna dei testi vincitori del Concorso Corti Teatrali “Autori nel cassetto, attori sul comò” del Teatro Lo Spazio con  LA MAGGIORE ETA’ (in scena il 10 e 11 gennaio), testo II° classificato, con Giovanni Cordì, Lidia Miceli, Rocco Piciulo, testo e regia di Andrea Ruggieri. Un artista si ritrova a confrontarsi con le proprie aspirazioni e con il proprio desiderio di affermazione. Il confronto con il mondo circostante è schiacciante e al tempo stesso inascoltato. Il 12 Maria Cristina Cerri Ciummei e Paolo Pinelli sono gli interpreti di MATHILDE, di Veronique Olmi, regia di Germano Rubbi. Una profonda riflessione sulla coppia e sul matrimonio, sul perché si sta insieme o ci si separa. Una riflessione all’insegna della più crudele sincerità, senza sconti e senza risposte preordinate.
Il  monologo di Gianfranco Vergoni  OPERA PIA con Loredana Piedimonte e la regia di Nicola Pistoia è in scena dal 22 al 26 gennaio. Una donna sola e un uomo solo. Lei è l’Occidente spaventato e deluso, lui il Terzo Mondo in fuga. Su quale piano e a quale livello può avverarsi il loro incontro?
Il testo scritto e diretto da Marco Maltauro, ispirato all’opera di Cervantes IO SONO DON CHISCIOTTE, TU PUOI ESSERE SANCIO, LEI SARA’ DULCINEA E TUTTI QUELLI LA’ FUORI SARANNO IL CAVALLO approda a Lo Spazio dal 30 gennaio al  9 febbraio. In scena diversi attori, lettori ed improvvisatori sulla scena fra i quali Giuseppe Alagna e Stefano Vigilante. Siamo vecchi, eppure vogliamo combattere per l’amore e la giustizia.
Siamo ridicoli, ma ispirati. E viva Cervantes! Che scrisse la storia di un vecchio che uscì a cavallo a salvare il mondo.
Marilyn Gallo e Roberta Rigano sono in scena dal 12 al 16 febbraio con IN TEMPI NON SOSPETTI, scritto, diretto e interpretato da Stefano Reali, musiche dal vivo di Stefano Reali.  Uno spettacolo che parla di una domanda chiave: chi lavora nello Spettacolo fino a che punto è disposto ad umiliarsi pur di riuscire effettivamente a lavorare?
Vincitrice del Premio come miglior attrice al concorso Corti Teatrali “Autori nel cassetto, attori sul comò” del Teatro Lo Spazio 2018, Anna Piscopo sarà in scena dal 21 al 23 febbraio con il suo MANGIA! Il confuso e tragicomico stream of consciousness di una giovane meridionale allo sbando, che sogna di affrancarsi dalla provincia in cui è nata per diventare la donna che ha sempre sognato. Il 2 marzo invece sarà la volta del III classificato al concorso Corti Coreografici del Teatro Lo Spazio 2018 MEMENTO, coreografia di Giacomo Perfetti, con Francesca Leone, Francesca Di Giovannantonio, Dania Evengelista, Giovanna Antonelli, Giacomo Perfetti. È possibile vivere in un mondo dove la libertà è protagonista, dove le strade sono dirette da un’idea senza infrastrutture, dove tempo e spazio sono uniti dalla forza di un canto popolare?
Ideato e diretto da Romano Talevi, dal 5 al marzo sarà la volta di TANGENZIALE, con Yasko Fujii, Rita Pasqualoni, Deborah Loizzo, Pierfrancesco Ceccanei, Cosimo Pastorello e con la partecipazione straordinaria di Franco Pistoni. Diverse storie, il cui filo conduttore è la musica, raccontate da Krapp, un chitarrista cieco con il dono della veggenza che si esibisce con un trio di artisti di strada per le vie del centro.
Anche in questa stagione Ulderico Pesce sarà in scena a Lo Spazio, dal 12 al 16 marzo, con un  suo lavoro, per il quale ha scelto rigorosamente di non fare nessuna anticipazione. Da anni ha infatti trovato nel palcoscenico de Lo Spazio un’officina nella quale fare gli ultimi ritocchi e presentare le sue ultime produzioni.
Caterina Casini è la protagonista dal 20 al 23 marzo di MESSICO E NUVOLE,  musiche a cura di Sonia Maurer. Il racconto di un Messico passionale, generoso, sensuale e drammatico, surreale e inquieto, narrato dopo aver conosciuto i suoi artisti, pittrici e pittori, poeti, fotografe e cineasti.
Dal 26 al 30 marzo Riccardo Castagnari è autore e interprete di DI-VI-NA per vocazione star, con Riccardo Castagnari e, al pianoforte, Andrea Calvani. Una drag-queen decide di non fare il suo show, come da copione, ma di concedersi una lunga chiacchierata con il pubblico, mettendosi a nudo.
Pino Ammendola e Carla Cucchiarelli firmano dal 2 al 6 aprile MONNA LISA UNPLUGGED, con Maria Letizia Gorga, la regia di Pino Ammendola, al piano Cinzia Pennesi. La Gioconda e un pianoforte... ascoltando le note, Monna Lisa prende coscienza di sé, si libera della tela che la imprigiona e si racconta al pubblico.
Blas Roca Rey presenta dal 9 al 14 aprile VINCENT VAN GOGH - LE LETTERE A THEO,  con l’accompagnamento del maestro Luciano Tristaino, flautista. Il mondo fantastico, tenero e disperato che affiora dalle lettere che Vincent scrisse all’adorato fratello Theo, che si occupò di lui tutta la vita.
Il III classificato al concorso Corti Teatrali “Autori nel cassetto, attori sul comò”  SOPRA, NOI, di e con  Marco Zicari e Deborah Ponzo e la regia di Marco Zicari sarà in scena il 3 e 4 maggio. Tra i sedili di una macchina qualsiasi si consuma l’amore di Vincenzo e Stella che, per paura di dirsi tutto, arrivano ad una incomunicabilità buffa e poco sensata.
Grande attesa dal 6 all’8 maggio per  Marcello Fonte, Palma d’oro al Festival di Cannes per la sua interpretazione in Dogman di Matteo Garrone, in scena nello spettacolo di Valentina Esposito FAMIGLIA con Alessandro Bernardini, Christian Cavorso, Chiara Cavalieri, Matteo Cateni, Viola Centi, Alessandro Forcinelli, Gabriella Indolfi, Piero Piccinin, Giancarlo Porcacchia, Fabio Rizzuto, Edoardo Timmi, Cristina Vagnoli   con una compagnia composta in parte da ex detenuti attori della Compagnia Fort Apache Cinema Teatro. In occasione del matrimonio dell’ultima e unica figlia femmina di una numerosa famiglia tutta al maschile, si riuniscono nuovamente tre generazioni di persone legate da antichi dolori e irrisolte incomprensioni. La cerimonia diventa pretesto per rimettere sullo stesso tavolo i padri dei padri e i figli dei figli, e consumare una vicenda d’amore e d’odio, sospesa tra passato e presente, sogno e realtà…  
E dal 9 all’11 maggio  sarà la volta del  I classificato CIOCCOLATO ALL’ARANCIA, di Martina Gatto e Dafne Rubini, con Martina Gatto e la regia di Dafne Rubini. Una ragazza ansiosa di prendere la scelta giusta. Per il gelato e per la vita. Perché, per riconoscere quel che ci piace davvero dobbiamo avere il coraggio di assaggiare quel che non ci piace.
IL BACIO DELLA MUMMIA e Altri Racconti di Riccardo de Torrebruna sarà in scena dal 14 al 18 maggio, con Alexia Germani, Sergio Palma, Luca Sarcinelli, Laura Giulia Cirino, Jais Mohamed, Alex Moses, Rachele Luzi, Elisa Leibelt, Maria Federici, Giammaria Cauteruccio. Regia di Riccardo de Torrebruna, musiche dal vivo Jazz Fun 5Tet. Un comico incompreso e una ballerina di terza fila formano una coppia sgangherata, che rispecchia fedelmente la precarietà del mondo dello spettacolo e dei suoi abitanti.
A chiudere la ricca stagione de Lo Spazio sarà, dal 23 al 25 maggio, PRIMMA E MO’ - Epica Popolare di un Viaggio (I classificato al concorso Corti Coreografici del Teatro Lo Spazio 2018), coreografie di Viola Centi e Donatella Centi. Il racconto di un viaggio, di uomini della riva, uomini del porto con le loro storie. Un moderno adattamento dell’epico Nostos di Ulisse, mentre le danze popolari scandiscono il tempo rituale.
Da segnalare poi per la stagione 2018-2019 la possibilità di abbonarsi a 5 spettacoli al costo di 39 euro. Gli spettacoli serali avranno inizio alle 20.30.



martedì 25 settembre 2018

Teatro Stabile di Roma, Cartellone 2018/2019

Teatro Stabile di Roma®

Al via la Stagione Teatrale 2018/19 dal titolo:

È STATO UNO SPETTACOLO BELLISSIMO
(sottotitolo: SI SONO TUTTI DIVERTITI)

come il Teatro Stabile di Roma® vuole conquistare la Capitale.

Con una rocambolesca dichiarazione, arriva la nuova stagione del Teatro Stabile di Roma®.
Importanti le collaborazioni: a cominciare da quella con Stefano Benni, autore di un inedito scritto proprio per la Compagnia dello Stabile, in scena a Febbraio 2019, e addirittura attore di uno spettacolo che vedremo in Aprile 2019. Entrambi i lavori portano la regia della giovanissima Giorgia Mazzucato, allieva di Fo e Rame, Miglior Artista Internazionale al San Diego Fringe Festival e Direttore Artistico dell’intera stagione, accompagnata da Maria Beatrice Alonzi, definita La Digital Artist Italiana dalla stampa estera e Direttore Esecutivo dello Stabile. “Dirigo un autore tradotto in più di 30 lingue in tutto il mondo, è come se BoJack Horseman facesse la regia per Clint Eastwood” dice, ridendo, la Mazzucato. Benni sarà anche insegnante della Scuola del Teatro Stabile, con altri nomi noti come quelli di Max Vado e Paolo Rossi.
Le due direttrici, rientrate dal successo della tournée statunitense, mettono ancora una volta i giovani, letteralmente, al centro della scena. Inaugurano la stagione dello Stabile con un testo di Jacopo Neri, classe ‘95, giovanissimo ma con una già lunga lista di riconoscimenti come l’ultimo Hystrio 2018. Lo spettacolo dal titolo TetATet, sarà in scena dal 04 al 07 Ottobre 2018 al Teatro Anfitrione. Protagonista un altro premio Hystrio (2017) e Miglior Attore dello Stabile di Roma: Francesco Guglielmi, in una pièce, dice la Mazzucato “preparata con una tecnica che lascerà gli spettatori a bocca aperta. A chiedersi se quello che stanno guardando sia reale oppure…”.
Tornano poi i successi dell’improvvisazione teatrale come Login (sold-out in italia per tre anni di fila) insieme alle novità come La vigilia di Natale o San Valentino: ti odio. Da gennaio, ogni primo giovedì del mese: la rassegna Teatro e F*ga (dove * sta per una U) in promozione a 5€ per tutti gli universitari. “Abbiamo avviato una collaborazione con diversi spazi teatrali della città” dice la Mazzucato che, quest’anno, lascia la vecchia sede di Via Assisi per dare spazio a diverse strutture che possano contenere scuola e messe in scena “dedicando la nostra intera stagione a tutti coloro che hanno accompagnato la loro vita al teatro e oggi non ci sono più. Abbiamo così chiamato il cartellone: È stato uno spettacolo bellissimo. Crediamo vi sia una svolta da affrontare, il titolo della stagione è anche un monito a ricordarci che quello che abbiamo già fatto si sia concluso: ora siamo parte di un nuovo cambiamento. Abbiamo il desiderio portare ancora più persone a teatro: un teatro accessibile, accattivante, ben recitato, fatto di grandi storie”. “Ci siamo chieste se ci fosse modo di riempire lo spazio” aggiunge la Alonzi ”tra le grandi produzioni comiche, il musical e il teatro di performance; categorie molto rigide e presenti nella scena romana che, a volte, hanno fatto sì che il teatro venisse percepito solo come troppo costoso o noioso o incomprensibile. L’anno scorso siamo riusciti a fare qualcosa di completamente diverso ottenendo il plauso di tutto il nostro pubblico, quest’anno andremo oltre: avvicinandoci ad avere una sede in ogni quartiere universitario o popolare, integrando la massiccia offerta teatrale e formativa della capitale al meglio delle nostre possibilità.
Le due produttrici, fino alla metà di ottobre, saranno anche impegnate con le audizioni della Scuola del Teatro Stabile, dove insegnano il loroMetodo MIT®, quest’anno esportato ad Hollywood, al Berg Studios di Los Angeles, e all’università di New York City.

TetATet in scena dal 04 al 07 Ottobre 2018 al Teatro Anfitrione in Via di San Saba 24 (Aventino) a Roma.
Scritto da Jacopo Neri, regia di Giorgia Mazzucato
Una stanza e il suo doppio. Due personaggi e i loro pensieri. Un perfetto equilibrio speculare ora rotto.
Il pubblico si immerge in una storia e nella sua copia, arrivando a confondere il concetto stesso di realtà. Una storia come tante altre che finisce come una storia come nessuna.
con Francesco Guglielmi, Giacomo De Rose, Noemi Pallotto, Ludovica Bove e Laura Rotalinti.
Una produzione Teatro Stabile di Roma® e Eat The Catfish

Stagione Teatrale del Teatro Stabile di Roma® 2018/19 dal titolo:
È STATO UNO SPETTACOLO BELLISSIMO (sottotitolo: si sono tutti divertiti)

2018:
LOGIN il 23, 25 e 26 Novembre
LA VIGILIA DI NATALE dal 20 al 23 Dicembre
2019:
TEATRO E F*GA (costa poco) - Il 10 gennaio, 07 Febbraio, 7 Marzo, 4 Aprile e 2 Maggio
SAN VALENTINO: TI ODIO dal 14 al 17 Febbraio
STEFANO BENNI E STO dal 28 Febbraio al 3 Marzo
COMUNQUE dal 21 al 24 Marzo
CORTAZARIANA dal 9 al 14 Aprile
TRILOGIA DI UN CORPO (IN PUNTO DI MORTE) dal 3 al 5 Maggio
VETRINA STABILE dal 23 al 26 Maggio.

L’intero cartellone è disponibile sul sito teatrostabilediroma.it

Teatro Anfitrione
Via San Saba 24, Roma
Info 065750827

TetATet da giovedì 4 a sabato 6 ottobre ore 20.30
Domenica 7 ottobre ore 18.30
BIGLIETTI: Intero: 15 €
- Ridotto: 12 € (prenotando via mail a biglietti@lasiti.it)

lunedì 24 settembre 2018

Albert Einstein visto da Mileva Maric

Ieri sera, alla Sala Umberto di Roma ho assisto da un monologo femminile, un monologo molto particolare, che raccontava la vita di una donna di eccezionale intelligenza: Mileva Maric, prima moglie di Albert Einstein, anche lei fisica. Questo spettacolo nasce dalle ricerche di Gabriella Greison, tra Zurigo e Berna  sulla vita della Maric, non solo quella conosciuta ai più: La quinta donna a frequentare una facoltà scientifica, la moglie di Einstein, la madre dei suoi figli. Gabriella Greison ha voluto andare oltre e cose già note e togliere quel velo di omertà che aveva coperto la vita di Mileva post divorzio con Einstein. Mileva dopo il 1919 fino al 1948 anno della sua morte, non andò fuori di testa come sosteneva Poline la madre di Albert, ma condurrà una vita autonoma e brillante lontana dalla famiglia Einstein, che Gabriella con il suo monologo EINSTEIN E ME- La storia d'amore che ha rivoluzionato la fisica e il mondo, tratto dal libro della stessa Greison EINSTEIN E IO.
Il monologo inizia con una giovane Mileva che nel 1896, in piena era positivista, si trova al politecnico di Zurigo, unica donna della sua classe, non è facile sopravvivere in un mondo di uomini, ma la voglia di realizzare il suo sogno è grande, e lei è sulla strada giusta. Nella sua stessa classe c'è un giovane scapigliato e spocchioso. Albert Einstein. i due si innamoreranno formeranno una coppia....e penseranno, lavoreranno, creeranno insieme...un po' come Pierre e Marie Curie, o forse no... Pierre Curie sapeva riconoscere il valore della moglie, e dichiarò di rifiutare il premio nobel per la fisica, assegnatogli se non fosse stato appaiato al suo nome quello della moglie. Albert Einstein invece  quando pubblicò i primi articoli sulla relatività non la ringraziò nemmeno Mileva..d'altronde Ein Stein! Una pietra!
Miriam Comito


L'idea di approfondire questa nuova visione della vita di Albert Einstein, dal punto di vista di Mileva Maric, nasce da un’esigenza di Gabriella Greison che nell'attualità vede nuove forme di stimolo, studio e confronto; mentre un tempo i biografi di Einstein sono stati tutti uomini, ed è per questo che l'immagine di Mileva ci è arrivata distorta. In questo lavoro non si fa cenno a polemiche o rivendicazioni da parte di Mileva, di nessun tipo, sui lavori di Albert Einstein, ma semplicemente si descrive con i termini di oggi, usando parole di oggi, la personalità, la mente e la natura di una donna che potrebbe essere una di noi.
Gabriella Greison è fisica, scrittrice e protagonista sul palco delle sue rappresentazioni teatrali da diversi anni, si è fatta conoscere da tutti con il suo “Monologo Quantistico” che ha girato tutta Italia, superando quota 150 repliche e per la maggior parte sold out.
“Einstein & me” è andato in scena in anteprima il 23 settembre 2018 (domenica) al Teatro Sala Umberto di Roma, ore 21, e sarà libero di girare fin da questa stagione.

Sarah Biacchi dirige HAMLETAS con Francesca Ciocchetti, Galatea Ranzi, Ludovica Modugno, Debora Zuin

Stagione teatrale 2018 | 2019

16 | 28 ottobre 2018

Eliseo Off – Foyer II balconata - Tutti giorni (lunedì escluso) ore 20.30

HAMLETAS 
Studio da William Shakespeare 
da un’idea di Casa Shakespeare e Sarah Biacchi

regia Sarah Biacchi

Con Francesca Ciocchetti Amleto Galatea Ranzi Gertrude Ludovica Modugno Claudio Debora Zuin Polonio Federica Sandrini Ofelia Elena Aimone Laerte Serena Mattace Raso Orazio Caterina Gramaglia Rosencrantz Tullia Daniele Prete, Prima Attrice Diletta Acquaviva Guildersten
aiuto regia 
Solimano Pontarollo
movimenti di scena 
Isa Traversi
costumi 
Susanna Proietti 
assistente alla regia 
Antonietta Bello
light designer 
Francesco Bàrbera
percorso critico drammaturgico 
Flavia Gallo – Università Roma Tre
foto 
Matteo Nardone
produzione 
Teatro Eliseo


Sarah Biacchi, attrice soprano e regista, dal 16 al 28 ottobre 2018 nell’ambito del Prologo di Stagione Eliseo OFF, curerà la regia di HAMLETASun Amleto di Shakespeare tutto al femminile del classico shakespeariano, con  un cast di altissimo livello composto da Francesca CiocchettiGalatea RanziLudovica ModugnoDebora ZuinFederica SandriniElena Aimone,Serena Mattace RasoCaterina GramagliaTullia DanieleDiletta Acquaviva; aiuto regia Solimano Pontarollo. (Eliseo Off – Foyer II balconata - Tutti giorni, lunedì escluso ore 20.30).


Dieci attrici incarnano Amleto di Shakespeare; una piccola rivoluzione che capovolge il teatro precedente la Riforma, dove i ruoli femminili erano interpretati esclusivamente da uomini. È il viaggio di un’anima (Amleto), scolpito per la prima volta nel corpo di Francesca Ciocchetti, accompagnata da un solido gruppo di interpreti prestigiose. Una lettura registica “animica” dove il genere diventa importante per scorrere dentro le vene di una storia con un disegno predestinato.
Essere pronti è tutto, dice Amleto. Rispondiamo alla chiamata come artiste, come creatrici, come donne. Siamo pronte, nel 2018, ad accettare la sfida” afferma la regista Sarah Biacchi, che racconta la lotta fra l’essere e il non essere che ogni essere umano deve affrontare, senza domandarsi se sia uomo o donna: semplicemente spirito. L’incontro fra aldilà, presenze intermedie e vita terrena si manifesta per risollevare, attraverso le labbra di chi non si sente in grado, un mondo “fuori sesto”.


Poco più di un anno fa il progetto HAMLETAS ha debuttato a Verona, presso Casa Shakespeare.

“E' un'idea che io definisco rivoluzionaria – dichiara Sarah Biacchi - perché per la prima volta in Italia viene proposto un testo di Shakespeare interamente interpretato da sole attrici donne di grande e riconosciuto talento, che interpretano indifferentemente i ruoli maschili e femminili. Ora siamo nel 2018, e siamo pronte a ribaltare la logica che governava i palcoscenici sino al 1670. Le donne oggi sono pronte a sostenere i ruoli maschili con classe, padronanza e senza stravolgere nulla. Basta il talento, la cosa che spesso viene accantonata”. 


Il Teatro Eliseo, nell'ambito del Prologo di Stagione, ha deciso di produrre Hamletas come gesto di amore verso il teatro, le attrici, e l'uguaglianza di genere. 

Lo spettacolo nasce da un lungo percorso maturato nel tempo: “Oltre che attrice e regista io sono musicista – afferma Sarah Biacchi - una musicista innamorata dei grandi strumenti. Negli anni ho sofferto i tanti spettacoli visti sui nostri palcoscenici dove le attrici venivano utilizzate per suonare minuetti e valzerini, in un sacrificato contraltare a ruoli maschili smisurati. Ho visto artiste di immenso talento che avrebbero potuto suonare Wagner e Beethoven, per restare nella metafora, essere costrette a fare miracoli col solo uso delle loro corde. Il progetto Hamletas nasce dal mio amore per le interpreti fuoriclasse, che oggi hanno corde per interpretare molti più ruoli di quanti siano stati scritti loro. Questo nostro percorso parte dal testo originale dell’edizione di Carlo Cecchi senza assumere un punto di vista. Solo la storia di Amleto, con le sue battute e i suoi personaggi. Voglio partire da Amleto perché per me è Alfa e Omega. Amleto rappresenta una certa qualità di anime che sono chiamate (“vocate”, appunto) a un compito esistenziale che condizionerà molte altre esistenze ad esse collegate. In un ipotetico viaggio dell’eroe, ad Amleto viene soprattutto richiesto di salvare un piccolo mondo individuale per salvare un’intera nazione, un’etica. E Amleto lo fa. Ma non con la spavalda incoscienza di Rinaldo o di Achille, ma con la disperata complessità della consapevolezza di essere incompleto, fallibile, imperfetto. Con la certezza di essere “nato sbagliato”, e quindi incomprensibilmente chiamato ad un compito più grande delle proprie possibilità. In questa fragilità, sta tutta la magnificenza di Amleto”.
Com’è avvenuta la scelta delle attrici? La regista Sarah Biacchi lo racconta così: “Amleto come lo conosciamo, in fondo è la storia di un’anima. Io ho cercato quest’anima, per qualche anno. E l’ho trovata fra i gesti di un’attrice di cui non posso fare altro che raccontare la caleidoscopica gamma espressiva, Francesca Ciocchetti. Accanto a lei ho immaginato una madre di altrettanta sensibilità: Galatea Ranzi. In lei vedo tutto quello che la contraddizione fra potere e disperazione può deflagrare in una disperata richiesta di accettazione, di necessità, di umanissimo attaccamento a ciò che ci tiene segregati qui, in questo luogo che non sappiamo perché costretti ad abitare. Nel corso di questo viaggio, ho incontrato poi un’artista che sembrava non solo un’ essere mitologico, ma un incrocio perfetto fra padronanza ed esplosione: Ludovica Modugno. Vicino a queste tre enormi figure ho incontrato su una scena napoletana una fragile anima anch’essa frantumabile, ma in pezzi più piccoli. Federica Sandrini. Poi dopo anni di stima brillante e sempre crescente ho scoperto che l’anima di Polonio si nasconde nel tono scanzonato, divertito e apparentemente rassicurante della pluripremiata Debora Zuin. A questo punto mi sono resa conto che anche le altre parti mi parlavano da anime femminili, da interpreti che da anni si sono distinte sulle nostre scene. Elena Aimone, Caterina Gramaglia, Francesca De Nicolais, Serena Mattace Raso, Tullia Daniele, Diletta Acquaviva. Tutte queste attrici strepitose hanno accettato di imbarcarsi in un’impresa enorme e rivoluzionaria: creare un gruppo di prime attrici, che collaborando raccontassero la storia di Amleto, un viaggio in cui dobbiamo e possiamo fare riconoscere lo spettatore, senza domandarci perché”.

Sarah Biacchi oltre che al Teatro Eliseo, sarà impegnata il 18 ottobre, all'interno della rassegna Shakespeare 2018 alla Cometa OFF, dove sarà Lady Macbeth in "Lady Macbeth Show", affiancata dall'amichevole partecipazione di Roberto Ciufoli. In veste di attrice e soprano lirico spinto Sarah Biacchi passa dalle arie di Verdi agli immortali monologhi Shakespeariani fino ad arrivare ad una brillante intervista televisiva che Roberto Ciufoli, in un immaginario programma, conduce attraverso la vita dell'eroina shakesperiana più noir. Tutto il non detto viene affrontato, rivelato, scoperto, vissuto, trasformando Lady Macbeth in una diva con gli occhi bagnati per la telecamera, a metà fra un'assassina spietata ed arrivista e un'adolescente violata da un segreto più grande di lei. La regia è di Chiara Maione. "Lady Macbeth Show", sarà in scena anche l’11 aprile al Teatro Flaiano, per la sua riapertura e a Torino al Teatro Nuovo a fine aprile.


Inoltre dal 19 novembre al 02 dicembre, Sarah Biacchi è Sharon Graham, attrice e soprano lirico spinto al fianco di Mascia Musy al Teatro della Cometa. Nella pièce Sharon sfida Maria Callas sul suo stesso terreno e cantando l'aria di "Lady Macbeth" si accorge, col cuore gonfio di amarezza, che la "Divina" da lei idealizzata ed amata è una donna incapace di donarsi ai propri allievi e che al talento artistico non ne corrisponde uno altrettanto forte umano. Coraggiosa e indomita, Sharon Graham fra le note di Verdi dice addio alla Callas che non riconosce, lasciandola sola coi suoi ricordi.


Inoltre nella prossima primavera – al Teatro Quirinetta - tornerà in scena “Edith”, lo spettacolo di teatro/musica – scritto e diretto da Davide Strava – che omaggia e rievoca il “passerotto di Francia” nel quale Sarah Biacchi interpreta Edith Piaf, accompagnata dal pianoforte di Alessandro Panatteri.